22 March, 2026
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Gli amministratori del comune di Carbonia, valutano con favore la nomina del sindaco di Iglesias, Mauro Usai, a Presidente della Provincia del Sulcis Iglesiente. La nuova Provincia ha oggi la possibilità di promuovere, organizzare e verificare non solo lo sviluppo economico ma anche quello socio sanitario del nostro territorio.
Tra i temi presentati dal Presidente si evidenziano:
– Lo sblocco delle risorse per Lavori pubblici per circa 20 milioni di euro destinati a interventi urgenti su strade e infrastrutture provinciali.
– Il Programma di monitoraggio dell’Edilizia scolastica nel contesto della Provincia.
– Il rilancio della Zona Franca Urbana del Sulcis Iglesiente, puntando su agevolazioni fiscali.
– La Ricerca e Formazione nel mondo del lavoro, riprendendo i rapporti con il Consorzio per la Promozione delle Attività Universitarie del Sulcis Iglesiente (AUSI).
Infine, il Presidente auspica che la Provincia si presenti con una sola voce nell’interesse di tutto il Sulcis Iglesiente.
In questo ampio panorama di impegni politico-programmatici del Presidente della Provincia, dovrebbe assumere una particolare importanza l’istituzione della Conferenza socio sanitaria della Asl e del suo Presidente.
La Conferenza dei sindaci sarà composta dai Presidenti dei tre Comitati di distretto, Carbonia, Iglesias e Sant’Antioco (Pietro Morittu, Ignazio Locci, Mauro Usai) e dal Sindaco del capoluogo di provincia.
Questo organismo esercita le funzioni di indirizzo e verifica periodica dell’attività della Asl presentando proprie valutazioni e proposte al Direttore generale della Asl e alla Regione.
Nel nuovo contesto i poteri di controllo sulla Sanità ora sono in mano anche alla Provincia. È una novità rimarchevole, perché fino ad oggi l’insieme di Sindaci, non è mai riuscito ad approvare e fare accettare un programma di riorganizzazione dell’assistenza ospedaliera e dell’assistenza territoriale.
Oggi è importante che il futuro Presidente della Conferenza dei sindaci, insieme ai presidenti sindaci dei Distretti sanitari, abbandonino microprogrammi mirati solo al beneficio del proprio Comune e favoriscano invece l’obiettivo di governare contestualmente tutta la Asl provinciale senza esclusioni divisive.
È importante quindi che da parte del Presidente della Conferenza dei sindaci, si manifesti un concreto coordinamento del territorio, necessario per superare l’inefficace frammentazione dei Comuni, per dare sviluppo alle prestazioni di specifica competenza della sanità pubblica, così da poter aprire positivi confronti con il neo Direttore generale della Asl.
Una Conferenza dei sindaci, divisa al suo interno, sul tema dei servizi socio sanitari del territorio, non potrà affrontare la “sfida esistenziale” del nostro Sistema sanitario se non attuerà programmi e progetti che sanino le carenze interne alla Asl del Sulcis. Serve un programma di opere che colmino il divario qualitativo che è alla base della sudditanza sanitaria con la provincia di Cagliari.
Dati questi presupposti, la nuova gestione dell’Azienda sanitaria n° 7, non deve inventare nulla di nuovo: è sufficiente che si limiti ad attuare alcuni temi contenuti negli Atti aziendali. Il Presidente della Conferenza dei sindaci, potrebbe promuoverne la realizzazione.
Gli Atti aziendali esistenti hanno già delineato l’assetto organizzativo della Asl attraverso l’indicazione dei reparti e servizi ospedalieri da istituire o rendere operativi e attraverso la definizione dei distretti socio sanitari.
In questo ambito è prioritaria la costituzione del Comitato di Distretto a Carbonia, Iglesias e Sant’Antioco, con la nomina del relativo Presidente.

