7 October, 2022
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Sarà presentato domani mattina a Cagliari, a partire dalle 9.00, nella sala conferenze della struttura polifunzionale del Molo Ichnusa, il progetto Sedriport nell’ambito di Interreg marittimo Italia-Francia 2014-2020. Ad aprire i lavori sarà l’assessore dei Trasporti Massimo Deiana e il direttore generale Gabriella Massidda. Capofila dell’iniziativa è la Regione, in partnership con il Dipartimento del VAR Comune di Grimaud, con l’Office des Transports della Corsica, con le Università di Cagliari e di Tolone, la Provincia di Livorno, l’Arpal Liguria e con l‘Istituto superiore per la ricerca ambientale. Obiettivo, identificare una soluzione congiunta sul problema dell’insabbiamento dei porti dell’area transfrontaliera e soluzioni operative per la gestione dei sedimenti e il ripristino dei fondali.
Sarà compito del gruppo di lavoro definire un sistema comune per il monitoraggio delle acque e realizzare un manuale operativo per affrontare la tematica dei dragaggi. I cambiamenti climatici estremi hanno sicuramente contribuito a favorire e a velocizzare gli insabbiamenti strutturali dei porti aumentando sia il rischio per l’ambiente sia quello per le attività economiche.
Nell’area di cooperazione, soprattutto per le regioni insulari, l’insabbiamento rappresenta un serio problema dato che il trasporto marittimo è spesso l’unica modalità di movimentazione delle merci. L’acronimo Sedriport significa “Sedimenti, dragaggi, rischi portuali”, il progetto sarà operativo sino a febbraio 2020 con un budget di oltre 1,8 milioni di euro, dei quali l’85 per cento finanziato dall’Unione Europea.

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Si è tenuta a Barcellona lo scorso 18 dicembre la conferenza finale del progetto Optimed, finanziato nell’ambito del programma di cooperazione transfrontaliera ENPI CBC Med 2007-2013, con l’obiettivo di promuovere migliori condizioni e modalità per incrementare la circolazione delle merci e dei capitali tra i territori del Mediterraneo.
L’evento è stato organizzato dalla Regione, leader del progetto, dall’Associazione delle Camere di Commercio del Mediterraneo e dalla Camera di Commercio di Beirut, con la collaborazione degli altri partners progettuali: l’Università di Cagliari CIREM, la Scuola Europea di Short Sea Shipping e quella dell’Unione per il Mediterraneo che ha ospitato la conferenza. Presenti i principali attori della logistica: esponenti della politica, enti locali, rappresentanti dei porti, società e compagnie di navigazione, operatori portuali, oltre a esperti e tecnici.
L’assessore dei Trasporti Massimo Deiana e il direttore generale Gabriella Massidda hanno inaugurato la giornata di lavoro. «Optimed rappresenta un progetto ambizioso che lascia segni importanti sul territorio regionale. In un momento di scelte politiche, economiche e di sviluppo, decisive e inderogabili, la cooperazione transfrontaliera può dare un forte contributo al miglioramento delle relazioni internazionali e della stabilità sociale ed economica. E il sistema Italia potrà solo beneficiare della Sardegna, centrale e ponte transcontinentale nei traffici marittimi del Mediterraneo», ha detto Massimo Deiana.
«L’obiettivo è contribuire al miglioramento delle relazioni e del dialogo tra i Paesi europei e quelli che si affacciano sul Mediterraneo, attraverso lo sviluppo di un accesso facile e sicuro dei flussi delle merci – ha spiegato Gabriella Massidda -. Abbiamo supportato con entusiasmo e operatività il progetto, e siamo certi che possa diventare fondamentale per i traffici commerciali della regione e gli scambi del Mediterraneo.»
Le innovazioni al concetto di trasporto merci attraverso l’individuazione di un diverso schema di rete, la creazione di una piattaforma logistica virtuale per la pianificazione degli spostamenti, la progettazione preliminare delle opere infrastrutturali necessarie nei due hub di Porto Torres e Beirut, la realizzazione di uno schema di relazioni tra gli operatori del settore delle due sponde attraverso gli incontri Business to Business. Questi alcuni dei temi discussi all’appuntamento spagnolo.
L’evento è stato inoltre l’occasione per la presentazione delle opportunità offerte dal nuovo programma ENI CBC Bacino del Mediterraneo, recentemente adottato dalla Commissione Europea, che sostituirà il programma ENPI nell’ambito della politica europea di Vicinato, trovando applicazione fino al 2020. Grazie alle nuove strategie proposte, il programma ENI potrà supportare anche gli sviluppi futuri del progetto Optimed.
Ha un budget complessivo di 1,9 milioni di euro con un contributo comunitario pari al 90 per cento, ed è uno dei 95 progetti finanziati dal Programma ENPI CBC MED 2007-2013, che sotto la guida della Regione in qualità di autorità di gestione, ha l’obiettivo di promuovere un processo di cooperazione armonioso e sostenibile nel Mediterraneo. Si tratta di un’iniziativa transfrontaliera multilaterale finanziata dallo Strumento Europeo di Vicinato e Partenariato (ENPI) che coinvolge Cipro, Egitto, Francia, Giordania, Grecia, Israele, Italia, Libano, Malta, Palestina, Portogallo, Spagna, Siria (partecipazione attualmente sospesa) e Tunisia.

