Perché mettersi in cammino con Grazia Deledda? Perché i suoi paesaggi non rimangono fermi sulla pagina. Chiedono passi, sguardi, ascolto; tornano nelle strade, nelle case, nel vento e risvegliano storie ed emozioni che ci riguardano ancora.
Il 21 settembre Sant’Antioco seguirà questa traccia con “Sui passi di Grazia”, l’appuntamento speciale di Aperitivo con l’Autore che unirà una passeggiata letteraria e un corto teatrale. Prima la città attraversata attraverso le parole della scrittrice, poi la scena, dove pensieri, personaggi e ricordi prenderanno corpo. Un unico viaggio, dalla strada all’immaginazione, per avvicinarsi alla donna che partì dalla Sardegna e riuscì a parlare al mondo.
Il percorso prenderà avvio alle 20.00 da Piazzetta Italo Diana. Vie, angoli e prospettive di Sant’Antioco diventeranno le tappe di un itinerario costruito attraverso le pagine dell’autrice di Canne al vento. Il paese reale incontrerà quello letterario: i luoghi attraversati richiameranno paesaggi, atmosfere e temi di una scrittura nata in Sardegna e arrivata oltre i confini dell’Isola.
Camminare, in questo caso, sarà un modo di leggere. Lo sguardo si poserà sugli elementi del paesaggio urbano mentre le parole di Deledda riporteranno alla luce il rapporto fra gli esseri umani e la terra, il peso delle convenzioni, il desiderio di libertà, la fragilità e la forza dei legami. La passeggiata cercherà nel presente quel modo deleddiano di osservare le cose, capace di riconoscere nei paesi, nelle case e nella natura il riflesso dei conflitti interiori.
La partenza da Piazzetta Italo Diana segnerà così l’inizio di un percorso affidato alle parole e alla città. Il tour è gratuito con iscrizione obbligatoria all’indirizzo eventiclubjaneausten@gmail.com.
Al termine della passeggiata, il racconto raggiungerà Piazza De Gasperi, dove alle 20.40 andrà in scena “Grazia: storia di Cosima che conquistò il Nobel”, corto teatrale di venti minuti scritto da Rita Atzeri.
Lo spettacolo entrerà nella mente della scrittrice seguendo un tempo interiore, fatto di ricordi, personaggi e opere. Il viaggio partirà dalla Nuoro di fine Ottocento, dove una Grazia giovane e ostinata difendeva la propria passione per la scrittura contro pregiudizi, bisbigli e convenzioni, e arriverà fino a Stoccolma, alla consacrazione del Premio Nobel per la Letteratura.
Sul palco, i pensieri prenderanno corpo e l’immaginazione diventerà teatro. Due quadri condurranno il pubblico dentro altrettante opere: Canne al vento, con il suo confronto fra destino e fragilità dell’animo umano, e L’incendio nell’oliveto, attraversato da passioni, eredità e legami familiari. La giovane che scriveva sfidando le regole del proprio tempo incontrerà infine la donna matura, capace di misurare la distanza percorsa dalla Sardegna fino al più alto riconoscimento letterario internazionale.
A interpretare il testo saranno Soraya Secci, Stefano Corda, Emilietta Brundu e Andrea Lo Iacono. Quattro presenze sceniche accompagneranno il passaggio fra biografia e invenzione, restituendo i diversi volti di Grazia Deledda e le figure nate dalla sua immaginazione.
La passeggiata e il corto teatrale comporranno un unico itinerario. Prima i passi nel paese, poi quelli di Cosima; prima Sant’Antioco osservata attraverso la letteratura, quindi la Sardegna di Deledda ricreata sulla scena. Due linguaggi per avvicinarsi a una donna che trasformò una terra appartata nel centro della propria opera e seppe affidare a quel mondo domande universali.
“Sui passi di Grazia” fa parte del programma di Aperitivo con l’Autore – Festival letterario indipendente, realizzato a Sant’Antioco con il comune di Sant’Antioco. L’appuntamento è organizzato e curato dall’APS Il Club di Jane Austen Sardegna, sotto la direzione artistica di Giuditta Sireus.
