23 May, 2022
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Tre tappe in tre luoghi chiave nella promozione dell’enoturismo in Sardegna per il senatore Dario Stefàno, autore della legge nazionale in materia e presidente della commissione Politiche Europee di Palazzo Madama.
Dario Stefàno insieme a Donatella Cinelli Colombini, storica fondatrice del Movimento “Turismo del Vino” hanno scritto a 4 mani il primo manuale dedicato: “Turismo del Vino in Italia. Storia, normativa e buone pratiche” (edizioni Edagricole). Nel tour di presentazione in terra sarda sarà presente anche l’on. Gian Franco Satta, vice presidente della V Commissione Consiliare – Attività Produttive –
presso il Consiglio regionale della Sardegna.

Le tre tappe vedranno la presentazione del libro in altrettanti dibattiti che si svolgeranno il 27 agosto (ore 18.00) nella Cantina di Gianluigi Deaddis a Bulzi (SS), il 28 agosto (ore 11.00) nella Cantina Tondini in località San Leonardo a Calangianus (SS) e il 29 agosto (ore 18) nella Cantina Argiolas a Serdiana (SU).

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Il gruppo dei Progressisti in Consiglio regionale ha presentato un’interrogazione alla Giunta per chiedere chiarimenti sul tema della modalità di riapertura dei collegamenti aerei nazionali ed internazionali da e per la Sardegna. L’azione scaturisce dalle incertezze e della mancanza di chiarezza della politica regionale che stan generando ripercussioni negative sull’intero sistema di sviluppo dell’Isola, come ad esempio il ricorso o meno al passaporto sanitario obbligatorio per i passeggeri, di cui al momento non si conosce né la tipologia né la forma che il documento stesso debba avere.

L’interrogazione è promossa dall’on. Gian Franco Satta ed è stata sottoscritta anche dal gruppo consiliare di Leu e da esponenti del PD.

Le conseguenze della pandemia Covid-19 stanno causando forti ripercussioni sul sistema economico regionale e ora, anche nella cosiddetta fase di rilancio, determinati settori stanno soffrendo più di altri le difficoltà della ripartenza, stante l’assenza di una programmazione strategica regionale che consenta una vera ripresa economico-sociale dell’Isola. Tra i settori maggiormente colpiti vi sono quelli legati al trasporto aereo. In particolare si registrano dati estremamente preoccupanti negli scali rimasti chiusi durante il periodo di lockdown. Nel solo aeroporto di Alghero, ad oggi ancora inspiegabilmente chiuso, a seguito dei voli cancellati nel periodo dell’emergenza si sono persi già circa 350.000 passeggeri. Nel medesimo scalo si sono registrati mancati introiti per un totale complessivo di circa 2,5 milioni di euro. Considerata la specifica condizione del sistema aeroportuale isolano, si ritiene che la Regione debba farsi carico di destinare risorse importanti allo sviluppo del traffico aereo attraverso un’azione mirata di marketing, atta a scongiurare il pericolo che siano cancellate altre rotte già programmate nella stagione estiva alle porte. Questa, in sintesi, la linea dei Progressisti.

Così Gian Franco Satta sulla questione: «Per mesi abbiamo sentito parlare il Presidente della Regione di una Sardegna Covid-free. L’impressione è che si stia cavalcando la situazione generale dei bassi numeri di contagio nell’Isola, a fronte invece di gravissime mancanze in situazioni più specifiche come in ospedali o case di riposo, per promuovere un brand turistico, tralasciando responsabilità legate all’ambito sanitario passate e future. L’aspetto sanitario deve rimanere assolutamente centrale, così come maggior serietà ci deve essere nel definire fin da oggi, senza rinvii o tentennamenti, dei protocolli certi per regolare i collegamenti da e per la Sardegna. Queste incertezze, purtroppo, si stanno sommando ai danni già causati dalla pandemia con effetti moltiplicatori. Non solo, sembra che si stia considerando come il ricorso allo spostamento dalla regione sia ad appannaggio dei soli turisti vacanzieri. In realtà quotidianamente migliaia di persone partono o arrivano in Sardegna per motivi diversi, come ad esempio di lavoro o di salute. E spesso questi viaggi si compiono in giornata o nello spazio di pochi giorni. Occorre considerare anche questi aspetti».

