1 August, 2021
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Prosegue, dopo lo stop dell’Assemblea andato in scena lo scorso venerdì, la protesta di Pd, 5 Stelle, Leu e Progressisti «contro il silenzio della Giunta regionale sulla vertenza trasporti». I lavori delle commissioni Prima e Seconda sono stati bloccati ed il parlamentino della Cultura è stato occupato dai consiglieri dei gruppi delle opposizioni.

«Bloccheremo i lavori del Consiglio – hanno dichiarato Piero Comandini, Desirè Manca, Laura Caddeo e Franco  Stara – fino a quando il presidente della Regione non riferirà in Aula sulla Continuità territoriale.»

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L’uso del test genomico nelle pazienti con tumore alla mammella in stadio precoce e senza interessamento linfonodale – considerato valido e attendibile già da tempo – consente di individuare tutte le donne che potrebbero evitare la chemioterapia ed i suoi numerosi effetti collaterali (circa il 50% delle pazienti, come dimostrato da recenti studi).
Le consigliere regionali Carla Cuccu, segretaria della commissione Sanità e Politiche sociali e prima firmataria, Elena Fancello, Maria Laura Orruù, Annalisa Mele, Sara Canu, Laura Caddeo e la vice presidente della Regione Sardegna ed Assessora del Lavoro, Alessandra Zedda, hanno depositato assieme la mozione sul “Rimborso del Test Genomico” chiedendo al presidente della Regione, Christian Solinas, ed all’assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu, di mettere a disposizione gli strumenti necessari a garantire la rimborsabilità del test genomico, valido ausilio nel processo decisionale per il trattamento dei tumori al seno.
Questa operazione si inserisce pienamente nel Piano per l’applicazione e la diffusione della Medicina di Genere, approvato in Conferenza Stato-Regioni lo scorso 30 maggio, fortemente voluto col fine ultimo di garantire ad ogni persona, sia uomo che donna, la migliore cura, rafforzando ulteriormente il concetto di “centralità del paziente” e di “personalizzazione delle terapie”. Il Piano indica gli obiettivi strategici, gli attori coinvolti e le azioni previste per una reale applicazione di un approccio di genere in sanità nelle aree d’intervento previste dalla legge, tra cui quello del percorso clinico di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione.
Prosegue, quindi, il lavoro intrapreso dalla consigliera pentastellata Cuccu, sostenuta questa volta trasversalmente anche dalle consigliere di altre forze politiche, per portare la Sardegna ad essere la regione virtuosa d’Italia dove le differenze vengono appiattite in favore di una perfetta parità di genere.
«Sono soddisfatta – conclude Carla Cuccu – della sensibilità e dell’unità che le colleghe hanno mostrato nel voler sottoscrivere questa mozione essenziale per le donne sarde. Stiamo dando prova che è possibile agire per il bene dei cittadini senza personalismi.» 

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Il gruppo dei Progressisti sprona la Giunta regionale, con un’interrogazione presentata oggi, ad impegnarsi per risolvere le criticità inerenti il servizio di elisoccorso di Muravera, gestito dal Servizio sanitario di emergenza realizzato dall’AREUS con elicotteri. Dal territorio del Sarrabus arrivano forti preoccupazioni per il fatto che siano state scelte aree di “fortuna” per l’atterraggio dell’elicottero, in particolare il campo sportivo del Comune di San Vito. Tale zona, certamente non adeguata, è causa di ritardi e apprensioni nelle operazioni di soccorso. Il servizio di elisoccorso è fondamentale soprattutto per le patologie come l’infarto, l’ictus ed il trauma maggiore, nelle quali  l’efficacia delle cure è legata indissolubilmente alla rapidità dell’intervento. Per queste ragioni si rende «necessario ripristinare la piena operatività della piattaforma d’atterraggio presso l’Ospedale San Marcellino di Muravera che parrebbe essere stata trasformata in area parcheggio per autovetture», sottolinea la consigliera regionale Laura Caddeo, prima firmataria dell’interrogazione.

I consiglieri regionali dei Progressisti chiedono al presidente della Regione ed all’assessore regionale dell’Igiene e sanità e dell’assistenza sociale di ripristinare, nei territori del Sarrabus, un servizio di elisoccorso urgente che garantisca il rispetto dei tempi stabiliti dal Ministero della salute nel documento “urgenza-emergenza” ed eviti quindi situazioni di grave pericolo di vita per i cittadini.

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Nella seduta prenatalizia, il Consiglio regionale ha approvato l’interpretazione autentica dell’art. 9 comma 1 della legge regionale n. 31 del 1998.  La seduta è stata aperta dal presidente Michele Pais. Dopo le formalità di rito il presidente ha annunciato una breve sospensione della seduta per completare sia la risoluzione riguardante i lavoratori stagionali di Forestas che l’ordine del giorno unitario sull’aumento delle tariffe merci nel trasporto marittimo.

Alla ripresa dei lavori, il presidente ha dato notizia della presentazione dell’ordine del giorno in materia di trasporti, che però non è stato ancora distribuito, per cui pl 79/A – Parte Prima – Interpretazione autentica dell’art. 9 comma 1 della legge regionale n. 31 del 1998, dando la parola al relatore di maggioranza Stefano Tunis (Misto).

