19 October, 2021
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«Lo stop al progetto di San Quirico ad Oristano è una buona notizia perché la realizzazione dell’impianto termodinamico non porta alcun beneficio ai sardi, sia in termini di costo dell’energia che in termini occupazionali, con effetti negativi per il consumo del territorio agricolo ma anche di immagine per un territorio ad evidente vocazione agricola.»

I parlamentari del M5S Emiliano Fenu, Lucia Scanu e Luciano Cadeddu esprimono la loro soddisfazione per l’esito negativo del procedimento di autorizzazione unica per la realizzazione dell’impianto per la produzione di energia solare e a biomasse di San Quirico.

«Non entriamo nel merito delle motivazioni espresse dall’assessorato regionale dell’Industria nella propria comunicazione di rigetto dell’istanza, che attengono prevalentemente alla contestata disponibilità da parte della società San Quirico Solar Power Srl delle aree interessate dal progetto – aggiungono i tre parlamentari del Movimento 5 Stelle – ma non possiamo nascondere la nostra personale soddisfazione perché si è evitato di realizzare una vera e propria cattedrale nel deserto contro la volontà espressa, in tutte le sedi istituzionali, da parte delle comunità interessate, degli enti locali e di tutti i comuni guidati da amministrazioni di qualsiasi parte politica. Inoltre, fin da subito erano chiare le troppe incognite e rischi sull’utilizzo e sul funzionamento dell’impianto, problematiche che abbiamo evidenziato e cercato di contrastare ripetutamente.»

«Il Movimento 5 Stelle continuerà a vigilare e a battersi – concludono Emiliano Fenu, Lucia Scanu e Luciano Cadedduperché il territorio venga difeso da progetti non condivisi con le comunità e che rischiano di impoverire un’area che ha bisogno invece di interventi validi, che siano in armonia con il territorio.»

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Si chiude con un finale positivo la complessa vertenza dei lavoratori dell’Associazione regionale allevatori della Sardegna (ARAS) che da quasi 10 anni non trovava soluzione. Mesi di duro lavoro degli assessorati regionali del Personale e dell’Agricoltura e dell’Agenzia Laore Sardegna hanno portato a individuare le soluzioni, presentate e poi accolte dai ministeri della Funzione Pubblica, di Economia e Finanze, Affari regionali e Politiche agricole, che da un lato hanno consentito di salvare le numerose competenze professionali e dall’altro le prestazioni svolte nell’assistenza sulla Misura 14 del Benessere degli animali a favore delle aziende zootecniche sarde. Gli ultimi importanti sviluppi della vicenda ARAS sono stati illustrati oggi, in una conferenza stampa convocata a Villa Devoto a Cagliari. Insieme agli assessori del Personale e dell’Agricoltura, Filippo Spanu e Pier Luigi Caria, erano presenti i direttori generali dell’Assessorato dell’Agricoltura e dell’Agenzia regionale Laore Sardegna, Sebastiano Piredda e Maria Ibba.

Per i 227 lavoratori, in buona parte veterinari e agronomi, è prevista una procedura di selezione riservata per l’ingresso in Laore. Gli altri 25 lavoratori non contemplati dalla legge 3 del 2009, cioè il personale entrato in ARAS dopo il 2006, dovranno sostenere un concorso con evidenza pubblica in cui saranno riconosciute le esperienze maturare in questi anni nell’Associazione allevatori.

Incassato il via libera da parte dei ministeri, domani sarà presentato in Consiglio regionale un Disegno di legge, già approvato oggi in Giunta, che prevede la chiusura dell’iter. A questo punto, se il Governo non dovesse muovere obiezioni alla nuova norma entro 60 giorni, l’Agenzia Laore darà subito avvio alla modifica della pianta organica e alle procedure di reclutamento dei lavoratori in transito da ARAS.

Dai quasi 14milioni di euro destinati ogni anno a Laore, per sostenere la convenzione con ARAS, si passerà a una spesa di circa 11milioni e 600mila euro con cui sarà coperto il fabbisogno finanziario per lo svolgimento delle attività nelle aziende zootecniche.

