3 November, 2026
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«Delude apprendere ufficialmente dal ministro Adolfo Urso che non si potrà più produrre zinco nel polo industriale di Portovesme. Dopo i proclami del 27 dicembre scorso, significa che questi nove mesi di attività non hanno portato ad alcun risultato ma abbiamo solo perso tempo. A ciò si aggiunge l’elemento sconcertante secondo cui non ci sarebbe alcuna possibilità di incidere sui costi dell’energia, e questo significa che è a rischio la ripresa dell’intero comparto produttivo di Portovesme.»

Lo ha detto l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani al termine del tavolo di aggiornamento sulla vertenza relativa alla Portovesme Srl, tenuto oggi al Mimit.

«L’incontro è stato anche l’occasione per ribadire che sulle altre vertenze Sulcis non emerge ad oggi alcun elemento di novità, fatta eccezione per l’approvazione del Dpcm energia, sul quale la Regione Sardegna ha apportato un contributo determinante – sottolinea l’assessore Emanuele Cani -. Ricordiamo invece al ministro che la Regione, da parte propria, in questi mesi ha impegnato cospicue risorse da destinare all’infrastrutturazione del Consorzio industriale di Portoveseme e contestualmente ha riattivato il tavolo propedeutico a risolvere l’annoso problema del dragaggio del porto, che costituisce un elemento sostanziale ai fini della ripresa produttiva del polo industriale.»

«Convocherò nei prossimi giorni un tavolo con le organizzazioni sindacali per fare il punto su una situazione che appare piuttosto complessa e preoccupante – annuncia Emanuele Cani -. Nel contempo confermiamo la nostra leale collaborazione con il Governo nel far fronte a tutte le problematiche ancora aperte e accogliamo con favore la proposta di un nuovo incontro per ulteriori approfondimenti, in particolare sulla questione delle materie prime critiche.»

«Un incontro mortificante per i lavoratori della Portovesme che attendevano segnali positivi». Questo il commento dell’assessora del Lavoro Desirè Manca, intervenuta per chiedere garanzie in merito al mantenimento degli attuali livelli occupazionali.

«Alla specifica domanda in merito alle azioni che il Governo intende portare avanti per la conservazione dei circa 900 posti di lavoro, il ministro Urso non ha saputo rispondere. Sono profondamente rammaricata alla luce del fatto che, dopo dieci mesi di interlocuzioni, la Regione Sardegna e i lavoratori si aspettavano che le prospettive paventate dal ministro Urso si concretizzassero. Oggi invece apprendiamo che la strada della produzione di zinco e piombo non è più percorribile. Un clamoroso dietrofront al termine di un incontro totalmente deludente.»

«Prendo atto con grande preoccupazione che non si è addivenuti a una soluzione rispetto alla chiusura della linea zinco – commenta l’assessora dell’Ambiente Rosanna Laconi – ancor più in una fase nella quale la questione delle materie prime ha assunto, a livello comunitario e internazionale, un’importanza cruciale.»

«Abbiamo esplorato ogni possibilità verificando l’interesse di alcuni primari operatori del settore a rilevare l’intero impianto. Purtroppo, la loro risposta, dopo una approfondita analisi, è stata negativa e hanno ritenuto di non dare seguito all’operazione. Ora occorre perseverare sulla strada del rilancio produttivo e occupazionale di coloro che oggi lavorano con Glencore nell’area in un quadro più ampio di politica industriale.»

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Sen. Adolfo Urso, ha aperto così i lavori del tavolo di aggiornamento sulla vertenza relativa alla Portovesme Srl, del gruppo svizzero Glencore, che si è tenuto oggi al Mimit, alla presenza del sottosegretario con delega alle crisi di impresa, Fausta Bergamotto, delle strutture del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dei rappresentanti dell’azienda, della Regione Sardegna, delle organizzazioni sindacali e datoriali e dalle istituzioni locali.

L’incontro si inserisce nel quadro più ampio dei tavoli crisi dell’area del Sulcis Iglesiente, una delle più grandi aree minerarie d’Italia. A riguardo il ministro ha ribadito che il territorio può svolgere un ruolo strategico per le materie prime critiche e che un tassello fondamentale in questa direzione è rappresentato dal progetto di riciclo del litio che Glencore sta portando avanti, uno dei quattro approvati dalla Commissione europea e il più significativo per l’Italia.

