30 November, 2021
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Non ce l’ha fatta Antonio Congiu, l’ottantacinquenne di Iglesias investito da un’auto la mattina di venerdì 19 febbraio in Corso Colombo: il pensionato è spirato dopo alcune ore di agonia all’ospedale di Brotzu, a Cagliari.

L’incolpevole anziano, poco dopo le 7.30, stava attraversando la strada a piedi presso l’ingresso di via Aldo Moro, servendosi regolarmente delle strisce pedonali, quando è stato travolto da un’Alfa Romeo Giulietta condotta da un cinquantasettenne che non avrebbe visto il pedone in quanto abbagliato dal sole: saranno comunque i carabinieri della locale stazione, intervenuti per i rilievi, a fare piena luce sulla dinamica e sulle cause del tragico sinistro. L’investitore si è subito fermato ed ha chiamato i soccorsi, ma ciò non gli eviterà di dover rispondere del reato di omicidio stradale.

I tre figli, Maria Laura, Roberto e Maurizio, per essere assistiti, attraverso il responsabile della sede di Cagliari, dott. Michele Baldinu, si sono affidati a Studio3A-Valore S.p.A.

 

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Il concerto “solo” del batterista americano Hamid Drake che inaugura oggi 31 agosto, alle 19.00, la 35esima edizione del festival internazionale “Ai Confini tra Sardegna e Jazz”, organizzato dall’associazione culturale Punta Giara, si svolgerà presso lo Spazio Anfiteatro Belvedere (zona via Aldo Moro – via Emilio Lussu) di Masainas e non più, come previsto inizialmente, sulla spiaggia di Is Solinas.

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Oggi, 21 marzo 2020, è una data importante, perché è oggi che vengono ricordate tutte le vittime di mafia.
Una data importante che serve ancora una volta a scuotere le coscienze di tutti, per far sì che i delitti perpetrati dalla mafia non vadano nel dimenticatoio ma restino sempre impresse nella memoria.
Se dovessimo citare tutte le persone che sono state uccise dalla mafia, l’elenco sarebbe lunghissimo e tutti meriterebbero di essere citate e che si racconti la loro storia, come sono vissuti e, soprattutto, tenere presente il loro sacrificio e che, immolatisi per la difesa della Patria e delle Istituzioni, sono per noi un esempio di legalità.
Oggi voglio ricordare Peppino Impastato, ucciso nella notte tra l’8 e il 9 maggio 1978.
La data ci fa pensare, anche una strana casualità, all’uccisione di Aldo Moro, perpetrato dalle Brigate Rosse, il cui corpo venne fatto ritrovare in via Caetani, a Roma, il 9 maggio 1978.
Sì, forse una coincidenza, strade e storie che si intersecano per motivi diversi ma che hanno in comune sempre la Libertà, le Istituzioni, il vivere civile, valori che non possono essere messi in secondo piano, sempre freschi, trasparenti.
Oggi, a distanza di tanti anni, tutti lo ricordano e non a caso viene considerato alla stregua dei martiri. Peppino Impastato sapeva bene cosa fosse la mafia, certamente non quella delle coppole o delle lupare, bensì la mafia come potere, sistema, connubio e, soprattutto, prevaricazione dei diritti dei lavoratori e dei diritti dei cittadini. In questo caso, la memoria va all’eccidio di Portella della Ginestra, dove in quell’occasione gli agricoltori manifestavano il loro dissenso per un diritto che veniva loro disconosciuto.
Sapere cos’è la mafia è veramente il primo passo per contrastarla. Ecco questa era la mafia contro cui si batteva Peppino Impastato.
Molti si sono posti la domanda perché la sua voce sia rimasta inascoltata e solo oggi, a distanza di tanti anni, emerge forte il rammarico per aver perso l’occasione di ergere al suo fianco il dissenso di una comunità sorda e distante da un vivere becero ed inconcludente, invece di creare un argine di solidarietà, spargendo al suo fianco un nuovo profumo di libertà e democrazia.
Questo è quello che certamente avrebbe voluto Peppino Impastato, un grandissimo desiderio che alla fine si sarebbe arrivati a spezzare quel filo sinuoso e sottile nei confronti della mafia. Ma, a tutt’oggi, la strada della legalità è ancora lunga da percorrere e la lotta contro la mafia è irta di difficoltà ma, possiamo starne certi, si arriverà alla disintegrazione della stessa e questo potrà avvenire solo con il dissenso totale e la fermezza, il tutto coniugato con Democrazia, Libertà e Difesa delle Istituzioni.
Un pensiero va rivolto a tutte quelle persone che sono morte per valori così nobili e bellissimi: Legalità, Trasparenza e Democrazia.
A loro vada sempre e a perenne ricordo il nostro ringraziamento.
Armando Cusa

