22 February, 2026
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Alla vigilia della trasferta di Buddusò il Carbonia si rinforza con Leonardo Brisciani, 20 anni, esterno di centrocampo, proveniente dal Ghiviborgo (serie D, girone E). Arriverà a Carbonia domani mattina e si metterà subito a disposizione del tecnico Graziano Mannu. La società guidata dal presidente Andrea Meloni integra così l’organico, con obiettivo una salvezza tranquilla.

Cresciuto nel settore giovanile della Pro Livorno Sorgenti, ha poi vissuto un’esperienza nella Primavera dello Spezia e nella stagione 2023/2024 ha fatto il suo esordio in serie D nel Livorno, collezionando 16 presenze. Passato alla Frates Perignano, in Eccellenza regionale, la scorsa estate è tornato in serie D, con il Ghiviborgo.

La squadra, intanto, dopo la giornata di riposo in coincidenza con la finale della Coppa Italia vinta dall’Iglesias ai calci di rigore sul Tempio, ha ripreso gli allenamenti lunedì con un programma di sedute quotidiane, fino a domani 30 gennaio. A Buddusò Graziano Mannu dovrebbe avere a disposizione Tomas Pavone, mentre resta indisponibile Adama Coulibaly. Non sarà della partita Lorenzo Melis, squalificato per una giornata per recidività in ammonizioni.

 

 

I Centri Servizi Culturali della Società Umanitaria di Cagliari e Carbonia propongono la terza edizione del concorso cinematografico “Gira che ti riGira”, rivolto alle scuole primarie e secondarie di primo grado statali della Sardegna.
La prima edizione del concorso fu ideata in occasione del lockdown del 2020, con lo scopo di intrattenere giovani under 14 nella realizzazione di un cortometraggio a tema libero, a partire da piccole lezioni di cinema che furono diffuse attraverso i canali online della Società Umanitaria in Sardegna.
Per la terza edizione il concorso prevede due sezioni, una dedicata alle scuole primarie e una dedicata alle scuole secondarie di primo grado, con la proposta di coinvolgere le classi nell’elaborazione di un soggetto cinematografico a tema libero (massimo 2 cartelle, ovvero 3600 battute), finalizzato alla realizzazione di un cortometraggio.
Per aiutare docenti e studenti nella stesura del soggetto è stata predisposta una breve guida che sarà fornita agli istituti scolastici coinvolti.
Le classi possono partecipare al concorso inviando il soggetto cinematografico da loro elaborato all’indirizzo e-mail girachetirigira@umanitaria.it entro il 28 febbraio 2026.
Insieme al soggetto cinematografico è necessario allegare il modulo di partecipazione compilato da un/a docente referente.
I quattro migliori soggetti cinematografici (due per la sezione “Scuole primarie” e due per la sezione “Scuole secondarie di primo grado”) saranno premiati con un laboratorio di cinema rivolto alla classe e finalizzato alla realizzazione del cortometraggio a partire dal soggetto elaborato. Il corso sarà curato da un professionista che, a partire dalla fine di marzo del 2026, seguirà la classe vincitrice nel corso degli ultimi mesi dell’anno scolastico, con tempi e frequenza stabiliti in accordo con il corpo docente.

I 4 cortometraggi realizzati all'interno dei laboratori saranno proiettati pubblicamente, alla presenza di classi, docenti, filmmaker che hanno curato la formazione e staff del concorso.
La proiezione avverrà nel mese di giugno, in una data che sarà comunicata con largo anticipo.
Tutte le informazioni sul concorso sono disponibili sul nostro sito: https://www.umanitaria.it/cagliari/progetti-regionali/gira-che-ti-rigira/

Proseguono, anche nel Sulcis Iglesiente gli interventi di Poste Italiane a favore della sostenibilità ambientale. È stata completata, infatti, presso l’ufficio postale di via Villarios a Giba, l’installazione di nuovo sistema fotovoltaico sul tetto della sede, in grado di generare una potenza complessiva di 15 KW, per una previsione di energia prodotta annualmente di circa 23.000 kWh, e che consentirà un risparmio in termini di emissione di anidride carbonica di circa 11 tonnellate annue.