Il Comitato sarà composto dai sindaci dei Comuni, o dai loro delegati. Esso è lo strumento che consente ad ogni comunità di eseguire una verifica costante della situazione socio sanitaria nei propri ambiti territoriali. Si potrà così promuovere uno stretto collegamento tra l’assistenza ospedaliera e l’indispensabile integrazione con l’assistenza socio sanitaria territoriale.
Altro tema di particolare importanza per la Conferenza dei sindaci, riguarda il Programma Sanitario Triennale 2025-2027, adottato con deliberazione n. 868 del 15 novembre 2024. Molti obiettivi sono ancora da attuare.
Nel merito è utile richiamare l’attenzione suol fatto che l’Assistenza ospedaliera nella nostra Asl si concentra su due presidi ospedalieri:
A.a.i.1. Sull’Ospedale Sirai a Carbonia, quale Dipartimento di Emergenza e Accettazione, in breve DEA di 1° livello, multi-specialistico e punto di riferimento per le attività di Emergenza-Urgenza, dove sono confermati 186 posti letto, dei quali, 11 P.L. di lungodegenza e 20 di recupero e riabilitazione funzionale mai resi attivi. In realtà oggi nel Sirai sono operativi circa 100 P.L.;
A.a.i.2. Sul CTO a Iglesias, ospedale di completamento DEA I livello, con funzioni di assistenza programmata, punto di primo intervento e sede del polo materno infantile, dove sono previsti 127, di cui 11 di lungodegenza e 11 di recupero e riabilitazione funzionale, mai resi operativi. Anche qui, in realtà, i P.L. attivi sono circa 80.
Vale la pena richiamare che il Presidio ospedaliero è la struttura tecnico-funzionale con la quale la Asl n° 7 eroga prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione in regime di ricovero, in fase acuta e post-acuta o in forma ambulatoriale.
A.a.i.3. Il Santa Barbara di Iglesias, è destinato a Ospedale di Comunità e Casa della salute con servizi specialistici, polo riabilitativo e hospice,
In questo contesto è urgente coprire le gravi carenze del personale medico: dovrebbero essere circa 100, secondo quanto previsto dalla deliberazione della Asl n. 316 dell’8.08.2025. Andrebbero resi operativi tutti i 313 posti letto dei reparti ospedalieri previsti per il Sirai e il CTO.
Devono ancora essere attivati l’Ospedale di Comunità e la Casa della salute nel P.O. Santa Barbara.
La Presidenza della Conferenza dei sindaci, ha la responsabilità di sollecitare la costituzione dei dipartimenti, per costruire una vera integrazione funzionale fra il CTO e Sirai e dare alla popolazione adeguati livelli di assistenza sanitaria.
L’organizzazione dipartimentale, infatti, serve a dare risposte unitarie, flessibili, tempestive, razionali ed esaustive rispetto ai compiti assegnati, nell’ottica della condivisione delle risorse.
In particolare, attraverso la costituzione dei Dipartimenti ospedalieri tra i due ospedali si potranno organizzare compiutamente:
a) Il Dipartimento di Area chirurgica e il Dipartimento di Area medica, con l’Ospedale Sirai che eroga prestazioni di emergenza-urgenza e il CTO che eroga prestazioni programmate di medicina e chirurgica;
b) Il Dipartimento Area dei servizi che eroga prestazioni fondamentali di Radiologia, di laboratorio, dell’anatomia patologica e della farmacia dei P.O. CTO e Sirai.
Inoltre, per le stesse ragioni, occorre sollecitare la costituzione dei Dipartimenti per l’Area territoriale quali:
– Il Dipartimento di Igiene e Prevenzione sanitaria
– Il Dipartimento interaziendale Salute mentale e delle Dipendenze