«Per realizzarlo – ha evidenziato Adolfo Urso – è necessario che, di comune intesa con la Regione Sardegna, si arrivi rapidamente a un accordo interistituzionale che ne assicuri il pieno compimento, affrontando tutti gli aspetti connessi: dall’approvvigionamento energetico alle infrastrutture necessarie.»

Le strutture del Mimit hanno inoltre auspicato che ulteriori progetti possano essere presentati dall’azienda nel secondo bando europeo sulle materie prime critiche che si chiuderà il prossimo 15 gennaio. Il ministro ha quindi annunciato che con il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, «abbiamo concordato un’iniziativa al Mimit per informare le imprese italiane sulle opportunità dell’iniziativa e favorire nuovi progetti nella filiera del riciclo».

«Finalmente il MIMIT ha preso atto della necessità di individuare una soluzione alternativa a SiderAlloys per il rilancio industriale dell’ ex Alcoa. Sono anni che noi denunciamo il fallimento del progetto di rimessa in marcia dello smelter di Portovesme, partita nel 2018 ma che ad oggi vede, all’interno del sito, solo macerie, impianti smantellati e rifiuti.»

Lo hanno detto Guglielmo Gambardella, segretario nazionale Uilm, Carla Meloni, segretaria Uil Sardegna e Renato Tocco, responsabile Uilm Sulcis, al termine dell’incontro odierno tenutosi presso il MiMIT presieduto dal ministro Adolfo Urso, e al quale erano presenti il sottosegretario Fausta Bergamotto, i rappresentanti di Invitalia, SiderAlloys e Regione Sardegna.

«Riteniamo estremamente difficile che vengano soddisfatte le condizioni di apporto di nuovo capitale, permanenza di Invitalia e proroga contratto di fornitura di energia Enel a condizioni tariffarie di miglior favore fino al 2032, richieste dal pool di banche affinché SiderAlloys possa ottenere un nuovo finanziamento – sottolineano -. Se il finanziamento non si realizzasse e ci fosse l’ uscita dal capitale del socio pubblico, il progetto si arresterebbe definitivamente e la possibilità di ricollocazione di tutti i lavoratori dell’ ex Alcoa potrebbe essere compromessa. Abbiamo quindi apprezzato l’approccio deciso del ministro Urso nei confronti del rappresentante della multinazionale svizzera invitandolo a favorire il subentro di un nuovo investitore internazionale fra quelli che hanno manifestato interesse al progetto .»

«Riteniamo l’incontro odierno un punto di svolta sul percorso di ricerca di una nuova soluzione che possa dare una prospettiva certa allo smelter di Portovesme. Auspichiamo che prevalga il senso di responsabilità da parte di SiderAlloys. Ma occorre fare presto – concludono – ci sono centinaia di lavoratori che subiscono da troppi anni le difficoltà della cassa integrazione, che sopravvivono con l’indennità di mobilità in deroga e che sono in attesa di ricollocazione dopo essere stati licenziati.»

«Finalmente il MIMIT ha preso atto della necessità di individuare una soluzione alternativa a SiderAlloys per il rilancio industriale dell’ex Alcoa. Sono anni che noi denunciamo il fallimento del progetto di rimessa in marcia dello smelter di Portovesme, partita nel 2018 ma che ad oggi vede, all’interno del sito, solo macerie, impianti smantellati e rifiuti.»

Lo dichiarano Guglielmo Gambardella, Segretario nazionale Uilm, Carla Meloni, Segreteria Uil Sardegna e Renato Tocco, Responsabile Uilm Sulcis, al termine dell’incontro odierno tenutosi presso il MiMIT presieduto dal ministro Adolfo Urso, e al quale erano presenti il sottosegretario Bergamotto, i rappresentanti di Invitalia, SiderAlloys e Regione Sardegna.

«Riteniamo estremamente difficile che vengano soddisfatte le condizioni di apporto di nuovo capitale, permanenza di Invitalia e proroga contratto di fornitura di energia Enel a condizioni tariffarie di miglior favore fino al 2032, richieste dal pool di banche affinché SiderAlloys possa ottenere un nuovo finanziamento», sottolineano.

«Se il finanziamento non si realizzasse e ci fosse l’uscita dal capitale del socio pubblico, il progetto si arresterebbe definitivamente e la possibilità di ricollocazione di tutti i lavoratori dell’ex Alcoa potrebbe essere compromessa. Abbiamo quindi apprezzato – continuano – l’approccio deciso del ministro Urso nei confronti del rappresentante della multinazionale svizzera invitandolo a favorire il subentro di un nuovo investitore internazionale fra quelli che hanno manifestato interesse al progetto.»

