9 August, 2022
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Carbonia Film Festival torna con una nuova collocazione in calendario, dal 12 al 15 maggio, con l’appuntamento How to Film the World. Sarà l’edizione del ritorno alla socialità, in uno dei mesi più miti, per ricostruire un’esperienza che da sempre valorizza il rapporto tra pubblico e ospiti, in un centro come Carbonia a misura di spettatore.

E saranno ancora una volta quattro giorni di cinema, musica, spettacolo e fotografia attraverso proiezioni, incontri e masterclass. CFF How to Film the World si concentra sull’approfondimento, senza sezioni competitive: un festival multidisciplinare in cui il mondo del cinema si incontra con quello delle altre arti visive e della musica.

Il Carbonia Film Festival, organizzato dal Centro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria con la direzione artistica di Francesco Giai Via, anche quest’anno porterà nel cuore del Sulcis numerosi ospiti che presenteranno le loro opere e incontreranno il pubblico.

Per questa edizione, forse più che in altre, emerge la necessità di voler raccontare la contemporaneità con un programma di film in grado di accendere il dibattito sul nostro tempo. Si parlerà quindi, inevitabilmente, del conflitto in Ucraina, di Siria, Afghanistan, affrontando alcune delle pagine più dure e complesse del nostro tempo.

Il festival aprirà con una proiezione omaggio a Mantas Kvedaravicius, regista lituano recentemente ucciso in Ucraina nella città di Mariupol. Ad accompagnare il film Mariupolis sarà vedova del regista Hannah Bilobrova.

Tra gli ospiti di questa edizione, saranno a Carbonia due registe che con i loro film hanno voluto porre l’attenzione su alcuni drammi del nostro tempo come Shahrbanoo Sadatche presenterà il suo The Orphanage, uno sguardo sull’Afghanistan attraverso la storia di un gruppo di bambini cresciuti in un orfanotrofio; e Diana El Jeiroudi, regista di Republic of Silence, documentario sulle tragedie della Siria presentato fuori concorso all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, accompagnata da Orwa Nyrabia, produttore del film e direttore dell’IDFA – International Documentary Filmfestival Amsterdam, il più importante festival di documentari del mondo. Queste due proiezioni saranno accompagnate da una tavola rotonda organizzata in collaborazione con ICFR (International Coalition for Filmmakers at Risk – https://www.icfr.international).

E ancora Lodo Guenzi, voce de Lo Stato Sociale recentemente prestato al cinema tra i protagonisti di Est – Dittatura last minute di Alessandro Pisu, che porterà uno speciale spettacolo tra musica e parole; l’illustratrice Sarah Mazzetti, il fotografo Pietro Basoccu, i registi Matteo BotrugnoDaniele ColucciniStefania MuresuDaniele AtzeniMarco Antonio Pani.

I film

Anche per questa edizione il Carbonia Film Festival ospiterà numerosi film internazionali e nazionali, con anche un focus dedicato agli autori sardi, per un cartellone ricco e variegato di proiezioni e incontri con il pubblico. Il programma del festival inaugurerà giovedì 12 maggio con un film che porta l’attenzione sui drammatici fatti della quotidianità ovvero Mariupolis di Mantas Kvedaravicius. Girato nel 2016 e acclamato in numerosi festival internazionali, Mariupolis è ancora oggi un film tragicamente attuale. Con questa proiezione il Carbonia Film Festival vuole rendere omaggio al regista scomparso a inizio aprile proprio a Mariupol, dove era impegnato a documentare il conflitto in atto. La proiezione sarà introdotta dalla vedova del regista Hannah Bilobrova.

Si parla ancora di conflitti nella serata di venerdì 13 maggio, con lo straordinario racconto di militanza di C’è un soffio di vita soltanto. L’ultimo film di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini, presentato all’ultimo Torino Film Festival e distribuito poi in sala da Kimerafilm, è l’emozionante ritratto Lucy, tra le poche sopravvissute al campo di concentramento di Dachau ancora in vita, testimone diretta di uno dei momenti più bui della storia. La serata è organizzata in collaborazione con l’associazione ARC di Cagliari e il Festival Sardinia Queer Film Expò – Uno Sguardo Nuovo. Sabato 14 maggio saranno invece presentati Republic of Silence di Diana El Jeiroudi, documentario realizzato dalla regista in 12 anni insieme al partner e direttore dell’IDFA Orwa Nyrabia, che racconta le tragedie del suo paese d’origine, la Siria, e The Orphanage di Shahrbanoo Sadat, opera seconda della regista afgana, che qui affronta la storia recente dell’Afghanistan attraverso lo sguardo di un gruppo di bambini.

Ultime proiezioni in programma domenica 15 maggio che vedranno protagonisti tre registi sardi tra cui Stefania Muresu con Princesa, storia di una giovane nigeriana arrivata in Sardegna vittima della tratta di esseri umani, presentato in anteprima a Venezia alle Giornate degli Autori. La proiezione sarà seguita dalla presentazione di due progetti Made in Sardinia. Tuffi – Piccoli racconti cinematografici sul mare è un progetto di valorizzazione della memoria cinematografica audiovisiva dell’isola che mette al centro il rapporto che le persone intrattengono con il mare, prodotto dal CSC Alghero della Società Umanitaria per la regia di Marco Antonio Pani, a partire dalle pellicole di cinema privato e di famiglia dell’Archivio della Cineteca Sarda. Daniele Atzeni presenterà invece il teaser del film Fontanamare, ancora in fase di lavorazione e di prossima uscita.