«Il Governo – ha spiegato l’assessore regionale del Personale, Filippo Spanu – ha ritenuto percorribile la nostra proposta di inserire tutta la forza lavoro di ARAS in Laore poiché, dati alla mano, abbiamo dimostrato che spenderemo significativamente di meno rispetto a quanto avvenuto sinora, con la convezione firmata tra Regione e Associazione privata. Per il futuro inoltre, grazie alla legge che sarà discussa domani in Consiglio regionale, tutte le attività di assistenza alle aziende agricole saranno svolte da Laore con servizi internalizzati. Il risultato di oggi – ha concluso Filippo Spanu – è frutto di un proficuo lavoro di squadra portato avanti con il prezioso contributo degli uffici regionali e sui cui c’è stato il pieno avvallo da parte dei tecnici dei Ministeri. A loro e a tutti quelli, come il senatore Emiliano Fenu, che hanno contribuito per il conseguimento di questo straordinario traguardo va il mio più sincero ringraziamento.»

«Abbiamo raggiunto un risultato che non era scontato, dopo anni di mancate soluzioni. Abbiamo mantenuto l’impegno assunto con lavoratori, imprese, associazioni di categoria e Consiglio regionale.»

Lo ha detto l’assessore dell’Agricoltura, Pier Luigi Caria, che ha aggiunto: «Mettiamo finalmente in sicurezza il sistema dell’Agricoltura, in particolare la Misura del Benessere animale che per le aziende zootecniche sarde vale ogni anno circa 40milioni di euro. Abbiamo inoltre salvato tutti i dipendenti, in un contesto in cui l’ARAS stava aprendo le procedure di liquidazione e su cui, nel rigoroso rispetto dei ruoli, abbiamo presentato una istanza al Tribunale di Cagliari affinché nominasse dei nuovi Commissari liquidatori. La decisione celere assunta dal Tribunale ha contribuito in maniera determinante a rimettere in carreggiata una macchina che aveva sbandato in modo forte e su cui ancora si deve fare tanto in termini di risanamento finanziario e riequilibrio dei bilanci. Con la chiusura della vertenza ARAS, dopo decine di incontri ed interlocuzioni con i rappresentanti dei governi Gentiloni e Conte, portiamo a casa un altro obiettivo di legislatura».

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«La Regione deve bloccare l’impianto termodinamico di San Quirico con le stesse motivazioni con le quali si è opposta alla realizzazione dell’impianto solare termodinamico della società Flumini Mannu che si sarebbe dovuto realizzare nei comuni di Villasor e Decimoputzu. Invece l’assessore regionale all’Industria Maria Grazia Piras rilascia dichiarazioni sconcertanti, dicendosi favorevole alla realizzazione in un’area agricola di una cattedrale nel deserto e questo solo per consentire ad una società privata di risparmiare.»

Lo affermano i parlamentari del Movimento 5 Stelle Emiliano Fenu, Luciano Cadeddu e Lucia Scanu, secondo i quali «per realizzare un impianto che non porterà alcun beneficio ai sardi, si permette il consumo di territorio agricolo e la realizzazione nei fatti di un nuovo termovalorizzatore nel cuore pulsante dell’industria agricola sarda, a pochi chilometri da quello che è il nostro migliore modello di sviluppo agricolo. Come abbiamo detto più volte, siamo assolutamente a favore della realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, ma questi devono essere realizzati in aree industriali dismesse, degradate e da recuperare. Occorre evitare il consumo di suolo agricolo. La Regione deve quindi ascoltare le comunità e bloccare immediatamente il progetto di San Quirico».

Per Fenu, Cadeddu e Scanu «è sconcertante che si voglia andare avanti a tutti i costi nonostante le molteplici criticità emerse nel corso del procedimento autorizzatorio, ignorando la voce delle comunità, degli enti locali e di tutti i comuni guidati da amministrazioni di qualsiasi parte politica. Occorre dunque evitare che si crei un impianto industriale con ricadute occupazionali del tutto inconsistenti, e con effetti devastanti sul territorio e, soprattutto, di immagine su un territorio ad evidente vocazione agricola».