Stefano Tunis, dopo aver ricordato che la proposta conteneva originariamente altre norme sul personale che poi la commissione ha ritenuto di stralciare, ha messo in evidenza che il testo è interpretativo e serve a chiarire la natura delle figure dirigenziali già contenuta nel Dlgs 265/2001 in vigore, cioè nella casistica che esclude la prevalenza del concetto di intuitu personae, cioè quando si procede alla comparazione dei titoli e si cercano le caratteristiche professionali più adatte all’incarico da assegnare, tracciando i confini di un requisito speciale con criteri più ampi della 31/98. Questo perché, ha proseguito, trattandosi di requisiti professionali è difficile trovarli compresi in una norma di legge e del resto, nel corso degli anni, il tema è stato affrontato in passato con garbo senza coinvolgere mai il Consiglio ma affidando la soluzione del problema ai tribunali generando un contenzioso nel quale peraltro il Tar ha quasi sempre rigettato la competenza delegandola giudice ordinario. Un dato che suggerisce, secondo Tunis, una seconda riflessione che riguarda il giudice del lavoro, che anch’egli respinge l’istanza perché il ricorrente non è di solito in grado di dimostrare il suo diritto di accedere al quel ruolo. La nostra interpretazione, ha concluso, è quella di una norma che viene già applicata in sostanza nell’ordinamento regionale; nessuno pretende di aver scoperto l’acqua calda ma senz’altro si tratta di una iniziativa di buon senso.

Il consigliere dei Progressisti Massimo Zedda, relatore di minoranza, ha manifestato stupore ed imbarazzo per la presenza del presidente della Regione che, ha rilevato, non c’era nelle importanti sedute dedicate ad Argea ed al caro-trasporti. Non è vero che la norma arriva in commissione a dicembre, ha ricordato, perché ci sono stati molti precedenti: una delibera della Giunta che non è mai stata visibile, poi infilata nei commissariamenti delle Province e nell’ultima variazione di bilancio, un parere contrario del servizio tecnico legale che poi è stato sollevato dirottando la competenza al direttore generale della presidenza che dovrebbe beneficiare della norma insieme ad altri, la cancellazione del nucleo di personale anti corruzione, la revoca in autotutela presso la Cassazione in un contenzioso fra avvocatura che rivendicava l’accesso alla dirigenza e la stessa Regione (evidentemente strumentale alla nomina successiva di quei avvocati). La stessa motivazione della “interpretazione autentica” in realtà, ha ancora sostenuto, sostituisce una legge nazionale con legge regionale ma il Dlgs 165 bisogna recepirlo tutto, anche perché la Corte Costituzionale ha più volte stabilito che in materia di interpretazione autentica ci sono paletti molto precisi da rispettare, a dal divieto di sostituire con norme surrettizie quelle esistenti.

Il consigliere Valerio De Giorgi ha affermato in apertura che il collega Stefano Tunis ha spiegato molto bene come stanno le cose, osservando che le affermazioni della minoranza contrastano con Dlgs 165/2001 che in effetti richiede una motivazione per il conferimento incarichi a persone in possesso di requisiti non presenti all’interno dell’amministrazione, con esperienze interne ed esterne della durata di almeno cinque anni nel settore pubblico e privato. Sulla materia, ha continuato, la Corte dei Conti in una sentenza del 2017 ha detto che anche il Dlgs 150/2009 prevede l’assegnazione di incarichi a persone in possesso di particolare specializzazione, culturale e scientifica maturata nei settori pubblico e privato. Inoltre, ha detto ancora Valerio De Giorgi, la Corte Costituzionale già nel 2010 ha stabilito che tale disciplina non riguarda i concorsi ma i requisiti soggettivi dell’incarico come durata, trattamento, fissando poi la competenza statale sul punto proprio in base al Dlgs 150/2009 definito come “grande riforma economico-sociale”. Più recentemente, ha concluso il consigliere, la stessa Corte Costituzionale nel 2019 ha detto l’ultima parola sul fatto che il pubblico impiego debba essere regolato dallo Stato, lasciando alla Sardegna nel caso specifico solo la competenza sullo stato giuridico del personale ma sempre nel rispetto delle norme fondamentali della Repubblica.

Il consigliere Roberto Deriu (Pd) ha detto di riconoscersi nella ricostruzione di Valerio De Giorgi, tranne il termine “adeguamento” che, secondo me, è completamente diverso da quello di “interpretazione”, che invece ha solo lo scopo di chiarire una norma. Più concretamente, ha dichiarato, siamo in presenza di una legge inutile perché i Decreti legislativi 165 e 150 prima e la riforma Brunetta poi valgono per tutte le Regioni come dice anche la relazione di maggioranza. Si sarebbe fatto prima, ha suggerito, abrogando eventualmente alcune parti di leggi regionali non conformi all’ordinamento nazionale vigente. Ma oltre che un atto inutile, ha aggiunto, è anche un atto falso perché vero solo che dopo la legge regionale 31/98 l’ordinamento si è evoluto, insomma il Consiglio è stato inutilmente esposto ad una brutta figura, una perdita di tempo, un girotondo che non serve a nessuno.

Il consigliere Alessandro Solinas (M5S) si è detto convito che ciò che si vuole difendere con questa norma serve al presidente e mi lascia sgomento, rispetto a quanto avrebbe dovuto fare il Consiglio (e non ha fatto) nell’interesse dei sardi. Oggi, ha sostenuto, l’idea di meritocrazia oggi prende un bello schiaffo e costituisce anche un pessimo esempio per i giovani, una cosa stiracchiata a favore di persone che non avrebbero potuto assumere gli incarichi ai quali sono stati chiamati, una cosa che non serve a nulla ed arriva dopo molti tentativi maldestri andati a vuoto. Riferendosi ai principi giuridici che regolano le interpretazione autentiche, Solinas ha lamentato il mancato rispetto di tutti quelli previsti dalla legge: dalla tutela di diritti e beni di rilievo costituzionale ai motivi di interesse generale, dalla ragionevolezza alla certezza del diritto. In definitiva, ha concluso, è una norma senza alcuna motivazione se non la convenienza a  dare legittimità a ciò che non la ha.

