21 May, 2024
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Al via la quarta edizione di BISUS Film Fest, la manifestazione di cinema d’autore che si svolge a Teulada organizzata da Zenit APS. Due giornate di cinema dedicate al tema del mare e del viaggio si svilupperanno nelle consuete location dei Giardini della Casa Baronale e del Porto Nuovo. Ad accompagnarle, come sempre, musica, laboratori e incontri con gli autori.
Spin-off finale dedicato invece al teatro di animazione, con lo spettacolo Anima e Cuore della compagnia Is Mascareddas.
L’associazione di promozione sociale Zenit APS propone, il 29 e 30 luglio e il 4 agosto, la quarta edizione del BISUS Film Fest, evento che torna a popolare il centro di Teulada (SU) e l’area del Porto Nuovo.
La manifestazione, realizzata con il contributo del Comune di Teulada e della Marina di Teulada, si caratterizza in questa nuova edizione per un programma caratterizzato da due giornate tematiche dedicate al tema del mare e del viaggio.
Si comincia al Porto Nuovo il 29 luglio con la proiezione in anteprima del docufilm Dalla Parte del Mare, diretto da Massimo Gasole e con la partecipazione di Marco Cadinu e Paola Teti, che racconta la Sardegna attraverso un viaggio in barca a vela svolto intorno al periplo dell’Isola.
Prenderanno parte alla presentazione il regista Massimo Gasole, il prof. Marco Cadinu, l’architetto Stefano Mais, il produttore Alberto Masala e saranno ospiti il presidente di AVAS – Armatori Vela d’Altura Sardegna Carlo Cottiglia e l’architetto Maria Pina Usai.
Nella stessa giornata si svolgerà anche il concerto di Carol Mello, talentuosa polistrumentista di origine brasiliana, autrice di alcuni dei brani che costituiscono la colonna sonora del film.
La giornata del 30 luglio avrà invece luogo nel centro di Teulada, presso i Giardini della Casa Baronale Sanjust, e racconterà le tematiche del viaggio, della socialità e dello sport attraverso la proiezione e l’incontro con gli autori del film Deu ci Seu, il documentario diretto da Michele Badas e Michele de Murtas che narra la storia della partita di calcio Cagliari-Piacenza del 1997 e della leggendaria trasferta in cui quasi ventimila tifosi della squadra rossoblù si imbarcarono
per Napoli per sostenere uno dei simboli della loro identità.
La proiezione sarà seguita dall’esibizione live di Su Dotori e Alex P: lo storico frontman dei CRC Posse, al debutto da solista, presenterà il suo nuovo album, Raju!.
Come di consueto, le attività di BISUS Film Fest saranno accompagnate da workshop e attività per i più piccoli: il 29 luglio si svolgerà il Laboratorio di educazione alla lettura a cura di Zenit APS, mentre il 30 luglio con il workshop Volere Volare curato da Alessia Marroccu i bambini potranno cimentarsi nella realizzazione di un aquilone.
A chiudere l’evento, sarà invece, il 4 agosto, la storica compagnia di teatro di figura Is Mascareddas. Presso il Porto Nuovo, infatti, andrà in scena A&C – Anima e Cuore, Omaggio alla grande burattineria italiana. Scritto da Antonio Murru e Donatella Pau, Anima e Cuore è uno spettacolo che ha per denominatore comune la musica. Dalla tradizione popolare del tango argentino al bel canto italiano fino a un omaggio alla Commedia dell’Arte italiana, il pubblico diverrà parte integrante ed interattiva dello spettacolo. Sarà portato in scena il rigore e la raffinatezza di un lavoro scrupoloso nella tenacia e nella poetica, un lavoro rivolto a tutto il pubblico come nella più originale tradizione del Teatro di Animazione.

 

Prosegue a Carloforte il progetto di residenze artistiche “Rizomi” diretto da Simonetta Pusceddu. Da novembre a dicembre un ricco calendario di attività tra incursioni in tutta l’Isola di San Pietro e nella zona urbana attraverso tre progetti di residenza artistica. Il 17 dicembre al Teatro Cavallera, alle 19.00, si terranno gli ultimi due spettacoli che restituiscono al pubblico le creazioni dei rispettivi progetti di residenza: Zoologia Universale”, di e con Lucrezia Maimone (Compagnia Oltrenotte), e “Raiz” di e con José Jurado Giles, accompagnamento creativo e drammaturgico Fernando Martinez CaReaga Gómez.