Lodo Guenzi de “Lo Stato sociale” con uno spettacolo in esclusiva per il Carbonia Film Festival

Come da tradizione il Carbonia Film Festival proporrà, nella serata di domenica 15 maggio, uno speciale appuntamento in chiusura di festival. Protagonista della serata sarà Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale che, nell’anno del decennale del disco-manifesto della band Turisti della democrazia, porterà sul palco del Teatro Comunale uno spettacolo originale pensato apposta per il Festival dal titolo Abbiamo vinto la guerra?Dieci anni dopo insieme a Lodo Guenzi racconteremo l’Italia sociale, politica e musicale di quest’ultimo decennio. Dai conflitti privati a quelli nazionali e della scena musicale fino alle nuove crisi globali.

Carbonia Cinema Giovani / Carbonia Film Festival Scuole 

Fortemente orientato alla formazione, il progetto How to Film the World di Carbonia Film Festival ha in programma una fitta serie di incontri riservati ai più giovani. Da un lato gli studenti e le studentesse delle scuole del territorio, dall’altro un gruppo di filmaker, operatori e operatrici culturali, di età compresa tra i 19 e i 30 anni selezionati in tutta Italia dal bando Carbonia Cinema Giovani. Protagonisti di masterclass e incontri saranno l’illustratrice Sarah Mazzetti, il direttore del festival Francesco Giai Via, il produttore e direttore dell’IDFA Orwa Nyrabia, i registi Matteo Botrugno e Daniele Coluccini.

In programma inoltre domenica una tavola rotonda dal titolo Il racconto del rifugio – Tavola rotonda con filmmaker in esilio, in collaborazione con “International Coalition for Filmmakers at Risk” (iniziativa a sostegno dei cineasti in luoghi di guerra promossa da “International Documentary Film Festival Amsterdam”, “International Film Festival Rotterdam” e “European Film Academy”) in cui verranno affrontate la crisi siriana e afghana dal punto di vista dei filmmaker fuggiti da questi paesi di conflitto ma che hanno continuato a raccontare la guerra e la propria condizione di rifugiati. L’incontro sarà anche occasione per riflettere sulla recente crisi ucraina.

La Mostra

Come ogni anno il festival apre il sipario all’insegna delle arti visive con l’inaugurazione di una mostra fotografica: giovedì 12 maggio, a partire dalle 18.00, negli spazi della Biblioteca Comunale, sarà la volta di Fioridicarta di Pietro Basoccu, con la curatela di Salvatore Ligios.

L’esposizione è una riflessione sul declino dell’industrializzazione in Sardegna, con l’Ogliastra come metafora delle speranze disattese per intere comunità locali. Gli scatti di Basoccu raccontano la parabola della Cartiera di Arbatax, che per 30 anni ha dato lavoro a oltre 700 persone; e il tragico epilogo dell’azienda florovivaistica Barbagia Flores, concluso con uno dei casi di cronaca più controversi della storia recente dell’isola: l’omicidio nel 2001 della titolare Rossana Fiori. I Fioridicarta sono il filo rosso che unisce le due tragedie narrate.

«In questa terraspiega Basoccunascono e muoiono sogni industriali e con il mio lavoro ho cercato di raccontare due sogni infranti che hanno cambiato il territorio dal punto di vista paesaggistico, antropologico, economico e sociale. Fabbriche nel deserto che hanno sbriciolato vite e lasciato in agonia un’intera comunità.»

Eventi collaterali

Il sabato sera del CFF è storicamente dedicato alla musica, con un djset di fine giornata affidato ogni anno a una diversa regia. Per l’edizione 2022 tocca a Macaco ed Antonio Benoni, che sabato 14 maggio, a partire dalle 23.00 al Nuovo Caffè del Portico in piazza Roma, saranno protagonisti di un DJ set realizzato in collaborazione Here I Stay dal titolo Spingitori di dischi DJ set – per un mondo più funk: un excursus spazio-temporale tra i continenti africano e americano, dalle prime registrazioni di afrobeat negli studi arcaici dei sobborghi di Lagos, al funk crudo e puro made in afro Usa, passando per il funk latino delle metropoli brasiliane degli anni 70.

Da segnalare inoltre anche il ritorno degli Aperitivi sonori, la fascia delle 19.30 sempre dedicata alla musica che precede le proiezioni serali, per un pieno recupero della socialità dopo due anni di restrizioni. Un momento informale d’incontro tra gli ospiti del festival e la città, con la possibilità di uno scambio nei locali del centro, accompagnati quest’anno dalle selezioni musicali di Giannella Delrio e Silvia Cristofalo(venerdì 13 aprile al GSG Concept Store con Jane D & Miss Mary Light DJ set) e di Carol Rollo  (sabato 14 al Jo Lounge Bar con Puta Caso DJ set).

L’immagine del Festival

Anche quest’anno l’illustratrice Sarah Mazzetti ha realizzato il poster del Carbonia Film Festival. Protagonista dell’immagine 2022 è la piazza Roma su cui si affaccia il Cine-Teatro Centrale, cuore nevralgico dell’evento, a sottolineare la centralità del contesto cittadino e urbano nell’idea di promozione e valorizzazione del territorio che il Festival porta avanti.

“Parte dal Festival un lavoro che dura un intero anno”.

