5 February, 2026
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Nella mattinata di Ferragosto, il generale di Brigata Stefano Iasson Comandante della Legione Carabinieri Sardegna, accompagnato dal Comandante Provinciale di Cagliari Generale di Brigata Luigi Grasso, hanno voluto incontrare personalmente una rappresentanza dei carabinieri impegnati nei servizi di controllo del territorio per garantire ai cittadini della provincia, un “Ferragosto” all’insegna della sicurezza.
Il generale Stefano Iasson, sottolineando quanto sia importante l’attività di prossimità dei carabinieri anche nei più piccoli centri della Sardegna, ha espresso i suoi sentimenti di gratitudine ai militari presenti e, loro tramite, anche a quelli impegnati in servizio lontani dal capoluogo per l’operato finora svolta e per il contributo che forniranno alle comunità di riferimento in questo periodo festivo.

Dopo il grande successo dei primi due concerti, prosegue in alcune delle location più suggestive del Sud Sardegna, la quindicesima edizione di ARTango&Jazz Festival, rassegna concertistica organizzata dall’associazione Anton Stadler, sotto la direzione artistica di Fabio Furia, bandoneonista e compositore.

A partire dal 17 agosto, la programmazione sarà arricchita dalla tournée dello spettacolo “Lo que vendrà”, dell’Orchestra tipica di tango del Conservatorio di Musica di Cagliari, con la partecipazione del bandoneonista e direttore artistico del festival Fabio Furia. L’orchestra si esibirà nei comuni di Gonnesa, Sarroch, Narcao, Portoscuso, Iglesias (Porto Flavia) e Pimentel.

Il primo atteso appuntamento da non perdere è il 17 agosto, alle 21.30, a Gonnesa presso S’Olivariu, caloroso parco urbano al centro del paese. La tournée proseguirà, sempre alle 21.30, il 19 agosto a Sarroch, nell’eclatante e suggestiva Villa Siotto, mentre il giorno dopo sarà di scena a Narcao nell’accogliente Piazza Europa. Il 21 agosto, invece, l’Orchestra Tipica si esibirà a Portoscuso, presso la scenografica Tonnara Su Pranu, con inizio del concerto a partire dalle ore 22.00. Dopo alcuni giorni di pausa, l’esibizione verrà replicata a Porto Flavia, sabato 24 agosto, alle 20.30, nello spazio antistante l’ingresso dell’ex Area mineraria di Masua. La tournée si concluderà il 21 settembre a Pimentel, con un evento di beneficenza, nell’emozionante Giardino di Lu, con inizio alle ore 19.00.

Il programma della serata prevede l’esecuzione di capolavori del Tango firmati da autori del calibro di Plaza, Ruggiero, Piazzolla, Di Sarli, Venturam, Melo, Mores, Rovira e Balcarce. Sarà un viaggio nel mondo sofisticato e passionale di quel «pensiero triste che si balla» che è il tango.

 

 

Domenica 11 agosto un volo speciale è decollato dall’anfiteatro di piazza Marmilla, a Carbonia, sull’aereo della “Elledance Airlines” un equipaggio pronto per fare il giro del mondo… guidato dai suoi bravissimi comandanti Emanuele Ledda e Silvia Loi.

Prima tappa il Brasile, con i colori e le danze tipiche di un popolo caloroso e travolgente. Dal caldo del Basile alla fresca Irlanda, con finti boccali di birra da offrire figuratamente a tutto il pubblico. E poi la particolarità del paese a stelle e strisce, gli Stati Uniti, con gruppi di ballo scatenati e delle fogge più diverse fra loro. Non poteva mancare lo scalo in Spagna, con un pittoresco flamenco ballato dai maestri Silvia ed Emanuele. E come non fermarsi in Francia, ad assistere ad uno spettacolo al Moulin Rouge e non potersene andare senza godere della visita a Disneyland Paris, dove in coppia Minny e Topolino si sono romanticamente esibiti…

A seguire la dolcezza delle principesse e il ballo tra Bella e la Bestia, per poi passare ad un divertentissimo can can. E, una volta lasciata la Francia, ancora uno scalo, stavolta in Messico, dove grandi sombreri indossati da piccoli ballerini hanno animato il palco. Un bellissimo omaggio alla grande Frida Kallo, un’icona femminista, una coraggiosa pittrice messicana che con le sue opere ha rivoluzionato l’arte popolare del Messico.