– Il Dipartimento funzionale riabilitativo Ospedale-Territorio
– Il Dipartimento funzionale delle fragilità e della cronicità.
È in questo contesto che la Presidenza della Conferenza dei sindaci, nell’auspicato confronto con il Direttore generale della Asl, promuova un riesaminare delle carenze organizzative e funzionali che presenta l’assistenza nei Comuni in carico ai tre Distretti socio sanitari: di Carbonia, di Iglesias e delle Isole minori (Sant’Antioco, Carloforte e Calasetta). Inoltre, sarebbe opportuno una verifica sullo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che prevedeva la realizzazione di 2 Case della Comunità a Carbonia e ad Iglesias, e l’Ospedale di Comunità ad Iglesias. Questo genere di Ospedale avrebbe la funzione di struttura intermedia tra il domicilio del paziente e il ricovero ospedaliero. Ha lo scopo di evitare ricoveri impropri e di favorire le dimissioni protette in luoghi di assistenza idonei.
Intorno alle Case della salute, già previste a Giba, Sant’Antioco, Carloforte e Fluminimaggiore, tutti possono verificare l’esistenza di carenza di prestazioni specialistiche, pertanto sarebbe opportuna una verifica per assicurare quanto previsto dai Livelli essenziali di assistenza (Lea).

Giacomo Guadagnini

Capogruppo del Partito Democratico

Consiglio comunale di Carbonia

Termina oggi a Bruxelles il seminario “Insularità e cittadinanza europea” organizzato dal Consiglio delle Autonomie locali (Cal) al Parlamento europeo a partire da martedì 24. L’ultimo appuntamento si svolgerà nella sede di “Focus Europe”, che supporta gli enti locali nell’accesso ai fondi europei, con alcuni incontri su protezione civile, affari europei e agricoltura.

Nei giorni scorsi, la delegazione del Cal, guidata dal presidente Ignazio Locci, ha incontrato gli eurodeputati Marco Falcone e Giuseppe Lupo per un confronto sui alcuni temi d’interesse per gli enti locali sardi: il quadro finanziario 2028-34; le politiche di coesione economica, sociale e territoriale; le specificità delle regioni insulari; il ruolo delle autonomie locali nei processi decisionali europei. Una giornata è stata dedicata agli incontri coi dirigenti italiani dei servizi della Commissione europea per una presentazione dei ruoli, delle funzioni e delle modalità operative della Commissione, oltre all’illustrazione di programmi e iniziative di interesse per gli enti locali.

«Un’occasione per discutere del ruolo degli enti locali e del sistema delle autonomie locali all’interno del più grande sistema comunitarioha sottolineato Ignazio Locci -. Ciò assume un rilievo particolare perché la Regione Sardegna è impegnata in un percorso di revisione e rafforzamento del proprio Statuto. L’Europa deve essere sempre più vicina al popolo sardo e al nostro sistema di autonomie locali, perciò serve una legislazione più moderna e al passo coi tempi.»

Dopo l’incontro coi responsabili del Comitato europeo delle Regioni (CdR) e del Comitato economico e sociale europeo (Cese), si è svolto un convengo sulla figura di Mario Melis, presidente della Giunta regionale negli anni ’80, affrontando i temi delle autonomie locali, della sussidiarietà e della dimensione federale europea.

«Non è stato solo un ricordo di Mario Melis e del suo impegno politico sui temi dell’Europa delle Regioni, ma anche un momento di confronto importante per le Autonomie locali che vivono una situazione molto difficile nell’attuale quadro europeo, che progressivamente ha concentrato poteri e competenze. Uno spazio di riflessione sulla cultura dell’Autonomismo e del Regionalismo, sempre più compressi e sacrificati da un europeismo centralista e un’occasione qualificata per consentire alle Autonomie locali sarde di confrontarsi, nella sede appropriata, con studiosi ed esperti, e per rilanciare il dibattito sulle riforme», ha concluso il presidente Ignazio Locci.

Domani, giovedì 26 febbraio, a Bruxelles, alle 14.00, nella sede del Comitato europeo delle Regioni, nell’ambito del seminario “Insularità e cittadinanza europea”, organizzato dal Consiglio delle Autonomie locali (Cal), si terrà un convegno sulla figura di Mario Melis, presidente della Giunta regionale negli anni ’80, affrontando i temi delle autonomie locali, della sussidiarietà e della dimensione federale europea.

