6 August, 2026
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Entra nel vivo questa serao la trentaseiesima edizione di Narcao Blues. Dopo quella inaugurale affidata a Nikki Hill e ai Desoto Tiger’s Testimony, il calendario propone un’altra serata che mette a confronto due generazioni e due diverse declinazioni del blues contemporaneo: sul palco di piazza Europa si avvicenderanno infatti il giovanissimo chitarrista australiano Taj Farrant e una delle interpreti più autorevoli della scena internazionale, Janiva Magness, vincitrice di numerosi Blues Music Awards e tra le voci più intense del panorama statunitense.

Protagonista del primo set, alle 21.30, Taj Farrant è considerato uno dei più sorprendenti talenti della sua generazione. Quando aveva nove anni ha lasciato il segno nel programma televisivo “Australia’s Got Talent” e in seguito ha ottenuto una grande notorietà presentando sui social media le sue cover composizioni alla chitarra. Ancora giovanissimo – diciassette anni compiuti a maggio – ha già conquistato pubblico e critica grazie a una tecnica straordinaria, a una naturale presenza scenica e a uno stile che fonde blues, rock e virtuosismo senza mai perdere musicalità ed espressività. Il suo bagaglio di esperienze conta collaborazioni con artisti del calibro di Carlos Santana e Buddy Guy, e la partecipazione a importanti festival internazionali, come il Big Blues Bender di Las Vegas, il Telluride’s Blues & Brew e il Bluesfest, il più grande festival blues australiano. Pubblicato due anni, il suo album di debutto, “Chapter One”, che ha raggiunto la seconda posizione nella classifica blues di Billboard, mette in luce le sue eccezionali doti chitarristiche e le sue variegate influenze musicali, fondendo elementi rock, blues e pop. Il suo stile unico e il suo virtuosismo gli hanno fatto conquistare un numero sempre crescente di fan e il riconoscimento nel panorama musicale internazionale.

Alle 23.00 riflettori puntati su Janiva Magness, una delle voci più autorevoli e intense del blues contemporaneo. In oltre trent’anni di carriera, la cantante e cantautrice statunitense ha costruito un percorso artistico segnato da una profonda autenticità interpretativa, capace di fondere blues, soul, R&B e americana con rara intensità emotiva. Nata a Detroit, ha trasformato una storia personale segnata da difficoltà e perdita in una straordinaria forza espressiva, conquistando pubblico e critica con diciotto album e un’attività concertistica che l’ha resa un punto di riferimento della scena internazionale. Vincitrice di numerosi Blues Music Awards, tra cui il prestigioso B.B. King Entertainer of the Year, e candidata ai Grammy Awards, Janiva Magness sta per rilasciare – il prossimo 7 agosto – “Truth in the Room”, il suo primo album dal vivo: un disco che cattura tutta l’energia e l’intensità emotiva delle sue esibizioni sul palco, le stesse che si potranno apprezzare domani sera in piazza Europa.

Come da tradizione, al termine dei concerti la musica proseguirà con il dopofestival, uno degli appuntamenti più attesi dal pubblico di Narcao Blues. Protagonisti a partire dalla mezzanotte Vincenzo Melchiorre & Son, per una notte all’insegna del blues vissuto senza barriere tra palco e platea, nello spirito di incontro e condivisione che da sempre caratterizza Narcao Blues.

 

La trentaseiesima edizione di Narcao Blues entrerà nel vivo mercoledì 22 a Narcao. La serata inaugurale in Piazza Europa si aprirà alle 21.30 con Nikki Hill, artista travolgente e magnetica, da tempo considerata una delle figure più dirompenti del rock’n’roll contemporaneo. La sua voce, nutrita di gospel, soul, rhythm and blues e attitudine punk, ha fatto parlare di lei come di una presenza capace di evocare insieme la furia di Tina Turner e la scarica elettrica degli AC/DC, ma il suo tratto più autentico resta quello di una personalità autonoma, intensa, libera da formule, capace di far convivere sensualità, energia e scrittura diretta. Da Durham, North Carolina, passando per St. Louis, New Orleans e Memphis, Nikki Hill ha costruito una traiettoria originale, nutrita da una vita on the road e da concerti che l’hanno portata nei festival più importanti del mondo.

Alle 23.00 sarà la volta dei Desoto Tiger’s Testimony, supergruppo roots-blues che riunisce tre musicisti di primissimo piano della scena statunitense: Damon Fowler, Jason Ricci e Bruce Katz. Chitarrista tra i più apprezzati del roots blues contemporaneo, Damon Fowler ha conquistato il rispetto della critica e dei colleghi grazie a uno stile profondamente radicato nella tradizione del Sud degli Stati Uniti e a un percorso che lo ha visto collaborare con figure storiche dell’universo Allman e Betts. Armonicista celebratissimo e vincitore di numerosi Blues Music Awards, Jason Ricci è considerato uno dei massimi interpreti mondiali del suo strumento, capace di coniugare una tecnica straordinaria a una presenza scenica fuori dal comune. Bruce Katz, raffinato tastierista già applaudito a Narcao al fianco di John Hammond, completa una formazione che promette un concerto ad altissimo tasso di groove, energia e fedeltà allo spirito più autentico del blues.

La seconda serata, giovedì 23 luglio, prenderà il via alle 21.30 con Taj Farrant, giovanissimo chitarrista e cantautore australiano che ha saputo conquistare rapidamente una visibilità internazionale grazie a una rara combinazione di tecnica, carisma e presenza scenica. Classe 2010, Taj Farrant si è imposto all’attenzione del pubblico anche per le sue apparizioni in festival importanti e per le collaborazioni con artisti come Carlos Santana e Buddy Guy. Il suo album d’esordio, “Chapter One”, ha segnato un passaggio decisivo, confermando una scrittura capace di fondere rock, blues e pop, e posizionandolo come una delle nuove promesse più interessanti del circuito internazionale.

Alle 23.00 il testimone passerà a Janiva Magness, tra le voci più autorevoli e toccanti del blues contemporaneo: sette volte vincitrice dei Blues Music Awards e insignita nel 2009 del titolo di B.B. King Entertainer of the Year, massimo riconoscimento della Blues Foundation, la cantante e cantautrice statunitense ha fatto della verità emotiva la materia stessa della sua musica. Il suo album “Hard to Kill” rappresenta un’opera profondamente autobiografica, un lavoro in cui blues, soul e funk diventano il terreno su cui si depositano esperienza, dolore, resistenza e rinascita. La forza della sua scrittura si lega a una vicenda personale attraversata da ferite e riscatti, e proprio per questo restituita con un’intensità che evita ogni retorica. La sua presenza a Narcao si annuncia come uno dei momenti più intensi dell’intera edizione.

Venerdì 24 luglio la serata si aprirà alle 21.30 con Blues Against The Machine, formazione internazionale composta da musicisti provenienti da quattro paesi europei, capaci di unire soul blues, funk e rock’n’roll in una proposta compatta e coinvolgente. I membri della band vantano numerosi riconoscimenti, tra cui vittorie all’European Blues Challenge, ai Blues Top Awards e ai National Blues Awards, e sono regolarmente headliner nei principali festival blues del continente. Sul palco di Narcao si presenteranno con Budda Guedes alla voce e chitarra, Danny Del Toro all’armonica e cori, Bart Szopinski alle tastiere e cori, Vasco Moura al basso e cori e Tori Raugstad alla batteria, dando vita a un progetto che unisce esperienze, linguaggi e identità diverse in un unico, solido impianto sonoro.

Alle 23.00 toccherà a D.K. Harrell, uno dei nomi più promettenti della nuova generazione blues americana. Nato in Louisiana nel 1998, chitarrista, cantante e autore, Harrell si è rapidamente imposto come uno dei protagonisti del blues revival contemporaneo grazie a uno stile personale che tiene insieme la lezione dei grandi maestri e un’energia capace di parlare al presente. Il suo album “Talkin’ Heavy”, uscito per Alligator Records, ha consolidato una reputazione già fortissima dal vivo: chitarra tagliente, voce intrisa di soul, scrittura originale, visione nitida di un blues che non si limita a custodire il passato ma lo rilancia verso nuove generazioni di ascoltatori. A soli ventisette anni, D.K. Harrell è già considerato una delle figure più solide e sorprendenti del panorama internazionale.

La serata conclusiva di sabato 25 luglio si annuncia particolarmente articolata e significativa, con tre diversi set in scaletta. Ad aprire alle 21.30 sarà Gabriele Chiesa, giovanissimo musicista nato a Cagliari nel 2012, ma già capace di distinguersi per personalità, padronanza tecnica e sicurezza scenica. Chitarrista legato al blues e al fingerstyle, ha mostrato una maturità sorprendente per la sua età, costruendo un percorso che unisce studio, esibizioni dal vivo, esperienze teatrali e un repertorio capace di spaziare dai classici del blues a riletture di cantautori italiani e internazionali. Tra le tappe più significative del suo recente percorso figurano la finale europea del Tour Music Fest nella categoria chitarristi junior, il riconoscimento di “artista di alta qualità” attribuito dalla commissione del contest e diverse partecipazioni a eventi e concerti di rilievo, compresa l’esecuzione del brano di chiusura del concerto di Vinicio Capossela l’estate scorsa a Lanusei. La sua presenza a Narcao assume così anche il valore di un segnale: quello di un festival che continua a guardare al futuro e alla crescita di nuovi talenti.

