28 July, 2021
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Si è tenuto ieri sera, in piazza Pilar, a Villamassargia, il primo incontro di “Percorsi di Identità”. Il ciclo di incontri si inserisce nell’ambito delle iniziative intraprese dalla Scuola Civica di Politica Caput Aquae di Villamassargia, nata con l’obiettivo di diventare «sorgente di conoscenza e libero confronto, da cui possano sgorgare le idee per migliorare la società». Gianluca Medas anche nelle prossime settimane accompagnerà i presenti alla scoperta dei partiti italiani del ‘900.

Si tratta di un esperimento culturale in cui la storia incontra il presente, attraverso l’intervento di rappresentanti politico-istituzionali e icone sociali che oggi interpretano con il proprio servizio i valori espressi nella narrazione.
Al primo appuntamento di ieri, dedicato al Partito Popolare e, in particolare, al suo fondatore don Luigi Sturzo, perseguitato dal partito fascista e costretto per lunghi anni all’esilio, hanno partecipato don Ettore Cannavera, fondatore e responsabile della comunità “La Collina” e Carla Medau, sindaca di Pula, che hanno dialogato con Gianluca Medas. La sindaca Debora Porrà e l’assessora Sara Cambula hanno ringraziato gli ospiti e dato appuntamento al secondo incontro, in programma venerdì prossimo.

Al termine ho intervistato Gianluca Medas.

 

Stasera, alle 19.00, in piazza Pilar a Villamassargia si terrà il primo incontro di “Percorsi di Identità”. Gianluca Medas ci accompagnerà alla scoperta dei partiti italiani del ‘900.

Il ciclo di incontri si inserisce nell’ambito delle iniziative intraprese dalla nostra Scuola Civica di Politica Caput Aquae nata con l’obiettivo di diventare «sorgente di conoscenza e libero confronto, da cui possano sgorgare le idee per migliorare la società».

Si tratta di un esperimento culturale in cui la storia incontra il presente, attraverso l’intervento di rappresentanti politico-istituzionali e icone sociali che oggi interpretano con il proprio servizio i valori espressi nella narrazione.
Al primo appuntamento di oggi, dedicato al Partito Popolare, parteciperanno don Ettore Cannavera, fondatore e responsabile della comunità “La Collina” e Carla Medau, sindaca di Pula, che dialogheranno con Gianluca Medas e col pubblico.

Sarà presentata lunedì 30 novembre, alle 17.00, in diretta Facebook sulla pagina delle Acli della Sardegna, con un confronto con il presidente del Consiglio delle autonomie locali Andrea Soddu e don Ettore Cannavera, il report Termometro Sardegna, un’indagine SWG commissionata dalle Acli sulla realtà percepita dai sardi in questo periodo Covid.

Il rapporto di ricerca presenta dati regionali e suddivisi tra le 5 aree provinciali, Sassari, Nuoro, Oristano, Sud Sardegna e Area metropolitana di Cagliari, misurando alcuni elementi che costituiscono l’ossatura della valutazione del capitale sociale, che IARES, l’Istituto di ricerca delle Acli, misura periodicamente da oltre 15 anni.

Tra i dati misurati sono di grande interesse lo stato di salute percepito, il senso di sicurezza/insicurezza finanziaria, la fiducia nel futuro, la fiducia negli altri, le donazioni effettuate durante il periodo Covid.

«In questi dati anticipa Franco Marras, presidente regionale delle Acli della Sardegnapreoccupa fortemente il declino della fiducia dei sardi verso gli altri e verso le istituzioni, in un contesto nel quale il rifugio nella famiglia non pare più essere sufficiente a colmare il vuoto e la paura nel futuro.»

1Per questo vogliamo presentarli discutendone con esperti ed esponenti della società civile e politica, perché la situazione è grave e non vogliamo buttare la croce su nessuno, ma, nella consapevolezza, impegnarci come terzo settore nella ricucitura degli strappi che oggi stanno avvenendo, per non perdere terreno irrecuperabile. Come il Presidente Mattarella ci ha chiestoconclude Franco Marras -, dobbiamo stare uniti, perché il nemico è il virus, non la scienza o le istituzioni che lo stanno combattendo, ma non bastano le piccole somme per affrontare i danni che ci sono e che ci saranno.»

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Ettore Cannavera.