“Non sarà soltanto un ricordo di Mario Melis e del suo impegno politico sui temi dell’Europa delle Regioni, ma anche un momento di confronto importante per le Autonomie locali che vivono una situazione molto difficile nell’attuale quadro europeo, che progressivamente ha concentrato poteri e competenzeha sottolineato Ignazio Locci, presidente del Cal -. Sarà uno spazio di riflessione approfondita sulla cultura dell’Autonomismo e del Regionalismo, sempre più compressi e sacrificati da un europeismo centralista. Una dinamica che incide anche sull’azione del Governo nazionale, chiamato a confrontarsi con l’incidenza crescente del diritto comunitario, elemento che contribuisce ad alimentare tensioni e conflitti istituzionali.»

«L’iniziativa rappresenta un’occasione qualificata per consentire alle Autonomie locali sarde di confrontarsi, nella sede appropriata, con studiosi ed esperti, e per rilanciare il dibattito sulle riforme. Ciò assume un rilievo particolare perché la Regione Sardegna è impegnata in un percorso di revisione e rafforzamento del proprio statuto di Autonomia, dibattito che non può essere rinviato né ridimensionato e deve tornare al centro dell’agenda politica», ha aggiunto Ignazio Locci.

Oltre all’intervento del presidente del Cal, è previsto quello di Alessandra Todde, presidente della Giunta regionale; Salvatore Corrias, presidente della Prima Commissione del Consiglio regionale; Antonio Moro, presidente del Partito sardo d’azione; dello studioso Carlo Pala.

Il seminario, dopo gli incontri dei giorni scorsi con alcuni eurodeputati, coi dirigenti italiani dei servizi della Commissione europea e con i responsabili del Comitato europeo delle Regioni (CdR) e del Comitato economico e sociale europeo (Cese), si concluderà venerdì 27 nella sede di “Focus Europe” con alcuni incontri su protezione civile, affari sociali e agricoltura.

Il comune di Sant’Antioco s’è aggiudicato 3 milioni di euro di fondi europei messi a disposizione dalla Regione Sardegna per la realizzazione di un’importante opera di mitigazione idrogeologica, con l’obiettivo di convogliare le acque piovane che, in occasione di abbondanti precipitazioni, sono solite creare allagamenti nell’abitato a ridosso di via Matteotti e Monte La Noce, in particolare nell’area di via Bologna. Il progetto nasce dunque dall’esigenza di limitare le problematiche di carattere idraulico che coinvolgono sia la sede stradale, sia gli edifici residenziali, causando danni e disagi alla popolazione.

«Si tratta di un intervento già previsto come ipotesi nel piano del PAI approvato nel 2020: sempre di più, oggi, è necessario lavorare e intercettare queste risorsecommenta il sindaco Ignazio Locciperché sono mirate alla tutela del territorio e non è possibile farne a meno, anche in ragione della maggiore pressione antropica dei centri abitati e perché i fattori climatici ci dicono che le cosiddette “bombe d’acqua” sono sempre più frequenti. È determinante dunque valorizzare le infrastrutture esistenti e crearne di nuove, alla luce di eventi pluviometrici a cui fino a poco tempo fa non eravamo abituati: siamo infatti pienamente consapevoli di quanto sia diventato prioritario proiettarsi verso progetti all’insegna della sicurezza e della salvaguardia del territorio. Consentiremo agli uffici di lavorarci sin da subito per portare avanti i procedimenti necessari alla realizzazione delle opere.»