Per Massimo Zedda (Progressisti) la Legge 165 o è vigente oppure non lo è, non c’è una terza ipotesi. Oltre al fatto che, se fosse vigente la Legge 165 sarebbe già stata violata, per esempio sulla durata prevista per gli incarichi. Massimo Zedda ha poi ricordato che ci sono figure dirigenziali sottoutilizzate nel sistema Regione e che non sarebbe necessario attingere a figure esterne e ha ricordato che è stato presentato da poco un ricorso al Tar dal sindacato dei dirigenti della Regione. Massimo Zedda ha sostenuto che, tecnicamente, non si possa utilizzare l’interpretazione autentica, oltre al fatto che la norma è chiarissima, e che la Giunta avrebbe potuto procedere in altro nome: partendo dalla revoca degli incarichi, recepire nella Legge 31 i nuovi criteri della legge 165, oppure procedere a una nuova nomina in base alla Legge 165.

Michele Cossa (Riformatori) ha ricordato che il testo in esame era stato previsto nell’ultima Variazione di bilancio e non era una norma intrusa. E ha affermato che “su questa proposta di legge si è fatto terrorismo psicologico”. “Mi sarei aspettato – ha detto – argomenti travolgenti oggi, ma non ho sentito una obiezione di merito sul provvedimento”. Si tratta, ha spiegato, di un testo che ricalca una legge nazionale entrata in vigore tre anni dopo la 31, che dice quali criteri devono avere i dirigenti esterni. “Non mi sembrano criteri scandalosi”, ha proseguito, “mi sembra che ci troviamo davanti una tempesta dentro un bicchiere d’acqua. Stiamo approvando una norma generale e astratta, classificata come interpretazione autentica, che mira a focalizzare meglio, secondo me in maniera opportuna, i criteri di scelta per il 20 per cento dei dirigenti esterni”.

Eugenio Lai (Leu) ha sottolineato di quanto la politica regionale sia distante dai cittadini, evidenziando che a causa del maltempo molte comunità stanno soffrendo e, nel contempo, viene convocato il Consiglio regionale di sabato mattina per sanare alcuni provvedimenti già presi e assunti dalla Giunta regionale. Per Eugenio Lai non c’era l’urgenza di discutere questo provvedimento se non per sanare nomine che lasciano qualche dubbio, ha detto, anche nella stessa maggioranza, visto che l’efficacia del provvedimento dovrebbe essere retroattiva. La ratio di questa norma non è chiara ai sardi, ha detto, sottolineando che oggi è “la terza volta che il presidente si presenta in quest’aula, oltre alla seduta in cui ha illustrato le dichiarazione programmatiche e per la discussione della mozione per indire il referendum voluto dalla Lega”. Eugenio Lai ha poi concluso: “State provando a sanare l’insanabile. Siamo sicuri che questa legge sarà impugnata. Ve lo ricorderemo e lo ricorderemo a tutti i sardi”.

Laura Caddeo (Progressisti) si è detta d’accordo sul fatto che la legge non fosse necessaria. Ha poi sottoposto all’Aula una riflessione sull’esempio che questo Consiglio regionale vuole dare ai cittadini e ai giovani. “L’idea che noi legiferiamo deve avere uns funzione formativa, educante” e che se ci sono regole si devono applicare e rispettare e non vanno modificate per scelte già fatte. I giovani, ha detto, stanno riacquisendo la voglia di partecipare e questo vuol dire che “stanno dando fiducia a noi”. Caddeo ha auspicato che si esca dall’ambiguità e che si tolga quel dubbio sull’utilità e sull’opportunità retroattiva che si vuole dare a questa legge.

Daniele Cocco (capogruppo Leu) ha affermato che si sarebbe potuta discutere e approvare questa norma in altre date. “Non capisco l’urgenza”, ha detto, evidenziando che la Sardegna ha altre emergenze da risolvere tra cui quelle dei lavoratori di Forestas. Cocco ha esortato il presidente Solinas a nominare il commissario dell’Agenzia Forestas e ha proposto all’Aula di condividere un loro emendamento.

Desirè Manca (capogruppo del M5S) ha ricordato che il 23 luglio il gruppo del Movimento 5 Stelle aveva inviato un comunicato stampa che chiedeva di sapere quale fosse il metro di valutazione usato dal presidente Solinas per scegliere i suoi consulenti, evidenziando il dubbio che non avessero i requisiti previsti dalla legge. Desirè Manca ha ricordato che, per quel comunicato, un consigliere l’aveva attaccata professionalmente e personalmente e che anche la magistratura aveva deciso di valutare i dubbi sollevati dal M5S. “Le nostre perplessità erano state bollate come strumentali” ha detto, sottolineando che, oggi, 21 dicembre, il Consiglio è stato convocato non per discutere dei problemi veri della Sardegna, ma di come salvare il presidente per il suo errore. Si tratta, ha detto, “di una proposta atta a salvare il non salvabile”.

Stefano Tunis (Misto) ha spiegato che si tratta di un tema tecnico e che “non c’è nessun sporco da coprire”, né rischi penali, al massimo è una norma che può avere riflessi civilistici. Tunis ha manifestato, poi, la disponibilità da parte della maggioranza a trovare un punto di equilibrio che consenta, con più serenità, all’opposizione di approvare il testo.

Gianfranco Ganau (capogruppo del Pd) ha affermato: “Intervengo con un certo imbarazzo”. Ed ha aggiunto: “Noi contestiamo lo strumento che viene utilizzato, ossia l’interpretazione autentica”. Per Gianfranco Ganau l’articolo in discussione non richiede alcuna interpretazione e si tratta di un problema che non sarebbe neanche dovuto arrivare in aula, visto che tutti sono d’accordo sul fatto che la legge 165 è in vigore anche per le Regioni a statuto speciale. Gianfranco Ganau ha quindi proposto di ritirare la legge perché la norma è già vigente e, in subordine, approvare un emendamento da loro presentato.

