5 February, 2026
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La Giunta regionale, su proposta dell’assessore del Bilancio e della Programmazione Giuseppe Meloni, ha deliberato l’integrazione per l’attuazione degli interventi di sviluppo urbano sostenibile del Piano Regionale Sardegna FESR 2021-2027 (Priorità 6 ”Sviluppo sostenibile e integrato urbano e territoriale”), assegnando le risorse ancora disponibili pari a 30.597.910 euro, destinando 7.000.000 di euro ai comuni di Cagliari e Sassari; 5.000.000 di euro al comune di Olbia; 3.500.000 di euro ai comuni di Nuoro e Oristano; 2.290.000 di euro ai comuni di Carbonia e Iglesias.

 «Con questa delibera rafforziamo il percorso di programmazione per l’Agenda Urbana regionale già avviato nell’ambito del Piano Regionale Sardegna FESR 2021-2027, dedicata allo sviluppo urbano integrato e sostenibile, e mettiamo a disposizione risorse aggiuntive perché i Comuni coinvolti possano tradurre le proprie Strategie Territoriali in interventi utili. Queste le azioni previste: perseguire la rigenerazione e la riqualificazione degli spazi urbani, il miglioramento e la modernizzazione dei servizi, l’introduzione di innovazioni sociali per rafforzare la coesione delle comunità, la promozione della crescita economica e il consolidamento delle filiere produttive locali», ha detto l’assessore regionale della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del territorio Giuseppe Meloni -. L’obiettivo è semplice: usare efficacemente le risorse pubbliche, con criteri chiari e scelte misurabili, per migliorare la qualità della vita dei cittadini attraverso il rinnovamento e la valorizzazione delle aree urbane. Per questo, accanto agli investimenti, abbiamo previsto anche un percorso di rafforzamento della capacità amministrativa: perché la qualità di un intervento dipende anche dalla capacità di progettarlo e realizzarlo nei tempi giusti, senza ritardi e senza sprechi.»

La Giunta regionale ha approvato oggi la delibera con cui viene dato mandato all’Autorità di Gestione del Programma Regionale Sardegna FESR 2021-2027 (il Fondo europeo di sviluppo regionale) di assegnare le risorse ancora disponibili per le aree urbane sulla Priorità 6 “Sviluppo sostenibile e integrato urbano e territoriale”, pari a 30.597.910 euro, destinando ulteriori 30.580.000 euro ai sette Comuni individuati nel Programma – Cagliari, Sassari, Olbia, Nuoro, Oristano, Carbonia e Iglesias – e i restanti 17.910 euro per incrementare le risorse dedicate al miglioramento della capacità amministrativa nella fase di attuazione degli interventi. Queste risorse consentono di incrementare i 10 milioni di euro già assegnati a ciascun Comune impegnato con l’Amministrazione regionale nel percorso di co-progettazione delle Strategie Territoriali e nella successiva attuazione degli Investimenti Territoriali Integrati (IT) promossi in ambito urbano.

«Abbiamo esposto le questioni più importanti che riguardano le Autonomie locali.  In particolare i problemi legati al Fondo unico, ma anche le istanze che arrivano dai 30 Comuni sardi che hanno spettanze negative sul Fondo di solidarietà comunale (Fsc) e nazionale. Serve una maggiore attenzione su questo tema con la costituzione di un fondo di compensazione che aiuti e supporti questi Comuni.»

Lo ha detto Ignazio Locci, presidente del Cal, commentando l’incontro con l’assessore regionale della Programmazione, Giuseppe Meloni: «Ci auguriamo che, dopo questo primo incontro, a breve ce ne sia un altro insieme alla presidente Todde, così da poter ampliare i ragionamenti e soprattutto rendere gli enti locali protagonisti nel processo di partecipazione».

«Abbiamo messo l’attenzione anche sul tema della casaha aggiunto Ignazio Locci -. Infatti, secondo noi, nel Defr 2026/2028 (Documento di economia e finanza regionale) non compare una strategia chiara rispetto alla realizzazione di nuove abitazioni, un tema che riguarda tutti i paesi della Sardegna e che ha dirette ripercussioni sul fenomeno dello spopolamento e della denatalità. Occorre un grande piano di investimenti sulla casa, almeno un miliardo di euro nei prossimi tre anni. Ci sarebbero sicuri benefici sia in termini economici che di coesione sociale.»

