18 August, 2022
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Dopo aver ricevuto la timbratura delle credenziali da parte delle monache del Monastero del Buocammino e l’augurio di “buon cammino” da parte del Rettore dell’omonimo Santuario Mons. Carlo Cani, i due vigili del fuoco Stefano Zichi di Orani e Giovanni Chessa di Nuoro sono partiti per percorrere interamente il Cammino Minerario di Santa Barbara.

Inizia in questo modo la percorrenza del Cammino Minerario di Santa Barbara da parte delle numerose categorie di lavoratori (minatori, vigili del fuoco, marinai, artificieri, geologi, architetti, etc.) che si onorano di avere Santa Barbara come loro protettrice.

 

Si è svolta a Carbonia sabato 29 maggio, presso il dojo dell’ASD Yama Arashi Dojo Club, la cerimonia di consegna ufficiale dei diplomi CSAIN riconosciuti dal CONI.

Alla presenza del presidente del comitato regionale Sardegna CSAIN Giorgio Sanna e del presidente del Centro Servizi Sportivi Sardegna Gianni Sau, sono stati consegnati i diplomi di 5° dan al maestro Giovanni Amos Muscheri, e i diplomi delle qualifiche di allenatore a Federico Pusceddu e di aspirante allenatore ad Alessandro Pirellas e Michela Casu.

Nella stessa occasione è stata costituita la commissione di esame composta oltre che da Sanna, Sau e dal maestro Muscheri, anche dal maestro olbiese Giovanni Chessa 4° dan di Judo e dal maestro cagliaritano Igor Olla, 4° dan di karate.

Si sono laureati 2° dan Federico Pusceddu, 1° dan Alessandro Pirellas e 1° dan Michela Casu, nonostante gli stop forzati dell’attività dovuti alla situazione covid i candidati hanno dimostrato un elevato livello tecnico ed una precisa preparazione. 

Il Ju Jitsu sardo Csain è in continua crescita e si sta pensando all’organizzazione di un evento di rilievo nazionale nel territorio isolano, la sinergia tra il presidente Sanna ed il coordinatore nazionale del Settore, maestro Cosimo Costa, regalerà sicuramente tanti momenti di crescita e coinvolgimento come già avviene a livello nazionale.

 

La Sardegna inizia il suo cammino verso Assisi per l’offerta dell’olio che alimenterà la lampada votiva sulla tomba di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia.

Giovedì 6 maggio, alle ore 10.00, nell’aula magna del Seminario regionale a Cagliari si terrà la conferenza stampa di presentazione del programma e delle tematiche che caratterizzeranno il pellegrinaggio regionale nella città umbra, i prossimi 3-4 ottobre.

L’incontro con la stampa, nel rispetto delle indicazioni sanitarie, prevede l’intervento di mons. Antonello Mura, presidente della Conferenza Episcopale Sarda, mons. Roberto Carboni, arcivescovo di Oristano ed amministratore apostolico di Ales-Terralba, on.le Paolo Truzzu, sindaco della città di Cagliari, dott. Emiliano Deiana, presidente Anci Sardegna, on.le Giovanni Chessa, assessore regionale al turismo, artigianato e commercio, on.le Christian Solinas, presidente della Regione Autonoma della Sardegna, Fra Marco Moroni, custode del Convento di San Francesco in Assisi, Fra Massimo Travascio, custode del Convento di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola e fra Salvatore Morittu.

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A decorrere dal 3 giugno sono ripresi i collegamenti aerei in continuità territoriale da e verso Roma Fiumicino e Milano Malpensa. Dal 13 giugno riprenderanno i collegamenti con i restanti aeroporti del territorio nazionale e dal 25 giugno ci si sposterà lungo tutte le rotte internazionali, fatta salva la verifica della curva epidemiologica. La Sardegna ormai Covid-free da oltre dieci giorni si prepara a ricevere i primi turisti. Dopo la bocciatura, da parte del Governo, delle precedenti richieste effettuate dalla Regione, riguardo il passaporto sanitario e la certificazione obbligatoria che dichiarasse lo stato di salute del viaggiatore, dal 3 giugno, a chi raggiunge l’isola, è richiesta una semplice registrazione, da effettuare prima della partenza o, in alternativa, la compilazione di un modulo scaricabile online dal sito della Regione o dall’applicazione “Sardegna Sicura”. La ricevuta della registrazione è da mostrare contestualmente alla carta d’imbarco e a un documento d’identità. In mancanza, è richiedibile direttamente in aeroporto il modulo dell’autocertificazione da consegnare al presidio medico sanitario una volta sbarcati all’aeroporto. Nell’autocertificazione, al passeggero viene richiesto di rispondere ad un semplice questionario in cui barrare con un sì o con un no le caselle riguardanti eventuali sintomi influenzali pregressi o contatti avuti con persone affette, in modo conclamato, da Coronavirus. Ma solo se «se ne è a conoscenza».

