27 March, 2026
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«La gestione della crisi idrica da parte della Giunta regionale è alquanto inadeguata. Mentre l’intera Sardegna soffre una delle peggiori emergenze idriche degli ultimi anni, la Presidente Alessandra Todde convoca un tavolo di crisi che riguarda esclusivamente il Nord-Ovest dell’Isola, ignorando completamente il Sud e il Centro, territori altrettanto colpiti dalla siccità. Questo atto è inaccettabile e rappresenta una grave mancanza di equità nella gestione dell’emergenza. Non possiamo permettere che un problema così grave venga affrontato con una visione miope e parziale.»

A dirlo è Gianluigi Rubiu, consigliere regionale di Fratelli d’Italia.

«Gli agricoltori, gli allevatori, le imprese e i cittadini di tutto il territorio sardo hanno diritto
a soluzioni immediate e non a interventi selettivi che favoriscono solo alcune zone! – aggiunge Gianluigi Rubiu -. La Giunta deve chiarire subito i motivi di questa decisione assurda e spiegare quali misure intenda adottare per garantire a tutte le comunità colpite il supporto necessario. Ho presentato in queste ore un interrogazione per conoscere le ragioni per cui il tavolo di crisi è stato convocato solo per il Nord-Ovest dell’Isola, se vi siano iniziative previste per gli altri territori colpiti dalla siccità, e soprattutto quali azioni urgenti la Regione intenda adottare per affrontare l’emergenza idrica in tutta la Sardegna.»
«La nostra battaglia è per tutta la Sardegna e non solo per una parte. Non può essere una guerra tra poveri – conclude Gianluigi Rubiu -. Il nostro territorio, tutto il nostro territorio, sta soffrendo ed è colpito in egual misura. La Regione non può voltarsi dall’altra parte. Pretendiamo risposte immediate e interventi concreti per tutte le comunità colpite dalla siccità!»

La gravissima emergenza in cui versa il sistema sanitario pubblico nel Sulcis Iglesiente è stata al centro dei lavori della conferenza socio-sanitaria svoltasi questa sera nella sala riunioni del Centro direzionale della Asl Sulcis Iglesiente, in via Dalmazia, a Carbonia, alla presenza dell’assessore regionale della Sanità, Armando Bartolazzi. Oltre alla direttrice generale della Asl Sulcis Iglesiente Giuliana Campus, ai sindaci, hanno partecipato ai lavori i consiglieri regionali Alessandro Pilurzu, Luca Pizzuto e Gianluigi Rubiu e l’amministratore straordinario della provincia del Sulcis Iglesiente Sergio Murgia.

I vari interventi hanno portato all’attenzione dell’esponente della Giunta Todde le varie emergenze, determinate dalla chiusura dei reparti, dalla carenza degli organici che mettono sistematicamente a rischio anche l’operatività dei reparti rimasti aperti ogni qualvolta vengono a mancare medici, infermieri ed oss per malattia. Armando Bartolazzi ha assicurato che le varie emergenze sono già all’attenzione dell’assessorato e sono allo studio possibili soluzioni e, nell’immediato, ha presentato una proposta per il superamento dell’emergenza nel reparto di Ortopedia e Traumatologia, praticamente paralizzato da mesi dalla mancanza di personale. L’Azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari s’è resa disponibile a mettere a disposizione della Asl Sulcis Iglesiente alcuni medici e infermieri, per riaprire il reparto e procedere con gli interventi non più all’ospedale Sirai di Carbonia ma all’ospedale CTO di Iglesias e, viceversa, assicurare la riabilitazione a la lungodegenza all’ospedale Sirai di Carbonia.

Nel corso dei lavori, è stata affrontata anche l’emergenza delle commissioni mediche per il riconoscimento dell’invalidità civile ed è emerso che le nuove commissioni istituite a fine 2024 stanno operando a pieno regime, sono state già evase tutte le pratiche accumulate fino a dicembre 2002 ed è stato ipotizzato lo smaltimento di tutto l’arretrato entro fine anno.

