10 February, 2026
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«Ingenti danni alle colture, incidenti stradali frequenti, danneggiamenti degli insediamenti rurali e delle attività connesse. L’aumento incontrollato di cervi e daini sta causando danni incalcolabili in tutta la Sardegna. Un abnorme numero di ungulati in spazi incontrollati espone quotidianamente le aree agricole e non solo a danni di varia natura. Orti, vigneti, frutteti, coltivazioni di cereali… questi danneggiamenti più frequenti alle colture, ma sono sempre più numerosi gli articoli di giornale che raccontano danneggiamenti alle strutture delle aziende agricole, alle loro recinzioni e pertinenze.»

Il grido d’allarme arriva da Gianluigi Rubiu, consigliere regionale di Fratelli d’Italia.

«Urge un intervento immediato per tentare di arginare il fenomeno aggiunge Gianluigi Rubiu -. E’ indispensabile l’unità di intenti e una stretta collaborazione tra mondo agricolo e mondo venatorio, con il coinvolgimento delle autogestite, delle compagnie di caccia e dei singoli cacciatori. Si lavori insieme alle istituzioni (Corpo Forestale, Agenzia Forestas) e alle associazioni professionali per mettere in atto una linea comune di intervento.»
«Per agire in maniera mirata ed efficacia occorre però avere una fotografia reale del fenomenosottolinea Gianluigi Rubiu -. E’ indispensabile una collaborazione con i cacciatori, da sempre veri guardiani e conoscitori del nostro territorio. Si proceda subito a censire la fauna selvatica per individuare le soluzioni più adatte e le strategie più efficaci da porre in essere immediatamente.»
«Le poche risorse stanziate dalla deliberazione di Giunta n.52/42 del 23 dicembre 2024 interessano solo 6 comuni della Sardegna e sono insufficienti per affrontare in maniera seria un problema che giorno dopo giorno causa incidenti stradali (anche mortali) nelle strade dell’isola oltre che danni ingenti ad un settore come quello agricolo già provato da una crisi senza precedenti», conclude il consigliere regionale di Fratelli d’Italia.

Grande partecipazione questa mattina a Portoscuso, all’assemblea dei lavoratori metalmeccanici del polo industriale, organizzata dalle segreterie territoriali FIOM-FSM-UILM nella sala convegni del Consorzio industriale di Carbonia Iglesias, dopo le visite dei ministri del Lavoro Marina Calderone e del Mimit Adolfo Urso, in concomitanza con l’incontro odierno al Mimit con la Regione Sardegna, in vista delle prossime convocazioni che segneranno i destini di Eurallumina (20 gennaio), SiderAlloys (30 gennaio) e Portovesme srl (5 febbraio).

«Abbiamo assistito ad anni di sfruttamento del territorio, per poi arrivare a delocalizzazioni a favore di un maggior guadagno senza che ci sia alcuna crisi nella richiesta del primario prodottosostengono le segreterie territoriali FIOM, FSM e UILM -. Vale per l’alluminio, come per il piombo e lo zinco, ma è valso nel passato per la lana di roccia. Insomma una pratica adottata nel tempo che indebolisce e impoverisce il territorio. La mancanza di politica industriale ha portato alla crisi attuale e adesso occorre porre rimedio. La politica trovi gli strumenti affinché le cause che hanno determinato le chiusure si superino. Se l’arrivo del gas metano può rilanciare l’Eurallumina, se è vero come è vero che il costo energetico manda in crisi l’industria italiana, ed in particolare il comparto legato alle produzioni della Glencore, si trovino le giuste contromisure, altrimenti si faccia capire quale altra alternativa a Glencore, possa essere ritenuta credibile, se non si modificano le condizioni di svantaggio concorrenziale esistente per le realtà sarde. Si trovino soluzioni al phase-aut senza prevedere la chiusura dell’attuale centrale a carbone; come avvenuto in altre realtà, si impegni l’Enel a contribuire al rilancio e restituire parte dei reiterati lauti guadagni ottenuti in passato. Infine, su SiderAllos: si faccia un sunto di questi lunghissimi sette anni di conduzione della fabbrica, in cui gli occupati sono costantemente in diminuzione. La fiducia nell’impresa ha raggiunto i minimi storici. Le cause attribuibili in primis ad una incapacità industriale ormai accertata, dall’assenza di un piano industriale credibile, dagli smantellamenti effettuati, che mettono in dubbio il futuro produttivo dello stabilimento, dei debiti accumulati e delle mancate retribuzioni alla forza lavoro. Ma anche Invitalia socio al 20% non è indenne da responsabilità, per non essere stato un buon partner finanziario, ma soprattutto ma non aver controllato con attenzione lo scempio che ci ha portato alla disastrosa situazione odierna. Constatazioni, che fanno ritenere del tutto fuori luogo l’ulteriore finanziamento richiesto.»

