28 October, 2021
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Cresce, tra i lavoratori, la preoccupazione per l’allungamento dei tempi di riavvio produttivo dello stabilimento ex Alcoa di Portovesme, dopo il rinvio dell’incontro fissato al Mise per il 9 ottobre, alle 15.00, su richiesta dei segretari nazionali di Fim-Cisl Raffaele Apetino, Fiom-Cgil Mirco Rota e Uilm-Uil Guglielmo Gambardella. Le organizzazioni sindacali avevano chiesto il 19 settembre l’incontro al dottor Giampietro Castano, responsabile Unità gestione vertenze delle imprese in crisi al ministero dello Sviluppo economico, per verificare ed approfondire alcuni punti sulla Sider Alloys, l’azienda neo proprietaria dello stabilimento ex Alcoa di Portovesme. Nello specifico, le tre organizzazioni sindacali, a nome e per conto delle strutture territoriali e della rappresentanza sindacale unitaria, chiedono di verificare ed approfondire il Piano industriale, il nuovo assetto societario, le riattivazioni degli impianti e la partecipazione finanziaria (Invitalia, lavoratori).

Il giorno dopo la richiesta d’incontro, Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia, aveva scritto alle organizzazioni sindacali FIOM-FSM-UILM-CUB e, per conoscenza, al presidente della Giunta regionale, che «Il percorso intrapreso a seguito dell’acquisizione dello stabilimento “Ex Alcoa” di Portovesme da parte della società Sider Alloys Italia s.p.a. e volto all’entrata nel capitale sia di Invitalia sia dei lavoratori in essa impegnati, è proseguito negli scorsi mesi ed è in fase di positiva conclusione. Sono in corso gli incontri finali propedeutici alla definizione puntuale delle modalità operative di ingresso e dei relativi corrispettivi, nonché dei passi formali da compiere per renderlo possibile.»

Nonostante queste rassicurazioni, il rinvio annunciato alla stessa Invitalia, alla Sider Alloys ed alle organizzazioni sindacali dal dottor Giampietro Castano, con la specificazione che a breve verrà comunicata la nuova data, non lascia tranquilli i lavoratori.

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I segretari nazionali di Fim-Cisl Raffaele Apetino, Fiom-Cgil Mirco Rota e Uilm-Uil Guglielmo Gambardella hanno chiesto un incontro al dottor Giampietro Castano, responsabile Unità gestione vertenze delle imprese in crisi al ministero dello Sviluppo economico, per verificare ed approfondire alcuni punti sulla Sider Alloys, l’azienda neo proprietaria dello stabilimento ex Alcoa di Portovesme. Nello specifico, le tre organizzazioni sindacali, a nome e per conto delle strutture territoriali e della rappresentanza sindacale unitaria, chiede di verificare ed approfondire il Piano industriale, il nuovo assetto societario, le riattivazioni degli impianti e la partecipazione finanziaria (Invitalia, lavoratori).

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AirItaly. Tavolo di crisi al Mise

«La nostra posizione è chiara e lo è da molto tempo. Sulla questione prima Meridiana e poi Air Italy abbiamo profuso tutti un grande impegno, la Regione, lavoratori, sindacati, facendo sacrifici importanti, lavorando con grande determinazione su un progetto condiviso. E con un obiettivo altrettanto chiaro: la prospettiva di successo per l’azienda, per la quale tutti abbiamo fatto la nostra parte, deve essere pari modo una prospettiva di successo per Olbia e per la Sardegna.»

Lo ha detto il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, questo pomeriggio al Mise, intervenendo alla riunione del tavolo di crisi su Air Italy richiesto al Governo dalla Regione e al quale hanno preso parte i vertici di Air Italy e le rappresentanze sindacali. Per il Ministero hanno partecipato il vice-capo di gabinetto Girgis Sorial ed il responsabile Unità di crisi Giampietro Castano.
«Abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere la cosa più ovvia del mondo – ha spiegato il presidente Francesco Pigliaru -. In un’azienda che ha un ambizioso piano di crescita, si garantisca la crescita della base sarda. La sua centralità, riconosciuta da tutti ma finora solo a parole, oggi è resa sempre più possibile dalla tecnologia: da Olbia si può lavorare benissimo, meglio che nel passato, anche a sostegno di sviluppi di traffico localizzati altrove. Chiediamo che la Sardegna sia protagonista di quella crescita. Le condizioni ci sono tutte, ogni altra prospettiva non positiva sarebbe non solo inaccettabile ma anche del tutto ingiustificata. Non vogliamo pensare che il governo sottovaluti questa vertenza – ha concluso il presidente Francesco Pigliaru in riferimento all’assenza dei massimi livelli politici ministeriali al tavolo di crisi – e da parte nostra continueremo a lavorare per raggiungere l’obiettivo.» 
«Come promesso dal ministro Danilo Toninelli – ha aggiunto l’assessore dei Trasporti Carlo Careddu, presente al tavolo – insistiamo perché il Governo sostenga le richieste che sono state avanzate dalla Regione e dalle parti sociali al tavolo odierno per avere finalmente i dettagli di un piano industriale che garantisca crescita occupazionale e nuovi traffici aerei per la Sardegna. Vogliamo sperare che il lungo rinvio che il direttore del tavolo ministeriale ha accordato venga utilizzato dai ministri competenti per interloquire con l’azienda insieme alla Regione e utilizzare tutte le leve della politica nazionale per disegnare un futuro di certezze che sappia superare definitivamente tutti i sacrifici e gli sforzi finora sostenuti, in particolare dai lavoratori. Per noi viene prima la Sardegna e siamo fortemente in campo – ha concluso Carlo Careddu -, pronti a collaborare con il Governo nell’interesse dell’Isola al di là delle diverse appartenenze politiche e partitiche.»