Paolo Serra – Direttore del CSC Carbonia della Società Umanitaria.

Puntare per il 2022 ancora su How to Film the World, nella formula di un Festival senza sezioni competitive che mette al centro elementi quali la formazione e l’approfondimento, significa per noi sottrarsi alla natura di per sé temporanea dell’evento per guardare a un orizzonte di più ampio respiro. Pensiamo a un Festival che diventi strumento di promozione e affermazione di tutte quelle azioni che come CSC della Società Umanitaria, e grazie anche alle politiche cineportuali, siamo riusciti a portare avanti nel nostro territorio insieme alla Regione Autonoma della Sardegna. Puntare sulla formazione delle giovani generazioni e far conoscere Carbonia ed il Sulcis valorizzando l’elemento di confronto, scambio, scoperta e conoscenza, nell’ottica di una ridefinizione dei luoghi del  territorio in spazi cinematografici e di fruizione culturale, richiama necessariamente un lavoro che dovrà svolgersi durante tutto l’anno. Per questo anche la collocazione nel mese di maggio può essere vista come il punto di partenza di queste azioni. Insieme a noi importanti istituzioni come la Fondazione Sardegna Film Commission ed il comune di Carbonia che hanno sempre creduto e sostenuto il Festival e cui verrà restituita la promozione del territorio presso gli ospiti che verranno a Carbonia durante il Festival e il coinvolgimento del tessuto cittadino, dalle scuole ai locali del centro, dalle associazioni culturali al pubblico, che sarà come sempre il vero protagonista di questa kermesse. Infine il ruolo della Cineteca Sarda che anche quest’anno co-organizza il Festival, dimostrando la capacità dei Centri di Servizi Culturali di sviluppare un lavoro comune e di rete in tutto il territorio sardo.

“In un anno di transizione affrontiamo l’urgenza della contemporaneità”.  

Francesco Giai Via – Direttore Carbonia Film Festival.

In un anno come questo 2022, ancora interessato dalla pandemia e funestato da una guerra in Europa, è stato centrale per noi elaborare un programma che riflettesse con ancora maggior forza l’idea di un percorso tanto ricco e rigoroso nella proposta cinematografica, quanto direttamente implicato nella contemporaneità, seguendo uno spirito di impegno civile dove la forza di messaggi e testimonianze convive indissolubilmente con l’elaborazione del linguaggio e delle forme espressive. Tutti gli ospiti cinematografici di questa edizione si sono interrogati su come filmare il mondo e la vita, mettendosi in discussione e a rischio in prima persona. È certamente questo il caso di Mantas Kvedaravicius, regista lituano che ha pagato con il prezzo più alto la scelta di continuare a raccontare un luogo a cui era profondamente legato come la città ucraina di Mariupol martoriata dalla guerra. Anche per questo sarà fondamentale ed estremamente significativo il panel sui cineasti in esilio realizzato con la preziosa collaborazione di International Coalition for Filmmakers at Risk. Questo sarà certamente un anno di transizione per il nostro festival, e abbiamo ritenuto dunque irrinunciabile dedicare questo cambiamento ad alcuni interrogativi imprescindibili del nostro tempo.

Hanna Bilobrova, partner of Lithuanian film director Mantas Kvedaravicius who was found dead in Mariupol, Ukraine, speaks during an interview with Reuters in Vilnius, Lithuania April 14, 2022. Picture taken April 14, 2022. REUTERS/Janis Laizans

Syrian filmmaker Diana El Jeiroudi poses at a photocall for ‘Republic of Silence ‘ during the 78th annual Venice International Film Festival,in Venice,Italy, 07 September 2021. The movie is presented out competition at the festival running from 01 to 11 September. ANSA/CLAUDIO ONORATI

Venerdì 29 aprile si terrà a Cagliari la conferenza stampa di presentazione del Carbonia Film Festival 2022, l’iniziativa organizzata dal Centro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria ed in programma nel capoluogo sulcitano dal 12 al 15 maggio.
L’appuntamento è per le ore 11.00, nei locali della Cineteca Sarda, in viale Trieste 118.
Interverranno: Francesco Giai Via, direttore artistico del Carbonia Film Festival; Paolo Serra, direttore del Centro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria; Nevina Satta, direttrice Fondazione Sardegna Film Commission; Antonello Zanda, direttore Centro Servizi Culturali Cagliari della Società Umanitaria; Pietro Morittu, sindaco di Carbonia; Giorgia Meli, assessora alla Cultura del comune di Carbonia.

Torna il Carbonia Film Festival, che sposta la sua abituale collocazione dall’autunno alla primavera anticipando la nuova edizione dal 12 al 15 maggio. Per il 2022 il festival diretto da Francesco Giai Via proporrà nuovamente l’appuntamento con How to Film the World, rassegna dedicata alla formazione con un focus sui temi cardine della manifestazione, ovvero lavoro e migrazioni. Una quattro giorni ricca di eventi, proiezioni, incontri, mostre e masterclass per riflettere sul cinema e sulla sua capacità di raccontare la realtà.

La scelta di proseguire anche quest’anno con Carbonia Film Festival presenta How to Film the World è dettata da una serie di fattori, tra cui la nuova collocazione in calendario oltre ad un nuovo assetto del panorama festivaliero a livello nazionale.