Poi di nuovo sull’aereo per un’altra tappa: la California e qui bellissime cowgirl hanno ballato divertendosi e facendo divertire il pubblico. Ancora una tappa a Cuba con gruppi di Hip Hop con i tipici balli di strada dai ritmi travolgenti.

Un viaggio fantastico tra musiche, danze e costumi di tantissimi paesi del mondo, per poi tornare nella nostra amata Italia, i suoi colori e le musiche tipiche… una samba sulle note di Città di Pulcinella, Vieni a ballare in Puglia a ritmo di jave, Piazza Grande con una dolcissima rumba… E, in conclusione, non poteva non esserci la tappa più importante del viaggio, la nostra Sardegna, con Nanneddu Meu e le bandierine dei Quattro Mori. Così l’intero corpo di ballo dell’Elledance Airlines ha salutato il pubblico che calorosamente l’ha sostenuto per l’intera serata.

Un ringraziamento finale anche da parte dell’assessora Giorgia Meli che ha ricordato l’importanza della danza in un processo di socializzazione per divertirsi e completare sé stessi.

Nadia Pische

           

I vigili del fuoco di Cagliari sono intervenuti stamane, intorno alle ore 11.00, a Capoterra, in località La Maddalena Spiaggia, per un incidente stradale che, per cause ancora da accertare, ha coinvolto due autoarticolati per il trasporto di benzina, ed un pulmino da 9 posti in cui viaggiavano due bambini ed una adulta.
Sul posto si sono subito portare due squadre dei vigili del fuoco, una dalla base estiva del distaccamento di Pula ed una dal distaccamento portuale di Cagliari, con il supporto di un’autogru e di una autobotte dalla sede centrale di Cagliari. Giunte sul posto, le squadre hanno provveduto alla messa in sicurezza dell’area ed all’estricazione delle persone dai diversi mezzi per affidarle alle cure del personale medico del 118, intervenuto con tre ambulanze e un elicottero. Per tre adulti i sanitari hanno disposto il trasporto in ospedale in codice rosso,mentre per i due minori sono stati assegnati codici giallo e verde.
Successivamente i vigili del fuoco si sono occupati di districare il pullmino dalle autocisterne, fortunatamente vuote, mediante l’utilizzo dell’autogru, per il ripristino della sede stradale e della viabilità.
Sul posto, oltre ai vigili del fuoco ed al personale sanitario, sono intervenute anche le forze dell’ordine per quanto di loro competenza.

Mercoledì 21 agosto il generale Roberto Vannacci, parlamentare europeo, presenterà a Portoscuso, nella Sala Corpus dell’ex Tonnara Su Pranu, il su libro “Il Mondo al Contrario”. Nel corso dell’evento saranno affrontati diversi temi trattati nel libro e le connessioni di questi con le politiche dell’Unione europea. Presenterà e modererà l’incontro Roberto Marino Marceddu, amministratore del comune di Gairo. Roberto Vannacci dialogherà con Sandro Angioni. Seguirà il dibattito.

A Sant’Antioco sarà una settimana di Ferragosto ricca di concerti, dai grandi della musica noti al pubblico internazionale sul palco dell’Arena Fenicia, alle band  locali e non solo per “Ferragosto in Laguna”, manifestazione che da alcuni anni accompagna l’estate antiochense e si svolge nelle aree verdi del Lungomare cittadino, in prossimità della laguna. Un evento imperdibile con ingresso sempre gratuito che mette insieme lo street food, le mascotte per i più piccoli, gli hobbisti, il dj set e un gruppo musicale diverso ogni sera, dal 14 al 18 agosto con apertura degli stand alle 17.00.