Franco Mula (capogruppo Psd’Az) ha rassicurato i colleghi dicendo che lui, primo firmatario del provvedimento, se avesse ravvisato irregolarità non l’avrebbe certo sottoscritto. Il consigliere ha spiegato che la legge 31 è stata superata nel 2001 dalla Legge 165 e va applicata. Mula ha ricordato che questa norma viene rinviata da mesi ed è arrivato il momento di mettere la parola fine a questa vicenda. Mula ha poi chiesto al presidente Pais di convocare una Conferenza dei capigruppo dopo la conclusione di tutti gli interventi. Proposta accolta dal presidente.

Il presidente del Consiglio ha accolto la richiesta di convocare una conferenza dei capigruppo: “Finiamo la discussione generale – ha detto – e dopo il voto sul  passaggio agli articoli faremo la Capigruppo”.

E’ poi intervenuto Francesco Agus (Progressisti) che ha fatto rilevare al Presidente della Regione (presente in aula) tutte le assenze in questi primi nove mesi di legislatura. Per il capogruppo dei Progressisti la Proposta di Legge 79/A all’esame dell’aula è l’ultimo capitolo di una serie di orrori legislativi. Agus ha espresso parere fortemente negativo sui provvedimenti licenziati dall’esecutivo. La vostra  produzione normativa – ha detto rivolto alla giunta –  si è spesso rivelata indegna di essere approvata dall’Aula. Due esempi su tutti Argea e le norme sugli enti locali entrambi profondamente modificati grazie al lavoro delle Commissioni competenti.  Tornando al testo in esame Agus ha detto, ironicamente, che si tratta di un “capolavoro” e ha chiesto quale sia la ragione di tanta ostinazione nell’approvare una norma che secondo la maggioranza è già in vigore.  A  volte – ha aggiunto – anche leggi fatte con le migliori intenzioni creano effetti incontrollabili Oggi si vuole modificare una normativa ex post con un’interpretazione autentica. Inoltre,  si sta intervenendo in presenza di un giudizio pendente,  ed è un’assurdità.

Chiusa la discussione generale, il presidente Michele Pais ha dato la parola al presidente della Regione Christian Solinas per la replica: «Non sarei voluto intervenire ma lo faccio per testimoniare il disagio nei confronti di questo Consiglio che anziché occuparsi di politica si è ridotto a un ruolo di tribunale aggiunto – ha detto Christian Solinas – ho sentito solo riferimenti a sentenze, ordinanze, etc. Credo che tutti dovremmo recuperare il senso di quella che è la funzione di quest’aula, assemblea legislativa con il dovere di fare le leggi. Chi non ha argomenti di merito si è trastullato su ipotesi di forma». Secondo Christian olinas, la minoranza sta mandando avanti una politica “senza verità e senza progetto” dimenticando quanto successo nelle legislature guidate dal centrosinistra.

«Non è vero che si è sempre fatto riferimento alla legge 31 – ha proseguito il presidente della Regione  il consigliere Francesco Agus ricorderà certo che quando la Giunta Soru nominò Fulvio Dettori alla direzione generale della Presidenza della Regione invocò il Dl 165. Allora nessuno si strappò le vesti. Come si può sostenere oggi che il Dl 165 non faccia parte dell’ordinamento della Regione? Tra le nefandezze c’è una sfilza di norme approvate nella scorsa legislatura, alcune della quali cassate dalla Consulta. Tra queste la legge con la quale si diedero ai funzionari delle Unità di progetto le indennità di dirigenti. La Consulta ha detto che si applica il dl n.165. Ci sono alcuni che sono diventati portavoce della procura della Repubblica. Bene si farebbe a guardare al piano anticorruzione della scorsa legislatura e in particolare al codice di comportamento del personale (art 14) anche lì si fa integrale riferimento al decreto 165. Voi   invece dite che il centrodestra per salvare il proprio presidente vorrebbe introdurre ex novo norme che prima non c’erano».

Solinas ha poi parlato di stravolgimento dei normali rapporti politici: « Dite che non c’è trasparenza sulle delibere. Ho verificato tempi medi e massimi di pubblicazione in questa e nella passata legislatura. La media della Giunta Pigliaru era di 45 giorni con un tempo massimo di 312 giorni. La mia Giunta ha un tempo medio di 14 giorni e uno massimo di 61. Sulle mie assenze in aula, ricordo che se il presidente non è presente è perché sta seguendo altre vicende importanti. Il mio esecutivo ha adottato decine di delibere e portato a casa risultati rilevanti: l’accordo con lo Stato sulle entrate, lo sblocco delle assunzioni nella Sanità, la vertenza Eurallumina. Non trasformate quest’aula in un tribunale, mantenete la vocazione di organo legislativo per la quale hanno combattuto i nostri padri. Mi torna alla memoria Jean Michel Besnier ed il suo libro “L’uomo semplificato” – ha  concluso Christian Solinas – se rinunciate a questa vocazione rischiate di avere un Consiglio semplificato».

Il presidente Michele Pais ha quindi messo in votazione il passaggio agli articoli. Per dichiarazioni di voto è intervenuto il consigliere Massimo Zedda (Progressisti) che ha annunciato il suo voto contrario: «Secondo il presidente della Regione vedersi di sabato per discutere di una legge di interpretazione è attribuibile all’on. Franco Mula. Già in un’altra occasione ha detto che il problema della Regione è un Consiglio che non lavora. La colpa sarebbe la nostra. La verità è che siete voi ad aver convocato l’Aula per decidere sull’interpretazione di codici e codicilli. Avremmo voluto discutere del piano straordinario di sviluppo della Sardegna che invece non è stato ancora presentato a questo Consiglio. Discutiamo di questa follia normativa per colpa sua».