La partecipazione alla passeggiata delle 20.00 è gratuita con prenotazione obbligatoria via email. Il corto teatrale delle 20.40 in Piazza De Gasperi è a ingresso libero e gratuito.


Sin dalla nascita i tentativi della civica amministrazione di Carbonia sono stati sempre quelli di liberarsi dal giogo delle Direzioni minerarie dell’A.Ca.I. (Azienda Carboni Italiani) e della S.M.C.S. (Socità Mineraria Carbonifera Sarda) o Carbosarda per la sua condizione di città aziendale che non permetteva alcuna autonomia amministrativa comunale.
Già il dott. Ovidio Pitzurra, primo Commissario prefettizio poi primo Podestà di Carbonia, da zelante funzionario pubblico inviava numerose relazioni alla Prefettura di Cagliari nelle quali evidenziava lo sfruttamento dei minatori e la mancanza di adeguate misure di sicurezza imputabili alle due Direzioni Minerarie dell’A.Ca.I. e della Carbosarda. Tant’è vero che fu rimosso e sostituito dal successivo podestà Vitale Piga Serra molto più sottomesso alle indicazioni delle due Direzioni Minerarie.
Altri tentativi di liberarsi dal giogo delle Direzioni minerarie continuarono a manifestarsi in seguito. La Carbosarda, forte della condizione di azienda militarizzata, attuò un regime di sfruttamento con provvedimenti arbitrari come l’aumento del costo dei viveri di prima necessità negli spacci aziendali e del costo dell’energia, fino all’aumento degli affitti per le case dei minatori e per gli alberghi operai, in contrasto con gli accordi contrattuali, tanto che vi fu quasi subito un’unanime reazione di contrapposizione da tutti i lavoratori del bacino carbonifero del Sulcis. Così il 2 maggio 1942 nella città vi fu uno sciopero, il primo in Sardegna e tra i primi in Italia durante il ventennio e la guerra, organizzato contro il caro vita da cellule clandestine del Partito Comunista ma diretto da Tito Morosini, delegato confederale del sindacato corporativo fascista dei lavoratori, iniziato con l’astensione totale dal lavoro nei pozzi carboniferi di Sirai.
Dal 5 ottobre 1948 al 16 dicembre dello stesso anno fu effettuato lo “sciopero bianco” di 72 giorni per contrastare le misure repressive e provocatorie della Direzione della Carbosarda, in attuazione di una rigida politica di costi e ricavi nella gestione aziendale, posta in essere con licenziamenti e trasferimenti di personale (soprattutto quello più politicizzato e sindacalizzato), aumento indiscriminato dei fitti delle case e degli alberghi operai, dei viveri negli spacci aziendali, dei prezzi dell’energia e del carbone ceduto alle maestranze, riduzioni arbitrarie degli stipendi anche con applicazione delle multe ai dipendenti responsabili di presunti disservizi. Lo sciopero bianco si attuò con la “non collaborazione”; i minatori, presenti regolarmente al lavoro nei cantieri minerari, dopo le 8 ore di normale servizio giornaliero non effettuarono più prestazioni straordinarie a cottimo (retribuite secondo la quantità di carbone estratto), in base a precedenti accordi aziendali, tanto che la produttività della Carbosarda scese del 50%. La Direzione della Carbosarda reagì con misure drastiche e incontrollate ancora più pesanti di quelle sopra indicate, ricorrendo con intimidazioni alla Polizia e alla Magistratura. Esplose così, non solo a Carbonia e nel Sulcis, ma anche in tutta la Sardegna e nel resto della penisola, un vasto movimento popolare di solidarietà e sostegno alla lotta dei minatori carboniferi con i seguenti gesti significativi: parecchi lavoratori sottoscrissero a loro favore mezza giornata di paga, come i dipendenti comunali di Carbonia; i commercianti della città aprirono crediti alle famiglie dei minatori; la C.G.I.L. nazionale inviò più volte un contributo di un milione di lire; i minatori di tutta Italia proclamarono uno sciopero di 24 ore in segno di solidarietà. Un tentativo di mediazione fra la direzione mineraria e le rappresentanze sindacali, promosso dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale il 19 novembre 1948, fallì per rigidità e intransigenze della Carbosarda. Dopo un lungo braccio di ferro nel quale la Direzione della Carbosarda minacciò di non corrispondere salari e gratifiche natalizie, e dopo che i minatori licenziati si barricarono nei pozzi minerari per non essere allontanati dal posto di lavoro con l’intervento della Polizia, la S.M.C.S., con la mediazione del presidente dell’A.Ca.I., ing. Mario Giacomo Levi (contrario alla posizione portata avanti dalla Carbosarda finora), sottoscrisse un accordo con le rappresentanze sindacali il 17 dicembre 1948, annullando tutti i provvedimenti restrittivi presi (licenziamenti, multe, aumenti dei prezzi nei viveri, nei fitti e nell’energia) e aumentando le retribuzioni, con vittoria quasi totale nella vertenza dei lavoratori carboniferi. Per questo e altri episodi in cui l’intera popolazione cittadina difese in quegli anni le vertenze sindacali legate al lavoro nelle miniere, Carbonia fu soprannominata dalla stampa con l’appellativo di Stalingrado sarda.