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Si è chiuso oggi a Barcellona, al Palacio de Pedralbesospitato dall’Unione per il Mediterraneo, organismo dell’Unione Europea, partner istituzionale – il progettoOPTIMED Rationalising Mediterranean Sea Ways: from Southern-Eastern to Northern-Western ports”. Finanziato con il Programma di cooperazione transfrontaliera ENPI CBC MED 2007-2013, ha visto lo sviluppo di relazioni tra comunità, enti e amministrazioni locali, porti, armatori, società e compagnie di navigazione, operatori portuali. Ma non solo. L’incremento di accordi tra le aziende del settore trasporti e logistica che operano tra le sponde Nord e Sud del Mediterraneo sono stati al centro del progetto. Gli specialisti del Cirem (Centro interuniversitario ricerche economiche e mobilità) hanno evidenziato studi (su 24 porti e 79 compagnie europee della logistica) ad alto valore aggiunto in un percorso biennale che ha coinvolto le istituzioni della Spagna, del Libano, della Francia, e dell’Egitto, vari partner (i porti di Beirut e Barcellona), Ascame (Associazione Camere commercio Mediterraneo), l’Autorità portuale del Nord Sardegna.

Lo scalo di Porto Torres è candidato principe – con Beirut nell’altro versante – a un ruolo centrale e transfrontaliero per raccolta, smistamento e distribuzione delle merci dei porti dell’arco dell’alto Tirreno. I riferimenti vanno da Valencia a Napoli e, per la sponda sud orientale del Mediterraneo, dall’Egitto alla Turchia.

«Un percorso proficuo, che introduce il concetto di hub-and-spoke tipico del trasporto aereo in un settore quale è quello del Ro-Ro marittimo, nel quale attualmente si opera spesso con linee spot, senza una certezza di frequenza né di orari. Dobbiamo rendere il sistema affidabile ed efficiente: va garantito il door to door e il just in time per cui i tempi di collegamenti e i costi siano competitivi anche rispetto ai traffici via terra» dice Paolo Fadda, coordinatore scientifico di Optimed e docente dell’ateneo di Cagliari.

«Un progetto proficuo che lascia segnali importanti sul territorio regionale. In un momento di scelte politiche, economiche e di sviluppo, decisive e inderogabili. Il sistema Paese può solo beneficiare della Sardegna centrale e ponte transcontinentale nei traffici marittimi del Mediterraneo» dice Massimo Deiana, assessore regionale dei Trasporti.