«Riteniamo l’incontro odierno un punto di svolta sul percorso di ricerca di una nuova soluzione che possa dare una prospettiva certa allo smelter di Portovesme. Auspichiamo che prevalga il senso di responsabilità da parte di SiderAlloys- Ma occorre fare presto – concludono – ci sono centinaia di lavoratori che subiscono da troppi anni le difficoltà della cassa integrazione, che sopravvivono con l’indennità di mobilità in deroga e che sono in attesa di ricollocazione dopo essere stati licenziati.»

Nuovo incontro al Mimit sul futuro di Sider Alloys, azienda italo-svizzera con impianti a Portovesme, attiva nella produzione di alluminio primario.
Al tavolo di confronto, presieduto dal ministro Adolfo Urso e dal sottosegretario di Stato con delega alle crisi d’impresa, Fausta Bergamotto, hanno partecipato i rappresentanti dell’azienda, dell’azionista di minoranza Invitalia, delle organizzazioni sindacali, della Regione Sardegna, degli enti locali e di Sviluppo Lavoro Italia.
«Sin dall’inizio della legislatura stiamo lavorando per assicurare a Sider Alloys una solida prospettiva industriale. Il sito è sicuramente strategico: lo dimostra anche il rinnovato interesse manifestato da interlocutori internazionali sulla base delle loro analisi di mercato – ha dichiarato il ministro Adolfo Urso -. Dobbiamo trovare al più presto una soluzione responsabile e concreta, per quanto possibile condivisa con l’attuale assetto societario che, come sapete, comprende anche Invitalia.»
I rappresentanti dell’azienda hanno confermato la disponibilità ad ascoltare e ad accogliere eventuali nuovi investitori interessati a visitare l’impianto. Al centro del confronto anche gli aspetti legati al finanziamento bancario necessario per completare il revamping dello stabilimento di Portovesme, quelli relativi ai costi delle forniture energetiche e le questioni societarie.
«Le prossime settimane saranno decisive – ha aggiunto Adolfo Urso -. Invitiamo la proprietà a chiarire tutti i punti sospesi al fine di poter garantire al meglio l’avvio di un percorso di rilancio di un sito importante per l’intera filiera dell’alluminio in Italia.»
A conclusione dell’incontro, il Mimit ha assunto l’impegno a proseguire nel monitoraggio della situazione aziendale e a riconvocare le parti non appena emergeranno elementi di novità.

Si è svolto oggi l’atteso incontro al Mimit sul tavolo Eurallumina, con Regione Sardegna, vertici aziendali, Confindustria, rappresentanti di Invitalia e dell’Agenzia del Demanio, istituzioni locali e organizzazioni sindacali.

Al centro del confronto, la recente firma del Dpcm da parte del Mimit, del Mase e del Mit, che apre la strada al percorso di decarbonizzazione della Sardegna.

«Il Dpcm offre finalmente una risposta concreta alle imprese. Con questo provvedimento il Governo conferma gli impegni assunti per accompagnare la transizione energetica della Sardegna con infrastrutture adeguate e tempi certi», ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso. Il decreto, atteso da oltre un decennio e coerente con gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (Pniec), garantirà alle aziende dell’isola, compresa Eurallumina, un approvvigionamento energetico a prezzi di mercato.

Il ministro ha quindi ribadito l’attenzione dell’esecutivo verso la situazione di Eurallumina, azienda che riveste un ruolo strategico sia dal punto di vista industriale sia per l’indotto occupazionale del territorio. Urso ha sottolineato che “il Governo è pronto a mettere in campo tutti gli strumenti economici e finanziari disponibili, a partire dai contratti di sviluppo, per sostenere il rilancio del sito produttivo”.

Nel corso dell’incontro è stata inoltre approfondita la sospensione operativa dovuta al congelamento degli asset, legata alla riconducibilità della proprietà a una realtà russa, quindi soggetta alle sanzioni imposte dall’Unione europea dopo l’invasione dell’Ucraina. Il Ministro ha annunciato al tavolo che sulla specifica situazione dell’azienda, e sulla sua possibilità di operare nel nostro Paese, è in corso un ulteriore esame da parte del Comitato di sicurezza finanziaria (Csf), auspicando che «tale situazione possa essere superata, nel più breve tempo possibile».