L’installazione del sistema fotovoltaico posizionato a Giba fa parte di un progetto di Poste più ampio che prevede l’installazione di impianti con una potenza media di circa 50kWp per un perimetro di potenza complessiva pari a circa 19MWp, intervenendo su siti di medie e grandi dimensioni, tra cui uffici postali, sedi direzionali e centri di meccanizzazione postale. Il numero dei pannelli installato da Poste Italiane è specifico per ogni impianto fotovoltaico, nel rispetto della taglia degli immobili e delle caratteristiche tecniche.

Sale l’attesa per la finale regionale del Green Game Sardegna, l’iniziativa dei Consorzi Nazionali Biorepack, Cial, Comieco, Corepla, Coreve e Ricrea dedicata all’educazione ambientale e alle corrette modalità di raccolta differenziata che vedrà protagonisti gli studenti degli Istituti Secondari di II Grado provenienti da tutta l’Isola. L’appuntamento è fissato per venerdì 30 gennaio alle ore 10:00 nella Sala Plenaria della Fiera di Cagliari, pronta ad accogliere la sfida conclusiva dell’edizione 2026.
Il progetto, avviato lo scorso ottobre, ha coinvolto migliaia di studenti in un percorso formativo sui temi della raccolta differenziata, del riciclo e dell’economia circolare. Attraverso un road show che ha toccato numerosi comuni della Sardegna, il Green Game ha saputo unire formazione e competizione, registrando un’ampia partecipazione e un forte interesse da parte delle scuole.
Un dato particolarmente significativo di questa edizione riguarda la partecipazione: le 64 scuole che hanno preso parte al tour regionale saranno tutte presenti alla Finale Regionale, un segnale concreto dell’entusiasmo e della partecipazione attiva dimostrata dagli studenti, dalle studentesse e dai docenti coinvolti nel progetto.
Rappresenteranno la provincia del Sud Sardegna, dopo aver superato una selezione serrata: l’I.I.S. “Einaudi – Bruno” di Muravera; l’I.P.A.-I.T.C.G.-I.T.C “Einaudi” di Senorbì; l’I.I.S. “Beccaria – Loi” di Carbonia, Santadi, Villamassargia e Sant’Antioco; l’I.P.S.S.A.R. “Tuveri” di Villamar; l’I.I.S. “Padre Colli Vignarelli” di Sanluri ed infine l’I.I.S. “Gramsci – Amaldi” di Carbonia.
Le scuole finaliste si contenderanno il titolo di Campione Green Game Sardegna 2026 e buoni per l’acquisto di materiale didattico di 1.500 euro alla scuola prima classificata, 1.000 euro alla seconda e 500 euro alla terza.
La finale regionale sarà inoltre decisiva per l’accesso alla Finale Nazionale del Green Game, in programma il 31 marzo a Roma, al PalaTiziano, dove le migliori scuole provenienti da tutta Italia si sfideranno per il titolo nazionale.
All’evento parteciperanno i rappresentanti dei Consorzi Nazionali per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi -Biorepack, Cial, Comieco, Corepla, Coreve e Ricrea – promotori del progetto, che ogni anno coinvolge oltre 50.000 studenti su scala nazionale.
«Il Green Game dimostra come l’educazione ambientale possa essere efficace quando riesce a parlare il linguaggio dei ragazzi – sottolineano i Consorzi -. Il confronto diretto e la sana competizione permettono agli studenti di acquisire competenze concrete e di comprendere l’importanza dei gesti quotidiani. La partecipazione registrata in Sardegna conferma l’attenzione crescente delle nuove generazioni verso i temi della sostenibilità, un segnale incoraggiante per il futuro.»
Giunto alla tredicesima edizione, il Green Game prosegue un percorso consolidato che negli anni ha coinvolto numerose regioni italiane, tra cui Marche, Puglia, Sicilia, Lazio, Calabria, Campania, Abruzzo, Molise, Basilicata, Liguria e Piemonte, oltre a due edizioni in formato digitale. Fondamentale il contributo degli esperti formatori Peaktime, Alvin Crescini e Stefano Leva e l’impiego di tecnologie interattive, elementi che continuano a rendere il progetto un’esperienza educativa attuale e coinvolgente. L’iniziativa si svolge con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

 

Non solo bellezze naturalistiche, con la nascita dell’Ecomuseo interattivo storico-archeologico il Parco di Gutturu Mannu mette in rete le sue attrazioni più importanti e offre ai visitatori la possibilità di raggiungere con un click i siti di maggiore interesse dell’area protetta compresa tra i territori di Pula, Villa San Pietro, Siliqua, Domus De Maria, Uta, Assemini, Santadi, Capoterra, Sarroch e Teulada.