«Abbiamo supportato con entusiasmo e operatività il progetto, siamo certi che possa diventare fondamentale per lo sviluppo dei traffici inerenti la nostra regione e gli scambi del Mediterraneo» spiega Gabriella Massidda, direttore generale assessorato regionale dei Trasporti. 

«Per trasferire un Ro-Ro dall’area di Milano a quella della Siria occorrono dodici giorni, con l’applicazione dei nostri studi, basati anche su analisi finanziarie ed economiche, i tempi si dimezzano» rilancia Gianfranco Fancello (Cirem, ricercatore Unica e coordinatore tecnico di Optimed).

Al meeting catalano si è tenuta anche una tavola rotonda con Massimo Deiana, Pietro Preziosi (Autorità portuale Nord Sardegna), Hassan Kraytem (presidente porto di Beirut) e Jordi Torrent (porto di Barcellona). Tra i temi, l’agenda fino al 2020, le analisi dei ricercatori dell’Università di Cagliari su fattibilità, innovazione, contesto, scambi, ruolo operatori e catene logistiche. Ai lavori sono intervenuti Giovanni Fabio Sechi (Segretario Generale Autorità portuale Nord Sardegna), Rami Semaan (porto di Beirut) e Elisa Gagatsi (Istituto trasporti, Grecia).

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Si chiude oggi allo scalo marittimo di Porto Torres la due giorni – workshop e il B2B Meetings (Business to Business) – inerenti la sessione italiana dell’OPTIMED Rationalising Mediterranean Sea Ways: from Southern-Eastern to Northern-Western ports. La fase conclusiva del progetto, finanziato con il Programma di cooperazione transfrontaliera ENPI CBC Med 2007-2013, prevede la realizzazione di incontri tra le aziende del settore dei trasporti e della logistica che operano tra la sponda Nord e quella Sud del Mediterraneo. Il progetto è seguito dagli specialisti del Cirem (Centro interuniversitario per le ricerche economiche e la mobilità) dell’ateneo di Cagliari.

Lo scalo di Porto Torres potrebbe rivestire – con Beirut nell’altro versante – un ruolo centrale con carattere internazionale per raccolta, smistamento e distribuzione delle merci dei porti dell’arco dell’alto Tirreno. Con riferimento all’area che va da Valencia a Napoli. I traffici coinvolgerebbero anche la sponda sud orientale del Mediterraneo, in particolare, dall’Egitto alla Turchia. Oggi si è tenuta la visita tecnica allo scalo turritano con la partecipazione di aziende libanesi, francesi e spagnole, del rappresentante della Camera di commercio di Beirut, Dory ABoud Saab e dell’Ascame (Associazione camere commercio Mediterraneo), Monica Cunill. Ai lavori ha preso parte il Consorzio Industriale Provinciale di Sassari.

Ieri, giovedì 3 dicembre, si è tenuto il “BusinessToBusiness”. Un confronto proficuo tra una quindicina di imprese libanesi del settore, prevalentemente agenzie marittime, spedizionieri ed operatori logistici (fra queste, Interworld duty Free, AKS Cargo, PetCo srl, General Transportation service) e altrettante sarde (EfisPau Shipping agency, Seamar, Plaisant &c., Agenzia Cincotta Cagliari, SMS Log Porto Torres). Paolo Fadda (Cirem, docente Università di Cagliari) ha evidenziato l’innovatività del progetto Optimed. «Un percorso che introduce il concetto di hub-and-spoke tipico del trasporto aereo, in un settore quale è quello del Ro-Ro marittimo, nel quale attualmente si opera spesso con linee spot, senza una certezza di frequenza né di orari» ha segnalato il coordinatore scientifico di Optimed. Mentre Gianfranco Fancello (Cirem, ricercatore Unica e coordinatore tecnico di Optimed) ha presentato i risultati del progetto da cui emerge un aspetto saliente: «Rispetto allo stato attuale, per cui trasferire un Ro-Ro dall’area di Milano a quella della Siria occorrono dodici giorni, con il progetto Otpimed i tempi si dimezzano». I lavori sono stati aperti da Gabriella Massidda, direttore generale dell’assessorato regionale ai Trasporti. «Il progetto ha un’importanza strategica per la regione Sardegna rispetto ai futuri assetti del Mediterraneo» ha sottolineato la dottoressa Massidda.