«Un altro problema che riguarda gli enti locali sono i costi per anziani e minori nelle strutture sociosanitarie ed è indispensabile che la Regione intervenga con un fondo apposito. Per sostenere queste esigenze i Comuni stanno avendo grossi problemi di bilancio. Un risultato negativo dovuto a insufficienti politiche sulla famiglia, che finora non hanno risposto alle nuove esigenze sociali e all’invecchiamento della popolazione sarda. In particolare, dove ci sono anziani soli che difficilmente vengono assistiti dalle famiglie. Inoltre, maggiori risorse per i servizi a domanda individuale, in particolare per i costi di gestione di asili e mense», ha rimarcato il presidente del Cal.

«Ci rendiamo conto che la partita principale sia quella delle entrate, quindi il rapporto con lo Stato e quindi ci auguriamo che i 300 milioni, cosiddetti manovrabili, diventino molti di più, soprattutto con una maggiore prospettiva di programmazione se la Regione riuscirà a chiudere questo tanto atteso accordo sulle entrate con il Governo nazionale. Anche il Cal si muove all’interno dei cinque focus tematici individuati nel Defr da Governo e Consiglio regionale, ma con un’idea che ambisce a costruire una bussola orientativa per i sardi e per gli enti locali, con l’obiettivo di individuare, non solo con documenti scritti ma con risorse effettive e ben ripartite, una strategia complessiva con una sua logica per una nuova idea di Sardegna», ha concluso Ignazio Locci.

La Giunta regionale ha approvato una delibera da 14 milioni per sostenere progetti strategici di turismo inclusivo e accessibile con l’obiettivo di costruire un sistema ospitale, capace di offrire esperienze autentiche a tutti. Il turismo accessibile non è un tema “di nicchia”, ma un pilastro di una società più giusta. Significa pensare i territori non solo per chi può muoversi senza ostacoli, ma anche per le persone con disabilità, per chi ha esigenze specifiche, per gli anziani, per le persone temporaneamente fragili. È un’opportunità concreta di sviluppo e innovazione, che migliora la vita delle persone e arricchisce le comunità.

«Investiamo su una Sardegna che accoglie, che include, che mette al centro la dignità delle persone. L’accessibilità e l’inclusione non sono più un tema settoriale: sono il cuore di un nuovo modello di sviluppo. Una società davvero sostenibile si misura su questo: quanto allarga le opportunità, quanto abbatte le barriere, quanto migliora la vita reale delle persone. È lì che stiamo investendo. Intendiamo creare condizioni concrete perché tutti possano accedere alla bellezza, alla cultura, ai servizi. Un turismo davvero inclusivo è una conquista collettiva. E noi vogliamo costruirla fianco a fianco con i territori.»

Lo ha detto l’’assessore regionale della Programmazione e Bilancio, Giuseppe Meloni, commentando l’approvazione della delibera, proposta in collaborazione con l’assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio.

L’intervento rientra nell’Azione 5.6.1 del Programma Regionale Sardegna Fesr (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) 2021-2027 – “Progetti di innovazione sociale per la cultura e il turismo inclusivi”. È finalizzato a promuovere modelli di sviluppo accessibili e sostenibili, attraverso infrastrutture e soluzioni progettate secondo i principi del Design for All: un approccio che punta a rendere ogni contesto e servizio fruibile da tutte le persone, senza bisogno di adattamenti, indipendentemente da età, abilità o condizione.

L’azione si rivolge ai Comuni costieri che avevano partecipato all’Avviso pubblico “Richiesta di manifestazione di interesse per il turismo accessibile e inclusivo”, finanziato dal Fondo unico nazionale per l’inclusione delle persone con disabilità. La delibera estende ora il finanziamento anche ai Comuni che non erano stati ammessi alla fase ministeriale, per allargare l’impatto e ampliare la copertura territoriale.

I Comuni coinvolti sono 18: Alghero, La Maddalena, Orosei, Carloforte, Pula, Sassari, Cabras, Sant’Anna Arresi, Barisardo, Tortolì, Cagliari, Arborea, Arbus, Tresnuraghes, Oristano, Santa Teresa di Gallura, Castiadas, Badesi, con estensione alle Autorità Urbane di Iglesias e Olbia.