 

 

L’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Carbonia Iglesias ha organizzato per venerdì 31 gennaio alle ore 16.00, presso la sala conferenze Anfiteatro di via Roma 253, a Cagliari, il “tavolo progettuale interistituzionale per l’attivazione del corso di laurea infermieristica nella provincia Carbonia-Iglesias”.
L’OPI è fortemente convinto che sia possibile un accordo sinergico tra la Regione Sardegna, l’Università di Cagliari, la Asl Sulcis, i Comuni del Sulcis Iglesiente, il Consorzio AUSI, per dare anche ai ragazzi della nostra provincia una maggiore opportunità di studio e nel contempo per promuovere la formazione di professionisti sanitari competenti e indispensabili per il sistema Salute.
In piena carenza di professionisti sanitari infermieri ed in un frangente in cui non pochi studenti sono costretti a interrompere o a non intraprendere un corso di studi universitario per mancanza di risorse economiche in seno al proprio nucleo familiare anche per la drammatica condizione lavorativa e sociale del Sulcis Iglesiente, è una opportunità che il territorio deve cogliere
e che le istituzioni potrebbero sostenere.
L’OPI avanzò dal 2013 l’ipotesi di realizzare un corso di laurea in infermieristica decentrato, rifacendosi all’esperienza delle realtà già presenti in territorio sardo e con quelle dell’Università degli studi di Torino. A distanza di 12 anni, la necessità di fornire risposte agli stessi bisogni formativi sociali e, nondimeno, assistenziali, si fa più forte: i dati sul fabbisogno formativo che verranno esposti dal dott. Mastrillo, dell’Università di Bologna, l’esperienza della gestione e organizzazione dei corsi di laurea in sedi decentrate del dott. Dimonte, dell’Università di Torino, apriranno il confronto con l’Università di Cagliari circa i vantaggi e le criticità per la realizzazione di corsi universitari e con le autorità locali e regionali. Sarà inoltre occasione per tutte le istituzioni di individuare risorse e soluzioni per la risoluzione delle criticità e problematiche che emergeranno eventualmente dal dibattito sui dati e considerazioni espresse.
Nel solco delle importanti iniziative che l’Ordine porta avanti e che vanno oltre all’ordinaria amministrazione, siamo impegnati dal 2013 nel nella promozione del corso di Laurea in Infermieristica nel Sulcis. Il “tavolo progettuale”, saprà avviare un confronto per la risposta alla nostra domanda: «Siamo finalmente pronti al corsi di laurea in Infermieristica nel Sulcis Iglesiente?»
Sono stati invitati all’incontro le seguenti autorità:
– Direttore Generale della Sanità, Luciano Giovanni Oppo

– Presidente del Consiglio regionale, Giampiero Comandini
– Assessore regionale della Sanità, Armando Bartolazzi
– Assessore regionale della Cultura, Ilaria Portas
– Rettore dell’Università di Cagliari, Francesco Mola
– Coordinatore del Corso di Laurea in Infermieristica, Paolo Contu, e Coordinatore attività professionalizzanti di Cagliari Maria Rita Pinna
– Il prof associato del Dipartimento di Scienze Mediche e San Pubblica, Luigi Minerba
– Il presidente Ersu Cagliari, Cosimo Ghiani
– Il commissario del Consorzio UniNuoro, Giovanni Pinna Parpaglia
– Il presidente del consorzio UniOlbia, Aldo Carta
– Il presidente del consorzio AUSI, Mauro Usai
– I sindaci dei 27 comuni del Sulcis Iglesiente
– Gli Ordini delle Professioni Infermieristiche regionali
– I consiglieri regionali Andrea Pilurzu, Luca Pizzuto, Gianluigi Rubiu
– Il Direttore Generale della ASL Sulcis Giuliana Campus
– Il Direttore delle Professioni Infermieristiche Antonello Cuccuru.

 

Si sono svolti questa mattina i congressi cittadini di Iglesias e Carbonia. In entrambi i centri sulcitani una grande partecipazione degli iscritti del partito ha eletto i coordinatori comunali ed il loro coordinamento. Per Iglesias è stato eletto Roberto Chirigu, mentre per Carbonia il congresso ha scelto come proprio coordinatore Daniela Garau.
Entrambi i congressi si sono svolti alla presenza del deputato Gianni Lampis e del consigliere regionale Gianluigi Rubiu, che hanno avuto modo, nei loro interventi, di raccontare tutte le azioni politiche portate avanti da Fratelli d’Italia sia a livello nazionale che a livello regionale.