«In questi ultimi tre anni la manifestazione ha saputo navigare in uno scenario estremamente complesso, rilanciando ogni volta la propria formula e il livello della proposta artistica e culturale – spiega il direttore Francesco Giai Via -. Chiusa l’ultima edizione abbiamo voluto trarre un bilancio del lavoro svolto fino ad oggi, ponendo al centro la necessità di scegliere una formula che portasse avanti gli aspetti legati alla crescita e alla formazione culturale del territorio. Abbiamo dovuto necessariamente tenere conto del fatto che in questi ultimi anni c’è stata una vera esplosione nel numero di manifestazioni cinematografiche anche competitive a livello nazionale, accompagnata da una contrazione delle risorse istituzionali e dalla pandemia che ha minato profondamente il rapporto fra il cinema e il suo pubblico.»

Partendo da queste considerazioni, Carbonia Film Festival vuole consolidare la formula di una manifestazione che abbia come elementi cardine la riflessione sull’evoluzione dei linguaggi cinematografici contemporanei, ma anche l’incontro e lo scambio con grandi personalità del cinema internazionale, affiancate da giovani promesse. Una manifestazione priva di sezioni competitive, incentrata sull’approfondimento, la formazione ed il dialogo: un festival multidisciplinare che contaminerà il mondo del cinema con quello delle altre arti visive e della musica.

Focus di How to Film the World è anche la formazione, che quest’anno vedrà nuovamente protagonisti 8 giovani operatori e studiosi di cinema selezionati attraverso il Bando Carbonia Cinema Giovani. Istituito da Carbonia Film Festival, Società Umanitaria – Fabbrica del Cinema e Fondazione Sardegna Film Commission, il bando (disponibile fino al 19 aprile) si rivolge a giovani di età compresa tra i 19 ed i 30 anni, che seguiranno il festival da protagonisti e parteciperanno a un programma di incontri e masterclass a loro dedicato. Tutte le informazioni relative al bando e le modalità di iscrizione sono disponibili sul sito del festival all’indirizzo www.carboniafilmfest.org

Un’occasione che vuole essere un percorso permanente che possa svilupparsi anche nei mesi che seguiranno il Festival, ponendosi l’obiettivo di superare la natura “temporanea” dell’evento per sviluppare e valorizzare le riflessioni che il Festival propone: Cinema/Territorio/Lavoro/Migrazioni.

 

Si terrà giovedì 11 novembre, alle ore 21.30, c/o la Sala Supercinema di via Sebastiano Satta a Carbonia la presentazione pubblica dell’ultimo film del regista sardo Bonifacio Angius.

Il film dal titolo “I Giganti” verrà introdotto da uno degli attori protagonisti: Michele Manca del celebre duo comico “Pino e gli anticorpi”, per la prima volta impegnato in un ruolo drammatico.

L’ingresso avrà un costo di 7 euro mentre la presentazione sarà a cura del CSC Carbonia della Società Umanitaria.

Uscito nelle sale lo scorso 21 ottobre “I Giganti” approda a Carbonia dopo che è stato presentato in anteprima mondiale al 74° Festival di Locarno e dopo aver vinto il “Premio per la Miglior Regia” ed il “Premio della Giuria Giovani” ad Annecy Cinéma Italien, prestigioso festival francese dedicato al Cinema Italiano e diretto da Francesco Giai Via, anche direttore artistico del Carbonia Film Festival.

Il lungometraggio di Bonifacio Angius racconta di una rimpatriata tra vecchi amici in una casa sperduta in una valle dimenticata dal mondo. Tra ricordi, un’amara ironia e svariate droghe, i protagonisti scivoleranno inesorabilmente in un profondo abisso che è anche quello del proprio vissuto.

Il regista Bonifacio Angius, che in passato ha presentato a Carbonia, ospite del CSC, i suoi due precedenti lavori “Perfidia” e “Ovunque Proteggimi” ha concepito il film come “una storia densa di rabbia, dolore, tenerezza, fragilità, furore, ironia, cinismo e violenza”.

Non è un film sulla pandemia ma cinque persone rinchiuse in una casa con i propri fantasmi, evocano una suggestione che inevitabilmente si lega al triste e sconvolgente periodo che insieme tutta la società ha affrontato con immense difficoltà durante gli ultimi due anni.

Il film resterà in programmazione presso la Sala Supercinema di Carbonia fino a martedì 16 novembre.

Torna l’appuntamento con il Carbonia Film Festival che domani – giovedì 7 ottobre – alza il sipario sulla nuova edizione di How to Film the World, la rassegna biennale organizzata dal Centro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria per la direzione artistica di Francesco Giai Via. Quattro giorni di grande cinema, musica, spettacolo e fotografia, con un focus sui temi cardine del festival, ovvero lavoro e migrazioni, attraverso anteprime, approfondimenti, incontri e masterclass.

Taglio del nastro alle 18.00 negli spazi della Biblioteca Comunale, dove sarà inaugurata la mostra Sguardi Plurali sull’Italia Plurale, un’esposizione che ha ricevuto il patrocinio di Rai per il Sociale e che ospita 58 fotografie realizzate da giovani immigrati o nati in Italia da almeno un genitore di origine straniera, di età inferiore ai 35 anni.

La mostra, che raggiungerà in seguito molte città d’Italia tra cui Torino, Bologna, Padova e Milano, è figlia di un bando promosso da FIERI – Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche sull’Immigrazione insieme al Csc-Carbonia della Società Umanitaria, e in collaborazione con CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia.