In conclusione, l’assemblea, ha chiesto soluzione rapide, che tengano conto dell’emergenza in cui gran parte dei metalmeccanici del territorio si trovano. Urge garantire un reddito che non impoverisca le tante lavoratrici e Lavoratori attraverso un ammortizzatore sociale abbinato alla formazione, come discusso con i vari assessorati, per un periodo molto ristretto in cui si deve arrivare al nuovo rilancio industriale.

FIOM, FSM e UILM hanno chiuso l’assemblea, cui hanno partecipato il segretario generale della Camera del Lavoro CGIL della Sardegna Sud Occidentale Franco Bardi e il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Gianluigi Rubiu, annunciando la volontà di mantenere alta l’attenzione, non escludendo ulteriori iniziative che si terranno nei prossimi giorni, sino agli incontri programmati, che devono essere propedeutici a soluzioni definitive.

Allegate le interviste con i segretari Roberto Forresu (FIOM-CGIL), Giuseppe Masala (FSM-CISL) e Renato Tocco (UILM-UIL).

   

 

«Ancora una volta l’assessore Desiré Manca da dimostrazione pubblica della sua incompetenza nel ruolo che ricopre. Gravissime le sue dichiarazioni di queste ore. Su un disastro sociale come quello della crisi del lavoro del Sulcis, in tutti i tavoli si è cercato di fare unità politica per cercare insieme di raggiungere l’obiettivo migliore per i lavoratori, le parole della Manca dimostrano invece come lei preferisca cercare di fare il solito scaricabarile delle responsabilità su altri e questo non fa altro che evidenziare la sua totale incapacità.»

A dirlo è Gianluigi Rubiu, consigliere regionale di Fratelli d’Italia.

«Anche su un tema sensibile e importantissimo come quello della vertenza del polo industriale di Portovesme dimostra ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, di non essere adatta al ruolo che ricopre, né di conoscere le procedure e le modalità di attivazione degli ammortizzatori socialiconclude Gianluigi Rubiu -. E’ la stessa ministra Marina Calderone a dover ricordare alla Manca, che: «Il ricorso alla tutela di cui all’articolo 44, comma 11-bis, del D.Lgs. n. 148/2015 prevede necessariamente che ai lavoratori, destinatari del trattamento straordinario di integrazione salariale, debbano essere contestualmente somministrate le misure di politica attiva individuate in apposito piano regionale. Il Ministero è ancora in attesa del piano di politiche attive che deve essere formulato dalla Regione Sardegna».

«Nel Sulcis solo 6 comuni su 23 sono quelli nei quali le aziende possono ad oggi beneficiare degli indennizzi per la siccità 2024. Sono oltre 1.800 le aziende che si vedono negata la possibilità di presentare la propria istanza. Pochissimi i comuni e le aziende che sono riuscite a caricare le istanze per accedere al bando predisposto dall’Agenzia Laore per gli indennizzi in materia di siccità. In Sardegna restano tagliate fuori circa 25.000 aziende. Solamente 142 comuni sardi sui 377 totali possono beneficiare della misura.»

Lo scrive, in una nota, Gianluigi Rubiu, consigliere regionale di Fratelli d’Italia.

«La mancata riapertura dei termini procurerebbe un enorme danno all’agricoltura sarda già fortemente provata da crisi climatiche, lungaggini burocratiche ed emergenza blue tongueaggiunge Gianluigi Rubiu -. La Regione provveda urgentemente alla riapertura dei termini dando massimo risalto alle modalità di richiesta degli indennizzi, semplificando le procedure di accesso alle aziende colpite dai danni causati dalla siccità.»
«In queste oreha concluso Gianluigi Rubiuho presentato un interrogazione nella quale chiedo un intervento in tal senso all’assessore dell’Agricoltura e Riforma Agro-pastorale per porre rimedio a questa situazione.»