Danza, arte circense, teatro di figura e acrobatica nel progetto “Zoologia universale” di Lucrezia Maimone/Compagnia Oltrenotte. Un bestiario delle meraviglie fantastico in questo progetto di ricerca coreografica che crea una connessione profonda con la natura immaginaria di questi strani “animali” e il loro habitat naturale che trasportano il pubblico nel vortice di una esperienza emotiva e immaginativa unica e straordinaria. Creazione, coreografie e interpretazione di Lucrezia Maimone/Compagnia Oltrenotte. Coreografia e costumi Lucrezia Maimone; realizzazione oggetti di scena Lucrezia Maimone e Vinka Delgado; creazione musicale Lucia Angèle Paglietti, Elsa Paglietti; collaborazione artistica Donatella Pau; progettazione e realizzazione luci Riccardo Serra; fotografia Sara Montalbano; Produzione Oltrenotte, con il contributo del MIC Ministero della Cultura.

Il concept della scrittura coreografica di “Raìz” di Josè Jurado Giles prende forma dai suoi precedenti progetti che trattano i quattro elementi primari della natura: acqua, terra, fuoco e aria e pone l’accento sul tema ecologico e gli attuali problemi che interessano il pianeta. Raìz è centrato sull’elemento della terra, che trae spunto da “raìz”, radice che genera la vita, radice della creazione, dell’universo. E il rapporto dell’uomo con l’ambiente che lo circonda visto attraverso la danza contemporanea e il linguaggio non verbale. “Se mi fermo qui, tutto si rompe. Se continuo mi rompo io” cita il coreografo nella sinossi. Primo premio della Giuria a Certamen Internacional de Burgos & NuevaYork 2022, secondo Premio della Giuria a Certamen Internacional de solos MasDAnza 2022.

 

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 Is Mascareddas dà il via sabato 10 febbraio alla stagione invernale organizzata da Incontri Musicali al teatro comunale di Serrenti in occasione di un’importante ricorrenza: i dieci anni dal debutto dello spettacolo “Giacomina e il popolo di legno” nella struttura teatrale del comune del Medio Campidano. Domani, alle 18.00, per la stagione nel teatro in via Gramsci, si inaugura una mostra sulla produzione realizzata nel 2008 dalla compagnia di Tonino Murru e Donatella Pau su ispirazione alle collezioni di giocattoli lignei di Eugenio Tavolara e Tosino Anfossi, un vero e proprio del “colossal” di teatro d’animazione, sulla base dei modelli ideati nella prima metà del Novecento dai due artisti sassaresi, con 60 figure in scena.

L’esposizione, aperta al pubblico fino al 28 febbraio dal giovedì al sabato dalle 17.00 alle 19.00, documenta la nascita dello spettacolo di Is Mascareddas in tutte le sue fasi: dalla progettazione delle 60 sculture fino alla realizzazione delle stesse, delle scenografie e alla messa in scena della piéce diretta dalla regista austriaca Karin Koller.

In un continuo gioco di rimandi tra passato e presente, è ricostruito il laboratorio della compagnia con materiali, bozzetti, attrezzi, tessuti e macchine per la costruzione, che nel 2008, durante sei mesi di allestimento, ha impegnato un nutrito gruppo di lavoro composto da costruttori e personale di sartoria, una moderna fabbrica di giocattoli, in cui sono rimaste inalterate le tecniche di realizzazione seguite nell’opificio di Anfossi e Tavolara.

La corrispondenza tra la tradizione e l’innovazione apportata da Is Mascareddas è messa in rilievo da pannelli esplicativi contenenti una collezione di foto di Priamo Tolu e da un video di Marco Gallus, in cui immagini in bianco e nero della fabbrica sassarese (da un cinegiornale Luce del ’36) si sovrappongono a quelle a colori girate nel laboratorio della compagnia.

Chiudono il percorso espositivo “il popolo di legno” di Is Mascareddas: tutti i pupazzi dello spettacolo e un video della piéce proiettato a ciclo continuo.

Ma la serata con Is Mascareddas al teatro di Serrenti non finisce qui. Alle 19.00, spazio ai burattini di un altro cavallo di battaglia della compagnia interpretato da Tonino Murru: “Areste Paganòs e i giganti”. Ispirato alla tradizione popolare italiana e fortemente radicato nell’humus sociale e culturale della Sardegna, l’allestimento affronta il tema della “balentìa”.