A conclusione della riunione, le strutture tecniche del Mimit si sono impegnate a riconvocare le parti non appena emergeranno nuovi elementi.

«La Regione Sardegna chiede al Governo che sulle grandi vertenze ci sia un cambio di passo e risposte immediate con interventi concreti, in primis sul fronte dei costi energetici, che rappresentano per il rilancio delle aziende fortemente energivore un punto di partenza assolutamente prioritario.»

Lo ha ribadito l’assessore dell’Industria Emanuele Cani nel corso del tavolo istituzionale sulle vertenze Sulcis convocato oggi dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, a cui ha preso parte anche il ministro Adolfo Urso.

E proprio dal numero uno del Mimit è giunto uno spiraglio sul Dpcm energia, con l’impegno a sollecitare l’approvazione da parte di Palazzo Chigi già nei prossimi giorni. «Il ministro ci ha dato buone speranze e ora attendiamo risposte imminenti, perché il Dpcm è necessario per tutta la Sardegna oltre che per il Sulcis, ma in particolare è determinante per la ripresa produttiva di Eurallumina», ha sottolineato Emanuele Cani.

L’assessore, nel suo intervento, ha evidenziato la necessità di lavorare non solo per la risoluzione delle vertenze ataviche, che riguardano in particolare le aziende Sider Alloys, Eurallumina e Portovesme Srl, ma anche per creare nuove opportunità dal punto di vista industriale, con la definizione di un vero e proprio programma di reindustrializzazione della Sardegna. «Risolvere le crisi esistenti è fondamentale, ma dobbiamo nel contempo valutare nuove ipotesi di lavoro su altre filiere che oggi hanno grandi potenzialità, tra cui la nautica, le materie prime critiche e progetti innovativi come i data center, senza trascurare la grande prospettiva rappresentata dall’Einstein Telescope. Definire insomma una nuova idea di industria in Sardegna», ha spiegato Emanuele Cani.

Nei prossimi giorni sono attesi al Mimit i tavoli specifici dedicati alle singole vertenze Sulcis. Si parte martedì 16 settembre con l’incontro incentrato su Eurallumina, seguito mercoledì 17 da quello su Sider Alloys, mentre la questione Portovesme Srl sarà al centro del confronto giovedì 2 ottobre.

La deputata progressista Francesca Ghirra ha presentato una nuova interrogazione al ministro delle Imprese e del Made in Italy per sapere come intenda agire il Governo rispetto alle importanti crisi delle industrie di Portovesme.

«Ho provato a sollecitare già due volte il Governo sulle tempistiche di approvazione del cosiddetto “DPCM Sardegna”, che consentirebbe l’arrivo del gas sull’isola e il rilancio della raffineria di Bauxite, con un investimento di 400 milioni di euro e una prospettiva occupazionale di un migliaio di posti di lavoro, ma non ho ancora ottenuto risposte adeguate – dichiara Francesca Ghirra -. Siamo anche in attesa di aggiornamenti da parte del Governo sul programma di ristrutturazione propedeutico al riavvio dello stabilimento Eurallumina, bloccato dal “congelamento” del patrimonio dell’azienda controllata dalla russa Rusal, ma anche su questo tutto tace.»

«Per quanto riguarda la Portovesme Srl siamo finalmente riusciti ad audire in Commissione Attività Produttive l’AD Garofalo per conoscere più a fondo il progetto litio, ma ancora non sappiamo quale sia la posizione del Governo sulla sua fattibilità, su cui pare che le interlocuzioni si siano interrotte dopo l’ultima visita in fabbrica il 23 giugno – continua Francesca Ghirra -. Sappiamo che il progetto desta forti preoccupazioni in un territorio da sempre caratterizzato da industrie pesanti, inquinamento e abbandono e che – nello stesso stabilimento di Portovesme – ha visto progressivamente chiudere due importanti linee produttive, prima quella del piombo e poi quella dello zinco, con la conseguente cassa integrazione per tanti lavoratori ed enormi difficoltà per tutto l’indotto.»