Il secondo set, alle 22.00, vedrà in scena Cyborg Zero, progetto nato nel 2018 dall’incontro tra l’omonimo chitarrista e il batterista Mr. G e sviluppatosi lungo una traiettoria essenziale, ruvida e radicale, tra rock, blues e punk. Dopo l’esperienza decennale nei The Cyborgs, il nuovo percorso ha spinto Cyborg Zero verso una forma ancora più ridotta all’osso: chitarra, voce e batteria, nessuna sovrastruttura, un impianto sonoro diretto e identitario, accompagnato da un immaginario visivo fortemente riconoscibile: Cyborg Zero si esibisce con una maschera da saldatore, mentre Mr. G appare come un cyborg di vecchia generazione ricondizionato. Nel 2026 il progetto inaugura una nuova fase con l’approdo alla Go Down Records e la pubblicazione di una nuova edizione del loro album di debutto, “0”, arricchita da brani inediti che ampliano ulteriormente il suo universo narrativo

Alle 23.00 gran finale con i Blood Brothers, supergruppo formato da Mike Zito e Albert Castiglia, due protagonisti assoluti del blues rock contemporaneo. Insieme sommano decenni di carriera, nove Blues Music Awards per Zito, cinque per Castiglia e un percorso artistico che li ha consacrati come due delle personalità più autorevoli del genere. Il progetto Blood Brothers nasce come sintesi naturale di questa fratellanza musicale e umana, e si è imposto con forza già dal debutto discografico prodotto da Joe Bonamassa e Josh Smith, premiato nel 2024 con il Blues Music Award per il miglior album blues rock dell’anno. La loro musica, potente, viscerale e ad altissimo tasso emotivo, promette di consegnare al festival un finale di grande energia.

Come da tradizione, dopo gli spettacoli del main stage ogni serata proseguirà con il dopofestival, ulteriore spazio di incontro, musica e condivisione che da sempre rappresenta una delle anime più riconoscibili di Narcao Blues. A scandire le notti narcaresi sarà la band Sessioniblues nella serata di mercoledì 22, Vincenzo Melchiorre & Son giovedì 23 e i Lazyboys venerdì 24. La chiusura di sabato 25 sarà invece affidata a una speciale serata Blues Factory, con Williboy Taxi ed Enrico Polverari, affiancati da un ospite speciale, per un ultimo appuntamento che celebrerà lo spirito più autentico del festival tra jam session, incontri e improvvisazione.

La trentaseiesima edizione di Narcao Blues muove i primi passi da Capoterra: venerdì 10 luglio il Parco Urbano del centro a una decina di chilometri da Cagliari ospiterà l’anteprima del festival, una serata che anticipa il ricco programma in calendario dal 22 al 25 luglio a Narcao, e che accosta alcune personalità autorevoli del blues internazionale a una delle realtà più rappresentative della scena sarda.

Ad aprire la serata, alle 21.30, sarà infatti il Bad Blues Quartet, formazione di primo piano nel panorama isolano della “musica del diavolo”, chiamata a inaugurare un’edizione che conferma la volontà del festival di valorizzare anche le migliori espressioni del blues prodotto nell’Isola. Sul palco, a partire dalle 21.30, Eleonora Usala alla voce, Federico Valenti alla chitarra, Edoardo Meledina al basso e Frank Stara alla batteria. Attiva dal 2015, la band cagliaritana si caratterizza per un sound personale, caldo ed energico, che unisce blues, rock, funk e richiami alla tradizione americana. Dopo due album in studio e uno registrato dal vivo, nel 2024 il Bad Blues Quartet ha pubblicato “White Gloves”, prodotto dal grande chitarrista americano Mike Zito. Più vario e ambizioso rispetto ai lavori precedenti, l’album alterna brani funk e trascinanti a momenti più acustici ispirati alla tradizione americana, con la partecipazione di ospiti del calibro di Cek Franceschetti, Davide Speranza, Alle B Good, oltre allo stesso Mike Zito.

Alle 22.30 riflettori puntati sul Devon Allman’s Blues Summit, una delle formazioni più attese di tutto il festival. Figlio del leggendario Gregg Allman, Devon Allman è cresciuto immerso nell’eredità musicale dell’Allman Brothers Band, formazione che ha contribuito in maniera decisiva a definire il linguaggio del southern rock e del blues americano. Chitarrista, cantante e autore, ha saputo costruire negli anni una propria identità artistica, mantenendo vivo quel patrimonio musicale e proiettandolo verso una sensibilità contemporanea.

Per il suo Blues Summit Devon Allman ha riunito intorno a sé una formazione di assoluto prestigio, che conta musicisti di spicco della scena blues a stelle e strisce: Jimmy Hall, storica voce dei Wet Willie, cantante e armonicista dalla straordinaria energia, protagonista anche di collaborazioni con artisti come Jeff Beck; Bernard Allison, tra i chitarristi e cantanti più autorevoli della scena blues contemporanea, che ha raccolto l’eredità del padre Luther Allison sviluppando un linguaggio personale e riconoscibile; e Claudette King, interprete dalla voce intensa e coinvolgente, figlia dell’indiscusso re del blues B.B. King, oggi impegnata a portare avanti una tradizione musicale profondamente radicata nella storia della musica afroamericana.

A dare ulteriore forza al progetto contribuiranno gli altri musicisti raccolti sotto l’insegna del Devon Allman’s Blues Summit: Jackson Stokes alla chitarra e voce, Nathan Graham al basso e cori, Mark Harris alle tastiere e cori, David Gomez alle percussioni, sassofono e cori, e John Lum alla batteria. Una line up costruita per dare vita a uno spettacolo capace di attraversare la storia del blues e del rock del Sud degli Stati Uniti con tutta l’energia della dimensione live.

L’anteprima di Capoterra rappresenta dunque il primo tassello di un’edizione che, ancora una volta, conferma Narcao Blues come uno dei principali punti di riferimento italiani per gli appassionati del genere. Dal 22 al 25 luglio il festival celebrerà a Narcao la sua trentaseiesima volta nella tradizionale cornice di Piazza Europa, dove saliranno sul palco alcuni dei protagonisti più autorevoli e interessanti della scena blues internazionale: attesi artisti come Nikki Hill, Janiva Magness, D.K. Harrell, Taj Farrant, i Blood Brothers di Mike Zito e Albert Castiglia, il supergruppo Desoto Tiger’s Testimony, Blues Against The Machine, Cyborg Zero e il giovane talento sardo Gabriele Chiesa, a conferma della vocazione di Narcao Blues a coniugare grandi protagonisti del panorama mondiale, nuove generazioni e progetti originali nati dall’incontro tra musicisti provenienti da esperienze e paesi diversi.

I biglietti per l’anteprima del 10 luglio a Capoterra si possono acquistare a 25 euro (più diritti di prevendita) su clappit.com e sul sito ufficiale www.narcaoblues.it/tickets. Costa invece 17 euro il biglietto per ogni singola serata del festival a Narcao, 40 euro l’abbonamento per tutt’e quattro (a tutti i prezzi andranno sommati i diritti di prevendita).

La trentaseiesima edizione di Narcao Blues è realizzata con il sostegno dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e dell’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna e del Comune di Narcao.

Il musicista Andrea De Luca rappresenterà l’Italia e la Mojo Station Blues Society al 39° International Blues Challenge a Beale Street, Memphis (Tennessee), dal 16 al 20 gennaio 2024.

Beale Street non è solo una strada nella downtown di Memphis. E’ molto di più: è il luogo dove la tradizione del blues cittadino delle jug band con nomi iconografici come Gus Cannon, Sam Chatmon e tanti altri. Beale Street è stata per anni il luogo d’elezione del blues acustico di Furry Lewis. Beale Street ha visto ogni icona della Stax e della Sun Records camminare sul suo selciato. Beale Street ha visto crescere e affermarsi B.B. King, Rufus Thomas e Albert King. Beale Street è in sintesi, leggenda. Non solo per il passato ma anche per le generazioni presenti del blues. E a Beale Street, la Blues Foundation di Memphis, organizza ogni anno l’International Blues Challenge, conosciuto anche come IBC. E’ una vera e propria “Battle of the Bands”, in cui musicisti che giungono da tutto il globo si esibiscono davanti ad una qualificata giuria di esperti. La competizione si divide in tre categorie “Youth”, “Solo-Duo” e “Band”.