«L’infrastruttura in programma consente di scaricare l’acqua che percorre il rio Bega Trotta e arriva fino a via Bologna e viale Trento, migliorando il bacino di raccolta a monte che si trova sotto Monte La Noce e deviando le acque verso gli stagni di Sa Punta e S’Aliga, dove peraltro già esiste un canalecommenta l’assessore dei Lavori pubblici Francesco Garau. In particolare, sono previsti l’apertura del primo tratto del Rio (attualmente canale tombato) e il suo ampliamento attraverso elementi prefabbricati; l’adeguamento dei 3 attraversamenti esistenti lungo il corso del primo tratto del tombato; la risagomatura con gabbionate del secondo tratto del Rio (attualmente a cielo aperto); e ancora l’adeguamento e l’ampliamento del terzo tratto del Rio (attualmente canale tombato) sempre con elementi prefabbricati. L’obiettivo è mettere in sicurezza questa parte di centro abituato sfruttando “linee” già esistenti, potenziandole e consentendo così una migliore portata. Si tratta, comunque, soltanto di uno degli interventi previsti nella Pianificazione di Assetto Idrogeologico volti alla salvaguardia dell’abitato.»

«Il Cal ha recentemente partecipato alla Conferenza Regione-Enti locali sulle nuove linee guida del Pul, potendo esprimere la propria posizione e raggiungendo un buon equilibrio nei contenuti. Restano da chiarire le questioni legate alle funzioni amministrative, tema che dovremmo affrontare innanzitutto all’interno delle organizzazioni degli enti locali e poi in un confronto con la Regione. Dobbiamo far sì che questo strumento di programmazione sia un reale stimolo allo sviluppo dell’Isola nel comparto del turismo e dell’accoglienza. Nel trattare questa risorsa è necessario trovare il miglior equilibrio, all’insegna di un sano rapporto tra l’esigenza della tutela delle coste e del ‘sistema spiaggia’, riconoscendole il ruolo primario nello sviluppo economico, oltre che nella creazione di nuove opportunità. Altro aspetto molto importante riguarda la qualità degli interventi. Ai Comuni, ovviamente, spetta il dovere di sovraintendere e programmare, scegliendo gli interventi migliori.»

Ignazio Locci, presidente del Cal (Consiglio delle autonomie locali), ha commentato cosìl’approvazione in Giunta regionale delle nuove Linee guida per la redazione dei Piani di utilizzo dei litorali (Pul).

Proseguono i sopralluoghi negli istituti scolastici superiori della provincia del Sulcis Iglesiente. Questa settimana è stato il turno delle scuole di Sant’Antioco.

La visita del presidente Mauro Usai e degli amministratori provinciali e comunali rispetta gli impegni presi a favore di un percorso di attenzione verso il mondo della scuola nel nostro territorio.
Accompagnato dal sindaco di Sant’Antioco Ignazio Locci, dall’assessore Luca Mereu e dai tecnici della Provincia, il presidente Mauro Usai con la consigliera delegata all’Istruzione Daniela Massa – ha potuto constatare le criticità più evidenti degli istituti, la funzionalità degli spazi e programmare le manutenzioni.

«La sicurezza dei nostri studentidice Mauro Usaie delle strutture che gli accoglie è una priorità per questa amministrazione provinciale. Il nostro impegno è diretto a verificare lo stato degli edifici scolastici e monitorare le condizioni generali delle strutture al fine di mettere a regime la programmazione delle manutenzioni. La prossima settimana sarà convocato un incontro con tutti i dirigenti scolastici degli istituti superiori della provincia per concordare i passi successivi, inclusi i piani di manutenzione prioritari.»

«Considero la sicurezza degli studenti, del personale docente e di tutto il personale scolastico una priorità assoluta – aggiunge Daniela Massa -. Le scuole devono essere luoghi sicuri, accoglienti e adeguati, nei quali i nostri ragazzi possano studiare, crescere e formarsi con serenità. Garantire ambienti sicuri significa investire concretamente nel futuro della nostra comunità. Continueremo a lavorare in sinergia con le istituzioni scolastiche per assicurare standard adeguati e risposte tempestive alle esigenze che emergeranno.»