«Sider Alloys via!!! Adesso basta!! Urso convochi! Invitalia complice!!!» E’ il durissimo messaggio che ha accolto all’alba i partecipanti all’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori organizzata dalle segreterie FIOM CGIL, FSM CISL e UILM UIL davanti ai cancelli dello stabilimento della Sider Alloys, a Portoscuso, dopo gli negativi sviluppi dell’infinita vertenza. Presenti, sotto la pioggia che è caduta abbondante a tratti, l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani, i consiglieri regionali di Sinistra Futura Luca Pizzuto e di Fratelli d’Italia Gianluigi Rubiu, alcuni sindaci del Comuni del Sulcis guidati dal primo cittadino di Portoscuso Ignazio Atzori, don Antonio Mura, responsabile della Pastorale Sociale e Lavoro della Diocesi di Iglesias e parrocco delle chiese di Portoscuso e Paringianu. Al termine dell’assemblea una delegazione delle organizzazioni sindacali s’è recata a Cagliari, per l’incontro organizzato dall’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani.

Allegati l’intervento di Emanuele Cani registrato nel corso dell’assemblea, e le interviste con i segretari di FIOM CGIL, FSM CISL e UILM UIL, Roberto Forresu, Giuseppe Masala e Renato Tocco.

 

 

«La produzione dello zinco è strategica per l’Italia, il sito industriale di Portovesme è determinante per la produzione di materie prime per il nostro paese: si attivino le procedure per la Nazionalizzazione dello stabilimento, o la cessione ad altra multinazionale.»
Lo scrive, in una nota, Gianluigi Rubiu, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, il giorno dopo la visita dei ministri Adolfo Urso e Marina Calderone e della presidente della Regione Alessabndra Todde, nello stabilimento di Portovesme.
«Inutile discutere con una azienda che ha a cuore  solo  gli utili ed extra profitti, con progetti futuri, fantasiosi e, soprattutto, a lunga scadenza con ipotesi di livelli occupazionali notevolmente ridotti e quindi improponibili.
Non possiamo permettere la perdita di un solo posto di lavoroaggiunge Gianluigi Rubiu -. Fronte unico e compatto tra  governo nazionale e regione Sardegna. La supponenza e l’arroganza della Glencore non concilia con la volontà vera di risolvere definitivamente il  futuro dello stabilimento di Portovesmeconclude Gianluigi Rubiu -. I ministri presenti all’incontro hanno ripetutamente evidenziato la possibilità reale di nuovi investitori (multinazionali mondiali del settore) senza escludere altre ipotesi… il Sulcis Iglesiente non può permettersi ulteriori sacrifici e salti nel buio.»

«Nella ASL 7 del Sulcis Iglesiente il diritto alle cure è un privilegio per ricchi. Prenotare una visita ambulatoriale specialistica alla ASL è diventato ormai impossibile. 390 giorni per un RX dell’addome inferiore, 393 giorni per una visita oculistica e addirittura 463 giorni per una Esofagogastroduodenoscopia. Questi i tempi medi di attesa per coloro che volessero prenotare una visita attraverso il portale CUP WEB nella ASL sulcitana.»

La nuova denuncia sulle carenze del sistema sanitario pubblico nel Sulcis Iglesiente arriva da Gianluigi Rubiu, consigliere regionale di Fratelli d’Italia.

«Una delibera della Giunta regionale, la D.G.R.N. 59/5 DEL 4.12.2018 stabilisce i tempi massimi di erogazione dei servizi, ma nel Sulcis la quasi totalità delle prestazioni ha tempi di attesa medi ben superioriaggiunge Gianluigi Rubiu -. In alcuni casi è necessario arrivare fino al 2026 per trovare un posto libero per il proprio esame. La stessa deliberazione prevede inoltre che “nel caso in cui si verifichi un superamento dei limiti regionali stabiliti come tempi massimi, per l’erogazione di prestazioni in attività istituzionale, la libera professione intramuraria riferita a quelle stesse prestazioni dovrà essere temporaneamente ridotta, o al limite, sospesa fino al ripristino delle condizioni conformi ai tempi deliberati”.»

«Tutto bello sulla carta, ma la realtà è ben diversa e per le migliaia di sardi che ogni anno necessitano di visite specialistiche non resta altra strada che quella di rivolgersi alle strutture private, con un aggravio di costi notevole e con la conseguenza che il diritto alle cure diventa inaccessibile per tutti quei sardi che non possono permettersi di pagare cifre folli per effettuare le prestazioni che dovrebbe garantire loro il servizio pubblico – conclude Gianluigi Rubiu -. Ho presentato un’interrogazione per chiedere il rispetto dei tempi massimi di erogazione dei servizi. L’assessore Armando Bartolazzi brancola nel buio, nessuna delle riforme promesse ha trovato attuazione e la sanità in Sardegna e, soprattutto nel Sulcis, è ormai al tracollo.»

