21 May, 2022
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Ha scritto la storia della Dinamo Banco di Sardegna, sulla panchina sassarese dal 2009 al 2015, ha condotto il club dalla A2 alla vittoria della prima Coppa Italia per poi mettere in bacheca lo storico triplete della stagione 2014-15. Meo Sacchetti oggi è l’allenatore della Vanoli Cremona e ct della Nazionale, anche lui costretto come tutti alla quarantena per l’emergenza Covid: dalla sua casa a Cremona ha rilasciato l’intervista a Dinamo tv in occasione del sessantesimo anno del Banco.

Partendo dal presente e dalla ufficialità della chiusura del campionato 2019-2020: «Adesso è finito tutto, bisogna programmare la nuova stagione ma sono solo ipotesi e non possiamo sapere come si evolverà la situazione con il virus. Molto dipenderà da quello: al momento non si sanno i termini e finché non ci sarà un vaccino non ci sarà sicurezza. Penso alla preparazione, al campionato, dovremo stare attenti. Sicuramente serviranno controlli accurati e tutti dovremo fare i tamponi».

I sette anni in Sardegna per il ct della nazionale hanno tanti ricordi, ma due sono quelli custoditi con più affetto da Meo: «Sicuramente ci sono stato tanti anni, anni belli con tanti successi. I ricordi a cui sono più legato sono due: la promozione in A1 e la prima Coppa Italia, il primo trofeo in assoluto vinto. Poi ovviamente lo Scudetto ma credo che promozione e Coppa Italia abbiano un posto speciale. Ovvio che il tricolore ha un valore più importante ma il promo trofeo ci ha dato consapevolezza».

Il suo basket è sempre stato fuori dagli schemi: «Non credo di aver cambiato in questi anni, il mio è sempre stato un gioco un po’ diverso da quelli che si vedevano in giro. Ricordo che si diceva che sarebbe stato difficile vincere ad alto livello. Invece abbiamo dimostrato il contrario, ovviamente per farlo servono buoni giocatori che possano esprimere questo gioco e poi ci sono dei giocatori che fanno la fortuna degli allenatori».

Nell’elenco stilato dal club delle Dinamo Legends last 10 years moltissimi giocatori se non tutti sono stati allenati da coach Sacchetti: «Ho visto l’elenco delle dieci Legends: Travis è un giocatore che ha continuato con me a Cremona credo dica tutto, ma se dovessi sceglierne uno solo direi Drake Diener. Per me Drake è come un figlio con l’esperienza di Castelletto poi ha attraversato i problemi di salute ed è forse quello a cui mi sento più legato. L’altro è Caleb perché penso che sia un giocatore formidabile, avessi i soldi lo avrei preso anche quest’anno ed il prossimo».

Per Meo, che ha allenato Gianmarco Pozzecco nel suo ultimo anno da giocatore, la Dinamo ha un sistema ben definito che funziona: «La Dinamo ha un sistema definito, sicuramente con i giocatori che aveva dallo scorso anno con Cooley e Thomas così forti sotto canestro creavano spazio per i tiratori. Quest’anno avete replicato con Bilan, Pierre ed Evans, andate a giocare per uno di questi, che sono difficili da marcare in uno contro uno, e si creano delle soluzioni aperte per i vari Spissu, Gentile, Vitali da fuori anche più spazio per la pericolosità da tre. E la dimostrazione che siete tra le squadre che avete segnato con ottime percentuali da tre. Con questa pericolosità interna non si può marcare uno contro uno ci sono degli aiuti e si apre di più il campo».

Nell’ultima finestra di qualificazione Fiba il ct ha fatto esordire Marco Spissu in maglia Azzurra, e il play sassarese ha risposto presente: «Quando arrivi alla prima in Nazionale ovviamente vuoi farti vedere, mostrare il suo valore. Penso che per Marco l’anno a Bologna sia stato importante poi con l’arrivo di Pozzecco che ha creduto tanto in lui gli ha permesso di crescere. Gianmarco gli ha dato responsabilità e lui ha fatto bene a prendersela. È cresciuto, anche fisicamente, e ha avuto questo plus di una leadership importante, non ha paura di prendere tiri importanti e veste alla perfezione il ruolo del playmaker. È importante in un momento in cui non ci sono molti play che sappiano costruire e fare canestro».