«Non si comprende, tra l’altro, perché lo scalo di Alghero sia ancora chiuso. Si sta additando come responsabile il Governo nazionale. Per questo stiamo anche chiedendo formalmente di sapere con quale atto il presidente della Regione abbia chiesto al Governo nazionale la riapertura dell’aeroporto di Alghero. La confusione generale è troppa e la misura appare davvero colma. Per questo vogliamo sapere immediatamente quali azioni la Giunta regionale intenda concretamente promuovere – conclude Gian Franco Satta – per scongiurare il pericolo che negli aeroporti sardi siano cancellate altre rotte nella stagione estiva alle porte e per garantire il diritto alla mobilità in sicurezza nei movimenti da e per l’Isola.»

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I Progressisti del Consiglio regionale sono al lavoro per l’elaborazione delle proposte di contrasto alla grave crisi economico-sociale che si sta registrando in Sardegna a causa della pandemia da Coronavirus.

«Abbiamo costituito un gruppo di lavoro permanente coordinato da Gian Franco Satta, vicepresidente della V Commissione, per elaborare proposte da attuare urgentemente per contrastare la grave crisi che incombe nell’isola. I lavori sono aggiornati quotidianamente, sia sul fronte degli interventi immediati da attuare con la crisi epidemiologica in corso, sia con sguardo rivolto alle prossime pesanti conseguenze economico-sociali causate dal lockdown in Sardegna.»

Tra i primi punti all’ordine del giorno dei lavori ci sono le misure economiche di sostegno alle categorie di lavoratori non coperte dalle misure nazionali (colf e badanti, imprenditore agricolo a titolo principale, lavoratori stagionali).

In corso di elaborazione anche misure specifiche per il sostegno alle imprese sarde:

  • contributi locazioni agli artigiani, commercianti e professionisti titolari di contratti di affitto per lo svolgimento dell’attività nella misura del 50% per un massimo concedibile di € 1.500,00;
  • finanziamenti Sfirs da 10 a 70mila euro a tasso zero, fino al 20% del fatturato calcolato secondo i dati del 2019.

Sulla necessità di intervenire quanto prima nei settori produttivi Gian Franco Satta sottolinea, inoltre, i ritardi accumulati finora nei lavori delle commissioni consiliari: «In questo momento di grave crisi è difficile comprendere come mai una commissione del Consiglio regionale così importante come la V, istituita in maniera permanente per occuparsi di attività produttive e quindi di economia reale, viva in uno stato molto simile a quello dell’ibernazione. Come componente e vice-Presidente chiedo che la Commissione, guidata a rilento dalla maggioranza consiliare, torni immediatamente operativa e si impegni ad essere, rispettando il proprio ruolo e i propri compiti, perno politico dell’azione propulsiva di idee e strategie utili per affrontare la ripresa economica. In attesa di discutere più compiutamente e organicamente i temi in quella sede, abbiamo comunque pensato di far emergere alcuni aspetti che riteniamo non più rinviabili. Un primo pensiero, va alle categorie in emergenza economico-sociale e non coperte dalle misure di sostegno nazionali. Se c’è qualcosa che dobbiamo assolutamente scongiurare e lasciare indietro qualcuno. Dobbiamo tutelare tutti. Questo dev’essere un principio inderogabile. Riteniamo che gli operatori debbano essere sostenuti sulle spese fisse relative periodo di chiusura, come ad esempio gli affitti. Inoltre, vogliamo che le imprese possano usufruire da subito, tramite la Sfirs – conclude Gian Franco Satta -, della liquidità necessaria per fronteggiare i prossimi mesi sapendo che nelle casse mancano inevitabilmente gli introiti dei mesi di chiusura obbligatoria».

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Il consigliere regionale dei Progressisti, Gian Franco Satta, ha presentato un’interrogazione sui contributi assegnati ai Comuni per la gestione del servizio di trasporto scolastico 2019-2020. La richiesta intende chiarire se per il periodo di blocco delle attività didattiche dovute all’emergenza da Covid-19, e quindi di sospensione dei trasporti, i Comuni committenti del predetto servizio possano non procedere alla decurtazione del corrispettivo a prescindere dal criterio di computo “a corpo” o “a chilometro”.

L’intento è quello di scongiurare una crisi del comparto, che si sommerebbe ad una condizione generale già complicata per tutto il settore.

