30 September, 2022
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Domani martedì 14 novembre approderà nell’aula del Consiglio regionale la discussione sulla doppia preferenza di genere. Il movimento Meglio in Due chiama a raccolta gli oltre 200 Comuni della Sardegna che hanno aderito alla Mobilitazione in favore della Doppia Preferenza e tutte le associazioni e Reti di Donne che in questi mesi si sono uniti alla Battaglia. «Non possiamo permetterci un altro 2013, un’altra richiesta di voto segreto, altri giochi al rinvio magari con emendamenti vari per allungare i tempi o strategie simili. Dalle parole si deve necessariamente passare ai fatti e quindi votare palesemente per l’introduzione della Doppia Preferenza di Genere. Noi saremo lì ad osservare e insieme a noi ci saranno gli oltre 200 Comuni che hanno aderito alla nostra battaglia e tutti i gruppi e associazioni. Pensate di poter venire meno alle promesse fatte, ai proclami pro doppia preferenza, pro parità, pro democrazia?» dichiarano le coordinatrici del movimento Meglio in Due Carla Poddana, Elena Secci e Lucia Tidu.

«Il percorso è stato lungo e tortuoso ma non ci siamo mai arrese perché crediamo fortemente in questa lotta; Meglio in Due nasce per dare gambe alla battaglia di democrazia per l’introduzione della doppia preferenza di genere nella legge elettorale Regionale Sarda. Abbiamo coinvolto  l’intero territorio Sardo bussando alle porte dei 377 comuni della Sardegna.  Il motivo di questa scelta risiede nel fatto che nel 2013 una legge dello Stato ha introdotto la doppia preferenza di genere per i Comuni sopra i 5.000 abitanti, permettendo loro di sperimentare questo strumento di riequilibrio di genere. I dati dimostrano – concludono Carla Poddana, Elena Secci e Lucia Tidu – che le percentuali di eletti donne/uomo stanno cambiando consentendo di iniziare un cammino verso la rimozione di quegli ostacoli che limitano una paritaria partecipazione alla vita politica.»

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Il 4 ottobre 2016 il Consiglio comunale di Cagliari ha approvato una mozione presentata da due consiglieri comunali Angius e Marcello che aveva come oggetto l’introduzione dell’istituto della doppia preferenza di genere nella legge elettorale regionale. Attraverso il voto chiedeva l’adesione del Comune alla mobilitazione promossa dal movimento “Meglio in Due” che dal mese di settembre 2016 invitava tutti i comuni della Sardegna ad approvare la mozione.

La mozione è stata poi allegata insieme alle altre pervenute da tutto il territorio, ad una lettera indirizzata al presidente della Regione Francesco Pigliaru e del Consiglio regionale Gianfranco Ganau, con richiesta formale di provvedere all’introduzione della doppia preferenza. I motivi che ci spingevano a fare tutto questo ricordano le promotrici Carla Poddana, Elena Secci e Lucia Tidu sono sotto gli occhi di tutti «non possiamo permetterci di avere un Consiglio regionale composto da 56 uomini e sole 4 Donne, vi  sono purtroppo degli ostacoli che impediscono la Paritaria partecipazione e rappresentanza del genere femminile nelle istituzioni ed è dovere di tutti rimuoverli. Uno dei metodi utilizzato negli altri Stati e anche in Italia è quello della doppia preferenza che garantisce un riequilibrio di genere e quindi una più democratica percentuale di presenza dei due sessi nei luoghi dove è corretto che le decisioni vengano prese in due, donne e uomini con le loro diverse competenze e attitudini».

I comuni che hanno aderito alla mobilitazione sono più di 200 e tanti in questi ultimi tempi stanno approvando delibere simili che ribadiscono l’urgenza e la necessità che la Regione porti in aula la doppia preferenza e voti immediatamente per la sua introduzione. 