Per l’anno 2024 rappresentante nella categoria “Band” per la Mojo Station Blues Society, è Andrea De Luca. Il talentuoso cantante e chitarrista nato e cresciuto a Roma e ormai stabile in Sardegna, vanta un profilo unico nel panorama blues italiano. Suona in giro per il mondo (U.S.A., Olanda, Germania, Austria, Inghilterra, Germania, Repubblica Ceca, Seychelles, Zambia) da oltre vent’anni sviluppando il suo stile raro, la sua voce graffiante, miscelando vecchio e nuovo con varie chitarre, tra cui la lap steel. Apre i concerti di Johnny Winter, Victor Wooten, Ennio Morricone e collabora con artisti di rilievo come Dean Bowman, Lisa Mann, Mark Peterson e Ben Rice. E’ sua l’idea di aprire una piattaforma online, la “Lap Steel School”, unico progetto del genere in Italia con la missione di diffondere e preservare il valore artistico e culturale della lap steel, strumento in cui si è specializzato a partire dalla fine degli anni ‘90. Con il brano “Got to Cry for Peace”, che uscirà sul mercato discografico il prossimo 1 dicembre 2023, l’artista grida alla guerra israelo-palestinese, dando voce alle vittime di questo conflitto con un blues assai ruvido e psichedelico dove sofferenza e frustrazione per questa triste vicenda infiammano la sua chitarra hawaiana e la sua voce.

Andrea De Luca sarà portabandiera per Mojo Station Blues Society. Tale collettivo che nasce nel 2005 a Roma, idea e organizza numerose iniziative volte alla diffusione della musica e della cultura nera ed afroamericana in ambito cittadino e nazionale. Tra le tante rammentiamo l’organizzazione del Mojo Station Blues Festival, noto tra gli affezionati come #MojoFest, che giunge per il 2024 alla ventesima edizione, traguardo mai raggiunto in precedenza da nessuna altra rassegna dello stesso ambito culturale a Roma, a cui si aggiunge la realizzazione della trasmissione radiofonica, “Mojo Station – Il Blues e le Sue Culture”. Tale programma, in onda dalle frequenze di Radio Città Aperta, è giunto alla ventesima edizione consecutiva e rappresenta ormai un punto di riferimento nel settore. Dal 2015 Mojo Station è parte dell’Italian Blues Union come membro fondatore ed è parte del Board. Dal 2006 è affiliata alla Blues Foundation di Memphis, Tennessee – U.S.A. La Foundation è epicentro delle principali attività mondiali legate a mantenimento, diffusione e promozione della musica Blues mondiale. Numerosi sono i contest, concorsi ed eventi che organizza. Tra questi Mojo Station predilige il principale degli eventi, ovvero l’International Blues Challenge cui partecipa attivamente sin dal 2007, inviando annualmente dei propri rappresentanti all’#IBC.

 

Conto alla rovescia per la trentatreesima edizione di Narcao Blues: da mercoledì 19 luglio a sabato 22 luglio si rinnova l’appuntamento con il più longevo festival blues in Sardegna, tappa immancabile dell’estate musicale nell’isola dei nuraghi. Una storia cominciata nel 1989 quella del festival che già dal nome rimarca il suo legame indissolubile con Narcao, e l’associazione culturale Progetto Evoluzione che lo organizza. John Mayall, Michael Coleman, Popa Chubby, Canned Heat, Mick Taylor, Eric Sardinas, Peter Green, Larry Carlton, James Cotton, Lucky Peterson, Otis Taylor, Eric Gales, Kris Barras, Robben Ford e Bill Evans: sono alcuni degli ospiti illustri che si sono affacciati nel corso degli anni sullo “storico” palco di piazza Europa. Un prestigioso elenco di artisti che si appresta ora a crescere e impreziosirsi con i protagonisti di questa edizione numero trentatré ai nastri di partenza: l’inglese Ben Poole, i francesi Lehmanns Brothers, le statunitensi Vanessa Collier, Joanna Connor, Nikki Hill e Carolyn Wonderland e i loro connazionali GA-20 e Sugaray Rayford. E ogni sera, al termine dei concerti sul palco centrale, ancora musica dal vivo nello spazio dopofestival in località Santa Croce; protagonisti alcuni nomi di primo piano della scena blues in Sardegna: Williboy Taxi e Vittorio Pitzalis, di scena mercoledì 19 e venerdì 21; Matteo Leone in trio giovedì 20 e da solo sabato 22.

A tagliare il nastro del trentatreesimo Narcao Blues, mercoledì 19 luglio alle 21.30, sarà il chitarrista e cantante inglese Ben Poole, considerato uno degli artisti rock, blues e soul più interessanti usciti dal Regno Unito negli ultimi tempi. Cresciuto immerso nella musica grazie all’influenza del padre, anch’egli musicista, da subito ha attirato l’attenzione con le sue esibizioni elettrizzanti: la rivista specializzata Total Guitar lo ha citato come uno dei chitarristi da tenere d’occhio nel 2010, e due anni dopo, come rappresentante del Regno Unito, ha ottenuto il terzo posto (su diciannove paesi partecipanti) all’European Blues Challenge a Berlino.
 
Il secondo set della serata (ore 23) tingerà di rosa il palco di Piazza Europa: al centro della scena Vanessa Collier, sassofonista e cantante statunitense capace di performance appassionate e coinvolgenti in cui fonde funk, rock e blues, grazie alla sua voce soul e all’energia del suo strumento. Dopo una doppia laurea presso il prestigioso Berklee College of Music di Boston nel 2013, questa poliedrica artista ha ottenuto presto importanti riconoscimenti, fra cui tre Blues Music Awards, due come “Miglior musicista per uno strumento a fiato dell’anno” nel 2019 e 2020, e uno nel 2022 come “Migliore artista femminile di blues contemporaneo” (titolo cui ha avuto la nomination anche per questo 2023).

Tutta a stelle e strisce la seconda serata sotto il cielo di Narcao: il compito di aprirla, giovedì 20 luglio (sempre alle 21.30), spetterà ai GA-20, un dinamico trio che predilige quei territori sonori in cui blues tradizionale, country e rock ‘n’ roll si intersecano. “Facciamo dischi che vorremmo ascoltare”, dice Matt Stubbs, voce e chitarra che ha accompagnato per anni il bluesman Charlie Musselwhite e condiviso il palco con artisti del calibro di James Cotton e John Hammond: “È la nostra interpretazione del blues elettrico tradizionale basato sulle canzoni che amiamo”. GA-20 nasce a Boston nel 2018 quando Stubbs incontra Pat Faherty (voce e chitarra), e il loro amore comune per il blues elettrico tradizionale, il R&B e il rock ‘n’ roll li ha portati a scrivere, esibirsi e infine registrare la loro visione moderna di questa musica
 
Dall’altra parte dell’Atlantico sbarca a Narcao anche il secondo protagonista della serata di giovedì, Sugaray Rayford, una delle voci soul blues più rappresentative della scena musicale statunitense, come certificano anche gli allori nella sua bacheca: una nomination ai Grammy per il suo album del 2020 Somebody Save Me, con cui ha vinto due tra i più importanti riconoscimenti ai Blues Music Awards, quelli di B.B. King Entertainer e Soul Blues Artist of The Year (quest’ultimo ottenuto per due anni consecutivi), e il più recente titolo di “Soul Blues Album of the Year 2023” ai Blues Music Awards per il suo ultimo disco, In Too Deep.

Serata tutta americana anche venerdì 21, ma in questo caso dalla dominante rosa: a salire per prima sul palco (come sempre alle 21.30) sarà la chitarrista e cantante Joanna Connor, classe 1962, nata a Brooklyn, cresciuta a Worcester, nel Massachusetts, ed esponente di primo piano della scena blues di Chicago, dove si è trasferita nel 1984. Nella città del vento è entrata presto a far parte della 43rd Street Blues Band di Dion Payton e ha condiviso il palco con artisti come Buddy Guy, Junior Wells, Otis Rush, Sammy Lawhorn, Pinetop Perkins, Hubert Sumlin, Magic Slim, Son Seals, Lonnie Brooks, Koko Taylor, prima di dare vita, nel 1988, al suo primo gruppo. Mettendo in mostra le sue doti chitarristiche e vocali nelle sue esibizioni settimanali al Kingston Mines di Chicago, ha catturato l’attenzione della Blind Pig Records che nel 1990 ha pubblicato il suo album di debutto, Believe It.
 
Ancora un’artista dalla verve coinvolgente al centro della scena per il secondo concerto in scaletta venerdì: intorno alle 23.00 riflettori puntati su Nikki Hill, cantante dalla voce distintiva e dalle energiche performance dal vivo. Originaria di Durham, nella Carolina del Nord, sin dall’infanzia ha cantato nel coro gospel della chiesa, ma ha coltivato anche un amore per vari generi musicali, come il R&B, il soul, il pop e l’hip-hop. Crescendo ha affinato il suo orecchio musicale per il garage rock, il rock’n’roll, il blues. 