Niente di più di una semplice autocertificazione, quindi, in cui si lascia al passeggero la possibilità di scegliere se poter essere o meno fatto oggetto, durante la permanenza sull’isola, di controlli sanitari random. Tutto a discrezione del singolo.

All’aeroporto di Elmas atterrano i primi voli dopo la riapertura. L’affluenza dei passeggeri è ancora molto scarsa. In meno di una cinquantina scendono dall’aereo delle 13:25 proveniente da Milano Malpensa. Cerchiamo qualche passeggero da cui avere informazioni sul grado di difficoltà superato per arrivare in Sardegna. Notiamo subito la reticenza dei turisti lombardi nel rispondere alle nostre domande. Riusciamo ad intercettare una coppia che si dichiara proveniente da Novara ma che presenta un inconfondibile accento straniero. «Fino al 2 pomeriggio abbiamo ascoltato il telegiornale per avere notizie. Abbiamo capito che bisognava compilare un’autocertificazione, l’abbiamo stampata e compilata ed abbiamo consegnato tutto. Per noi è la prima volta che veniamo in Sardegna.»

Un giovane, proveniente da Milano ma che all’arrivo viene accolto da due anziani, parla invece dei controlli a cui è stato sottoposto prima e dopo la partenza: «Ci hanno controllato la temperatura in aeroporto sia alla partenza che all’arrivo». Quindi, adesso, arrivare in Sardegna non è più complicato come si diceva all’inizio. «No, è molto più semplice rispetto a come l’avevano prospettato».

La maggioranza degli arrivi consta però di passeggeri di rientro alle proprie famiglie, che durante il lockdown erano rimasti bloccati nella penisola. Per molti di loro, i voli di questi giorni rappresentano la prima opportunità di rientrare nella loro terra. L’emozione che traspare dai loro racconti è palpabile. Come per il signor C., a cui chiediamo come è stato arrivare in Sardegna: «Semplice. Giusto una certificazione all’aeroporto di Malpensa, che ci hanno poi preso in aereo». Quindi, i timori paventati riguardo il libretto sanitario, o l’iter sanitario da seguire per arrivare, sono stati del tutto ridimensionati… «No no, non è servito a niente. Non mi hanno chiesto nulla».

Tullio, un giovane padre di 39 anni, ha scelto di tutelare se stesso e la sua famiglia sottoponendosi, qualche tempo prima della partenza, al test sierologico. «Sono sei settimane che sono fuori casa per lavoro. Come hanno riaperto ho preso il primo volo per rientrare. L’unica cosa che ci hanno chiesto, all’imbarco, è stato se avessimo compilato il modulo A. Io ho dei figli, quindi ho fatto, di mia volontà, il test sierologico per vedere se andava tutto bene. Ho fatto una cosa in più,  ma solo per mia scelta personale.» La paura dei Sardi è che il virus venga portato da fuori. Cosa ne pensa, però, un sardo costretto a vivere lontano dalla sua terra e dalla sua famiglia? «Io son fuori per lavoro – dice ancora Tullio -. Teoricamente son trasfertista e torno tutte le settimane. Stavolta si è trattato di un caso eccezionale, dovuto a questi problemi. Però penso che dobbiamo ripartire.»

Sulla stessa lunghezza d’onda, i Sardi residenti in Sardegna, che nonostante la paura che il virus possa arrivare insieme a chi viene da fuori, non se la prendono con i turisti, purché compiano, prima di partire, tutti gli atti di tutela e di autotutela della salute pubblica. La speranza è racchiusa in un’unica parola: responsabilità, da parte di chi si sposta dalla penisola verso la Sardegna. D’altronde, la Sardegna vuole ripartire e cerca di farlo riaprendo le porte al turismo.