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Sono trascorsi 42 anni da quando, il 16 marzo 1978, in via Fani, un commando di 19 brigatisti rapì il presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro, uccidendo gli uomini della sua scorta. Credo che ai più, probabilmente, oggi non sfugga che tanti anni fa si compiva un duro attacco alla Democrazia e alle Istituzioni della Repubblica Italiana.
Le Brigate Rosse quella volta mirarono molto in alto e ai loro misfatti e omicidi aggiunsero il sequestro del presidente della Democrazia Cristiana.
La lotta dello Stato contro le Brigate Rosse in quegli anni è stata continua e da parte di tutti c’è stata la condanna unanime: cittadini, politici, istituzioni in genere e, soprattutto, anche tutte le le Cancellerie europee ed i leader mondiali, si associarono nella condanna del vile attentato.
Indubbiamente per l’Italia quell’evento fu un duro colpo, ma lo smarrimento iniziale cedette il posto ad una nuova presa di coscienza dalla Nazione intera, rifuggendo e combattendo il terrorismo, con una veemenza che in quel preciso istante tracciava uno spartiacque, come per dire che l’Italia democratica mai e poi mai si sarebbe piegata alle Brigate Rosse.
In quel frangente, ancora una volta, tutti ci trovammo in strada con il Tricolore che veniva sbandierato con orgoglio e, a distanza di 42 anni, in questi giorni ci ritroviamo a lottare contro il Covid 19 (Coronavirus), tutti a sventolare nuovamente il Tricolore, a cantare, a battere le mani, il tutto per ringraziare i medici, infermieri, anestesisti, operatori, forze dell’ordine, in un coinvolgimento totale.
Il popolo italiano, 42 anni fa, ha creato un argine a difesa della Democrazia e delle Istituzioni, entrando di fatto nella storia. Oggi si ritrova a scrivere altre pagine della sua storia.
Armando Cusa

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Venerdì 13 dicembre, si è svolto al MIUR l’evento “Educare alla sostenibilità. Le storie del PON Scuola”.
Dalle ore 9.30 alle ore 13.00, presso la Sala “Aldo Moro” del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, si è tenuto l’evento annuale del Programma Operativo Nazionale “Per la Scuola” 2014-2020, dedicato al tema “Educare alla sostenibilità. Le storie del PON Scuola”.

L’evento, aperto da un saluto della vice ministra Anna Ascani, è stato l’occasione per presentare le attività ed i risultati finora raggiunti nell’ambito del PON “Per la Scuola”, per la programmazione 2014-2020, in termini di ampliamento dell’offerta formativa e di potenziamento degli ambienti di apprendimento.

Tra i cinque istituti scolastici che hanno realizzato progetti sul tema della sostenibilità e che hanno portato la loro esperienza, era presente anche l’Istituto Comprensivo Angius di Portoscuso, unico istituto della Sardegna, rappresentato dalla dirigente scolastica prof.ssa Paola Maria Grosso, dalla tutor del progetto, l’insegnante Orietta Mura, e da una rappresentanza di alunni, che hanno presentato gli esiti del loro progetto PON “Alla scoperta della biodiversità”.