Sarà l’esplosiva miscela sonora dei francesi Lehmanns Brothers, ad aprire alle 21.30 la quarta e ultima serata del festival, sabato 22 luglio. Il gruppo lega il suo nome all’Avenue Lehmann, la strada nella città di Angoulême dove, nel 2012, cinque studenti liceali si ritrovavano in un piccolo garage per condividere la comune passione per la musica afroamericana. Influenzati da artisti come Prince, Ghost-Note e D’Angelo, quei ragazzi rivisitano a modo loro il jazz-funk degli anni ’70, instillandoci variazioni provenienti da hip-hop, house e new soul. Niente cover, però: con tre EP all’attivo, propongono nei loro concerti solo brani originali, composti dai membri fondatori della band, il tastierista e cantante Julien Anglade, il chitarrista Alvin Amaizo e il bassista Clement Jourdan. Ad accompagnarli Dorris Biayenda alla batteria e alle percussioni, Jordan Soivin al trombone e Jonas Muel al sax tenore.
 
Alle 23.00, il compito di calare il sipario su un’edizione di Narcao Blues caratterizzata da tante protagoniste femminili nel cast del festival, spetterà all’americana Carolyn Wonderland
. Nata a Houston nel 1972, questa cantante, cantautrice e polistrumentista ha mosso da giovanissima, a quindici anni, i primi passi della carriera nei club della sua città prima di formare The Imperial Monkeys, il gruppo con cui ha iniziato ad affermarsi tra pubblico e critica, registrando una manciata di album, tra cui Groove Milk del 1993 e Bursting with Flavor del 1997, e andando in tour con B.B. King, Johnny Winter, Buddy Guy, gli Allman Brothers, Delbert McClinton e Buddy Miles. Guidando The Imperial Monkeys in diverse incarnazioni, gira gli Stati Uniti prima di sciogliere il gruppo quando si trasferisce ad Austin, nel 1999.

Il biglietto per ciascuna serata costa 15 euro, l’abbonamento per l’intero festival 35 euro. A tutti i prezzi vanno aggiunti i diritti di prevendita. Biglietti e abbonamenti si possono acquistare online e nei punti vendita del circuito Boxoffice Sardegna, nel sito www.narcaoblues.it e presso la sede dell’associazione culturale Progetto Evoluzione, in via Carbonia 11, a Narcao. L’ingresso è gratuito, invece, per tutte le serate allo spazio dopofestival in località Santa Croce. Per informazioni, la segreteria del festival risponde all’indirizzo di posta elettronica infoblues@narcaoblues.it e al numero 0781 87 50 71.

La trentatreesima edizione di Narcao Blues è organizzata dall’associazione culturale Progetto Evoluzione con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport) e della Fondazione di Sardegna, con il patrocinio del Comune di Narcao, e la collaborazione del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna.

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Dal 19 al 22 luglio ritorna il festival Narcao Blues festival blues in Sardegna, uno degli appuntamenti più attesi dell’estate musicale isolana, organizzato dall’associazione culturale Progetto Evoluzione, con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport) e della Fondazione di Sardegna, il patrocinio del comune di Narcao, e la collaborazione del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna.
«Siamo molto contenti di essere riusciti anche per questa edizione del festival a creare un cartellone con proposte di qualità, che conferma la vocazione internazionale del Narcao Blues – spiega Francesco Musa, presidente dell’associazione culturale Progetto Evoluzione -. Ancora una volta tutte le sfaccettature del blues troveranno la loro espressione, questo grazie alla direzione artistica di Gianni Melis, con un calendario che spazia dal classico blues, ai ritmi del soul e del funk, passando per il Chicago sound, in un mix di artisti affermati ed emergenti di sicuro interesse. Siamo felici di essere riusciti a recuperare il concerto di Carolyn Wonderland, che saltò lo scorso anno, per regalare al nostro pubblico una chiusura di festival con la leggendaria chitarrista scelta personalmente da John Mayall per i suoi Bluesbreakers. Vi aspettiamo al Narcao Blues!»
 
L’onere e l’onore di inaugurare la trentatreesima edizione del festival internazionale Narcao Blues, mercoledì 19 luglio alle 21.30, spetterà al chitarrista e cantante inglese Ben Poole, giovane stella del firmamento blues internazionale. Cresciuto tra gli strumenti musicali, grazie al padre musicista, Poole si è fatto notare subito per i suoi live elettrizzanti, che gli sono valsi la segnalazione della rivista specializzata Total Guitar, che l’ha inserito tra i chitarristi “da tenere d’occhio” nel 2010. Due anni dopo ha partecipato all’European Blues Challenge a Berlino, piazzandosi al terzo posto. Da quel momento in poi la sua carriera è progressivamente decollata, portandolo a conquistare il riconoscimento di “Best Newcomer” della rivista Blues Matters!, seguito dall’incisione del suo album di debutto, Let’s Go Upstairs, prodotto dal vincitore del Grammy Isaac Nossel.
Alle 23.00, per il secondo set della serata, riflettori puntati sulla sassofonista e cantante statunitense Vanessa Collier. Artista poliedrica e prorompente, dopo aver conseguito la doppia laurea al prestigioso Berklee College of Music di Boston, ha inanellato numerosi riconoscimenti, tra cui ben nove nominee ai Blues Music Awards, i Grammy del Blues, la conquista nel 2019 e nel 2020 del BMA come “Best Horn Player of The Year” (Miglior musicista per uno strumento a fiato), e nel 2022, sempre ai BMA, il premio “Best Contemporary Blues Female Artist”. Acclamata dal pubblico e apprezzata dalla stampa, capace di dare vita a trascinanti performance dal vivo in cui intreccia funk, rock e blues, con la sua voce soul e l’energia del suo sassofono, Vanessa Collier rappresenta il volto nuovo della scena blues americana.

Ad accogliere degnamente il pubblico di Narcao Blues, giovedì 20 luglio, ci penseranno i GA-20, un trio capace di scavare fino alle radici del blues, trovando una personalissima sintesi che abbraccia con gusto e originalità country e rock’n’roll. Il leader Matt Stubbs (voce e chitarra) ha accompagnato per anni il bluesman Charlie Musselwhite, avendo il privilegio di condividere il palco con stelle del blues come James Cotton e John Hammond. Il progetto GA-20 nasce a Boston quando incontra Pat Faherty (voce e chitarra) e la loro comune passione per il sound del traditional blues e il rock’n’roll li convince della necessità di creare un movimento che riporti il sound del blues nuovamente al centro dei riflettori. Con loro, a completare la line-up della band che il Boston Herald definisce “magical blues trio”, il batterista Tim Carman.
Nella seconda parte della serata piazza Europa si illuminerà per quella che viene considerata una delle voci soul blues più importanti del panorama musicale statunitense: Sugaray Rayford, artista dalla carriera costellata di riconoscimenti, tra i quali una nomination ai Grammy per “Somebody Save Me”, il suo album del 2020 con cui ha vinto due tra i più importanti riconoscimenti ai Blues Music Awards, quelli di B.B. King Entertainer e Soul Blues Artist of The Year (quest’ultimo ottenuto per due anni consecutivi). In Sardegna presenterà i brani del suo ultimo disco, “In Too Deep”, prodotto da Eric Corne (già produttore del leggendario John Mayhall), che lo scorso maggio è stato eletto album soul blues dell’anno alla quarantaquattresima edizione degli annuali Blues Music Awards.
 
Il blues a stelle e strisce sarà ancora protagonista venerdì 21 luglio: a calcare per prima il palco, alle 21.30, sarà la talentuosa chitarrista e cantante Joanna Connor, portabandiera del blues di Chicago, città nella quale ha studiato, condividendo il palcoscenico con John Littlejohn e diventando componente stabile della 43rd St Bluesband che suonava al Checkerboard Lounge di Buddy Guy. Nel corso della sua carriera Joanna Connor ha condiviso la scena con lo stesso Buddy Guy, Otis Rush, B.B. King, Jimmy Page, Robert Cray, ZZ Top, Robben Ford, Joe Cocker, Pinetop Perkins, Junior Wells, Koko Taylor e molti altri. Il suo incredibile talento e i suoi riconoscibilissimi assoli con lo slide, l’hanno iscritta di diritto tra le grandi interpreti del blues contemporaneo, oltre a fare di lei una vera e propria istituzione a Chicago.
Un’altra artista dalla straordinaria energia musicale saprà coinvolgere il pubblico di piazza Europa nel secondo concerto in scaletta: alle 23.00 microfoni aperti per Nikki Hill, cantante dotata di una cultura musicale che l’ha portata a studiare, approfondire e sperimentare svariati linguaggi, come l’R&B, il soul, il pop, spingendosi fino all’Hip-Hop. Crescendo, ha sviluppato una forte passione per il garage rock, il rock and roll e il blues and roots. Tutte queste influenze che Nikki Hill sublima in uno stile unico, trovano nella sua voce l’indiscussa protagonista. Dopo aver autoprodotto il suo esordio discografico, la cantante originaria della North Carolina ha iniziato a collaborare con un numero sempre maggiore di artisti, ottenendo un successo internazionale con il secondo album, “Heavy Hearts Hard Fists”, accompagnato da un tour mondiale con esibizioni in più di trenta festival, inclusi il Montreux Jazz Festival e il Byron Bay Blues Festival. Ad affiancarla a Narcao ci saranno Matt Hill e Laura Chavez alle chitarre, Nick Gaitan al basso e Marty Dodson alla batteria.

