2 May, 2026
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Margherita Canè è l’ottava centenaria di San Giovanni Suergiu. La nonnina ha raggiunto il suo secolo di vita il 25 aprile, giorno in cui si celebra la Festa della Liberazione. Circondata dalla sua numerosa famiglia, la signora Margherita ha ricevuto anche gli auguri speciali della sindaca Elvira Usai che a nome della sua amministrazione le ha donato una targa ricordo per questo compleanno speciale.

Una vita di lavoro e sacrifici per Margherita Canè, nata a Tratalias il 25 aprile 1926 e arrivata a San Giovanni Suergiu per sposarsi con Mario Mei il 7 novembre 1947. Dal loro amore sono nati 8 figli, di cui 6 sono in vita, 15 nipoti e 9 pronipoti. Nel 2018 nonna Margherita è rimasta vedova ma ha sempre continuato a vivere una vita attiva. Per oltre vent’anni ha lavorato come commerciante e mentre cresceva i suoi figli aiutava il marito nella storica rivendita di polli.

«Mi svegliavo alle tre del mattinoracconta Margherita Canèper spennare e pulire i polli da vendere al mercato comunale.»

Una donna forte, determinata e con la passione del cucito e del ricamo: sino a due anni fa svolgeva le pulizie di casa e si dedicava alla realizzazione di tovagliato e biancheria varia interamente ricamati a mano.

La Regione Sardegna ha avviato la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) del Piano per l’individuazione delle zone di accelerazione terrestri, in attuazione del D.Lgs. n. 190/2024 che recepisce la Direttiva RED III. Il Piano è uno strumento rilevante per promuovere lo sviluppo degli impianti da fonti di energia rinnovabile (FER), prevedendo procedure autorizzative semplificate nelle aree ritenute idonee.
Le aree di accelerazione sono individuate principalmente in contesti già compromessi, come aree industriali, brownfield, parcheggi e coperture di edifici, escludendo i territori sottoposti a tutela ambientale, tra cui parchi, IBA e siti della rete Natura 2000.
Nell’ambito della VAS, Italia Nostra Sardegna ha espresso apprezzamento per l’impostazione generale del Piano, condividendo in particolare la scelta di limitare le procedure semplificate ai soli impianti fotovoltaici e di escludere le aree protette, in coerenza con la normativa nazionale ed europea.
Allo stesso tempo, l’associazione ha presentato alcune osservazioni migliorative, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la tutela ambientale e paesaggistica.
Tra le principali proposte:
• l’introduzione di una fascia di rispetto (buffer) non inferiore a 500 metri dalle aree naturali protette e dai siti con presenza di beni culturali, quale misura minima di salvaguardia preventiva;
• la previsione esplicita che, nei siti inquinati inclusi tra le aree di accelerazione, le autorizzazioni siano subordinate alla preventiva realizzazione degli interventi di bonifica e decontaminazione.
Italia Nostra Sardegna ha inoltre formulato osservazioni puntuali sul sito ex Sardamag nel comune di Sant’Antioco, chiedendone lo stralcio dalle aree di accelerazione in considerazione della sua prossimità al centro abitato, al porto e a una Zona Speciale di Conservazione.
Le aree di accelerazione possono rappresentare uno strumento efficace per la transizione energetica solo se individuate in modo rigoroso e coerente con i valori ambientali e paesaggistici dei territori. In questa prospettiva, le osservazioni presentate mirano a migliorare il Piano regionale, garantendo uno sviluppo delle energie rinnovabili realmente sostenibile.