La cautela deve essere comunque massima, come sa bene Maurizio, uno dei tassisti che ogni giorno attendono, nella lunga fila di auto bianche contrassegnate, fuori dalle porte dell’aeroporto di Elmas. Seduto nel suo taxi attende l’arrivo di un cliente. Gli chiediamo come viva questa situazione e se ci sia del timore nei confronti dei turisti. «Sì, è chiaroconfida Maurizio -. Ad oggi turismo ancora non se ne è visto. Anche i voli nazionali son molto ristretti, non son pieni. Il flusso delle persone che stanno scendendo dai voli è scarsissimo. Forse un cambiamento si vedrà alla fine del mese, quando verranno riaperti i voli internazionali. Sempre se si sbloccherà qualcosa. Questa è la nostra speranza.» Dal punto di vista sanitario vi sentite tranquilli? chiediamo ancora a Maurizio. «Utilizziamo tutte le disposizioni, le mascherine. Se i clienti non le hanno gliele diamo noi, perché c’è sempre qualcuno che dice di averla dimenticata o che non la ha. Proviamo così. Arieggiamo il veicolo tenendo i finestrini aperti. Questa è la situazione.»

Condivide lo stesso pensiero Gianluca, anche lui tassista. «Io personalmente mi sento abbastanza tranquillo. Cerco di rispettare le norme più comuni, quindi l’utilizzo della mascherina e dei guanti. Alcuni di noi hanno attrezzato le vetture con un pannello in plexiglass. Diciamo che ognuno prende le proprie precauzioni, soprattutto per rispetto del cliente. Magari un po’ meno per la propria salute, dato che siamo a contatto con chiunque. Non possiamo sapere se una persona sia infetta o meno.» Il taxi di Gianluca è un van da 8 posti. Gli chiediamo se la quantità di persone che può trasportare sia diminuita in modo consistente. «Le nuove regole ci impongono di portare un numero massimo di persone in base al numero di posti disponibili nel veicolo. Ma tutto sommato in base al numero di clienti che arriva giornalmente non pesa più di tanto. C’è poca gente. Col mio pullmino potrei portare al massimo quattro persone.»

La politica regionale sostiene il turismo nell’Isola e rassicura sulle ripartenze per questa stagione 2020. Per parlare delle prospettive in termini di arrivi e di salute pubblica abbiamo incontrato l’assessore regionale del Turismo, Artigianato e Commercio, Giovanni Chessa.

«La stagione, come in tutto il mondo, non sarà come prima. I 3 milioni e mezzo di arrivi degli anni scorsi quest’anno non ci saranno. Ma noi contiamo di averne comunque circa 2 milioni. Le richieste stanno aumentando. Oggi siamo a circa il 12/13 per cento di prenotazioni. Si sta vincendo questa paura nel mondo. Le persone hanno voglia di viaggiare e devono riprendere fiducia. Quello che è successo in questi due mesi ha impaurito la gente. L’Italia ha pagato con 33mila decessi. Non son pochi. La Sardegna ne ha avuti 131. Pochi rispetto ad altre Regioni ma, comunque, tantissimi. Ora però c’è tanta voglia di estate, di sole, di mare e la Sardegna offre tutte queste cose. Oltre al mare noi offriamo anche l’interno ma, soprattutto, offriamo un’isola sicura. Garantiamo una vacanza sana per tutti i turisti. Lo dimostrano i dati. Vieni sano e parti più sano: questo è il nostro slogan. Noi garantiamo e vorremmo garantire la Sardegna sicura a tutti, quindi il suggerimento che dò è: fate prevenzione e mantenete alta la responsabilità. Per il bene di tutti.»

Solo un modulo da compilare ed il controllo della temperatura alla partenza e all’arrivo. Niente più passaporto sanitario. Si spera nel gradi di responsabilità del singolo di sottoporsi ai test preventivi. «Il suggerimento che mi permetto di dare – prosegue l’assessore del Turismo – è di sottoporsi al test, sia a garanzia della salute del visitatore sia perché la Sardegna possa mantenersi sana. Si tratta di una forma di prevenzione personale, prima di tutto. La pandemia è ancora dichiarata a livello globale, non bisogna dimenticarlo. Quindi è necessaria l’autotutela. Anche se qui in Sardegna si può arrivare liberamente, in modo semplice. Sul sito della Regione Sardegna si trova il documento da scaricare e presentare. Si tratta di un semplice modulo da compilare, che a giorni verrà pubblicato in otto lingue diverse, quindi alla portata di tutti. L’accessibilità nella nostra Isola è garantita. Ora serve garantire la parte sanitaria.»

Intanto, si potenziano le terapie intensive negli ospedali sardi, con i posti letto che salgono da 135 a 236. È delle ultime ore la notizia che la Sardegna metterà in campo 42 milioni di euro per potenziare la rete ospedaliera, in previsione di una nuova variazione della curva epidemiologica.