Voto contrario è stato annunciato anche da Alessandro Solinas (M5S): «Noi esercitiamo la nostra funzione legislativa. E’ la Giunta che non la fa o lo fa male come quando invia in Commissione testi da riscrivere sui quali le opposizioni, con senso di responsabilità, hanno dato il loro contributo. Non stiamo processando nessuno, diamo solo la valutazione su provvedimenti che vengono sottoposti alla nostra attenzione». Rivolto all’on. Stefano Tunis (Sardegna 20Venti), Christian Solinas ha poi aggiunto: «Mi piace ascoltarla, però ora sta facendo da scudo umano. La ritengo la persona più adatta, ma le argomentazioni che ha portato sono infondate. Non siamo ignoranti. Siamo sempre in aula e in commissione, siamo studenti diligenti».

Anche il capogruppo dei progressisti Francesco Agus ha annunciato il voto contrario del suo Gruppo: «Nella scorsa legislatura sono state impugnate poche norme, l’unica è quella citata dal presidente Christian Solinas. Il motivo era che erroneamente si cercava di pagare funzionari come dirigenti. Questo perché i funzionari non possono diventare dirigenti. Stesso errore che ha fatto la sua Giunta. Il Dl 165, anche immaginando di poterlo applicare, lo si deve applicare per intero».

Il presidente Pais ha quindi messo in votazione il passaggio agli articoli che è stato approvato con 33 voti a favore, 19 contrari e un astenuto. Subito dopo ha sospeso i lavori e convocato la Conferenza dei Capigruppo senza accogliere la proposta avanzata dai consiglieri Giuseppe Meloni (Pd) e Massimo Zedda (Progressisti) di votare prima l’ordine del giorno sui trasporti.

Alla ripresa dei lavori il presidente Pais il presidente ha messo in discussione l’articolato della proposta di legge 79/a e i relativi emendamenti. Sull’ordine dei lavori è intervenuto il consigliere Eugenio Lai che ha chiesto di tornare in Commissione per esaminare gli emendamenti presentati.

Richiesta respinta dal  presidente Michele Pais: «Si tratta in gran parte di emendamenti  soppressivi e sostitutivi . La Commissione decide a maggioranza e il relatore può esprimere il parere in Aula». Di avviso contrario il capogruppo di Progressisti Francesco Agus: «Mi permetto di contraddirla. Ci sono emendamenti che entrano nel merito del testo. Consentirebbero di mantenere il testo come interpretazione autentica ed entrano nello specifico del contenuto. Almeno questi meritano un’istruttoria in Commissione».

Argomentazione che non ha convinto il presidente Michele Pais: «Vi riferite all’art.84 del Regolamento che prevede il ritorno in commissione in caso di emendamenti che modificano la previsione di spesa di un provvedimento».

Sull’ordine dei lavori è intervenuta anche la capogruppo dei 5 Stelle Desirè Manca che ha chiesto 5 minuti di sospensione per una riunione di minoranza. Richiesta accolta dal presidente Pais che ha sospeso la seduta per 5 minuti.

Alla ripresa dei lavori, il capogruppo del Pd, Gianfranco Ganau, intervenendo sull’ordine dei lavori ha reiterato la richiesta della convocazione della commissione per una valutazione degli emendamenti presentati al testo in discussione ma il presidente del Consiglio, ha confermato la volontà di procedere con il parere del relatore in Aula e dopo aver elencato gli emendamenti da esaminare ha concesso la parola al consigliere Stefano Tunis (S2020) che in qualità di relatore di maggioranza ha dichiarato parere negativo per tutte le proposte di modifica.

La Giunta, con l’assessora del Lavoro, Alessandra Zedda, ha espresso parere conforme a quello del relatore e il presidente Pais ha dunque annunciato la votazione dell’emendamento n. 40=49=50=208. Il capogruppo dei Progressisti, Francesco Agus, ha fatto richiesta di voto elettronico e a collusione della votazione (25 contrari, due astenuti e 1 favorevole) il presidente del Consiglio ha dovuto sospendere i lavori per trenta minuti per la certificata “mancanza del numero legale”.

Alla ripresa dei lavori ha chiesto di intervenire il consigliere Stefano Tunis (Sardegna20Venti) sull’ordine dei lavori: «Abbiamo fatto un errore di votazione sugli emendamenti soppressivi. Mi chiedo se sia possibile adesso intervenire per dichiarazioni di voto. Esprimo il voto contrario all’emendamento soppressivo totale».

Il consigliere Alessandro Solinas (M5S) è intervenuto a sostegno dell’emendamento soppressivo presentato dal suo gruppo: «Lo abbiamo presentato perché non condividiamo il provvedimento in esame. C’è stata un’analisi attenta, vorremmo che questa legge non si votasse. Non vogliamo fare terrorismo psicologico. Non si vuole cadere nei sensazionalismi. L’opinione pubblica vorrebbe vederci trattare altre tematiche. Anche i colleghi di maggioranza saranno d’accordo su questo emendamento da noi presentato.

Il capogruppo Daniele Cocco (Leu) con un intervento dal tono ostruzionistico ha annunciato voto favorevole agli emendamenti.

Piero Comandini (Pd) si è detto a favore dell’emendamento per la soppressione dell’articolo 2. Francesco Agus (Progressisti) ha dichiarato voto a favore dell’emendamento ed escluso categoricamente qualunque intento intimidatorio rivolto alle alte cariche della Regione. Massimo Zedda (Progressisti), ha dichiarato voto favorevole: «Avremo voluto entrare nel merito del provvedimento e mentre la Sardegna vive ore difficili per l’allerta meteo la Giunta è riunita in Consiglio per discutere di un’interpretazione autentica di una legge per la nomina dei dirigenti».