«La Regione Sardegna approva il nuovo tariffario per le prestazioni sanitarie. I laboratori e le strutture convenzionate si vedono ridurre di oltre il 50% le tariffe degli esami. Impossibile erogare le prestazione con le nuove tariffe. Non bastano le liste d’attesa infinite della sanità pubblica, ora diventerà impossibile trovare spazio anche nelle strutture convenzionate. Prelievi, esami diagnostici, fisioterapia… queste sono solo alcune delle tariffe stravolte dalla regione.»

La denuncia arriva da Gianluigi Rubiu, consigliere regionale di Fratelli d’Italia.

«L’entrata in vigore della delibera 54-8 del 30.12.2024, causerà un danno immane senza precedenti alla sanità sardaaggiunge Gianluigi Rubiu -. L’assessorato ha approvato il tariffario con i nuovi lea, basato sulla media tariffaria delle regioni Emilia-Romagna, Veneto, Provincia autonoma di Bolzano, Lombardia e Toscana, senza un ragionamento equo e senza alcuna concertazione con la commissione paritetica. E, come se non bastasse, le strutture ad oggi non possono erogare le nuove prestazioni perché non sono accreditate per i nuovi Lea o accreditate con i vecchi codici.»
«Basterebbero già questi due aspetti per dare atto del disastro che la delibera 54-8 causerà alla Sanità sarda ma il fatto più allarmante è che diverse prestazioni del nuovo nomenclatore non possono essere più accettate in convenzione, perché le somme previste non coprono neanche il costo dei reattivisottolinea Gianluigi Rubiu -.
Basti pensare che ci sono prestazioni come il sangue occulto che può essere richiesto con un singolo campione o con 3 campioni ma il nuovo nomenclatore ha previsto comunque il rimborso di un solo campione. Il nuovo tariffario danneggerà in primis il cittadino che sarà costretto a pagare esami di routine, ma causerà anche la chiusura di diverse strutture convenzionate e la perdita di migliaia di posti di lavoro.»
«Dopo il danno del taglio dei budget al 90% delle strutture convenzionate degli inizi di dicembre, con retroattività di tutto il 2024, il 30 dicembre è arrivato un ulteriore disastro come il nuove nomenclatoreconclude Gianluigi Rubiu -. Numerose le richieste delle associazioni di categoria che non hanno trovato accoglimento. Né assessorato e né Ares si sono pronunciati, né hanno ricevuto i rappresentanti di categoria, per dare spiegazioni o porre rimedio.»

«Ingenti danni alle colture, incidenti stradali frequenti, danneggiamenti degli insediamenti rurali e delle attività connesse. L’aumento incontrollato di cervi e daini sta causando danni incalcolabili in tutta la Sardegna. Un abnorme numero di ungulati in spazi incontrollati espone quotidianamente le aree agricole e non solo a danni di varia natura. Orti, vigneti, frutteti, coltivazioni di cereali… questi danneggiamenti più frequenti alle colture, ma sono sempre più numerosi gli articoli di giornale che raccontano danneggiamenti alle strutture delle aziende agricole, alle loro recinzioni e pertinenze.»

Il grido d’allarme arriva da Gianluigi Rubiu, consigliere regionale di Fratelli d’Italia.

«Urge un intervento immediato per tentare di arginare il fenomeno aggiunge Gianluigi Rubiu -. E’ indispensabile l’unità di intenti e una stretta collaborazione tra mondo agricolo e mondo venatorio, con il coinvolgimento delle autogestite, delle compagnie di caccia e dei singoli cacciatori. Si lavori insieme alle istituzioni (Corpo Forestale, Agenzia Forestas) e alle associazioni professionali per mettere in atto una linea comune di intervento.»
«Per agire in maniera mirata ed efficacia occorre però avere una fotografia reale del fenomenosottolinea Gianluigi Rubiu -. E’ indispensabile una collaborazione con i cacciatori, da sempre veri guardiani e conoscitori del nostro territorio. Si proceda subito a censire la fauna selvatica per individuare le soluzioni più adatte e le strategie più efficaci da porre in essere immediatamente.»
«Le poche risorse stanziate dalla deliberazione di Giunta n.52/42 del 23 dicembre 2024 interessano solo 6 comuni della Sardegna e sono insufficienti per affrontare in maniera seria un problema che giorno dopo giorno causa incidenti stradali (anche mortali) nelle strade dell’isola oltre che danni ingenti ad un settore come quello agricolo già provato da una crisi senza precedenti», conclude il consigliere regionale di Fratelli d’Italia.

