18 May, 2024
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L’attivo dei quadri e delegati svoltosi ai cancelli della Centrale Enel “Grazia Deledda” alla presenza delle segreterie confederali si è reso necessario oltre che per fare il punto sulla situazione attuale, anche per approfondire il contesto di assoluta incertezza nel quale si trovano i lavoratori indiretti. Tenendo altresì conto di tutti i ritardi con i quali sono partiti i bandi del JTF, e della totale assenza di una programmazione di prospettiva industriale a seguito del superamento e abbandono del fossile e alla conversione o meno della Centrale stessa. L’assenza di un confronto sindacale chiaro e trasparente con azienda e istituzioni che sciolga i dubbi sul futuro industriale di Enel nel polo di Portovesme, produce un effetto dannoso sulla tenuta sociale aggravato dall’impossibilità di valutare le future, reali capacità occupazionali del comparto degli appalti. Si è condiviso l’obiettivo comune di ottenere un tavolo istituzionale di confronto e trattativa a livello regionale, presenziato dai ministeri competenti, alla pari delle altre vertenze aperte ed inserito nel più ampio e generale tavolo di crisi permanente rivendicato dal sindacato e dovuto al territorio del Sulcis Iglesiente. Sono state esposte e prese in considerazione le tensioni tra i lavoratori diretti ed Enel culminate con la proclamazione dello sciopero nazionale nella giornata del 8 marzo, per il quale si valuta opportuna la partecipazione a livello territoriale delle segreterie di federazione del comparto e delle confederazioni. Si condivide la necessità di costruire un percorso di iniziative da intraprendere nei confronti della politica aziendale di Enel che nel territorio dopo anni di profitti, sembra intenda abbandonarlo senza dare prospettive di futuro industriale per i lavoratori indiretti. Azioni che si svolgeranno anche in attesa dell’insediamento della nuova compagine regionale governativa e finalizzate alla costituzione del “tavolo di crisi” che sappia intervenire sulla transizione sociale messa in discussione e non garantita dall’avanzamento del piano industriale di dismissione che porterà in tempi brevi allo spegnimento della centrale. Per le ragioni sopra esposte si chiede alle Federazioni coinvolte la proclamazione dello stato di agitazione utile ed indispensabile anche per le prossime forme di protesta che saranno concordate.

La Segreteria CGIL – Franco Bardi

La Segreteria CISL – Salvatore Vincis

La Segreteria UIL – Andrea Lai

 

Vertenza Sider Alloys sempre più calda: si mobilitano le segreterie di categoria FIOM, FSM e UILM e le segreterie generali CGIL, CISL e UIL. L’azienda ha riconvocato FIOM, FSM e UIL e ha comunicato loro la decisione di non rinnovare i contratti in scadenza. Le segreterie dei metalmeccanici hanno contattato le segreterie nazionali, sollecitandole a richiedere alla  politica la riconvocazione al MIMIT per arrivare urgentemente alle autorizzazioni necessarie e all’azienda di modificare la scelta fatta.

Anche le segreterie territoriali CGIL, CISL e UIL scendono in campo.

«E’ una notizia positiva quella appresa dell’approvazione di un ordine del giorno che impegna il Governo in merito alla vertenza Sider Alloys – si legge in una nota dei segretari Franco Bardi, Salvatore Vincis e Andrea Lai -. Una vertenza da troppi frettolosamente archiviata come risolta, e che invece a causa della dilatazione dei tempi burocratici autorizzativi, degli accordi energetici oltre che fattori esterni non prevedibili, vedi pandemia, hanno allungato a dismisura i tempi del revamping con necessarie correzioni ed adeguamento del piano industriale, rendendo la vicenda dei lavoratori in mobilità in deroga una vera odissea.»