A favore anche Eugenio Lai (Leu): «Il presidente Solinas nel suo intervento non è entrato nel merito del provvedimento e non ha spiegato perché vuole l’approvazione della norma in discussione». Giuseppe Meloni (Pd) ha annunciato voto favorevole e chiesto la votazione immediata dell’ordine del giorno sui trasporti marittimi. La capogruppo 5 Stelle, Desirè Manca, è ritornata sui riferimenti alle presunte minacce, rivolta alla minoranza dal presidente della giunta nel corso del suo intervento di replica. Roberto Li Gioi (M5S) ha dichiarato voto favore ed ha parlato di dibattito “surreale”, dicendosi “sgomento” per le dichiarazioni del presidente della Giunta. Michele Ciusa (M5S) ha annunciato voto a favore e invitato a votare subito l’ordine del giorno sui trasporti («per non scrivere un’altra pagina triste di quest’assemblea»). Voto a favore è stato preannunciato dalla consigliera dei Progressisti, Maria Laura Orrù, e dal vice capogruppo Pd, Walter Piscedda («sono favorevole alla soluzione principe del problema: cancellare l’unico articolo della proposta di legge»).

Posto in votazione l’emendamento 40=49=50=208 non è stato approvato con 34 contrari, 17 favorevoli e un astenuto.

Annunciata la votazione dell’emendamento sostitutivo totale n. 2 il consigliere dei Progressisti, Massimo Zedda, ha aperto la serie degli interventi della minoranza e ha dichiarato voto favorevole, seguito dal capogruppo Francesco Agus, da Piero Comandini (Pd), da Alessandro Solinas (M5S), Maria Laura Orrù (Progressisti), Desirè Manca (M5S), Roberto Li Gioi (M5S), Daniele Cocco (LeU), Eugenio Lai (LeU), Walter Piscedda (Pd), Giuseppe Meloni (Pd),

Posto in votazione l’emendamento n. 2 è stato respinto con 34 contrari, 17 favorevoli e 1 un astenuto.

Aperta la discussione sull’emendamento n. 3 il consigliere dei Progressisti, Massimo Zedda, ha aperto la serie degli interventi della minoranza ed ha dichiarato voto favorevole, seguito da Alessandro Solinas (M5S), Diego Loi (Progressisti), Desirè Manca (M5S), Laura Caddeo (Progressisti), Francesco Agus (Progressisti), Piero Comandini (Pd), Michele Ciusa (M5S), Roberto Li Gioi (M5S), Daniele Cocco (LeU), Eugenio Lai (LeU), che con differenti argomentazioni hanno ribadito la contrarietà al provvedimento e la necessità di migliorarne il contenuto con l’approvazione di modifiche.

Posto in votazione l’emendamento n. 3 non è stato approvato con 33 contrari e 18 favorevoli. Il consigliere del Psd’Az, Giovanni Satta, ha chiesto quindi una breve sospensione dei lavori dell’Aula ed il presidente Michele Pais l’ha accordata.

Alla ripresa dei lavori, sono iniziate le dichiarazioni di voto sull’emendamento n.4. A sostegno della proposta hanno preso la parola il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus, Alessandro Solinas del M5S, Diego Loi dei Progressisti, la capogruppo del M5S Desirè Manca, Massimo Zedda e Maria Laura Orrù dei Progressisti, Roberto Li Gioi del M5S e Stefano Tunis (Misto), contrario.

Messo ai voti, l’emendamento è stato respinto con 15 voti favorevoli e 35 contrari.

Subito dopo è iniziata la discussione dell’emendamento n.5. Sono intervenuti a favore Massimo Zedda dei Progressisti, il capogruppo Francesco Agus, la capogruppo del M5S Desirè Manca, Laura Caddeo dei Progressisti, Piero Comandini del Pd, Alessandro Solinas e Michele Ciusa del M5S.

Messo ai voti, l’emendamento n. 5 è stato respinto con 16 voti favorevoli e 34 contrari.

Successivamente il Consiglio ha esaminato l’emendamento n.6.

Si sono dichiarati favorevoli il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus, la capogruppo del M5S Desirè Manca, Massimo Zedda e Diego Loi dei Progressisti, Alessandro Solinas del M5S.

Messo ai voti, l’emendamento n.6 è stato respinto con 14 voti favorevoli e 33 contrari.

L’emendamento n.7 è stato dichiarato decaduto perché assorbito dal n. 6

Subito dopo l’Aula è passata all’esame dell’emendamento n. 8.

A favore si sono espressi il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ed il consigliere dello stesso gruppo Massimo Zedda, Alessandro Solinas del M5S, Michele Cossa dei Riformatori, contrario, che ha sollecitato l’opposizione a superare ostruzionismo.

Sull’ordine dei lavori il consigliere Massimo Zedda, dei Progressisti, ha ricordato che il ricorso all’ostruzionismo ha consentito la correzione di testi importanti, come nel caso di Argea. Sulla Pl 79/A, Zedda ha ribadito la posizione contraria della minoranza proponendo il ritiro del testo che, sul piano concreto, non determina alcun effetto essendo vigente anche in Sardegna il Dlgs 165/2001.

Il consigliere dell’Udc Giorgio Oppi ha ricordato che nella passata legislatura l’opposizione non ha mai fatto ostruzionismo. Il dibattito, ha detto, si sta avvitando sugli stessi contenuti e la minoranza deve accettare il fatto che la legge sarà comunque approvata, in questa seduta o in un’altra.

Sempre per dichiarazione di voto, si sono dichiarati favorevoli all’emendamento Giuseppe Meloni del Pd, Maria Laura Orrù dei Progressisti e Michele Ciusa del M5S.