 

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Gli specialisti del Cirem (centro interuniversitario ricerche economiche e mobilità dell’Università di Cagliari) guidati da Paolo Fadda (responsabile scientifico del progetto), dell’assessorato regionale ai trasporti e dell’Autorità portuale del Nord Sardegna, nell’ambito dei lavori in corso al Sil (Salon internacional de la logistica y de la manutencion) di Barcellona, hanno illustrato oggi il progetto che prevede Porto Torres e Beirut hub del nuovo sistema di trasporto marittimo nel Mediterraneo. La Regione è capofila del progetto.

«Il Sil è occasione di straordinario confronto internazionale su una materia in continua evoluzione qual è quella dei traffici marittimi. Siamo convinti – dice Gabriella Massidda, direttore generale assessorato regionale trasporti – di poter contribuire, attraverso il progetto optimed, ad implementare i traffici via mare, proseguendo un percorso che metta la nostra isola al centro degli scambi commerciali del Mediterraneo. La presentazione odierna del nostro progetto ha avuto riscontri molto positivi che, congiuntamente all’incontro con il direttore generale del governo della Catalogna, Pere Padrosa, ci consente di rinforzare le relazioni internazionali». Per Paolo Fadda, ordinario di Progettazione dei sistemi di trasporto, «i confronti tecnici ci permettono di raccogliere dati importanti per affinare il progetto. L’interesse mostrato da Turchia, Egitto e Libano, ci consente di raccogliere ulteriori elementi che confortano il processo di trasferimento degli scambi su ruota a quelli via mare».

La tre giorni catalana vede la Sardegna, con Porto Torres hub, al centro dei traffici del Mediterraneo. Dagli studi particolareggiati messo a punto dai ricercatori isolani, si evince che può essere migliorato il sistema di scambi attuale, più competitivo su ruota.

«Ad esempio, spedire merci con un camion da Milano al Kurdistan, al confine con la Turchia, costa 3.700 euro e impiega dodici giorni. Mentre – spiega Gianfranco Fancello, ricercatore Cirem – il nostro progetto aumenta le frequenze via mare con una riduzione dei costi e dei tempi stimabile intorno al 30 per cento. Come? Con un servizio regolare, la diffusione capillare dei collegamenti anche ai porti minori e, soprattutto, la riduzione dei tempi di attesa delle merci in banchina».

Dalle relazioni degli specialisti isolani è emerso che con Porto Torres hub del nord del Mediterraneo, lo scalo sarà collegato con quattro corse settimanali su Valencia e altrettante su Barcellona, sei con Marsiglia e Seté, sette con Genova, Spezia e Napoli e otto con Beirut.