Un ciclo di incontri per promuovere la conoscenza della mediazione penale minorile, di altri percorsi di giustizia riparativa e del relativo documento proposto dall’AGIA (Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza): parte Jump, il progetto organizzato dall’associazione di promozione sociale Efys Onlus, in collaborazione con F4CR Network e la Cooperativa Sociale Il Giardino di Clara. Il progetto, finanziato dall’AGIA, intende promuovere la cultura della mediazione, del dialogo e dell’inclusione e favorire il ricorso alla mediazione penale minorile quale percorso che promuove i valori della persona, l’educazione alla legalità e i diritti.

Il primo incontro si terrà giovedì 16 gennaio 2020, alle ore 18.30, nella Comunità La Collina aSerdiana. Intervengono Stefania Pisanu, mediatrice penale, Caterina Perra, CGM Sardegna ed Ettore Cannavera della Comunità La Collina. L’associazione all’interno di una prospettiva di mobilità sostenibile ha previsto una corriera per la Comunità che partirà alle ore 17.00 da Piazza Giovanni XXIII e rientrerà a Cagliari al termine della cena comunitaria. Per la prenotazione rivolgersi al numero 3207721343.

Il progetto Jump prevede una serie di seminari e workshop che si svolgeranno tra gennaio e marzo 2020 nella provincia di Cagliari e nel Sulcis e un convegno finale con la partecipazione di professionalità impegnate a vario titolo nella promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e operative nel quadro della mediazione penale minorile. Gli incontri, rivolti a una pluralità di interlocutori (docenti, famiglie, operatori della giustizia minorile, studenti universitari, giovani professionisti, assistenti sociali e educatori) illustreranno cosa si intende per mediazione penale minorile e giustizia riparativa e le linee guida proposte dall’AGIA. Saranno inoltre illustrate le prospettive della giustizia riparativa a livello regionale e riportati esempi pratici di mediazione realizzati.

L’Associazione di Promozione Sociale EfysOnlusEquipe Formativa Youthstart Sardegna – è attiva dal 1997 nei settori infanzia e adolescenza, aggregazione sociale, animazione, formazione e intercultura. F4cr network – Fight for Children’s Rights è una giovane associazione che opera a Cagliari e che promuove i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza sanciti dalla Convenzione ONU del 1989 attraverso incontri tematici presso scuole, Università e centri di aggregazione. L’associazione Asarp, associazione sarda per l’attuazione della riforma psichiatrica, con al suo attivo il sostegno a persone con esperienza di sofferenza mentale autori di reato e loro familiari, è stata capofila all’interno del comitato sardo stop OPG (Ospedali psichiatrici giudiziari). L’Asarp è attiva con il suo progetto Radio Onde Corte, la prima radio della Salute Mentale in Sardegna.

 

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Un confronto in occasione del Mese dei diritti umani e nel giorno del 71esimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani dell’Onu: ASARP presenta la Conferenza Nazionale “Il diritto di avere diritti”, che si terrà il 10 dicembre presso l’Aula Magna della Corte d’Appello di Cagliari, dalle 9.00 alle 19.00.

«Questi nostri anni, sono caratterizzati da pesanti e inaccettabili disuguaglianze sociali e territoriali – spiega Gisella Trincas, presidente nazionale dell’UNASAM – che determinano, in una sempre maggiore fascia di persone, la violazione dei più essenziali diritti umani.»

Quattro momenti di dibattito, quattro occasioni di incontro per mettere a fuoco le criticità esistenti e indicare nuove strade da percorrere per il benessere di una collettività solidale. Giovanna Del Giudice presidente Conferenza Basaglia, portavoce Campagna Nazionale “E tu slegalo subito”, coordinerà la prima sessione dal tema “Salute mentale, dipendenze e autodeterminazione, Antonello Murgia, medico e portavoce del Mese dei Diritti Umani, invece coordinerà la seconda sessione dal tema “Stato Sociale, Uguaglianza, Democrazia e Partecipazione”. Nella terza sessione relatori e relatrici si confronteranno sulla questione delle “Persone private della libertà e percorsi alternativi alla detenzione”, coordinati da Stefano Cecconi portavoce nazionale dell’Osservatorio Nazionale OPG/REMS. L’ultima sessione, coordinata da Roberto Loddo ASARP, verterà su “Migrazioni, cittadinanza, questione minorile”.