La dotazione complessiva di 14 milioni di euro è così articolata:

* per i primi quattro progetti già finanziati, presentati dai Comuni di Alghero, La Maddalena, Orosei, Carloforte, è previsto un incremento finanziario che, cumulato con le risorse già concesse con fondi ministeriali, non superi l’importo complessivo di 800.000 euro;

* da 300.000 a 800.000 euro per ciascuno degli altri Comuni, in base a valutazioni tecnico-finanziarie e progettuali.

Tra le azioni previste:

* accompagnamento operativo e co-progettazione multilivello con Comuni, Autorità Urbane, associazioni della disabilità e Terzo settore;

* percorsi di ascolto territoriale per raccogliere esigenze reali e costruire soluzioni partecipate;

* attivazione di una procedura selettiva per individuare i progetti più efficaci e coerenti con gli obiettivi del Fesr.

L’obiettivo finale è quello di rendere la Sardegna una destinazione davvero per tutti: attrarre nuovi visitatori, destagionalizzare l’offerta e contribuire alla qualità della vita di chi viaggia e di chi accoglie.

Si è conclusa con successo l’esperienza di “Casa Sardegna – Sa Domu de Sardinia”, tenutasi dal 23 al 27 giugno a Osaka, in concomitanza con la settimana dedicata alla nostra isola all’Expo 2025. L’iniziativa ha visto protagonisti i territori dei Gal sardi, ambasciatori in Giappone della nostra terra. L’evento è stato promosso dal Centro Regionale di Programmazione della Regione Sardegna insieme a 14 Gruppi di azione locale (Gal) sardi, coordinati dal Gal Sulcis Iglesiente come capofila, in collaborazione con l’Agenzia Ice di Tokyo.

«L’iniziativaha spiegato Nicoletta Piras, direttrice del GAL Sulcis Iglesienteha rappresentato un’importante occasione di promozione del patrimonio enogastronomico e culturale della nostra isola. I Gal partecipanti hanno potuto raccontare i propri territori e le imprese presenti hanno potuto stabilire contatti diretti con interlocutori internazionali.»

Nel corso di 5 serate, 23 imprese provenienti dai territori dei Gal hanno avuto l’opportunità di presentare i propri prodotti enogastronomici a un pubblico internazionale composto da oltre 80 ospiti tra giornalisti, operatori turistici, agenzie di viaggio, buyer, importatori e distributori.

Nel pubblicare il video-racconto finale dell’esperienza di Casa Sardegna a Osaka, il Gal Sulcis Iglesiente ha colto l’occasione per ringraziare tutti coloro che a vario titolo hanno partecipato, sostenuto e contribuito all’iniziativa: la Regione Sardegna, in particolare gli assessori Giuseppe Meloni della Programmazione e Franco Cuccureddu del Turismo; il Centro Regionale di Programmazione, nelle persone della direttrice generale Elisabetta Neroni e del responsabile del progetto Gianluca Cadeddu; l’Agenzia Ice di Tokyo. Tutte le aziende e le colleghe e i colleghi dei Gal coinvolti: Anglona Coros, Barbagia, Barigadu Guilcer, Campidano, Gallura, Linas, Logudoro Goceano, Marmilla, Ogliastra, Sarcidano Barbagia di Seulo, Sarrabus Gerrei Trexenta, Sinis, Terras de Olia. Il ristorante Oreno che ha ospitato Casa Sardegna nei suoi locali e l’Accademia Casa Puddu che ha saputo rappresentare al meglio i profumi e i sapori della nostra isola.

La Giunta regionale ha deliberato lo stanziamento di oltre 13 milioni di euro – di cui 8,6 milioni a valere sul Programma Regionale Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale) Sardegna 2021-2027 e 4,5 milioni da fondi regionali – destinati al finanziamento delle operazioni prioritarie previste dal progetto del Cammino Minerario di Santa Barbara, che mira a rilanciare in chiave turistica, culturale e ambientale le aree coinvolte attraverso lo sviluppo sostenibile e la loro valorizzazione.

Il progetto interessa territori ad alta valenza storica e paesaggistica come il Sulcis Iglesiente Guspinese, il Sarrabus Gerrei, la Nurra, il Sarcidano e le Barbagie di Seulo e di Belvì e punta a creare un modello avanzato di turismo sostenibile ed esperienziale, fortemente radicato nelle comunità locali e nel patrimonio identitario minerario della Sardegna.