Nel 1953, Pietro Cocco, sindaco di allora propose una Rinascita di Carbonia per liberarsi completamente dal giogo delle Direzioni minerarie dell’A.Ca.I. e della Carbosarda per la sua condizione di città aziendale che non permetteva alcuna autonomia amministrativa comunale, che si realizzerà anni dopo quando queste due società carbonifere cessarono la loro attività.
Nella seduta del 7 aprile 1946, alle ore 17,30, nella sala delle adunanze (non ancora Sala del Consiglio) del comune di Carbonia fu convocato il primo Consiglio comunale, in seguito alle elezioni del 31 marzo 1946 nelle quali furono eletti i primi 40 consiglieri municipali.
Sotto la presidenza del Consiglio, Renato Mistroni, fu votata la delibera n. 1 sulla verifica dei poteri dei consiglieri eletti senza reclami.
Sotto la presidenza del Consiglio, Renato Mistroni, fu votata la delibera n. 2 sull’elezione del sindaco di Carbonia, con 39 consiglieri comunali votanti fu eletto sindaco, Renato Mistroni, con 23 voti.
Sotto la presidenza del Consiglio, Renato Mistroni, fu votata la delibera n. 3 sull’elezione della Giunta Municipale, con 39 consiglieri comunali votanti furono eletti i seguenti 6 assessori effettivi: dott. Roberto Orani con 28 voti; rag. Raimondo Tocco con 28 voti; prof. Tullio Mascia con 25 voti; Remo Bianciardi con 24 voti; Angelo Aste con 24 voti; Giovanni Salis con 23 voti. Sempre sotto la presidenza del Consiglio, Renato Mistroni, con 39 consiglieri comunali votanti furono eletti i seguenti 2 assessori supplenti: Armidio Bartoli con 23 voti; Dino Palmieri con 23 voti.
Sotto la presidenza del Consiglio, Renato Mistroni, fu votata la delibera n. 4 sulla fissazione della data della prossima riunione del Consiglio comunale per la relazione del Commissario prefettizio uscente, dott. Pensiero Macciotta, relativa alla sua gestione. Il Consiglio comunale fissò la data per l’11 aprile 1946 alle ore 19.00.
Sotto la presidenza del Consiglio,i Renato Mistroni, fu votata la delibera n. 5 per il riesame della posizione del consigliere Angelo Gattuso, sul quale unanimemente il Consiglio comunale decise, esaminati gli atti, di approvare positivamente la condizione di consigliere eletto del comune di Carbonia.
Delibera n. 6 Relazione del Commissario Prefettizio uscente, dott. Pensiero Macciotta, relativa alla sua gestione straordinaria da lui tenuta dal 7 novembre 1945 al 7 aprile 1946.