Saranno presenti in veste di relatori: Mauro Carta, Vito D’Anza, Alessandro Coni, Gilberto Ganassi, Maria Mura, Giangiacomo Pisotti, Nerina Dirindin, Marco Espa, Don Marco Lai, Lilli Pruna, Caterina Cocco, Gavino Carta, Maria Francesca Ticca, Cristina Ornano, Dario Sarigu, Angela Lai, Lucia Mastino, Riccardo Curreli, Ettore Cannavera, Antonella Calcaterra, Ilham Mounssif, Antonello D’Elia, Silvana Tilocca, Valentina Brinis, Giorgio Altieri, Anna Cau. L’apertura dei lavori sarà presieduta da Gisella Trincas presidente nazionale dell’UNASAM e da Maria Grazia Giannichedda presidente della Fondazione Franca e Franco Basaglia. Sono stati invitati per i saluti istituzionali Gemma Cucca presidente della Corte d’Appello di Cagliari, Mauro Grandesso Silvestri presidente del Tribunale di Cagliari, Maria Alessandra Pelegatti procuratore Capo della Repubblica di Cagliari, Mario Nieddu assessore regionale della Sanità Regione Sardegna, Paolo Truzzu sindaco di Cagliari e Aldo Luchi presidente dell’Ordine degli Avvocati di Cagliari.

Parteciperanno studentesse, studenti e insegnanti dell’Istituto Professionale Sandro Pertini di Cagliari. Saranno riconosciuti i crediti formativi dall’Ordine degli Avvocati di Cagliari e sarà rilasciato attestato di partecipazione.

 

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Nell’ambito del Mese dei Diritti Umani, l’Asarp, associazione sarda per l’attuazione della riforma psichiatrica, grazie alla collaborazione con RAI Cinema e Montmorency Film, presenta il documentario “Materia Oscura” di Martina Parenti e Massimo D’Anolfi, sabato 16 novembre alle ore 17.00, alla Cineteca Sarda – Società Umanitaria in viale Trieste, 118-126. L’Asarp ritiene doppiamente dannosa l’occupazione militare della Sardegna, sia perché sottrae il territorio alle popolazioni, lo inquina e lo rende inservibile per qualsiasi uso, sia perché è un sostegno alle guerre. Alla proiezione seguirà un dibattito sull’occupazione militare della Sardegna, sulle ricadute sull’ambiente che questa comporta e sulla salute dei cittadini. Partecipano Gisella Trincas, presidente dell’Asarp; Roberto Loddo del manifesto sardo; Claudia Zuncheddu, medico e attivista; Ettore Cannavera, fondatore della “Comunità la Collina”.

Il documentario “Materia Oscura” racconta un luogo di guerra in tempo di pace: l’area del Poligono Sperimentale del Salto di Quirra, regione della Sardegna compresa tra le province di Cagliari e Nuoro, dove per oltre cinquanta anni i governi di tutto il mondo hanno testato nuove armi e dove il governo italiano ha fatto brillare i vecchi arsenali militari, compromettendo inesorabilmente il territorio. Attorno a quest’area si intrecciano un’indagine giudiziaria, un servizio fotografico, la vita di un paese e quella di due pastori. Con sguardo poetico, il film si addentra in questo territorio mostrandone la silenziosa quotidianità e rivelando la devastante convivenza tra gli elementi della natura – uomini compresi – e la fabbrica della guerra. “Un film sulla devastante convivenza tra gli elementi della natura – uomini compresi – e la fabbrica della guerra”, così definiscono il loro lavoro Massimo D’Anolfi e Martina Parenti. L’ingresso è gratuito.

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L’Asarp, associazione sarda per l’attuazione della riforma psichiatrica, in collaborazione con la rassegna di letteratura sociale Storie in Trasformazione 2019, “le vie della gentilezza” presenta “SquiLibri” due giornate dedicate alla salute mentale e ai diritti delle persone con esperienze di sofferenza in occasione della settima edizione del Mese dei Diritti Umani.

Venerdì 8 novembre alle ore 17.00 all’Hostel Marina a Cagliari in Piazza San Sepolcro n°2 si svolgerà la presentazione del libro “La realtà non è per tutti” di Antonello D’Elia (Villaggio Maori Edizioni). «Non rimane che prendere atto che quella minoranza che ha permesso la riforma psichiatrica italiana non sia mai diventata vera maggioranza se non in una dimensione illusoria. La rivoluzione basagliana non ha intaccato alla radice una psichiatria che, al di là dei pronunciamenti espliciti, nei fatti ha continuato a coltivare i suoi miti scientisti e le sue prassi escludenti». Presenta Gisella Trincas, presidente Asarp e conversano con l’autore: Roberto Loddo, Alessandro Coni, Antonello Murgia, Ettore Cannavera, la redazione di Radio Onde Corte. Letture di Doriano Ferrari e Paolo Fenocchio, allievi della scuola di arti sceniche della compagnia “Cada die teatro”.

