18 May, 2021
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E’ stato firmato ieri, 1 maggio, il protocollo d’intesa per favorire la pratica dell’attività fisica delle persone trapiantate.

Creare le condizioni per consentire la pratica del Cammino lento lungo il Cammino Minerario di Santa Barbara per migliorare la salute e la qualità della vita dei soggetti trapiantati, è l’impegno assunto dalla Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara, dall’Associazione Sarda Trapiantati e dalla Federazione Liver-Pool con il sostegno del Centro nazionale e del Centro regionale trapianti, della Diocesi di Iglesias e dei Comuni di Carbonia, Iglesias e Guspini.

Dopo la firma in remoto del protocollo, il vescovo monsignor Giovanni Paolo Zedda ha celebrato la Santa Messa nella Cattedrale di Iglesias, in suffragio dei donatori di organi e dei componenti dell’equipe medica che hanno perso la vita nel tragico incidente aereo del 2004.

 

Si rinnova l’atteso appuntamento con “Sa Festa Manna” che, come ogni anno, quindici giorni dopo Pasqua, richiama la comunità di Sant’Antioco e della Sardegna tutta a stringersi attorno al Martire Sant’Antioco, medico e guaritore, patrono di Sant’Antioco e della Sardegna. Ma anche quest’anno, così come l’anno scorso, le misure di contenimento del virus Covid-19 impongono celebrazioni sobrie, nel rispetto della normativa attualmente in vigore, che ci vede “confinati” nella cosiddetta “zona rossa”. Dunque niente sfilata della statua del Santo e delle sue reliquie per le vie della città, accompagnati da “traccas”, cavalieri e amazzoni, suonatori di launeddas e gruppi folkoristici provenienti da ogni angolo dell’isola. E non si terranno nemmeno le varie manifestazioni religiose e laiche che annualmente si svolgono in occasione della Festa in onore del Patrono.

Ma nulla impedirà agli antiochensi (e non soltanto) di stringersi in un abbraccio collettivo, in un momento di preghiera corale. Lunedì 19 aprile, infatti, “Festa Manna”, la Santa Messa (ore 18.00) concelebrata dal Vescovo della Diocesi di Iglesias, monsignor Giovanni Paolo Zedda, e dal rettore della Basilica di Sant’Antioco, don Mario Riu, verrà trasmessa in diretta TV sulle emittenti Videolina e TCS (previste anche le repliche). Anche quest’anno, inoltre, grazie al supporto di Protezione civile, Compagnia barracellare ed Associazione Nazionale Carabinieri, a tutte le famiglie di Sant’Antioco verrà recapitato in casa un “coccoi” benedetto, tra i simboli che accompagnano la Festa di Sant’Antioco, insieme a un pieghevole celebrativo contenente la preghiera per il Santo e alcuni cenni storici di rilievo.

«Per il secondo anno consecutivo commenta il sindaco Ignazio Loccila pandemia ci costringe ad onorare il nostro amato Antioco in modo sobrio, senza i fasti e le cerimonie che spettano al patrono di tutta la Sardegna. Ma è proprio in questo momento di difficoltà che, ancora una volta, animati dalla nostra sconfinata fiducia nei confronti del Santo Martire, dobbiamo rivolgerci a Lui in un abbraccio collettivo che ci unisca in nome della Fede. Siamo giunti alla 662ª Festa di Sant’Antioco Martire stanchi e fiaccati da un anno di lotta, di sofferenza. Questo non ci impedirà di credere in un futuro prospero, senza la pandemia, senza più restrizioni legate all’emergenza sanitaria. Sono certo, infatti, che presto torneremo a festeggiare Antioco con le celebrazioni che da sempre rendono omaggio allo splendore del nostro venerato Patrono.»

L’assessore del Turismo e dello Spettacolo, Roberta Serrenti, amareggiata per l’impossibilità anche per la 662ª edizione di poter onorare come si conviene il patrono della Sardegna, rimarca l’importanza della scelta di distribuire il pane benedetto e un pieghevole celebrativo: «Avevamo lavorato per allestire un programma di celebrazioni ed eventi degni del Santo, nella speranza che il virus fosse clemente. Invece la “zona rossa” ha, purtroppo, ridimensionato i nostri progetti. Tuttavia, questo non impedirà alla comunità antiochense di sentirsi vicina al Santo e, nel contempo, di manifestargli la sua vicinanza. La Santa Messa trasmessa in diretta TV, nonché la condivisione del pane benedetto, ci consentiranno di vivere la Festa di Sant’Antioco, ancora una volta, tra fede e devozione».