«Il sopralluogo effettuato questa mattina dal presidente della provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai, insieme ai funzionari provinciali, nei plessi del Liceo “Emilio Lussu” e dell’IPIA di Sant’Antiocosottolinea Ignazio Locci -, rappresenta un passaggio fondamentale per affrontare in modo concreto le criticità strutturali degli edifici scolastici del nostro territorio. Come Amministrazione comunale riteniamo che la sicurezza e la qualità degli spazi scolastici siano una priorità assoluta. La presenza della Provincia e la disponibilità al confronto dimostrano una forte sinergia istituzionale, indispensabile per individuare soluzioni rapide ed efficaci. Ringrazio il presidente Usai e i tecnici per l’attenzione e la sensibilità dimostrata. Solo attraverso una collaborazione costante tra enti possiamo garantire ambienti scolastici adeguati, sicuri e dignitosi per studenti, docenti e personale.»

«Il sopralluogo di oggi nei due plessi superiori di Sant’Antioco segna un momento importante di lavoro condiviso tra Comune e Provincia – dice Luca Mereu -. La presenza del presidente Mauro Usai e dei funzionari provinciali ha permesso di analizzare direttamente sul posto tutte le principali criticità strutturali del Liceo Lussu e dell’IPIA. Questa azione dimostra quanto sia determinante il dialogo tra istituzioni per affrontare problematiche complesse come quelle legate all’edilizia scolastica. La scuola non è solo un edificio, ma un luogo di crescita e ormazione che deve essere messo nelle condizioni migliori per svolgere il suo ruolo. Continueremo a lavorare
in stretta sinergia con la Provincia, nella consapevolezza che solo attraverso una rete istituzionale coesa si possono dare risposte concrete alle esigenze della comunità scolastica.»

«Le nuove Linee guida erano attese dai Comuni, confidando nella semplificazione delle procedure. Su 72 comuni costieri ben 31 hanno lo strumento di pianificazione vigente, 21 hanno il procedimento di approvazione in itinere e 20 non hanno ancora provveduto. Perciò, è necessario che tutti i Comuni si affrettino a pianificare per garantire, senza alcun atteggiamento ideologico, il sano rapporto tra l’esigenza della tutela delle coste e del ‘sistema spiaggia’, riconoscendo l’importante opportunità che questa pianificazione assegna all’economia del turismo e dell’accoglienza.»

Ignazio Locci, presidente del Cal (Consiglio delle Autonomie locali), ha commentato così la presentazione, da parte dell’assessore regionale degli Enti locali e Urbanistica, Francesco Spanedda, delle nuove Linee guida per la redazione dei Piani di utilizzo dei litorali (Pul).

«Resta da risolvere il nodo delle funzioni, non è più sostenibile che sul Demanio decida la Regione e non i Comuniha aggiunto Ignazio Locci -. Non è accettabile che, per tenere buono il mondo dei gestori delle concessioni, non si diano opportunità di sviluppo a quei Comuni che potrebbero sottoporre a bando nuove aree, che nulla hanno a che fare con quelle già sottoposte a concessione. Non si può chiedere agli enti locali di pianificare, mentre la Regione non è strutturata né per realizzare i bandi né per le nuove ipotesi concessorie. Infine, c’è anche il mondo della cantieristica nautica che merita attenzione e stabilità. Invece, continua ad essere considerato un settore di secondo piano. Per tutti questi motivi, prima dell’approvazione delle Linee guida in Giunta regionale, sarebbe opportuno un confronto con gli enti locali.»

Venerdì 16 gennaio la sala convegni “I Sufeti”, in piazza De Gasperi, a Sant’Antioco, ha ospitato un convegno organizzato dal circolo cittadino di Forza Italia sulla Riforma costituzionale della Giustizia, presieduto da Antonio Scano, segretario provinciale del Sud Sardegna, con la partecipazione in videoconferenza dell’onorevole Pietro Pittalis, segretario regionale, e del responsabile della campagna referendaria del Sì, Sergio Milia. Erano presenti, inoltre, il vicesegretario regionale Edoardo Tocco, il segretario cittadino di Sant’Antioco e referente della campagna referendaria per il Sulcis Iglesiente Francesco Saverio Piras che ha fatto gli onori di casa e la responsabile del Sulcis Iglesiente e segretaria cittadina di Iglesias Valeria Carta, insieme ad alcuni giuristi, tra i quali l’avvocato Agostino Armeni, presidente dell’Ordine degli avvocati del Sulcis Iglesiente e a diversi esponenti politici, tra i quali i sindaci di Sant’Anna Arresi Paolo Luigi Dessì, di Masainas Gian Luca Pittoni e di Sant’Antioco Ignazio Locci.
Durante l’incontro i numerosi ospiti hanno avuto l’occasione di approfondire le tematiche inerenti il referendum confermativo sulla Riforma della Giustizia. Forza Italia sostiene le ragioni del SI.

