11 May, 2026
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Il gruppo Interazione, in commemorazione delle vittime di ogni olocausto, nel rispetto del Giorno della Memoria, si è riunito presso la Chiesa di Scientology della Sardegna nella serata di sabato 26 gennaio, al cospetto di un pubblico che per tutta la serata ha vissuto la profondità dei concetti espressi in religioso e interessato silenzio.

La serata è stata introdotta con la proiezione di un video tratto dal documentario “Psichiatria: un industria di morte”, prodotto dal Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, grazie al quale l’attenzione è stata immediatamente focalizzata sugli orrori studiato dagli psichiatri dell’Eugenetica e messi in pratica dai folli nazisti. Eugenetica che, comunque, vive ancora ai giorni nostri nelle menti di quelle frange psichiatriche che sostengono che il disagio mentale si tramanda geneticamente dal genitore al figlio.

Sono intervenuti l’on. Tocco, Mohamad Doreid membro dell’Unione Culturale Libanese nel Mondo, il dott. Mahmoud Subho in rappresentanza del popolo Palestinese, don Ettore Cannavera responsabile della comunità La Collina e Jo’Hán Chánt’Ney nativo d’America appartenente al popolo Dine-Navajo.

La serata si è conclusa con la lettura di un breve brano tratto dal libro “La Creazione della Capacità Umana” di L. Ron Hubbard, tramite il quale si voluta riporre attenzione sull’osservarci, rispettarli ed essere portatori di pace affinché qualunque olocausto, tanto voluto dai propagandistici slogan della psichiatria eugenetica, rimanga solo una pagina buia nella storia dell’umanità che i nostri giovani possano studiare affinché non accada mai più.

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Ieri sera, alla Comunità “La Collina“, don Ettore Cannavera, ha ospitato un altro sacerdote, il professor Aldo Natale Terrin, teologo e profondo conoscitore delle religioni, della loro storia e autore di oltre 40 libri sulle forme antiche e nuove di religiosità e spiritualità.

“Scientology, libertà e immortalità” è la più recente opera del prof. Terrin Aldo Natale ed è stato l’argomento della serata. Nella sua presentazione l’autore ha sottolineato in particolar modo gli aspetti teologici di questa nuova religione, mettendo in luce come il suo fondatore L. Ron Hubbard, abbia sempre orientato le proprie scritture nell’indirizzare l’uomo verso una condizione nuova e migliorata che avesse come elementi cardine il benessere spirituale e del corpo, mettendo da parte il materialismo come motivo di base, ossia rinunciando al possesso come motivo di vita per elevarsi alla sua condizione naturale di essere spirituale. In uno dei tanti passaggi del suo discorso, il professore ha detto: «Tutte le religioni, in qualche modo hanno la funzione di trasformare questo mondo in qualcosa di migliore dal punto di vista sociologico, culturale e spirituale e credo che Ron Hubbard sarebbe un punto di partenza nel mondo moderno di oggi per stimolare queste ricerche».

Don Ettore Cannavera, che ancora una volta ha dimostrato la sua apertura alla conoscenza, alla divulgazione di altri movimenti e religioni, seppur diverse da quella principale della nostra cultura locale, ha sottolineato come il messaggio di divulgare concetti più legati alla spiritualità ci porti a vivere più profondamente chi siamo e contemporaneamente accettarci reciprocamente. «Oggi è quasi tutto impostato sul materialismo, sullo sfruttamento delle altre esigenze dell’uomo che, saranno anche utili, ma che soffocano sempre più la realtà più profonda di noi che è la spiritualità» ha detto don Ettore Cannavera nell’esprimere perché sia così aperto ad ospitare presso la sua comunità movimenti religiosi come quello oggetto del libro presentato.

Tra il pubblico erano presenti anche esponenti di altre culture e religioni che, grazie all’esposizione del professor Aldo Natale Terrin, hanno potuto conoscere aspetti della teologia di Scientology che difficilmente vengono trattati se non ovviamente nelle sedi della Chiesa: come questa affronti il tema di ciò che è sacro, la sua idea di salvezza, così come delle sue pratiche e come e perché esse siano genuinamente religiose.