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E’ un primo maggio bagnato, per l’annunciata perturbazione che ha portato pioggia ed un abbassamento delle temperature in tutta l’Isola, ma al tempo stesso carico di fiducia e di speranza sul fronte lavorativo, a 48 ore dal nuovo incontro in programma al ministero dello Sviluppo economico per la presentazione da parte dei vertici di Sider Alloys, del piano industriale per il rilancio della produzione nello stabilimento ex Alcoa di Portovesme.

Dopo l’abbandono di Alcoa, la fermata della produzione e la chiusura dello stabilimento, lo scorso 15 febbraio è stata ufficializzata la cessione da Invitalia a Sider Alloys e giovedì la nuova proprietà svelerà al Governo, alla Regione e alle organizzazioni sindacali, i suoi programmi a breve, medio e lungo termine.

La fiducia ai lavoratori non è mai mancata, anche nei momenti più difficili, quando tutto avrebbe fatto pensare al peggio, ma ora sembrano esserci i presupposti perché possa crescere, unitamente alla speranza di veder rinascere il polo industriale di Portovesme e quindi l’economia di un intero territorio, travolto da una crisi senza precedenti.

Il piano industriale che la Sider Alloys presenterà giovedì – secondo quanto anticipa stamane un articolo pubblicato dal quotidiano La Repubblica nella pagina di Economia, a firma di Marco Patucchi – prevederebbe il rientro in fabbrica di 50 lavoratori tra luglio e settembre, di altri 80 tra dicembre 2018 e maggio 2019, ulteriori 130 tra maggio e ottobre 2019 e, infine, 116 entro il mese di aprile 2020. Ai 376 lavoratori diretti – sempre secondo quanto riporta La Repubblica -, dovrebbero aggiungersi a regime 70/80 lavoratori indiretti. La capacità produttiva, a regime, dovrebbe raggiungere le 147.000 tonnellate annue, l’80% delle quali destinate al mercato italiano.

Non resta che attendere giovedì, dunque, quando al tavolo del ministero dello Sviluppo economico, alla presentazione del piano industriale, con i vertici di Sider Alloys Giuseppe Mannina (presidente) e Gaetano Libia (responsabile UR), ci saranno il responsabile dell’Unità che gestisce le crisi aziendali presso il Mise, Giampietro Castano; il presidente della Regione, Francesco Pigliaru; l’amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri; il presidente del coordinamento del Piano Sulcis, Salvatore Cherchi; e, infine, le organizzazioni sindacali nazionali e territoriali FIM-CISL, FIOM-CGIL, UILM-UIL, UGL Metalmeccanici e CGIL-CISL-UIL-UGL.

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Nuovo vertice su Sider Alloys Italia Spa (Alcoa), il 2 maggio al Mise, si parlerà di piano industriale e nuovo assetto societario, partecipazione finanziaria e piano di lavoro per la riattivazione degli impianti. Il responsabile dell’Unità che gestisce le crisi aziendali presso il Mise, Giampietro Castano, ha convocato per le 11.00, nel salone Arazzi del Mise, in via Molise 2, a Roma, il presidente della Regione, Francesco Pigliaru; l’amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri; il presidente ed il responsabile HR della Sider Alloys Italia Spa, Giuseppe Mannina e Gaetano Libia; il presidente del coordinamento del Piano Sulcis, Salvatore Cherchi; le organizzazioni sindacali nazionali e territoriali FIM-CISL, FIOM-CGIL, UILM-UIL, UGL Metalmeccanici e CGIL-CISL-UIL-UGL.