In chiusura il messaggio di coach Sacchetti ai tifosi: «C’era già passione negli anni precedenti, è cresciuta molto. Col senno di poi ho pensato che forse i successi non sono arrivati per gradi ma molto in fretta e questo ha un po’ bruciato le tappe, creando grandi aspettative, ma in ogni momento la risposta del pubblico è sempre stata importante. La passione per la Dinamo lega un’isola intera, non rimane confinata a Sassari, e questo è il vero valore aggiunto. La Dinamo in questi anni ha portato il nome della Sardegna in tutta l’Europa: ricordo che nelle trasferte europee non mancavano mai le bandiere dei quattro mori».

Fonte: www.dinamobasket.com

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Una grande Dinamo Banco di Sardegna ha travolto la Vanoli Cremona con uno straordinario ultimo quarto ed ora rivede la luce verso i play-off scudetto. Dopo un avvio equilibrato (23 a 21 al 10′), la Dinamo ha allungato nel secondo quarto, andando al riposo avanti di 1o punti: 50 a 40.

La squadra di Meo Sacchetti, trascinata da Simone Fontecchio, ha iniziato la rimonta e con un parziale di 30 a 19, ha girato il risultato a suo favore al 30′: 69  a 70.

Nell’ultimo quarto la Dinamo ha cambiato marcia, proprio come aveva fatto in settimana nella prima sfida di Fiba Europa Cup. Achille Polonara (20 punti, 8 rimbalzi, 6 falli subiti) e Josh Bostic (20 punti, 4 rimbalzi, 5 assist) in grande evidenza hanno trascinato Sassari fino al +17 e la Dinamo ha respinto l’ultimo tentativo di rimonta della Vanoli, condotto da Fontecchio, perché la Dinamo Banco di Sardegna l’ha ricacciata indietro ed una splendida “tripla” di Dyshawn Pierre allo scadere ha portato la Dinamo oltre i 100 punti ed ha ribaltato anche la differenza canestri rispetto alla partita del girone d’andata, fissando il risultato finale, con un parziale di 33 a 16, sul punteggio di 102 a 86.

Quattro gli uomini della Dinamo in doppia cifra e tre oltre i 20 punti. Darko Planinic, autentico dominatore sotto canestro, ha chiuso con 23 punti in 19′, 9/11 da due e 4 rimbalzi per 25 di valutazione. Bene Dyshawn Pierre (13 punti con il 100% al tiro, 2/2 da tre e 3/3 da due), Marco Spissu (3 punti, 4 rimbalzi, 6 assist), Rok Stipcevic (9 punti) e Shawn Jones (8 punti).

Nelle fila della Vanoli, buona la prestazione dell’indimenticato ex Drake Diener, autore di 15 punti in 24′, con 1 su 2 da due, 3 su 4 da tr, 4 su 4 ai tiri liberi. Meno brillanti gli altri due ex: Darius Johnson-Odom, 9 punti in 20′, 1 su 6 da due punti, 1 su 3 da tre e 4 su 5 ai tiri liberi; e Travis Diener, 5 punti in 18, 1 su 2 da due, 3 su 4 ai tiri liberi, 3 assist.

«E’ stata una bella partita, siamo stai bravi a limitare DJO prima con Stipcevic e poi di squadra, e bravi ad attaccare i quintetti piccoli utilizzando Planinic e i quintetti grandi ribaltando la palla – ha commentato a fine partita il coach sassarese Federico Pasquini -. L’aspetto però più importante è stato quando all’inizio del quarto quarto loro sono entrati dentro la partita  e ho visto nei ragazzi uno step mentale importante, ho visto 5 leoni pronti a combattere e con una reazione davvero di alto livello. Sono stati tutti bravissimi, Bostic e Polonara hanno fatto una grandissima gara, così come Spissu, ma la vera chiave è stata la difesa, tutti coinvolti e pur con qualche errore tutti a fare il meglio – ha concluso Federico Pasquini -. Sono molto soddisfatto del lavoro che stiamo facendo.»