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Oggi, mercoledì 24 gennaio, la compagnia Is Mascareddas ha tenuto un incontro con la stampa per lanciare un appello sulla sua situazione: ad aprile lascerà il teatro MomoTI di Monserrato ed è ancora senza un nuovo spazio a Cagliari che possa ospitare un ingente patrimonio culturale frutto di 38 anni di attività: i pupazzi, burattini e marionette di 32 produzioni, la mostra permanente di creazioni, il laboratorio artistico, la biblioteca Yorick con oltre 4mila volumi sul teatro di figura e soprattutto la stagione di teatro per famiglie con oltre 38mila spettatori paganti dal 2008 al 2017.

All’incontro con i giornalisti sono intervenuti Tonino Murru e Donatella Pau di Is Mascareddas, e hanno preso la parola l’assessore alla Cultura del Comune di Cagliari Paolo Frau ed il critico teatrale e giornalista Walter Porcedda.

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Cagliari città delle marionette. È questo il progetto della compagnia Is Mascareddas, che intende fare ritorno nella città capoluogo, costretta a causa di vicissitudini finanziarie a lasciare Monserrato e il teatro MoMoTI (ristrutturato nel 2012 grazie a un progetto della compagnia finanziato in larga parte dalla Fondazione CON IL SUD con un investimento totale di oltre 500 mila euro). 

Si tratta di trasferire un ingente patrimonio culturale frutto di 38 anni di attività: i pupazzi, burattini e marionette di 32 produzioni, la mostra permanente di creazioni, il laboratorio artistico, la biblioteca Yorick con oltre 4mila volumi sul teatro di figura e soprattutto la stagione di teatro per famiglie con oltre 22 mila spettatori paganti dal 2010 al 2016. Una “diversa fabbrica”, come è raccontata nel video del 2014 del filmaker Maurizio Corda, al servizio delle giovanissime generazioni.  

Entro aprile la compagnia dovrà trovare uno spazio idoneo per proseguire la sua attività, con il rischio, se non dovesse trovare una soluzione in tempi brevi, di sospendere la produzione e la diffusione di spettacoli e di non poter cercare i finanziamenti utili alla realizzazione dei suoi progetti.

I fondatori di Is Mascareddas Tonino Murru e Donatella Pau ne parleranno alla stampa in un incontro in programma mercoledì 24 gennaio a Cagliari all’Exmà cafè in via San Lucifero 71.

Nel corso della conferenza stampa, con inizio alle ore 12.00, sarà presentato il progetto “La casa delle Marionette” e verranno forniti dati e numeri utili per inquadrare il “caso Is Mascareddas” come emblematico  della situazione in cui versa il teatro in Sardegna. Tonino Murru interverrà con due dei suoi più celebri burattini: Giosuè e Peppino, i testimonial dell’omonima pagina Facebook creata come campagna di sensibilizzazione alla causa della compagnia

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Fine settimana a Monserrato al MoMoTI per Il Grande Teatro dei Piccoli, alla sua quindicesima edizione fino al 24 dicembre. Sabato 2 e domenica 3 dicembre alle 17.00, nel teatro in via 31 marzo 1943 n. 20, è di scena l’attore e burattinaio di Ravenna Vladimiro Strinati nello spettacolo “Nicola e il mare”

Scritta da Strinati con Danilo Conti, che ne firma la regia, e Antonella Piroli, la pièce attinge dalla suggestione e dalla riscrittura di fiabe come ColaPesce, Il Sale. Il tema è quello del rapporto con la natura, con la genesi dell’esistenza, con le fiabe e i miti popolari che ci propongono uomini che conoscono il valore degli elementi. Il linguaggio scenico scelto è quello della presenza di un attore che agisce con oggetti e figure per costruire scene musicali nelle quali il testo, rarefatto, è affidato al discorso diretto tra i personaggi. 

Sabato 16 e domenica 17 dicembre la stagione per famiglie targata Is Mascareddas fa un’ultima tappa a Cagliari al Teatro Massimo con lo spettacolo “Uno, due, tre…”: una semplice storia di colori, proposta dalla compagnia di Ravenna Drammatico Vegetale, che pare ricavata da un quadro di Piet Mondrian, per attori e animazioni con oggetti e immagini. Un affresco a tre dimensioni raccontato da due attori di poche, anzi pochissime parole,  ideato da Pietro Fenati, in scena con Elvira Mascanzoni. 