Al bando hanno risposto 19 autori provenienti da tutta la penisola, presenti da pochi anni ma anche nati qua, le cosiddette seconde generazioni. Alcuni sono richiedenti asilo e rifugiati, alcuni sono cittadini italiani, altri sono in attesa di diventarlo.

Sguardi Plurali è composta da un percorso di 44 scatti fotografici, dieci per ciascuno dei tre vincitori che saranno proclamati domani. Mentre i restanti 14 pannelli sono il frutto di una selezione operata dalla giuria che ha scelto uno scatto per ciascun partecipante non premiato. Il risultato è un caleidoscopio di storie, di immagini e di emozioni che ci aiuta a guardare oltre, a dare forma all’Italia di oggi e a quella di domani.

I vincitori sono Oleksandra Horobets, ucraina classe 1997, prima classificata con il progetto “Kolobok”Karim El Maktafi, italo-marocchino secondo classificato con il progetto “They call us second generation”; e Danielle Souza da Silva, brasiliana terza classificata con il progetto “Diario di bordo”.  

La serata prosegue poi alle 21.00 con il ritorno in Sardegna, dopo oltre due anni, di uno dei cantautori più amati dagli anni Zero a oggi, Vasco Brondi, già anima del progetto Le luci della centrale elettrica che ha da poco pubblicato il primo album a suo nome, Paesaggio dopo la battaglia.

Brondi sarà protagonista di una speciale performance tra parole, canzoni e letture, moderata dal giornalista di Rolling Stones e autore televisivo Marco Villa.

Vasco Brondi torna in Sardegna con un appuntamento esclusivo, pensato appositamente per How to Film the World, nel suggestivo scenario della Grande Miniera di Serbariu.

Il festival proseguirà fino a domenica 10 ottobre con tanti ospiti tra cui Alexander Nanau, che presenterà il suo acclamato Collective, documentario candidato agli Oscar 2021 che indaga sulla corruzione del sistema sanitario in Romania degli ultimi anni. Saranno inoltre a Carbonia Federica Di Giacomo, Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman, Max Collini, Sarah Mazzetti, Suranga D. Katugampala e Délio Jasse.

Gli appuntamenti di How to Film the World sono gratuiti fino ad esaurimento dei posti disponibili. E’ possibile prenotare il proprio posto al link seguente: https://billetto.it/users/carbonia-film-festival

Sarah. Milan, June 2019

Lunedì 27 settembre, a partire dalle 11,30, nei locali della Cineteca Sarda di viale Trieste, a Cagliari, si terrà la conferenza stampa di presentazione di How to Film the World, la rassegna biennale promossa dal Carbonia film festival che volge lo sguardo alla formazione dei ragazzi e delle ragazze. 
Organizzato dal Centro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria, How to Film the World si articolerà in quattro giorni di grande cinema, musica, spettacolo e workshop – nel Sulcis – con un focus sui temi cardine del festival: lavoro e migrazioni. 
Durante la conferenza stampa sarà illustrato il programma che già annovera, tra ospiti, uno dei grandi autori del cinema contemporaneo come Alexander Nanau, regista dell’acclamato Collective che ha ricevuto una doppia candidatura agli Oscar 2021 – miglior film straniero e il miglior documentario – e che ha vinto il Premio LUX del Pubblico 2021. Fresco membro della Giuria Internazionale all’ultimo Festival di Venezia, Alexander Nanau presenterà il suo ultimo lavoro, incontrerà il pubblico di Carbonia e sarà impegnato in una masterclass imperdibile. 
All’incontro con i giornalisti, insieme al direttore del Csc di Carbonia Paolo Serra e al direttore artistico Francesco Giai Via, parteciperanno Alberto Zonchello, consulente e referente dell’assessorato regionale della Pubblica istruzione e beni culturali; Sabrina Sabiu, assessora della Cultura del comune di Carbonia; e Nevina Satta, direttrice della Fondazione Sardegna Film Commission. 

Dal 7 al 10 ottobre torna How to Film the World, evento biennale promosso da Carbonia Film Festival. Un lungo weekend di proiezioni, eventi e masterclass con alcuni dei più significativi ospiti del panorama nazionale e internazionale.  

Uno dei più autorevoli documentaristi della scena mondiale

Il primo ospite confermato per la terza edizione è Alexander Nanau, regista rumeno naturalizzato tedesco reduce da una doppia candidatura agli Oscar 2021 con il suo Collective (miglior film straniero e miglior documentario), dopo il debutto fuori concorso a Venezia nel 2019. Il film ha inoltre recentemente vinto il Premio LUX del Pubblico 2021 assegnato dagli spettatori europei e dai membri del Parlamento di Strasburgo.  

Alexander Nanau è uno degli autori più interessanti per il cinema documentario contemporaneo, tra gli esponenti di spicco della rinascita di questo genere. Dopo il suo esordio nel 2006 con Peter Zadek inszeniert Peer Gynt, inizia a ottenere consensi sempre maggiori con The world according to Ion B. (2010) e con Toto and his sisters (2014). È stato inoltre direttore della fotografia del documentario Nothingwood di Sonia Kronlund, presentato in anteprima a Cannes nel 2017 alla Quinzaine des Réalisateurs. 