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Voglio rassicurare i cittadini: non arretriamo di un centimetro. Garantiamo, per quanto di nostra competenza, la massima attenzione sulle problematiche che pervadono il mondo giovanile. I recenti fatti accaduti a Carbonia sono la punta dell’iceberg di un più ampio e diffuso fenomeno di devianza minorile, che caratterizza, a vario modo, tutte le città d’Italia. Ciò è emerso a chiare lettere anche ieri mattina, quando insieme all’assessore Loredana La Barbera abbiamo partecipato fattivamente in Prefettura a un vertice su questo tema. Un incontro proficuo, in cui è stato evidenziato che il fenomeno della devianza giovanile può essere contrastato soltanto se sapremo muoverci all’unisono, lavorando in stretta collaborazione con la scuola, le famiglie, le Forze dell’Ordine, le istituzioni civili, religiose, politiche, le associazioni sportive, sociali e culturali.

Plaudiamo all’avvenuta costituzione di un Osservatorio Permanente sui fenomeni di devianza giovanile, un ottimo strumento per mettere a fuoco e monitorare tutte le problematiche presenti, affrontandole con soluzioni tempestive e pragmatiche. Senza tema di smentita, posso affermare che la nostra Amministrazione comunale, fin dal suo insediamento, ha dimostrato la sua sensibilità al problema della devianza giovanile. Ne sono una prova i numerosi incontri, seminari e convegni dedicati alle giovani generazioni e alle loro comunità educanti. E per questo ringrazio fortemente l’assessore ai Servizi sociali e alle Politiche giovanili. Ci stiamo confrontando in modo costruttivo con tutti i soggetti interessati per cercare di analizzare il fenomeno e proporre delle contromisure alla devianza minorile, sia essa intesa come bullismo, cyberbullismo, ludopatia, droga e alcol. E proprio di questo parleremo martedì 20 novembre in un incontro pubblico intitolato “Devianza giovanile e comunità educante”, alla presenza di qualificati relatori e con la partecipazione straordinaria di don Ettore Cannavera, pedagogista e responsabile della Comunità “La Collina”, una struttura che da diversi anni profonde il proprio impegno nell’ospitare e rieducare i giovani a cui il magistrato di sorveglianza concede una misura alternativa alla detenzione. Tutti noi siamo coinvolti come educatori e tutti noi possiamo impegnarci per fare quel qualcosa in più per garantire un futuro migliore ai nostri figli.

Paola Massidda

Sindaco di Carbonia

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Il comune di Carbonia ha organizzato per martedì 20 novembre, alle ore 16.30, nella sala polifunzionale di piazza Roma, un convegno intitolato “Devianza giovanile e Comunità educante”, che vedrà la partecipazione straordinaria di don Ettore Cannavera, pedagogista e responsabile della Comunità “La Collina”, fondata nel 1994 al fine di ospitare e rieducare i giovani a cui il magistrato di Sorveglianza concede una misura alternativa alla detenzione. E proprio il tema della devianza giovanile sarà il filo conduttore del convegno organizzato dall’Amministrazione comunale di Carbonia.

«Si tratta di un’occasione che ci consentirà di studiare e analizzare approfonditamente il fenomeno del disagio giovanile sotto molteplici punti di vista, espressi da qualificati esperti del mondo della Chiesa, delle forze delle Ordine, della pedagogia, della psicologia e della psicoterapia», ha detto il sindaco Paola Massidda.

I principali destinatari dell’incontro sono i genitori dei ragazzi, le insegnanti, gli educatori, il settore dell’associazionismo civile, sociale, culturale e sportivo.

Come ha precisato l’assessore dei Servizi sociali e delle Politiche giovanili Loredana La Barbera, principale promotrice dell’iniziativa, «l’incontro pubblico sulla devianza giovanile e sul lavoro profuso in tale contesto dalle comunità educanti si inserisce nel solco di una lunga serie di dibattiti organizzati dall’Amministrazione comunale per analizzare alcuni fenomeni negativi molto diffusi tra i giovani, in particolare il bullismo e il cyberbullismo».