 

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E’ festa grande per la Comunità Parrocchiale Vergine d’Itria di Portoscuso. Dopo circa 24 anni, fa ritorno la campana trafugata dalla torre campanaria della parrocchiale alla fine degli anni ’90. La campana successivamente fu collocata nel campanile della chiesa Parrocchiale di San Narciso in Serbariu, a Carbonia. L’interessamento e l’attenta ricerca da parte degli eredi offerenti ha portato a far sì che la campana tornasse al suo posto originale. Il ritrovamento è stato possibile anche grazie alle incisioni riportate sulla stessa: “Pietro e Annetta Neri per grazia ricevuta e in memoria di Giovanni XXIII – Portoscuso 8.IX.1963“ realizzata dalla fonderia Cappezzutto per conto della famiglia Neri. L’impegno degli eredi, del parroco don Giulio Demontis, del vescovo mons. Giovanni Paolo Zedda, l’ufficio arte sacra e beni culturali della diocesi di Iglesias, a seguito di accurate indagini, ha permesso il recupero del prezioso bene inventariato tra quelli in possesso della parrocchia Vergine d’Itria.
Il parroco don Giulio, ha assicurato che farà in modo affinché la campana venga riposizionata nella sua arcata campanaria in occasione della festa della nascita della Beata Vergine, 8 settembre, anniversario della fusione. Se non si dovesse riuscire per la data stabilita si presume che entro il prossimo autunno, la campana sarà ricollocata definitamente nella torre campanaria e riprenderà a suonare a Portoscuso, suono che da secoli suscita in tutti profondi sentimenti di appartenenza, tanto che quando le campane dei campanili suonano a distesa per annunciare una festa o un’importante celebrazione religiosa, il paese cambia aspetto perché il suono delle campane dà vita e crea un’unica ed indissolubile realtà con la storia della comunità ed i suoi abitanti.
Le campane accompagnano e scandiscono ogni momento della vita di ciascuno: nei sacramenti come il battesimo, le comunioni, le cresime, i matrimoni o le ordinazioni sacerdotali ed anche in altre occasioni come i riti delle esequie. Per ogni evento, dunque, sanno creare con estrema immediatezza quel clima che meglio si addice: dalle solenni distese ed allegrezze che accompagnano i momenti di gioia, ai rintocchi singoli e cadenzati che annunciano un lutto.
Le campane oggi, con il loro secolare e metodico rintoccare, continuano a chiamare, ad annunciare la festa, a rallegrare, ad accompagnare la vita in modo costante e discreto, e forse meno martellante dei mezzi di comunicazione più moderni, a volte un po’ troppo ampiamente diffusi.
Le campane sono il simbolo della fede e della vocazione religiosa dei popoli. In tutta la Sardegna l’uso delle campane è ancora molto radicato nella vita di tutte le comunità religiose e civili.

La campana è realizzata con i migliori materiali, bronzo, e sottoposta a fasi di lavorazione anche molto complesse.

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Il vescovo di Iglesias, mons. Giovanni Paolo Zedda, al termine della solenne celebrazione per la riapertura della basilica di Sant’Antioco Martire con la dedicazione della chiesa e dell’altare, in Sant’Antioco, ha annunciato alla diocesi alcune nomine e trasferimenti di parroci: per la rinuncia di don Gianni Cannas, 73 anni, originario di Sant’Antioco, don Andrea Zucca, 41 anni, attualmente parroco di San Ponziano in Carbonia, è stato nominato parroco della parrocchia San Carlo Borromeo in Carloforte. Don Zucca lascia San Ponziano dopo appena un anno e otto mesi dalla nomina; giunse a Carbonia, dopo un breve periodo in cui fu amministratore parrocchiale della medesima parrocchia, in seguito alla dipartita del compianto don Amilcare Gambella. Don Zucca proveniva da Villarios, in cui fu amministratore parrocchiale per pochi mesi.

La parrocchia principale di Carbonia non resterà scoperta, Don Cristian Lilliu, 45 anni, attuale parroco della parrocchia Vergine Assunta in Domusnovas, sarà parroco della parrocchia di San Ponziano. Don Lilliu, ordinato sacerdote il 25 giugno 2005, è vice assistente regionale dell’Oftal, Opera Federativa Trasporto Ammalati a Lourdes.