E così, se la notte di Ferragosto sarà il momento principale della rassegna “FestArtes, Sulky jazz e narrazioni” e l’Arena Fenicia aprirà le porte al celebre musicista e compositore bosniaco di Sarajevo Goran Bregović – “The wedding & Funeral band”, la Laguna ospiterà invece il bravissimo Luca Martelli, “batterista rock”, già componente dei Litfiba. “Ferragosto in Laguna” proseguirà giovedì 15 nel lungomare con il concerto dei Sardos, cui seguirà il dj set di Albo; venerdì 16 sarà il turno dei celebri Golaseca e successivamente ancora Albo dj; mentre sabato 17 ci sarà spazio per uno spettacolo differente: “Summer dance party” di Angel eventi. Chiuderà la rassegna di Ferragosto fronte laguna l’esibizione del gruppo storico locale Wa’in Bon’Ora, in programma domenica 18.

Menzione speciale per sabato 17 agosto, quando Sant’Antioco passerà alla storia del rock: il palco della nostra Arena Fenicia verrà solcato dalla band australiana “Wolfmother”, considerata una delle più grandi rock band del mondo con 6 album all’attivo, un prestigioso Grammy Awards e capace di fare sold out nei suoi molteplici tour mondiali. In Italia le tappe dei rocker australiani saranno due, una delle quali nel prato verde di Sant’Antioco. L’evento rientra nella prima edizione del “Sulki Rock”, festival musicale che ha l’ambizione di essere un punto di riferimento nazionale importante perché capace di attrarre i nomi più blasonati del panorama rock internazionale. Oltre ai Wolfmother, anche diversi gruppi spalla, a partire dalle 19.00: Matteo Leone; i Lastbreath; i Loose Sutures. Biglietti in vendita presso BoxofficeSardegna.it e presso l’edicola di Sant’Antioco Giornaland in via Nazionale.

 

I carabinieri della stazione di Iglesias, durante un servizio di prevenzione e controllo del territorio hanno eseguito anche delle verifiche alle persone sottoposte a misura cautelare degli “arresti domiciliari”. Proprio durante una di queste ultime, nelle primissime ore di questa mattina, in un’abitazione di via Roma, hanno arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti un 53enne del luogo che già era sottoposto alla misura degli arresti domiciliari; nel corso di una perquisizione domiciliare l’uomo è stato trovato in possesso di 2,20 kilogrammi di marijuana, 54 grammi di hashish, una bilancia elettronica di precisione e una macchina per confezionare buste sottovuoto, un coltello a serramanico con la lama intrisa di sostanza verosimilmente del tipo hashish e un bigliettino manoscritto con l’indicazione dei nomi di verosimili acquirenti e l’indicazione di importi a fianco di ognuno di loro.

Quanto rinvenuto, è stato sequestrato e, atteso che il 53enne era già detenuto in regime di arresti domiciliari per reati della stessa natura, su indicazione dell’Autorità Giudiziaria è stato ristretto presso la Casa Circondariale di Uta.

 

 

I carabinieri della stazione di Carloforte, nell’ambito di servizi straordinari di controllo del territorio rivolti principalmente, durante il periodo estivo, alla verifica del rispetto della normativa di settore e relative autorizzazioni da parte degli stabilimenti balneari e delle strutture alberghiere, hanno sottoposto a ispezione una struttura ricettiva sita nell’entroterra dell’isola di San Pietro, rilevando che la location fosse abitualmente utilizzata per ospitare eventi danzanti senza alcuna preventiva autorizzazione municipale ed in violazione di plurime normative attinenti alla sicurezza, igiene e salute.

Una vera e propria discoteca abusiva, insomma, i cui eventi venivano di volta in volta organizzati da due soggetti del luogo i quali, previa diffusa pubblicità tramite i canali social, attiravano, con periodici appuntamenti nei fine settimana, tantissimi giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni. Nel corso delle verifiche è stata rilevata una zona adibita alla diffusione della musica, alla somministrazione di alcolici e alimenti, al pagamento del titolo d’ingresso e la presenza di tre barman, un dj adibito alla consolle e due soggetti con ruolo di addetti alla sicurezza/buttafuori.

Al termine del controllo, sono stati denunciati in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari per apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o trattenimento in concorso un 24enne e un 27enne, entrambi domiciliati a Carloforte e responsabili dell’organizzazione delle feste musicali, ai quali sono state contestate anche sanzioni amministrative che riguardano la somministrazione di alimenti e bevande senza licenza, somministrazione bevande senza SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) e l’effettuazione di pubblico spettacolo senza titolo.