La totale digitalizzazione permetterà un’esperienza immersiva sulla storia e sull’archeologia del territorio, spaziando inoltre, vista la plastica opportunità della piattaforma digitale con gli argomenti dedicati all’ambiente. Il progetto, realizzato da un pool di esperti, è stato portato avanti con la collaborazione della Soprintendenza archeologica di Cagliari e Oristano e l’Archivio di Stato di Cagliari.

L’obiettivo del progetto è quello di valorizzare un aspetto poco conosciuto e non scontato per un parco naturale che, nel caso di Gutturu Mannu, vede un’insolita ricchezza e densità di testimonianze dall’epoca preistorica a quella moderna e contemporanea: circa 55 siti all’interno e nell’immediato intorno dell’area protetta.

Gli output del progetto, realizzato dalla società Telos, sono una piattaforma web ( https://ecomuseogutturumannu.it/) che consente di esplorare tramite mappe, testi e immagini i tesori presenti sul territorio, e alcuni video divulgativi che saranno accessibili anche tramite una postazione interattiva allestita presso l’infopoint di Pantaleo, porta del Parco nel Comune di Santadi. Strumenti che permetteranno di visitare da qualsiasi parte del mondo siti di grande importanza storica e archeologica come nuraghi, tombe dei giganti e antichi insediamenti abitativi.

Quello intrapreso dal Parco è un primo significativo passo verso la realizzazione di un Ecomuseo a tutto tondo capace di integrare storia, cultura e natura e mettere a sistema tutte le infrastrutture materiali e immateriali per la comprensione e la fruizione dei valori dell’area protetta.

 Walter Cabasino, sindaco di Pula e presidente del Parco di Gutturu Mannu, spiega come attraverso l’Ecomuseo interattivo sarà possibile offrire una visione d’insieme delle bellezze storiche e archeologiche dell’area protetta: «Non puntiamo esclusivamente alle conservazione di questo immenso patrimonio naturalistico, ma vogliamo anche far conoscere tutte le sue attrazioni. Questo territorio ospita siti di grande interesse risalenti a epoche come il Neolitico, l’età del Bronzo, ma anche al periodo Fenicio-Punico e Romano. Questo parco non è solo un punto geografico, ma una comunità con proposte e progetti importanti che puntano ad attirare sempre più visitatori».

Massimo Impera, sindaco di Santadi, sottolinea l’importanza del progetto: «Attraverso operazioni di questo tipo è possibile aprire le porte d’accesso del parco e mostrare alle comunità dei territori che ne fanno parte e ai visitatori tutte le opportunità che questo territorio è capace di offrire».

Beniamino Garau, sindaco di Capoterra, rimarca l’importanza di mettere a sistema le bellezze archeologiche del parco: «Ci sono tanti luoghi di interesse da ammirare, nel nostro territorio, ad esempio, meritano di essere conosciuti da tutti il villaggio di Bidd’e Mores e Su Campusantu ‘e Is Arruus. Il progetto di digitalizzare tutto il materiale relativo alle attrazioni del parco, ci permetterà di compiere un passo in avanti verso l’apertura di un Ecomuseo vero e proprio».

Angelo Dessì, sindaco di Sarroch, spiega come l’Ecomuseo rappresenti un grimaldello per raggiungere una valorizzazione più completa dell’area naturalistica di Gutturu Mannu: «Molto importante mostrare ai visitatori le bellezze storiche e archeologiche di questo territorio, il prossimo passo sarà quello di lavorare al miglioramento della viabilità in modo da permettere anche fisicamente al pubblico di ammirare questo immenso patrimonio».