Si tratta di una tappa fondamentale, la più attesa dai lavoratori e dalle loro rappresentanze sindacali, per conoscere soprattutto il piano industriale della Sider Alloys e per parlare dell’organico con il quale procedere alla riattivazione degli impianti, fermi ormai da diversi anni.

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Si è concluso da poco un primo incontro in sede ministeriale tra il management di Syder Alloys, i segretari nazionali di Fim, Fiom, Uilm ed il dott. Giampietro Castano in rappresentanza del Governo, nell’ambito della trattativa per il passaggio di proprietà dello stabilimento ex Alcoa.

«Sull’operazione di cessione al Gruppo Svizzero il Governo ha affermato che ci sono ancora alcune operazioni da concludere prima della data ipotizzata del 15 febbraio per la cessione a Invitalia per poi cederlo a Sider Alloys – si legge in una nota del segretario nazionale della FIM CISL Marco Bentivogli -. Al momento – ha affermato l’azienda – ci sono ancora troppe variabili che dovremmo valutare a cessione conclusa, nei giorni successivi al 15 febbraio, quando l’impianto passerà a Invitalia e subito dopo a Sider Alloys. L’impianto è fermo da più di 5 anni, per cui ci limitiamo a dare alcune informazioni di massima. Al momento – ha aggiunto l’azienda – valutiamo un tempo ri-accensione delle celle elettrolitiche che stimiamo essere di circa 6 mesi, ma molto dipende da come reagirà l’impianto al momento della riaccensione. L’investimento complessivo ad oggi è stimato intorno ai 135 milioni, di cui una parte verrà investita nell’area di elettrolisi che verrà riavviata entro 12-18 mesi. Per quanto riguarda i livelli occupazionali, al momento stimiamo un numero di 376 risorse dirette, a cui se ne aggiungeranno 70 esterne, con una produzione massima di 150mila tonnellate di alluminio l’anno. Ci auguriamo che si possa iniziare il prima possibile un confronto con tutti i dettagli del Piano industriale. In questo periodo però sarà fondamentale mantenere tutto quello che è intorno all’accordo di programma, affinché tutti i soggetti: Regione, Enti Locali, gestore dell’energia facciano la loro parte, rispetto agli impegni e le autorizzazioni, a partire dall’AIA, che dal memorandum of understanding ad oggi si sono impegnati a garantire. Al restart del sito, deve riteniamo essere fondamentale accompagnare la riapertura dello stabilimento costruendo un percorso formativo insieme alla Regione utile ad un efficace reinserimento al lavoro.»

 

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La SiderAlloys ha confermato questa sera l’interesse per l’acquisizione dello stabilimento ex Alcoa di Portovesme. «Facendo seguito agli incontri recentemente intercorsi – scrive Giuseppe Mannina al dottor Giampietro Castano, rappresentante del ministero dello Sviluppo economico – sono a confermarle l’interesse da parte del Gruppo SiderAlloys (attivo nel settore delle ferroleghe e dei prodotti per le acciaierie in generale così come di altri metalli quali il rame, il nickel e l’alluminio), congiuntamente con altri partners industriali e finanziari che supportano l’iniziativa, per gli assets industriali di Portovesne».

«Altresì le confermo – aggiunge Giuseppe Mannina – la nostra disponibilità a poter procedere con le attività di due diligence finalizzate ad una valutazione economica, tecnica ed industriale che consenta di validare le possibilità di riavvio degli stabilimenti e di verticalizzare ulteriormente il processo produttivo. Questo, tra l’altro, mediante l’inserimento di un nuovo impianto di proprietà del Gruppo immediatamente installabile per la produzione di vergella in gradi di saturare già in partenza non meno del 20% della capacità attesa.»

L’interesse della SiderAlloys per lo stabilimento ex Alcoa era emersa ieri a margine dell’incontro svoltosi al Mise per l’esame dello stato della vertenza, e si aggiunge a quello della Glencore che, ricevuta la lettera del commissario Ue alla concorrenza, , che autorizza la super interrompibilità per le isole per un periodo di due anni rinnovabile per un terzo anno, a condizioni economiche molto vantaggiose, 170.000mw corrispondenti con ulteriori misure di efficientamento a 26,5Mw/h per la centrale di Portovesme, darà la sua risposta definitiva entro il 20 gennaio.

I lavoratori, intanto, nell’attesa di conoscere gli sviluppi della tratrtativa con Glencore e il reale interesse del nuovo nuovo gruppo svizzero, trascorreranno il secondo Natale nel presidio di Portovesme.

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Fabio Ennee l'ex segretario regionale Cisl Mario Medde.