Sabato 9 novembre, alle ore 17.00, nella Comunità “Franca Ongaro Basaglia”, in Piazza San Giacomo n° 7, a Cagliari, si svolgerà la presentazione del libro “Le scarpe dei matti” di Antonio Esposito (ad est dell’equatore editore). «Un pomeriggio d’inverno, tra i seminterrati dell’ex manicomio civile di Aversa, come epifania, si danno allo sguardo centinaia di scarpe accatastate, impolverate, rotte, rosicate dai topi, spesso spaiate. Cumulo di scarpe senza lacci, pezzi di storie smarrite, testimonianza di sentieri interrotti e cammini traditi, abbandonate in quell’Altrove, “Le Reali Case dei Matti”, spazio di potere, di esclusione, di dolore». Presenta Roberto Loddo dell’Asarp e conversano con l’autore Gisella Trincas, Alessandro Coni, Angelica Piras, Ettore Cannavera, Antonello Murgia, la redazione di Radio Onde Corte. Letture poetiche a cura di Alessandra Fanti.

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Oggi, giovedì 5 settembre, all’Hotel Regina Margherita di Cagliari, alle ore 16.00, si terrà la conferenza regionale “Salute Mentale, Diritti Libertà Servizi” organizzata dall’Asarp, l’associazione sarda per l’attuazione della riforma psichiatrica. La conferenza, fa seguito ai lavori della Conferenza Nazionale Salute Mentale che si è tenuta a Roma, con il patrocinio del ministero della Salute, il 14 e 15 giugno scorso.

Scopo della conferenza regionale, è unire tutti i soggetti interessati alle questioni della salute mentale e dei diritti fondamentali della persona umana, che operano in Sardegna, per costruire un fronte comune di impegno e sensibilizzazione verso la politica regionale, le istituzioni pubbliche, il governo regionale; per l’elaborazione di un piano strategico salute mentale che vada nella direzione dei punti indicati nel documento conclusivo della conferenza nazionale, quali obiettivi strategici fondamentali per la costruzione di un sistema di salute mentale di comunità orientata alla emancipazione e alla piena inclusione sociale dei cittadini, attraverso lo sviluppo dell’impresa sociale (casa, lavoro, reddito, per una soddisfacente qualità della vita) e il superamento dell’attuale modello cronicizzante e istituzionalizzante.

Le gravi criticità presenti nel sistema salute mentale e nel sistema sociale, nella nostra regione, non sono ulteriormente sopportabili, così come non è sopportabile il carico che grava quasi interamente sulle famiglie e sui pochi operatori della salute mentale che, con grandi sacrifici, tengono aperti servizi sempre di più impoveriti da scelte politiche non condivisibili. La riorganizzazione dei servizi di salute mentale attuata dall’ATS Sardegna e approvata dalla Giunta Regionale, non va nella direzione auspicata ma ha determinato un ulteriore aggravamento della situazione organizzativa e nella pratica dei servizi di salute mentale con l’accorpamento dei Dipartimenti di Salute Mentale (da otto a tre), con la riduzione dei servizi territoriali di salute mentale (CSM) sia nella riorganizzazione territoriale (bacino di utenza di riferimento in violazione dei Progetti Obiettivo Nazionali Salute Mentale) sia nella apertura settimanale e giornaliera. Impoverendo gravemente di fatto il territorio già in difficoltà.

La conferenza regionale dovrà porre le basi per una alleanza forte, tra tutti i soggetti sociali che operano sul territorio regionale, che conoscono bene i problemi che ci troviamo ad affrontare ogni giorno e che richiedono un patto forte tra istituzioni e società civile per il loro non più rinviabile superamento e per il pieno rispetto delle norme nazionali e delle raccomandazioni emanate dalle Convenzioni Internazionali (vedi ONU e OMS). Occorrono investimenti finanziari e culturali, progetti innovativi, rispetto dei diritti, restituzione di speranza e fiducia, responsabilità istituzionale. Occorre l’apertura di un tavolo istituzionale in cui porre le basi per ridisegnare l’assetto organizzativo e le pratiche del sistema salute mentale in Sardegna.

Sono previsti gli interventi preordinati di Gisella Trincas, Marco Espa, Roberto Loddo, Mauro Carta, Ettore Cannavera, Alessandro Coni, Gian Giacomo Pisotti, Antonello Pittalis, Veronica Asara,  Marisa Deiana, Bruno Melis, Matteo Brignola, Silvia Ciccu.