«E’ stata una partita un po’ up and down, siamo stati bravi a colmare il gap ma poi abbiamo subito la maggiore energia loro – ha detto Meo Sacchetti, coach della Dinamo del “triplete”, oggi alla guida della Vanoli e della Nazionale italiana -. Mi dà stizza perché è una delle partite in cui siamo stati più bravi nei rimbalzi eppure non siamo stati bravi a saperne approfittare e sfruttare le palle sporche. Complimenti a Sassari, come dico sempre la squadra che vince è stata la più brava.»

Dinamo Banco di Sardegna 102 – Vanoli Cremona 86

Parziali: 23 a 21, 27 a 19, 19 a 30, 33 a 16.

Progressivi: 23-21; 50-40; 69-70; 102-86.

Banco di Sardegna: Spissu 3, Bostic 20, Bamforth 6, Planinic 23, Devecchi, Pierre 13, Jones 8, Stipcevic 9, Hatcher, Polonara 20, Picarelli, Tavernari. All. Federico Pasquini.

Vanoli Cremona: Johnson-Odom 9, Martin 15, Gazzotti, T. Diener 5, Ricci 4, Ruzzier 5, Portannese 15, Fontecchio 12, Sims 2, D. Diener 15, Milbourne 4. All. Meo Sacchetti.

Achille Polonara,

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Pesante sconfitta per la Dinamo Banco di Sardegna sul campo della Vanoli Cremona degli ex Meo Sacchetti, Travis e Drake Diener e Darius Johnson-Odom, 96 a 81 (primo tempo 44 a 40).

La partita è stata equilibrata per 30′, con la Vanoli avanti di 6 nei primi 10 minuti (30 a 24), di 4 all’intervallo lungo (44 a 40) e ancora di 4 al 30′, 68 a 64. Nell’ultimo quarto la Vanoli ha cambiato marcia e la Dinamo non ha trovato la lucidità e le forze necessarie per opporsi, finendo col subire un parziale di 28 a 17, per il definitivo 96 a 81.

Federico Pasquini ha dovuto fare a meno, come già accaduto con il Monaco in Champions League, di Rok Stipcevic, rimasto in Sardegna per recuperare dall’infortunio.

Nella Dinamo il miglior realizzatore è stato Achille Polonara, con 16 punti, dietro di lui Scott Bamforth e William Hatcher con 15 punti a testa, Darko Planinic e Dyshawn Pierre con 11 punti a testa. Nella Vanoli in evidenza 21 punti per Landon Milbourne, Kelvin Martin 20, Darius Johnson-Odom 14, Henry Sims 14, Travis Diener 9.

«Complimenti alla Vanoli che, nel momento in cui si faceva la partita nel quarto quarto, hanno tirato con percentuali incredibili mentre noi non ne avevamo più – ha detto a fine partita Federico Pasquini –. Abbiamo preso questo break che ha segnato la partita nell’ultima frazione: abbiamo sempre inseguito senza mai prendere l’inerzia della partita, e in una serata in cui fanno 14/25 è normale far fatica a prenderli. Nell’ultimo quarto hanno fatto 10 su 13 da tre, complimenti a loro, è normale che mi aspettavo una prestazione diversa da parte nostra, nel momento clou della partita non siamo stati in grado di girarla a nostro favore. Noi dobbiamo lavorare – ha concluso il coach della Dinamo –, essere forti anche dopo una partita come questa per ripartire e alzare la testa perché tra tre giorni si gioca a Utena.»

Domani mattina la Dinamo partirà per la Lituania, dove mercoledì il Banco affronterà la Juventus Utena nel Game 5 di Basketball Champions League.

Cremona 96 – Dinamo Banco di Sardegna 81

Parziali: 30-24; 14-16; 24-24; 28-17.

Progressivi: 30-24; 44-40; 68-64; 96-81.