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A Masainas, nell’ambito della 16ª edizione della Sagra del Carciofo organizzata dalla Pro Loco locale in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, è in programma l’evento “Colto e Mangiato – Dal campo al piatto”. 
L’appuntamento è fissato per mercoledì 24 aprile, alle ore 17.00, presso il Centro Sociale in via Aldo Moro. Si tratta di un percorso gastronomico sul carciofo, sul territorio, sulla cucina attraverso la spiegazione delle proprietà del rinomato prodotto sulcitano. Al racconto dell’enogastronomo Ivo Palazzari, seguirà poi un cooking show a cura dello chef Pierluigi Fais, Patron del Ristorante Josto di Cagliari, titolare di numerosi riconoscimenti e già vincitore della trasmissione televisiva “Quattro ristoranti” di Alessandro Borghese in onda su Sky tv. Pierluigi Fais preparerà una ricetta speciale che valorizzerà il carciofo spinoso di Masainas utilizzando tutte le sue parti.
L’evento è rivolto preferibilmente a circa 30 persone. Per info e prenotazioni rivolgersi al numero 347 3833591.
«Con questa iniziativa – afferma il sindaco Ivo Melis – si vuole dare un valore aggiunto al “prodotto carciofo”, declinandone non solo le caratteristiche organolettiche ma spiegandone i diversi usi, non solo in cucina. Pensiamo, infatti, che una maggiore conoscenza degli utilizzi che il carciofo è in grado di avere, possa aprire nuovi mercati, anche e magari più remunerativi di quelli attualmente esistenti. Inserire questo evento all’interno della ormai rinomata Sagra del Carciofo è un piccolo passo per iniziare un percorso che in un futuro potrà magari portare ad un premio culinario, al pari di quello che avviene in altre manifestazioni.»
 

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In una risoluzione adottata oggi, il Parlamento europeo ha chiesto l’immediata estradizione in Italia di Alessio Casimirri, condannato in Italia in via definitiva e residente in Nicaragua.

Nella risoluzione non vincolante, approvata con 322 voti favore, 25 contrari e 39 astensioni, si chiede l’estradizione immediata in Italia di Alessio Casimirri, ex brigatista condannato in via definitiva a sei ergastoli per il sequestro di Aldo Moro e “protetto dal governo nicaraguense”.

Alessio Casimirri oggi vive in Nicaragua, ma le autorità italiane da tempo ne chiedono l’estradizione proprio perché implicato nel sequestro di Aldo Moro, ex presidente della Democrazia Cristiana nonché Presidente del Consiglio dei Ministri, e nell’assassinio degli agenti della scorta il 16 marzo 1978 a Roma.

Nella risoluzione, il Parlamento prende atto della grave situazione in cui è piombato il Paese dopo i tumulti che hanno avuto luogo nell’aprile e nel maggio 2018 e chiede alle autorità nicaraguensi la definizione di una chiara tabella di marcia per elezioni libere, eque e trasparenti da organizzare nel prossimo futuro.

Proprio lo scorso gennaio una delegazione di 11 deputati europei si era recata in Nicaragua per valutare con i propri occhi la situazione sul campo, constatando la grave violazione dello Stato di diritto. Dopo la visita della delegazione, dichiarano i deputati, la repressione nel Paese si è ulteriormente intensificata, registrando un aumento delle violazioni nei confronti dell’opposizione e delle limitazioni imposte alle libertà fondamentali.

Le organizzazioni internazionali sono state allontanate dal Paese e molti universitari, quasi 200, sono stati espulsi dalle università. Anche il diritto all’informazione risulta seriamente minacciato. I giornalisti sono stati detenuti, esiliati o minacciati, mentre alcuni media sono stati chiusi. La mera pubblicazione di giornali risulta in pericolo, vista la mancanza di carta e inchiostro, posti sotto sequestro dal governo nicaraguense, sottolineano i deputati.

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Riprende il programma della formazione continua per i giornalisti iscritti all’Ordine della Sardegna. Venerdì prossimo, 11 gennaio, a Sassari, dalle 15.30 alle 18.30 presso l’Aula magna del Dipartimento di Storia dell’Università, in via Zanfarino 62, si svolgerà in seminario dal titolo “Aldo Moro, un caso italiano”. Interverranno Gero Grassi, relatore di maggioranza nell’ultima commissione parlamentare di inchiesta sul “caso Moro”, Anthony Muroni, giornalista ed Emiliano Deiana, presidente dell’Anci Sardegna.

Aldo Moro è stato uno dei politici italiani più incisivi dal dopoguerra sino alla fine degli anni ’70. Fu tra i fondatori della Democrazia Cristiana e suo rappresentante alla Costituente, ne divenne segretario e presidente. Fu più volte ministro; cinque volte presidente del Consiglio, guidò governi di centro-sinistra, promuovendo nel periodo 1974-76 la cosiddetta strategia dell’attenzione verso il Partito Comunista. Fu rapito il 16 marzo 1978 e ucciso il 9 maggio successivo dalle Brigate Rosse.