A Domusnovas giunge don Vittorio Scibilia, parroco di Sant’Antonio di Padova in Fluminimaggiore dal 2014. E’ il direttore dell’ufficio liturgico diocesano.

Don Gianfranco Nonnis, vicario di San Ponziano e Cristo Re in Carbonia dal 2018, è nominato parroco della parrocchia di Sant’Antonio di Padova in Fluminimaggiore.

Mons. Giovanni Paolo Zedda ha anticipato che non saranno le uniche nomine, ma altre potrebbero seguire nelle prossime settimane: «Stiamo riflettendo sull’esigenza di rinnovare le strutture parrocchiali con nuove modalità di amministrazione pastorale delle parrocchie per il cambiamento d’epoca che stiamo vivendo nel mondo e la conseguente necessità per la Chiesa di una vera conversione pastorale in senso missionario».

Non può mancare una riflessione sul numero sempre più esiguo dei sacerdoti, peraltro sempre più avanti in età e con un numero risicato di seminaristi. Il seminario minore di Iglesias è chiuso da tempo e al maggiore, a Cagliari, sono appena in sei: due al I anno: due al V anno e due nella Comunità propedeutica. Una nota felice: sabato 5 settembre, alle ore 10.30, nella Cattedrale Santa Chiara, mons. Giovanni Paolo Zedda ordinerà sacerdote il diacono Francesco Mannu della Comunità parrocchiale, della Vergine Assunta in Domusnovas.

Guido Cadoni

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Si è svolta mercoledì 29 luglio, presso lo stabilimento della Portovesme srl, la cerimonia di consegna di 1.500 pacchi alimentari destinati alla Caritas diocesana di Iglesias. Hanno partecipato, con l’A.D. della Portovesme s.r.l., ing. Davide Garofalo ed il vescovo della diocesi di Iglesias mons. Giovanni Paolo Zedda, le RSU di fabbrica, una folta rappresentanza di lavoratori ed i vertici della Ecotravel azienda del Gruppo Eco Eridania, co-sponsor dell’iniziativa che in totale ha fornito circa 2.200 pacchi di sostegno alimentare per un valore complessivo pari a circa 50.000,00 euro.
La consegna rientra nel bando di concorso istituito, a seguito della diffusione pandemica del virus Covid-19, dalla Portovesme s.r.l., con il sostegno della capogruppo Glencore plc, aperto ad enti ospedalieri, strutture per anziani, associazioni caritevoli e di volontariato senza scopo di lucro, istituti scolastici, ecc.…, mirato a sopperire, per quanto possibile, alle necessità materiali ed immateriali delle fasce di popolazione più deboli e/o esposte al virus. In tal senso, le Caritas diocesane delle diocesi di Iglesias e Ales-Terralba, oltre a diverse altre associazioni, hanno presentato dei progetti articolati, funzionali ad attenuare le ricadute del fenomeno pandemico, con l’obiettivo di raggiungere le fasce meno abbienti della popolazione dei territori ove esse insistono. Tutti i progetti sono stati valutati e successivamente accolti dal Comitato Liberalità della Portovesme s.r.l., che ha disposto di beneficiare la Caritas Diocesana di Ales-Terralba e quella di Iglesias, rispettivamente di 500 e 1.500 pacchi di sostegno alimentare, da distribuire alle famiglie che maggiormente hanno patito i disagi della pandemia. La consegna dei 500 pacchi alimentari, destinati alla Caritas Diocesana di Ales-Terralba, si è svolta martedì 28 luglio, presso lo stabilimento della Portovesme s.r.l. di San Gavino Monreale, alla presenza del vescovo, mons. Roberto Carboni.

                         

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E’ in programma mercoledì 29 luglio, alle 10.30, presso lo stabilimento della Portovesme srl, la cerimonia di consegna di 1.500 pacchi alimentari destinati alla Caritas Diocesana di Iglesias. Parteciperanno, l’A.D. della Portovesme s.r.l., ing. Davide Garofalo, le RSU di fabbrica, una folta rappresentanza di lavoratori ed i vertici della Ecotravel azienda del Gruppo Eco Eridania, co-sponsor dell’iniziativa che in totale ha fornito circa 2.200 pacchi di sostegno alimentare per un valore complessivo pari a circa 50.000,00 euro.