I tre parlamentari ricordano come l’impianto di San Quirico preveda anche la realizzazione di un bruciatore di ben 75 tonnellate di biomassa di cippato (cioè legname) al giorno, «ma non si comprende ancora bene dove dovrebbe essere reperito il legname e come dovrebbe essere trasportato in loco, mentre è ormai risaputo che il  bruciatore un domani potrà essere agevolmente convertito anche per bruciare rifiuti».

«Confidiamo nel buon senso del Presidente della Regione che già si era opposto alla realizzazione del progetto dell’impianto solare termodinamico di Flumini Mannu, ma la cui realizzazione è stata definitivamente scongiurata grazie alla recente delibera del Consiglio dei ministri che ha negato la prosecuzione del procedimento di valutazione di impatto ambientale del progetto – concludono Fenu, Cadeddu e Scanu -. Le criticità evidenziate dalla giunta regionale per quegli impianti sono le stesse che investono anche il progetto di San Quirico. Per questo chiediamo a gran voce: ascoltate le comunità e fermatevi.»

 

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Una lettera al ministro del Lavoro Luigi Di Maio per scongiurare la chiusura delle agenzie Inps, è stata annunciata questa mattina dal presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Gianfanco Ganau, al termine dell’incontro molto partecipato con i parlamentari sardi, i sindacati, la direzione regionale dell’Inps e alcuni consiglieri regionali di tutte le parti politiche. Il presidente del parlamento sardo ha aggiunto: «Chiederemo un tavolo di confronto per lo stralcio definitivo del provvedimento che altrimenti porterebbe alla soppressione di un servizio fondamentale per i sardi».

Le agenzie Inps a rischio chiusura sono sedici tra cui Isili, Senorbì, Tempio, Alghero, Ozieri, Ghilarza, Sorgono, Carbonia, Siniscola e Macomer ma nel suo ultimo intervento la direttrice regionale Inps, Cristina Deidda, ha comunicato: «Non intendo chiudere nessuna agenzia pur nella consapevolezza di avere poche risorse di personale in alcuni territori. Già nel 2017 vennero chiuse cinque agenzie e mi pare che abbiamo già dimostrato che in Sardegna non siamo immobili rispetto a richieste di cambiamento, che devono però tenere conto della distribuzione dell’utenza in un territorio vasto e non sempre facile da percorrere come quello sardo». Sulla carenza di personale la direttrice ha aggiunto: «Si stanno espletando le formalità finali di due concorsi e credo di poter dire che alcune risorse e non poche saranno mandate in Sardegna a potenziare gli attuali organici». 

In precedenza il sen. Emiliano Fenu del M5S ha affermato che «il caso richiede una forte unità al di là degli schieramenti». Nel progetto di ristrutturazione dell’Inps, a suo avviso, non ci sono automatismi applicativi ma tuttavia, data la grave carenza di personale dell’Istituto, dopo la sospensione che avrà validità solo per il 2019 occorre pensare ad un pacchetto di contro proposte (fra le quali, ad esempio, quella del comune di Siniscola, che ha offerto una sede gratis).

I presidenti dei comitati provinciali, che a lungo si sono occupati del problema, hanno poi sottolineato che la rassicurazioni valgono fino ad un certo punto, soprattutto di fronte alla situazione strutturale dell’Inps i cui dipendenti calano del 10% l’anno per le uscite dal servizio e non vengono sostituiti e, in Sardegna, potrebbero lasciare il lavoro nel prossimo anno dalle 130 alle 200 unità.

Gli amministratori locali ed i sindacati, sollecitando anch’essi il superamento delle decisioni temporanee, hanno chiesto lo stralcio del provvedimento per la Sardegna, ricordando che in molte realtà marginali l’Istituto offre prestazioni rivolte a migliaia di disoccupati e ad una popolazione composta in prevalenza di anziani che ha grande difficoltà di accesso ai servizi.

