18 August, 2026
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Mario Marroccu: «Anche per i laureati in Scienze Infermieristiche si prospetta un deficit numerico futuro condizionato dalla scarsa natalità»

Al Direttore de “La Provincia del Sulcis Iglesiente”.
Le informazioni che ha fornito ai lettori, nel suo giornale, il Presidente dell’Ordine degli Infermieri dr Graziano Lebiu, sono opportune e corrette. Condivido tutte le sue affermazioni.
Signor Direttore, con la sua nota Ella mi offre l’opportunità di estendere il ragionamento sulla carenza di personale sanitario laureato, che si concretizzerà in un futuro molto verosimile, come prevedono i demografi.
Anche per i laureati in Scienze Infermieristiche si prospetta un deficit numerico futuro condizionato dalla scarsa natalità.
Gli attuali studenti, appena usciti dai licei, candidati ad iscriversi al corso di laurea in Scienze Infermieristiche, sono nati nel 2008. In Italia quell’anno nacquero 577mila bambini.
L’anno scorso (2025) sono nati in Italia 355mila bambini, pari al 40% in meno dei nati nel 2008. Si può prevedere che i ragazzi nati nel 2025, che si iscriveranno ai corsi di laurea nel 2043, saranno il 40% in meno di oggi. I laureati in Scienze Infermieristiche, di conseguenza, saranno il 40% in meno. Un calcolo simile è stato fatto per i medici.
Da varie parti sono state già formulate proposte per affrontare il problema demografico in Sanità.
Vi sono osservatori che propongono di arruolare tra gli iscritti in Scienze Infermieristiche i figli di madri extracomunitarie. In realtà i numeri sulla natalità in Italia comprendono già la somma dei bambini nati da madri italiane con quelli nati da madri extracomunitarie. L’indice di natalità, di quest’ultime, è diventato simile all’indice di natalità delle donne italiane. Pertanto, il problema demografico non cambia oggi e non cambierà in futuro.
In un futuro, ben diverso da quello utopico della Sanità perfetta sognata oggi, nascerà un problema a causa della scarsa numerosità del personale assistenziale. Urgono proposte. Ne formulo una. Potrebbe essere utile istituire una scuola, destinata a generare personale di supporto, con mansioni assistenziali semplificate, da mettere sotto il controllo degli infermieri laureati, deficit numerico. Lo scopo è quello di ampliare la numerosità del personale di assistenza. Ogni Ospedale provinciale potrebbe avere al suo interno una di queste scuole “non universitarie”.

Saluti

Mario Marroccu

Sabato 22 e domenica
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