La consegna rientra nel bando di concorso istituito, a seguito della diffusione pandemica del virus Covid-19, dalla Portovesme s.r.l., con il sostegno della capogruppo Glencore plc, aperto a enti ospedalieri, strutture per anziani, associazioni caritevoli e di volontariato senza scopo di lucro, istituti scolastici, ecc.…, mirato a sopperire, per quanto possibile, alle necessità materiali ed immateriali delle fasce di popolazione più deboli e/o esposte al virus. In tal senso, le Caritas Diocesane delle Diocesi di Iglesias e Ales-Terralba, oltre a diverse altre associazioni, hanno presentato dei progetti articolati, funzionali ad attenuare le ricadute del fenomeno pandemico, con l’obiettivo di raggiungere le fasce meno abbienti della popolazione dei territori ove esse insistono. Tutti i progetti sono stati valutati e successivamente accolti dal Comitato Liberalità della Portovesme s.r.l., che ha disposto di beneficiare la Caritas Diocesana di Ales-Terralba e quella di Iglesias, rispettivamente di 500 e 1.500 pacchi di sostegno alimentare, da distribuire alle famiglie che maggiormente hanno patito i disagi della pandemia. La consegna dei 500 pacchi alimentari, destinati alla Caritas Diocesana di Ales-Terralba, si è svolta martedì 28 luglio, presso lo stabilimento della Portovesme s.r.l. di San Gavino Monreale, alla presenza del Vescovo, Sua Eccellenza mons. Roberto Carboni.

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L’Amministrazione comunale di Iglesias e l’associazione B.V. Assunta Iglesias hanno modificato il programma della Discesa dei Candelieri, prevista per il 15 agosto 2020, a causa delle prescrizioni per l’emergenza sanitaria Covid-19.
Nel dettaglio, i Candelieri non sfileranno in processione, al fine di ridurre la possibilità di assembramenti.

Il programma alternativo, sarà quello illustrato di seguito.

8 agosto (ore 20.00). Chiostro San Francesco.
Presentazione della tesi di laurea della dottoressa Marta Pileri: “Il visual journalism per la comunicazione del patrimonio culturale intangibile: le macchine a spalla della Sardegna”.
L’accesso all’evento sarà contingentato e ridotto ad un numero massimo di 170 persone. Per prenotare la partecipazione saranno rese disponibili la messaggistica della pagina Facebook ufficiale (https://www.facebook.com/AssociazioneCandelierIglesias) ed il contatto WhatsApp 3483501065, a partire da domenica 26 luglio.

14 agosto (ore 21.30-22.30). Cattedrale Santa Chiara.
Veglia di preghiera ed offerta dei simboli alla Koimesis.

15 agosto (ore 19,00). Cattedrale Santa Chiara.
Concelebrazione eucaristica, presieduta da Sua Eccellenza mons. Giovanni Paolo Zedda, vescovo di Iglesias.

«Con grande rammarico, nonostante gli sforzi dell’Amministrazione comunale ed il grande lavoro svolto dall’associazione B.V. Assunta Iglesias, siamo costretti a rinunciare alla Discesa dei Candelieri, una delle manifestazioni culturali e religiose più importanti per Iglesiasha spiegato l’assessore alla Cultura Claudia Sanna -. Continueremo a lavorare uniti per la Città, cercando di sviluppare insieme nuove opportunità nonostante il momento non facile.»

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Il vescovo di Iglesias, monsignor Giovanni Paolo Zedda, stamane ha fatto visita ai lavoratori Sider Alloys, giunti al sesto giorno di mobilitazione davanti ai cancelli dello stabilimento, a Portovesme. Con la solidarietà della chiesa, mons. Giovanni Paolo Zedda ha auspicato che finalmente venga posta fine ad una vertenza infinita, iniziata nel lontano 2012, con la rinuncia di Alcoa a continuare la produzione.

Ieri i sindaci del territorio si sono ritrovati presso la sala consigliare del comune di Portoscuso, con una delegazione dei lavoratori. «Abbiamo manifestato la nostra forte preoccupazione sui ritardi e rinvii del piano industrialeha detto Angelo Diciotti, segretario del sindacato CUB -. Abbiamo concordato la necessità che anche l’unione dei Sindaci sproni la politica affinché si accelerino i tempi di attuazione dell’accordo di programma sottoscritto nel mese di dicembre 2017
«I sindaciha concluso Angelo Diciottihanno confermato la loro disponibilità a sostenere la nostra vertenza.»