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La Regione partecipa al Salone internazionale della logistica (Sil), in programma a Barcellona il 9 e 10 giugno.
«Si tratta di un’occasione ideale per confrontarsi con gli operatori internazionali del settore e per proporre il progetto Optimed – dice l’assessore regionale dei Trasporti, Massimo Deiana -. Si tratta di un nuovo schema di rete dei traffici marittimi tra le sponde nord e sud del Mediterraneo “che vedrebbe la Sardegna, e in particolare lo scalo di Porto Torres, al centro di importanti rapporti commerciali tra i Paesi costieri e i territori continentali.»
L’iniziativa è finanziata dal programma europeo di cooperazione transfrontaliera, Enpi Cbc Med, e l’assessorato dei Trasporti è beneficiario e capofila del progetto.
All’appuntamento spagnolo si avvieranno gli scambi “Business to Business” (B2B), previsti nella fase finale delle attività progettuali, che coinvolgeranno diverse aziende specializzate nella movimentazione di merci via mare. L’assessorato dei Trasporti ha allestito uno spazio espositivo dedicato con il quale, insieme ai partner istituzionali Cirem (Centro interuniversitario ricerche economiche e mobilità dell’ateneo cagliaritano), Autorità portuale del Nord Sardegna e Unione delle Camere di commercio del Mediterraneo, si presenterà anche al vasto pubblico della fiera. Inoltre saranno organizzati due workshop specifici che precederanno gli incontri bilaterali tra gli operatori, e gli specialisti sardi presenti al Sil parteciperanno ai due convegni internazionali Meda-Logistics & Transport Forum e Meda Ports Summit. Coinvolti alla realizzazione del progetto Optimed anche la Scuola europea di “Short sea Shipping” di Barcellona e la Camera di Commercio di Beirut.
«Incontreremo i grandi attori che governano il trasporto merci nel Mediterraneo – dice il direttore generale dell’assessorato dei Trasporti e responsabile del progetto Optimed, Gabriella Massidda – con loro cercheremo di affinare la strategia che prevede un ruolo centrale per l’isola nella gestione dei flussi commerciali e valuteremo tutti i riscontri concreti che provengono dal mercato. La proposta strategica della Sardegna mira anche a favorire il più ampio rapporto di cooperazione economica, in accordo con gli obiettivi del Programma europeo, tra i Paesi dell’arco latino nord occidentale, Spagna Francia e Italia, e dell’area sud orientale, Libano, Egitto, Giordania e Siria.»
Optimed prevede un nuovo disegno di rete basato nel dettaglio sull’individuazione di due hub portuali di riferimento, Porto Torres e Beirut, in posizione baricentrica rispetto alle direttrici di traffico che interessano le due sponde opposte orientali e occidentali del Mediterraneo. È inoltre in corso di sviluppo un sistema informativo avanzato che permetterà la simulazione, da parte degli operatori, di servizi pianificati sul nuovo schema di rete. La piattaforma consentirà di identificare la migliore opzione di trasporto e di valutarne l’effettiva maggiore efficienza. Parametri di alta produttività nello smistamento delle merci, integrati con i servizi di collegamento, sono gli obiettivi dei progetti preliminari in fase di completamento per i terminal portuali coinvolti nell’isola e in Libano.

 

L’1 e il 2 dicembre l’Associazione delle Camere di commercio del Mediterraneo e dell’industria (Ascame) ha ospitato i partner del progetto Enpi-Optimed nella emblematica Casa Llotja de Mar a Barcellona. Con un budget di quasi due milioni di euro, Optimed è un progetto finanziato nell’ambito Enpi-Cbc-Med, strumento finanziario a sostegno della politica europea di vicinato (Enp) nel bacino del Mediterraneo. L’università di Cagliari è presente con lo staff, guidato dal pro rettore Paolo Fadda, del Cirem (Centro interuniversitario ricerche economiche e mobilità).

Enpi-Optimed promuove nuove opportunità, strutture, strumenti e competenze utili a migliorare collegamenti commerciali e relazioni tra operatori pubblici e privati nei trasporti marittimi e nella logistica dei porti della sponda Sud-orientale e Nord- occidentale del Mediterraneo. Il progetto individua e diffonde le opportunità offerte dalla nuova rete di commercio marittimo e le potenzialità di uno strumento di supporto, come la piattaforma logistica virtuale tra gli operatori dei paesi UE e partner mediterranei. Gli studi procedono spediti. Gli specialisti del professor Fadda stanno elaborando strategie inerenti uno scenario di trasporti marittimi che nel mar Mediterraneo potrebbe avere Porto Torres e Beirut come porti hub.