Graziano Bullegas

Italia Nostra Sardegna

Nella foto di copertina l0 stabilimento ex Sardamag prima della demolizione

Il 27 aprile 2026 il gruppo rock elettronico trigaríu, attivo a Sant’Antioco dal 2022, autore dell’EP il tempo che ci vuole, partirà dalla Sardegna alla volta della Grecia per prendere parte al CoFestival, rassegna internazionale promossa dall’associazione CoTranspose, in programma a Dikaia, al confine tra Grecia, Turchia e Bulgaria, dal 30 aprile al 3 maggio.
L’iniziativa è sostenuta dall’associazione Su Logu di Sant’Antioco, in collaborazione con Cherimus di Perdaxius, realtà attive nella promozione culturale del territorio del Sulcis. Il viaggio rappresenta al tempo stesso un gesto simbolico e concreto: oltre 2000 chilometri percorsi in pulmino, attraversando territori e culture diverse, con l’obiettivo di costruire connessioni e rafforzare reti artistiche internazionali.
La collaborazione tra Cherimus e CoTranspose nasce all’interno del progetto europeo FLIP, volto a favorire lo scambio tra eccellenze culturali. Un momento chiave di questo percorso è stato l’incontro, nel novembre 2025, con la danzatrice Nina Michailidou, che ha avviato un dialogo sfociato nell’invito ufficiale ai trigaríu.
La formazione, composta da Francesco Portas (voce e synth), Elia Longu (chitarra) e Makika (batteria e launeddas), porterà sul palco del CoFestival una proposta musicale che unisce tradizione e sperimentazione, contribuendo alla diffusione del patrimonio sonoro sardo in un contesto europeo.
A documentare il viaggio sarà la filmmaker Gioia Matta, affiancata da Laura Ennas e Anna Auricchio.
Il progetto darà vita a un documentario prodotto dall’Università di Cagliari nell’ambito del master in regia e produzione di documentari, raccontando non solo l’esperienza artistica ma anche il percorso umano e relazionale che accompagnerà questa spedizione.
«La partecipazione al CoFestival rappresenta un’importante occasione di confronto per gli artisti coinvolti – afferma Emiliana Sabiu, cofondatrice di Cherimus inserendosi in un contesto di confine ricco di stratificazioni culturali. Per il Sulcis, territorio spesso marginale, iniziative come questa sono fondamentali per aprirsi a nuove prospettive, costruire reti internazionali e sviluppare pratiche condivise capaci di valorizzare le realtà artistiche emergenti.»

Il Carbonia gioca questo pomeriggio sul campo della vicecapolista Ilvaaddalena, in caso di vittoria potrebbe chiudere il campionato al 5° posto. Graziano Mannu deve fare a meno degli squalificati Fabricio Ponzo e Rosario Gurzeni ma recupera Tomas Pavone che ha scontato una giornata di squalifica domenica scorsa con l’Atletico Uri. L’Ilvamaddalena ha perso il treno della promozione diretta con la sconfitta di Villasimius e nella partita odierna non ha interessi diretti di classifica, essendo già qualificata per la finale playoff che il 17 maggio la vedrà opposta alla vincente della semifinale tra Nuorese e Tempio. Dirige Francesco Isnardi di Albenga, assistenti di linea Augusto Giovanni Scanu e Mario Puggioni di Sassari.

 

 

Nonostante il mancato raggiungimento dei playoff, primo obiettivo di inizio stagione, l’Iglesias conclude oggi il campionato di Eccellenza regionale in un clima di grande festa.
Alle ore 15.00, prima della partita con il Villasimius, al Monteponi verranno presentati al pubblico i tre trofei vinti dalle squadre rossoblù nel corso della stagione che va in archivio:
– la Coppa Italia Dilettanti della prima squadra;
– la Coppa Santa Barbara della squadra allievi promossa in A1
– la Coppa Capodanno della squadra giovanissimi
«Un momento speciale per condividere insieme l’orgoglio di questi successi e il lavoro di tutta la nostra famiglia sportiva, Per l’occasione il presidente Giorgio Ciccu ha deciso di regalare un momento speciale a tutte le famiglie. A fine partita verrà effettuata l’estrazione di una matrice di un biglietto: il genitore fortunato vincerà l’iscrizione gratuita del proprio figlio al nostro settore giovanile per la prossima stagione sportiva! Un motivo in più per essere presenti e festeggiare insieme questo bellissimo anno di sport. Vi aspettiamo numerosi!»

Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale di Carbonia è stata bocciata una proposta semplice e concreta: garantire una presenza minima della Polizia Municipale nella frazione di Cortoghiana, in momenti specifici come il mercatino e gli orari di ingresso e uscita dalle scuole.

La risposta dell’Amministrazione è stata che il potenziamento del servizio è già in corso, tra assunzioni, graduatorie e programmazione futura. Un percorso importante, che nessuno mette in discussione.

Ma proprio per questo la domanda resta: se il rafforzamento è già avviato, perché respingere una proposta che chiedeva solo di renderlo immediatamente visibile e mirato dove serve?
Quella mozione non era alternativa alla pianificazione. Era il modo per affiancarla con un intervento concreto, subito attuabile.

Perché il punto, nelle frazioni come Cortoghiana e Bacu Abis, non è solo organizzativo. È una questione di presenza.
I cittadini non percepiscono graduatorie o atti amministrativi. Percepiscono la presenza (o l’assenza) sul territorio, nella quotidianità.

È da qui che nasce la fiducia o la sfiducia nelle istituzioni.