«Il fatto che a distanza di quasi un anno alcuni consiglieri comunali del comune di Cagliari ripresentino una richiesta dal contenuto uguale a quella presentato dal movimento “Meglio in Due” ci lascia basite – aggiungono Carla Poddana, Elena Secci e Lucia Tidu -, poiché un anno fa in quello stesso consiglio una consistente parte di consiglieri aveva deciso di astenersi o votare contro. Repetita iuvant? Quindi si presenta una cosa già votata per ribadirne l’importanza? Se il fine fosse questo un semplice richiamo alla delibera precedente e una presa di posizione forte unendosi all’appello più volte da noi lanciato verso i comuni rimanenti di approvare la mozione per dare ancora più forza alla richiesta, sarebbe stato più appropriato. Quello che appare e dispiace è il tentare di personalizzare questa lotta facendo finta di dimenticare le sue origini e la sua maternità, come se ci si dimenticasse che unendo le forze si potrebbe fare molto di più e, soprattutto, avere più forza nella richiesta alla massima istituzione della nostra Regione. Un pizzico di onestà intellettuale permetterebbe alla lotta di avere non solo più forza ma maggiore credibilità data dal mettere la battaglia in primo piano. I colori politici che prima portavano ad una astensione o (in alcuni comuni) a cestinare l’iniziativa o votarla in maniera difforme o mascherata rispetto alla richiesta primaria per metterci il “cappello” non sono utili alla lotta. Ancor più grave se entriamo nello specifico di ciò che è accaduto nella seduta del Consiglio comunale di Cagliari del 9 agosto 2017 dove per mancanza del numero legale la proposta fotocopia è stata cestinata. La serietà della battaglia ancora una volta subisce il colpo dei tanti che la utilizzano solo come bandiera cercando di cavalcare un onda di protesta forte che si è sollevata intorno a questo tema. Ridicolizzare questa battaglia in questo modo ci fa capire quanto per tanti sia poco importante battersi per raggiungere l’obiettivo e quanto invece sia più importante cercare la notorietà pubblicizzando la propria adesione alla lotta o il proprio impegno per la stessa. Abbiamo bisogno di tutti per far sì che la doppia preferenza venga introdotta nella legge elettorale regionale e continueremo con forza, caparbietà e serietà nella nostra battaglia. Chi ha a cuore tutto questo non gioca – concludono Carla Poddana, Elena Secci e Lucia Tidu -. Noi non molleremo la presa.»

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L’associazione “Meglio in due” ritorna alla carica sulla doppia preferenza di genere. «Basta con le promesse per le donne della nostra terra, vogliamo la doppia preferenza di genere nella legge elettorale regionale – dicono Carla Poddana, Elena Secci e Lucia Tidu -. Siamo partite nel mese di agosto 2016 con un’idea, quella di coinvolgere l’intero territorio della Sardegna in una battaglia di democrazia paritaria; il nostro sogno era quello di far entrare con forza nel Consiglio regionale la voce di una terra che chiede la parità di genere, che pretende un meccanismo di riequilibrio che è stato già sperimentato e ha portato ottimi risultati nei comuni sopra i 5.000 abitanti, il nostro obiettivo è quello di portare a casa il risultato».

«Fino a questo momento si tratta di discussioni e di promesse che ancora non hanno portato a fatti concreti. Non ci fermeremo fino ad ottenere il risultato. Abbiamo previsto altre importanti iniziative nei vari territori della Sardegna e siamo pronte a lottare. Vorremmo un 8 marzo diverso, uno nel quale oltre a un simbolo floreale vi fosse anche una doverosa certezza, quella della doppia preferenza di genere nella Legge Elettorale Regionale; lo dobbiamo a noi stesse, a chi ci ha sostenuto in questa battaglia e lo dobbiamo alla nostra Sardegna alla quale non possiamo consegnare ancora una volta una democrazia non paritaria. Questo Consiglio regionale è formato da 56 uomini e 4 donne. Vi sembra che vi sia un problema di equilibrio di genere – concludono Carla Poddana, Elena Secci e Lucia Tidu -? La risposta è Sì, quindi basta promesse, è tempo di agire.»

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Le coordinatrici dell’associazione “Meglio in Due”, Lucia Tidu, Elena Secci e Carla Poddana, hanno incontrato in Consiglio regionale il presidente della Commissione Riforme Francesco Agus, al quale hanno chiesto che venga portata subito in Aula la riforma della legge elettorale e in particolare la doppia preferenza di genere.

«Di fronte alle parole e all’impegno assunto dal Presidente della Commissione di portare la proposta con l’introduzione della doppia preferenza di genere entro i primi giorni del mese di marzo – hanno detto Tidu, Secci e Poddana – chiediamo che le parole vengano accompagnate dai fatti. Attualmente le parole battono i fatti 10 a 0. Ne ha spese tante il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau, sono state fatte tante dichiarazioni di intenti da diverse forze politiche. I capigruppo però continuano a snobbare la questione e in Aula non è ancora arrivato nulla. La misura è colma.»

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Nuova iniziativa delle coordinatrici dell’Associazione Meglio in Due, Lucia Tidu, Elena Secci, Carla Poddana, che hanno scritto nuovamente ai capigruppo chiedendo un incontro per sollecitare la riforma della legge elettorale e l’introduzione della doppia preferenza di genere.