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Nessuna sede Inps della Sardegna verrà chiusa. Lo assicura il ministero del Lavoro, su interessamento del senatore 5 Stelle Emiliano Fenu che si è fatto portatore presso il ministro Luigi Di Maio degli interessi di tutta l’isola.

«Nel rispetto dell’autonomia organizzativa dell’Inps, il ministero del Lavoro è riuscito a sospendere l’avvio del piano di riordino esercitando la propria funzione di vigilanza – spiega Emiliano Fenu -. Il piano di riorganizzazione dell’Inps in Sardegna non sarà dunque avviato. Prima di avviare l’eventuale piano si procederà ad un’attenta analisi con i territori per comprenderne le necessità. Nel prossimo anno resteranno quindi attive tutte le attuali sedi Inps nel territorio sardo. Si tratta di un successo innegabile di questo Governo – conclude Emiliano Fenu – che si è dimostrato attento agli interessi della Sardegna e continuerà ad esserlo su altre questioni cruciali che interessano il nostro sviluppo.»

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Il senatore del Movimento 5 Stelle Emiliano Fenu ha firmato, con altri esponenti della maggioranza, una mozione che impegna il Governo a sbloccare, già con la prossima legge di bilancio, le risorse del Fondo per le periferie destinate ai comuni. Si riapre, dunque, la partita che potrebbe interessare anche le amministrazioni di Sassari e Nuoro.

«Martedì scorso abbiamo approvato la mozione 1-00045 che impegna il Governo Conte a prevedere, nella prossima legge di bilancio, anche alla luce degli impegni assunti con l’Anci, specifiche misure per gli enti locali aggiudicatari degli interventi finanziati a valere sul Fondo Periferie», spiega Fenu. L’accordo prevede che le risorse vengano stanziate nell’arco di un triennio sulla base delle effettive necessità dei comuni, tenuto conto all’effettivo stato di avanzamento dei progetti previsti nelle convenzioni e privilegiando quelli in fase avanzata.

«Con questa mozione abbiamo deciso così di ascoltare le istanze dei sindaci e impegnare il Governo su scelte ragionevoli – aggiunge il senatore 5 Stelle – scelte non dettate da strumentalizzazioni maldestre di chi vorrebbe usare gli amministratori locali, dopo averli vessati dopo almeno un decennio di tagli indiscriminati ai trasferimenti.»

Sulla nota vicenda del Bando Periferie, con l’approvazione di un emendamento al Decreto Milleproroghe la maggioranza aveva dovuto prendere atto di una sentenza della Corte Costituzionale, con il risultato che, mentre venivano fatti salvi i progetti dei primi 24 comuni della graduatoria (le cui convenzioni erano state sottoscritte nel mese di marzo 2017), per i restanti amministrazioni l’efficacia delle convenzioni veniva differita al 2020.

«L’emendamento in questione era stato votato da tutti i partiti politici, anche da quelli che poi hanno dichiarato di essersi ‘distratti’ – spiega ancora Emiliano Fenu -. Tuttavia il presidente del Consiglio ha assunto l’impegno di prevedere le risorse per finanziare i progetti già in uno stato avanzato di progettazione, ecco perché noi senatori abbiamo ritenuto doveroso formalizzare la richiesta di impegno del Governo.»

«Tuttavia penso sia altrettanto doveroso evidenziare quanto ammesso dallo stesso presidente dell’Anci, secondo il quale non tutti i comuni erano in grado di appaltare le opere nell’immediato – rimarca il senatore del Movimento 5 Stelle -. Questa circostanza è stata confermata dai dati che abbiamo verificato in sede ministeriale sullo stato di avanzamento dei progetti oggetto di convenzione. In particolare, per il comune di Nuoro sedici interventi su ventuno risultano ancora in fase di studio di fattibilità o sospesi, mentre per i restanti cinque, relativi ad acquisti di servizi e forniture, occorre verificare con l’ente il loro effettivo stato di avanzamento. Per Sassari potrebbero essere invece finanziati nove interventi su ventidue, poiché, dai dati in possesso del ministero dell’Economia e Finanza, risultano avere progetti definitivi approvati.»