L’ultima giornata del festival, sabato 22 luglio, si aprirà con il blues esplosivo e pirotecnico dei Lehmanns Brothers, formazione che deve il suo nome alla Avenue Lehmann, la strada nella città francese di Angoulême dove, nel 2012, un gruppo di studenti liceali si trovavano in un piccolo garage per condividere la comune passione per la musica afroamericana. Influenzati da artisti come Prince, Ghost-Note e D’Angelo, questi ragazzi francesi rivisitano a modo loro il jazz-funk degli anni ’70, instillandoci variazioni provenienti da hip-hop, house e new soul. Con tre EP al loro attivo, portano nei loro spettacoli solo brani originali, composti dai membri fondatori della band, il tastierista e cantante Julien Anglade, il chitarrista Alvin Amaizo e il bassista Clement Jourdan. Ad accompagnarli Dorris Biayenda alla batteria e alle percussioni, Jordan Soivin al trombone e Jonas Muel al sax tenore. Nonostante la giovane età, i Lehmanns Brothers hanno aperto concerti per mostri sacri della scena musicale mondiale, come Maceo Parker, Fred Wesley e il Wu-Tang Clan.
 
Alle 23.00, prima del sipario finale, piazza Europa verrà illuminata da Carolyn Wonderland, stella nel firmamento del blues internazionale, cantante, cantautrice e polistrumentista originaria di Houston, nel Texas. La sua carriera decolla prestissimo, e sono ben dodici gli album in studio prodotti con la sua band e come solista. È il 2018 quando arriva per lei uno dei più grandi riconoscimenti: il leggendario John Mayall la sceglie come chitarrista solista dei suoi Bluesbreakers, prima e unica donna a ricoprire quel ruolo che in passato era stato di autentici mostri sacri del calibro di Eric Clapton, Mick Taylor, Peter Green, Coco Montoya e Walter Trout. Tante le collaborazioni di rilievo che arricchiscono il suo bagaglio professionale, da Buddy Guy a Johnny Winter, passando per James Cotton e i Los Lobos. Carolyn Wonderland ha passato gli ultimi anni in tour con John Mayall e recentemente si è unita come prima guitar-hero donna alla storica etichetta Alligator Records, sotto la quale ha composto il suo ultimo album, Tempting Fate, uscito nell’ottobre del 2021.

 

 

Serata finale per la 32esima edizione del Festival “Narcao Blues”. Nel primo set, alle 22.00, salirà sul palco la Kris Barras Band, tra le più sorprendenti realtà emergenti del panorama rock/blues britannico. Capitanata dal chitarrista e cantante nativo del Devon, membro del tour europeo della Supersonic Blues Machine al fianco del leggendario Billy Gibbons (ZZ Top) nel 2018, la formazione sarà a Narcao sull’onda dell’ultimo disco, “Death Valley Paradise” (Mascot Records), dato alle stampe lo scorso marzo, un lavoro che profuma di consacrazione, grazie all’importante collaborazione con il produttore di fama mondiale Dan Weller. Riff grintosi, chorus coinvolgenti e assoli esplosivi sono le caratteristiche del quartetto che vede accanto al suo leader Josiah J. Manning alla chitarra e cori, Kelpie Mackenzie al basso e Billy Hammett alla batteria. Il singolo di lancio dell’album, “Dead Horses”, è stato un grande successo sia per i fan di vecchia data che per i nuovi: il brano più trasmesso, lo scorso settembre, da Planet Rock, la più grande stazione radio dedicata al rock del Regno Unito.
A chiudere il sipario sul festival sarà quello che può essere indubbiamente definito uno degli attuali chitarristi più originali e influenti nella scena mondiale: Eric Gales, cantante e strumentista mancino di straordinario talento. Classe 1974, nativo di Memphis, il musicista afroamericano ha sviluppato uno stile tutto suo, un sound blues/rock che attinge da diverse fonti, tra le quali cita Albert King e Frank Gambale. Il primo disco arriva quando ha ancora sedici anni, ed è stato un successo immediato, acclamato dalla stampa specializzata e dal pubblico, come testimonia anche il riconoscimento di miglior artista emergente nel 1991 da parte dei lettori del Guitar World Magazine. Nel corso degli anni Eric Gales ha collezionato la presenza ai suoi spettacoli di vere proprie leggende della chitarra, come Carlos Santana, Eric Johnson, B.B. King ed Eric Clapton, che hanno assistito con interesse alle sue performance, lodando la sua capacità di infiammare il pubblico con la sei corde tra le dita: c’è da aspettarsi che accada anche a Narcao nell’ultimo atto del festival, sabato 23 luglio.

Narcao Blues ai nastri di partenza: mercoledì 20 luglio prende il via la trentaduesima edizione di uno degli appuntamenti più attesi dell’estate isolana; e per quattro sere, fino a sabato 23, il blues torna a fare rima con Narcao.

Il compito di aprire le danze nella serata inaugurale di mercoledì 20 spetta alle 22.00 a Bai Kamara Jr & The Voodo0 Sniffers. Chitarrista e cantautore impegnato che rivela le sue origini africane, figlio dell’ex ambasciatrice della Sierra Leone in Belgio, cresciuto nel Regno Unito e in Belgio da ormai venticinque anni, nella sua musica Bai Kamara Jr fonde blues, roots, soul e influenze jazz. Voce calda, funky ma al tempo stesso sobria ed intima, ha condiviso il palco con artisti internazionali del calibro di Habib Koité, Cassandra Wilson, Rokia Traoré, ha aperto tutti i concerti di Vanessa Paradis durante il tour mondiale in supporto all’album “Love Songs”, e il suo coinvolgimento con varie ONG l’ha portato a collaborare con Youssou N’Dour. Cinque gli album al suo attivo: molto personale e blues il più recente, “Salone”, uscito a gennaio 2020, segna una nuova fase nella sua carriera. Con Bai Kamara Jr, mercoledì a Narcao, ci saranno Tom Beardslee alla chitarra e Boris Tchango alla batteria.
Un’altra voce tiene banco nel secondo set della serata: quella intensa e ribelle della cantautrice haitiana Moonlight Benjamin, affiancata sul palco di piazza Europa da Matthis Pascaud e Matthieu Vial-Collet alle chitarre, Quentin Rochas al basso e Bertrand Noël alla batteria. Si intitola “Simido”, il suo album più recente, risultato di due anni di intense tournée; un progetto voodoo rock uscito alla fine del 2019 facendo seguito al successo internazionale di “SiIltane”, dell’anno prima. La “Patti Smith caraibica”, come l’ha definita il quotidiano britannico The Guardian, si esprime esclusivamente in creolo, evidenziando le speranze e le paure del popolo di Haiti, e denunciandone la condizione di difficoltà politica e socio economica.   Spetterà invece a uno degli astri nascenti del blues di matrice britannica il compito di accendere gli amplificatori giovedì 21 luglio: alle 22.00, a infiammare il pubblico di Narcao Blues ci penserà Toby Lee, diciassette anni compiuti a gennaio, chitarrista che, nonostante la giovanissima età, ha condiviso il palco con nomi del calibro di Buddy Guy, Billy Gibbons, Peter Frampton, Slash, Lukas Nelson e Kenny Wayne Shepherd, e ha suonato alla Royal Albert Hall di Londra spalla a spalla con il suo idolo Joe Bonamassa, che l’ha definito “una futura superstar del blues”. Originario dell’Oxfordshire, Toby Lee ha rappresentato il Regno