«Sono trascorsi quasi due anni e mezzo dall’inizio della legislatura ma ancora il Consiglio regionale non ha affrontato e risolto la questione della preferenza di genere nella legge elettorale per l’elezione dei componenti della massima Assemblea sarda. Ci sono argomenti, che per quello che rappresentano e per i valori che esprimono, godono di ampia condivisione e diffuso consenso. Ci viene da dire che difficilmente sollevano contrarietà o manifesta opposizione. È quindi ragionevole pensare che trovino sensibilità e pronta accoglienza con la rapida approvazione degli atti necessari a renderli attuativi. Uno di questi è senz’altro la doppia preferenza di genere. Voluta a gran voce da tutti i territori della Sardegna, sostenuta da centinaia di sindaci e da numerosissimi pronunciamenti dei consigli comunali, doveva avere, anche sentendo le dichiarazioni che hanno accompagnato questa mobilitazione, una corsia preferenziale.»

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L’introduzione della doppia preferenza di genere deve essere messa al riparo dallo scontro politico e dalla discussione sulla riforma della legge elettorale: sui diritti e le regole del gioco il confronto non deve guardare al colore politico. Lo dicono le coordinatrici dell’Associazione “Meglio in Due”, Lucia Tidu, Carla Poddana ed Elena Secci in una lettera-appello ai capigruppo del Consiglio regionale.

«Ci sono argomenti – dicono Tidu, Poddana e Secci – che per quello che rappresentano e per valori che esprimono, godono di ampia condivisione e diffuso consenso. È quindi ragionevole pensare che trovino sensibilità e pronta accoglienza con la rapida approvazione degli atti necessari a renderli attuativi. Uno di questi è la doppia preferenza di genere. Voluta a gran voce da tutti i territori della Sardegna, sostenuta da centinaia di sindaci e da numerosissimi pronunciamenti dei consigli comunali che doveva avere, anche sentendo le dichiarazioni che hanno accompagnato questa mobilitazione, una corsia preferenziale. Purtroppo, temiamo che non sia così, il tempo passa, gli argomenti si accavallano e le cose si complicano.»

«Oggi leggiamo che questo tema, che avrebbe semplicemente bisogno di una votazione che accogliesse l’emendamento sulla doppia preferenza a suo tempo presentato, pare sarà inglobato nella discussione complessiva di modifica della legge elettorale – aggiungono Lucia Tidu, Carla Poddana ed Elena Secci -. Se così fosse sarebbe scandaloso e darebbe la vera dimostrazione di come contrarietà striscianti e mai dichiarate apertamente, cerchino, come in passato, ogni genere di appiglio e di giustificazione per impedire l’attivazione di uno strumento che contribuirebbe ad affermare una maggiore presenza delle donne nell’istituzione regionale dando anche un contributo al rinnovamento.»

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L’associazione “Meglio in Due” ritorna all’attacco sulla doppia preferenza di genere: «Subito la riforma in Aula». Considerato che è trascorso un mese dall’incontro con il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau e, ad oggi, ancora nulla è stato fatto, le coordinatrici dell’associazione “Meglio in due”, Carla Poddana, Elena Secci e Lucia Tidu vanno all’attacco ed avvisano il Consiglio regionale: «La proposta di introduzione della doppia preferenza di genere nella legge elettorale sarda deve essere discussa e approvata dall’Aula subito e prima che inizi la sessione di bilancio, che per regolamento terrà inchiodati Assemblea e commissioni sino a fine febbraio».

«Il 13 dicembre – ricordano  Carla Poddana, Elena Secci e Lucia Tidu – siamo state convocate dal presidente del Consiglio regionale per discutere dell’introduzione della doppia preferenza nella legge elettorale; questo in seguito alle numerose iniziative intraprese dall’associazione e dal travolgente successo riscontrato sul tutto il territorio della Sardegna e che ha visto centinaia di comuni, sindaci, amministratori e amministratrici approvare una mozione per la doppia preferenza e mobilitarsi perché questa istanza fondamentale arrivi alle orecchie fino a ora sorde del Palazzo. Nonostante ciò e  le numerose rassicurazioni, a distanza di un mese ancora nulla è stato fatto. La Sardegna non si merita questo silenzio e tutte le persone che credono in una reale democrazia stanno perdendo la pazienza.»

«Sappiamo  che hanno la scusa già pronta: siccome c’è la Finanziaria tutto si blocca in attesa dell’approvazione della manovra – dicono ancora le tre coordinatrici dell’associazione “Meglio in Due” – proprio per questo pretendiamo che la riforma della legge elettorale sia discussa subito. La battaglia va avanti, non siamo disposte e con noi tutti quelli che in questi mesi ci stanno sostenendo all’ennesima presa in giro! Le promesse si mantengono. Dobbiamo permettere al prossimo Consiglio regionale di avere una rappresentanza democratica di uomini e donne. Cambiamo il modo di fare la politica non solo con una legge ma anche e soprattutto rispettando la volontà e le istanze di cui ci siamo fatte portatrici in questi mesi con la nostra battaglia per la doppia preferenza. Il palazzo ancora una volta non mantiene le promesse ma noi non ci fermeremo.»