Le battute conclusive della stagione teatrale sono in programma a Monserrato, al MoMoTI, sabato 23 e domenica 24 dicembre con i padroni di casa nello spettacolo di narrazione con pupazzi e oggetti “Doni” (in sostituzione della piéce “Giacomina e il popolo di legno” annunciata in precedenza). In scena la burattinaia Donatella Pau.

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Ai blocchi di partenza Il Grande Teatro dei Piccoli, la stagione di teatro per famiglie targataIs Mascareddas che per la sua quindicesima edizione si sdoppia tra Monserrato al MoMoTI e il capoluogo Cagliari al Teatro Massimo. Il via al cartellone – sabato 14 e domenica 15 ottobre – è nella casa base di Is Mascareddas a Monserrato, nel teatro in via 31 marzo 1943. Qui, alle 17.00, è di scena lo stabile d’innovazione per l’infanzia La Botte e il Cilindro nello spettacolo “Il lupo e l’agnello”, adattamento firmato da Francesco Enna delle più celebri favole del greco Esopo e del latino Fedro. Nella piéce della compagnia sassarese diretta da Pier Paolo Conconi, Stefano Chessa, Luisella Conti e Nadia Imperio si divertono a raccontare le fiabe utilizzando diversi linguaggi: narrazione, pupazzi, coreografie ed ombre.

Il doppio appuntamento (seguito da una recita per le scuole lunedì 16 ottobre) inaugura un ricco programma di spettacoli fino al 24 dicembre con altre sette tra le migliori compagnie nazionali di teatro ragazzi: da Ravenna il narratore e animatore Vladimiro Strinati e la formazione Drammatico Vegetale, una realtà consolidata come quella dello, da Gorizia il CTA, Centro Teatro Animazione e Figure, da Empoli Giallo Mare Minimal Teatro, da Modena I Burattini della Commedia. Completano il parterre di formazioni in campo per la stagione i padroni di casa e per la danza un’altra storica compagnia isolana come l’ASMED.

La formula del calendario è quella consueta: otto fine settimana con recite tutte il sabato e la domenica alle 17.00 per le famiglie e il lunedì alle 11.00 per le scuole.

Il 21 e 22 ottobre per le famiglie e il 23 ottobre per le scuole la stagione fa esordio a Cagliari nella sala M2 del Teatro Massimo (in viale Trento) con “Cip Cip Bau Bau”, del CTA di Gorizia. Un appuntamento, questo, inserito nel programma della rete dei festival d’autunno a Cagliari 10Nodi. La nuova produzione della centro teatrale friulano racconta ai più piccoli una lingua particolare ed affascinante, quella che intorno a loro parlano tanti piccoli amici a quattro zampe, o che svolazzano con becco e piume. 

Il 4 e 5 novembre per le famiglie (e il 6 per le scuole) si ritorna al MoMoTI per l’arrivo di maestro burattinaio: il modenese Moreno Pigoni de I Burattini della Commedia con lo spettacolo di teste di legno “Il Dottore Innamorato”. Nella commedia brillante della tradizione emiliana il protagonista è il dottor Balanzone desideroso di prendere moglie. La prescelta è la figlia di Sandrone, la bella Lisetta.

L’11 e 12 novembre per le famiglie e il 13 novembre per le scuole un altro appuntamento al Teatro Massimo, inserito nel programma di 10Nodi: “Accadueo”, della compagnia di Empoli Giallomare Minimal Teatro, spettacolo con otto piccole storie originali sull’acqua. In scena oltre l’attrice Vania Pucci, l’artista multimediale Giulia Rubenni, creatrice dal vivo di forme, veri e propri quadri, che tramite la videoproiezione diventano la scenografia dove l’attrice si muove e racconta. 

Il 25 e 26 novembre e il 27 novembre al Teatro Massimo va in scena “Il Vento e la Fanciulla”, produzione di teatro danza proposta da ASMED, una fiaba che prende spunto da antiche leggende Mongole diretta da Senio Giovanni Barbaro Dattena, con coreografia di Cristina Locci e musica di Michele Uccheddu. Sul palcoscenico con il regista e la coreografa Matteo Corso, Luana Maoddi, Sara Manca. I costumi sono di Stefania Dessì con le allieve dell’Istituto Professionale per i Servizi Sociali Sandro Pertini (Cagliari) e con la collaborazione di Uwe Endler.