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Le modalità con le quali è stata gestita l’emergenza da Coronavirus ed il relativo impatto sulla vita e sulle attività ordinarie della Chiesa, alcune questioni riguardanti il Seminario Regionale e la Facoltà Teologica della Sardegna, la riassegnazione delle deleghe vescovili ed alcune scelte pastorali per il prossimo futuro, sono state affrontate dalla Conferenza Episcopale Sarda nel corso della riunione tenuta martedì 19 e mercoledì 20 maggio, la prima dopo tre mesi d’interruzione determinata dall’emergenza Coronavirus.

«Nella sua relazione introduttiva, il presidente S.E. Monsignor Antonello Mura, ha fatto una breve sintesi sui mesi appena trascorsi di forzata quarantena e conseguente interruzione dei sacramenti e delle altre attività pastoralisi legge in una nota del segretario Sebastiano Sanguinetti -. I sacerdoti, insieme ai catechisti, hanno saputo mettere in campo fantasia e uso intelligente dei social sia per la diffusione delle celebrazioni a porte chiuse, sia per mantenere vivo il rapporto educativo con il mondo dei ragazzi e con il servizio della parola agi adulti. Anche la Sardegna, sebbene con numeri ridotti ma pur sempre devastanti, ha pagato il suo prezzo di contagi e di vite umane e continuerà a pagare a caro prezzo le conseguenze devastanti sull’economia e sul versante della produzione e del lavoro. Aspetti, che i Vescovi affrontano con particolare attenzione e preoccupazione insieme alle proprie comunità. In questo tempo di chiusura e di restrizioni delle attività, ha avuto per contro uno straordinario slancio l’azione della Caritas in tutte le Diocesi sarde in termini di interventi e di prossimità con le fasce più povere della società. Si può dire che alla mancanza del culto si è risposto con un surplus di sostegno a persone e famiglie, grazie anche alla straordinaria generosità di enti, esercizi commerciali, produttori e singoli cittadini. E se i temi economici e delle nuove povertà hanno avuto e avranno la necessaria preminenza, non meno delicata e determinante, per i Vescovi, è la questione educativa dei fanciulli e dei ragazzi. Sarà cura della Chiesa sarda, in accordo con le Autorità competenti, predisporre appositi protocolli sanitari per far vivere in sicurezza progetti e iniziative estive rivolte ai ragazzi.»
«Sono state individuate due iniziative per dare risalto a questo periodo di passaggio a una lenta ripresa delle attività istituzionali della Chiesaaggiunge la nota -. Martedì 2 giugno, alle ore 11.00, nella Basilica di Bonaria tutti i Vescovi della Conferenza Episcopale Sarda concelebreranno una Santa Messa (trasmessa in diretta dall’emittente Videolina) per affidare alla Patrona Massima della Sardegna l’intero popolo sardo in questo momento di grande sofferenza. La celebrazione sarà anche l’occasione per un Messaggio unitario di incoraggiamento e di fiducia che i Vescovi rivolgeranno a tutta l’Isola. I Vescovi, ancora, a nome delle rispettive diocesi, hanno deciso di destinare la somma di € 30.000,00 al centro di accoglienza “Il Gabbiano” della Comunità Padre Monti ad Oristano, come gesto di attenzione al mondo della disabilità e per dotarlo di adeguati presidi sanitari.»