«Con questa strategia valorizziamo un progetto già solido, che unisce cultura, turismo, sostenibilità e identità dichiara l’assessore della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio -. Investiamo in una infrastruttura capace di generare lavoro e presidio sociale nei territori e offriamo opportunità concrete a chi sceglie di restare o tornare in Sardegna, anche grazie a un turismo più consapevole e diffuso. È un progetto che dimostra la forza della Sardegna quando programma in modo integrato. Con oltre 13 milioni di euro, attiviamo una filiera di sviluppo che coinvolge decine di comuni e rafforza la coesione territoriale. È questa la nostra idea di Sardegna: abitata, viva, connessa.»

Il Cammino Minerario di Santa Barbara – ben 500 chilometri con percorsi a piedi, in bicicletta e cavallo con 30 tappe nel sud ovest della Sardegna – nato inizialmente grazie al sostegno della Regione Sardegna e gestito dall’omonima Fondazione, si è affermato nel tempo come un’infrastruttura culturale e turistica di riferimento. L’inserimento del progetto tra gli Investimenti Territoriali Integrati (Iti) del Programma regionale Sardegna Fesr 2021-2027 – formalizzato lo scorso anno – rafforza ulteriormente la capacità strategica di questo cammino, che diventa un vero e proprio motore di sviluppo territoriale integrato.

Le azioni previste spaziano dalla riqualificazione dei percorsi e delle strutture di ospitalità pellegrina, alla valorizzazione di immobili pubblici a basso impatto ambientale, fino alla promozione digitale, alla formazione degli operatori e al rafforzamento della governance locale.

La strategia approvata punta anche a favorire la destagionalizzazione, promuovendo l’attrattività turistica nei mesi non estivi. È inoltre perfettamente allineata con gli obiettivi della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile, del Piano Strategico del Turismo nazionale e del Piano Strategico di Sviluppo e Marketing Turistico della Sardegna 2023-2025.

Gli ambiti strategici di intervento riguardano:
• il miglioramento della fruibilità dei percorsi e l’apertura di nuovi itinerari;
• il potenziamento del sistema di ospitalità e delle strutture multifunzionali a basso impatto ambientale;
• la valorizzazione digitale del cammino, con guide, app e strumenti informativi aggiornati;
• la formazione degli operatori locali, con azioni di animazione, empowerment e marketing territoriale;
• il rafforzamento della capacità istituzionale e gestionale per garantire l’efficacia degli investimenti.

Il finanziamento complessivo sarà distribuito nel quadriennio 2025-2028. Le attività previste riguardano sia interventi immediatamente attivabili sia azioni programmatiche da avviare successivamente in base alla disponibilità dei fondi.

Una giornata di ascolto partecipato per «una nuova fase di programmazione territoriale» che parte dal Sulcis. A Iglesias si è chiusa con la firma del protocollo di collaborazione tra la Regione Sardegna e i rappresentanti istituzionali dei Comuni del Sulcis per la gestione dei vari fondi di sviluppo, sottoscritto per la giunta dal vice presidente e assessore del Bilancio e Programmazione Giuseppe Meloni, dall’assessora della Cultura Ilaria Portas e dall’assessore dell’Industria Emanuele Cani.

Questo accordo segna l’avvio di un percorso condiviso per la costruzione di una strategia integrata di sviluppo che valorizzi le peculiarità e le potenzialità del territorio. Con più risorse a disposizione e più capacità di spesa e di condivisione con il territorio e la popolazione.

L’evento “Programmazione territoriale del Sulcis Iglesiente: valorizzare le persone, sviluppare l’economia, tutelare il territorio” si è tenuto ad Iglesias, organizzato in due momenti di lavoro tra Comuni e portatori territoriali di interesse.

Alla sessione mattutina, che ha avuto luogo presso l’aula consiliare del Comune, hanno partecipato rappresentanti dei Comuni del Sulcis Iglesiente e dei principali enti e organismi del Partenariato economico sociale, in un momento fondamentale di confronto e condivisione durante il quale sono stati discussi e approfonditi gli ambiti ritenuti prioritari per la futura strategia di sviluppo del territorio. Sono due, secondo quanto emerso dalla sessione laboratoriale, gli ambiti su cui intervenire in logica sinergica: turismo naturalistico e coesione sociale.