Il mese di dicembre si apre al MoMoTI con l’attore e burattinaio di Ravenna Vladimiro Strinati e lo spettacolo “Nicola e il mare”.  Scritto da Strinati con Danilo Conti, che ne firma la regia, e Antonella Piroli, la pièce attinge dalla suggestione e dalla riscrittura di fiabe come ColaPesce, Il Sale. Il tema è quello del rapporto con la natura, con la genesi dell’esistenza, con le fiabe e i miti popola1ri che ci propongono uomini che conoscono il valore degli elementi.

Con “Uno, due, tre…”, dei ravennati Drammatico Vegetale si conclude la stagione al Teatro Massimo il 16 e 17 dicembre per le famiglie e il 18 dicembre per le scuole: una semplice storia di colori che pare ricavata da un quadro di Piet Mondrian, per attori e animazioni con oggetti e immagini. Un affresco a tre dimensioni raccontato da due attori di poche, anzi pochissime parole,  ideato da Pietro Fenati, in scena con Elvira Mascanzoni.

Ultimo appuntamento al MoMoTI il 23 e 24 dicembre per le famiglie (e venerdì 22 dicembre per le scuole) con “Giacomina e il popolo di legno”, omaggio de Is Mascareddas a due personalità fondamentali nella cultura del Novecento in Sardegna: Eugenio Tavolara e Tosino Anfossi. Sessanta pupazzi e marchingegni sono animati da Tonino Murru, Donatella Pau e Cristina Papanikas. La regia è di Karin Koller, le musiche originali del sassofonista e compositore nuorese Gavino Murgia. Il disegno luci è ideato da Loïc François Hamelin.

 

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Edizione speciale la numero quindici del Grande Teatro dei Piccoli. Dal 14 ottobre al 24 dicembre la stagione di teatro per famiglie targata Is Mascareddas fa ritorno con una doppia programmazione tra Monserrato, al MoMoTI e il capoluogo Cagliari, al Teatro Massimo. Otto gli spettacoli portati in scena da una selezione tra le migliori compagnie di teatro ragazzi italiane: da Ravenna il narratore e animatore Vladimiro Strinati e la formazione Drammatico Vegetale, una realtà consolidata come quella dello stabile d’innovazione per l’infanzia di Sassari La Botte e il Cilindro, da Gorizia il CTA, Centro Teatro Animazione e Figure, da Empoli Giallo Mare Minimal Teatro, da Modena I Burattini della Commedia. Completano il parterre di formazioni in campo per la stagione i padroni di casa e per la danza un’altra storica compagnia isolana come l’ASMED.

La formula del calendario è quella consueta: otto fine settimana con recite tutte il sabato e la domenica alle 17.00 per le famiglie e il lunedì alle 11.00 per le scuole.

Il via alla stagione – sabato 14 e domenica 15 ottobre per le famiglie (e lunedì 16 ottobre per le scuole) – è a Monserrato al MoMoTI, il teatro di Is Mascareddas in via 31 marzo 1943, con lo spettacolo de La Botte e il Cilindro “Il lupo e l’agnello”, adattamento firmato da Francesco Enna delle più celebri favole del greco Esopo e del latino Fedro. Nella piéce diretta da Pier Paolo Conconi, Stefano Chessa, Luisella Conti e Nadia Imperio si divertono a raccontare le fiabe utilizzando diversi linguaggi: narrazione, pupazzi, coreografie ed ombre.

Il 21 e 22 ottobre per le famiglie e il 23 ottobre per le scuole l’esordio della stagione a Cagliari nella sala M2 del Teatro Massimo (in viale Trento) con “Cip Cip Bau Bau”, del CTA di Gorizia. Un appuntamento, questo, inserito nel programma della rete dei festival d’autunno a Cagliari 10Nodi. La nuova produzione della centro teatrale friulano racconta ai più piccoli una lingua particolare e affascinante, quella che intorno a loro parlano tanti piccoli amici a quattro zampe, o che svolazzano con becco e piume.  