Circa la gestione finanziaria il fondo cassa all’atto in cui assunse l’incarico era di £ 653.827,23 accertate con verbale di verifica e che il bilancio di previsione per l’anno 1945, già approvato dalla Giunta Provinciale Amministrativa, era stato respinto dalla Commissione Centrale per la Finanza locale, la quale da un lato apportava degli aumenti alle previsioni, ma stralciava del tutto molti stanziamenti passivi vincolandoli sul bilancio di revisione e sulla riduzione del personale avventizio del Comune. Si procedeva così al riesame del bilancio stesso che veniva chiuso in pareggio con la richiesta di un contributo di Stato di £ 6.926.599,80, che la Prefettura ha già corrisposto sotto forma di anticipazione nella somma £ 6.900.000 pur nelle more dell’approvazione del bilancio da parte della Commissione Centrale per la Finanza locale. Il personale avventizio del Comune fu ridotto di 25 unità e dovrebbe ancora ridursi di altre 6 unità. I ruoli di imposta di famiglia 1945 e 1946 non sono stati ancora compilati. Per risolvere la difficile situazione finanziaria del Comune è stata inoltrata al competente Ministero una domanda tendente ad ottenere, ai sensi dell’art. 41 del D.L.L. 8 marzo 1945 n. 62, l’autorizzazione ad istituire l’esazione di un diritto sul carbone minerale prodotto dalle miniere esistenti nel territorio del Comune pari al 5% del valore corrente del carbone stesso. Nessuna decisione è stata ancora adottata dal Ministero nonostante le pressioni fatte allo scopo anche in via ufficiosa. Il bilancio di previsione per l’anno 1946 è stato regolarmente compilato e chiuso a pareggio con la richiesta di un contributo dello Stato £ 9.900.000 ed inoltrato alla Prefettura per i provvedimenti di competenza. Circa l’annona e gli approvvigionamenti è stato fatto il possibile perché la popolazione non dovesse risentire la crisi alimentare e per quanto si attiene ai prezzi, questi sono stati tenuti aggiornati ai mercati di Cagliari e di Iglesias. Per l’assistenza UNRRA (United Nations Relief and Rehabilitation Administration), “Amministrazione delle Nazioni Unite per l’assistenza e la riabilitazione”, con la quale è nota l’organizzazione internazionale costituita, dal 9 novembre 1943 al 30 giugno 1947, dalle Nazioni Unite per l’assistenza economica e civile alle popolazioni delle Nazioni Unite, danneggiate dalla guerra, il Comune ha già effettuato distribuzione dei beni. Per quanto attiene alle opere pubbliche da eseguirsi con i fondi dello Stato si è ottenuta la concessione £ 20.000.000 per la costruzione del Mercato civico coperto, £ 10.000.000 per i lavori di completamento del cimitero, entrambi già in corso di appalto, £ 2.900.000 per l’esecuzione dei lavori di sistemazione e manutenzione della strada vicinale Barbusi – Genna Corriga – Corongiu, £ 15.000.000 per la costruzione del fosso di guardia e ripristino delle strade urbane, e £ 5.000.000 per la costruzione del padiglione di isolamento infettivi nell’ospedale Sirai. Il 10 dicembre 1945, dopo averne assicurato in parte il finanziamento autonomo a mezzo di contributi di Enti e tasse e contributi degli alunni, è stata aperta la Scuola media, di cui occorre sollecitare la conferma del riconoscimento legale per cui sono state inoltrate al competente Ministero le relative pratiche. Dopo aver superato innumerevoli difficoltà è entrato in funzione l’ospedale Sirai, come stabilimento speciale del Comune. Per il funzionamento dell’ospedale, veniva richiesto al Ministero tramite Prefettura, ma senza alcun risultato, un contributo a fondo perduto di almeno £ 3.000.000. Analoga richiesta, sempre infruttuosa, era stata richiesta all’Alto Comissariato (alias Regione). La Società Carbonifera Sarda ha invece risposto all’appello
rivoltole accordando un contributo a fondo perduto di £ 1.800.000 in quote mensile da richiedersi dal Comune. Le elezioni amministrative comunali sono state svolte con la massima regolarità. Per le elezioni dell’Assemblea Costituente sono state già ultimate le intestazioni dei certificati elettorali. Si fa infine presente la necessità della costituzione della Compagnia barracellare, per cui già da tempo è stata richiesta al Comitato di Liberazione Nazionale locale la proposta di un nominativo per la nomina a capitano. Il sindaco di Carbonia, Renato Mistroni, esprime i ringraziamenti al Commissario prefettizio uscente, dott. Pensiero Macciotta, sulla gestione straordinaria tenuta. Intanto il Comune ha un ingente debito verso il Consorzio dell’Acquedotto del Sulcis per la concessione di acqua alla città e verso al Società Elettrica Sarda per la fornitura di energia elettrica.