«Come organizzazioni sindacali ci aspettiamo adesso una rapidissima presa in carico della situazione da parte dei ministeri competenti, perché i tempi sono ristrettissimi e si limitano a poche settimane, entro le quali deve esser data soluzione al piano di finanziamento, alle misure di rinnovo e garanzia per il 2024 degli ammortizzatori sociali – si legge ancora nella nota -. Pertanto, come richiesto dalle organizzazioni di categoria è necessario riaprire al più presto il tavolo di trattativa ministeriale. Nel frattempo, le nostre organizzazioni sindacali, stante lo stato di profonda crisi dell’intero territorio, che nel polo industriale di Portovesme vedono in atto complesse vertenze per tutte le aziende, con le produzioni ferme del tutto o quasi, che per la centrale ENEL non sono ancora chiariti in quali termini i finanziamenti del JTF daranno futuro alle centinaia di lavoratori degli appalti al momento dello spegnimento della centrale a carbone, considerano necessario affrontare il tutto con un nuovo accordo che riprogrammi il rilancio dell’intero polo e con questo l’economia del territorio. Per questo, abbiamo chiesto un incontro urgente al presidente della giunta regionale Christian Solinas, perché si faccia parte attiva sull’istituzione di un tavolo territoriale specifico per il Sulcis e il polo industriale, esteso a tutti i livelli istituzionali a partire dal governo nazionaleconcludono i segretari Franco Bardi, Salvatore Vincis e Andrea Lai -. Questo anche a seguito degli incontri con gli amministratori locali durante i quali si è ribadita la volontà di richiedere in modo unitario tra tutte le parti sociali, politiche ed economiche del territorio un nuovo accordo di programma che dovrà averetempi rapidi di definizione.»

Si è svolta lo scorso 12 settembre, presso lo stabilimento di Portovesme, una riunione fra la società Den Yachts e le segreterie CGIL CISL UIL, FIOM, FSM e UILM, nel corso della quale è stato illustrato lo stato di avanzamento del progetto Yachting Med Center Sardinia.

«Sono state esaminate le prospettive e le criticità che si possono dipanare a brevissimo termine con le oramai note novità riguardanti il DPCM Energiasi legge in una nota congiunta, firmata dal rappresentante della Den Yachts Ninetto Deriu e dai rappresentanti delle segreterie segreterie CGIL CISL UIL, FIOM, FSM e UILM, Franco Bardi, Salvatore Vincis, Andrea Lai, Roberto Forresu, Giuseppe Masala e Renato Toccoil supporto dimostrato dalla Regione e l’interesse dell’apparato di Governo preposto alla valutazione degli investimenti e infine per quello di vari investitori privati del settore di rilevanza internazionale.»

«In particolare la Den Yachts ha illustrato il layout del cantiere, che si sta approntando con la Navigo SCAR Italia, unitamente agli investimenti già effettuati, su terreni, fabbricati e macchinari, che prevede l’avvio del cantiere con il recupero e riconversione dei due siti della ex Metallotecnica e dell’ex ILA – si legge nella nota -. Tale progetto si prefigge di sviluppare un Polo della Nautica di alto livello per servizi, Refit e costruzione di grandi yacht e in cui la Sardegna e Portovesme in particolare, grazie alla sua posizione baricentrica nel Mediterraneo, può ricoprire il ruolo di “Isola Nautica”, integrandosi e lavorando in sinergia con i progetti di Cagliari e Olbia. Il progetto è inoltre caratterizzato da obietti di sostenibilità ambientale, con forte valore aggiunto e di impatto occupazionale, con un approccio manageriale orientato ai principi ESG, di sviluppo locale e del territorio. L’azienda, infine, informa che per la prossima settimana è calendarizzato un incontro alla Regione, dal quale auspica, possa scaturire l’accelerazione del progetto per il quale risulta fondamentale la chiarezza della fruibilità nel lungo periodo della banchina per la movimentazione delle imbarcazioni e il loro trasferimento al cantiere, come sopra detto, e viceversa.»

«Le organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL, FIOM, FSM, UILM, valutata l’esposizione a grandi linee del progetto unitamente alla qualità e la determinazione con la quale la società sta portandolo avanti, ritengono che la sua realizzazione potrebbe riservare per il territorio un importante realtà occupazionale ed economica – si legge ancora nella nota -. L’iniziativa, per come rappresentata, può essere volano di sviluppo anche accogliendo ulteriori importanti partners ed altre intraprese produttive, immaginando la realizzazione di un vero distretto della nautica. E’ quindi auspicabile e condivisibile la necessità che tutto l’iter burocratico possa trovare immediate risposte positive dalle istituzioni ed enti preposti alle autorizzazioni, concessioni, ed opere da realizzare nel porto e retro-porto di Portovesme.»

«Le organizzazioni sindacali ritengonoconclude la nota congiunta -, che il metodo di condivisione delle informazioni possa essere una base costruttiva di confronto e reciproco supporto per il superamento delle criticità che si dovessero palesare, necessitando che lo stato di crisi dell’intera area industriale porti ad una particolare attenzione al progetto da parte delle istituzioni, nell’interesse dei lavoratori, lavoratrici e disoccupati del territorio. Entrambe le parti prendono impegno di aggiornarsi alla prima occasione utile.»