Inizierà il 1° settembre con il primo derby, andata degli ottavi di finale della Coppa Italia, la nuova stagione in Eccellenza di Carbonia e Iglesias. al Comunale “Carlo Zoboli” di Carbonia, fischio d’inizio alle ore 17.00. La formula della manifestazione è ad eliminazione diretta, con partite di andata e ritorno. Il ritorno degli ottavi si giocherà a campo invertito, al Monteponi di Iglesias, domenica 8 settembre, con inizio alle 17.00. Risulterà qualificata (o vincente) la squadra che nei due incontri avrà ottenuto il maggior numero di reti nel corso delle due partite. Qualora risultasse parità nelle reti segnate, l’arbitro procederà direttamente a far eseguire i calci di rigore per determinare la squadra vincente. Quarti di finale (9 e 23 ottobre) e semifinali (13 e 27 novembre) si disputeranno con le stesse modalità. La finale sarà disputata in campo neutro in sede e data da stabilire.

Gli altri accoppiamenti sono i seguenti:

Ferrini-Monastir 1983, Barisardo 1971 Ogliastra Calcio-Villasimius, Nuorese-Taloro Gavoi, Glilarza-Polisportiva Ossese, Li Punti-Alghero, Calangianus 1905-Tempio, San Teodoro Porto Rotondo-Pol. Calcio Budoni.

Imane Khelif, pugile algerina, ha vinto la medaglia d’oro, nella categoria pesi Welter, alle Olimpiadi di Parigi/2024. Il suo torneo pugilistico venne turbato dal ritiro intempestivo della rivale italiana Angela Carini dopo un primo potente pugno al volto. Nei media italiani si creò subito uno schieramento:
– quelli pro-Carini che accusavano Imane Khelif d’essere impropriamente sul ring femminile nonostante avesse caratteristiche fisiche di tipo maschile;
– quelli pro-Khelif che sostenevano la legittimità di quell’incontro in quanto non vi erano dubbi sulla sua femminilità.
E’ riemerso il problema dell’”identità di genere”.
Per capire in quale assurdo ginepraio ci siamo addentrati, convinti di dire cose semplici sul chi sia maschio e chi sia femmina, è necessario rivedere su quali basi storiche, giuridiche e biologiche si identificano il sesso maschile e femminile.
Il problema dell’identità di genere nell’essere umano viene discusso approfonditamente da oltre 2.500 anni, ad iniziare dalla mitologia greca, dai filosofi, dai biologi, dai religiosi, dagli psicologi, dai sociologi dai giuristi, e oggi dai social.
L’”identità” in generale, da quella razziale, a quella culturale, a quella religiosa, etc., è una questione difficilissima. Se ne accorse tristemente Carlo Linneo, il naturalista che per primo tentò di definire il genere “HOMO” nel lontano 1758. Egli ebbe molte difficoltà: venne avversato dagli opinionisti del tempo, quando pubblicò la sua prima classificazione dei resti ossei fossili che “identificò” come appartenenti al genere “HOMO” All’inizio classificò come “Homo” tutti gli scheletri fossili associabili ad attività intelligenti come la fabbricazione di utensili. Con sua sorpresa, nella società civile, in quella scientifica e nella religiosa