A nostro avviso averla respinta significa aver perso un’occasione: quella di dare una risposta immediata a un’esigenza reale, senza entrare in contraddizione con quanto già programmato.
Perché pianificare è fondamentale. Ma senza segnali concreti, visibili ogni giorno, il rischio è che tutto resti sulla carta.
E che le frazioni si sentano, ancora una volta, più lontane dal resto della città.

Luisa Poggi
Segretaria Cittadina Sinistra Futura Carbonia

Torna nel Parco di Villa Sulcis, a Carbonia, dopo sette anni di assenza e l’interruzione dovuta all’emergenza Covid, il concerto del 25 aprile, quest’anno promosso da Anpi Carbonia, Casa del Popolo, Arci e Associazione Memoratu. La nuova edizione della Festa del 25 aprile nel Parco di Villa Sulcis a Carbonia vuole essere un momento di socialità e incontro, e di festa, ma anche di chiamata a raccolta delle energie e delle forze antifasciste del territorio in un momento storico in cui le democrazie mondiali soffrono di una sindrome declinante. L’incontrarsi vuole essere anche il modo per prendere consapevolezza della capacità di reagire alle derive autoritarie e, in Italia, ai tentativi di attacco alla Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza, che ancora oggi di rappresenta il miglior momento della storia italiana in cui cittadine e cittadini liberi si sono uniti per rivendicare i valori di giustizia, uguaglianza e libertà. Per dare spazio e anima a tutto questo l’iniziativa prevede musica e socialità dall’ora di pranzo fino a sera nel centralissimo Parco di Villa Sulcis.

Sul palco del 25 aprile si alterneranno band e artisti rock, punk e rap del territorio. Tra questi i sulcitani B745 che ispirano il proprio immaginario all’epopea mineraria del territorio e che recentemente hanno licenziato il loro primo album dal titolo “Sospesi sopra il nulla”. Ad aprire la kermesse saranno Enrico e Federica Putzolu. che eseguiranno in lingua sarda canti di protesta ispirati, ai racconti delle lotte dei minatori, contro il fascismo, la guerra, per il riscatto della classe operaia. A seguire Ily – G, rapper carboniense di origini marocchine la cui musica richiama sonorità mediterranee e orientali e debutterà live in esclusiva sul palco del 25 aprile. Il rap sarà al centro anche del live set di Edgar Zeta Tilt, musicista, dj e paroliere che incarna la vecchia scuola rap che ha scritto un pezzo di storia hip hop dell’Isola. Tutte altre atmosfere nel live dei Phantomized, band nata nell isola nel 2024, che si distingue per un suono crudo, diretto e senza fronzoli, caratterizzato da distorsioni, ritmi urgenti e un attitudine DIY che richiama le radici del punk più selvaggio degli anni ’60 e ’70 con qualche sfumatura “spettrale” suggerita dal nome stesso. Punk rock che sarà presente anche nel live dei Dawzz, power trio sulcitano che propone un miscela di noise post punk polveroso e pop rock.

A chiudere l’evento saranno Le Mele Marce: tra i pionieri della scena Oi! italiana, il gruppo punk reggiano nato nel 1996 si distingue per i testi socialmente impegnati e per un’attitudine antifasciste e antagonista. Suoneranno per la seconda volta in terra Sarda e per la prima volta a Carbonia. Durante tutta la manifestazione gli intermezzi musicali saranno affidati al dj-set di Riccardo Massidda, artista e performer carboniense con radici sparse ovunque nel mondo ha creato il personaggio della Drag Ava Hangar. Come DJ collabora con Masseria Wave e Spyral Fest, due realtà salentine legate alla musica indipendente e alla sperimentazione e ha creato a Firenze, in collaborazione con Arcigay, The Shade, format originale che unisce talk, cabaret queer e clubbing.

Il presidente della Provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai, ha approvato tre decreti deliberativi riguardanti altrettanti progetti di fattibilità tecnico-economica per interventi di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza della rete viaria provinciale.
Gli interventi, finanziati riguardano in particolare:
– la SP 2 – tratto Villamassargia, per un investimento complessivo di 500.000 euro
– la SP 1 – Santadi per un importo di 100.000 euro
– la SP 82 – tratto bivio SS 126 Gonnesa – bivio SP 2 Portoscuso, con un finanziamento complessivo di oltre 411.000 euro
Si tratta di opere fondamentali per migliorare la sicurezza stradale, la percorribilità e la qualità delle infrastrutture in un territorio strategico per mobilità, sviluppo e collegamenti tra i centri urbani.
«Con questi provvedimenti proseguiamo con determinazione nel lavoro di messa in sicurezza della nostra rete viaria. Investire sulle strade significa tutelare i cittadini, sostenere le attività produttive e garantire collegamenti più efficienti tra i territori. Questi interventi rappresentano un passo concreto verso una viabilità più moderna e sicura», ha detto il presidente della Provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai.
«L’approvazione dei progetti di fattibilità è un passaggio fondamentale che ci consente di accelerare verso la realizzazione delle opere. Abbiamo individuato interventi prioritari su tratti particolarmente critici, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza e rispondere alle esigenze delle comunità locali», ha aggiunto il consigliere delegato alla Viabilità, Sasha Sais.