Alexander Nanau sarà protagonista di una masterclass con i ragazzi del Programma Carbonia Cinema Giovani e incontrerà il pubblico del festival in occasione della proiezione del suo ultimo film Collective

Migrazioni e lavoro: il racconto del contemporaneo

La rassegna, organizzata dalla Società Umanitaria-Fabbrica del Cinema di Carbonia per la direzione artistica del critico cinematografico e operatore culturale Francesco Giai Via, persegue come sempre l’obiettivo di raccontare il contemporaneo, tanto nella scelta dei temi (lavoro e migrazioni), quanto nell’attenzione dedicata alle nuove forme del cinema di finzione e documentario. 

Giovani e Formazione: apre domani il bando per gli Under 30

Mentre l’altra forte vocazione di How to Film the World, quella formativa, si concretizza nell’apertura del Bando Cinema Giovani, promosso insieme alla Fondazione Sardegna Film Commission, che permetterà a 10 tra ragazze e ragazzi di essere ospiti della rassegna e partecipare – gratuitamente e con un ruolo da protagonisti – a tutte le attività.  

Possono partecipare al bando tutti gli interessati di età compresa tra i 19 ed i 30 anni, residenti o domiciliati in Italia. L’iniziativa si rivolge a quanti si interessano di cinema o delle tematiche su cui si concentra il Festival. 

Per inoltrare domanda di iscrizione è sufficiente compilare il form sul sito del Carbonia Film Festival a partire dal 18 giugno 2021 ed entro il 1° settembre 2021.  

I 10 candidati selezionati saranno ospiti del festival per un momento di formazione e approfondimento, entreranno a contatto con la comunità cittadina e soprattutto parteciperanno a una serie di masterclass e incontri con professionisti del mondo del cinema.  

Un punto di riferimento per il territorio

Già Mediterraneo Film Festival a partire dal 1999, nel 2016 l’evento cambia nome e diventa Carbonia Film Festival. A cadenza biennale, il CFF si svolge nell’omonima città del sud ovest della Sardegna e ospita sezioni competitive internazionali dedicate a lungometraggi e cortometraggi, eventi speciali, mostre, concerti, masterclass.  

A partire dal 2017 prende vita l’evento Carbonia Film Festival presenta How to Film the World, una quattro giorni che porta nel Sulcis prestigiosi registi internazionali per farli dialogare con il pubblico e con un gruppo di giovani studenti e professionisti del cinema provenienti da tutta Italia e selezionati attraverso il Bando Carbonia Cinema Giovani. 

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“Carbonia Film Festival online presenta…”, la rassegna di film disponibile gratuitamente in streaming sulla piattaforma onlinesardegna.umanitaria.it , non è solamente film, ma un percorso di visioni e di approfondimenti sui grandi temi delle migrazioni contemporanee. La programmazione mensile, che vede come protagonista una delle pellicole premiate nelle ultime edizioni del festival, si arricchisce infatti con dei talk di approfondimento sui temi dei lungometraggi proposti. Questi appuntamenti, a cadenza mensile sui canali social del Festival, saranno curati da Pietro Cingolani, docente di Antropologia dei Media presso l’Università degli Studi di Torino e collaboratore di FIERI – Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche sull’Immigrazione, insieme a Francesco Giai Via, Direttore artistico di Carbonia Film Festival, che dialogheranno con studiosi, operatori e attivisti. Creare “ambienti ostili”. Le politiche e le leggi come strumenti di esclusione è il primo dei talk proposti, martedì 12 gennaio, alle ore 17.30, durante il quale si discuterà di politiche sull’immigrazione e tensioni sociali e razziali a partire dal film vincitore dell’ultima edizione del Carbonia Film Festival, EUROPA “BASED ON A TRUE STORY” di Kivu Ruhorahoza (disponibile sulla piattaforma streaming fino al 15 gennaio 2020). Insieme a Pietro Cingolani, interverranno nel dibattito Lorenzo Pezzani (Goldsmiths University, Londra) e Maurizio Veglio (Avvocato ASGI e International University College, Torino).

 

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Europa di Kivu Ruhorahoza (lungometraggio) e So What if the Goats Die di Sofia Alaoui (cortometraggio) hanno vinto il Carbonia Film Festival 2020 che, nonostante le incertezze e le difficoltà di questo anno così particolare, si è conclusa con successo, proponendo ancora una volta una ricca selezione internazionale incentrata su due grandi temi della contemporaneità, ovvero lavoro e migrazioni. Il primo successo è stato quello di riportare il pubblico ad avvicinarsi alla sala cinematografica per seguire gli appuntamenti del palinsesto cittadino. Il secondo successo è stato quello della sala virtuale del festival, la piattaforma streaming del CFF, che ha permesso ai film in concorso di varcare i confini regionali rendendoli fruibili gratuitamente in streaming su tutto il territorio nazionale.

«Possiamo considerare vinta la sfida che abbiamo accolto di realizzare il festival malgrado il difficile contesto italiano e internazionale. Lo streaming si è rivelato una scelta vincente. Lo dimostrano le migliaia di persone che hanno affollato la nostra sala virtuale, la ricchezza delle conversazioni registrate con gli autori della competizione e l’altissima media che tutti i film del concorso hanno registrato con il voto del pubblico -. dichiara il direttore del Carbonia Film Festival, Francesco Giai Via -. Nel panorama nazionale dei festival cinematografici di qualità Carbonia c’è, ha guadagnato un suo posto grazie alla capacità progettuale di un gruppo di lavoro radicato nel territorio ma che ha le competenze e la voglia di ampliare costantemente i propri orizzonti.»