«Tenuto conto che l’interruzione dei servizi di trasporto scolastico, già definiti dai soggetti gestori sulla base dell’intero periodo dell’anno scolastico canonico, interviene per motivazioni non imputabili agli stessi gestori, appare reale il rischio di dissesto economico-finanziario delle aziende coinvolte, generalmente di dimensione medio-piccola, con conseguenti ricadute negative anche in termini occupazionali – spiega Gian Franco Satta -. Tra l’altro, una sopraggiunta crisi dei soggetti gestori coinvolti potrebbe generare un ulteriore blocco del trasporto degli alunni una volta riaperte le scuole, creando così un danno formativo e sociale di enormi proporzioni per la Sardegna. Per tali ragioni chiediamo all’assessore della Pubblica istruzione, Andrea Biancareddu, se i Comuni assegnatari di dette risorse e committenti del servizio di trasporto scolastico – conclude Gian Franco Satta -, possano procedere alla liquidazione del corrispettivo, senza applicare alcuna decurtazione.»

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«Continua il preoccupante immobilismo della Giunta regionale sul disbrigo delle pratiche arretrate in agricoltura. Nonostante l’interrogazione presentata il 16 gennaio scorso da tutto il gruppo dei Progressisti e la formale richiesta inoltrata dallo stesso gruppo il giorno 22 gennaio per la convocazione straordinaria delle Commissioni I e V per discutere della mancata applicazione della Legge regionale n. 24 del 23 dicembre del 2019 “Norme per l’attivazione di un piano straordinario per il disbrigo delle pratiche arretrate relative a premi, contributi ed erogazioni di qualsiasi natura nel settore agricolo”, tutto tace. Nessuna risposta è stata data all’interrogazione.»

La denuncia arriva dai consiglieri Progressisti del Consiglio regionale.

«In spregio al regolamento consiliare, che prevede la convocazione entro 10 giorni dalla richiesta, al momento – si legge nella nota dei Progressisti – è stata negata anche la convocazione delle competenti Commissioni I (Autonomia e ordinamento regionale) e V (Attività produttive) per affrontare compitamente la problematica di fronte agli assessori del Personale ed Agricoltura.»

«I richiami del centrodestra al rispetto a fasi alterne dei regolamenti consiliari  danno la misura della loro totale confusione. Secondo alcuni loro esponenti il regolamento interno dovrebbe essere applicato, sempre e comunque, ma soltanto quando conviene alla maggioranza in Consiglio regoionale. Il blocco delle Commissioni, se non se ne fossero ancora accorti, va avanti da tempo, settimane, e soltanto a causa dell’inerzia che caratterizza le forze del governo regionale, incapaci di programmare le priorità per l’isola. Si sono già scordati dei gravi problemi del comporto agricolo, e non hanno ritenuto, nonostante le nostre sollecitazioni, di dover convocare le Commissioni per dare un’accelerata alla leggina sblocca pratiche. Dell’urgenza glielo abbiano anche notificato due settimana fa, proprio ai sensi del Regolamento della cui corretta e imparziale applicazione dovrebbe essere garante il presidente del Consiglio. La Commissione agricoltura è ferma del 17 dicembre, quella sul personale regionale è occupata  con il ddl “sblocca-poltrone”. Se i Presidenti avessero applicato il regolamento avrebbero raccolto la nostra richiesta e oggi avremo già saputo perché la Giunta regionale è in forte ritardo per l’attuazione della legge 24/2019.»

Sull’argomento è intervenuto anche l’on. Gian Franco Satta, componente dei Progressissti e vice Presidente della V Commissione: «La finalità della norma rischia di essere totalmente vanificata poiché le disposizioni contenute nella Legge regionale 24/2019, nonostante l’urgenza e le sollecitazioni dei Progressisti, ad oggi risultano del tutto inapplicate. Questa preoccupante mancanza di rispetto delle istituzioni, già spiacevole di per sé, denota un ben più grave disinteresse verso i cittadini e le imprese, che quotidianamente si trovano impantanati nella burocrazia e vedono la loro classe politica di maggioranza regionale totalmente indifferente alle loro necessità. Mentre gli agricoltori quotidianamente lavorano e sono in attesa del dovuto, la commissione dell’Agricoltura non viene convocata dal 17 dicembre scorso. Evidentemente per gli esponenti della maggioranza la risoluzione dei ritardi sui pagamenti in agricoltura non è un questione di fondamentale importanza.