E’ durissima la reazione dei sindaci dei Comuni del Sulcis Iglesiente alla decisione annunciata da Glencore sulla fermata anticipata a lunedì 23 dicembre della produzione della linea zinco. Stamane un’ampia delegazione di primi cittadini s’è riunita davanti all’ingresso dello stabilimento di Portovesme, presenti anche rappresentanze sindacali dei chimici, dei metalmeccanici, i consiglieri regionali Luca Pizzuto, Alessandro Pilurzu e Gianluigi Rubiu e l’assessora regionale della Cultura e della Pubblica istruzione Ilaria Portas, e don Antonio Mura, parroco delle chiese di Portoscuso e Paringianu e responsabile della Pastorale Sociale per il Lavoro della diocesi di Iglesias. Quello che è emerso è un “NO” unanime alla fermata della produzione che metterebbe sulla strada 1.200 lavoratori con le loro famiglie e un intero territorio, e l’appello a Regione e Governo a chiamare Glencore alle proprie responsabilità, percorrendo tutte le strade possibili, se come ha annunciato la multinazionale non ha alcuna intenzione di tornare indietro dalla decisione assunta, per giungere al coinvolgimento di un nuovo soggetto imprenditoriale disponibile a continuare le produzioni a Portovesme.
Nel corso della manifestazione abbiamo alcune interviste, con i consiglieri regionali Alessandro Pilurzu, Luca Pizzuto e Gianluigi Rubiu; l’assessora regionale della Cultura e della Pubblica istruzione Ilaria Portas; don Antonio Mura; sindaci di Portoscuso Ignazio Atzori, di Iglesias Mauro Usai, di Gonnesa Pietro Cocco; i sindacalisti Emanuele Madeddu (segretario Filctem Cgil della Sardegna Sud Occidentale, e Roberto Forresu, segretario regionale della Fiom Cgil; l’intervento dei sindaci di Nuxis Romeo Ghilleri e di Portoscuso Ignazio Atzori, che hanno spiegato le motivazioni che hanno portato i sindaci a riunirsi stamane a Portovesme, che vi proponiamo.

«La Glencore con la decisione unilaterale pervenuta in data odierna, alle organizzazioni sindacati, di spegnere gli impianti della linea zinco, da lunedì 23 ha certificato la sua totale l'”inaffidabilità”, ed estrema disonestà nei confronti di un territorio che ha sfruttato sia dal punto di vista ambientale che sociale. Un’azienda che per decenni ha avuto utili ed extra profitti. Attiverò tutte le mie interlocuzioni con il governo affinché si applichino tutte le sanzioni possibili nei confronti dell’azienda e si pongano in atto tutte le iniziative per il recupero dei contributi ottenuti negli ultimi dieci anni dal governo nazionale.»

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Gianluigi Rubiu commenta così la decisione annunciata oggi da Glencore di chiudere in anticipo, lunedì 23 dicembre, la linea zinco dello stabilimento di Portovesme.

«Impensabile inviare una comunicazione del genere a pochi giorni dal Natale agli oltre 1.200 dipendenti coinvolti e alle loro famiglie rendendo ancora più flebile ogni speranza e minando seriamente la pace sociale dalle incertezze degli ultimi mesi-
Si ponga fine una volta per tutte a questa agonia con una scelta forte quale è la “nazionalizzazione dell’azienda”, inutile perdere altro tempo conclude Gianluigi Rubiu -. Congiuntamente alla Regione e ai sindacati si intraprendano tutte le iniziative possibili per evitare il collasso del sistema industriale del Sulcis Iglesiente.»

Unire le forze verso obiettivi utili a risollevare il territorio dalla crisi ed avviare un nuovo modello di sviluppo. Sono le indicazioni emerse ieri a Carbonia nel corso di un incontro promosso da Sardegna Avanti, la formazione politica guidata dall’ex consigliere regionale Fabio Usai, cui hanno partecipato l’ex presidente della Regione Antonello Cabras, l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani (Pd), il consigliere regionale Gianluigi Rubiu (Fratelli d’Italia), rappresentanti di diverse forze politiche di diversa estrazione, l’amministratore unico della Provincia del Sud Sardegna Sergio Murgia, amministratori locali (assessori e consiglieri di diversi Comuni), amministratori di società.