«Siamo pronti a gestire la possibilità di un nuovo aumento dei contagiconclude Gianni Chessa -. Se si dovessero riscontrare nuovi positivi a causa degli arrivi provenienti da fuori, gestiremmo tutto direttamente. E questa garanzia la offriamo anche ai vacanzieri. Abbiamo delle stanze separate, delle strutture in grado di far vivere al meglio la vacanza. Siamo pronti ad affrontare la possibilità che un visitatore possa essere inconsapevolmente portatore del virus e lo scopra quando è già in Sardegna. Siamo pronti a garantire una vacanza sicura.»

Federica Selis

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Dopo “Licanìas”, la rassegna letteraria dello scorso giugno, Neoneli ospita altre tre intense giornate, ora all’insegna della gastronomia e delle riflessioni sulle “culture e i sapori dei paesaggi rurali“. Si intitola “Licanias e Lichitos” il cartellone di eventi allestito dal Comune del piccolo centro del Barigadu con il contributo dell’assessorato regionale del Turismo, Artigianato e Commercio e della Fondazione di Sardegna, che tiene banco da venerdì 4 a domenica 6 ottobre: degustazioni e laboratori gastronomici, incontri con esperti e con imprenditori che scommettono sulle produzioni agroalimentari e il saper fare locale. E, ancora, mostre, concerti e – sabato 5 ottobre – la tradizionale gara di cucina a base di “fregula”, la caratteristica pasta sarda di semola di grano duro, che l’indomani – domenica 6 – sarà anche protagonista dell’immancabile festa gastronomica con i piatti simbolo della cucina locale: “sa fregula istuvada e sa cassola”, due squisitezze, o “lichitos”, del territorio.
Prologo alla manifestazione, giovedì 3, alle 17.00, al salone Corrale, l’inaugurazione di “Sèberu da Alghero, Street Photography Awards 2019″, una mostra fotografica di una selezione degli scatti vincitori del concorso ASPA promosso nella cittadina sardo-catalana dall’associazione Officine di Idee al Festival Internazionale della Fotografia di Strada e d’Autore. Ideata e curata da Sonia Borsato, direttrice artistica dell’ASPA, in collaborazione con l’associazione Su Palatu, l’esposizione è strutturata in base alle sezioni del concorso, che per la sua seconda edizione si concentra sul tema delle Migrazioni: fotografia di Viaggio, di Strada, Documentaria, di Ricerca e Insula/Insulae (tema speciale interamente realizzato in Sardegna), più una sezione dedicata ai giovanissimi, oltre al Premio Blow up, conferito a lavori che, fra tutti i progetti presentati in tutte le categorie, si distinguono per un’audace lettura di argomenti rilevanti nel quotidiano. In mostra le foto dell’ungherese Simon Móricz-Sabján (primo premio fotografia documentaria), della tedesca Sandra Hoyn (premio Blow up), del sardo Andrea Cappai (premio Insula/Insulae), della spagnola Maria Contreras Coll (premio Blow up), del canadese Amy Friend (premio Blow up).
Venerdì (4 ottobre) Licanìas e Lichitos entra nel vivo. Il primo appuntamento in agenda è alle 8.30 del mattino: con partenza dal piazzale delle scuole in via Scano, si rinnova il rito della vendemmia “all’antica”, con il coinvolgimento degli alunni delle scuole dell’infanzia e primaria di Neoneli, Ardauli, Nughedu Santa Vittoria e Ula Tirso.  
Alle 17.00, all’oratorio in via San Pietro, si ragiona su Enogastronomia: radici e identità per la cultura e lo sviluppo economico di un territorio, in un convegno moderato dal gastrosofo Alex Revelli Sorini, docente presso Università San Raffaele di Roma, rettore dell’Accademia Italiana di Gastronomia e Gastrosofia, coautore del Manuale di Gastrosofia e di numerose pubblicazioni, e giornalista scientifico in programmi Rai come “La vita in Diretta” e “Mi manda Raitre”. In scaletta gli interventi di diversi ospiti: l’agronomo Maurizio Fadda, impegnato da vent’anni con ragazzi e agricoltori per una nuova rinascita rurale su basi etiche ed ecologiche e per la creazione e gestione di reti di filiera corta; Marianna Virdis, titolare insieme a Francesco Mascia dell’azienda agricola Sa Laurera, con sede a Villanovaforru, specializzata in agricoltura storica, studio, ricerca, recupero e valorizzazione di antiche razze e varietà della Sardegna, conservazione di pratiche agricole tradizionali, tutela del paesaggio rurale e degli agro ecosistemi; Gianmatteo Baldi, amministratore delegato di “Isteddu”, progetto