emersero vivaci contestazioni quando si vide che aveva incluso fra gli “Homo” anche i resti fossili delle grandi scimmie antropomorfe che precedevano l’“Homo sapiens”. A causa di problemi di identità ideologica egli allestì subito una seconda classificazione in cui separò accuratamente l’“Homo sapiens”, dall’”Homo Abilis”, dallo Australopitecus” e dall’Homo Heidebergensis. Così distinse quelli con cranio più piccolo (Ominini) da quelli con cranio più grande.
Fra quest’ultimi incluse l’Uomo di Neanderthal (estinto 25.000 anni fa), e l’Uomo di Flores (estinto 12.000 anni fa).
Già questo fatto dimostra quanto sia difficile definire chi sia “Homo” e chi non lo sia. E’ sicuro che l’”Homo sapiens” deriva per evoluzione dalla scimmia, ed è sicuro che durante l’evoluzione del DNA siano comparsi un numero enorme di aspetti somatici e forme diverse sia di “ominini” che di uomini. E il percorso dell’evoluzione non è finito. Continua ancora oggi come in passato.
Proprio a causa della continua e ininterrotta evoluzione di A-G-T-C (che sono i mattoni del DNA, e di A-G-T-U (i mattoni di RNA), la nostra specie è riuscita a sopravvivere nel pianeta Terra. Tale differenziazione e mutazione continua dei caratteri genetici, inarrestabile nel tempo, venne capita e descritta da Charles Darwin nel suo libro “L’Origine delle specie” del 1859. Egli capì che il cambiamento continuo del cammino della differenziazione genetica attraverso le mutazioni, era necessario per avere sempre a disposizione il tipo di “umano” più adatto a sopravvivere nelle varie condizioni avverse che si sarebbero incontrate.
Watson e Crik nell’anno 1953 si scoprì la “doppia elica del DNA” e aprì la strada “progetto Genoma”.
Nel 1983 il Governo Americano affidò la direzione del centro di ricerche genetiche a Francis Collins affinché sequenziasse completamente il DNA umano. Nell’anno 2000 Bill Clinton e Tony Blair presentarono al mondo la prima bozza dell’intero DNA umano allestita da Craig Venter e Francis Collins. Nel discorso di presentazione Bill Clinton previde la possibilità di analizzare e separare in laboratorio i vari geni contenuti nel DNA (quelli che definiscono il colore dei capelli, degli occhi, della corporatura, della differenziazione sessuale, dell’intelligenza, dei tumori e delle malattie genetiche, etc.). Si prospettò già allora la possibilità di eseguire procedure di ingegneria genetica allo scopo di migliorare il genoma.
Questa nuova possibilità di interferire sull’opera dei Madre Natura ha creato una rivoluzione: prima del 2000 le mutazioni nell’evoluzione genetica erano opera esclusiva di Madre Natura; dal 2000 l’Uomo può interferire sull’ordine naturale dell’Evoluzione. La possibilità di indurre, in laboratorio, mutazioni pilotate del DNA, genererà una nuova definizione della “identità umana”. Necessariamente verranno distinti gli Uomini “mutati in laboratorio” da quelli “non mutati” e potrà derivarne un problema sociale.