Sono invitati dipartimenti di Salute mentale e i servizi territoriali di salute mentale, l’assessore regionale della Sanità, il sindaco di Cagliari, l’ANCI, i Servizi Sociali dei Comuni, la Direzione Generale dell’ATS Sardegna, i direttori delle ASSL della Sardegna, le associazioni di volontariato e Promozione sociale, le Cooperative Sociali, tutte le persone interessate ai temi della salute mentale e dei diritti umani.

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Il gruppo Interazione, in commemorazione delle vittime di ogni olocausto, nel rispetto del Giorno della Memoria, si è riunito presso la Chiesa di Scientology della Sardegna nella serata di sabato 26 gennaio, al cospetto di un pubblico che per tutta la serata ha vissuto la profondità dei concetti espressi in religioso e interessato silenzio.

La serata è stata introdotta con la proiezione di un video tratto dal documentario “Psichiatria: un industria di morte”, prodotto dal Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, grazie al quale l’attenzione è stata immediatamente focalizzata sugli orrori studiato dagli psichiatri dell’Eugenetica e messi in pratica dai folli nazisti. Eugenetica che, comunque, vive ancora ai giorni nostri nelle menti di quelle frange psichiatriche che sostengono che il disagio mentale si tramanda geneticamente dal genitore al figlio.

Sono intervenuti l’on. Tocco, Mohamad Doreid membro dell’Unione Culturale Libanese nel Mondo, il dott. Mahmoud Subho in rappresentanza del popolo Palestinese, don Ettore Cannavera responsabile della comunità La Collina e Jo’Hán Chánt’Ney nativo d’America appartenente al popolo Dine-Navajo.

La serata si è conclusa con la lettura di un breve brano tratto dal libro “La Creazione della Capacità Umana” di L. Ron Hubbard, tramite il quale si voluta riporre attenzione sull’osservarci, rispettarli ed essere portatori di pace affinché qualunque olocausto, tanto voluto dai propagandistici slogan della psichiatria eugenetica, rimanga solo una pagina buia nella storia dell’umanità che i nostri giovani possano studiare affinché non accada mai più.

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Ieri sera, alla Comunità “La Collina“, don Ettore Cannavera, ha ospitato un altro sacerdote, il professor Aldo Natale Terrin, teologo e profondo conoscitore delle religioni, della loro storia e autore di oltre 40 libri sulle forme antiche e nuove di religiosità e spiritualità.

“Scientology, libertà e immortalità” è la più recente opera del prof. Terrin Aldo Natale ed è stato l’argomento della serata. Nella sua presentazione l’autore ha sottolineato in particolar modo gli aspetti teologici di questa nuova religione, mettendo in luce come il suo fondatore L. Ron Hubbard, abbia sempre orientato le proprie scritture nell’indirizzare l’uomo verso una condizione nuova e migliorata che avesse come elementi cardine il benessere spirituale e del corpo, mettendo da parte il materialismo come motivo di base, ossia rinunciando al possesso come motivo di vita per elevarsi alla sua condizione naturale di essere spirituale. In uno dei tanti passaggi del suo discorso, il professore ha detto: «Tutte le religioni, in qualche modo hanno la funzione di trasformare questo mondo in qualcosa di migliore dal punto di vista sociologico, culturale e spirituale e credo che Ron Hubbard sarebbe un punto di partenza nel mondo moderno di oggi per stimolare queste ricerche».

Don Ettore Cannavera, che ancora una volta ha dimostrato la sua apertura alla conoscenza, alla divulgazione di altri movimenti e religioni, seppur diverse da quella principale della nostra cultura locale, ha sottolineato come il messaggio di divulgare concetti più legati alla spiritualità ci porti a vivere più profondamente chi siamo e contemporaneamente accettarci reciprocamente. «Oggi è quasi tutto impostato sul materialismo, sullo sfruttamento delle altre esigenze dell’uomo che, saranno anche utili, ma che soffocano sempre più la realtà più profonda di noi che è la spiritualità» ha detto don Ettore Cannavera nell’esprimere perché sia così aperto ad ospitare presso la sua comunità movimenti religiosi come quello oggetto del libro presentato.

Tra il pubblico erano presenti anche esponenti di altre culture e religioni che, grazie all’esposizione del professor Aldo Natale Terrin, hanno potuto conoscere aspetti della teologia di Scientology che difficilmente vengono trattati se non ovviamente nelle sedi della Chiesa: come questa affronti il tema di ciò che è sacro, la sua idea di salvezza, così come delle sue pratiche e come e perché esse siano genuinamente religiose.