Casa Llotja de Mar è stata culla di un incontro proficuo, oltre che tra i gruppi della Regione Sardegna e dell’università di Cagliari, dei delegati di Camera di commercio Beirut e Monte-Libano (Cciabml), Scuola europea short sea shipping (2E3S), Autorità portuale di Olbia e Golfo Aranci e Ascame. Sul tavolo, lo stato di avanzamento del progetto, lanciato a Cagliari il 9 giugno scorso. Alla riunione hanno partecipato anche i vertici del Porto di Beirut.

La progettazione del nuovo sistema di rete hub e la progettazione preliminare delle nuove infrastrutture portuali hub che hanno l’obiettivo di migliorare gli scambi delle merci, di abbassare i tempi e i costi spese legati al trasporto nell’ambito del bacino del Mediterraneo, sono stati presentati dal Cirem, con successo e apprezzamento da parte dei convenuti. Il Centro specialistico dell’ateneo ha inoltre presentato progettazione e test del sistema informativo per la piattaforma logistica virtuale introducendo i requisiti del capitolato per la progettazione e lo sviluppo della piattaforma web-based. Mentre la Regione Sardegna ha consegnato ai partner il punto sullo stato di avanzamento del pacchetto di lavoro “comunicazione” ed annunciato l’imminente lancio della pagina web Optimed, della newsletter e di social network relativi al progetto. La 2E3S ha presentato il programma per la formazione sul trasporto marittimo a corto raggio, sulle autostrade del mare e sull’e-freight che sarà realizzato nei primi mesi del 2015.

l coordinatore del progetto, Paolo Fadda, il direttore denerale Trasporti Regione Sardegna, Gabriella Massidda e il direttore del 2E3S, Eduard Rodes, hanno incontrato il direttore generale Trasporti e mobilità del governo della Catalogna, Pere Padrosa. «Un incontro fondamentale – dice il professor Fadda – per approfondire i concetti chiave inerenti lo sviluppo del progetto. Uno scenario tecnico, logistico e operativo con fondamentali ricadute occupative ed economiche.»

Pr. Pigliaru riunione di Giunta

La riunione di Giunta regionale oggi si è aperta con l’approvazione della delibera che sancisce l’uscita della Regione dal progetto Galsi e la prosecuzione del processo di metanizzazione, con la creazione di un gruppo di lavoro e l’avvio immediato del confronto con il Governo per la definizione degli interventi infrastrutturali a carico dello Stato che permettano in tempi brevi alla Sardegna di avviare la metanizzazione in modo differente. 

Tra le altre delibere approvate, quella riguardante gli adempimenti urgenti della società in house Igea, proposta dall’assessore dell’Industria Maria Grazia Piras, nella quale è stato designato quale commissario liquidatore, come previsto dalla legge regionale 4/2014 e dal codice civile, Antioco Gregu. Al liquidatore è stato dato il mandato di compiere con la massima urgenza ogni necessario accertamento sullo stato patrimoniale ed organizzativo della società IGEA e di valutare l’opportunità di formulare un piano industriale che individui una concreta prospettiva di risanamento della società, assicurandone l’equilibrio gestionale nel medio e lungo periodo. Il liquidatore avrà intanto il mandato di proseguire nell’esercizio provvisorio al fine di non interrompere le attività di mantenimento in sicurezza dei siti minerari, cui IGEA è obbligata, e per non disperdere le risorse disponibili. Confermati, nel collegio sindacale, i sindaci già designati in precedenza. Due le proposte dell’assessore degli Affari generali Gianmario Demuro. La prima riguarda il budget economico sperimentale per l’anno 2014, e con questo provvedimento la Giunta adotta il budget che contiene tutti i costi di funzionamento della Regione, organizzati per centri di costo omogenei suddivisi nelle varie direzioni generali. E’ sul tema del personale la seconda, in cui si delibera di avviare un processo di riorganizzazione delle direzioni generali dell’Amministrazione e predisporre un disegno di legge in proposito. Le ipotesi di riorganizzazione dovranno essere adeguate agli obiettivi e alle strategie del programma di governo, tenendo come criteri la valutazione dei servizi centrali rispetto ai valori medi e la razionalizzazione di quelli periferici, oltre che la riduzione delle posizioni dirigenziali di studio, ricerca e ispettive.Sono state due anche le delibere portate al tavolo dall’assessore del Turismo e dell’artigianato Francesco Morandi. La prima ha riguardato l’approvazione delle direttive di attuazione relativamente all’integrazione dei fondi di garanzia dei Consorzi fidi dei comparti artigianato e commercio, con la decisione di costituire un tavolo interassessoriale al fine di formulare in tempi rapidi un disegno di legge per superare l’attuale stato del sistema dei confidi, oggi eccessivamente frammentato. In ambito di incentivi per le imprese turistiche, destinati alla promozione di prodotti espressione dell’identità locale, l’assessore ha poi proposto l’aggiunta delle categorie del vetro, del pellame e dei lapidei a quelle già presenti. Nello specifico, si tratta di studio, progettazione e realizzazione di corner e vetrine anche virtuali per la promozione dell’artigianato artistico regionale da posizionare presso le strutture ricettive di qualità della Sardegna.

