18 August, 2022
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È Francesca Pusceddu la vincitrice dell’audizione 2019 riservata ai giovani cantanti sardi ed organizzata dall’Ente Concerti “Marialisa de Carolis” di Sassari. Lo ha deciso la Commissione formata da Stefano Garau, direttore artistico dell’Ente Concerti, dal vicepresidente Antonello Mattone, da Paolo Gavazzeni, regista e già direttore artistico della Fondazione Arena di Verona, e dall’assessora alle Politiche culturali del Comune di Sassari Manuela Palitta.
Francesca Pusceddu, 25 anni ed originaria di Cagliari, si è diplomata in violino al Conservatorio della sua città prima di scoprire un talento naturale per il canto lirico, studiando quindi nella classe del contralto Bernadette Manca di Nissa. Dal 2015 vive in Olanda, dove attualmente frequenta l’ultimo anno di Bachelor in canto lirico al Prins Claus Conservatorium di Groningen. Nel corso di questi anni ha partecipato a diverse masterclass; come solista, dopo aver preso parte a concerti in Italia e Olanda, nel 2017 ha debuttato il ruolo di Musetta nella Bohème di Giacomo Puccini all’Opera di Hogeland. Nel 2018 ha cantato col Netherlands Radio Choir il Requiem di Verdi al Concertgebouw di Amsterdam e dal 2019 fa parte del Young Artist Program grazie al quale, nel prossimo ottobre, aprirà il concerto di Luca Salsi al Muziekgebouw della capitale olandese. È inoltre stata selezionata per il programma biennale della Dutch National Opera Academy. Alle audizioni dell’Ente Concerti, quest’anno all’ottava edizione, hanno partecipato ventuno cantanti. Oltre alla vincitrice, tra i candidati si sono segnalati il mezzosoprano Martina Serra, il tenore Marco Puggioni, il controtenore Ettore Àgati ed il soprano Maria Ladu. In passato il concorso ha fatto emergere il talento, tra gli altri, di Francesco Demuro, Piero Pretti, Francesca Pierpaoli, Silvia Arnone, Ilaria Vanacore, molti dei quali chiamati poi a partecipare alle produzioni dell’Ente.

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Il Circolo Culturale Sardo “Logudoro” di Pavia, nel pomeriggio di sabato 22 settembre 2018, nella sede sociale, ha presentato il libro-intervista con Manlio Brigaglia “Tutti i libri che ho fatto”, pubblicato postumo a cura di Salvatore Tola e Sandro Ruju presso le edizioni Mediando di Sassari.

Ed è stato proprio Salvatore Tola l’ospite d’onore per questa commemorazione celebrativa del professor Manlio Brigaglia (Tempio Pausania, 12 gennaio 1929 – Sassari, 10 maggio 2018), doverosa indiscutibilmente nei confronti di una delle figure più rappresentative dell’intellettualità sarda del secondo Novecento e del primo decennio del Terzo Millennio.

Non poteva peraltro esimersi da un ricordo riconoscente il mondo dell’emigrazione, al quale Manlio Brigaglia è sempre stato vicino sia come firma di prestigio del mensile “Il Messaggero Sardo” (con articoli divulgativi che hanno fatto conoscere gli eventi e i personaggi più significativi della storia sarda anche a sos chi non aiant istudiadu), sia come oratore affascinante in occasione di iniziative culturali dei Circoli della Lega Sarda poi Federazione delle Associazioni Sarde in Italia (F.A.S.I.).

Manlio Brigaglia ha espresso la sua solidarietà agli emigrati  per tutte le loro battaglie (pro sa limba; contro le scorie nucleari; per la continuità territoriale; per il riconoscimento dell’insularità) e in occasione dei Congressi della federazione dei circoli sardi dell’Italia continentale non ha mai fatto mancare un suo messaggio di incoraggiamento.

Con Pavia Manlio Brigaglia ha avuto un legame particolare, testimoniato da quanto ha scritto nella presentazione del libro di Gianni De Candia: “Sardegna: la grande diaspora. Memorie e ricordi dei 40 anni della cooperativa ‘Messaggero sardo’, 1974-2014” (Sassari, Delfino, 2016).