Sotto la presidenza del Consiglio, Renato Mistroni, fu votata la delibera n. 7 sulla nomina di assessore delegato, fu nominato il prof. Tullio Mascia, già assessore effettivo della Giunta municipale di Carbonia.
Nella seduta del 16 giugno 1946, alle ore 10.00, nella sala delle adunanze del comune di Carbonia, con delibera n. 8, fu tenuta una relazione del sindaco, Renato Mistroni, nel Consiglio comunale.
Sempre nella seduta del 16 giugno 1946, con delibera n. 9, il Consiglio comunale decise unanimemente, in via d’urgenza, in merito alle relazioni del sindaco e degli assessori.
Mauro Pistis
Manca meno di una settimana a Festa Futura 2026, l’appuntamento che anche quest’anno propone a Carbonia un intero weekend dedicato alla politica attiva, all’informazione, all’ascolto, alla cultura e alla socialità.
Dal 25 al 27 settembre, il Parco di Villa Sulcis farà da cornice a tre giornate di incontri, dibattiti, presentazioni di libri, laboratori per grandi e piccoli, musica e spettacoli. Un programma completamente gratuito e autofinanziato, pensato per offrire alla città uno spazio aperto di confronto e partecipazione, ma anche occasioni di svago e condivisione.
Il tema di questa edizione è “Il coraggio di esserci. Nel mondo che faremo”. Un invito che sentiamo di fare a tutte e tutti a non essere spettatori del presente, ma a partecipare, a costruire insieme un futuro con al centro le persone, l’ascolto e la nonviolenza.
Grande attenzione sarà dedicata ai giovani e alla scuola, protagonisti di due dei dibattiti in programma.
“La scuola sarda non può aspettare. Costruiamo l’istruzione del futuro”, venerdì 25 settembre, con la partecipazione dell’Assessora alla Pubblica Istruzione Ilaria Portas, dell’on. Camilla Soru, dell’on. Paola Casula, dell’on. Lara Serra e dell’on. Valdo Di Nolfo, e “Contro l’oblio, oltre l’algoritmo. Giovani, sapere e attivismo”, sabato 26 settembre, con lo scrittore Francesco Filippi, l’assessora Ilaria Portas, Chiara Mallus di Arci Memoratu e Margherita Puledda della Federazione Giovanile di Sinistra Futura.
Due appuntamenti differenti, ma che vogliono mettere a fuoco gli strumenti culturali, educativi e politici utili alle nuove generazioni per poter essere artefici di un futuro più equo e migliore.
Il dibattito di domenica, “Pace e Costituzione come identità del campo progressista”, invece, darà spazio a un tema a noi molto caro, come la pace, e vedrà partecipare Roberto Ongaro, coordinatore nazionale Sinistra Futura, Alessandro Solinas, consigliere regionale e coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle, Ivana Russu, vicesegretaria regionale del Partito Democratico, Peppino Canu, consigliere regionale di Sinistra Futura, Maria Laura Orrù, consigliera regionale e capogruppo di Alleanza Verdi Sinistra, e Alberto Fois, segretario provinciale di Orizzonte Comune.
La Festa prenderà il via venerdì 25 settembre con i saluti della Segretaria cittadina Luisa Poggi, cui seguirà l’incontro con lo scrittore Francesco Filippi, “Ma perché siamo ancora fascisti”, dedicato alla riflessione sul perché, uno dei fenomeni più distruttivi del Ventesimo secolo, viene ancora visto da molte persone come accettabile o addirittura auspicabile.