È evidente che tali situazioni oltre a generare tensioni, malumori e preoccupazioni tra gli operatori agricoli, stanno continuando a generare danni alle imprese, che non vedono tutelati i propri diritti neppure a fronte di una legge approvata.»

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È stata presentata al Consiglio regionale un’interrogazione sottoscritta da tutto il gruppo dei Progressisti, con primo firmatario l’on. Gian Franco Satta, vice presidente della V Commissione Attività produttive, circa lo stato di attuazione della legge regionale n. 24 del 23 dicembre del 2019 “Norme per l’attivazione di un piano straordinario per il disbrigo delle pratiche arretrate relative a premi, contributi ed erogazioni di qualsiasi natura nel settore agricolo”.

Il legislatore regionale ha voluto fornire uno strumento per consentire, attraverso la predisposizione di un piano straordinario definito e realizzato dall’agenzia ARGEA, d’intesa con l’agenzia LAORE, tramite l’impiego prioritario del proprio personale, il disbrigo delle pratiche arretrate relative a premi, contributi ed erogazioni a qualunque titolo erogati e relativi al settore agricolo.

La finalità della norma, e quindi il raggiungimento degli obbiettivi prefissati, rischia però di essere vanificata poiché le disposizioni contenute nella legge, nonostante l’urgenza, ad oggi, risultano del tutto inapplicate.

«Ad oggi la Giunta regionale non ha provveduto all’istituzione dell’Unità di progetto, alla definizione dei rapporti con le altre strutture del sistema Regione, all’individuazione del responsabile, ad indicare gli obiettivi, la durata, le risorse umane adeguatamente qualificate a svolgere l’attività in argomento, nonché le risorse finanziarie e strumentali necessarie, tutti elementi da stabilire coerentemente con quanto sancito con la Legge Regionale n. 24 del 23 dicembre 2019 – ha detto l’on. Gian Franco Satta -. È evidente che tali situazioni generano tensioni, malumori e preoccupazioni tra gli operatori agricoli, che non vedono tutelate le esigenze delle proprie imprese agricole, già in difficoltà per la realtà ed il contesto in cui si trovano ad operare, neppure a fronte di una legge approvata.»

«La recente proposta di costituzione di una Commissione sulla pastorizia avanzata dal gruppo UdC-Cambiamo, di fatto – conclude Gian Franco Satta -, è una chiara ammissione che il presidente della V Commissione del Consiglio regionale e l’assessore dell’Agricoltura e riforma agro-pastorale in questi mesi non hanno combinato nulla»

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L’on. Gian Franco Satta (Progressisti) ha presentato un’interrogazione che intende far luce su possibili violazioni da parte dell’Amministrazione regionale in materia dii organizzazione delle strutture burocratiche regionali e attribuzione degli incarichi di responsabilità, imparzialità dell’azione amministrativa, lesione dei diritti dei lavoratori, della loro sicurezza e salute.

L’iniziativa vede come ulteriori sottoscrittori l’intero Gruppo dei Progressisti, cui lo stesso consigliere aderisce.

«L’interrogazione poggia le basi sulle decisioni assunte dall’attuale Giunta di avviare un’ampia e radicale ristrutturazione degli uffici regionali, provvedendo al contempo ad una altrettanto ampia e radicale sostituzione dei responsabili delle strutture Direzioni generali, di Servizio e anche di Settore, che appaiono essere stati adottati in violazione dei criteri di legge, atti a garantire efficienza, economicità ed imparzialità nella gestione amministrativa – si legge in una nota -. La medesima Amministrazione pare non abbia voluto considerare quanto previsto dalla legge in merito alle richieste alte professionalità per gli incarichi tecnici assegnati agli Uffici di Gabinetto, all’impiego prioritario delle professionalità dirigenziali interne nelle funzioni di Direzione generale, ricorrendo invece, in alcuni casi, alla contrattualizzazione di personale esterno, anche privo dei necessari requisiti di legge, nuovi ed ingiustificati oneri a carico del Bilancio della Regione.»

«Non solo, ulteriori possibili violazioni sono state rilevate nella tutela dei diritti dei lavoratori. Si hanno notizie circa la sistematica mancata applicazione dell’articolo 68 del D.lgs. 30 marzo 2001 n.165 e dell’articolo 81 del TUEL D.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, motivata da atteggiamenti discriminatori avverso personale che abbia svolto funzioni di rappresentanza politico-istituzionale. Inoltre, è stato riscontrato che gli uffici regionali, in particolare presso il Palazzo di viale Trento, edificio della “Torre” compreso, sarebbero inidonei ad ospitare il personale dipendente, per rilevanti questioni di sicurezza, igiene e salubrità degli ambienti di lavoro.»