Sull’ordine dei lavori, la capogruppo del M5S Desirè Manca ha sottolineato che il suo gruppo ha sempre distinto l’opposizione dall’ostruzionismo, formulando sempre proposte nel merito.

Favore all’emendamento si è dichiarato anche Roberto Li Gioi del M5S.

Sull’ordine dei lavori Diego Loi dei Pogressisti ha affermato che l’atteggiamento della minoranza non è stato di ostruzionismo ma di proposta. Quindi ha suggerito di accantonare la legge per approvare l’ordine del giorno unitario sui trasporti.

Sempre sull’ordine dei lavori il consigliere di Fi Angelo Cocciu, ricordando recenti episodi di buona collaborazione fra maggioranza e minoranza come Argea ed assestamento di bilancio, ha chiesto all’opposizione di riflettere sul suo atteggiamento.

Ancora sull’ordine dei lavori, il consigliere sardista Giovanni Satta ha criticato l’ostruzionismo dell’opposizione su una legge che, in diverse sedi, va avanti ormai da mesi. Messo ai voti l’emendamento n.8 è stato respinto con 16 voti favorevoli e 32 contrari.

Sull’emendamento n. 9 (sostitutivo totale dell’articolo 2), prima firmataria la capogruppo dei Cinque Stelle Desirè Manca, sono intervenuti a favore:

Massimo Zedda (Progressisti), che ha parlato di “cortocircuito” creato dalle parole del Presidente della Regione; Francesco Agus (Progressisti),che ha ribadito che questa norma è destinata ad essere “cassata “ nei prossimi due mesi; Laura Caddeo (Progressisti) e Desirè Manca (Movimento 5 stelle). Sull’ordine dei lavori sono intervenuti: Alessandro Solinas (Movimento 5 stelle) e Franco Mula (Partito sardo d’azione) che ha parlato di scontro e non di ostruzionismo.   

L’emendamento n. 9 è stato bocciato. (Presenti 44, votanti 43, sì 14, no 29, 1 astenuto).

Sull’emendamento 13 (sostitutivo totale dell’articolo 2), prima firmataria Desirè Manca  (Movimento 5 stelle) sono intervenuti a favore: Massimo Zedda (Progressisti), Francesco Agus (Progressisti), Alessandro Solinas (Movimento 5 stelle), Laura Caddeo (Progressisti), Michele Ciusa (Movimento 5 stelle).

L’emendamento n. 13 è stato bocciato. (Presenti 47, votanti 46, sì 14, no 32, astenuti 1). (R.R.)

Subito dopo il capogruppo del Movimento 5 Stelle Desirè Manca ha chiesto la convocazione di una Conferenza dei Capigruppo. La richiesta è stata accolta dal presidente Pais che ha sospeso la seduta per alcuni minuti.

Alla ripresa dei lavori il presidente Pais ha comunicato la decisione della Conferenza di procedere a voto palese sugli emendamenti dal 17 al n.46. L’emendamento 17 è stato respinto dall’aula senza discussione e il 18 è stato dichiarato decaduto. Sul 19 sono intervenuti a favore i consiglieri Massimo Zedda, Maria Laura Orrù Progressisti) l’emendamento è stato respinto. Il presidente Ganau ha dichiarato decaduti gli emendamenti dal n.20 al 28. Respinti in rapida successione gli emendamenti 29 e 30.

Sull’ordine dei lavori è intervenuto ancora il consigliere Massimo Zedda: «Si sta procedendo in modo diverso rispetto a prima chiedo che venga spiegato a chi ascolta il perché. Lo spieghi prima di tutto il capogruppo dei 5 Stelle Desirè Manca che ha deciso di non intervenire in modo sistematico su tutti gli emendamenti».

Il capogruppo del M5S Desirè Manca ha chiarito la posizione del suo gruppo: «Non ritiriamo i nostri emendamenti: vogliamo andare più veloci per permettere di votare l’ordine del giorno sui Trasporti».

L’aula ha quindi respinto l’emendamento n.31. Dichiarati poi decaduti gli emendamenti dal n.32 al 39 mentre il Consiglio ha respinto in rapida successione gli emendamenti nn. 43, 44, 45 e 46.

Anche il vece capogruppo del Pd Walter Piscedda ha dichiarato prioritario approvare la legge ma altrettanto importante affrontare l’ordine del giorno sui Trasporti.

Sull’emendamento n.52 e 156, respinti dall’Aula, sono intervenuti i consiglieri dei Progressisti Francesco Agus e Massimo Zedda. Quest’ultimo ha ribadito di ritenere importante la discussione della risoluzione sui Trasporti ma non prioritaria: «Noi andremo avanti per la nostra strada e interverremo su tutti gli emendamenti a costo di rimanere in Aula per tutta la notte».   

Respinto anche l’emendamento n.165 sul quale sono intervenuti a favore i consiglieri Massimo Zedda, Francesco Agus e Maria Laura Orrù. Subito dopo il vice capogruppo del Pd Walter Piscedda ha chiesto una breve sospensione della seduta per una riunione dei gruppi di minoranza.

Alla ripresa dei lavori il consigliere Roberto Deriu ha chiesto la convocazione di una nuova Conferenza dei Capigruppo. Il presidente Pais ha accolto la richiesta e sospeso nuovamente la seduta.

Alla ripresa dei lavori il presidente ha messo in votazione l’emendamento n.165 che è stato respinto.

Disco rosso anche per l’emendamento n.166 sul quale sono intervenuti a favore i consiglieri Francesco Agus, Massimo Zedda, Maria Laura Orrù, Laura Caddeo mentre il consigliere Roberto Deriu ha stigmatizzato l’atteggiamento della Giunta “che presentando una legge insensata ha costretto l’opposizione a presentare emendamenti altrettanto insensati. nessuno di questi, anche se approvato, cambierebbe la legge».