Grande partecipazione questa mattina a Portoscuso, all’assemblea dei lavoratori metalmeccanici del polo industriale, organizzata dalle segreterie territoriali FIOM-FSM-UILM nella sala convegni del Consorzio industriale di Carbonia Iglesias, dopo le visite dei ministri del Lavoro Marina Calderone e del Mimit Adolfo Urso, in concomitanza con l’incontro odierno al Mimit con la Regione Sardegna, in vista delle prossime convocazioni che segneranno i destini di Eurallumina (20 gennaio), SiderAlloys (30 gennaio) e Portovesme srl (5 febbraio).

«Abbiamo assistito ad anni di sfruttamento del territorio, per poi arrivare a delocalizzazioni a favore di un maggior guadagno senza che ci sia alcuna crisi nella richiesta del primario prodottosostengono le segreterie territoriali FIOM, FSM e UILM -. Vale per l’alluminio, come per il piombo e lo zinco, ma è valso nel passato per la lana di roccia. Insomma una pratica adottata nel tempo che indebolisce e impoverisce il territorio. La mancanza di politica industriale ha portato alla crisi attuale e adesso occorre porre rimedio. La politica trovi gli strumenti affinché le cause che hanno determinato le chiusure si superino. Se l’arrivo del gas metano può rilanciare l’Eurallumina, se è vero come è vero che il costo energetico manda in crisi l’industria italiana, ed in particolare il comparto legato alle produzioni della Glencore, si trovino le giuste contromisure, altrimenti si faccia capire quale altra alternativa a Glencore, possa essere ritenuta credibile, se non si modificano le condizioni di svantaggio concorrenziale esistente per le realtà sarde. Si trovino soluzioni al phase-aut senza prevedere la chiusura dell’attuale centrale a carbone; come avvenuto in altre realtà, si impegni l’Enel a contribuire al rilancio e restituire parte dei reiterati lauti guadagni ottenuti in passato. Infine, su SiderAllos: si faccia un sunto di questi lunghissimi sette anni di conduzione della fabbrica, in cui gli occupati sono costantemente in diminuzione. La fiducia nell’impresa ha raggiunto i minimi storici. Le cause attribuibili in primis ad una incapacità industriale ormai accertata, dall’assenza di un piano industriale credibile, dagli smantellamenti effettuati, che mettono in dubbio il futuro produttivo dello stabilimento, dei debiti accumulati e delle mancate retribuzioni alla forza lavoro. Ma anche Invitalia socio al 20% non è indenne da responsabilità, per non essere stato un buon partner finanziario, ma soprattutto ma non aver controllato con attenzione lo scempio che ci ha portato alla disastrosa situazione odierna. Constatazioni, che fanno ritenere del tutto fuori luogo l’ulteriore finanziamento richiesto.»

In conclusione, l’assemblea, ha chiesto soluzione rapide, che tengano conto dell’emergenza in cui gran parte dei metalmeccanici del territorio si trovano. Urge garantire un reddito che non impoverisca le tante lavoratrici e Lavoratori attraverso un ammortizzatore sociale abbinato alla formazione, come discusso con i vari assessorati, per un periodo molto ristretto in cui si deve arrivare al nuovo rilancio industriale.

FIOM, FSM e UILM hanno chiuso l’assemblea, cui hanno partecipato il segretario generale della Camera del Lavoro CGIL della Sardegna Sud Occidentale Franco Bardi e il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Gianluigi Rubiu, annunciando la volontà di mantenere alta l’attenzione, non escludendo ulteriori iniziative che si terranno nei prossimi giorni, sino agli incontri programmati, che devono essere propedeutici a soluzioni definitive.