All’incontro di martedì 20 novembre interverranno il sindaco Paola Massidda, l’assessore dei Servizi sociali e delle Politiche giovanili Loredana La Barbera, l’assessore della Pubblica istruzione e dello Sport Valerio Piria, il dirigente del Commissariato di Pubblica sicurezza di Carbonia Gabriella Chiara Comi, il comandante della Compagnia dei carabinieri di Carbonia Lucia Dilio, la psicoterapeuta Roberta Speziale e don Ettore Cannavera.

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«Nonostante  le gravi difficoltà e i limiti dell’Unione Europea, emersi soprattutto negli anni più recenti,  il rafforzamento politico, in una prospettiva federale, dell’Unione europea non ha alternative, se non negative. Sono infatti regressivi i rigurgiti nazionalisti e esclusivisti emergenti in numerosi Paesi europei, Italia compresa: bisogna contrastarli innanzitutto sul piano culturale.»

E’ questo il messaggio centrale emerso in (circa duecento partecipanti) a Cagliari, coordinata da Lucetta Milani e Tore Cherchi, introdotta da tre intellettuali, Gian Giacomo Ortu, Christian Rossi e Andrea Deffenu e che ha visto un dibattito serrato con 13 interventi dalla platea e significative testimonianze con la presenza come quella di Francesco Pigliaru, presidente della Regione, a dimostrazione che il tema è sentito.

Europeisti e federalisti perché? «Senza l’Europa unita – ha detto Gian Giacomo Ortu – non avremmo avuto il lungo periodo di pace vissuto dal 1945 ad oggi e mai conosciuto prima; non avremmo avuto i grandi  progressi ottenuti nell’affermazione e nella tutela dei diritti fondamentali e la formazione di una identità transnazionale permeata di valori umanistici e solidali». A Christian Rossi, storico delle Relazioni Internazionali, è toccato il compito di analizzare la crisi politica in atto, originata da spinte egoiste di taluni Stati e ad Andrea Deffenu argomentare perché l’unione politica e federale sia la strada per superare la crisi e dare una risposta europea, la sola realmente efficace, ai problemi del presente.

“Europa dove vai?” si è chiesto don Ettore Cannavera, indignato per la situazione drammatica dei migranti alla deriva nel Mediterraneo. Un tema, quello delle migrazioni, che è ritornato negli interventi di Giulio Calvisi e della deputata Romina Mura. La politica di cooperazione nord-sud in alternativa ai nuovi muri è la strada indicata da Cristina Zuddas che di cooperazione transfrontaliera si occupa professionalmente e dall’avvocato Patrizio Rovelli. Giulio Lai, Erasmus alle spalle, testimonia lo spirito europeo dei giovani di oggi. Mauro Sarzi illustra un suo lavoro artistico ispirato ad Ernesto Rossi, coautore con Altiero Spinelli del Manifesto di Ventotene. Del linguaggio internazionale dell’arte parla Angelo Liberati. Mauro Pistis ha rivendicato una riforma elettorale che garantisca la  rappresentanza sarda nel Parlamento europeo. Remo Sizza, Benedetto Barranu, Luca Pizzuto ed il segretario della CGIL, Michele Carrus hanno rilanciato la necessità di un profondo cambio della politica economica e di welfare per fare fronte alla disoccupazione ed alle diseguaglianze crescenti: rivendicano un’Europa con un’anima sociale, attenta alle persone e non alle agenzie di rating.

Il populismo è alimentato anche dal disagio sociale. L’Unione europea deve porre al primo punto le questioni del lavoro e dell’equità sociale. Non casualmente, il programma federalista del Manifesto di Ventotene che ha ispirato la discussione, ha una forte caratterizzazione anche sociale perché si propone, oltre che la «definitiva abolizione della divisione dell’Europa in stati nazionali sovrani», anche «l’emancipazione  delle classi lavoratrici e la realizzazione per esse di condizioni più umane di vita». Le prossime elezioni europee saranno un referendum sul futuro dell’Europa: o si va avanti o si regredisce pericolosamente. Non stare alla finestra, è l’invito conclusivo dell’assemblea.

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Si è conclusa ieri, ad Escolca, la “Festa de s’ollu et su liori”, evento organizzato dal Comune, dalla Pro Loco e dall’associazione Mariolè con il sostegno della Regione, Fondazione di Sardegna e Laore.