«Le polemiche che sono seguite si sono rivelate dunque fuori luogo, mentre il differimento – conclude Emiliano Fenu – ha consentito l’utilizzo da parte dei comuni, attraverso gli avanzi di amministrazione, di tali risorse che altrimenti sarebbero andate perse.»

Lo stop ai finanziamenti era stato fortemente contestato dal sindaco di Carbonia, Paola Massidda, che ha chiesto al presidente del Consiglio lo sblocco delle risorse per i Comuni virtuosi. Ora questo emendamento destinato ai comuni di Sassari e Nuoro rischia di rinvigorire la polemica, a meno che, a breve, analoga iniziativa non venga presa anche per altri Comuni, tra i quali Carbonia.

 

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«Da tecnico della materia qual è, l’assessore Paci sa bene che non c’è alcuna correlazione tra la manovra Conte e il tema degli accantonamenti. Ma come per tutti i maggiori problemi che attanagliano l’isola, il vicepresidente della giunta regionale prova a fare la voce grossa solo ora che a Roma non c’è più il governo amico di centrosinistra e usa strumentalmente l’argomento per provare a ridare fiato alla campagna elettorale per le regionali che vede la Giunta Pigliaru in estrema difficoltà.»

Lo afferma il senatore del Movimento 5 Stelle Emiliano Fenu, in risposta alla lettera inviata dall’assessore regionale del Bilancio Raffaele Paci al ministro dell’economia Giovanni Tria.

«La questione degli accantonamenti è ben chiara ai parlamentari del Movimento, così come è ben chiaro che la situazione economica dell’isola è stata aggravata dagli accordi capestro firmati a suo tempo da Pigliaru e Paci con i governi di centrosinistra. Noi ci impegneremo per far sì che si liberino risorse per l’isola, ma non sulla base delle fragili argomentazioni espresse da Paci nella sua lettera al ministro Tria. A differenza di quanto afferma l’assessore Paci, il disastro che il governo Conte ha ereditato dai precedenti governi sostenuti dal centrodestra e dal centrosinistra non consente purtroppo di chiudere la stagione del risanamento. La scelta che questo governo ha fatto – conclude Emiliano Fenu – è invece quella di orientare diversamente le risorse per la crescita, senza mutare il rapporto deficit/pil.»

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«Le parole del presidente del Consiglio Conte sono state chiare: i finanziamenti per le periferie non andranno persi. Possono dunque stare tranquilli anche i sindaci sardi, compreso quello di Carbonia, che si sono scagliati contro il Governo senza conoscere la sentenza della Corte costituzionale che ha imposto il differimento al 2020 dell’assegnazione delle risorse.»

Lo afferma il senatore del Movimento Cinquestelle Emiliano Fenu, che ribatte alle accuse rivolte ai parlamentari sardi del M5S di non aver voluto difendere la posizione dei comuni isolani.

«La scelta del Governo è stata obbligata e non ha risposto ad alcuna logica politica, e questo è facilmente dimostrabile, visto che in Sardegna il progetto per le periferie presentato dal comune di Cagliari, città governata dal centrosinistra, sarà immediatamente finanziato, mentre quello proposto dal comune di Carbonia, amministrato dai Cinquestelle, per via della sentenza della Corte Costituzionale dovrà ora attendere un ulteriore passaggio grazie al quale tutti i comuni potranno procedere con la spesa, dalla progettazione all’esecuzione dei lavori – aggiunge Emiliano Fenu -. I fondi però saranno distribuiti nell’arco di un triennio sulla base delle necessità che avranno le singole amministrazioni. A differenza del centrosinistra, che ha sempre cercato di favorire le amministrazioni amiche, noi rispettiamo le sentenze della Consulta, anche quando questo rischia di scontentare i nostri elettori.»

«Piuttosto – conclude il senatore del M5S – colpisce sul caso l’ipocrisia del Pd che finge di difendere i sindaci ma rifiuta l’accoglimento come raccomandazione di un loro ordine del giorno, raccomandazione che impegna il Governo ad attuare l’accordo raggiunto con Anci. Forse il Pd preferiva che il Governo non trovasse ulteriori soluzioni, in modo tale da poter proseguire con le polemiche.»

