7 September, 2026
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Carbonia Avanti: «Sanità nel Sulcis: meno annunci, più verità. I cittadini vivono nel presente»

Sulla sanità continuiamo a vedere annunci, entusiasmo, inaugurazioni e risultati raccontati soprattutto proiettati al futuro. Il problema è che le persone vivono nel presente. E chi oggi ha bisogno della sanità pubblica sa perfettamente che la realtà quotidiana è molto più complicata di quella rappresentata sui social e in alcuni contesti pubblici. Non neghiamo ciò che funziona e non abbiamo difficoltà a riconoscere ogni miglioramento. Ma proprio perché vogliamo essere seri, non possiamo accettare che un singolo servizio attivato o ripristinato diventi il pretesto per descrivere un sistema sanitario che avrebbe finalmente imboccato la strada giusta. Perché, mentre si raccontano i risultati, rimangono i problemi veri.

Liste d’attesa interminabili. Reparti e servizi in difficoltà. Carenza di personale. Medici che cambiano continuamente. Famiglie costrette a rivolgersi ai privati e a pagare di tasca propria. Tempi inaccettabili nella Neuropsichiatria infantile. Bambini che attendono anni per una prima visita e, dopo la diagnosi, possono aspettare ancora per iniziare logopedia, psicomotricità e percorsi terapeutici indispensabili. E nel nostro territorio continua a mancare un posto letto dedicato alle emergenze psichiatriche dei minori, con famiglie lasciate troppo spesso sole davanti a situazioni estremamente delicate. Questa è la sanità che bisogna avere il coraggio di raccontare insieme agli annunci. E spiace constatare che anche chi, per ruolo istituzionale, dovrebbe rappresentare e tutelare innanzitutto il diritto alla salute della comunità finisca talvolta per contribuire a una narrazione che restituisce un’immagine molto diversa da quella vissuta quotidianamente dai cittadini. Noi abbiamo scelto un’altra strada. Non quella delle urla, dell’allarmismo o della strumentalizzazione delle paure delle persone.

Non vogliamo ripetere metodi che abbiamo criticato quando venivano utilizzati in passato. Vogliamo collaborare. Vogliamo capire. Vogliamo contribuire a trovare soluzioni. Per questo abbiamo teso pubblicamente e con trasparenza una mano al Direttore generale della ASL e al Sindaco. Come gruppo consiliare abbiamo anche chiesto un incontro al Direttore generale per approfondire direttamente alcune criticità e confrontarci sulle possibili soluzioni. Quell’incontro non si è svolto. Ci è stato rappresentato che il Direttore generale sarebbe stato chiamato a confrontarsi in Consiglio comunale e che, per questo, l’incontro con il nostro gruppo non sarebbe stato opportuno. Qualcuno ha ritenuto di dare questo consiglio e qualcuno ha ritenuto di accoglierlo. Ne prendiamo atto. Ma proprio da qui cambia il metodo.

Da questo momento porteremo sistematicamente il tema della sanità nelle sedi istituzionali, chiedendo dati, atti e risposte verificabili. Chiederemo conto dei verbali delle Conferenze sociosanitarie, delle iniziative assunte, degli impegni presi e della corrispondenza ufficiale intercorsa tra il Comune di Carbonia e la ASL 7. Non per alimentare polemiche, ma perché quando si parla di salute pubblica gli annunci non bastano: servono documenti, tempi, responsabilità e risultati. Proprio durante il confronto in Consiglio comunale, il Direttore generale aveva garantito un’accelerata per quanto riguardava le commissioni per l’invalidità civile: a questo proposito vogliamo sapere con chiarezza se la situazione sia effettivamente migliorata e quali siano, oggi, i reali tempi di attesa. Allo stesso modo, vogliamo conoscere con esattezza qual è la dotazione organica e quanto personale sia attualmente in servizio nel reparto di Urologia dell’ospedale Sirai. E ribadiamo fin da ora che chiederemo nuovamente, come gruppo consiliare, un incontro al Direttore generale della ASL 7.

Vogliamo discutere, capire e approfondire direttamente le questioni ancora aperte. Continueremo quindi ad esserci, con disponibilità al confronto ma senza rinunciare al nostro ruolo. Essere responsabili non significa raccontare che va tutto bene. E riconoscere ciò che funziona non significa voltarsi dall’altra parte davanti a ciò che continua a non funzionare.

Carbonia Avanti

Giacomo Floris

Gianluca Arru

Monica Atzori

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