“Le buone pratiche della politica” è lo slogan scelto, condiviso da tutti i presenti. E di buona politica, in una fase storica importantissima e decisiva, nella quale non mancano le risorse per avviare percorsi virtuosi (JTF, PNRR, Piano Sulcis), il Sulcis Iglesiente ha assoluto bisogno, perché – come è stato sottolineato in diversi interventi – nel territorio, nel passato più o meno recente, le risorse sono arrivate ma spesso non sono state investite in progetti di lungo respiro, a volte addirittura non sono state spese interamente (l’esempio più recente è il Piano Sulcis).

«Purtroppo, viviamo in un contesto in cui troppo spesso la politica si trasforma in un’arena di rivalità e odio. Questo approccio distruttivo non solo alimenta tensioni inutili, ma allontana i cittadini dalla fiducia nelle istituzioni. Noi dobbiamo essere diversi. Sardegna Avanti, con la sua visione aperta e pragmatica, si distingue proprio per questa volontà di superare i vecchi steccati ideologiciha detto Fabio Usai -. Quando affrontiamo situazioni complesse, come ad esempio la condizione sanitaria del nostro territorio, non possiamo permetterci di basarci su slogan, emozioni o interessi di parte. Dobbiamo utilizzare parametri oggettivi, dati concreti e analisi approfondite. La politica deve essere al servizio delle soluzioni, non dei conflitti. Parlare di sanità significa guardare ai bisogni reali delle persone: investire nelle infrastrutture, rafforzare i servizi nei territori più isolati, garantire personale qualificato. Non si tratta di un problema di destra o di sinistra, ma di una questione che riguarda la dignità di ogni cittadino. La politica deve essere in grado di cogliere le opportunità che si presentano, come il Just Transition Fund o i fondi del PNRR. Questi strumenti rappresentano occasioni straordinarie per trasformare il nostro territorio, ma solo se riusciamo a collaborare per utilizzarli al meglio – ha concluso Fabio Usai -. La politica non è un’arena per dimostrare chi urla più forte, ma un luogo dove si decide il destino di una comunità. Sta a noi scegliere se essere costruttori di ponti o demolitori di speranze.»

Sono stati numerosi gli interventi, in materia di Sanità, Lavoro, Industria e Agricoltura, per una panoramica che ha gettato le basi per un lavoro a medio e lungo termine, da sviluppare in successivi incontri, dedicati a singoli settori. Nei diversi interventi è emersa chiaramente l’importanza dell’unità del territorio, ritrovata negli anni in cui venne istituita la provincia di Carbonia Iglesias e poi nuovamente persa dopo la sua cancellazione sancita dal referendum abrogativo, con il risultato che le comunità locali hanno ripreso a pensare e programmare iognuna per proprio conto.

Il consigliere comunale di Carbonia Nino Spanu ha evidenziato le difficoltà dei Comuni, alle prese con una grave carenza di personale che rallenta la macchina amministrativa, in particolare in una fase come quella attuale che vede gli enti locali alle prese con la programmazione degli interventi sui progetti finanziati dai fondi comunitari.

Il dottor Antonio Macciò, Responsabile UOC Ginecologia Oncologica, Ospedale A. Businco, di Cagliari, si è soffermato sulla difficile situazione vissuta dal sistema sanitario regionale, dalla quale si potrebbe venire fuori se si valorizzassero le competenze, che non mancano.

Sono poi intervenuti Bruno Angioni, ex consigliere comunale di Carbonia ed infermiere in pensione; Antonello Cuccuru, Direttore della SC Professioni Sanitarie della Asl Sulcis Iglesiente; l’ex consigliere regionale Peppino La Rosa; l’ingegner Mario Porcu, amministratore unico della Sotacarbo; il professor Cristian Galbiati, responsabile del progetto Aria nelle miniere della Carbosulcis; Marco Antonio Piras, assessore e vicesindaco del comune di Tratalias; Paolo Luigi Dessì, sindaco di Sant’Anna Arresi ed ex consigliere regionale; Andrea Pisanu, sindaco di Giba e presidente dell’Unione dei Comuni del Sulcis; Manolo Mureddu, assessore dei Lavori pubblici e Ambiente del comune di Carbonia; Michele Stivaletta, assessore delle Attività produttive e vicesindaco del comune di Carbonia; l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani; il consigliere regionale Gianluigi Rubiu.

L’intervento conclusivo è stato quello di Antonello Cabras, ex presidente della regione e sottosegretario di Stato del Ministero del Commercio con l’Estero, oggi vicepresidente della Bper, che riportiamo integralmente.

Giampaolo Cirronis