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«Sul caso Aras la condotta della Regione Sardegna è ormai inaccettabile: alla Ragioneria dello Stato non sono infatti ancora arrivati i dati precisi, chiesti ormai un mese fa, e che gli assessorati agli Affari Generali e all’Agricoltura avevano solennemente affermato di avere già fornito. Senza quei dati però non è possibile consentire alla Ragioneria di dare un parere contabile sulla applicabilità di una legge regionale, la 3/2009, che stabilisce il passaggio all’Agenzia Laore di quasi trecento dipendenti dell’Associazione Regionale Allevatori Sardegna. A questo punto, sollecitiamo la Regione a fare il suo dovere, anche se temiamo che la Giunta Pigliaru stia ostacolando la stabilizzazione dei lavoratori cercando di scaricare maldestramente la responsabilità sul Governo Conte.»

Lo affermano i parlamentari Cinquestelle Emiliano Fenu (Commissione Finanze e Tesoro del Senato) ed Alberto Manca (Commissione Agricoltura e Commissione Ambiente della Camera) secondo cui «sul caso Aras la Regione è evidentemente in confusione. Lo dimostrano anche le dichiarazioni dell’assessore dell’Agricoltura Pier Luigi Caria che nei giorni scorsi aveva annunciato di aver individuato un Commissario straordinario per l’Aras. Oggi però sulla stampa è apparsa l’opportuna precisazione degli attuali liquidatori, secondo cui il processo di liquidazione è divenuto irreversibile e la eventuale sostituzione dei liquidatori compete eventualmente al presidente del Tribunale di Cagliari».

La partita principale per le sorti dei 300 lavoratori Aras riguarda però i dati chiesti alla Regione Sardegna. Per questo motivo ieri, 28 agosto, Emiliano Fenu ed Alberto Manca hanno inviato una mail alla Ragioneria Generale dello Stato per sapere se la Regione avesse risposto alla nota inviatale il 31 luglio, con la quale ancora si chiedeva l’integrazione dei dati. La Ragioneria Generale dello Stato ha immediatamente risposto ai parlamentari comunicando che «ad oggi non risulta pervenuto a questo ufficio alcun riscontro da parte della Regione Sardegna».

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Novità in vista per i titolari di partita Iva: grazie ad una decisione del governo Conte (sollecitata dalla commissione Finanze del Senato e che ha visto come relatore il senatore Cinquestelle Emiliano Fenu), è stato modificato il calendario della rateizzazione delle imposte e risolto il problema della doppia rata (la prima e la seconda) in scadenza il 20 agosto, e questo per evitare che nella medesima data, entro la quale va versata anche l’Iva del secondo trimestre 2018 ed i contributi Inps, si concentrassero per i contribuenti pagamenti eccessivamente onerosi.

In pratica, la seconda rata Irpef e Irap potrà essere versata non più insieme alla prima, il 20 agosto, ma secondo il nuovo calendario: quattro rate di pari importo con scadenza rispettivamente il 20 agosto, il 17 settembre, il 16 ottobre e il 16 novembre.

Il Governo ha così fatto proprio un invito avanzato all’unanimità dalla commissione Finanze del Senato e che ha avuto come relatore il senatore Cinquestelle Emiliano Fenu. 

«La decisione presa non sostituisce le più importanti misure che dobbiamo adottare in un’ottica di riduzione della pressione fiscale e di prelievo equilibrato e adeguato al sostegno dell’economia – spiega Emiliano Fenu – tuttavia è necessaria per evitare un eccessivo onere per le partite Iva, considerato che la rateizzazione testimonia di per sé la necessità di scadenzare i pagamenti.»

«Ho constatato che in commissione Finanze si sta venendo a creare un clima di favore nei confronti dei contribuenti, in particolare delle piccole imprese, e di comprensione delle loro esigenze reali – conclude Emiliano Fenu – e spero che con lo stesso clima si possano accogliere le misure di riduzione della pressione fiscale e di semplificazione della vita delle imprese.»