Fabio Enne e l’ex segretario regionale Cisl Mario Medde.

Durissima presa di posizione del segretario generale della Cisl del Sulcis Iglesiente, Fabio Enne, sul nuovo rinvio per la definizione della vertenza Alcoa.

«Davvero non capisco – attacca Fabio Enne – come la lettera firmata dal funzionario Giampietro Castano del Mise circa la vertenza Alcoa, possa rappresentare una doccia fredda quando è stato da subito evidente che all’incontro romano lo stesso Castano comunicava le solite bugie nell’individuare come il 18 luglio la data nella quale si sarebbe dovuta esprimere la Comunità europea.»

«Altro elemento che non può destare stupore – aggiunge il segretario generale della Cisl – è l’incongruenza degli impegni dei Governi nazionale e regionale assunti in occasione di passerelle elettorali, sui quali impegni noi da subito abbiamo rilevato inconsistenza.»

«Sarebbe il caso che tutte le considerazioni iniziassero ad essere asettiche e prive di simpatia nei confronti di un Governo bravo nei rinvii, nell’organizzare convegni sul nulla ed anche bravo a produrre tagli ed inefficace nei processi di riassetto economico – conclude Fabio Enne -, iniziando proprio dalla questione energia, in particolare sull’infinita vertenza ex Alcoa.»

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Per la vertenza Alcoa, si allungano ancora, con una proroga di 60 giorni, i tempi per il pronunciamento dell’UE sulle tariffe energetiche. Il responsabile dell’Unità Gestione Vertenze del ministero dello Sviluppo economico, Giampietro Castano, ha comunicato ieri alla segreterie nazionali FIM, FIOM, UILM e UGL MET che, «come anticipato a voce, la Commissione UE che sta valutando le proposte del Governo italiano in materia di costo dell’energia elettrica per le Isole maggiori (Sardegna e Sicilia), ha richiesto nuove informazioni e, contemporaneamente, ha prorogato di altri 6o giorni i termini per la chiusura del confronto».

«Pertanto – ha aggiunto Giampiero Castano – diversamente da quanto era prevedibile nelle scorse settimane, un aggiornamento sarà possibile nei primi giorni del prossimo mese di settembre. Qualora vi fosse la necessità di anticipare l’aggiornamento – ha concluso Castano nella nota inviata alle segreterie sindacali nazionali – sarà nostra cura darne tempestiva comunicazione.»

Attendati Alcoa 3

Questa mattina è riesplosa la protesta dei lavoratori ex Alcoa e dei loro rappresentanti sindacali, davanti al ministero dello Sviluppo economico, a Roma, per sollecitare una svolta nella lunga trattativa per la cessione dello stabilimento di Portovesme alla multinazionale svizzera Glencore, dichiaratasi disponibile a rilevare gli impianti a condizione di poter disporre di tariffe elettriche agevolate. E’ proprio quello dei costi dell’energia il nodo non ancora sciolto che ha allungato notevolmente i tempi, ed è per questo che alcune decine di lavoratori diretti e delle imprese d’appalto ed i loro rappresentanti sindacali, Rsu di fabbrica, segreterie territoriali confederali di Cgil-Cisl-Uil e Css-Cub, stanno manifestando nella Capitale. E’ l’Unione europea a dover dare delle risposte alle richieste avanzate dal Governo italiano per risolvere la vertenza e i tempi lunghi, anzi lunghissimi, in un momento storico così particolare per la vita della Comunità europea, non inducono certamente all’ottimismo i lavoratori.

A fine mattinata, una delegazione dei manifestanti è stata ricevuta dal rappresentante del ministero dello Sviluppo economico, il sottosegretario Giampietro Castano. «Ci è stato comunicato formalmente che la data del 18 luglio rappresenta la scadenza alla quale ci sarà l’espressione dell’Unione europea per quanto riguarda la questione energetica – si legge in una nota sindacale di Fsm, Fiom, Uilm e Cub -. Siamo stati informati delle interlocuzioni avvenute con Glencore ed Alcoa, le quali hanno appreso e concesso lo slittamento temporale delle discussioni al termine dell’iter con la Comunità europea, presumibilmente per il mese di settembre. Come organizzazioni sindacali – conclude la nota – abbiamo rivendicato la necessità di fissare un incontro subito dopo la data del 18 ed abbiamo avuto l’impegno che entro la fine del mese di luglio riceveremo la convocazione».

Le due foto allegate sono state scattate stamane a Roma, durante la manifestazione davanti al Mise, da Romeo Ghilleri.

Manifestazione Alcoa a Roma 8 luglio 2015 1 Caschetto lavoratore Alcoa a Roma 2