che scommette sulla produzione enologica dei territori nella zona di confine tra il Barigadu e il Mandrolisai, che, come spiega il general manager dell’azienda, ha la sua prima origine dalla scoperta di Neoneli in occasione di un dibattito su il famoso libro-diario di Mario Soldati “Vino al Vino“; il Master of Food del Miele Luigi Manias, direttore tecnico “Apiaresos”, la più importante associazione di apicoltori nell’Isola, erede e continuatore di una tradizione familiare iniziata dal nonno materno Luigi Olla ad Ales, che nel 1917 fu tra i primi in Sardegna a introdurre l’apicoltura col favo mobile; Michelangelo Salis, titolare de I Salis di Ploaghe, azienda partner con il Consorzio del Bue Rosso di Seneghe per la diffusione e commercializzazione del bovino di razza Sardo Modicana, esperto nello studio e nella realizzazione di prodotti di salumeria tradizionale dal suino sardo e nella produzione di prodotti innovativi a base di bovini, pecora, capra e suino; Antonio Moi, allevatore e promotore progetto pilota Seulo dell’azienda agricola Su Mannali, con sede nel piccolo e caratteristico comune di montagna compreso nella fascia sud del Gennargentu; la sua specialità è l’allevamento semibrado di suini di razza ibrida con prevalenza sarda, da cui ricava i classici prodotti tramandati dalla cultura seulese; Cinzia Loi, archeologa specializzata nel campo dell’archeologia dei paesaggi e dell’etnoarcheologia, che ha condotto il censimento dei monumenti archeologici del territorio del Comune di Neoneli. Prevista anche, per le conclusioni, la presenza dell’assessora regionale all’agricoltura e riforma agro-pastorale Gabriella Murgia.
Alle 22.00 musica in piazza Italia con il duo Fantakolk di Andrea Pisu alle launeddas e Vanni Masala all’organetto. Riconosciuti maestri dei loro rispettivi strumenti, apprezzati per le capacità virtuosistiche e la piena padronanza del repertorio tradizionale, ma non solo, nel 2016 i due si sono aggiudicati il Premio Maria Carta per la loro musica coinvolgente e dal forte carattere personale.
Giornata densa di appuntamenti sabato 5 ottobre. Alle 10.00 si inaugura una seconda mostra al salone Corrale: curata da Baingiu Cuccu, ANIMA, artigianato a Neoneli. Iconografie del mondo agropastorale– questo il titolo – vedrà la partecipazione di una quindicina di maestri ceramisti, coltellinai, artigiani del ferro e del rame, del tessile, cestineria, vestiario e calzoleria. Tutti i prodotti in mostra fanno parte, da tempi remoti, della quotidianità del mondo contadino e pastorale. Al taglio del nastro è prevista la presenza dell’assessore regionale al turismo, artigianato e commercio Giovanni Chessa.
Lungo i viottoli del centro storico, dalle 10.00 fino alle 20.00, saranno allestiti degli stand a cura di artigiani e i produttori agroalimentari, e fino alle 19.00 sarà possibile partecipare all’iniziativa Piccole guide turistiche, con visite guidate alla Chiesa Parrocchiale di San Pietro, a cura dei bambini e ragazzi delle scuole.
All’oratorio in via San Pietro, alle 10.30, spazio alla premiazione dei vincitori del Premiu ‘e poesia sarda Barigadu, bandito lo scorso luglio, che ha contato sessantaquattro partecipanti. Vince la sezione in rima Giangavino Vasco di Bortigali con la poesia “Fizu”, secondo classificato Antonio Sannia di Bortigali con “Làcanas Luadas”, terzo Angelo Maria Ardu di Flussio con “Sighi Poeta”. Per la sezione versi sciolti, invece, il vincitore è Giuseppe Tirotto di Castelsardo con “Li ghjemmi di la vida”, il secondo Andrea Meleddu di Sorgono con “Reu de continu”, il terzo Pier Giuseppe Branca di Cheremule con “Carbuncos”. I primi tre classificati di ciascuna sezione del premio si aggiudicano rispettivamente 300, 200 e 100 euro.
Nel pomeriggio, mentre dalle 16.00 alle 19.00 in piazza Italia si tiene il laboratorio per i bambini GLE, grandi giochi in legno, una prima iniziativa a cura dell’associazione Lughenè, in piazza Barigadu arriva invece il momento più atteso della manifestazione: la gara di cucina con ricette originali a base di fregula, con la conduzione affidata ad Alex Revelli Sorini. Coordinata dallo chef del ristorante HUB di Macomer Leonardo Marongiu e dallo chef, vicepresidente regionale dell’Unione Cuochi Elia Saba, la competizione culinaria vede in gara nove chef: Fabio Vacca (ristorante “Chia Laguna”), Cristian Deriu (ristorante “Hub”, Macomer), William Pitzalis (chef del Cagliari Calcio), Juri Biscione (ristorante “Scorfano Allegro”, Golfo Aranci), Giannu Mannu (Hotel Mannu, Bosa), Mattia Pippia (ristorante Craf, Oristano), Niccolò Vellino (chef Dolci Sfizi, Macomer), Andrea Atzori (ristorante La Rinascente, Cagliari) e Giacomo Cicalò (sous chef Frades Bottega, Porto Cervo).