Dal 28 aprile al 26 maggio il Club Jane Austen Sardegna porta il laboratorio “Abitare Grazia” in tre tappe tra L’Aquila e la Sardegna – Villacidro, Guspini -, costruendo intorno alla scrittura di Grazia Deledda un percorso interattivo e non convenzionale che lega il centenario del Premio Nobel a contesti vivi, diversi, capaci di riceverla. Tre appuntamenti pensati come spazi da attraversare: non l’analisi di un’opera, ma l’incontro con una voce che, a cento anni dal riconoscimento più alto, continua a generare domande. Tutti gli appuntamenti sono gratuiti per i partecipanti; il ciclo viene realizzato senza alcun costo per gli istituti coinvolti.

Il ciclo è già avviato: il primo appuntamento si è tenuto il 14 aprile al Convitto Nazionale di Cagliari, aprendo il lavoro con gli studenti dell’isola. Il secondo il 20 aprile all’IIS Asproni di Iglesias – un incontro riservato agli studenti, costruito intorno alla formula #sfidaconGrazia, che mette la scrittura di Deledda al centro di un confronto diretto, partecipato, senza mediazioni.

Il laboratorio – nato all’interno del festival Dicembre Letterario e diventato nel tempo una linea di lavoro autonoma del Club – si muove attraverso strumenti e modalità non ordinari: non la spiegazione di un testo, ma l’esperienza di entrarci. Un passaggio umano, un’immagine che resta, un punto in cui riconoscersi. «Scegliere un libro, leggerlo, e poi entrarci dentro – sintetizzano la direttrice artistica Giuditta Sireus e la presidente Gabriela Podda -: Fare della lettura un’esperienza capace di lasciare qualcosa di umano, di vivo, di condivisibile. È questo che cerchiamo ogni volta».

Martedì 28 aprile – CONVITTO NAZIONALE DELL’AQUILA

Apre il ciclo la tappa aquilana, la prima fuori dall’isola. “Abitare Grazia” arriva a L’Aquila in una congiuntura precisa: il centenario del Nobel a Grazia Deledda incontra una città che si prepara a essere Capitale italiana della Cultura 2026, in un luogo che guarda alla cultura come pratica e non come vetrina. Il laboratorio non entra qui per lavorare sul dramma, ma per portare la forza della lettura: la sua capacità di creare incontro, immaginazione, movimento. «Portare Grazia a L’Aquila significa inserirla in un contesto importante e restituirla come autrice pienamente contemporanea, capace di parlare fuori dall’isola con energia nuova», osservano Sireus e Podda. Una voce che attraversa l’isola e continua a parlare, oltre ogni confine. Non una figura da celebrare: un’autrice che entra nelle vite.

Sabato 23 maggio – LICEO CLASSICO E LINGUISTICO DI VILLACIDRO

Martedì 26 maggio – IIS VOLTA DI GUSPINI

Le due tappe sarde completano il ciclo dentro le scuole dell’isola: contesti diversi, stesso metodo. Il laboratorio non entra nelle aule come lezione aggiuntiva, ma come passaggio – “un luogo in cui le parole incontrano l’esperienza e diventano domanda”. Il percorso viene portato avanti senza alcun costo per gli istituti, come parte di un impegno che il Club Jane Austen Sardegna ha scelto di assumere con continuità: portare Grazia Deledda ovunque le venga chiesta, dentro situazioni nuove, con la freschezza e la sorpresa che la lettura può ancora generare.

Alla Fabbrica del Cinema di Carbonia torna con altre due date in Sardegna il film del regista sardo Massimo Selis “E se ora, lontano – Un’altra voce esiste”.
Prodotto dalla casa di produzione olbiese Phausania Film. Gli autori saranno in sala per dialogare con il pubblico.
Esistono giovani che cercano un senso profondo nelle cose, che vogliono mettersi in gioco nella vita concreta, impegnarsi nella società civile, che vogliono recuperare il senso della comunità dove il destino del singolo è parte di un destino più grande, che vogliono costruire relazioni autentiche e vere fuori dal virtuale.
Esistono. Noi gli abbiamo dato voce in un film e crediamo che questa voce sia potente e commovente.
Il film sta girando l’Italia con proiezioni-evento alla presenza degli autori e dove possibile dei protagonisti, per raccontare la storia e l’idea che c’è dietro l’opera.
Il 2 e 3 maggio sarà proiettato alla Fabbrica del Cinema di Carbonia.