Tra le altre delibere approvate, dall’assessorato della Programmazione è stato proposto il trasferimento di una somma dal Fondo di riserva per le spese impreviste, all’interno del Piano di stabilizzazione del precariato. Da parte dell’assessore degli Enti locali Cristiano Erriu è arrivato lo scioglimento del Consiglio comunale di Villaputzu, con la nomina del Commissario straordinario Vincenzo Basciu. L’assessore dell’Ambiente Donatella Spano, oltre ad alcune procedure di valutazione d’impatto ambientale, ha portato l’attenzione della Giunta sui temi della promozione della raccolta differenziata dei rifiuti e il trattamento dei rifiuti organici con la delibera sulle condizioni di utilizzo del compost sul territorio regionale. Le altre delibere dell’Assessorato hanno riguardato la prima l’attuazione della direttiva europea relativa agli impianti portuali di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi, con l’approvazione di piani di gestione dei rifiuti in alcuni porti, e la seconda i bilanci dell’Arpas, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente.

In ordine alle nomine alle Direzioni generali, quella della Presidenza è stata affidata ad Alessandro De Martini. La Direzione generale dell’assessorato dei Trasporti è andata a Gabriella Massidda, mentre per i Lavori pubblici è stato confermato Edoardo Balzarini. A Roberto Saba è andata la Direzione dell’assessorato dell’Industria, quella del Lavoro ad Eugenio Annicchiarico, e la Ragioneria a Marcella Marchioni. Su proposta dell’Assessore della Sanità Luigi Arru, la Giunta ha poi deliberato la nomina, in via straordinaria, del collegio sindacale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Cagliari e, infine, per il Collegio sindacale di Sardegna Ricerche, è stato nominato alla Presidenza Agostino Galizia.

 