Unito all’International Blues Challenge di Memphis nel 2018, e nello stesso anno ha vinto il premio Young Blues Artist of The Year agli UK Blues Awards. È comparso anche nel documentario televisivo “Child Prodigies – Bambini Prodigio”, nel popolarissimo talk show americano “Ellen Degeneres Show”, e ha superato 400 milioni di visualizzazioni nei social.
Nel secondo set, il festival calerà uno dei suoi assi: Samantha Fish, cantante, autrice e virtuosa della sei corde, capace di riff infuocati, ritmi viscerali e una voce dal timbro caldo e pulito. Classe 1989, nativa di Kansas City (nel Missouri), cresciuta immersa nella musica di Bonnie Raitt, Stevie Ray Vaughan, Tom Petty e dei Rolling Stones, ha ottenuto molto presto importanti riconoscimenti internazionali grazie all’aiuto del suo mentore, Mike Zito, tra i quali quello di Migliore Artista Emergente ai Blues Music Awards nel 2012. Sette gli album al suo attivo: nell’ultimo, “Faster”, uscito lo scorso settembre per la Rounder Records, ha unito le forze con il produttore Martin Kierszenbaum (che lavora con Lady Gaga, Sting e Sheryl Crow), portando maggiore intensità al suo già elettrizzante stile fatto di un’esplosiva commistione di blues e rock and roll.
Serata all’insegna del blues d’autore, venerdì 22 luglio: aprirà (come sempre alle 22.00) il cantautore statunitense Anders Osborne, tra i musicisti più apprezzati e celebrati da pubblico e critica a livello internazionale. Le sue grandi doti di songwriter risuonano anche nelle note dei musicisti per i quali ha scritto, come in “Slow Down” di Keb’ Mo’, che nel 1999 ha ottenuto il Grammy come miglior album blues contemporaneo. Di origine svedese (è nato a Uddevalla nel 1966), Anders Osborne ha condiviso lo studio e il palco con prestigiosi musicisti, da Derek Trucks a Warren Haynes, passando per Phil Lesh dei Grateful Dead a Jackie Greene. I suoi brani sono apparsi in tv, come colonna sonora, ed è stato acclamato da importanti testate come USA Today, Guitar Player, Relix e Offbeat. Capace di riflettere attentamente sui dilemmi esistenziali, Osborne è un poeta dei tempi moderni che ha scelto la musica come mezzo per esprimere ciò che ha dentro, come testimoniano i suoi ultimi lavori discografici, “Buddha and the Blues”, del 2019, e “Orpheus and the Mermaids”, scritto in piena pandemia.
Alle 23 la piazza Europa verrà illuminata dal bluesman e cantante inglese Matt Schofield, tra i più illustri esponenti dell’attuale British Blues, con collaborazioni con artisti del calibro di Robben Ford e Buddy Guy, tra gli altri. Membro della British Blues Hall of Fame, Schofield ha lasciato il segno nel panorama blues internazionale, collocandosi tra i migliori interpreti nella nuova classe dei prodigi della sei corde. Importanti magazine come il Los Angeles Daily News e Guitar & Bass Magazine ne hanno intessuto le lodi, posizionandolo tra i primi dieci chitarristi blues britannici di tutti i tempi, al fianco di icone del calibro di Eric Clapton e Peter Green. Nato e formatosi a Manchester, Schofield ha iniziato a suonare la chitarra all’età di dodici anni, imparando a muoversi tra la sei corde da autodidatta, grazie alla forte ispirazione ereditata dalla grande collezione di dischi del padre di passaporto statunitense. A diciotto anni si è trasferito a Londra e nella capitale è stato in grado di affinare le sue abilità come supporto di una grande varietà di artisti di spicco della scena blues inglese, collaborando con musicisti statunitensi e iniziando a fare tournée a livello internazionale. Introspettivo, curioso ed estremamente colto (amante della scienza, della storia e della filosofia) Schofield è un musicista a tutto tondo, in possesso di una personalissima cifra stilistica, partita dallo studio delle proprie radici, dalle quali si è mosso per esplorare nuove e molteplici frontiere musicali.
L’ultima serata, sabato 23 luglio, vedrà di scena nel primo set delle 22.00 la Kris Barras Band, tra le più sorprendenti realtà emergenti del panorama rock/blues britannico. Capitanata dal chitarrista e cantante nativo del Devon, membro del tour europeo della Supersonic Blues Machine al fianco del leggendario Billy Gibbons (ZZ Top) nel 2018, la formazione sarà a Narcao sull’onda dell’ultimo disco, “Death Valley Paradise” (Mascot Records), dato alle stampe lo scorso marzo, un lavoro che profuma di consacrazione, grazie all’importante collaborazione con il produttore di fama mondiale Dan Weller. Riff grintosi, chorus coinvolgenti e assoli esplosivi sono le caratteristiche del quartetto che vede accanto al suo leader Josiah J. Manning alla chitarra e cori, Kelpie Mackenzie al basso e Billy Hammett alla batteria. Il singolo di lancio dell’album, “Dead Horses”, è stato un grande successo sia per i fan di vecchia data che per i nuovi: il brano più trasmesso, lo scorso settembre, da Planet Rock, la più grande stazione radio dedicata al rock del Regno Unito.
Il compito di calare il sipario sulla trentaduesima edizione di Narcao Blues spetterà infine a quello che può essere indubbiamente definito uno degli attuali chitarristi più originali e influenti nella scena mondiale: Eric Gales, cantante e strumentista mancino di straordinario talento. Classe 1974, nativo di Memphis, il musicista afroamericano ha sviluppato uno stile tutto suo, un sound blues/rock che attinge da diverse fonti, tra le quali cita Albert King e Frank Gambale. Il primo disco arriva quando ha ancora sedici anni, ed è stato un successo immediato, acclamato dalla stampa specializzata e dal pubblico, come testimonia anche il riconoscimento di miglior artista emergente nel 1991 da parte dei lettori del Guitar World Magazine. Nel corso degli anni Eric Gales ha collezionato la presenza ai suoi spettacoli di vere proprie leggende della chitarra, come Carlos Santana, Eric Johnson, B.B. King ed Eric Clapton, che hanno assistito con interesse alle sue performance, lodando la sua capacità di infiammare il pubblico con la sei corde tra le dita: c’è da aspettarsi che accada anche a Narcao nell’ultimo atto del festival, sabato 23 luglio.


 

Straordinaria anteprima, da giovedì 8 a sabato 10 luglio, per la 31ª edizione del Festival “Narcao Blues” che avrà il suo clou in calendario due settimane dopo, dal 21 al 25 luglio.

Nel corso di tre decenni il festival ha presentato alcuni tra i nomi più rilevanti della scena blues mondiale, come Michael Coleman, Popa Chubby, Canned Heat, Mick Taylor, Eric Sardinas, John Mayall, Peter Green, Larry Carlton, James Cotton, Lucky Peterson, Luke Winslow-King, Billy Gibbons, Otis Taylor, tra gli altri; una vocazione internazionale che Narcao Blues – dopo aver festeggiato in modalità “autarchica” le sue trenta edizioni, nell’anno della pandemia – rilancia adesso ospitando artisti in arrivo da lontano, pur senza distogliere l’attenzione dai talenti nazionali e locali. Il palco allestito nella “storica” piazza Europa si prepara dunque ad accogliere gli statunitensi Robben Ford e Bill Evans, Roosevelt Collier con la sua band, Neal Black & The Healers, la cantautrice e chitarrista anglofrancese Laura Cox, l’organista austriaco Raphael Wressnig con la cantante inglese Helena May, la formazione lettone Latvian Blues Band, il gruppo vocale dello Zimbabwe Insingizi, il cantante burundese J.P. Bimeni ed il maliano Baba Sissoko con sua figlia Djana, la cantante irlandese Kaz Hawkins, e poi gli italiani Roberto Luti ed Elisabetta Maulo, i Morblus di Roberto Morbioli, Nick Becattini con la sua band, i sardi King Howl, Vittorio Pitzalis, il duo Don Leone.

«Dopo aver celebrato la trentesima edizione nel 2020 omaggiando il blues isolano, il Narcao Blues festival ritrova in questa trentunesima edizione la sua vocazione internazionale – afferma il presidente dell’associazione Progetto Evoluzione, Francesco Musa -. In un contesto complicato e in continua evoluzione creato dalla pandemia, l’organizzazione di un evento di questa portata è stata una autentica sfida. Tuttavia, siamo riusciti ad allestire un cartellone coerente con la linea artistica del festival – dove il blues è da sempre protagonista indiscusso – e di sicuro valore. Alla tre giorni di anteprima, che vedrà protagonisti su tutti Robben Ford e Bill Evans, si aggiungeranno altri cinque appuntamenti nella consueta penultima settimana di luglio. La situazione attuale, che risente della pandemia ancora in corso, ha reso difficile gli spostamenti dagli Stati Uniti, dai quale provengono la maggior parte degli artisti che solitamente calcano il palco del Narcao Blues, ma al tempo stesso ha permesso di focalizzare l’attenzione sulle realtà del Blues Europeo, ormai affermatesi anche oltre oceano.»

Organizzato dall’associazione culturale Progetto Evoluzione con il contributo dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Sport e Spettacolo e dell’assessorato del Turismo della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna e con il patrocinio del comune di Narcao, il festival fa parte dell’Italian Blues Union, l’associazione che riunisce l’intero mondo del blues nazionale e si riconosce sotto l’insegna dell’European Blues Union, di cui è rappresentante per l’Italia proprio il direttore artistico di Narcao Blues, Gianni Melis.