Alle 18.00 sarà presentato il libro di Ottavio Olita, “La stupidità madre dell’odio”, una detective-story ambientata nel Sulcis-Iglesiente e costruita attorno ad atti di vandalismo di stampo nazista compiuti ai danni del patrimonio minerario del territorio.
La prima serata sarà accompagnata dalla musica degli Endelos e dal dj set di Riccardo Massidda.
Sabato prenderanno il via i laboratori rivolti a giovani e meno giovani, con il laboratorio di yoga e il laboratorio di giochi da tavolo “Le scatole dei misteri”. In serata spazio alla musica con Federica ed Enrico Putzolu live e Love Goat live.
La musica sarà interamente affidata ad artisti del Sulcis Iglesiente, una scelta che vuole valorizzare le realtà e i talenti musicali del territorio e rafforzare il legame della Festa con la comunità locale.
Tra i momenti più attesi dell’edizione 2026 c’è senza dubbio il ritorno a Carbonia del Cada Die Teatro, dopo più di quattro anni.
A chiudere la Festa, domenica 27 settembre, infatti, sarà lo spettacolo teatrale “Riva Luigi ’69 ’70 – Cagliari a dì dello scudetto”, di e con Alessandro Lay, prodotto dal Cada Die Teatro.
Un ritorno particolarmente significativo per la città, che potrà nuovamente ospitare una realtà teatrale sarda di grande rilievo e vivere una serata dedicata allo spettacolo e alla memoria collettiva. Un appuntamento che arricchisce il programma di Festa Futura e conferma la volontà di proporre non soltanto momenti di discussione politica, ma anche cultura, arte e teatro come strumenti di incontro e di crescita della comunità.
Sempre domenica, prima dello spettacolo conclusivo, sarà possibile partecipare ad altri due laboratori gratuiti: il laboratorio di danze orientali e “Che la storia abbia inizio. Un’avventura tra i giochi di ruolo”.
Uno degli elementi che caratterizza Festa Futura è la scelta di rendere gratuiti tutti gli appuntamenti: dibattiti, presentazioni, concerti, laboratori e spettacolo teatrale.
L’obiettivo è offrire alla città un intero weekend accessibile a tutte e tutti, nel quale ascolto e riflessione possano convivere con divertimento e cultura, creando occasioni di incontro e partecipazione al di là delle differenze generazionali.
Ogni sera sarà inoltre possibile cenare nel ristorante della Festa, con prezzi popolari e un’offerta che comprenderà anche pietanze vegane, per venire incontro a esigenze e sensibilità diverse.
A raccontare la Festa, tutte le sere, ci sarà anche Radio Hangar – La festa raccontata da Riccardo Massidda, uno spazio dedicato a interviste, musica e notizie di attualità.

aperto alla città: un luogo nel quale incontrarsi, discutere, ascoltare, divertirsi e condividere idee.
Perché la politica è più bella, se la si fa insieme.
Dal 2 ottobre in libreria il nuovo titolo di Giazira scritture, ambientato interamente sull’Isola di San Pietro. Un forestiero arriva a Carloforte per allontanarsi dalla propria vita quotidiana, ma l’isola gli consegnerà una storia molto diversa da quella che immaginava di trovare. Carloforte non è soltanto il luogo in cui si svolge una storia. È una terra che osserva, custodisce, nasconde. È da questa idea che prende forma “Una nebbia inutile”, il nuovo romanzo di Stefano Bidetti, in uscita il 2 ottobre 2026 per Giazira scritture.
Al centro del romanzo c’è Giulio De Paoli, un uomo poco più che trentenne che, dopo un incidente in moto e una lunga convalescenza, decide di lasciare temporaneamente Roma. Ha bisogno di fermarsi, di prendere le distanze dal lavoro, dalle abitudini e da una vita che sente sempre meno sua.
Sceglie l’Isola di San Pietro e Carloforte, dove trascorrere un mese fuori stagione. Cerca silenzio, tempo e una distanza sufficiente per provare a ritrovarsi. Ma il suo arrivo sull’isola coincide con una vicenda destinata a incrinare quella apparente sospensione dal mondo.