Verranno discriminati i “migliorati geneticamente” e quelli “non migliorati” dotati del solo DNA naturale. Ne potrà derivare un problema sociale e politico già sperimentato in epoche recenti: “l’eugenetica” o selezione della “razza migliore”. Potrà imporsi uno nuovo strato sociale di super-umani dominanti e uno strato sociale di umani, inferiori geneticamente, assoggettati ai primi.

Il problema di “identità di genere”, appena sfiorato, e impropriamente gestito, col caso Khelif-Carini, sarà nulla in confronto a ciò che potrà avvenire in futuro.
Oggi, 11 agosto 2024, chiuse le Olimpiadi rimane in piedi un clima di “scontro identitario di genere”.
Uno scontro di cui esistono documenti storici da almeno 2.500 anni a questa parte.
Gli antichi Greci si limitavano a prendere semplicemente atto di ciò che vuole la Natura. Già Platone fece descrivere ad Aristofane lo spettro delle diverse manifestazioni di genere sessuale connaturate all’Umanità. Essi ritenevano che la perfezione stesse nella somma delle qualità di genere e fra le divinità vennero inclusi gli “ermafroditi”. Soggetti dotati di qualità maschili e femminili. Il tema sulla esistenza in Natura degli “intersessi”, secoli prima di Platone, era stato già affrontato dalla filosofia trascendentale iraniana che aveva dato luogo allo sviluppo di una corrente culturale molto influente: quella degli gnostici.
Questi ritenevano che il Demiurgo avesse creato un’umanità imperfetta e che questa avrebbe potuto avvicinarsi al Dio perfetto attraverso la “conoscenza”. Secondo la loro visione tutto era imperfetto; assolutamente tutto e tutti gli esseri viventi avrebbero potuto migliorarsi solo con la “conoscenza”.
Questo concetto di imperfezione connaturata all’uomo entrò in tutte le religioni successive e ne nacque la distinzione tra un “mondo del Bene” e un “mondo del Male”. Ne derivarono correnti intellettuali che estremizzarono il significato di “male”, insito nel sesso e nella capacità riproduttiva degli esseri umani, tanto che giunsero ad imporre ai seguaci imposizione di astinenza assoluta dal sesso e il divieto di procreazione. Fu la corrente dei Catari. Nel 1200 i Catari vennero dichiarati eretici dai Cristiani e la loro corrente fu soffocata nel sangue.
Fu una strage basata sulla lotta culturale scatenata dal diverso modo di concepire l’idea di “identità” sia dell’essere umano, sia della distinzione maschio/femmina.
In quel caso la diversa idea di “identità” venne risolta con una strage. Sappiamo che in seguito, con la retorica della “identità”, anche nella storia recente avvennero altre assurde stragi.
La scienza del 1900 ha dimostrato che l’“identità sessuale” è un concetto che necessita di una classificazione riconosciuta da protocolli allestiti dalla Comunità scientifica internazionale.
In base a quei protocolli la “identità sessuale “ può essere determinata da:
1° Gli ormoni: la prevalenza di testosterone indirizza verso la mascolinità. La prevalenza di Estrogeni indirizza verso la femminilità.
2° La psiche: determina il convinto orientamento personale di genere verso una personalità maschile o femminile.
3° Il DNA: I cromosomi sono in numero di 46 n distinti in 23 coppie; la 23ª coppia è XX nelle femmine, XY nel maschio.
Gli scienziati indicano 4 modelli diversi utilizzabili nell’identità sessuale:
a) Sesso somatico o fenotipo: è dato dai caratteri sessuali primari che sono i testicoli e il pene nel maschio; la vagina, l’utero e le ovaie nelle femmine.
b) Sesso ormonale: prevalenza di gonadotropine e ormoni sessuali (più testosterone nei maschi, più estrogeni nelle femmine).
c) Sesso psichico: orientamento della personalità prevalentemente maschile o femminile (indipendentemente dal sesso genetico, somatico, ormonale).
d) Sesso genetico: XY per i maschi; XX per le femmine.
All’interno di queste 4 classi esiste un’infinita variabilità sui vari gradi di differenziazione sessuale esistenti tra il modello maschile e quello femminile. La variabilità può comportare anche cambiamenti temporanei dell’orientamento sessuale: è la “fluidità di genere”.
Gli studiosi di Biologia molecolare (specialisti in genetica medica) e di ormoni (endocrinologi) dimostrano continuamente l’esistenza di modelli diversi di sessualità.