Prima tappa del progetto “Stiddius de Oru”, la partecipata manifestazione è riuscita nell’intento di raggruppare tante personalità che si sono contraddistinte in positivo per la Sardegna, grazie al contributo delle quali si è dato lustro al territorio del Sarcidano e della Barbagia di Seulo, favorendo la promozione della nostra Isola nei settori enogastronomici, turistici ed ambientali.

Il prologo di ieri è stato la firma del Protocollo d’Intesa tra percorso “Stiddius de oru” rappresentato dal sindaco di Escolca Eugenio Lai, ed il Consorzio Costa Smeralda, nella persona del presidente Renzo Persico, finalizzato alla nascita di una collaborazione per la valorizzazione dei prodotti tipici ed enogastronomici locali.

Ad iniziare dalla presentatrice televisiva Licia Colò, amante del territorio sardo tanto da promuoverlo immancabilmente nelle sue trasmissioni, è stata lunga la lista dei premiati, rappresentanti dell’isola in tutte le sue declinazioni: Gilberto Arru – Giornalista, scrittore; Piero Cella – Enologo; Antonello Arrus – Stella Michelin 2014; Don Ettore Cannavera – Comunità La Collina; Laura Accalai – Consorzio Grano Capelli; Francesco Cadoni -Consorzio Olio DOP Sardegna; Giambattista Mureddu – Agriturismo Montiferru; Giuseppe Carboni – Console Onorario Repubblica di Belarus a Cagliari; Luciano Oscar Atzori – RAI, Domenico Bagalà in rappresentanza del Forte Village, Giuseppe Carrus – Gambero Rosso.

Due menzioni d’onore sono state assegnate dall’Amministrazione comunale alle società olivicole escolchesi: Corte Olias e Sa Mola.

Il premio relativo alla rassegna olearia categoria privati è andato invece a Marcello Mulas di Nurri.

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L’assessore degli Enti locali Cristiano Erriu ha presenziato alla giornata formativa di educazione alla pace, un progetto pilota che ha visto coinvolti 250 studenti di seconda e terza media dell’Istituto comprensivo di via Stoccolma, a Cagliari. L’iniziativa, promossa dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, e dal Coordinamento nazionale degli Enti locali, vede la Regione protagonista di una serie di iniziative che si terranno in vista del 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, sottoscritta il 10 dicembre 1948.
All’incontro con gli studenti hanno preso parte, oltre alla dirigente scolastica Maria Marcella Vacca, il coordinatore nazionale della Tavola della Pace, Flavio Lotti, e il responsabile della comunità di accoglienza La Collina, don Ettore Cannavera.
«La Regione – ha sottolineato l’assessore Erriu – insieme al coordinamento degli enti locali sardi sta svolgendo un ruolo di animazione e promozione sul tema della cultura della pace. L’articolo 11 della Costituzione dice che l’Italia ripudia la guerra: questo comporta azioni positive che devono essere svolte nei territori e nelle istituzioni culturali dei Comuni, dunque anche all’interno delle scuole. Questo percorso deve costruire le condizioni affinché la pace, la solidarietà, la fratellanza, la tolleranza e l’integrazione sociale diventino un fatto condiviso, diffuso e pervasivo in tutto il territorio regionale. Ci sono ormai numerosi episodi di intolleranza legati alla presenza di flussi migratori, che pure stiamo cercando di governare tra tante difficoltà, non solo in Sardegna. Ciò comporta da parte di tutte le istituzioni un impegno maggiore verso il dialogo, il confronto e una nuova cultura di solidarietà, anche attraverso iniziative come quelle di oggi.»
Vita, salute, nutrizione, acqua, uguaglianza, libertà, casa, lavoro, cittadinanza, famiglia, informazione, giustizia, salario, dignità, parola, pensiero, voto e religione: sono i principali diritti individuati dagli studenti nel corso dei lavori. «Sono diritti fondamentali dell’Uomo, eppure ancora oggi 800 milioni di bambini non hanno diritto allo svago, una delle cose più elementari – ha sottolineato Flavio Lotti -. Ci sono persone ‘invisibili’ che non sono mai state registrate all’anagrafe e praticamente non esistono. C’è ancora molto da fare, se pensiamo che soltanto nel 2016 l’Onu ha riconosciuto il diritto alla pace, che non era riportato neppure nella Dichiarazione universale del 1948. Lo stesso discorso vale per la difesa dell’ambiente.»
 