Quattro tragici incidenti in quattro mesi (8 e 23 febbraio, 21 maggio e 8 giugno), costati la vita a sei persone. La strada provinciale 2 nel tratto tra Carbonia e Villamassargia, già teatro in passato, quando la carreggiata si sviluppava ancora su due corsie, di diverse decime di incidenti mortali, si trova in condizioni di estrema precarietà e pericolosità e necessita di interventi immediati.

Le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, a fronte dell’ennesimo incidente mortale, ritengono non più procrastinabile un’azione tempestiva e diretta, da parte di tutte le istituzioni coinvolte, al riavvio dei lavori per la messa in sicurezza del tratto di strada che collega Carbonia a Villamassargia, arteria ad alta intensità di traffico, fondamentale nella economicità del territorio.

«Riteniamo grave apprendere dai giornali che i lavori previsti per la messa in sicurezza, sospesi da un atto del Prefetto per consentire il transito dei convogli militari impegnati nell’attività del poligono di Teulada, siano secondari all’incolumità dei cittadini che transitano quotidianamente in quel tratto di stradasi legge in una nota firmata da Franco Bardi, Salvatore Vincis e Andrea Lai -. Ad oggi non abbiamo certezza sulla data di riavvio e conclusione dei lavori. Per queste ragioni, CGIL-CISL-UIL concordano su un’iniziativa da tenersi nell’immediato presso la stessa Provinciale, al fine di sensibilizzare tutti gli attori istituzionale che hanno ruolo e voce per far si che la condizione di sicurezza sia ripristinata nel più breve tempo possibile. Chiediamo la partecipazione dei Sindaci del Territorio a sostegno dell’iniziativa per far sì che tale emergenza trovi una soluzione definitiva.»

E’ sold out dallo scorso mese di giugno lo spettacolo “È inutile a dire!” di Jacopo Cullin, in programma il 2 settembre, alle 21.30 ad Iglesias, presso la miniera di Monteponi, organizzato dall’Associazione Culturale Contramilonga, ha fatto registrare il tutto esaurito già a giugno, dopo poche ore dalla messa in vendita dei biglietti.

Attore e regista cagliaritano, Jacopo Cullin ha iniziato da diversi mesi il Tour estivo, portando il suo spettacolo in quasi tutte le piazze della Sardegna.

È inutile a dire! nasce nel 2019 e si pone come obiettivo un’analisi con un mix di ironia e comicità, delle dinamiche che caratterizzano la nostra società: società liquida, fragilità delle relazioni e costante crisi esistenziale.

Jacopo Cullin andrà in scena accompagnato da Gabriele Cossu ed interpreterà tre dei suoi famosi personaggi: Signor Tonino, Salvatore Pilloni ed Angioletto Biddi ‘e Proccu.

Sul palco ci saranno ad accompagnarlo, i musicisti Matteo Gallus al violino, Riccardo Sanna alla fisarmonica ed Andrea Lai al contrabbasso.

 

Alzi la mano chi non l’ha detto almeno una volta “eh lo fa”, record di risate in televisione, nelle piazze e nei teatri, con i suoi tormentoni che hanno reso virali i suoi spettacoli, Jacopo Cullin arriva al Festival Rocce Rosse Blues. Attore e regista capace di prendersi il suo spazio nel mondo del cinema e della fiction, amato dal pubblico che ha riconosciuto quanto sia capace di percorrere e studiare con sottile ironia e delicata comicità, le dinamiche relazionali che pervadono il nostro tempo. Attraverso le poetiche visioni di tre dei suoi storici personaggi (Signor Tonino, Salvatore Pilloni e Angioletto Biddi ‘e Proccu), Jacopo Cullin evidenzia problemi e fragilità della attuale società, dominata dalla costante crisi esistenziale che pervade l’essere umano.

«Finalmente torniamo in Ogliastra! Dopo 17 anni – dice Jacopo Cullin collaboriamo nuovamente con Rocce Rosse Blues e questa volta a Marina di Cardedu, nuova tappa di questo meraviglioso Tour che ci sta portando in giro per i luoghi più suggestivi dell’Isola.»

Con “È inutile a dire” il Festival Rocce Rosse Blues diventa show sabato 30 luglio, alle 21.30, per la terza serata della edizione n. 31 quest’anno approdata sul lungomare di Museddu, a Cardedu. In questa versione della rassegna musicale che si fa teatro, Jacopo Cullin porta il suo tour estivo isolano affiancato da Gabriele Cossu, con l’accompagnamento musicale del trio composto da Matteo Gallus al violino, Riccardo Sanna alla fisarmonica e Andrea Lai al contrabbasso.