«È stata un’edizione “complicata” ma comunque di grande interesse e partecipazione! Il lavoro profuso in tutti questi mesi ha portato i suoi frutti: lo testimoniano le tante presenze in sala durante le proiezioni e le visualizzazioni dei film del concorso sulla piattaforma streaming, cresciute in modo costante e progressivo. Un’esperienza che, ci siamo già detti, contiamo di ripetere, anche senza i condizionamenti dettati dalla pandemia! – aggiunge Paolo Serra, Direttore del Centro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria -. Ci confortano le numerose attestazioni di stima e i complimenti per la macchina organizzativa che è stata approntata e che ha garantito la partecipazione in sicurezza, merito di un intenso lavoro condiviso. Un successo, quello dell’edizione 2020 che appartiene non solo al CSC Carbonia della Società Umanitaria/Fabbrica del Cinema ma anche alla Cineteca Sarda, alla Regione Sardegna, al comune di Carbonia e alla Fondazione Sardegna Film Commission, al Mibact e, naturalmente a tutti quelli che, a vario titolo, vicini o lontani, hanno sentito “come proprio” il Carbonia Film Festival.»

16 film in concorso per 13 paesi, dalla Cina all’Africa, dagli Usa al Sud America passando per l’Europa. E poi ancora 7 eventi speciali2 mostreuna performance live, 8 conversazioni con i registi (in collaborazione con Eja TV e Fondazione Sardegna Film Commission) e un’assemblea digitale pubblica in partnership con LaComune.

Oltre al calore del pubblico in sala, che con grande interesse e desiderio di tornare al cinema ha partecipato alle proiezioni e agli appuntamenti del CFF, tante sono state le persone che hanno seguito la programmazione del festival online.

Un’edizione riuscita che ha visto trionfare EUROPA, “BASED ON A TRUE STORY” di Kivu Ruhorahoza come Miglior Film del Concorso Internazionale Lungometraggi. Il Premio Ucca CFF è andato a OVERSEASdi Sung-A Yoon, mentre BLOODY NOSE, EMPTY POCKETS di Bill & Turner Ross ha conquistato la Menzione Speciale della giuria Ucca oltre al Premio del Pubblico. Per il Concorso Internazionale Cortometraggi, il Premio al miglior corto è andato a SO WHAT IF THE GOATS DIE di Sofia Alaoui; acclamato anche GENIUS LOCI di Adrien Mérigeau, che ha ricevuto la Menzione Speciale della Giuria Sardegna Film Network, il Premio Giuria Cinema Giovani e il Premio Giuria CFF Scuole. 

TUTTI I FILM PREMIATI

La Giuria del Concorso Internazionale Lumgometraggi composta da Paolo Bertolin, Marcello Sannino e Manuela Buono, ha assegnato il Premio Miglior Film, del valore di 4.000 euro, a EUROPA, “BASED ON A TRUE STORY” di Kivu Ruhorahoza con la seguente motivazione: «La giuria ha deciso di segnalare un’opera che incorpora dialetticamente nella sua forma la riflessione personale e politica del cineasta. Il suo film interroga il ruolo del cinema nella discussione contemporanea sull’identità e la rappresentazione del migrante. Gli interrogativi e le contraddizioni che il regista solleva attraverso il testo filmico attivano un dialogo aperto e fruttuoso con lo spettatore».

Vince il Premio Ucca Carbonia Film Festival per il miglior film del Concorso Internazionale Lungometraggi del valore di 1.000 euro, attribuito da una giuria nominata dall’Unione Circoli Cinematografici dell’Arci e composta da Antonio Borrelli, Marino Canzoneri e Chiara Malerba, OVERSEAS di Sung-A Yoon con la seguente motivazione: «Per la capacità di raccontare con ironia ed empatia attraverso uno spaccato inconsueto – una scuola di formazione alla migrazione – la condizione di donne costrette a sottomettersi ad un regime di lavoro disumano in una terra straniera, il tutto restituito con una cifra stilistica consapevole, che, mediante l’uso della camera e la cura della composizione, riesce a raccogliere la sintesi di quella esperienza». 

La giuria ha assegnto inoltre una Menzione Speciale a: BLOODY NOSE, EMPTY POCKETS di Bill & Turner Ross, «Per l’idea di mostrare come un luogo possa diventare spazio di confronto e incontro di un’umanità ai margini, spesso oscurata nella narrazione contemporanea degli Stati Uniti e in straordinaria contrapposizione al “sogno americano”».

Il Premio del Pubblico, del valore di 1.000 euro, attribuito dagli spettatori che hanno potuto votare anche online, va a BLOODY NOSE, EMPTY POCKETS di Bill & Turner Ross .

Sono tre i premi assegnati ai film del Concorso Internazionale Cortometraggi.

La Giuria Sardegna Film Network composta dalla rete dei festival di cinema sardi – riuniti sotto l’egida della Fondazione Sardegna Film Commission – di cui fanno parte Joe Bastardi, Dolores Calabrò, Massimiliano Mazzotta, ha assegnato il Premio Concorso Internazionale Cortometraggi, di 1.000 euro, a SO WHAT IF THE GOATS DIE di Sofia Alaoui, «Per la capacità di mettere in scena lo spettro delle urgenze umane, e al contempo ribaltare gli equilibri, relativizzando il senso della nostra esistenza; e per averlo fatto utilizzando un linguaggio fresco e mai lusinghiero». 