Altro tema affrontato è stato il protocollo d’intesa tra la RAS e la CES siglato nel 2016, e riconfermato nelle sue linee generali, con qualche ritocco, nell’incontro che si è tenuto tra la CES ed il presidente Solinas lo scorso mese di dicembre. Tre i tavoli di lavoro attorno a cui si snoda la collaborazione, che si avvale anche di finanziamenti delle due parti: patrimonio e beni culturali ecclesiastici; inclusione sociale e sanità; formazione professionale, istruzione, lavoro.
Procedendo all’attribuzione delle deleghe vescovili per i diversi ambiti pastorali della ragione ecclesiastica, è risultato il seguente organigramma.
– Monsignor Antonello Mura: Comunicazioni sociali e Insegnamento della Religione Cattolica.
– Monsignor Giuseppe Baturi: Dottrina delle Fede, Annuncio e Catechesi; Pastorale sociale e del lavoro; Osservatorio Giuridico Regionale.
– Monsignor Roberto Carboni: Evangelizzazione dei Popoli e Cooperazione tra le Chiese; Tutela dei minori.
– Monsignor Gian Franco Saba: Cultura, Educazione, Scuola e Università; Ecumenismo e dialogo interreligioso.
– Monsignor Sebastiano Sanguinetti: Liturgia e lingua sarda nella liturgia; Beni Culturali ed Edilizia di Culto; delegato per l’attuazione del protocollo d’Intesa RAS-CES
– Monsignor Giovanni Paolo Zedda: Caritas; Migranti; Pastorale della salute; Progetto Policoro.
– Monsignor Mauro Maria Morfino: Clero e vita consacrata, Commissione presbiterale Regionale, CISM e USMI.
– Monsignor Corrado Melis: Apostolato dei laici; Pastorale giovanile e vocazionale; Pastorale familiare.
– Monsignor Arrigo Miglio: Sovvenire al sostegno economico alla Chiesa.
– Monsignor Ignazio Sanna: Pastorale del turismo.
– Monsignor Mosè Marcia, affiancherà Monsignor Melis con delega per la Pastorale Familiare.

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In questo tempo, segnato dall’esperienza drammatica della pandemia, dover rinunciare alle grandi e belle tradizioni religiose, come sta capitando anche nella nostra Chiesa diocesana, è inevitabilmente fonte di disagio e di grande sofferenza. Oltre all’impossibilità di presenziare all’Eucaristia (e non sarà ancora sufficiente l’apertura ad un piccolo numero di fedeli dal prossimo 18 maggio), si sono già dovute sospendere la dedicazione della Basilica di Sant’Antioco il 18 marzo, le processioni della Settimana Santa, della Messa crismale nel Giovedì santo, della Festa di Sant’Antioco il 27 aprile, e di altre feste patronali.

Giovedì 21 maggio era previsto e atteso il pellegrinaggio del simulacro di S. Maria di Monserrat verso Tratalias, che sarebbe dovuto rientrare ad Iglesias, secondo la tradizione, martedì 24. Concordemente con la responsabilità della Chiesa italiana, che ha accettato responsabilmente per l’attenzione dovuta alla salvaguardia della salute pubblica, mi sembra doveroso chiedere ai cristiani di Tratalias e del Sulcis il sacrificio di rinunciare momentaneamente alla possibilità di godere in questo periodo della presenza dell’immagine della Santa Regina del Sulcis nella sua chiesa storica di Tratalias. Siamo giunti a questa decisione dopo aver riflettuto attentamente con l’Amministrazione comunale di Tratalias e con le Autorità preposte all’ordine pubblico: pur con tutta la buona volontà è sembrato arduo osservare tutte le norme sanitarie prudenziali decise dai Decreti ministeriali e gestire la Festa nei giorni previsti dalla tradizione.
Dal punto di vista propriamente religioso, invito tutta la comunità ecclesiale a tenere salda la propria devozione a Santa Maria di Monserrat. Il suo amore materno per noi è sicuro al di là di tutte le manifestazioni esteriori, e il nostro amore e la nostra fiducia nel suo aiuto non possono essere diminuiti dalle difficoltà di presenza fisica che ci sono imposte dalla situazione di pandemia. Si potrebbe cominciare a prevedere l’ipotesi di spostare per quest’anno il pellegrinaggio e la festa al mese di settembre, nella speranza che la situazione epidemiologica migliori.
Anche se in questo periodo non possiamo esprimere pubblicamente la nostra fiducia nella Beata Vergine Maria se non in modo limitato alla preghiera personale e familiare, vogliamo affidare alla sua intercessione le nostre famiglie e il nostro popolo, perché rafforzi in tutti noi la fede e la speranza nel suo Figlio, morto e risorto per noi, rinvigorisca la carità vicendevole e ci aiuti a superare tutte le difficoltà che abbiamo da affrontare, quelle direttamente legate all’epidemia e quelle relative alle insicurezze economiche e sociali che possono derivarne e che si aggiungono alla crisi che da tempo ci sta colpendo.

Vi saluto cordialmente e vi benedico tutti, affidandovi alla materna protezione di Santa Maria di Monserrat.

Mons. Giovanni Paolo Zedda – Vescovo di Iglesias