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Il presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau, ha convocato per domani mattina, alle 10.00, le coordinatrici dell’associazione Meglio in Due. Dopo le raccolte di firme, le manifestazioni e i sit-in che hanno coinvolto tutti i Comuni della Sardegna, arriva la riunione sollecitata più volte al presidente dell’Assemblea legislativa sarda per sbloccare la proposta di legge che consenta finalmente di introdurre la doppia preferenza di genere nella legge elettorale regionale.

«È un primo passo – spiegano le coordinatrici di Meglio in Due, Lucia Tidu, Elena Secci e Carla Poddana – ma ci aspettiamo che il presidente domani ci dia tempi certi per l’approvazione della norma: non si può andare oltre febbraio. Abbiamo esteso l’invito del presidente Ganau anche ai sindaci che in questi mesi hanno schierato le loro amministrazioni a sostegno di questa battaglia. Ascolteremo e faremo le nostre proposte: i cittadini devono riappropriarsi del Palazzo. Noi siamo il cambiamento e il rinnovamento.»

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Il movimento “Meglio in due” manifesterà domani, venerdì 9 dicembre, alle 10.30, sotto il Palazzo del Consiglio regionale con un sit-in, per sollecitare l’approvazione della norma che consente la doppia preferenza di genere.

Alla mobilitazione  parteciperanno sindaci e amministratori locali del Sassarese, Nuorese, Mandrolisai, Ogliastra, Trexenta, Gerrei, Marmilla, Cagliaritano e Sulcis, che hanno aderito in massa con le votazioni di ordini del giorno e mozioni nei rispettivi consigli comunali.

«Quasi due mesi fa – spiegano le le tre coordinatrici del movimento Lucia Tidu, Elena Secci e Carla Poddana – abbiamo chiesto un colloquio al presidente del Consiglio regionale che si è guardato bene dall’incontrarci. Poco importa, se avesse almeno messo all’ordine del giorno dell’Aula la proposta di modifica della legge elettorale. Invece nulla: rimane chiuso al sesto piano del Palazzo.»

«Basta con questo disinteresse che le istituzioni stanno dimostrando verso la doppia preferenza di genere – concludono Tidu, Secci e Poddana – tutta la Sardegna vuole il rinnovamento ma il Palazzo è sordo. Noi faremo sentire la voce del cambiamento.»

Palazzo del Consiglio regionale 2 copia

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L’associazione “Meglio in due all’attacco” critica il rinnovo presidenze delle commissioni del Consiglio regionale, nella quale non c’è nessuna donna.

«Le commissioni permanenti del Consiglio regionale hanno rinnovato i rispettivi uffici di presidenza e non hanno eletto nessuna donna alla presidenza o alla vice presidenza. Uno scandalo: ventiquattro poltrone che i consiglieri uomini hanno arraffato. Tutto questo, purtroppo è dovuto al fatto che in Consiglio regionale vi sono solo 4 donne e 56 uomini. Nel 2013 vi era stata l’opportunità di inserire nella legge elettorale regionale la doppia preferenza di genere, un meccanismo di democrazia paritaria che  avrebbe permesso di attenuare gli ostacoli che limitano una paritaria partecipazione alle cariche elettive (in questo caso in Consiglio regionale). Se i consiglieri di allora non si fossero nascosti dietro un voto segreto noi ora non dovremmo indignarci vedendo che nelle nostre istituzioni non vi sono donne a rappresentarci. Questo Consiglio regionale vuole continuare su questa linea?» chiedono le coordinatrici Carla Poddana, Elena Secci e Lucia Tidu. 

«Di fronte a questi numeri è chiaro che ci troviamo di fronte a una carenza di democrazia e di rappresentanza paritaria dei generi. Chiediamo ancora con più forza, che ci viene anche dalla mobilitazione che sta coinvolgendo l’intero territorio sardo, che il presidente del Consiglio Ganau ci riceva e metta in calendario la discussione della legge elettorale prevedendo l’introduzione della doppia preferenza. Sui social è scoppiata immediatamente la polemica e l’indignazione dell’ennesimo schiaffo alle donne e alla Sardegna da parte di questo Consiglio regionale – concludono le coordinatrici Carla Poddana, Elena Secci e Lucia Tidu – e dimostra la necessità di continuare la nostra battaglia di democrazia.»

Palazzo del Consiglio regionale 3 copia