«L’insegnamento e altri impegni mi hanno impedito di accettare molti degli inviti che mi venivano rivolti dai circoli degli emigrati sardi. Invidiavo il mio amico Tito Orrù, che da Cagliari volava dappertutto ogni volta che lo chiamavano: gli invidiavo quello spirito di servizio che la gente gli riconosceva riconoscente. Credo che nessun sardo di quelli  che stavano in Sardegna e andavano nei circoli sia mai stato tanto voluto bene quanto lui. Praticamente ho finito per andare quasi soltanto al Circolo “Logudoro” di Pavia, quando presidente della FASI (Federazione delle Associazioni Sarde in Italia) era Filippo Soggiu, che abitava proprio lì a Pavia. In realtà ci andavo chiamato come a un obbligo da Paolo Pulina, prima grande organizzatore di manifestazioni nel circolo, poi eletto a responsabile nazionale per i problemi della cultura. Paolo Pulina, ploaghese di nascita e di affetti (difficile dimenticarsene con tutti i libri e le pagine di storia e memorie che ci ha scritto sopra) era stato mio alunno al Liceo “Azuni” di Sassari alla metà degli Anni Sessanta. Nei primi mesi lavorava sui libri con una durezza d’impegno che ricordava la fatica di chi lavora la terra. L’intelligenza, motore di quell’indomabile afficcu, lo portò a buoni risultati scolastici sassaresi e l’accompagnò agli studi milanesi in via Festa del Perdono nei “meravigliosi” anni dei grandi movimenti studenteschi. Laureato in Lettere, lo ritrovai (anche se non ci eravamo mai persi di telefono) funzionario del Sistema bibliotecario della Provincia di Pavia. Con lui ho ritrovato, andando a Pavia, Gesuino Piga, a lungo anche presidente del circolo, che ricordavo autorevole direttore amministrativo dell’Università di Cagliari e grande amico del mio maestro Alberto Boscolo. A Pavia, l’inesauribile fantasia e, perché no, lo speciale attaccamento alla sua terra suggerivano a Pulina convegni e iniziative a nastro, tutti targati Sardegna. Pavia dovrebbero farla, per questo, una specie di città onoraria dell’emigrazione sarda. Qui del resto veniva spesso Tito Orrù, ispirato forse anche dall’aura risorgimentale che si respira nella città dei Cairoli.»

Dopo i saluti della presidente del “Logudoro” Paola Pisano, orgogliosa di poter onorare la memoria di una personalità così importante per la cultura sarda, ha preso la parola  Salvatore Tola, che dagli inizi degli anni Settanta del Novecento è stato il più stretto collaboratore di Manlio Brigaglia.

Il relatore ha sottolineato il fatto che «spesso intento a rivedere dattiloscritti e bozze che gli venivano affidati e impegnato a tutto campo sul fronte culturale, Manlio Brigaglia ha lasciato pochi e scarni scritti autobiografici. Per fortuna questa intervista (svolta a più riprese e da lui attentamente rielaborata fino agli ultimi giorni) getta luce sulla sua attività di collaboratore di riviste e giornali e, soprattutto, di “facitore” di libri. Attraverso questa lunga testimonianza, che pure non affronta altri aspetti importanti della sua vita di studioso e di insegnante, emerge il quadro di una complessa personalità di uomo di cultura e anche, più semplicemente, di uomo».

Salvatore Tola ha raccontato numerosi divertenti aneddoti riferiti alla sua pluridecennale frequentazione con il professore che gli hanno permesso di conoscerlo come grande uomo, esempio straordinario certamente di impegno culturale e moralità, ma anche campione per doti di spirito (per questo volume aveva concepito il sottotitolo: “Storia di uno che voleva fare l’editore ed è finito correttore di bozze”), la cui capacità affabulatoria era proverbialmente nota e attirava masse di ascoltatori  perché era condita con gli ingredienti di una verve inimitabile.

Salvatore Tola ha voluto soffermarsi su una delle tante opere cui Manlio Brigaglia ha legato il suo nome e che a Lui era particolarmente cara: “L’Enciclopedia della Sardegna” in tre poderosi volumi (PaoloPulina ha ricordato che, presentandola, Manlio Brigaglia aveva usato questo “comincio”: «“Questo l’ho fatto io”, come dice il titolo di una famosa rubrica della “Settimana enigmistica”»).