La deputata progressista annuncia una nuova interrogazione al ministro Adolfo Urso: «Ho presentato una nuova interrogazione al Mimit per sapere quali siano le tempistiche e le prospettive occupazionali della ristrutturazione e del riavvio di Eurallumina, ma anche se si stiano attivando per individuare misure giuridicamente sostenibili per superare il blocco dei beni aziendali patrimonio della Rusal. Ho poi chiesto di conoscere la posizione del Governo sul progetto litio, se si consideri ancora la produzione dello zinco strategica e come stiano lavorando per trovare nuovi investitori. Speriamo che finalmente rispondano alle nostre sollecitazioni, ma soprattutto al grido disperato di un territorio che ha urgente bisogno di un rilancio immediato».

Il ministero delle Imprese e del Made in Italy, su indicazione del ministro Adolfo Urso, ha convocato quattro tavoli di confronto dedicati alle principali vertenze industriali del Sulcis-Iglesiente.

Si inizia mercoledì 10 settembre, alle ore 10.00, con il Tavolo Sulcis: all’incontro, che si terrà a Palazzo Piacentini, interverranno i rappresentanti della Regione Sardegna, degli enti locali, delle organizzazioni sindacali e datoriali. L’obiettivo sarà fare il punto sullo stato dello sviluppo produttivo e occupazionale del territorio.

Seguiranno i tre tavoli dedicati alle principali vertenze dell’area. Il primo, relativo a Sider Alloys, è in programma per lunedì 15 settembre, alle ore 17.00; seguirà, martedì 16 settembre, alle ore 14.00, il tavolo su Eurallumina. Il ciclo di incontri si concluderà con il tavolo su Portovesme, convocato per lunedì 22 settembre, alle ore 17.00. I tre incontri vedranno la partecipazione delle parti sociali e delle istituzionali coinvolte.

Nuovo tavolo di confronto al ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla vertenza Sider Alloys per verificare le condizioni di realizzabilità del piano industriale e finanziario e le sue conseguenze occupazionali.

All’incontro, presieduto dal ministro Adolfo Urso e dal sottosegretario di Stato con delega alle crisi d’impresa Fausta Bergamotto, erano presenti i rappresentanti dell’azienda, di Invitalia, della Regione Sardegna, delle organizzazioni sindacali e un pool di istituti di credito.

«Il rilancio di Sider Alloys è importante per la produzione nazionale di alluminio, anche a fronte delle mutate condizioni geopolitiche, e certamente per il polo produttivo e occupazionale del Sulcis e dell’intera Sardegna. Per questo motivo, insieme all’azienda e a Invitalia, esamineremo tutte le possibili azioni da intraprendere, con l’obiettivo di restituire al sito la piena capacità produttiva», ha dichiarato il ministro Adolfo Urso.

«Stiamo affrontando questa vertenza – ha aggiunto Adolfo Urso – con una visione più ampia, che riguarda l’intero territorio del Sulcis, caratterizzato da tre situazioni di crisi rilevanti e concomitanti. L’obiettivo è giungere, in pochi mesi, a un punto di svolta che ci permetta di avviare un tavolo di confronto complessivo per l’area, con una strategia industriale efficace.»

Diversi i temi trattati durante la riunione: dall’aumento dei costi di revamping alla sopraggiunta scadenza dei termini di permanenza di Invitalia; dai piani di investimento, finanziari e occupazionali dell’azienda, alla possibilità di un intervento da parte di un pool di banche a sostegno del progetto.

Nel corso dell’incontro è emerso come il Mimit nelle scorse settimane, tramite Invitalia, abbia agevolato una prima missione tecnica di un rilevante player nel settore dell’alluminio, che in più occasioni aveva espresso interesse a contribuire all’investimento e al processo di reindustrializzazione del sito.

«È fondamentale acquisire tutti gli elementi necessari per comprendere quale direzione debba intraprendere il percorso di Sider Alloys. Il Mimit è pienamente impegnato a trovare una soluzione solida e sostenibile. Stiamo lavorando con determinazione, perché non vogliamo perdere tempo: la situazione del Sulcis è rilevante e complessa, e va oltre il solo caso di Sider Alloys. Intendiamo condurre questo percorso con la massima trasparenza, fornendo aggiornamenti il più possibile chiari e definiti», ha commentato il sottosegretario Fausta Bergamotto.

Il confronto su Sider Alloys proseguirà nelle prossime settimane, con l’obiettivo di monitorare l’evoluzione della situazione e garantire la massima trasparenza nel percorso di rilancio di un sito strategico per l’intera filiera dell’alluminio in Italia.