Il 4 e 5 novembre per le famiglie (e il 6 per le scuole) si ritorna al MoMoTI per l’arrivo di maestro burattinaio: il modenese Moreno Pigoni de I Burattini della Commedia con lo spettacolo di teste di legno “Il Dottore Innamorato”. Nella commedia brillante della tradizione emiliana il protagonista è il dottor Balanzone desideroso di prendere moglie. La prescelta è la figlia di Sandrone, la bella Lisetta.

L’11 e 12 novembre per le famiglie e il 13 novembre per le scuole un altro appuntamento al Teatro Massimo, inserito nel programma di 10Nodi: “Accadueo”, della compagnia di Empoli Giallomare Minimal Teatro, spettacolo con otto piccole storie originali sull’acqua. In scena oltre l’attrice Vania Pucci, l’artista multimediale Giulia Rubenni, creatrice dal vivo di forme, veri e propri quadri, che tramite la videoproiezione diventano la scenografia dove l’attrice si muove e racconta.

Il 25 e 26 novembre e il 27 novembre al Teatro Massimo va in scena “Il Vento e la Fanciulla”, produzione di teatro danza proposta da ASMED, una fiaba che prende spunto da antiche leggende Mongole diretta da Senio Giovanni Barbaro Dattena, con coreografia di Cristina Locci e musica di Michele Uccheddu. Sul palcoscenico con il regista e la coreografa Matteo Corso, Luana Maoddi, Sara Manca. I costumi sono di Stefania Dessì con le allieve dell’Istituto Professionale per i Servizi Sociali Sandro Pertini (Cagliari) e con la collaborazione di Uwe Endler.

Il mese di dicembre si apre al MoMoTI con l’attore e burattinaio di Ravenna Vladimiro Strinati e lo spettacolo “Nicola e il mare”. Scritto da Strinati con Danilo Conti, che ne firma la regia, ed Antonella Piroli, la pièce attinge dalla suggestione e dalla riscrittura di fiabe come ColaPesce, Il Sale. Il tema è quello del rapporto con la natura, con la genesi dell’esistenza, con le fiabe e i miti popolari che ci propongono uomini che conoscono il valore degli elementi.

Con “Uno, due, tre…”, dei ravennati Drammatico Vegetale si conclude la stagione al Teatro Massimo il 16 e 17 dicembre per le famiglie e il 18 dicembre per le scuole: una semplice storia di colori che pare ricavata da un quadro di Piet Mondrian, per attori e animazioni con oggetti e immagini. Un affresco a tre dimensioni raccontato da due attori di poche, anzi pochissime parole, ideato da Pietro Fenati, in scena con Elvira Mascanzoni. 

Ultimo appuntamento al MoMoTI il 23 e 24 dicembre per le famiglie (e venerdì 22 dicembre per le scuole) con “Giacomina e il popolo di legno”, omaggio de Is Mascareddas a due personalità fondamentali nella cultura del Novecento in Sardegna: Eugenio Tavolara e Tosino Anfossi. Sessanta pupazzi e marchingegni sono animati da Tonino Murru, Donatella Pau e Cristina Papanikas. La regia è di Karin Koller, le musiche originali del sassofonista e compositore nuorese Gavino Murgia. Il disegno luci è ideato da Loïc François Hamelin.

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I Figli d’Arte Medas presentano l’XI edizione de “Il Festival della Storia”, in programma a Iglesias, dal 22 al 24 luglio. Un evento straordinario che per tre giorni trasformerà la centralissima Piazza Municipio in un centro di cultura e storia internazionale, con l’intervento di ospiti illustri di levatura internazionale. Coraggiosi protagonisti della storia del loro Paese, del loro lavoro e della missione nei luoghi dove hanno operato e sofferto.

“Migrazioni e Mediterraneo” è il titolo scelto dai direttori del festival: Giampaolo Manca per la parte scientifica, Gianluca Medas per la parte artistica e Annalisa Zedde per quella organizzativa. Presidente onorario del festival sarà Gianni Andrea Deligia, già funzionario dell’ONU, nominato nel 1984 dal presidente Sandro Pertini Cavaliere all’Ordine del Merito della Repubblica Italiana “per meriti acquisiti nella protezione dei cittadini italiani e dei loro beni nella guerra civile in Ciad dal 1979 al 1982″. Nel 2001 gli è stato consegnato il Nobel della Pace come Membro del Dipartimento del Mantenimento della Pace dell’ONU.