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In vista del 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, sottoscritta il 10 dicembre 1948, anche la Regione Sardegna partecipa attivamente alla mobilitazione nazionale promossa dalla Tavola della Pace. Venerdì 27 ottobre sono in programma due appuntamenti che vedranno coinvolti la Regione e i rappresentanti dei Comuni sardi. L’obiettivo è quello di creare un ponte culturale tra i soggetti che agiscono per favorire processi di pace e tolleranza.
In mattinata, all’Istituto comprensivo di via Stoccolma a Cagliari, sarà presentato il corso di formazione ed educazione alla pace riservato agli studenti delle seconde e terze medie inferiori. Si tratta di un progetto pilota promosso, attraverso un Protocollo d’intesa, dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, e dal Coordinamento nazionale degli Enti locali. L’iniziativa, della durata di un anno, tradurrà in pratica le ‘Linee guida per l’educazione alla pace e alla cittadinanza glocale’ divulgate dal MIUR a tutti i direttori degli Uffici scolastici regionali. All’introduzione dei lavori (ore 9.30) parteciperanno l’assessore degli Enti locali Cristiano Erriu, il coordinatore nazionale della Tavola della Pace, Flavio Lotti (che periodicamente organizza la Marcia per la Pace Perugia-Assisi), il direttore dell’Ufficio scolastico regionale della Sardegna Francesco Feliziani, il presidente dell’Anci Sardegna Emiliano Deiana e il responsabile della comunità di accoglienza La Collina, don Ettore Cannavera.
Di sera, alle 17.15, la comunità La Collina (Serdiana) ospiterà una tavola rotonda dal titolo “Educare alla pace: come?”. I lavori, coordinati dal giornalista Ottavio Olita, prevedono l’intervento di sei relatori: don Ettore Cannavera, l’assessore Cristiano Erriu, Flavio Lotti, monsignor Francesco Savino, vescovo di Cassano allo Jonio, Francesco Feliziani ed Emiliano Deiana.

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Tre appuntamenti scandiscono la seconda giornata della settimana culturale del premio “Giuseppe Dessì” edizione numero trentadue, domani (martedì 19 settembre) a Villacidro. Due gli incontri in piazza Zampillo: alle 17.30 con il teologo Vito Mancuso e, alle 19.00, con l’editore Giuseppe Laterza. Chiusura di serata alle 21.30 nel cortile di Casa Dessì con il reading “Parole Note” scritto dall’autore radiofonico Maurizio Rossato e interpretato dal conduttore di Radio Capital Giancarlo Cattaneo.

Si comincia dunque alle 17.30 in piazza Zampillo, spazio abituale degli incontri con gli autori e delle presentazioni editoriali, con un dialogo tra il teologo Vito Mancuso e don Ettore Cannavera. Classe 1962, brianzolo di genitori siciliani, Vito Mancuso è autore di quattro bestseller da oltre centomila copie: “L’anima e il suo destino” (2007), “Io e Dio Una Guida dei perplessi” (2011), “Il principio passione. La forza che ci spinge ad amare” (2013), “Dio e il suo destino” (2015). Il suo pensiero è oggetto di discussioni e polemiche per le posizioni non sempre allineate con le gerarchie ecclesiastiche, sia in campo etico sia in campo strettamente dogmatico. Editorialista del quotidiano la Repubblica, il suo ultimo libro è “Il coraggio di Essere Liberi (2016).  

Altre riflessioni, alle 19.00 (sempre in piazza Zampillo), nella successiva conversazione, sotto il titolo “Il prezzo dell’ignoranza”, tra l’editore Giuseppe Laterza (presidente dal 1997 dell’omonima casa editrice e fondatore dei Presidi del Libro) ed il presidente della Fondazione Dessì Paolo Lusci. Si parlerà infatti di libri e della loro di diffusione, mettendo in relazione gli indici di lettura con il benessere e la qualità della vita delle persone.