Nella pratica Urologico-Ginecologico-Andrologica si incontrano due sindromi che possono essere esempi utili per chiarire questi concetti:
Primo esempio: la Sindrome di Morris. E’ una sindrome dovuta alla assenza di recettori per il testosterone. Si tratta di neonati geneticamente maschi (XY) che non sviluppano i caratteri sessuali maschili perché il testosterone non riesce ad attivare i recettori delle cellule somatiche. Questi soggetti sono tuttavia sensibili agli estrogeni. Il risultato finale sarà lo sviluppo di un feto che alla nascita si presenterà con caratteri sessuali femminili. Anche lo sviluppo successivo (adolescenza-maturità) sarà caratterizzato da aspetto generale femminile sia nei caratteri sessuali primari (genitali esterni) che in quelli secondari (ghiandole mammarie, pannicolo adiposo, cute, peli). Questi soggetti presenteranno un’altezza superiore alla media femminile.
L’ostetrica che accoglierà questi bambini alla nascita noterà la presenza della vulva, della vagina e l’assenza dei testicoli. Nel momento della compilazione del certificato di nascita che verrà consegnato all’Anagrafe l’ostetrica certificherà la nascita di una bambina. Con quell’atto si certifica l’“assegnazione di genere”.
Con quell’atto, riconosciuto dalle leggi di tutto il mondo il neonato è per lo Stato una “femmina”.
Esistono anche forme di “insensibilità incompleta al testosterone “ che daranno luogo ad altre varianti con fenotipi ancora differenti.
Secondo esempio: la Sindrome di Klinefelter. In questo caso la 23ª coppia avrà un cromosoma sessuale in più: XXY.
I bambini con sindrome di Klinefelter nascono con aspetto dei genitali esterni di tipo maschile.
Successivamente i caratteri genitali primari saranno ipotrofici mentre i caratteri sessuali secondari svilupperanno in senso femminile (ginecomastia, cute senza peli scarsa muscolatura). Questi individui, come quelli con sindrome di Morris, non saranno fertili.
Esistono poi casi di varianti femminili con un eccesso di cromosomi sessuali: la 23ª coppia sarà rappresentata da tre X, ovvero XXX. La tripla X darà luogo alle “superfemmine” con caratteri femminili molto pronunciati (formosità).
Esistono casi con tripla Y, ovvero YYY. Si tratta dei “supermaschi”. Avranno possente muscolatura, sviluppo scheletrico aumentato, saranno eccellenti nello sport e saranno aggressivi.
Esistono casi da difetto di cromosomi nelle 23ª coppia. E’ il tipico caso della Sindrome di Turner (la 23ª coppia è sostituita da una sola X). Si tratta di neonate bambine che avranno uno scarso sviluppo dell’apparato genitale, dei caratteri secondari e dello sviluppo scheletrico.
Tutte queste varianti avranno grandi difficoltà a riprodursi.
Dopo queste premessa si comprende che l’”identità di genere” può essere molto difficile da definire.
Per evitare di entrare nella trappola dell’“identità” il CIO (Comitato Internazionale Olimpico) ha convenuto che il sesso ufficiale dell’atleta è il “sesso assegnato” alla nascita dal pubblico ufficiale a ciò deputato: l’ostetrica.
Durante les “Jeux Olympiques Paris 2024″ il CIO ha scelto il parametro della certezza legale basato su una convenzione internazionale.
Se fossero stati ignorati i parametri di “identità di genere” riconosciuto dai Parlamenti si sarebbe corso il rischio di discriminare un numero enorme di persone legittimate ad esistere godendo dei diritti costituzionali.
Nel mondo della Sessuologia esiste, con un certa frequenza, la richiesta di “riassegnazione di genere”.
Sono i casi in cui viene contestato il “sesso assegnato alla nascita”.
In questo caso la Legge affida agli scienziati esperti la decisione sul come indirizzare la riassegnazione.
Prendiamo il caso di un individuo che alla nascita sia stato assegnato al genere maschile, che però abbia manifestato in seguito un orientamento in senso femminile, e che chieda una “riassegnazione” al genere a cui sente di appartenere. In tal caso la Commissione di esperti, riunita dal Giudice, dovrà definire:
– a – quale sia il sesso somatico (l’aspetto fisico),
– b – quale sia il sesso genetico nel DNA (XX oppure XY),
– c – quale sia il sesso ormonale,
– d – quale sia il sesso psichico.
L’aspetto sessuale più difficilmente modificabile è il sesso psichico . Si tratta di soggetti che potrebbero entrare in uno stato di profonda sofferenza, fino all’autolesionismo nel caso non venissero soddisfatti nella loro identificazione psichica. Per questo motivo il “sesso psichico” sarà il parametro guida.

Il giudice, una volta ottenuti i pareri certificati dagli specialisti potrà autorizzare la messa in atto delle procedure per la “riassegnazione di genere”. Il chirurgo urologo e quello plastico ridefiniranno l’anatomia dei caratteri sessuali primari in senso femminile (raramente si fa in senso maschile).
L’Endocrinologo riequilibrerà l’assetto ormonale in senso femminile. Il sociologo e lo psicologo sosterranno l’inserimento sociale. Le spese potranno essere a carico dello Stato.
In questo caso il problema da risolvere ha un iter ben definito.
Il problema più grande, per il quale non esiste ancora un iter definitivo, si trova nei soggetti che non sono chiaramente orientati. Sono i Gender-fluid.

L’identificazione di genere è un tema studiatissimo da almeno 25 secoli e, nonostante l’impegno di eccellenti studiosi, il tema è aperto. Per questo, nonostante la sommarietà di quanto riferito, è difficile pensare che le scarne e deficienti informazioni diffuse con linguaggio così elementare dai social, possano essere utili a produrre un’opinione pubblica corretta. Il tema dell’”identità” è un tema sensibile e, se mal gestito, è pericoloso: può indurre dinamiche di esclusione, di discriminazione, fino al razzismo e alla violenza.

Mario Marroccu