La giuria, composta da Dario Cappelloni (collaboratore della “Guida Essenziale ai vini d’Italia – Doctor Wine”), Paolo Zaccaria (collaboratore della guida “Gambero Rosso”), Erica Battellani (autrice di “Via dei Gourmet)”, Tommaso Fratini (executive chef “Rimessa Roscioli”, Roma), Leonardo Lucarelli (chef e scrittore), Giuseppe Carrus (collaboratore della guida “Gambero Rosso”), Luciano Tona (responsabile della didattica della scuola Internazionale di Cucina Alma), Maurizio Valeriani (collaboratore della guida Vinodabere), ha il compito di giudicare le ricette a base di “fregula” anche sotto il profilo dell’originalità e innovatività, e della capacità dei concorrenti di utilizzare prodotti “poveri”. Alle 17.00 è prevista una degustazione dei piatti in gara e, alle 20.00, verranno annunciati e premiati i vincitori.
In contemporanea, alle 18.00, all’oratorio in via San Pietro è possibile partecipare ad una degustazione guidata (al costo di 7 euro) di birre artigianali europee con Luca Pretti, ricercatore presso Porto Conte Ricerche, esperto di tecnologie birrarie. Sono quattro le birre in degustazione: la belga Rochefort 8″ (Strong Brown Ale) , le tedesche Ott Edel-Pils (Pilsner) e Schlenkerla Rauchbier Marzen (Rauchbier), l’inglese St. Peter’s Old Style Porter (Porter).
Alle 22.00 in piazza Italia la giornata si conclude sulle note di Brinca, gruppo composto da Paride Peddio all’organetto diatonico, Jonathan Della Marianna alle launeddas, Federico Di Chiara alla voce e all’armonica a bocca, Davide Pudda alla chitarra, Fabio Carta alla batteria e alle percussioni. I Brinca hanno pubblicato nel 2016 il loro primo CD omonimo, che vanta tra i featuring nomi come quelli di Beppe Dettori, Elena Ledda e Carlo Crisponi. Il loro ultimo lavoro è Balla e Brinca, un disco di ampio respiro, che presenta non solo brani in sardo ma anche, nell’ultima traccia, un classico gospel della tradizione americana: When The Saints Go Marching In.
La giornata conclusiva di “Licanias e Lichitos“, domenica 6, è nel segno delle leccornie e squisitezze del territorio. Mentre dalle 10.00 alle 20.00 è ancora possibile fare una passeggiata nel centro storico, visitando gli stand di artigiani e produttori agroalimentari, dalle 10.00, nelle stradine di Neoneli, reduci dal concerto della sera prima, sono di scena in un’esibizione itinerante due membri del gruppo Brinca, Jonathan Della Marianna alle launeddas e Federico Di Chiara all’armonica e voce. Sempre dalle 10.00 (fino alle 19.00), ancora visite guidate a cura dei bambini delle scuole alla Chiesa Parrocchiale di San Pietro, e un appuntamento che si rinnova anno dopo anno: quello con le massaie di Neoneli impegnate (fino alle 13.00) in una dimostrazione – laboratorio sulle tecnica di preparazione della fregula. Per i più piccoli due iniziative a cura dell’associazione Lughenè: alle 10.30 (e fino alle 18.00), in piazza Italia, ritornano il grandi giochi in legno, mentre nella scuola materna Virgo Fidelis, dalle 15.30 alle 17.30, si tiene il laboratorio gastronomico” La felicità in cucina”.
Diverse le degustazioni previste, al costo di 7 euro, all’oratorio in via San Pietro: quella del miele con l’esperto Luigi Manias, alle 11.00, quella dell’olio (alle 15.00 ed alle 16.00) a cura di Giandomenico Scanu, funzionario dell’agenzia regionale AGRIS, esperto olio EVO, e quella del pane (alle 15.00 e alle 16.30).
Regine della giornata sono “sa fregula istuvada e sa cassola”, piatti tipici della cucina neonelese, in degustazione nella tradizionale festa gastronomica in programma alle 13.00 in piazza Barigadu (al costo di 16 euro). Nel pomeriggio, alle 17.00, le battute finali della manifestazione: si balla “a passu ‘e tres” con esibizione dei maestri di launeddas Orlando ed Eliseo Maxia, con il Coro a Tenores Cultura Popolare di Neoneli, prestigiosa istituzione culturale neonelese che in questo 2019 raggiunge il traguardo di quarantatré anni di “storie cantate”.