Gli spunti e le osservazioni condivisi sono stati riportati nel pomeriggio in una sessione plenaria aperta al pubblico ospitata presso il Centro Culturale cittadino. Nel suo intervento il vice presidente della Giunta Giuseppe Meloni ha ricordato come «quello di oggi è un cambio di passo sulla programmazione nel territorio del Sulcis Iglesiente, apriamo una nuova fase in cui tutti gli attori istituzionali si devono sentire protagonisti di una co-progettazione dal basso. Dopo la fase di ascolto, contiamo di presentare una Delibera di indirizzo entro la fine dell’estate e aprire i bandi per iniziare a utilizzare le risorse già a inizio 2026. I fondi sono cospicui ma vogliamo partire dalle idee e dai progetti. Qui nel Sulcis vedo la voglia di cambiare e noi come Giunta siamo molto contenti perché vogliamo che la Sardegna viaggi tutta alla stessa velocità».

L’assessora della Cultura Ilaria Portas ha sottolineato «l’importanza della formazione per riconvertire un territorio bellissimo come il Sulcis: siamo ottimisti, abbiamo una visione di futuro che parte dalla valorizzazione dei percorsi turistici come il Cammino minerario di Santa Barbara e vogliamo portate qui anche un polo universitario perché i nostri giovani possano formarsi o ritornare».

Per l’assessore dell’Industria Emanuele Cani «riattivare i canali di spesa è fondamentale, abbiamo ancora risorse dal piano Sulcis e dal Just Transition Fund con cui entro il 2026 dovremo spendere il 70% dei 378 milioni a disposizione: lo faremo con un importate intervento sul costo dell’energia per le imprese e i Comuni, insieme vogliamo rilanciare l’industria potendo, con la nuova programmazione territoriale, coordinare l’attività tra i vari fondi a disposizione».

La direttrice generale del Centro Regionale di Programmazione Elisabetta Neroni ha poi illustrato i bandi e le azioni di spesa, già tutti molto avanzati: «La nuova programmazione ha come parola chiave integrazione, con i territori con le imprese, con le amministrazioni e le fasce più deboli».

Giovedì 8 maggio, a Iglesias, si terrà l’incontro pubblico “Sulcis Iglesiente, il territorio si ascolta”, organizzato dall’assessorato regionale della Programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L’appuntamento sarà un momento di confronto aperto con il territorio, durante il quale condividere il percorso partecipativo della Programmazione Territoriale del Sulcis Iglesiente.

All’incontro, interverranno:

  • Mauro Usai, sindaco di Iglesias
  • Giuseppe Meloni, assessore della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del territorio
  • Emanuele Cani, assessore all’Industria
  • Ilaria Portas, assessora della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport
  • Elisabetta Neroni, direttore generale Centro Regionale di Programmazione
  • Veronica Rocco, facilitatrice Intellettuale
  • Luigi Scarola, moderatore Intellera

L’appuntamento è alle ore 15.30 di giovedì 8 maggio 2025 al Centro Culturale di via Carlo Cattaneo 82, a Iglesias.
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L’intento è quello di rilanciare le potenzialità di crescita del Sulcis Iglesiente mettendo in campo tutte le risorse disponibili, attraverso la Programmazione territoriale della Regione, il Piano Sulcis e il Just Transition Fund. Questo, in sintesi, è emerso dall’incontro svoltosi ieri a Carbonia con gli assessori della Programmazione, Giuseppe Meloni, e dell’Industria, Emanuele Cani, su richiesta dei 23 sindaci del Sulcis, per fare il punto sui fondi destinati al territorio.

«Come ho già detto nei mesi scorsi, c’è la mia disponibilità e quella della Giunta di avviare il percorso della programmazione territoriale anche nel Sulcis Iglesiente costruendo un percorso di co-progettazioneha dichiarato Giuseppe Meloni nel suo intervento – sottolineando come sia necessario e non più procrastinabile attivare un processo di sviluppo locale incentrato sul coinvolgimento delle comunità locali, capace di promuovere le azioni più efficaci, costruite e condivise con i comuni del territorio attraverso un approccio integrato.»

«Questo territorio ha ancora grandi potenzialità e la Regione intende offrire risorse e strumenti per svilupparle in chiave sociale, imprenditoriale e turistica», ha aggiunto l’assessore Emanuele Cani.