Musica, poesia e frammenti di prosa si uniscono nel reading “Parole Note”, in scena alle 21.30 a Casa Dessì, un progetto di Maurizio Rossato con l’obiettivo di valorizzare i testi della grande letteratura. È la radio la forza portante anche dello stile di “Parole Note”, attraverso le letture di Giancarlo Cattaneo. Dal programma radiofonico “Parole Note”, in onda sulle frequenze di Radio Capital, oltre a varie compilation discografiche e alla versione video on line sul sito de la Repubblica e su quello di Radio Capital, è nata la versione live omonima: un reading sempre diverso accompagnato da un dj set decisamente sorprendente e una cornice visual fatta di immagini evocative e avvolgenti e di frammenti di film e fotografie, per creare un flusso e una stratificazione di segni.

Mercoledì (20 settembre) il programma della terza giornata della settimana villacidrese prende il via la mattina con un laboratorio per le scuole, alle 10.00 al Mulino Cadoni, con gli autori di libri per l’infanzia Riccardo Francaviglia e Margherita Sgarlata, in arte Riccardo e Margherita. In piazza Zampillo due presentazioni letterarie: alle 18.00 si parla di pre-adolescenza con due esperti di psicologia dell’età evolutiva, Alberto Pellai e Barbara Tamborini, sul loro libro “L’eta dello tsunami” (De Agostini); alle 19.00, intervistato dal giornalista Gianni Zanata, lo scrittore Gianni Morelli presenta invece il suo romanzo “Rosso Avana” (ADV publishing house), ambientato negli ultimi giorni del 1958 nella capitale cubana.

Serata nel consueto spazio del cortile di Casa Dessì con il fumettista e musicista Davide Toffolo (chitarrista e frontman del gruppo Tre Allegri Ragazzi Morti) e il musicista elettronico sardo Arrogalla (al secolo Francesco Medda), in scena alle 21.30 con la musica e i disegni del live painting “Le cicale di Villacidro”.

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I Figli d’Arte Medas presentano l’XI edizione de “Il Festival della Storia”, in programma a Iglesias, dal 22 al 24 luglio. Un evento straordinario che per tre giorni trasformerà la centralissima Piazza Municipio in un centro di cultura e storia internazionale, con l’intervento di ospiti illustri di levatura internazionale. Coraggiosi protagonisti della storia del loro Paese, del loro lavoro e della missione nei luoghi dove hanno operato e sofferto.

“Migrazioni e Mediterraneo” è il titolo scelto dai direttori del festival: Giampaolo Manca per la parte scientifica, Gianluca Medas per la parte artistica e Annalisa Zedde per quella organizzativa. Presidente onorario del festival sarà Gianni Andrea Deligia, già funzionario dell’ONU, nominato nel 1984 dal presidente Sandro Pertini Cavaliere all’Ordine del Merito della Repubblica Italiana “per meriti acquisiti nella protezione dei cittadini italiani e dei loro beni nella guerra civile in Ciad dal 1979 al 1982″. Nel 2001 gli è stato consegnato il Nobel della Pace come Membro del Dipartimento del Mantenimento della Pace dell’ONU.

Il Mediterraneo, un mare di storie, di partenze e di arrivi. Un mare di fughe, di migrazioni, di battaglie e di tragedie. Ma anche di proficui scambi commerciali. Su questo mare Zeus, come in una profezia ha incontrato Europa, suggellando quella che è la vocazione di questo spazio liquido: l’incontro fra alterità, popoli, lingue, costumi, generando un sincretismo che porta cultura. Con uno sguardo al passato e uno al futuro, il Festival della Storia cercherà di aprire una finestra sulla coscienza umana, senza preconcetti né pregiudizi, cercando di capire se questo mare viene percepito come un confine che rende straniere le persone o una strada che porta verso la speranza e l’accoglienza. E poi la Primavera araba, con il racconto della rivoluzione dei Gelsomini, e la faticosa conquista della libertà, il coraggio di rimanere, denunciare e lottare contro le torture agli oppositori del regime tunisino raccontate da una straordinaria donna, l’avv. Radhia Nasraoui.