Allegate le interviste con i segretari Roberto Forresu (FIOM-CGIL), Giuseppe Masala (FSM-CISL) e Renato Tocco (UILM-UIL).

   

 

«Ancora una volta l’assessore Desiré Manca da dimostrazione pubblica della sua incompetenza nel ruolo che ricopre. Gravissime le sue dichiarazioni di queste ore. Su un disastro sociale come quello della crisi del lavoro del Sulcis, in tutti i tavoli si è cercato di fare unità politica per cercare insieme di raggiungere l’obiettivo migliore per i lavoratori, le parole della Manca dimostrano invece come lei preferisca cercare di fare il solito scaricabarile delle responsabilità su altri e questo non fa altro che evidenziare la sua totale incapacità.»

A dirlo è Gianluigi Rubiu, consigliere regionale di Fratelli d’Italia.

«Anche su un tema sensibile e importantissimo come quello della vertenza del polo industriale di Portovesme dimostra ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, di non essere adatta al ruolo che ricopre, né di conoscere le procedure e le modalità di attivazione degli ammortizzatori socialiconclude Gianluigi Rubiu -. E’ la stessa ministra Marina Calderone a dover ricordare alla Manca, che: «Il ricorso alla tutela di cui all’articolo 44, comma 11-bis, del D.Lgs. n. 148/2015 prevede necessariamente che ai lavoratori, destinatari del trattamento straordinario di integrazione salariale, debbano essere contestualmente somministrate le misure di politica attiva individuate in apposito piano regionale. Il Ministero è ancora in attesa del piano di politiche attive che deve essere formulato dalla Regione Sardegna».

«Nel Sulcis solo 6 comuni su 23 sono quelli nei quali le aziende possono ad oggi beneficiare degli indennizzi per la siccità 2024. Sono oltre 1.800 le aziende che si vedono negata la possibilità di presentare la propria istanza. Pochissimi i comuni e le aziende che sono riuscite a caricare le istanze per accedere al bando predisposto dall’Agenzia Laore per gli indennizzi in materia di siccità. In Sardegna restano tagliate fuori circa 25.000 aziende. Solamente 142 comuni sardi sui 377 totali possono beneficiare della misura.»

Lo scrive, in una nota, Gianluigi Rubiu, consigliere regionale di Fratelli d’Italia.

«La mancata riapertura dei termini procurerebbe un enorme danno all’agricoltura sarda già fortemente provata da crisi climatiche, lungaggini burocratiche ed emergenza blue tongueaggiunge Gianluigi Rubiu -. La Regione provveda urgentemente alla riapertura dei termini dando massimo risalto alle modalità di richiesta degli indennizzi, semplificando le procedure di accesso alle aziende colpite dai danni causati dalla siccità.»
«In queste oreha concluso Gianluigi Rubiuho presentato un interrogazione nella quale chiedo un intervento in tal senso all’assessore dell’Agricoltura e Riforma Agro-pastorale per porre rimedio a questa situazione.»

«Sider Alloys via!!! Adesso basta!! Urso convochi! Invitalia complice!!!» E’ il durissimo messaggio che ha accolto all’alba i partecipanti all’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori organizzata dalle segreterie FIOM CGIL, FSM CISL e UILM UIL davanti ai cancelli dello stabilimento della Sider Alloys, a Portoscuso, dopo gli negativi sviluppi dell’infinita vertenza. Presenti, sotto la pioggia che è caduta abbondante a tratti, l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani, i consiglieri regionali di Sinistra Futura Luca Pizzuto e di Fratelli d’Italia Gianluigi Rubiu, alcuni sindaci del Comuni del Sulcis guidati dal primo cittadino di Portoscuso Ignazio Atzori, don Antonio Mura, responsabile della Pastorale Sociale e Lavoro della Diocesi di Iglesias e parrocco delle chiese di Portoscuso e Paringianu. Al termine dell’assemblea una delegazione delle organizzazioni sindacali s’è recata a Cagliari, per l’incontro organizzato dall’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani.

Allegati l’intervento di Emanuele Cani registrato nel corso dell’assemblea, e le interviste con i segretari di FIOM CGIL, FSM CISL e UILM UIL, Roberto Forresu, Giuseppe Masala e Renato Tocco.