Ha detto Salvatore Tola: «Gli interessi del prof. Manlio Brigaglia erano sempre concentrati sulla Sardegna, la sua storia in primo luogo, ma poi anche tutti gli altri aspetti, dall’economia alle tradizioni, al paesaggio, al crescente sviluppo turistico. Fu da questa conoscenza capillare che nacque in lui l’idea di distribuirla, insieme a una squadra di bravi collaboratori, in una vera e propria enciclopedia: un’opera che, uscita in tre volumi tra il 1982 e il 1988 (concepita e curata da lui in collaborazione con i suoi allievi Antonello Mattone e Guido Melis, pubblicata dalle Edizioni Della Torre), può essere considerata il suo capolavoro nel campo della divulgazione. Non si tratta di un dizionario enciclopedico ma di un’opera a temi: i diversi aspetti dell’isola sono esposti in 156 saggi organicamente accostati e organizzati. Tutti i pezzi sono stati sottoposti a quel lavoro di revisione del quale era grande specialista: sempre con l’intento primario di renderli quanto più possibile leggibili».

Assente, perché ancora in Sardegna, Filippo Soggiu, presidente emerito del “Logudoro” e della FASI, dopo quello di Salvatore Tola sono seguiti altri intervenuti.

Il presidente onorario del “Logudoro”, Gesuino Piga ha ricordato la comune amicizia sua e di Manlio Brigaglia con il professor Alberto Boscolo ed il sentimento che lo ha sempre accomunato a Manlio Brigaglia per le sorti della Sardegna e per la necessità del riscatto economico e sociale dell’Isola.

Il professor Ettore Cau (che è stato docente di Paleografia e poi anche Preside per un anno della Facoltà di Magistero a Sassari nel periodo 1976-1980) ha rievocato i tempi in cui è stato frequentatore assiduo sia del prof. Brigaglia sia del comune amico, il gesuita prof. Raimondo Turtas, autore di una monumentale “Storia della Chiesa in Sardegna”.

Un ricordo è stato portato anche dal prof. Lucio Casali, pavese amante della Sardegna (fa parte della commissione cultura del “Logudoro”) e da Antonello Argiolas (presidente onorario  del Circolo “Grazia Deledda” di Magenta e componente del Comitato Esecutivo della FASI).

Paolo Pulina ha distribuito ai presenti copia del suo articolo apparso su questo sito: https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2018/07/il-libro-postumo-di-manlio-brigaglia-curato-da-salvatore-tola-e-sandro-ruju/

Edoardo Ruiu

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Quattro secoli di storia raccontati attraverso gli atti dei parlamenti sardi. Una mole imponente di documenti recuperata dagli archivi ed oggi disponibile anche sul web. Si avvia a conclusione il progetto editoriale avviato nel 1983 dal Consiglio regionale per la realizzazione di un’edizione critica degli atti di 23 parlamenti (dal 1355 al 1699) all’epoca dei viceré spagnoli e dei documenti degli Stamenti (dal 1793 al 1799).

Dopo diverse iniziative nell’Isola, gli Acta Curiarum Regni Sardiniae sono stati presentati a Roma nella sala degli “Atti parlamentari” della Biblioteca del Senato della Repubblica “Giovanni Spadolini” presenti il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau, il presidente del Comitato scientifico Michele Cossa, i professori universitari Antonello Mattone e Maria Rosa Cardia, la direttrice dell’Archivio di Stato di Cagliari Carla Ferrante ed i responsabili delle biblioteche di Camera e Senato Anna Galluzzi e Antonio Casu.

«L’obiettivo della collana, è quello di offrire una più compiuta e diffusa conoscenza delle tradizioni storico-giuridiche della Sardegna, mettendo a disposizione di tutti, non solo studiosi e accademici, uno strumento di ricerca sulla storia della nostra Isola, convinti che approfondire le nostre radici storiche serva a riaffermare la consapevolezza e l’identità di un popolo che in essa si riconosce – ha detto il presidente Gianfranco Ganau – nel lunghissimo periodo documentato dagli Acta Curiarum il popolo sardo è stato capace, pur mostrando contraddizioni e divisioni nel rapporto tra le diverse componenti e classi sociali, di reagire ai soprusi. Lo testimoniano gli eventi del 1794 culminati il 28 aprile con la cacciata del viceré piemontese e della sua corte, oggi assurti a giornata nazionale del popolo sardo, ricordata in Sa Die de Sa Sardigna, festa nazionale dei Sardi, istituita con specifica legge dal Consiglio regionale il 14 settembre del 1993.»