Considerata la delicatezza degli interventi, estremamente rilevanti da un punto di vista della trasparenza e imparzialità amministrativa nonché della tutela dei diritti dei lavoratori, i sottoscrittori interrogano il presidente della Regione Autonoma della Sardegna e l’assessore degli Affari generali, Personale e Riforma della Regione «per sapere quale sia la loro posizione in merito alle possibili violazioni di legge riscontrate».

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Il gruppo dei Progressisti in Consiglio regionale esprime soddisfazione rispetto all’approvazione in Prima commissione della proposta di legge per il piano straordinario per lo smaltimento delle pratiche arretrate di Argea.

«Il testo rispecchia in gran parte il contenuto della Pl 80 da noi presentata tre settimane fa – commenta l’on. Gianfranco Satta, primo firmatario della proposta – e consentirà, se applicata celermente dalla Giunta, di dare le risposte che il settore agricolo attende da tempo

La proposta licenziata oggi dalla commissione Autonomia potrebbe essere discussa già nel corso di questa settimana in Consiglio regionale per approvare definitivamente la norma. Ulteriori miglioramenti sul testo potrebbero scaturire dal dibattito in Aula.

«Il piano straordinario è una soluzione più ragionevole ed efficace rispetto all’idea presentata della Giunta – conclude l’on. Gian Franco Satta – “Il buon lavoro di studio portato avanti dalla commissione ha messo in luce i limiti della proposta dell’esecutivo, che puntava solo a costruire fantasiose task force allo scopo di distribuire incentivi e incarichi agli amici e accentrare le scelte in capo alla Presidenza della Regione.»

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I Progressisti in Consiglio regionale chiedono l’ampliamento della Zona Economica Speciale dal porto di Olbia fino al Distretto industriale del sughero.

La proposta è stata formulata con la mozione depositata stamane, che punta a sostenere e rendere più competitivo il settore del sughero intervenendo sugli aspetti legati alla logistica del trasporto merci e, in generale, all’isolamento dei territori retrostanti le aree portuali.

«Le aspettative sui benefici attesi con l’istituzione della ZES sono alte – così Gian Franco Satta, componente della commissione Attività produttive -. Crediamo, però, che le zone economiche speciali debbano essere uno strumento da sfruttare al meglio, limitarle a sostenere solamente le attività produttive nelle aree portuali sarebbe un grave errore.»

Per Gian Franco Satta il caso prioritario è quello di Olbia e del Distretto industriale del sughero. «L’ampliamento dell’area ZES del porto marittimo fino al distretto produttivo del sughero della Gallura garantirebbe un adeguato supporto alla logistica e un collegamento diretto con le grandi direttrici di traffico merci internazionale. È un’occasione imperdibile per il rilancio del settore del sughero, da troppo tempo in sofferenza anche a causa di una scarsa attenzione della politica isolana».

«Il settore in passato vantava numeri di eccellenza – ricorda Gian Franco Satta -. Parliamo di almeno 15 anni fa, quando le imprese attive nella produzione del sughero superavano le 150 unità, con oltre 2.500 lavoratori. Oggi 30 imprese e 600 lavoratori tengono in vita tutto il comparto. Il rischio è che senza interventi come quello da noi richiesto alla Giunta regionale per sostenere e rendere più competitivo il settore, si assista a un definitivo declino di tutta la filiera.»

Sul tema interviene anche il sindaco di Calangianus, Fabio Albieri. «Sono favorevole all’ipotesi di estensione delle ZES, perché per dare un sostegno efficace all’economia della Sardegna queste aree devono essere necessariamente connesse, anche fisicamente, ai sistemi produttivi esterni alle aree portuali.»

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Sul metanodotto in Sardegna i dubbi sono tanti, riguardano in primo luogo la coerenza con le politiche dettate dall’Agenda europea sui cambiamenti climatici, orientata alla decarbonizzazione e alla riduzione delle emissioni di CO2 e gas climalteranti.

