19 April, 2024
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Via libera dell’Ente di governo dell’ambito della Sardegna ai lavori di completamento del sistema fognario del compluvio ovest di Iglesias. Ieri l’Egas ha approvato il progetto esecutivo, presentato da Abbanoa.

Con una spesa complessiva di un milione e duecento mila euro (fondi Cipe) sarà possibile completare gli interventi programmati fin dagli anni Ottanta ed attuati solo in parte, che permetteranno di convogliare i reflui della parte ovest della cittadina mineraria verso il depuratore consortile.

I lavori partiranno nei prossimi mesi e prevedono la costruzione di un impianto di sollevamento nella zona di Campo Pisano, il prolungamento della tubazione in premente proveniente dall’impianto di sollevamento di Vergine Maria e la realizzazione di un’opera di sfioro del troppo pieno della vasca di raccolta. La cabina di trasformazione, a Campo Pisano, sarà rinnovata con l’installazione di nuove apparecchiature elettriche che sostituiranno le vecchie, danneggiate dai vandali. L’edificio civile della cabina sarà, invece, ricostruito. Verrà realizzato anche un collettore a gravità per il trasporto dei reflui provenienti dal rione Campo Pisano verso il nuovo impianto di sollevamento. Tra gli interventi è prevista anche la realizzazione di un sistema per il telecontrollo di tutte le opere.

«Gli interventi appena approvati mettono ordine a una situazione di stallo che durava da troppi annicommenta il presidente dell’Egas, Fabio Albieri -. La zona ovest di Iglesias potrà contare finalmente su uno schema fognario moderno e funzionale con recapito al depuratore consortile.»

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I Progressisti in Consiglio regionale chiedono l’ampliamento della Zona Economica Speciale dal porto di Olbia fino al Distretto industriale del sughero.

La proposta è stata formulata con la mozione depositata stamane, che punta a sostenere e rendere più competitivo il settore del sughero intervenendo sugli aspetti legati alla logistica del trasporto merci e, in generale, all’isolamento dei territori retrostanti le aree portuali.

«Le aspettative sui benefici attesi con l’istituzione della ZES sono alte – così Gian Franco Satta, componente della commissione Attività produttive -. Crediamo, però, che le zone economiche speciali debbano essere uno strumento da sfruttare al meglio, limitarle a sostenere solamente le attività produttive nelle aree portuali sarebbe un grave errore.»

Per Gian Franco Satta il caso prioritario è quello di Olbia e del Distretto industriale del sughero. «L’ampliamento dell’area ZES del porto marittimo fino al distretto produttivo del sughero della Gallura garantirebbe un adeguato supporto alla logistica e un collegamento diretto con le grandi direttrici di traffico merci internazionale. È un’occasione imperdibile per il rilancio del settore del sughero, da troppo tempo in sofferenza anche a causa di una scarsa attenzione della politica isolana».

«Il settore in passato vantava numeri di eccellenza – ricorda Gian Franco Satta -. Parliamo di almeno 15 anni fa, quando le imprese attive nella produzione del sughero superavano le 150 unità, con oltre 2.500 lavoratori. Oggi 30 imprese e 600 lavoratori tengono in vita tutto il comparto. Il rischio è che senza interventi come quello da noi richiesto alla Giunta regionale per sostenere e rendere più competitivo il settore, si assista a un definitivo declino di tutta la filiera.»

Sul tema interviene anche il sindaco di Calangianus, Fabio Albieri. «Sono favorevole all’ipotesi di estensione delle ZES, perché per dare un sostegno efficace all’economia della Sardegna queste aree devono essere necessariamente connesse, anche fisicamente, ai sistemi produttivi esterni alle aree portuali.»

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Proseguono gli incontri di partecipazione pubblica sulle pratiche e le tradizioni rurali, organizzati dall’assessorato dell’Urbanistica con la collaborazione dell’Anci Sardegna. Domani, a Calangianus, alle 10.00, all’Auditorium dell’ex convento in via San Francesco, i lavori saranno aperti dal sindaco Fabio Albieri. La ricerca vede impegnati l’Osservatorio del paesaggio, gli Atenei di Cagliari (Dipartimenti di Ingegneria Civile, Ambientale ed Architettura e di Scienze Sociali e delle Istituzioni) e Sassari (Dipartimenti di Agraria, di Scienze della Natura e del Territorio e di Architettura, Design e Urbanistica), l’Istituto Superiore Regionale Etnografico con un approfondimento legato agli aspetti immateriali della cultura antica dei territori e delle popolazioni che li abitano. Un importante contributo è stato fornito anche dall’Agenzia regionale Forestas per lo sviluppo del territorio e l’ambiente della Sardegna.

Gli incontri aiutano a definire le modalità utili all’estensione del Piano paesaggistico regionale delle zone interne e a comporre un progetto di ricerca finalizzato al riconoscimento delle componenti storiche, culturali e insediative dei paesaggi rurali.

In un’ottica di partecipazione attiva delle comunità rurali di tutta la Sardegna, questi appuntamenti servono a definire ambiti, paesaggi rurali storici, regole di governo dei corridoi vallivi e di tutto il territorio isolano. I paesaggi rurali, negli attuali scenari programmatici in ambito comunitario, nazionale e regionale, sono oggetto di particolare attenzione per l’importanza che ricoprono a livello identitario, ambientale, culturale, storico e produttivo.

Prossima tappa il 25 settembre a Oliena.