L’importanza storica e scientifica dell’opera è stata sottolineata nelle loro relazioni dai professori Antonello Mattone e Maria Rosa Cardia. Il primo ha ricostruito i tentativi del passato di sistematizzare gli atti dei parlamenti medievali e preunitari, mentre Maria Rosa Cardia, tra i promotori del progetto “Acta Curiarum” nel 1983, ha ricordato tutti i passaggi che hanno portato alla decisione di realizzare un’opera che coniuga rigore scientifico e portata divulgativa. Carla Ferrante, infine, ha parlato del metodo utilizzato per il reperimento delle fonti e illustrato la tipologia di documenti presenti nell’opera.

«La presentazione degli Acta nella Biblioteca del Senato rappresenta una continuità ideale perché i parlamenti medievali e preunitari sono i predecessori del parlamento nazionale e dello Stato italiano – ha detto la responsabile della Biblioteca del Senato Anna Galluzzi – per nostra tradizione storica siamo stati sempre molto attenti sia alla legislazione medievale degli statuti comunali e delle corporazioni sia alla legislazione degli Stati preunitari. Non poteva esserci posto migliore per presentare questa interessantissima collana.»

Il progetto Acta Curiarum prevede la stampa di 24 volumi. 16 sono stati già pubblicati e sono oggi disponibili online, in versione pdf, sul sito del Consiglio regionale. «C’è stato un momento in cui abbiamo temuto che l’opera non potesse vedere la luce. Grazie all’impegno del Comitato scientifico e dei curatori stiamo andando verso la pubblicazione degli ultimi volumi. La speranza è quella di concludere il progetto entro la fine di questa legislatura – ha detto il presidente del Comitato scientifico Michele Cossa – con la digitalizzazione dei volumi e la pubblicazione online si sono  moltiplicate le possibilità per studiosi e appassionati di storia sarda di poter consultare fonti documentali prima difficilmente accessibili».

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Acta Curiarum 3

E’ stato presentato nella prestigiosa sala della Gipsoteca di arte antica di Pisa il VI volume (il sedicesimo in ordine di pubblicazione) degli Acta curiarum Regni Sardiniae, gli atti degli antichi parlamenti sardi, curato dalla docente Laura Galoppini.

L’evento, promosso dal Consiglio regionale della Sardegna e dall’Università della storica città Toscana, ha registrato un grande interesse da parte della comunità scientifica.

I lavori sono stati introdotti dal Rettore Paolo Mancarella e dal direttore di Civiltà e Forme del Sapere Pierluigi Barrotta.

Ha presieduto il convegno Michele Cossa, presidente del Comitato scientifico per la pubblicazione degli atti dei parlamenti sardi. Il presidente Cossa ha sottolineato l’unicità dell’opera e il suo valore storiografico e identitario, rafforzato dal fatto che oggi è a disposizione di tutti gli interessati e gli studiosi attraverso la Rete.
Di grande prestigio il parterre dei relatori: l’olandese Wim Blockmans, dell’Università di Leida; Antonello Mattone (Università di Sassari); Italo Birocchi (Università di Roma La Sapienza); Michele Olivari (Università di Pisa).

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Da oggi gli “Acta Curiarum Regni Sardiniae”, gli Atti dei Parlamenti sardi, sono online. L’iniziativa è stata presentata questa mattina a Cagliari dal Presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau , dal presidente del Comitato scientifico per la pubblicazione degli atti dei parlamenti sardi Michele Cossa e dai componenti del comitato. Accedere ai volumi digitali è facilissimo. Nel sito del Consiglio regionale www.consregsardegna.it , in alto a destra, c’è un’apposita sezione dedicata agli “Acta”. Cliccando sull’indice si apre una libreria dove sono allineati i 14 volumi pubblicati e già presentati al pubblico. Si clicca sul volume che si intende consultare e si opta per la versione PDF o per quella sfogliabile. I volumi possono essere consultati, stampati o scaricati. Nella versione Pdf, nella funzione “trova”, si può inoltre effettuare una ricerca nominale, inserendo una parola chiave. Soddisfazione è stata espressa dal presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau: «In occasione della presentazione del primo volume pubblicato in questa legislatura, il Consiglio regionale prese l’impegno di mettere a disposizione di tutti gli Atti dei Parlamenti sardi, non solo di studiosi e accademici, ma anche di tutti i cittadini e di tutte quelle persone che intendono in qualche modo approfondire la materia. Ora tutto questo è finalmente possibile. Grazie ad  un accesso rapido dall’home page del sito del Consiglio regionale, attraverso una grafica accattivante e intuitiva che rimanda agli scaffali delle nostre librerie, è possibile visionare gli Acta Curiarum, “virtualmente” conservati. Un imponente lavoro che ha consentito di digitalizzare tutti i volumi sinora pubblicati con la consapevolezza che ogni pezzo della nostra  storia serve a costruire la coscienza e la piena identità di un popolo».