In “Una nebbia inutile” la trama si intreccia profondamente con il territorio. Le saline, il porto, le coste battute dal maestrale, le strade, le case, la parlata tabarchina, le abitudini e la memoria della comunità carlofortina non costituiscono una semplice ambientazione, ma entrano nella struttura stessa del racconto.
Stefano Bidetti sceglie di raccontare Carloforte da furestu, da forestiero. Una prospettiva dichiarata dallo stesso autore, che per la costruzione del romanzo ha lavorato per oltre due anni, documentandosi sulla storia, sul territorio, sulle consuetudini e sulla cultura locale e confrontandosi con persone dell’isola.
È proprio questo sguardo esterno uno degli elementi messi in evidenza da Luca Navarra, autore del testo introduttivo al volume e profondo conoscitore di Carloforte: lo sguardo di chi arriva da fuori può cogliere dettagli diversi e restituire un’altra prospettiva sull’isola e sui suoi abitanti.
Anche la lingua entra nel romanzo. In diversi passaggi compare il tabarchino, accompagnato da note per permettere anche ai lettori non locali di comprenderne parole ed espressioni. Una scelta che contribuisce a restituire la specificità di una comunità la cui storia conserva un legame profondo con le proprie origini liguri.
Ma l’isola di Stefano Bidetti è anche uno spazio interiore. Giulio arriva a Carloforte pensando di potersi allontanare per qualche settimana dalla propria esistenza. Scoprirà invece che un’isola non è necessariamente un luogo nel quale nascondersi. Può diventare il posto in cui ciò che sembrava lontano torna improvvisamente vicino.
E poi c’è la nebbia del titolo. Una presenza insolita per l’immagine più conosciuta della Sardegna e di Carloforte, ma reale: una nebbia capace di cancellare per qualche ora le distanze, nascondere le coste e trasformare un luogo familiare in qualcosa che bisogna tornare a decifrare. “Una nebbia inutile” è pubblicato da Giazira scritture, nella collana Le Albe, e sarà disponibile dal 2 ottobre 2026.
Dall’Arcipelago toscano a Lampedusa, da Procida e Ischia a La Maddalena, Carloforte e Sant’Antioco, passando per Capraia, Ventotene, Portovenere, le Eolie e le Tremiti. Realtà diverse per storia, dimensioni e geografia, ma unite dalla volontà di costruire una proposta politica comune. Le isole coinvolte: Arcipelago Toscano – Lampedusa – Procida – Ischia – La Maddalena – Carloforte – Sant’Antioco – Capraia – Ventotene – Portovenere – Eolie – Tremiti.
È questo il senso di “Diritto a restare e a tornare”, il primo documento del Coordinamento nazionale PD delle Isole Minori, nato dal lavoro avviato durante la prima Festa Nazionale dell’Unità delle Isole Minori all’Isola d’Elba. Il documento raccoglie il confronto sviluppato tra amministratori e amministratrici locali, rappresentanti politici, istituzioni, categorie economiche e sociali e mette a sistema esperienze e problematiche che, pur con caratteristiche differenti, accomunano le comunità insulari. Sanità, scuola, mobilità, diritto alla casa, lavoro, formazione, acqua, energia, gestione dei rifiuti, tutela ambientale e sviluppo economico sono alcuni dei temi affrontati. La premessa è chiara: l’insularità non può tradursi in una disuguaglianza nell’accesso ai diritti e ai servizi fino a diventare una delle cause dello spopolamento. Da qui la proposta di riconoscere l’insularità come criterio permanente nella costruzione delle politiche pubbliche, attraverso una valutazione di impatto insulare, fondi dedicati e strumenti legislativi di sistema a livello regionale e nazionale, superando una logica basata prevalentemente su deroghe, interventi occasionali e risposte emergenziali.