Cremona: Johnson-Odom 14, Martin 20, Gazzotti 3, T.Diener 9, Ricci 3, Ruzzier 1, Portannese 8, Sims 14, D.Diener 3, Milbourne 21. All. Meo Sacchetti.

Banco di Sardegna: Spissu 2, Gallizzi, Bamforth 15, Planinic 11, Devecchi , Randolph 6, Pierre 11, Jones 5, Hatcher 15, Polonara 16, Picarelli, Tavernari. All. Federico Pasquini.

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La Dinamo Banco di Sardegna affronta alle 18.15 la prima di due trasferte consecutive tra campionato e Basketball Champions League. Al PalaRadi di Cremona affronta la Vanoli allenata da coach Meo Sacchetti, nelle cui fila giocano altri tre indimenticati ex, i cugini Travis e Drake Diener e Darius Johnson-Odom.

La squadra biancoblu arriva a Cremona dopo il Game 4 di martedì con Monaco in BCL con la voglia di riscattare la sconfitta in coppa e proseguire in campionato la striscia dopo il successo sull’Olimpia Milano centrato sette giorni fa al PalaSerradimigni. Dopo la gara odierna, la squadra volerà in Lituania, a Utena, dove affronterà la formazione della Juventus nel Game 5 della regular season di Basketball Champions League.

«Andiamo a giocare su un campo difficile contro una squadra che è reduce da una buona partita a Pesaro e da una bella vittoria in casa contro Pistoia – ha detto alla vigilia Federico Pasquini -. Cremona è una squadra che ha la capacità di trovare il tiro subito e correre in contropiede, come tutte le squadre di Meo. Noi dovremo essere bravi a fermare la loro transizione. La chiave di tutto in questo momento è Darius Johnson-Odom che sta facendo 20 punti di media a partita e 5 assist ed è il catalizzatore, l’opzione primaria sotto il profilo offensivo. Cremona è una squadra votata alla corsa, noi dovremo essere bravi ad andare lì e fare una partita intelligente. Sicuramente una partita con Travis, Drake e Johnson-Odom in campo, e Meo in panchina, non è una come le altre. Sono convinto però che la componente emotiva si senta di più su un campo in cui sei stato protagonista rispetto al giocare in casa. Per questo – ha concluso Federico Pasquini – mi aspetto che faranno bene e vorranno mostrare il loro valore.»

Meo Sacchetti ha commentato così l’impegno di questa sera con la Dinamo: «Sarà una partita in cui si incontrano una squadra come la nostra che si deve salvare, mentre loro puntano ad arrivare nelle prime quattro squadre del campionato, anche se non sarà facile. Poi in particolare la pallacanestro ha dimostrato che non sempre la squadra più forte vince. Quindi con questo spirito affrontiamo questa partita che giochiamo in casa nostra, con l’obiettivo di allungare la parte di prestazione che di solito facciamo molto bene; dobbiamo cercare di prolungare ciò che di buono facciamo in 20 minuti, mantenendolo per 40».

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Netta sconfitta per la Dinamo Banco di Sardegna nel terzo match casalingo della prima fase della Champions League, contro la fortissima squadra francese dell’As Monaco, capolista del girone a punteggio pieno: 63 a 81 (primo tempo 34 a 41). La partita è stata equilibrata solo nel primo quarto, terminato in parità, 20 a 20, poi i francesi hanno iniziato a macinare gioco e punti ed hanno portato l’inerzia del match dalla loro parte, senza più lasciarla. 34 a 41 all’intervallo lungo, in avvio di terzo quarto è stata ancora Monaco a dettare il ritmo condotta da Christopher Evans che ha segnato il massimo vantaggio: +11. Scott Bamforth ha prova ancora a caricare la squadra e ad accorciare le distanze, aiutato da Achille Polonara, William Hatcher e Darko Planinic. La Dinamo ha sofferto ancora a rimbalzo ed il terzo quarto si è chiuso sul 47 a 58.