Gero Grassi uno dei più impegnati studiosi delle vicende dello statista, da deputato fu promotore della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro e autore e coautore di numerosi volumi sullo stesso argomento. Anthony Muroni, giornalista, ex direttore de L’Unione Sarda, è autore di alcuni importanti saggi sulla politica italiana. Infine Emiliano Deiana, presidente dell’Anci Sardegna, già sindaco di Bortigiadas, ha partecipato ad alcune ricerche sulla figura di Aldo Moro e sul periodo storico che lo vide fra i protagonisti della politica italiana.

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E’ tutto pronto per “Natale Insieme a Masainas 2018”. L’Amministrazione del comune sulcitano, in collaborazione con la Pro Loco, anche quest’anno ha allestito un calendario di eventi dedicato a bambini, giovani e adulti, che va dalle presentazioni libri agli spettacoli teatrali, passando per le proiezioni, i concerti e i momenti di gioco e svago. Il primo evento in programma, venerdì 7 dicembre, è la presentazione del libro di Guido Floris “Villarios”, mentre il giorno dopo alle ore 18.30, presso la chiesa di San Giovanni Battista si terrà “Aspettando il Natale. Concerto in onore di Vadore Sini” con i cori di Bonucaminu (Ardauli), Su Nugoresu (Nuoro), Bachis Sulis (Aritzo). Il 14 dicembre, alle 18.00, sarà la volta dello spettacolo teatrale “Il mercante di indulgenze”, portato in scena da Andrea Tedde. Il 22 dicembre, alle ore 17,30, non può mancare il momento tanto atteso, soprattutto dai più piccoli, con “Facciamo Festa con Babbo Natale”. Le feste riprenderanno dopo Natale e il 27 dicembre, alle 17.00, sarà la volta di “Tombolata Per Tutti” e il giorno successivo, alle 18.00, Emmanuele Garau, accompagnato da un organettista, presenterà il libro “A iscola ‘e ballu”. Gli ultimi due appuntamenti, infine, sono programmati per il mese di gennaio: il 3, alle ore 17.00, sarà proiettato il film “Belle & Sebastien” ed il 5, allo stesso orario, appuntamento con “Arriva la Befana”. Tutti gli appuntamenti, escluso il concerto di sabato 8 dicembre, si terranno presso il Centro Sociale in via Aldo Moro.

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Nascono in Sardegna i primi imput del giornalismo televisivo italiano. Un gruppetto di professionisti della Radio crea dal nulla un linguaggio completamente nuovo per parlare all’Italia del boom economico. “Quelli di via Teulada” (Graphofeel) scritto dall’autrice televisiva Daniela Attilini racconta l’evento che cambiò le abitudini degli italiani: la nascita del giornalismo televisivo, attraverso gli occhi di uno dei suoi protagonisti. Gianni Attilini, collaboratore di Radio Cagliari, approda alla Rai assieme a Tito Stagno. Con l’entusiasmo dei pionieri, quando ancora non esistono macchine digitali né repertorio girato, si ricercano in velocità le immagini più adatte e precise per commentare le parole dei giornalisti. Un’ avventura incredibile che narra alcuni degli eventi che hanno segnato la nostra società: dallo sbarco sulla Luna di Tito Stagno, al rapimento di Aldo Moro e le stragi delle Brigate Rosse, passando per i “dietro le quinte” della messa in onda del primo TG e molto altro, descritti con ricchezza di particolari, grande brio, e un pizzico di nostalgia. Con i contributi di Tito Stagno e Angela Buttiglione.

Daniela Attilini, è nata a Roma nel 1970. Autrice televisiva, è stata inviata e curatrice di programmi radiofonici per RadioUno e RadioDue. È tra i responsabili del programma di RaiUno “La vita in diretta”. Tra le sue pubblicazioni: Cuba l’Isola Sospesa (2002), Accendi la TV Sono le otto (2003), Il Ciuccio in Gola (2004), Cotone Nero (2006), Piatto Freddo (2009), La Vendetta Pret a Porter (2009).