C’è già il tutto esaurito per il concerto al tramonto di sabato 23 luglio (inizio ore 19.30) a “Le Ciasette”, la località sulla punta nordoccidentale dell’isola di San Pietro, nell’ambito della sedicesima edizione di Creuza de Mà, il festival di musica per cinema in programma da domani – martedì 19 luglio – a domenica 24 luglio, a Carloforte. Sono terminati, infatti, i biglietti (prezzo 5 euro) per l’immancabile appuntamento nello spettacolare scenario a picco sul mare che caratterizza ogni edizione della manifestazione diretta dal regista Gianfranco Cabiddu: protagonisti, quest’anno, i Safir Nòu, formazione sarda guidata da Antonio Firinu (chitarre, composizioni) con Sergio Tifu (violino), Andrea Lai (contrabbasso), Ivana Busu (fisarmonica, synth, elettronica) e Antonio Pinna (percussioni).Un evento speciale ed esclusivo che, per rispettare la fragilità del luogo che lo ospita, è a numero chiuso. Come già annunciato, l’incasso dei biglietti sarà devoluto alla Lipu, l’associazione per la conservazione della natura, la tutela della biodiversità, la promozione della cultura ecologica in Italia, come contributo per la salvaguardia della fauna che popola l’oasi Carloforte.

Cgil, Cisl e Uil, a fronte della grave situazione sanitaria venutasi a creare nel nostro territorio, con l’ultimo atto in ordine di tempo la chiusura del Pronto soccorso del C.T.O. di Iglesias, ritengono nonostante gli innumerevoli incontri che si stanno susseguendo nelle ultime settimane con la dirigenza sanitaria, l’assessore Mario Nieddu e l’incontro avuto presso Villa Devoto nella giornata del 5 luglio in presenza della grande manifestazione indetta da Cgil Cisl e Uil, che ci siano tutte le condizioni per richiedere interventi straordinari adeguati allo stato emergenziale, anche attraverso deroghe al sistema attuale con una serie di strumenti utili finalizzati al superamento della fase straordinaria.

Forte è il richiamo di Cgil, Cisl e Uil ad un’unità di intenti ed azioni da parte di tutti i soggetti portatori di interessi pubblici, così come sostenuto in ogni occasione dalle organizzazioni sindacali. Riaffermiamo la nostra disponibilità al dialogo costruttivo e pragmatico finalizzando la nostra azione al miglioramento, della sanità territoriale, al ripristino e rilancio, della rete dei servizi, in tutti i centri del Sulcis Iglesiente.

A nostro parere, è obbligatorio potenziare le strutture sanitarie che fungono da filtro ed attenuano la pressione sui Pronto soccorso, passando attraverso la valorizzazione e migliore utilizzo delle figure professionali a disposizione, integrandole laddove non diversamente reperibili.

Cgil, Cisl e Uil, sottolineano con forza la necessità di attivare un tavolo di confronto costante, per far sì che, l’attuale situazione trovi adeguate e fattibili soluzioni nel più breve tempo possibile, visto l’ulteriore rischio rappresentato dalla stagione turistica che comporta un incremento dell’utenza.

Ancora una volta, si sottolinea, come lo stato d’emergenza non ammetta ulteriori attese, e si debba immediatamente porre rimedio all’attuale situazione.

Franco Bardi – Salvatore Vincis – Andrea Lai

Segreterie Cgil, Cisl e Uil

L’aggravarsi dell’emergenza nel servizio sanitario pubblico del Sulcis Iglesiente ha portato le segreterie territoriali CGIL, CISL e UIL a proclamare una giornata di mobilitazione generale di tutte le categorie dei lavoratori e dei pensionati per martedì 5 luglio, davanti a Villa Devoto, a Cagliari.