La programmazione territoriale nel Sulcis Iglesiente sarà incentrata sulle necessità dei comuni, analogamente a quanto fatto negli altri territori dell’isola. Questo in un’ottica di maggiore attenzione tra le differenti tipologie ambientali e socioeconomiche di tutto il sud-ovest.

Un approccio sostenuto e valutato positivamente in diverse occasioni anche dall’ANCI Sardegna, come modello utile per costruire lo sviluppo delle aree interne con una progettazione che parte dal basso e coinvolge in modo realmente democratico e partecipato i territori.

Presenti all’incontro, oltre agli assessori regionali e ai sindaci del Sulcis Iglesiente, i consiglieri regionali del territorio, il direttore generale dell’assessorato dell’Industria, Massimo Carboni, i tecnici del Centro regionale di Programmazione guidati dalla direttrice Elisabetta Neroni e dall’avvocata Francesca Lissia, responsabile della programmazione territoriale.

«In questi mesi con i tecnici abbiamo sviluppato anche nuovi sistemi per una più efficace azione di progetto. Sarà importante presentare programmi concreti e realizzabili, che abbiano una sostenibilità temporale ed economica che migliori la qualità della vita e crei sviluppo, anche in chiave occupazionale, in maniera crescente nel tempo. La Regione c’è, e spetta ora ai territori fare la propria parte», ha concluso l’assessore Giuseppe Meloni.

I sindaci intervenuti durante il confronto hanno messo sul piatto le proprie necessità, offrendo piena disponibilità a collaborare con la Regione e con tutti gli enti e portatori di interesse del Sulcis. All’incontro, ospitato nell’aula consiliare del comune di Carbonia, infatti, hanno partecipato anche tutti i principali enti, associazioni e imprenditori del territorio.

 

Ampia partecipazione nella sala polifunzionale di piazza Roma, a Carbonia, nell’incontro odierno sui fondi destinati al territorio del Sulcis Iglesiente – Programmazione territoriale e Piano Sulcis. L’iniziativa è stata organizzata dalla direzione generale degli assessorati regionali della Programmazione e dell’Industria della Regione Sardegna. Presenti gli assessori regionali della Programmazione Giuseppe Meloni, l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani e l’Amministratore unico della provincia del Sulcis Iglesiente Sergio Murgia, che hanno accolto la richiesta avanzata dai 23 sindaci del Sulcis e, nei loro interventi, hanno fatto luce su argomenti di capitale importanza per il rilancio del territorio, che passa necessariamente per la programmazione territoriale e i fondi del Piano Sulcis.
L’incontro si è sviluppato all’insegna della condivisione, della collaborazione e dell’unità di intenti di tutti i soggetti pubblico-istituzionali, i soggetti privati e, più in generale, tutti gli stakeholders che hanno a cuore le sorti del Sulcis Iglesiente. Un territorio fortemente provato da numerose vertenze industriali, dall’incipiente spopolamento, dalle croniche difficoltà socio-economiche, ma ancora in grado di avere potenzialità importanti di crescita con la capacità di spendita di ingenti risorse ad esso destinate.
All’assemblea odierna erano presenti anche il direttore generale della Camera di Commercio di Cagliari, il direttore del centro ricerche Sotacarbo, il presidente e il direttore del GAL, oltre a numerosi rappresentanti delle associazioni datoriali e di categoria. A conferma dell’importanza di affrontare tutti insieme questioni cruciali per il rilancio del territorio.

Il Carbonia di Diego Mingioni, in difficoltà in campionato (1 punto nelle ultime 5 partite), ospita domani il Villasimius nell’andata della semifinale di Coppa Italia. Dirigerà Gabriele Dascola di Cagliari, assistenti di linea Alexandra Baneu di Oristano e Tiberio Deidda di Carbonia. Fischio d’inizio alle ore 15.00.

La squadra mineraria arriva all’impegno di Coppa Italia nel momento più difficile della prima parte della stagione. Dopo il brillante avvio che l’aveva vista eliminare in Coppa Italia prima l’Iglesias poi il Monastir (capolista in campionato) e iniziare molto bene il campionato con 7 punti nelle prima 4 partite, quarto posto a soli 3 punti dalla capolista Budoni, la squadra biancoblù è andata incontro a due sconfitte casalinghe immeritate con il Tempio e la Nuorese, e ha poi accusato una flessione di rendimento culminata nella netta sconfitta casalinga con la capolista Monastir. Al termine di quella partita, 9 giorni fa, Diego Mingioni ha riconosciuto che la squadra aveva perso alcune delle certezze che era riuscita a costruire con il duro lavoro negli allenamenti e che per ritrovarle l’unica strada percorribile sarebbe stata il lavoro.