L’ultima frazione si è aperta con le bombe di Marco Spissu e Scott Bamforth e la Dinamo a -6 ma Monaco ha riportato nuovamente il vantaggio in doppia cifra con uno strappo firmato Kikanovic-Lacombe. E nel finale i ragazzi di coach Federico Pasquini non sono riusciti a fermare la corsa del Monaco, impostosi nettamente con il punteggio di 81 a 63.

Alla Dinamo, priva di Rok Stipcevic infortunato, non è bastata un’altra prestazione super di Scott Bamforth, miglior realizzatore con 25 punti, con una percentuale nei tiri da 3 punti, 5 su 7 , il 100% nei tiri liberi (6 su 6), 7 rimbalzi e 5 assist.

Il calendario non dà tregua alla Dinamo che domenica scenderà in campo a Cremona nella sfida con la Vanoli degli ex Meo Sacchetti, Travis e Drake Diener e Darius Johnson-Odom.

«Complimenti a Monaco, che è una squadra di grande livello e stasera nel momento in cui ci stavamo riavvicinando ha messo in campo un’azione difensiva perfetta che ci ha tagliato le gambe – ha detto a fine partita Federico Pasquini -. Oggi però ci tengo anche a fare i complimenti e a ringraziare i ragazzi per lo sforzo che hanno fatto nelle gare tra Bologna, Murcia e Milano. Non cerco mai scusanti ma in questo caso ci sono dei fattori che non possono non essere considerati. Il calendario ci imponeva di giocare dopo 48 ore anziché 72, avevamo Rok Stipcevic infortunato, Levi Randolph che ha voluto giocare nonostante il problema alla caviglia, lo stesso ha fatto Shawn Jones, e William Hatcher che appena rientrato dall’infortunio ha spesso tantissimo nelle gare precedenti arrivando ad oggi comprensibilmente scarico. Tutti questi fattori ci hanno portato ad essere decisamente meno brillanti di altre volte e senz’altro meno brillanti di un’avversaria che ha avuto un giorno e mezzo di recupero in più di noi. Adesso innanzitutto – ha concluso Federico Pasquini – abbiamo bisogno di un po’ di riposo e poi ci concentreremo sulle prossime partite a Cremona e in Lituania.»

Dinamo Banco di Sardegna 63 – As Monaco 81

Parziali: 20-20; 14-21; 13-17; 16-23.

Progressivi: 20-20; 34-41; 47-58; 63-81.

Banco di Sardegna: Spissu 3, Gallizzi, Bamforth 25, Planinic 7, Devecchi, Randolph 2, Pierre 7, Jones 8, Hatcher 6, Polonara 5, Picarelli, Tavernari. All. Federico Pasquini.

As Monaco: Cooper 6, Craft 2, Sy 9, Lacombe 17, Gladyr 3,  Kikanovic 14, Joseph 4, Sylla 2, Loubaki, Robinson 6, Evans 18. All. Zvezdan Mitrovic.

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Ora è ufficiale: Travis Diener ritorna a giocare a Cremona, con il cugino Drake e sotto la guida tecnica di Meo Sacchetti. Tre ex Dinamo in terra lombarda nel prossimo campionato di A1, dopo il ripescaggio della Vanoli.

Meo Sacchetti, come si ricorderà, rivelò il tentativo di convincere Travis Diener a tornare sui parquet, in occasione della presentazione della sua autobiografia, a San Giovanni Suergiu, quando non era ancora stato ufficializzato il ripescaggio della Vanoli Cremona in A1.

Travis Diener, classe 1982, lascia l’incarico dirigenziale alla Marquette University, può giocare da italiano grazie alla partecipazione a Eurobasket 2013 con la maglia della Nazionale e i minuti disputati saranno conteggiati per il premio italiani (a differenza dei passaportati sanati).

La Vanoli segue con interesse Matt Howard, 28enne ala forte (2.03 m, 104 kg) che nelle ultime 3 stagioni ha giocato in Pro A francese a Strasburgo; su Howard c’era anche l’interessamento di Capo d’Orlando, ma l’operazione ha costi ritenuti troppo elevati. Svanita l’opzione Brandon Ashley che firmerà un two-way contract con i Dallas Mavericks.