«È auspicabile che Stato e Regione facciano ricorso in tempi brevi agli strumenti normativi a disposizione per garantire ai Comuni, che hanno subito danni, un adeguato ristoro. Gli enti locali stanno caricando i dati relativi ai danni causati dal ciclone Harry all’interno del sistema informatico, perciò appena terminerà la quantificazione sarà necessario trovare le modalità burocratiche per un ristoro tempestivo. È necessario anche un passo da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, attraverso la Protezione civile, per la dichiarazione dello stato di calamità naturale.»

Lo ha detto oggi Ignazio Locci, presidente del Consiglio delle Autonomie locali della Sardegna.

«Nel segno di una leale collaborazione tra Istituzioni, abbiamo portato la voce del Cal su alcuni temi che, nell’ambito della Finanziaria, riguardano gli enti locali. In particolare sul ‘Fondo unico’ per il quale riscontriamo una convergente volontà, di maggioranza e minoranza, riguardo al suo incremento, che auspichiamo diventi strutturale. Per le Autonomie locali è importante poter contare sulle risorse disponibili all’inizio dell’anno finanziario perché rappresenta un elemento principale dell’azione amministrativa con un’immediata ricaduta sui cittadini. Soprattutto per quanto concerne la possibilità di garantire adeguati servizi, considerato il notevole incremento dei costi relativi a quelli di carattere sociale.»
Lo ha detto Ignazio Locci, presidente del Consiglio delle Autonomie Locali (CAL), in occasione della seduta congiunta con il Consiglio regionale sullo stato delle autonomie della Sardegna.

«Auspichiamo un proficuo confronto con la Regione anche su altri temi, come la sanità territoriale, verso la quale riscontriamo una scarsa attenzione; il ridimensionamento scolastico, considerando necessario un forte intervento rispetto all’offerta formativa per gli studenti sardi; il commercio di vicinato, che vive una pesante crisi, tale da configurare la perdita di un aspetto del patrimonio sociale ed economico dei nostri territori, soprattutto quelli dell’interno; l’edilizia abitativa, con la necessità di un piano regionale adeguato e di una politica per la casa, abbinata alla riqualificazione dei centri urbani. Tutti aspetti che possono contribuire in maniera decisiva nella lotta allo spopolamento», ha aggiunto Ignazio Locci.

Sono intervenuti anche i sindaci Francesco Lai (Loiri Porto San Paolo), Maria Beatrice Muscas (Samassi), Sebastiano Congiu (Oliena), Carlo Lai (Ierzu), Stefano Rombi (Carloforte), Marco Pisanu (Siddi), Annalisa Mele (Bonarcado) e Antonino Munzittu (Decimoputzu).

«Nel mio intervento, ho evidenziato due questioni su tutte, uil tema finanziario e il tema sanitario ha detto Stefano Rombi, sindaco di Carloforte -. Rispetto al primo, ho chiesto che si ponga una attenzione particolare su quei comuni che danno al Fondo di Solidarietà Comunale molto più di quanto ricevono. Tra questi, anche alcuni comuni del nostro territorio, tra cui il nostro. Carloforte subisce, di fatto, una decurtazione del gettito IMU di circa 1,2 milioni. Una cifra enorme. Rispetto al secondo ha concluso Stefano Rombi -, ho evidenziato la situazione drammatica della sanità territoriale, ribadendo anche in questa sede che è arrivato il momento di fare ogni sforzo affinché le due isole minori della Sardegna siano trattate allo stesso modo.»