L’anteprima – La trentunesima edizione di Narcao Blues vivrà la sua anteprima da questo giovedì 8 luglio a sabato 10. E c’è già il tutto esaurito. Ad aprire la tre giorni saranno due stelle della scena statunitense, il chitarrista Robben Ford ed il sassofonista Bill Evans, affiancati da una sezione ritmica che schiera Gary Grainger al basso e Wolfgang Haffner alla batteria. Il progetto si muove sull’onda dell’album “The Sun Room”, pubblicato nel 2019, che affonda le radici nel blues spingendosi oltre i confini del genere, per arrivare a esplorare le sonorità del jazz e del rock. A precedere sul palco Robben Ford e Bill Evans sarà alle 21.30, il bluesman cagliaritano Vittorio Pitzalis, tra i massimi esponenti della “musica del diavolo” in Sardegna, che torna a Narcao con il nuovo disco, uscito lo scorso dicembre, “The time has come”.

Serata africana, venerdì (9 luglio), aperta alle 21.30, dal gruppo vocale dello Zimbabwe Insingizi, con Vusa Mkhaya Ndlovu (tenore), Dumisani Ramadu Moyo (voce solista) e Blessing Nqo Nkomo (basso e percussioni). Il trio è ambasciatore nel mondo dello stile vocale africano ‘mboube e della spettacolare gumboot dance (danza con gli stivali dei minatori sudafricani). Alle 22.30 spazio a Baba Sissoko, polistrumentista e maestro del tamani (il talking drum), che in duo con la figlia Djana presenterà il progetto “African Groove”, capace di spingere la musica del continente più antico del mondo verso nuove strade ed influenze.

Chiude il trittico di anteprime il doppio appuntamento di sabato 10 luglio: alle 21.30 salirà sul palco il chitarrista e cantante pistoiese Nick Becattini, per l’occasione impegnato nella presentazione del suo ultimo progetto discografico, “Lifetime Blues”, accompagnato da Keki Andrei all’Hammond e tastiere, Anacleto Orlandi al basso ed Enrico Cecconi alla batteria. A seguire il veronese Roberto Morbioli, anche lui voce e chitarra, alla testa della band che ha formato trent’anni fa, i Morblus, battezzandola così sulla combinazione tra il suo cognome e la parola “blues”.
 
Il Festival. Dopo le anteprime di questa settimana, la trentunesima edizione di Narcao Blues entra nel vivo mercoledì 21 luglio, alle 21.30, con il concerto del musicista statunitense Roosevelt Collier, atteso sul palco di piazza Europa con la sua inseparabile pedal steel, strumento della famiglia dei cordofoni che lo accompagna nella sua carriera da leader e sideman e che l’ha visto collaborare con formazioni del calibro degli Allman Brothers, Tedeschi-Trucks, Los Lobos, Del McCoury Band e tanti altri. Nel 2017 il musicista originario della Florida ha debuttato con il progetto Bokanté, una “World Music All-Star Band” creata da Michael League, il fondatore degli Snarky Puppy. Risale al 2018 il suo atteso album di debutto, “Exit 16”, che fonde al suo interno un’incredibile miscela di blues, gospel, rock e funk, il tutto raccolto dal produttore e compagno di band Michael League per la GroudUp Records, etichetta indipendente statunitense. A Narcao Roosevelt Collier sarà accompagnato da Ferran Rico Andrés alle tastiere, Kevin Díaz Graverán al basso ed Artur Ponsà i Obach alla batteria.

Alle 22.30 riflettori puntati sul cantante burundese J.P. Bimeni affiancato dai musicisti del gruppo spagnolo The Black Belts: Ricardo Martínez Losa alla tromba, Rafael Díaz al sassofono, Alejandro Larraga alle tastiere, Fernando Vasco alla chitarra, Pablo Cano al basso e Rodrigo Ulises alla batteria. Discendente da una famiglia reale del Burundi, J.P. Bimeni si trasferisce a Londra nel 2001, dove abbraccia le infinite possibilità musicali che la città gli offre: jam sessions con la band di Roots Manuva, serate open mic insieme a Shingai Shoniwa dei Noisettes, e persino un incontro con una Adele allora adolescente. Ma è l’invito a unirsi a una band tributo a Otis Redding, nel 2013, a portarlo verso la strada che ancora oggi sta percorrendo. Partecipando come ospite del gruppo funk Speedometer a uno show in Spagna nel 2017, viene notato dalla Tucxtone Records. Ha inizio così il suo progetto insieme ai Black Belts, con cui registra il suo album di debutto, “Free Me”, dove J.P. Bimeni sorprende con una voce che ricorda quel soul del primo Otis Redding, in cui risuona l’anima dell’Africa. Le sue canzoni parlano di amore e perdita, speranza e paura, con una convinzione che arriva dalle esperienze straordinarie con cui la vita lo ha messo alla prova.

Giovedì 22 luglio, alle 21.30, a rendere incandescenti valvole e amplificatori sarà il blues di Laura Cox, chitarrista divenuta un vero e proprio fenomeno del web, con milioni di visualizzazioni per i suoi video su YouTube, dove conta tantissimi iscritti. Spinta dal grande seguito virtuale, la musicista di origini anglofrancesi ha fondato la Laura Cox Band, con la quale ha viaggiato tra Francia, Belgio, Spagna e Svizzera, condividendo il palcoscenico con artisti del calibro di Joanne Shaw Taylor, Chris Slade (AC/DC) e Dr Feelgood. La sua musica fonde diverse influenze, come Lynyrd Skynyrd e ZZ Top, fino all’hard rock degli AC/DC. Due gli album all’attivo, “Hard Blues Shot” (2017) e “Burning Bright” (2019), pubblicati per l’etichetta Verycords. Con Laura Cox sul palco di piazza Europa ci saranno Mathieu Albiac alle chitarre, Marine Danet al basso e Antonin Guerin alla batteria.

Il groove potente e pirotecnico di Raphael Wressnig la farà da padrone nel secondo set, intorno alle 22.30, in un concerto che fonde tra loro tradizione e innovazione, combinando l’autenticità del blues con la graffiante grinta del funk. Classe 1979, l’hammondista austriaco conta una ventina di album all’attivo e numerosi riconoscimenti come miglior organista dell’anno, giunti da riviste di settore come Downbeat. Raphael Wressnig sarà a Narcao con Enrico Crivellaro alle chitarre e Hans-Jürgen Bart alla batteria e con la cantante inglese Helena May.
 
La serata di venerdì 23 luglio si aprirà con un gradito ritorno per il festival Narcao Blues: sul palcoscenico, con il consueto orario di inizio alle 21.30, è atteso infatti il chitarrista toscano Roberto Luti, vecchia conoscenza del festival sulcitano, dove ha suonato nel 2015 con l’imponente collettivo Playing for Change, progetto multimediale per opera del produttore discografico statunitense ed ingegnere del suono Mark Johnson. Originario di Livorno, Luti è un vero e proprio asso del genere di matrice afroamericana in Italia e una lunga esperienza negli Stati Uniti. Per l’occasione sarà affiancato dalla cantante Elisabetta Maulo (leader della band Betta Blues Society), muovendosi dal blues delle origini, alle sonorità del Delta, passando per i suoni degli anni ’30 reinterpretati con passione, grinta e raffinatezza.

Alle 22.30 riflettori puntati sulla cantante e tastierista irlandese Kaz Hawkins, artista poliedrica che ha attraversato molti generi musicali in trent’anni, raggiungendo una meritata consacrazione grazie a un’esibizione a supporto di Van Morrison nel 2012 a Belfast. Accompagnata dalla sua Band O’ Men – composta da Stef Paglia alle chitarre, Julien Franck Boisseau al basso e Amaury Louis André Blanchard batteria -, Kaz Hawkins renderà omaggio all’icona Etta James, suo indiscusso punto di riferimento, e alle grandi voci della storia del blues. La bandiera degli Stati Uniti sventolerà ancora una volta sul palco del festival nel primo set di sabato 24 luglio (come sempre alle 21.30): protagonista Neal Black, stella di prima grandezza nel firmamento del blues internazionale, abile nel fondere Texas blues, rock e roots music. Definito dalla critica come “The Master of High Voltage Texas Boogie”, nella sua ultratrentennale carriera il chitarrista e cantante texano ha condiviso il palco e lo studio con alcuni dei più grandi bluesman, come Robben Ford, Popa Chubby e Chuck Berry, e ha raccolto recensioni a pieni voti da riviste del calibro di Rolling Stone, raggiungendo in diverse occasioni la posizione numero uno nelle classifiche radiofoniche europee. A Narcao suonerà con la sua band, The Healers, che vede Mike Lattrell al pianoforte, Abder Benachour al basso e Natan Goessens alla batteria.

Arriva invece dalla Lettonia la formazione sul palco nella seconda parte della serata di sabato 24: la Latvian Blues Band, tra le migliori realtà del panorama europeo contemporaneo. Ispirata da grandi del blues come B.B. King e Muddy Waters, il gruppo baltico trova una personalissima sintesi spaziando dallo stile di New Orleans al Chicago Blues, tra standard e composizioni originali. Al centro dei riflettori a partire dalle 22.30 circa, Janis Bukovskis alla voce e alla chitarra, Artis Locmelis alle tastiere e organo Hammond, Viesturs Grapmanis alla tromba, Arturs Sebris al sassofono baritono, Marcis Kalnins al basso e Rolands Saulietis alla batteria.