Alla conferenza stampa erano presenti, oltre al presidente del Comitato scientifico per la pubblicazione degli atti dei parlamenti sardi Michele Cossa, Italo Birocchi, ordinario di storia del diritto italiano nell’università La Sapienza di Roma; Carla Ferrante, Direttore dell’Archivio di Stato di Cagliari e Oristano; Antonello Mattone, ordinario di Storia delle Istituzioni politiche nell’università di Sassari e Giangiacomo Ortu, già ordinario di Storia moderna nell’università di Cagliari. Oltre agli atti del seminario del 1984, raccolti nel 1° volume, sono stati sinora pubblicati quindici Parlamenti; degli altri otto: due sono all’esame del Comitato scientifico, e sei sono prossimi alla consegna. Il presidente del Comitato per la pubblicazione degli atti dei parlamenti sardi, Michele Cossa, ha sottolineato l’importanza della digitalizzazione degli Acta Curiarum: «Il Consiglio regionale non poteva rimanere indifferente all’evoluzione della società e con la pubblicazione di questa  collana, anche in edizione digitale,  intende offrire un ulteriore strumento di conoscenza dei volumi finora pubblicati ad un pubblico moderno e formato in gran parte da “nativi digitali”. L’intento è quello di creare volumi fruibili dal grande pubblico e non soltanto dagli studiosi della materia». Michele Cossa ha anche ricordato che per ogni volume della Collana è stato ottenuto l’ISBN (cioè l’International Standard Book Number ovvero il numero di riferimento internazionale del libro) che consente di identificare in modo univoco il volume tramite il codice a barre in ogni parte del mondo.

Soddisfatti i componenti del comitato scientifico. «Da oggi una mole enorme di documenti sarà a disposizione degli studiosi – ha detto il professor Antonello Mattone – c’è però un altro aspetto importante da sottolineare: il carattere divulgativo dell’opera. Il riassunto del contenuto di ciascun volume permette una lettura agevole anche ai non addetti ai lavori». 

Per il professor Giangiacomo Ortu «il tema dell’autogoverno è il filo conduttore che lega i vari periodi storici. Negli atti dei parlamenti emergono istanze di questo tipo, anche sul piano legislativo. L’attuale Consiglio regionale raccoglie quell’eredità». Un aspetto sottolineato anche dal professore Italo Birocchi che ha ricordato l’istituzione delle Università di Cagliari e Sassari tra il 500 e il ‘600: «Un risultato ottenuto grazie alle pressanti richieste provenienti dalle classi dirigenti sarde».

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Sarà presentato martedì alle 16.00 in Consiglio regionale il nuovo volume degli Atti dei Parlamenti sardi (Acta Curiarum Regni Sardiniae).

Si tratta del 14° volume del progetto avviato negli anni ’80 dedicato allo studio della storia parlamentare sarda all’epoca dei viceré spagnoli. La nuova edizione critica, curata dal prof. Guido D’Agostino, è incentrata sul Parlamento del viceré Francesco De Benavides Conte di Santo Stefano (1677-78).

I lavori saranno aperti dal presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau e dal presidente del Comitato scientifico Michele Cossa. Seguiranno le relazioni della prof.ssa Maria Sofia Corciulo, dell’Università di Roma, “La Sapienza” e del prof. Antonello Mattone, dell’Università di Sassari.

Alla presentazione interverrà il curatore del volume Guido D’Agostino. La prof.ssa Maria Rosa Cardia, a nome del comitato scientifico ricorderà la figura del dott. Giampaolo Lallai già componente della Segreteria.