 Giovanni Cafiero, coordinatore del progetto: «Il patrimonio culturale, è, ancor più di quello naturalistico, una risorsa non rinnovabile. Mentre si può reintrodurre una specie animale – si è fatto proprio qui con la reintroduzione del cervo sardo – non si possono reintrodurre le testimonianze materiali delle civiltà del passato. Le si possono però conservare e valorizzare. L’ecomuseo è il progetto per rigenerare il rapporto tra uomo e natura su nuove basi, rafforzando il senso di identità, la partecipazione pubblica e l’impegno delle istituzioni e delle imprese per una gestione sostenibile del territorio del Parco».

E’ stata firmata la cassa integrazione per le aree di crisi complessa per la CQ Nol, ISC e Segesa, il 5 febbraio si firmerà anche per la Reno, ma la crisi industriale esistente, non apre nuovi spiragli di rilancio.

Lo scrivono, in una nota, le segreterie territoriali FIOM, FSM, UILM.

«Si è garantito un ulteriore anno di ammortizzatori sociali ad oltre 300 lavoratori, ma quanto sta accadendo all’interno del polo industriale è molto preoccupante, e aumenta la precarietà tra gli appalti e non soddisfa le organizzazioni sindacaliaggiungono le segreterie territoriali FIOM, FSM, UILM -. In particolare all’interno della Portovesme srl in una fase in cui si dovrebbero garantire le lavorazioni per le aziende con i dipendenti coinvolti negli ammortizzatori sociali, aumentano le concorrenze al ribasso, facendo partecipare negli appalti aziende con contratti differenti (Federmeccanica, PMI, Artigiani e Cooperative), a discapito dei lavoratori che hanno un “costo” maggiore per la committente. È un fatto grave del quale, FIOM, FSM e UILM hanno portato a conoscenza i ministeri del Lavoro e del Made in Italy, oltre all’assessore al Lavoro e a Confindustria nel corso degli incontri tenuti in questi giorni, oche hanno portato alla firma della cassa integrazione, ricevendo le rassicurazioni da parte di Confindustria, per una convocazione per discutere di tali argomenti. Allo stesso modo è stata evidenziata l’urgenza di arrivare alla convocazione presso il Mimit per rimettere al centro la vertenza ex Alcoa e ottenere la convocazione più e più volte sollecitata perché considerata dai sindacati, come principale opportunità di rilancio occupazionale e produttiva di Portovesme.»

«Le assemblee che si terranno in questi 20 giorni, per il rinnovo del CCNL Federmeccanica, saranno l’occasione per FIOM, FSM e UILM per rimettere in piedi una mobilitazione mai assopita e che sarà rafforzata nel mese di febbraio dalle partecipazioni dei massimi livelli nazionali di categoria.»

«È con profonda costernazione e legittima polemica che constatiamo, al termine dell’esame dell’articolo 4 della Finanziaria regionale, la totale assenza del settore della pesca nell’agenda politica della Giunta Todde. Un’assenza che non è una semplice dimenticanza, ma una precisa scelta politica che condanna all’invisibilità uno dei comparti produttivi più identitari, vitali e potenzialmente strategici della nostra Isola.»

Lo scrive, in una nota, Gianluigi Rubiu, consigliere regionale di Fratelli d’Italia.

«Mentre la Legge di Stabilità 2026 viene discussa in Aula, si conferma una visione miope e distante dai territoriaggiunge Gianluigi Rubiu -. Non una misura, non una risorsa, non un’attenzione specifica viene riservata agli uomini e alle donne del mare, ai pescatori, agli allevatori ittici, all’indotto della filiera. Un settore che coinvolge migliaia di operatori e famiglie, e che in una regione con oltre 1.800 chilometri di costa dovrebbe essere al centro di politiche di sviluppo, tutela e innovazione.
Di fronte a questa doppia emergenza – l’emergenza cronica dell’abbandono politico e l’emergenza acuta del disastro naturale – l’azione della Giunta si conferma inadeguata e silente. La recente nomina dell’assessore Francesco Agus, che pure raccoglie le deleghe all’Agricoltura e alla Pesca, non ha per ora portato a quel cambio di passo e a quella attenzione concreta che il settore marittimo e le comunità costiere meritano da anni.»
«Chiedo con forza che questa Giunta apra finalmente gli occhi sul mondo della pesca sarda. Concludo con un appello preciso e non più rinviabile: nell’imminente ripartizione degli indennizzi e delle risorse per la ricostruzione post-ciclone Harry, si abbia finalmente un occhiò di riguardo verso il settore della pesca e verso il territorio del Sulcis Iglesiente e delle sue marinerie, così gravemente colpito, in modo particolare Sant’Anna Arresi, Teulada, Calasetta e Sant’Antiococonclude Gianluigi Rubiu -. Non si ripeta l’errore di considerare solo la terraferma. Il mare e chi ci lavora sono parte integrante e essenziale dell’economia e del tessuto sociale sardo. È ora di passare dalle parole ai fatti, dalle omissioni agli investimenti, dall’invisibilità al protagonismo. Basta con la pesca come settore fantasma. La Sardegna merita di più.»