Domenica scorsa, a Li Punti, la squadra ha dato segnali di reazione, disputando una buona partita, ma questi non sono stati sufficienti per riprendere a fare punti e allontanarsi dalla zona calda della classifica, ambiente certamente scomodo per una squadra dall’età media giovanissima qual è il Carbonia quest’anno.

Il bilancio delle prime 9 giornate di campionato parla di 8 punti e del quint’ultimo posto in classifica in compagnia del San Teodoro Porto Rotondo, sicuramente non rispondente a quanto il Carbonia ha espresso in termini di gioco, condizionato da diversi fattori. Il calendario non è stato certamente favorevole ad una squadra così giovane, proponendole in casa quasi tutte le squadre più competitive, ad iniziare dalle due capolista Monastir e Budoni, per proseguire con il Tempio, oggi al quarto posto ma in vetta alla classifica il 13 ottobre scorso quando ha giocato e vinto a Carbonia, e ancora con la Nuorese il Villasimius. Quest’ultimo, l’avversario di domani in Coppa Italia, è stato già affrontato e battuto in campionato, nell’unica partita fin qui vinta al “Carlo Zoboli”. I risultati della squadra sono inevitabilmente condizionati dalla ristrettezza dell’organico a disposizione di Diego Mingioni, determinata dalle limitate disponibilità economiche della società, che fanno pesare parecchio le assenze provocate inevitabilmente da qualifiche e infortuni. E, in questo primo scorcio di stagione, la squadra ha pagato a caro prezzo le ingenuità difensive all’origine di alcuni goal “regalati” agli avversari e la mancanza di un attaccante in grado di capitalizzare la notevole mole di gioco quasi sempre espressa anche con gli avversari più forti (con 6 goal realizzati in 9 partite giocate, 3 in una sola partita nella vittoriosa trasferta di Bari Sardo, l’attacco è il più “anemico” insieme a quello del fanalino di coda Bari Sardo; numeri che contrastano con quelli maturati in Coppa Italia, con 7 goal realizzati in sole 4 partite giocate, con l’attacco sempre a segno sia in casa sia in trasferta con Iglesias e Monastir).

La semifinale di Coppa Italia, dunque, arriva in una fase particolare per il Carbonia ma anche per lo stesso Villasimius, che pur con 3 punti in più in classifica, non ha una classifica rispondente a quelle che erano le sue ambizioni iniziali. Entrambe, comunque, l’affronteranno con il massimo impegno, perché l’eventuale accesso in finale, con la vincente dell’altra semifinale in programma tra Ossese e Budoni, sarebbe un risultato di grande prestigio.

Per il Carbonia l’accesso in finale sarebbe il terzo nelle ultime cinque edizioni della Coppa Italia di Eccellenza. L’8 febbraio 2020, al campo di sa Rodia a Oristano, il Carbonia alzò la coppa al cielo con il capitano Marcello Angheleddu, Andrea Marongiu in panchina, grazie al goal realizzato da Giuseppe Meloni al 14′ del primo tempo; il 14 gennaio 2023 il Carbonia di Diego Mingioni si vide sfuggire la Coppa che sembrava già vinta nella finale di Abbasanta con il Budoni, al 16° calcio di rigore, dopo essere stato raggiunto sul 2 a 2 al 17′ del secondo tempo supplementare da un calcio di rigore trasformato dall’ex Giuseppe Meloni, dopo i goal dello stesso Giuseppe Meloni al 69′, Nicola Serra all’83’ e Niccolò Agostinelli al 3′ del secondo tempo supplementare per il Carbonia.

Il Carbonia nella sua storia recente è approdato una terza volta nella finale della Coppa Italia di Eccellenza, con Graziano Mannu in panchina, nel 2010, al Quadrivio di Nuoro, con il Porto Torres, perdendo ai calci di rigore; e due volte ha disputato e perso, in entrambi i casi ai calci di rigore, la finale della Coppa Italia di Promozione al campo di Sa Rodia a Oristano, con Andrea Marongiu in panchina, nel 2016 e nel 2018, rispettivamente con Bosa e Dorgalese.

Giampaolo Cirronis