La conferenza stampa di presentazione della manifestazione Autunno in Barbagia 2019 si terrà giovedì 1 agosto 2019, alle ore 10.30 (e non alle ore 11.00 come inizialmente comunicato), presso la sede dell’assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Sardegna (viale Trieste 105 – Cagliari).
L’assessore del Turismo, Artigianato e Commercio, Giovanni Chessa, il presidente della CCIAA di Nuoro, Agostino Cicalò, ed il presidente dell’ASPEN, Roberto Cadeddu, presenteranno alla stampa la nuova edizione della manifestazione che coinvolge 32 paesi del territorio del Nuorese, in un calendario di eventi in programma dal 7 settembre al 15 dicembre 2019.

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Giovedì 1 agosto 2019, alle ore 11.00, presso la sede dell’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Sardegna (viale Trieste 105 – Cagliari), si terrà la conferenza stampa di presentazione della manifestazione “Autunno in Barbagia 2019”, iniziativa organizzata e promossa dalla Camera di Commercio di Nuoro e dalla sua Azienda Speciale ASPEN.
L’assessore del Turismo, Artigianato e Commercio, Giovanni Chessa, il presidente della CCIAA di Nuoro, Agostino Cicalò, ed il presidente dell’ASPEN, Roberto Cadeddu, presenteranno alla stampa la nuova edizione della manifestazione che coinvolge 32 paesi del territorio del Nuorese, in un calendario di eventi in programma dal 7 settembre al 15 dicembre 2019.

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La 58ª Fiera dell’Artigianato artistico della Sardegna, in programma a Mogoro dal 27 luglio al 1° settembre 2019, questa sera, alle 19.00, aprirà i cancelli con l’inaugurazione ufficiale alla presenza delle Autorità regionali e locali.

Il sindaco Sandro Broccia, a nome della Giunta comunale, ha invitato al taglio del nastro il presidente della Regione Christian Solinas e l’assessore regionale dell’artigianato Giovanni Chessa che, con l’assessore della Pubblica istruzione e dell’Artigianato Luisa Broccia e il direttore artistico Marcello Muru, affiancheranno tutti gli artigiani che parteciperanno all’edizione 2019.

L’apertura al pubblico è invece prevista per sabato 27 luglio, alle 10.00.

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Al via la tredicesima edizione della Primavera nel cuore della Sardegna: dal 27 aprile al 23 giugno 2019 dieci week end di eventi tra i paesi delle zone del Marghine, Planargia,
Ogliastra e Baronia.
16 i Comuni che hanno aderito alla manifestazione promossa dalla Camera di Commercio di Nuoro e dalla sua azienda speciale ASPEN, a testimonianza del notevole sviluppo di un evento che ha oramai catalizzato su di sé le attenzioni di un panorama sempre maggiore. Ecco l’elenco dei paesi in calendario: Girasole, Siniscola, Bosa, Loceri, Lodè, Loculi, Silanus, Tertenia, Triei, Lotzorai, Sindia, Arbatax, Baunei, Gairo, Bari Sardo e Lanusei. Ancora una volta il viaggio nel Cuore della Sardegna, tra gli elementi di una natura che in Primavera si mostra in tutto il suo fascino, sarà un’esperienza indelebile, capace di attrarre turisti ai quali verranno svelati i segreti e i costumi di questa terra unica.
«L’obiettivo di iniziative di promozione territoriale come quella della Primavera è esaltare la qualità delle nostre migliori produzioni e fare in modo che anche i piccoli paesi vengano visitati ed ammirati», ha detto il presidente dell’Aspen, Roberto Cadeddu.
«Il circuito della Primavera ci sta dando delle grandi soddisfazioni – ha aggiunto Agostino Cicalò, presidente della Camera di commercio di Nuoro -. Le Amministrazioni comunali, con buona volontà e tanto lavoro, hanno disegnato un bel percorso nel quale accogliere curiosi e visitatori, raccontando le proprie bellezze naturali e paesaggistiche, le antiche tradizioni, la cultura identitaria e il ricco  patrimonio enogastronomico. Tutto ciò ha inoltre consentito di raccogliereimportanti  risultati, anche di natura economica, per i territori interessati. Il ruolo della CCIAA e dell’Aspen è proprio quello di riuscire ad aggregare tutti i soggetti che possono realizzare insieme un prodotto turistico di eccellenza.»
Ha partecipato alla conferenza stampa anche il neo assessore regionale del turismo, artigianato e commercio Giovanni Chessa: «Le iniziative turistiche in Sardegna devono seguire sempre la linea della collaborazione e della rete tra operatori, altrimenti non è possibile raggiungere alcun risultato apprezzabile. Per questo motivo la Regione Sardegna sta lavorando al rafforzamento del marchio “SARDEGNA” che possa racchiudere al suo interno tutte le iniziative turistiche ed abbracciare in questo modo i  mercati internazionali».
L’attività di comunicazione promossa dall’Aspen e dalla Camera di Commercio si articola in strumenti tradizionali e strumenti innovativi, con una forte e costante presenza sul web, affiancando al sito ufficiale della  (www.cuoredellasardegna.it) i canali social (Facebook, Twitter e Instagram “Primavera nel Cuore della Sardegna”) attraverso i quali coinvolgere in maniera diretta i visitatori e tutti coloro che abbiano interesse a scoprire questa importante manifestazione.