Il primo progetto di metanizzazione dell’isola risale alle dichiarazioni programmatiche della Giunta Melis del 1985. Da allora ogni Giunta regionale lo ha inserito tra i suoi obiettivi. Intanto, intorno a noi, il mondo è cambiato, sia per quanto riguarda lo sviluppo di nuove tecnologie, sia per ciò che concerne le politiche energetiche. Milioni di giovani in tutto il mondo stanno organizzando scioperi per ottenere giustizia climatica e sociale; in Sardegna, il terzo sciopero mondiale per il clima organizzato dai ragazzi del “Fridays for Future”, ha avuto come tema il no alla metanizzazione dell’isola, un progetto considerato ormai obsoleto e costoso.

«Il metano è considerato una “fonte di transizione”, mentre la metanizzazione della Sardegna richiede un’infrastruttura rigida, che necessita di uno sproporzionato investimento in termini economici ed ecologici e non coincide con l’ipotesi di transizione – dichiara l’on. Orrù Maria Laura, componente dei Progressisti nella commissione Ambiente del Consiglio regionale – ci sembra che l’investimento previsto sia sproporzionato e inadeguato rispetto alle necessità energetiche dell’isola. Il metanodotto comporta costi infrastrutturali e ambientali eccessivi, senza garantire ai sardi una tariffa vantaggiosa rispetto alla situazione attuale. Sarebbe a nostro avviso più utile impiegare le ingenti risorse stanziate per la realizzazione della dorsale per sviluppare energie rinnovabili e pulite, una nuova economia, fatta anche di ricerca e sperimentazione di tecnologie e tecniche innovative per il risanamento dell’ambiente e la produzione eco-sostenibile: obiettivi ineludibili, oggi più che mai, in considerazione dei livelli di allarme raggiunti sulle difficili condizioni ambientali del nostro pianeta.»

L’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (Arera) ha, inoltre, stabilito di attribuire alla Sardegna un ambito unico, eliminando di fatto l’ipotesi della tariffa agevolata, laddove il Patto per la Sardegna parlava di meccanismi di compensazione per i consumatori domestici dell’isola di potenziali maggiori costi infrastrutturali o di approvvigionamenti.

«Ogni volta che salta fuori il tema del metano i sardi continuano ad incassare sonore disillusioni. Il Piano Energetico dell’isola sottolinea la possibilità di sviluppare 11 distretti energetici a “energia quasi zero. Invece di inventarsi ipotetiche compagnie aeree, utilizzassero un’agenzia regionale per produrre energia pulita, sfruttando gli elettrodotti che collegano l’Isola con la Corsica e con la penisola, che rappresentano un elemento che faciliterebbe la gestione di un’elevata quota solare ed eolica oltre l’autoproduzione con la possibilità di vendere l’energia prodotta in eccesso – prosegue l’on. Gianfranco Satta, componente dei Progressisti nella Commissione Energia ed Attività produttive del Consiglio regionale – sul tema abbiamo presentato una proposta di legge, che mi vede primo firmatario,  sulla promozione dell’istituzione delle comunità energetiche, una tematica di livello altamente strategico che, a livello comunitario, si inquadra nel processo di riforme del settore dell’energia contenuta nel pacchetto “Energia pulita per tutti gli europei” (c.d. “Clean Energy Package”).»

L’obiettivo dell’Unione europea è quello di favorire l’evoluzione delle politiche energetiche finalizzate a superare la generazione centralizzata dell’energia prevalentemente da fonti fossili e puntando sulla generazione distribuita da fonti rinnovabili, nonché su nuove forme di efficientamento energetico e di riduzione dei consumi energetici. L’obiettivo principale è quello di promuovere l’autoconsumo, massimizzare il consumo locale dell’energia e abbattere i costi energetici per cittadini, famiglie e imprese.

«Vogliamo che la Regione si impegni nella promozione e nella diffusione di distretti energetici, al fine di integrare le diverse tecnologie di produzione, consumo e accumulo energetico e favorire la gestione ottimale della produzione e del carico, l’efficientamento dei diversi utenti finali e la massimizzazione dell’utilizzo locale delle risorse energetiche presenti sui territori – concludono Maria Laura Orrù e Gianfranco Satta -. L’ottimizzazione dell’autoconsumo permetterebbe di ridurre l’impatto della comunità sul sistema di distribuzione, evitando la necessità di realizzare nuove infrastrutture e migliorando la qualità della fornitura elettrica, oltre a favorire una maggiore penetrazione di impianti a fonte rinnovabile non programmabile