La giuria ha assegnato inoltre una Menzione  speciale a GENIUS LOCI di Adrien Mérigeau «Per la forza estetica impetuosa attraverso la quale restituisce il mondo interiore della protagonista; per averci portato in un mondo fatto di sensazioni, paure e angosce dandoci la possibilità di visualizzarle».

lI Premio Giuria Cinema Giovani al miglior cortometraggio, assegnato da una giuria composta dalle partecipanti e dai partecipanti al Programma Carbonia Cinema Giovani che quest’anno si è svolto online, per un valore di 500 euro, va a GENIUS LOCI di Adrien Mérigeau Per il sapiente e raffinato uso di un’animazione  sorprendente, vibrante e Kandinskyana. Lo spettatore viene catapultato all’interno della psiche di una giovane ragazza, divisa fra pregiudizi culturali e classismo sociale, persa nel caos della città, gabbia nemica ma anche non-spazio antropomorfo in cui tutto è possibile. Viaggio mistico e surreale che diventa liberazione, catarsi, scioglimento dell’io nel magma dell’esistente, oltrepassando la questione identitaria. Un perfetto connubio di magia e perturbamento rendono quest’opera un esempio di ciò che il cinema può fare: divenire-tutto di forme e suoni in perenne metamorfosi. 

Una giuria composta da studenti e studentesse degli istituti di istruzione superiore “Gramsci Amaldi” e “Angioy” di Carbonia e “Lussu” di Sant’Antioco ha assegnato il Premio Giuria CFF Scuole del valore di 500 euro a GENIUS LOCI di Adrien Mérigeau «Per l’animazione fluida e intensa che evidenzia la grande sensibilità dell’autore e la capacità di rappresentare, attraverso l’atmosfera caotica della metropoli, l’inquietudine del genio umano. Interessante il riferimento al “Genius Loci” dell’antica cultura Greco-Romana».

Fotografie di Fabio Dongu

 

 

 

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Prende il via domani, martedì 6 ottobre, l’edizione 2020 del Carbonia Film Festival, che quest’anno alza un doppio sipario: quello del Teatro Centrale dove si svolgeranno gli appuntamenti live in città, e quello della piattaforma streaming grazie alla quale sarà possibile vedere i film dei due concorsi internazionali (rispettivamente dedicati a lungometraggi e cortometraggi) gratuitamente su tutto il territorio nazionale. Un’edizione ibrida e coraggiosa, in un momento particolare come quello che sta vivendo il mondo, con cui il Carbonia Film Festival dichiara di volerci essere.

Sono 13 i paesi raccontati dai 16 film in concorso per una narrazione poliedrica sui temi cardine della manifestazione, ovvero lavoro e migrazioni.

L’apertura del CFF 2020 è affidata a Mogul Mowgli, esordio nel lungometraggio di finzione per Bassam Tariq che porta sul grande schermo una storia di successo, famiglia e tradizioni con un’imperdibile performance di Riz Ahmed (Venom, The night of) nei panni di un rapper che, all’apice del successo, viene colpito da una malattia autoimmune. Un dramma di seconda generazione in cui il desiderio di fama si oppone alle tradizioni ancestrali, per un moderno 8 mile in cui Riz Ahmed si muove e rappa sul palco con una presenza magnetica che non ha nulla da invidiare alle grandi star della scena rap internazionale. Il film sarà disponibile a partire da martedì 6 sulla piattaforma streaming del CFF, e inaugurerà le proiezioni cittadine al Cine-Teatro Centrale (ore 21.00).

Per il Concorso Internazionale Lungometraggi va in scena, sulla sola piattaforma streaming, anche Days of Cannibalism, documentario “western” di Teboho Edkins sull’impatto delle nuove frontiere della globalizzazione. Il film osserva il modo in cui l’arrivo della potenza cinese sia riuscito in poco tempo a modificare l’economia agro-pastorale di una comunità rurale dell’Africa meridionale.

Sulla piattaforma del festival saranno disponibili, a partire dalle 12, le conversazioni con i registi dei lungometraggi in concorso, realizzate in collaborazione con Eja TV e Fondazione Sardegna Film Commission.

Al via anche il Concorso Internazionale Cortometraggi, che da martedì 6 ottobre proporrà gli 8 film selezionati disponibili gratuitamente sulla piattaforma streaming fino a domenica 11 ottobre.

La giornata inaugurale del festival prevede inoltre il taglio del nastro per (Quasi) tutto stampato a mano, un viaggio nelle opere di Sarah Mazzetti, autrice del manifesto di questa edizione del CFF. Illustratrice di fama internazionale, Sarah Mazzetti vanta collaborazioni con The New York Times, The New Yorker, Die Zeit, The Guardian, nel 2019 ha ricevuto il prestigioso premio Premio Internazionale d’Illustrazione Bologna Children’s Book Fair – Fundación SM.

Tutti i film del Concorso Internazionale Lungometraggi saranno disponibili sulla piattaforma streaming per 48 ore a partire dalla data di programmazione; i film del Concorso Internazionale Cortometraggi saranno disponibili per tutta la durata della manifestazione.

Carbonia Film Festival (6-11 ottobre 2020) è organizzato dal Centro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria – Fabbrica del Cinema e Cineteca Sarda, insieme alla Regione Autonoma della Sardegna e al comune di Carbonia, con il sostegno di Fondazione Sardegna Film Commission e Mibact – Direzione Generale Cinema, e la direzione artistica di Francesco Giai Via.