Il Mediterraneo, un mare di storie, di partenze e di arrivi. Un mare di fughe, di migrazioni, di battaglie e di tragedie. Ma anche di proficui scambi commerciali. Su questo mare Zeus, come in una profezia ha incontrato Europa, suggellando quella che è la vocazione di questo spazio liquido: l’incontro fra alterità, popoli, lingue, costumi, generando un sincretismo che porta cultura. Con uno sguardo al passato e uno al futuro, il Festival della Storia cercherà di aprire una finestra sulla coscienza umana, senza preconcetti né pregiudizi, cercando di capire se questo mare viene percepito come un confine che rende straniere le persone o una strada che porta verso la speranza e l’accoglienza. E poi la Primavera araba, con il racconto della rivoluzione dei Gelsomini, e la faticosa conquista della libertà, il coraggio di rimanere, denunciare e lottare contro le torture agli oppositori del regime tunisino raccontate da una straordinaria donna, l’avv. Radhia Nasraoui.

Il delegato dalla Commissione europea per le Migrazioni Marc Arno racconterà, invece, cosa fa l’Europa per aiutare l’Italia nella gestione dei flussi migratori e cosa si prospetta in futuro. E poi il destino dei minori stranieri non accompagnati giunti in Italia senza genitori o di quelli che li hanno persi durante le traversate con i barconi. Ma il Festival sarà anche una particolare occasione per ricordare, attraverso le narrazioni di Gianluca Medas sul tema della solidarietà, un dramma che toccò profondamente la Sardegna durante il secondo conflitto mondiale. I devastanti bombardamenti su Cagliari da parte delle forze aeree anglo-americane del 1943, con l’80 percento degli edifici rasi al suolo, nei quali perirono oltre 2.000 persone, e migliaia furono gli sfollati che abbandonarono la città.

Il Festival della Storia attraverso le immagini, le musiche, le suggestioni del teatro e i dialoghi tra i principali protagonisti, si trasformerà in un poliedrico contenitore, un viaggio immaginario che per tre giorni vedrà Iglesias centro e capitale del Mediterraneo.

Il programma completo

22 luglio 2017 ore 21,00

Saluti e presentazione dell’XI edizione del Festival, avv. Giampaolo Manca

LA PRIMAVERA ARABA E LA “RIVOLUZIONE DEI GELSOMINI”

La rivoluzione del popolo tunisino e la faticosa conquista della libertà. Come un popolo che si affaccia sul Mediterraneo ha evitato la guerra civile e la migrazione delle sue genti.  Video e narrazione di Gianluca Medas

Dialogano con l’avv. Mauro Sollai:

Avv. Radhia Nasraoui, fondatrice dell’Associazione contro le torture in Tunisia e attivista leader per la libertà e tutela dei diritti nella Primavera Araba.

Dott. Gianni Andrea Deligia, già Funzionario dell’ONU e beneficiario del Nobel della Pace nel 2001 come Membro del Dipartimento del Mantenimento della Pace dell’ONU.

Marc Arno Hartwig, Rappresentante della Commissione Europea per la Migrazione in Italia e Grecia.

Proiezione delle immagini tratte dal Reportage del fotografo Andrea Cocco “OUMAR e la sua giornata in un centro di accoglienza per migranti in Sardegna”.

23 luglio 2017 ore 21,00

LE SENTINELLE DEL MARE

Spettacolo teatrale scritto e diretto da Gianluca Medas con l’esibizione dei ragazzi stranieri ospiti della Coop. Sociale La vela blu di Aritzo.

ACCOGLIENZA, SISTEMAZIONE, DESTINO DEI MIGRANTI MINORI NON ACCOMPAGNATI”.

Intervistati dall’avv. Mauro Sollai intervengono:

Dott.ssa Anna Cau, procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei Minori di Cagliari.

Anna Melis, presidente della Cooperativa Sociale “La vela Blu”.

24 luglio 2017 ore 21,00

CAGLIARI, I BOMBARDAMENTI DEL 1943 E GLI SFOLLATI.

Narrazione di Gianluca Medas

MEDITERRANEO E SOLIDARIETA’

Intervistati dal giornalista Ottavio Olita intervengono:

Don Ettore Cannavera, responsabile e fondatore della Comunità La Collina.

Mimmia Fresi, coordinatore dei servizi per l’immigrazione della Cooperativa Il Seme.