Sipario sul festival domenica 25 luglio con un imperdibile triplo appuntamento dedicato al blues isolano: si comincia alle 21.30 con la proiezione di “The Search”, il docufilm di Diego Pani che racconta il viaggio compiuto nel profondo sud degli Stati Uniti da una delle formazioni di spicco della scena blues sarda, il duo Don Leone dei sulcitani Donato Cherchi e Matteo Leone. Viaggiando tra Tennessee, Mississippi e Louisiana, il lavoro ritrae in 43 minuti un paesaggio culturale ancora legato alla memoria dei musicisti iconici che hanno abitato le città e le campagne di questo enorme pezzo di America. In questo scenario i due protagonisti si muovono per la prima volta, esplorando un mondo musicale complesso, alla ricerca del proprio blues.

Dallo schermo al palcoscenico: ad aprire l’ultima serie di appuntamenti con la musica dal vivo, intorno alle 22.30, sarà proprio il duo Don Leone, progetto nato nel 2016 dall’urgenza espressiva dei suoi musicisti. Chitarra slide, battiti di mani, voci rauche e una vecchia valigia sulla quale tenere il tempo: questa l’essenza del sodalizio artistico di Donato Cherchi e Matteo Leone, vincitori dell’edizione 2017 dell’Italian Blues Challenge che ha portato il duo a competere nella finale dell’European Blues Challenge 2018 a Hell, in Norvegia, e alle semifinali mondiali dell’International Blues Challenge di Memphis.

Il compito di chiudere la trentunesima edizione di Narcao Blues, spetterà poi a un’altra band di primo piano nel panorama isolano, i King Howl, formazione cagliaritana attiva dal 2009. Nell’Heavy Blues di Diego Pani (voce e armonica), Marco Antagonista (chitarra), Alessandro Cau (basso) e Alessandro Sedda (batteria), i suoni della prima metà del Novecento, di grandi bluesmen come Son House, Howlin’ Wolf e Robert Johnson, vengono filtrati assumendo nuove forme, incorporando gli stili dello stoner rock, della psichedelia, in un crossover elaborato in maniera spontanea.

Il Festival. Narcao Blues prende vita nel 1989 per iniziativa dell’associazione culturale Progetto Evoluzione, nata l’anno prima con l’obbiettivo di contribuire alla crescita e lo sviluppo socioculturale del Sulcis, con una particolare attenzione verso i giovani. Oltre al festival vari progetti paralleli sono nati nel corso del tempo, dal South In Blues alla Gospel Explosion (rassegna itinerante che si tiene a dicembre), e poi seminari e conferenze per le scuole: iniziative che dimostrano come l’attività dell’associazione culturale Progetto Evoluzione e del proprio staff sia in continua crescita ed espansione, nonostante le difficoltà e le sfide che si presentano ogni anno. Di recente il Narcao Blues si è anche messo in luce per essere uno dei festival fondatori dell’Italian Blues Union, l’unione degli organizzatori e appassionati di blues dello Stivale. L’associazione fa capo alla più estesa European Blues Union, realtà che riunisce al suo interno ben ventitré nazioni.

Biglietti e abbonamenti. I biglietti interi per le serate di mercoledì 21, giovedì 22, venerdì 23 e sabato 24 luglio costano 12 euro, 10 i ridotti; il biglietto per la serata di domenica 25 luglio costa 5 euro; 30 euro è invece il costo dell’abbonamento per le cinque serate. A tutti i prezzi vanno aggiunti i diritti di prevendita. Biglietti e abbonamenti si possono acquistare online e nei punti vendita del circuito Boxoffice Sardegna e attraverso il portale www.narcaoblues.it .

Come già nella passata edizione, le serate avranno i posti limitati a quattrocento persone (duecento in più rispetto al 2020). L’apertura dei cancelli avverrà alle ore 20, e non sarà necessario munirsi di green pass per assistere agli spettacoli, ma verrà rilevata la temperatura all’ingresso a tutti gli spettatori.

Per informazioni, la segreteria dell’associazione culturale Progetto Evoluzione risponde all’indirizzo di posta elettronica infoblues@narcaoblues.it e al numero 0781875071. Notizie e aggiornamenti sul sito www.narcaoblues.it e alla pagina www.facebook.com/narcao.blues.

 

 

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Quarto e penultimo appuntamento per Narcao Blues, il festival organizzato dall’associazione culturale Progetto Evoluzione, giunto alla ventinovesima edizione. La serata odierna si presenta sotto l’insegna di “Celebrating the Festival”. L’apertura, alle 21.30, è affidata alla Nannigroove Experience, progetto del giovane batterista sardo Giovanni Gaias, con Giuseppe Spanu alla chitarra e Jim Solinas all’organo hammond, pianoforte e basso, sul palco di piazza Europa per presentare al pubblico il suo primo lavoro discografico, l’album “Nannigroove Experience vol. I“, da lui composto, arrangiato, missato, cantato e suonato. Dopo aver intrapreso lo studio della tromba nella banda “Bernardo Demuro” del suo paese, Berchidda, Giovanni Gaias ha ben presto scoperto l’amore per la batteria, che ha approfondito alla Lizard, rinomata accademia musicale di Firenze, dove ha conseguito il diploma con il massimo dei voti.  Il suo stile, interiorizzato grazie alla collaborazione con il bluesman sardo Francesco Piu (decisivo nel suo percorso di crescita), è venato da molteplici influenze che si diramano tra black music, funk e immediati dintorni.

A far ballare il pubblico del festival, ci penserà nel secondo set, intorno alle 23.00, The Original Blues Brothers Band, formazione il cui nucleo fu scelto personalmente da John Belushi e Dan Aykroyd per il celeberrimo film del 1980 di John Landis, al quale hanno partecipato in veste di attori/cantanti artisti come James Brown, Aretha Franklin, Ray Charles, Cab Calloway, tra gli altri. La band ha tracciato una rotta importante per tutto l’universo blues, contribuendo in maniera determinante alla diffusione capillare del genere musicale, fino ad allora trascurato dai media. Tanti i prestigiosi palcoscenici calcati negli anni dall’ensemble, come l’Olympia di Parigi, dove, per la prima volta nella sua storia, sono state rimosse le sedie per far ballare gli spettatori. The Original Blues Brothers Band è capitanata dal sassofonista “Blue Lou” Marini, musicista del leggendario Saturday Night Live (programma comico e di varietà in onda il sabato sera sulla NBC), dove nel 1975 John Belushi, all’epoca attore dello show, lo aveva notato e ascoltato nella sezione fiati suonare con Joe Cocker, Ray Charles e Aretha Franklin; con lui, a Narcao, ci saranno Murphy “and The Magic Tones” Dunne al pianoforte, Leon “The Lion” Pendarvis alle tastiere, Tommy “Pipes” McDonnell ai cori, Birch “Crimson Slide” Johnson al trombone, Rob “The Honeydripper” Paparozzi ai cori, James “Hags” Haggerty al basso, Steve “Catfish” Howard alla tromba e Lee “Funkytime” Finkelstein alla batteria. Tra i membri che non facevano parte del nucleo originario, inoltre, ci sarà John Tropea, chitarrista che vanta prestigiose collaborazioni con Van Morrison e Billy Cobham e una carriera solista di rispetto. Dall’anno in cui si è riunita, il 1988, la band ha inciso dischi con Dan Aykroyd, alias “Elwood Blues”, B.B. King, Eric Clapton, James Brown e molti altri, ma è dal vivo che sa esprimere al massimo la sua coinvolgente energia.

Al termine dei concerti sul palco centrale, la festa continuerà presso  l’agriturismo in Località Santa Crocecon il  Jim Solinas Project, con il suo leader alle tastiere, Giuseppe Spanu e Vincenzo Melchiorre Ricci alle chitarre e Giovanni Gaias alla batteria.

L’ultimo capitolo della ventinovesima edizione di Narcao Blues è domenica 21 con il concerto di Noemi, in arrivo a Narcao per una tappa del suo Blues & Love Summer Tour 2019, in cui la cantante romana omaggia la black music, riproponendo alcuni tra i suoi brani più celebri in chiave blues, spaziando dal funky al reggae e interpretando le cover dei più grandi artisti internazionali che hanno influenzato la sua carriera.

Il biglietto intero per la serata di sabato 20 luglio costa 12 euro, 10 il ridotto; 15 euro è invece il prezzo per il concerto di Noemi. A tutti i prezzi vanno aggiunti i diritti di prevendita. Biglietti ed abbonamenti si possono acquistare online e nei punti vendita del circuito Boxoffice Sardegna o direttamente dal sito del festival (http://www.narcaoblues.it/).