Il documento, sottoscritto da rappresentanti politici e amministratori e amministratrici di diverse realtà delle isole minori, rappresenta anche il primo passo verso una rete stabile dei circoli, delle federazioni e degli amministratori democratici delle isole. Ora il lavoro entra in una nuova fase: le proposte saranno portate al confronto con il Partito Democratico nazionale, le Regioni, il Parlamento e le istituzioni europee, con l’obiettivo di contribuire alla costruzione del programma del PD e fare della questione insulare un tema strutturale dell’agenda politica nazionale.
«Non chiediamo privilegi – sottolineano i promotori – ma condizioni che permettano alle comunità insulari di esercitare gli stessi diritti di ogni altro cittadino e cittadina. Vivere su un’isola deve essere una possibilità, non una penalizzazione. Restare, partire e tornare devono essere scelte libere, non conseguenze della mancanza di servizi, opportunità e diritti.»
I promotori del Coordinamento Nazionale Isole Minori PD Per troppo tempo le isole minori sono state raccontate soprattutto attraverso la loro bellezza estiva o affrontate attraverso l’emergenza. Il Coordinamento chiede invece di riconoscerle come comunità vive e parte integrante della costruzione delle politiche del Paese.

Un piano concreto per rafforzare le competenze professionali, accompagnare la trasformazione economica del Sulcis Iglesiente e creare nuove opportunità di lavoro. È stato pubblicato l’Avviso pubblico per l’attivazione dei tirocini finanziati dal Just Transition Fund.
L’iniziativa mette a disposizione dei cittadini dei 23 Comuni dell’area due tipologie di percorsi formativi in azienda, con indennità mensili fino a 1.400 euro per i profili ad alta specializzazione.
«Il Sulcis Iglesiente sta vivendo un passaggio storico fondamentale: dalla gloriosa tradizione mineraria e industriale verso un nuovo modello di sviluppo basato sulla sostenibilità e l’innovazione – dichiara l’assessora regionale del Lavoro Desirè Manca -. Con questi tirocini sostenuti dal Fondo per una Transizione Giusta vogliamo valorizzare il capitale umano del territorio, permettendo ai disoccupati, ai lavoratori in cerca di ricollocazione e ai giovani di acquisire competenze spendibili sul mercato e portare valore aggiunto alle imprese dell’Isola. L’incontro tra cittadini e tessuto produttivo è il cuore pulsante di questa misura. Abbiamo strutturato un percorso solido e guidato: l’abbinamento tra il tirocinante e la struttura ospitante sarà accompagnato dalla stesura di un progetto formativo su misura, validato direttamente dall’ASPAL per garantire la massima qualità dell’esperienza. Gli operatori dei Centri per l’Impiego di Carbonia e Iglesias sono pronti a prendere per mano i cittadini con servizi dedicati di informazione e orientamento, supportandoli passo dopo passo nella ricerca dell’opportunità ideale e in tutte le fasi di attivazione. Allo stesso tempo, le imprese e i soggetti di tutta la Sardegna interessati a ospitare un tirocinante troveranno nei CPI del proprio territorio un referente operativo», conclude l’assessora del Lavoro.
I tirocini avranno una durata di sei mesi, prorogabili per ulteriori sei mesi e, per le persone con disabilità iscritte alle liste previste dalla Legge 68/99, fino a un massimo di 24 mesi. Potranno essere svolti presso aziende con sede legale o operativa in Sardegna.
Sono previste due tipologie. I Tirocini di Formazione e Orientamento, finalizzati all’acquisizione di competenze e conoscenze tecniche e trasversali, prevedono un’indennità mensile lorda di 700 euro. I Tirocini di Formazione e Orientamento High Competence, rivolti ai cittadini in possesso dei titoli di studio previsti dall’avviso e finalizzati a potenziare competenze specialistiche e favorire l’innovazione nelle imprese, prevedono un’indennità mensile lorda di 1.400 euro.
L’intera procedura sarà gestita attraverso il portale Sardegna Lavoro. Le richieste di attivazione potranno essere presentate a sportello dal 1° ottobre 2026 al 30 aprile 2029, salvo esaurimento anticipato delle risorse disponibili.
Tutte le informazioni al Link: https://agenziaregionaleperillavoro.regione.sardegna.it/j/v/2362?s=44&v=9&c=14207&c1=49 20&id=117755