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«Un milione e mezzo di euro in più rispetto ai tre milioni di euro previsti nella legge di stabilità per il 2017». È questo, in sintesi, l’impegno assunto dal presidente Franco Sabatini (Pd), a nome della commissione Bilancio del Consiglio regionale, a conclusione dell’audizione dei rappresentanti delle compagnie barracellari della Sardegna.

Giuseppe Vargiu (Unione barracelli), Leonardo Pischedda (Compagnie barracellari) e Giovanni Chessa (Sindacato autonomo barracelli), nel corso dei rispettivi interventi, hanno illustrato ai componenti il parlamentino delle Finanze la difficile situazione delle 160 compagnie che impegnano 5.600 barracelli in compiti e funzioni strategiche per la tutela del territorio, la sicurezza e la salvaguardia dell’ambiente, soprattutto nelle zone interne e nelle aree rurali.

A preoccupare i barracelli è la riproposizione del taglio delle risorse rispetto al 2015 (lo stanziamento era stato di 4.5 milioni di euro)  che di fatto compromette la sopravvivenza di gran parte delle compagnie che hanno registrato, nell’ultimo anno, anche l’ulteriore riduzione del cosiddetto “premio” che ha raggiunto cifre tali – così hanno affermato Vargiu, Chessa e Pischedda – da far sì che il servizio dei barracelli goda di un premio pari a 16 centesimi di euro l’ora.

I barracelli hanno inoltre denunciato la presunta volontà della Protezione civile regionale di procedere con la cancellazione delle compagnie barracellari e di favorirne la progressiva marginalizzazione a vantaggio dei cosiddetti gruppi di protezione civile, la cui costituzione è in crescita nei diversi centri dell’Isola.

I rappresentanti dei barracelli sardi hanno quindi formalizzato la richiesta di intervento della commissione per incrementare lo stanziamento 2017, portandolo da 3 a 4.5 milioni di euro, nonché hanno sollecitato un intervento per accelerare la revisione della legge istitutiva del corpo di polizia locale e rurale (legge n.25 del 15 luglio 1988) e l’approvazione del disciplinare delle uniformi («da due anni giace senza esiti negli uffici dell’assessorato dell’Ambiente»).

Senza risposte adeguate i barracelli escludono la firma del protocollo di collaborazione con il Corpo forestale e la protezione civile regionale per il concorso nella campagna antincendi 2017.

A sostegno delle ragioni delle compagnie barracellari sono intervenuti nel corso dei lavori in commissione il capogruppo di Sel, Daniele Cocco («la riduzione degli stanziamenti ai barracelli è immotivata e incomprensibile»), il consigliere del Pd, Alessandro Collu («le compagnie barracellari sono insostituibili»), il consigliere Pd, Piero Comandini («serve ripristinare gli stanziamenti del 2015 e procedere spediti con la revisione della legge 25/88»), il capogruppo del Misto, Fabrizio Anedda e il consigliere della Base, Gaetano Ledda («con i fondi previsti nelle legge di stabilità 2017 le compagnie barracellari cesseranno di esistere, serve aumentare le risorse di almeno 1.5 milioni di euro»).