Il delegato dalla Commissione europea per le Migrazioni Marc Arno racconterà, invece, cosa fa l’Europa per aiutare l’Italia nella gestione dei flussi migratori e cosa si prospetta in futuro. E poi il destino dei minori stranieri non accompagnati giunti in Italia senza genitori o di quelli che li hanno persi durante le traversate con i barconi. Ma il Festival sarà anche una particolare occasione per ricordare, attraverso le narrazioni di Gianluca Medas sul tema della solidarietà, un dramma che toccò profondamente la Sardegna durante il secondo conflitto mondiale. I devastanti bombardamenti su Cagliari da parte delle forze aeree anglo-americane del 1943, con l’80 percento degli edifici rasi al suolo, nei quali perirono oltre 2.000 persone, e migliaia furono gli sfollati che abbandonarono la città.

Il Festival della Storia attraverso le immagini, le musiche, le suggestioni del teatro e i dialoghi tra i principali protagonisti, si trasformerà in un poliedrico contenitore, un viaggio immaginario che per tre giorni vedrà Iglesias centro e capitale del Mediterraneo.

Il programma completo

22 luglio 2017 ore 21,00

Saluti e presentazione dell’XI edizione del Festival, avv. Giampaolo Manca

LA PRIMAVERA ARABA E LA “RIVOLUZIONE DEI GELSOMINI”

La rivoluzione del popolo tunisino e la faticosa conquista della libertà. Come un popolo che si affaccia sul Mediterraneo ha evitato la guerra civile e la migrazione delle sue genti.  Video e narrazione di Gianluca Medas

Dialogano con l’avv. Mauro Sollai:

Avv. Radhia Nasraoui, fondatrice dell’Associazione contro le torture in Tunisia e attivista leader per la libertà e tutela dei diritti nella Primavera Araba.

Dott. Gianni Andrea Deligia, già Funzionario dell’ONU e beneficiario del Nobel della Pace nel 2001 come Membro del Dipartimento del Mantenimento della Pace dell’ONU.

Marc Arno Hartwig, Rappresentante della Commissione Europea per la Migrazione in Italia e Grecia.

Proiezione delle immagini tratte dal Reportage del fotografo Andrea Cocco “OUMAR e la sua giornata in un centro di accoglienza per migranti in Sardegna”.

23 luglio 2017 ore 21,00

LE SENTINELLE DEL MARE

Spettacolo teatrale scritto e diretto da Gianluca Medas con l’esibizione dei ragazzi stranieri ospiti della Coop. Sociale La vela blu di Aritzo.

ACCOGLIENZA, SISTEMAZIONE, DESTINO DEI MIGRANTI MINORI NON ACCOMPAGNATI”.

Intervistati dall’avv. Mauro Sollai intervengono:

Dott.ssa Anna Cau, procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei Minori di Cagliari.

Anna Melis, presidente della Cooperativa Sociale “La vela Blu”.

24 luglio 2017 ore 21,00

CAGLIARI, I BOMBARDAMENTI DEL 1943 E GLI SFOLLATI.

Narrazione di Gianluca Medas

MEDITERRANEO E SOLIDARIETA’

Intervistati dal giornalista Ottavio Olita intervengono:

Don Ettore Cannavera, responsabile e fondatore della Comunità La Collina.

Mimmia Fresi, coordinatore dei servizi per l’immigrazione della Cooperativa Il Seme.

Giovanna Grillo, responsabile della struttura Casa Emmaus.

Interventi musicali di Andrea Andrillo

Quando la solidarietà vince il terrore internazionale e costruisce un ponte di pace e speranza”.

Testimonianza dell’avv. Donatella Pau, presidente dell’Ordine degli avvocati di Oristano.

La manifestazione è realizzata col contributo del Comune di Iglesias, Fondazione Sardegna, Portovesme srl, Ordini degli avvocati di Oristano e Cagliari e associazione Fotografi di Sardegna.

L’evento è accreditato dall’Ordine degli Avvocati di Cagliari nell’ambito dell’aggiornamento professionale – 10 crediti formativi – iscrizioni le sere del Festival.