Meo Sacchetti.

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La Vanoli Cremona, la nuova squadra di Meo Sacchetti, il coach del “triplete” della Dinamo è pronta a festeggiare il ritorno in A1 al posto della Juve Caserta, esclusa dal Consiglio Federale del 14 luglio. La Vanoli sarebbe la terza squadra ripescata nelle ultime 4 stagioni (Capo d’Orlando perdente della finale di A2 nel 2014 per Siena, Caserta retrocessa nel 2015 per la Virtus Roma).

La retrocessione sul campo costerà comunque cara al club lombardo, che dovrà versare 125mila euro per riottenere l’ammissione alla Lega Basket, ed ha perso i 128.500 dei due premi italiani (terzo posto in quello generale e primo per gli Under 25) maturati nel 2016-17, oltre alla rescissione automatica al 30 giugno di tutti i contratti pluriennali in essere – da Paul Biligha, accordatosi con Venezia a Fabio Mian e Raphael Gaspardo che sono diretti a Pistoia. Al momento Cremona ha 4 contratti firmati – Michele Ruzzier, Drake Diener, Marco Portannese e Giampaolo Ricci – più l’accordo sulla parola con Giulio Gazzotti. L’idea sarebbe quella di cercare un’altra combo-guard per fare uscire Drake Diener dalla panchina, al di là dell’ipotesi non esclusa di riattivare Travis Diener, e cercare un italiano da quintetto, sebbene sembri alquanto difficile l’ipotesi di convincere Raphael Gaspardo a restare.

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La Dinamo Banco di Sardegna inizia questa sera al PalaRuffini di Torino, alle ore 18.15, il rush finale che porta ai play-off scudetto, con la ferma determinazione di concludere la “regular season” nella miglior posizione possibile, consapevole di quanto questo sia importante per alimentare i sogni. Attualmente al quarto posto in classifica con 32 punti, Stipcevic e compagni cercheranno di conservare questa posizione e possibilmente di migliorarla, considerato che il terzo posto, occupato dalla Sidigas Avellino dell’ex David Logan è lontano solo due punti (e oggi rischia a Capo d’Orlando, contro la squadra dell’altro grande ex Dinamo, Drake Diener) e che a quattro punti, al secondo posto, c’è l’Umana Reyer Venezia, unica squadra italiana qualificata per le Final Four di Champions League, dopo l’eliminazione della Dinamo ad opera del Monaco.

Nella 13ª giornata del girone d’andata, al PalaSerradimigni, contro la squadra allenata di Frank Vitucci, oggi ancora in corsa per i playoff, non ci fu partita, con la Dinamo che travolse la squadra piemontese per 96 a 64, con una straordinaria prestazione nel secondo tempo, chiuso con un parziale di 54 a 33. I piemontesi arrivano all’appuntamento odierno reduci da tre sconfitte consecutive ma la squadra di Federico Pasquini è consapevole di incontrare comunque una squadra temibile, nonostante le pesanti assenze di Washington e Wright.

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Drake Diener ai tempi della Dinamo.

La “regular season” del campionato di A1 entra nella fase decisiva, con le partite della quart’ultima giornata del girone di ritorno. La Dinamo Banco di Sardegna, galvanizzata dalla bella vittoria di Trento che l’ha fatta salire al quarto posto in classifica, a 2 soli punti dalla Sidigas Avellino e a 4 dall’Umana Reyer Venezia, affronta questa sera, alle 20.30, la Betaland Capo d’Orlando, formazione che ha 2 soli punti in meno in classifica e punta ad un buon piazzamento nella griglia per gli ormai imminenti play-off scudetto.