Si è tenuta oggi, 28 gennaio 2026, la prima riunione della Comunità del Parco dall’insediamento del Commissario straordinario del Parco Geominerario. L’incontro, convocato e presieduto da Pietro Cocco, sindaco di Gonnesa e presidente della Comunità del Parco, si è svolto nella Sala Astarte presso la Grande Miniera di Serbariu a Carbonia, sede degli Uffici dell’Ente.
Oltre al Commissario straordinario Roberto Curreli e al Direttore del Parco Geominerario Fabrizio Atzori, erano presenti numerosi sindaci, rappresentanti delle province, delle città metropolitane e i rappresentanti dei due atenei sardi. Nel corso dei lavori sono state illustrate le nuove progettualità in campo a favore dei Comuni e delle associazioni compresi nelle diverse aree del Parco.
I rappresentanti delle amministrazioni comunali, pur manifestando esigenze e criticità, hanno espresso piena disponibilità e la volontà di collaborare attivamente con l’Ente nell’interesse dei territori e delle comunità.

L’ASD GS Iglesias Calcio riceverà la Benemerenza Nazionale della F.I.G.C. – L.N.D. per gli oltre 100 anni di attività sportiva e sociale. Il prestigioso riconoscimento è stato deciso su indicazione del presidente del presidente del Comitato regionale Sardegna della Lega Nazionale dilettanti Gianni Cadoni. La cerimonia di premiazione delle Benemerenze Sportive della F.I.G.C. – L.N.D. si terrà, alla presenza delle massime autorità sportive nazionali, sabato 28 febbraio 2026, alle ore 11.00, presso l’Hilton Rome Airport in Romа.

L’assegnazione all’ASD GS Iglesias Calcio, società sportiva fondata nel 1925, della Benemerenza Nazionale della F.I.G.C. – L.N.D. per gli oltre 100 anni di attività sportiva e sociale, è arrivata ieri 27 gennaio 2026, tre giorni dopo la conquista della Coppa Italia (prima nella sua storia centenaria), maturata sabato 24 gennaio nella finale con il Tempio, al campo Tharros di Oristano.

Giampaolo Cirronis

 

Ieri, lunedì 26/01/2026, è stato costituto il “Comitato iglesiente per il NO al referendum sulla giustizia”. Il comitato si pone come obiettivo quello di promuovere e organizzare sul territorio iniziative, attività ed eventi, per raggiungere e sensibilizzare i cittadini su un tema di fondamentale importanza per tutti gli italiani. Lo scopo del comitato non è solo quello di raccogliere quanti più consensi e adesioni per il NO, ma anche di contribuire a favorire la partecipazione dei cittadini alla vita democratica, in una fase storica di grande disaffezione alla politica e al voto.
Aderiscono attualmente al comitato: la FILCTEM CGIL del Sulcis Iglesiente, lo SPI CGIL LEGA Iglesias, la CGIL SSO, l’ANPI sezione di Iglesias, la Camera del Lavoro della Sardegna sudoccidentale, il Partito Democratico Sulcis-Iglesiente, i Giovani Democratici di Iglesias, Partito della Rifondazione Comunista di Iglesias, Partito comunista italiano circolo di Iglesias, l’ARCI di Iglesias, Memoratu, CGIL FLC di Iglesias, il Circolo Angelo Corsi, Sinistra futura Iglesias. L’adesione al comitato è aperta a tutte le associazioni, le organizzazioni e i cittadini che si oppongono alla approvazione dei punti del referendum.
Il comitato ha eletto come suo portavoce Simone Crobeddu, segretario dei Giovani Democratici di Iglesias.