Il Commissario delegato per l’emergenza alluvione, Giorgio Cicalò, ha presieduto una riunione operativa per fare il punto su procedure, tempi, spese eleggibili che potrebbe coprire il Fondo Sociale dell’Unione Europea (FSUE). Si tratta – come ha spiegato il direttore generale della Presidenza della Regione, Gabriella Massidda – di uno strumento che interviene in caso di catastrofi naturali di grandi proporzioni che colpiscono un Paese. In circostanze eccezionali e in presenza di condizioni specifiche può essere fornito aiuto anche a una regione colpita da una catastrofe straordinaria, qualora si sia abbattuta sulla maggior parte della popolazione, con durature e profonde ripercussioni sulle condizioni di vita dei cittadini e sulla stabilità economica della regione stessa. In questa ottica il presidente della Regione, Ugo Cappellacci – impegnato in una serie di sopralluoghi in alcuni dei paesi del nuorese danneggiati dalla furia di Cleopatra – ha incaricato gli uffici di prendere contatto con la segreteria del commissario Johannes Hahn, responsabile per le politiche regionali, per invitarlo a fare un sopralluogo in Sardegna.
Il Fondo Sociale prevede che la domanda di contributo, che deve essere inoltrata dal governo nazionale, pervenga alla Commissione entro 10 settimane a partire dal primo danno subito (in questo caso entro il 3 febbraio 2014) . Il FSUE – che integra la spesa pubblica – interviene per il ripristino immediato di una serie di infrastrutture e impianti (elettricità, rete idrica e fognaria, trasporti, telecomunicazioni, sanità e istruzione), per la messa a disposizione di alloggi temporanei e organizzazione dei servizi di soccorso destinati a soddisfare le necessità immediate della popolazione, per la ripulitura delle zone danneggiate e per misure di prevenzione per proteggere il patrimonio culturale. Il Fondo si limita ai danni non assicurabili e non copre le perdite subite da soggetti privati. Non sono inoltre ammissibili ai finanziamenti del FSUE le azioni a lungo termine (ricostruzione, riconversione economica, prevenzione), per le quali si può ricorrere Fondi strutturali e al Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale.

A un anno esatto dalla firma, oggi si è svolto un nuovo incontro al ministero dello Sviluppo economico, per una verifica dello stato di attuazione del Piano Sulcis.
All’incontro con il sottosegretario del ministero dello Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, era presente una delegazione della Giunta regionale, composta dagli assessori della Programmazione, Alessandra Zedda e dell’Industria, Antonello Liori, dal direttore Generale della Presidenza, Gabriella Massidda, dal presidente della Sfirs, Antonio Tilocca, dai rappresentanti di Invitalia, dai sindaci e dalle sigle sindacali del territorio. 
«Stiamo cercando di accelerare tutti gli strumenti messi in campo dalla Giunta Cappellacci e insieme al Governo stiamo costantemente monitorando le azioni di rilancio – hanno spiegato gli assessori Zedda e Liori – è già stata pubblicata la graduatoria per quanto concerne il bando sui Progetti di Filiera e Sviluppo Locale che coinvolge anche il Sulcis ed è stato fatto il punto sullo stato di attuazione per Eurallumina, con Sfirs parte attiva nella partecipazione al capitale sociale della new company. 
Sono state definite e avviate le procedure per l’attivazione del Polo Tecnologico per il Carbone Pulito, che dovranno essere formalizzate anche da un Protocollo di Intesa con Sotacarbo ed Enea. Già dalla prossima settimana la Regione attiverà un tavolo con Invitalia, che ha concluso l’esame del concorso di idee per il rilancio del Sulcis, per avviare i bandi di finanziamento per le imprese. Per quanto concerne le bonifiche è già in corso il trasporto cumuli dall’area ex Sardamag ed entro breve, inoltre, verrà adottata una delibera per l’assegnazione delle deleghe per lo scavo al porto di Portovesme.»
«Sempre sulle bonifiche, per le quali sono previste risorse per 170 milioni, 94 dei quali dai Fondi di Sviluppo e Coesione – ha annunciato il direttore generale della presidenza – entro il prossimo 20 novembre sarà sottoscritto un accordo di semplificazione con il ministero dell’Ambiente per la messa in sicurezza e la bonifica delle aree. Sarà inoltre sottoscritto un APQ rinforzato con Igea. Sono poi stati già aperti i cantieri per un macro intervento da 43,7 milioni per il sito di raccolta nella Valle del Rio San Giorgio.»
La prossima settimana è previsto un tavolo di coordinamento tra Regione, sindaci e sindacati per proseguire nella valutazione e nella verifica delle procedure.
Firma del Piano Sulcis 2 copia