10 giorni, 10 notti, 11 giovani, un’antica pieve sconsacrata, un progetto da realizzare: una radio libera per far conoscere la loro voce, una voce come non l’avete mai sentita. 

Un racconto poetico e spiazzante narrato attraverso due sguardi, quello dell’autore e quello dei ragazzi stessi. 

E se ora, lontano – un’altra voce esiste, il documentario creativo diretto da Massimo Selis, autore del soggetto e della sceneggiatura con Belinda Bruni, e realizzato dalla casa di produzione sarda Phausania Film con il patrocinio del comune di Perugia, vuole dare e restituire voce ai giovani.

Una voce potente e commovente che troppo spesso resta muta o non ascoltata. I giovani protagonisti esprimono le loro originali visioni sul mondo: la politica come impegno dal basso che chiama in causa ciascuno di noi; la riscoperta di un’appartenenza comunitaria dove il destino del singolo è parte di un destino più grande; la consapevolezza di una tecnologia sempre più invasiva che altera anche la percezione della propria identità; il bisogno di relazioni autentiche, vere, da costruire fuori dal virtuale; la ricerca spirituale vissuta in un mondo sempre più materialista e votato all’apparenza e molti altri temi che stanno loro a cuore.

Ambientato nel cuore dell’Umbria sulle colline sopra il lago Trasimeno, in un paesaggio quasi non toccato dall’uomo. Un’eco del Decameron di Boccaccio ci raggiunge entrando in ascolto di questi ventenni che si ritrovano, condividono tempo e storie, imparano a vivere insieme; sullo sfondo un mondo complesso e in decadenza, ma proprio per questo vissuto come opportunità di cambiamento.

Le loro parole hanno un potere creativo, sono premessa all’azione.

La fotografia di Dario Di Viesto e dello stesso Massimo Selis lascia parlare la natura e l’antica pieve, che diviene quasi il dodicesimo personaggio. Il film racconta due sguardi, con due stili di regia e di montaggio. La macchina da presa compone quadri fissi dove il montaggio è quasi assente e il tempo si dilata, l’iPhone entra nelle scene, passa di mano in mano tra i protagonisti e restituisce un tempo frammentato, dinamico. Il risultato è un’opera che oltrepassa i limiti del documentario, che mescola osservazione e narrazione, creando quasi un genere a sé.

La colonna sonora originale, firmata da Fabio Di Viesto, «accompagna e mette in rilievo la dimensione poetica del film. Entra nei momenti in cui le parole si fermano, tra le immagini e i silenzi, in una zona più emotiva e interiore, che le parole da sole non raggiungono», come lui stesso descrive il lavoro creativo che ha portato alla realizzazione della musica.

Ma c’è anche un’altra musica nel film! Quella composta e interpretata dagli stessi protagonisti all’interno delle scene, che accompagna il loro incontrarsi, confrontarsi, raccontarsi.

La visione del film offre allo spettatore un’esperienza immersiva in cui il tempo si modifica. Il tempo di Khronos divoratore, della nostra quotidianità, si interrompe e lascia la scena al tempo di Kairòs, un tempo dilatato, umano in cui ogni momento è denso, pieno. Quasi un manifesto estetico-filosofico che, senza aggredire, mette a nudo la vorticosità della nostra vita e suggerisce che un’altra visione è possibile.

Il finale è costruito come una lettera allo spettatore. Una lettera che invita a portare nella nostra realtà l’atmosfera di quei giorni alla pieve. Perché l’ascolto, la lentezza, la profondità delle domande, la vivace creatività, non devono restare come una “pausa” dal mondo, ma al contrario devono entrarci per donargli una nuova forma. Perché la bellezza è un “oltre” che si concretizza qui, ora.

Il film si apre con questo “cartello” che è come una chiave per entrare nel suo mondo. Un’indicazione, una bussola da portare con sé anche dopo.

Come tragedie o fiabe possiamo raccontare le storie. 

Noi raccontiamo qui il finale di una fiaba. 

La foresta è già stata attraversata. 

Le prove sono state superate. 

Raccontiamo di una sosta di pace, dove gli alti alberi, come guardiani, sorvegliano i preparativi al nuovo viaggio.