«Nella giornata di ieri abbiamo partecipato alla riunione del Consiglio comunale di Iglesias, dove si discuteva della gravissima situazione venutasi a creare a fronte della chiusura del P.S. dell’ospedale C.T.O.si legge in una nota dei segretari territoriali di CGIL, CISL e UIL, Franco Bardi, Salvatore Vincis ed Andrea Lai -. Le segreterie territoriali CGIL, CISL e UIL, partecipando assieme ai rappresentanti delle categorie della Sanità, hanno rappresentato e riaffermato assieme agli amministratori quanto sia drammatica la situazione in cui versa la Sanità d’emergenza nel territorio, con la chiusura del pronto soccorso del C.T.O. e la situazione di quasi collasso presso quello del Sirai. Si condivide come segreterie territoriali il fatto che sia indispensabile una forte e decisa mobilitazione del territorio del Sulcis Iglesiente per reclamare le corrette soluzioni allo stato di emergenza dei pronto soccorso (tutti) da affrontare con strumenti e provvedimenti di emergenza. Come organizzazioni sindacali si sottolinea che la chiusura, “l’esproprio”, di servizi e specialistiche, in un qualunque presidio e della rete sanitaria è un danno per tutti i cittadini del Sulcis Iglesiente, e questa deve essere la premessa e il motivo perché ci sia una sensibilità comune e diffusa da parte di tutti a difesa di un bene comune costituzionalmente garantito quale quello del diritto alla salute.»
«La mobilitazione a cui aderiscono e richiamano le nostre organizzazioni sindacali non solo a tutto il mondo del lavoro ma a tutti i cittadini, giovani, studenti, pensionati, ha come obiettivo immediato la riapertura del pronto soccorso del CTO e la messa in condizioni di operare in sicurezza per pazienti ed operatori del P.S. Siraiproseguono Franco Bardi, Salvatore Vincis ed Andrea Lai -. Ma è, e deve essere, impegno da parte di tutti soggetti portatori di interessi per aprire un costante tavolo di confronto e rivendicativo nei confronti della Regione Sardegna per la politica della sanità nel Sulcis Iglesiente. Siamo consapevoli che molti dei problemi del Sulcis Iglesiente sono fortemente sofferti da altri territori, causa di anni di una politica della sanità pubblica, sbilanciata a favore dei maggiori centri e a discapito dei territori minori. Una denuncia che le OO.SS. da decenni hanno segnalato e che puntualmente oggi si confermano e manifestano in uno stato di disastro per la maggior parte del territorio sardo.»
«Tenuto conto che la dirigenza della ASL Sulcis non ha voluto accogliere le proposte delle organizzazioni sindacali di categoria per il mantenimento in attività dei pronto soccorso Sirai
e CTOconcludono Franco Bardi, Salvatore Vincis ed Andrea Lai -, le segreterie territoriali CGIL, CISL e UIL proclamano una mobilitazione generale di tutte le categorie di lavoratori e pensionati per la mattina di martedì 5 luglio, davanti a Villa Devoto, a Cagliari, alle 9.30, perché la politica regionale si faccia carico di trovare le soluzioni all’emergenza dei Pronto Soccorso.»

 

«La Sanità del Sulcis Iglesiente, ormai da tempo, naviga su binari non allineati alle necessità del territorio. È di sabato l’ennesimo episodio negativo, dopo che alcuni medici del pronto soccorso di Carbonia si sono assentati per malattia, la direzione ASL Sulcis ha disposto con un ordine di servizio, che dal 25/06/2022 tutto il personale del Pronto Soccorso del P.O. C.T.O di Iglesias, venga trasferito al Pronto Soccorso di Carbonia, fino a data da destinarsi per far fronte e scongiurare la chiusura del pronto soccorso del Sirai. Non è un fatto isolato, ma una tendenza che peggiora di mese in mese.»
Lo scrivono, in una nota, i segretari territoriali di CGIL, CISL e UIL, Franco Bardi, Salvatore Vincis ed Andrea Lai.

«La politica aziendale, sia nella programmazione che nel quotidiano, è allo sfascio da tempo, i vertici della Sanità Sarda, non sono in grado di gestire né l’organizzazione né le emergenze aggiungono Franco Bardi, Salvatore Vincis ed Andrea Lai -. Il disagio non si crea solo per la popolazione, che già da tempo sopporta una sanità disconnessa e disordinata al punto da dover migrare, per molte specialistiche, verso il capoluogo, ma anche e, soprattutto, agli operatori già super impegnati per la pandemia. Intanto, da sabato al Pronto soccorso di Carbonia, viene caricata anche l’assistenza con un solo medico per turno, ambulanze in coda, pazienti in attesa di ore o giorni. Non si è pensato minimamente al bacino di utenza che raccoglie ed assiste, non solo la popolazione di questo territorio, ma anche i turisti.»
«Già un anno fa ci si allarmava sul futuro con l’applicazione troppo lenta della riforma che ha rimesso in piedi la ASLconcludono Franco Bardi, Salvatore Vincis ed Andrea Lai -; se non ci sarà un’inversione di tendenza ed un tavolo di confronto sull’emergenza sanitaria nella ASL Sulcitana, ci sarà una forte mobilitazione con il coinvolgimento dei cittadini. La situazione è grave.»