«Quella con l’Orlandina sarà una partita estremamente importante dal punto di vista della classifica – ha commentato coach Federico Pasquini nella conferenza stampa della vigilia -. Sappiamo che queste ultime quattro gare avranno un’importanza enorme, perché ci sono in palio ancora diverse posizioni disponibili nella griglia finale. È evidente, quindi, che quella contro la Betaland sotto questo punto di vista è una partita di importanza capitale. Il valore dell’avversaria è oggettivo, perché se dopo 26 partite è in questa posizione in classifica vuol dire che ha fatto davvero qualcosa di straordinario e importante. Basti pensare che nel girone di ritorno ha vinto tre partite su sei fuori casa, e le tre che ha perso le ha perse a Milano, Varese e Pistoia, squadre che in questo momento nelle sfide casalinghe sono fortissime. Di conseguenza sappiamo che ci aspetta una partita estremamente dura, dobbiamo arrivare pronti, concentrati da subito perché è un’avversaria con tanto talento e capacità.»

La scorsa estate il club siciliano ha costruito un roster che rappresenta il perfetto mix di esperienza e gioventù. In panchina c’è Gennaro Di Carlo, al secondo anno nelle vesti di head coach. In fase di costruzione della squadra il General Manager Giuseppe Sindoni e il club hanno puntato su tre pedine principali: l’ex di giornata ed indimenticato biancoblu Drake Diener, tornato in Italia dopo l’anno vissuto in Spagna con la maglia del Saragozza; Dominique Archie, ritornato in Sicilia dopo l’esperienza in Belgio; Bruno Fitipaldo, play uruguaiano. Quest’ultimo, dopo aver condotto la Betaland nel girone di andata, ha salutato tutti per andare al Galatasaray.

Federico Pasquini, purtroppo, dovrà fare ancora a meno di Trevor Lacey, infortunato. «Dobbiamo aumentare il playmakeraggio diffuso all’interno della squadra, trovando diverse soluzioni. E’ chiaro che è un giocatore non facile da sostituire  ma i ragazzi hanno lavorato bene e credo che riusciranno a sopperire all’assenza di Trevor anche questa volta».

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Una Dinamo bellissima domina il primo tempo, chiuso avanti di ben 12 punti, 41 a 29, ma nel secondo tempo la partita cambia, la squadra di Federico Pasquini crolla nell’ultimo quarto e alla fine vince l’Orlandina dell’ex Drake Diener: 72 a 65. La Dinamo è arrivata ad avere un vantaggio di 17 punti in avvio di secondo tempo, ma non è bastato. La squadra è ancora in formazione, Pasquini ha inserito David Bell, oggi meno brillante rispetto alle ultime uscite in campionato e Champions League, ma non ha potuto contare sull’altro nuovo arrivato, Gani Lawal e su Darius Johnson Odom, sul quale ci sono ancora voci di una possibile partenza.

Stipcevic e compagni domani mattina lasceranno la Sicilia per raggiungere il Belgio, seconda tappa di questa doppia trasferta prenatalizia tra campionato e coppa. A Charleroi martedì affronteranno il Proximus Spirou nella sfida della 10° giornata di regular season di Basketball Champions League.

«Una partita completamente divisa da due situazioni totalmente diverse – ha detto Federico Pasquini – con un primo tempo in cui eseguiamo perfettamente il piano partita, dando profondità all’attacco per ottenere buone spaziature, sapevamo che questo era importante per fronteggiare l’aggressività di Capo d’Orlando. Lo abbiamo fatto egregiamente nei primi venti minuti e al secondo tempo ci siamo completamente disuniti, abbiamo smesso di dare la palla dentro palla fuori, abbiamo iniziato ad attaccare esclusivamente in maniera perimetrale, cascando in pieno nel loro piano partita, consentendo loro di prendere fiducia e di svegliare il pubblico. Noi ci siamo fatti prendere dall’ansia di volerla risolvere senza riuscire a mantenere la lucidità e siamo finiti nella parte sbagliata della partita, facendo tanti errori. Ha vinto la squadra che nel secondo tempo ha giocato meglio. Domani partiremo per il Belgio, ci alleneremo lì e ragioneremo sugli errori. Siamo una squadra esperta – ha concluso Federico Pasquini –, non possiamo esaltarci dopo due vittorie né disperarci dopo una sconfitta.»