Giovanna Grillo, responsabile della struttura Casa Emmaus.

Interventi musicali di Andrea Andrillo

Quando la solidarietà vince il terrore internazionale e costruisce un ponte di pace e speranza”.

Testimonianza dell’avv. Donatella Pau, presidente dell’Ordine degli avvocati di Oristano.

La manifestazione è realizzata col contributo del Comune di Iglesias, Fondazione Sardegna, Portovesme srl, Ordini degli avvocati di Oristano e Cagliari e associazione Fotografi di Sardegna.

L’evento è accreditato dall’Ordine degli Avvocati di Cagliari nell’ambito dell’aggiornamento professionale – 10 crediti formativi – iscrizioni le sere del Festival.

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Uno spettacolo speciale, messo in scena da un gruppo teatrale altrettanto speciale. Debutta martedì 4 luglio al Teatro MoMoTI di Monserrato “Tutto il mondo è un paese”, piéce di marionette da tavolo frutto del lavoro  di quattordici bambini e ragazzi tra i 10 e i 15 anni, immigrati di seconda generazione, liberamente ispirata a fiabe e racconti dei paesi di provenienza: Kirghizistan, Cuba, Marocco, Tunisia, Ucraina, Bolivia, Romania.

Lo spettacolo è la tappa finale di “Tu sei me!”, iniziativa di Is Mascareddas in collaborazione con l’articolazione sarda della Ong Aidos Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo, Arcoiris Onlus, l’associazione di volontariato OCI, Organizzazione Cittadini Immigrati e l’associazione Sosa Roja Onlus, inserita nel progetto MigrArti Spettacolo 2017 (il programma di contributi varato lo scorso anno dal Mibact con l’obiettivo di coinvolgere attraverso iniziative culturali le comunità di immigrati stabilmente residenti in Italia).

La piéce viene rappresentata alle 18.00 e alle 19.30, nella sala di via XXXI marzo a Monserrato, dove viene replicata anche il giorno dopo, mercoledì 5, negli stessi orari. Giovedì 6 luglio, invece, sempre alle 18 e alle 19.30, cambia location e va in scena negli spazi dell’associazione Arcoiris Onlus, in via Genova 36/38, a Quartu Sant’Elena.

Guidati dai maestri burattinai Tonino Murru e Donatella Pau di Is Mascareddas, lo storico gruppo di teatro di figura sardo, tra le realtà più significative del panorama italiano ed europeo, e affiancati dalle mediatrici linguistico/culturali Mariya Stepaniuk, Rachida Kouchrad e Ghidey Sebhat, i ragazzi (Eldar Astarkulov, Giulio Anjel Casanas Mesa, Sinda Rabei, Janina Rudysh, Ajar Nasyrkulova, Inass Lahdibbi, Amir Rabei, Adrian Craciun, Alessandra Yanez Rojas in scena, e Hatim Wiam, Lisa Vorobei, Karis Johanne Pinaicobo, Melissa Dieng, Ndeye Majmouna Diagne) hanno completato un percorso creativo cominciato il 9 maggio e articolato in tre tappe: un laboratorio di narrazione di 15 ore, una fase di 25 ore dedicata alla costruzione di burattini etnici e, preparata da un laboratorio ad hoc di 20 ore, la messa in scena.

Nasce così “Tutto il mondo è un paese”, ambientato nell’immaginario paese di Matukiuccurobó creato dai bambini giocando con le iniziali dei paesi di provenienza: un luogo dove i protagonisti di favole e racconti provenienti da tutto il mondo convivono. È il “Paese del Mondo”, appunto, in cui diversità, caratteri, culture diverse coesistono, non senza sfide, scompiglio e contrasti, ma anche con nuovi incontri e condivisioni. Perché, riflettendo solo un poco, si trova sempre qualcosa di familiare anche nelle cose più diverse e lontane… perché, in fondo in fondo, Tutto il Mondo è un Paese.

In apertura di ciascuna replica è prevista la proiezione della preview di un documentario (di prossima uscita) prodotto dall’associazione di promozione sociale Inmediazione. Nel filmato sono  raccontate le varie fasi del laboratorio: il lavoro sulle culture di origine, la fase creativa, quella costruttiva e di messa in scena, con interviste ai burattinai, alle mediatrici e soprattutto ai bambini e ragazzi coinvolti.