Respinto, con voto elettronico, anche l’emendamento n.167 sostenuto dal Gruppo dei Progressisti. Il Consigliere Deriu ha parlato invece di «accanimento terapeutico col soccorso rosso alla maggioranza. Gli emendamenti non servono a nulla ma solo a costringere l’opposizione a fare opposizione. Questo perché il testo è errato e non serve a nulla, anche voi vi state accanendo sul corpo malato di questa legge costringendoci a stare qui inutilmente. Questo provvedimento doveva essere bloccato dall’inizio. Il centrodestra continua a voler approvare una legge inutile e falsa. Non è un’interpretazione del Dl 165 ma un adeguamento della legge regionale a quella statale dando un bel calcio all’autonomismo».

Il consigliere Massimo Zedda sull’ordine dei lavori ha chiesto al presidente del Consiglio di valutare un eventuale conflitto d’interessi di alcuni componenti della Giunta che dopo aver approvato una proposta di legge su una questione dubbia votano oggi una legge che intenderebbe sanare una questione da loro prodotta. E’ meglio che si astengano».

Successivamente il Consiglio ha iniziato l’esame dell’emendamento n. 169 che assorbe i contenuti degli emendamenti compresi dal 168 al 210.

Sull’ordine dei lavori il consigliere Stefano Tunis (Misto) ha chiesto in qualità di capogruppo lo scrutinio segreto.

Sempre sull’ordine dei lavori il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha contestato la decisione dell’emendamento “assorbente” annunciata dalla presidenza.

Ancora sull’ordine dei lavori il consigliere dei Progressisti Massimo Zedda ha condiviso le contestazioni di Agus.

Messo ai voti, l’emendamento n.169 è stato respinto con 11 voti favorevoli, 31 contrari e 2 astenuti.

Il presidente ha comunicato che alcuni emendamenti sono considerati assorbiti e che quindi il Consiglio deve pronunciarsi sull’emendamento n, 213.

Subito dopo, intervenendo sull’ordine dei lavori, il capogruppo del Psd’Az Franco Mula ha lamentato il mancato rispetto degli accordi raggiunti in conferenza dei capigruppo, mentre altri gruppi di opposizione li stanno rispettando. Mula ha chiesto il voto segreto anche sul 213.

Agus ha replicato che il suo gruppo non ha preso alcun accordo, né per il ritiro degli emendamenti né per la chiusura della seduta in serata.

Si sono dichiarati a favore i consiglieri Roberto Deriu (Pd), Massimo Zedda, Francesco Agus e Maria Laura Orrù (Progressisti).

Messo ai voti l’emendamento n.213 è stato respinto con 14 voti favorevoli e 32 contrari.

Sull’emendamento n.53 il capogruppo dei Riformatori Aldo Salaris ha chiesto il voto segreto. Il Consiglio lo ha respinto con 13 voti favorevoli e 32 contrari.

Sull’emendamento n.56 il capogruppo del Misto Stefano Tunis, “per coerenza”, ha chiesto lo scrutinio segreto anche sul n. 56. Il Consiglio lo ha respinto con 12 voti favorevoli e 34 contrari. (Af)

Sull’emendamento 54 (soppressivo parziale dell’articolo 2), è stato chiesto il voto segreto. Sono intervenuti: Massimo Zedda (Progressisti) e Francesco Agus (Progressisti).Messo in votazione è stato bocciato (sì 11, no 30, 1 astenuto), Si è poi passati all’emendamento 162, modificativo dell’articolo 2 .

Angelo Cocciu (Forza Italia) ha chiesto il voto segreto sull’emendamento 162. Sono intervenuti: Massimo Zedda (Progressisti)  che ha chiesto spiegazioni sul Regolamento in materia di voto segreto e voto palese; Michele Cossa (Riformatori sardi) ha detto che questa questione può essere sottoposta alla giunta per il Regolamento, per ora è il Presidente del Consiglio a interpretare il Regolamento.

Il Presidente del Consiglio ha messo in votazione l’emendamento 162 a scrutinio segreto che è stato bocciato (sì 11, no 33, astenuti 1)

Dopo alcuni minuti di polemiche è stato approvato l’articolo 2 (presenti 44, votanti 43,  sì 32, no 11, astenuti 1).

Sull’emendamento 157 è stato chiesto il voto segreto dal consigliere Francesco Mura (Fratelli d’Italia). L’emendamento  è stato bocciato (sì 1, no 32, 1 astenuto)

Sull’emendamento 158 (aggiuntivo) il consigliere Dario Giagoni (Lega)  ha chiesto il voto segreto. L’emendamento è stato bocciato (sì 11, no 32, 1 astenuto) Sull’esclusione di alcuni emendamenti è intervenuto Francesco Agus (Progressisti).

Sull’emendamento 185 (aggiuntivo) il consigliere Francesco Mura (Fratelli d’Italia), ha chiesto il  voto segreto. L’emendamento è stato bocciato (sì 11, no 31, 1 astenuti)

Sull’emendamento 190 (aggiuntivo all’articolo 2) il consigliere Francesco Agus (Progressisti). è intervenuto per chiedere chiarimento su gli emendamenti cancellati.

Anche l’emendamento 190 è stato bocciato a scrutinio segreto (sì 13, no 30, 1 astenuto).

Sull’emendamento 192 (aggiuntivo) Stefano Tunis (Misto) ha chiesto lo scrutinio segreto. Massimo Zedda (Progressisti) è intervenuto  sull’ordine dei lavori. L’emendamento è stato bocciato (si 10. No 32, 1 astenuto).

Sull’emendamento 196 (aggiuntivo) il consigliere Dario Giagoni ha chiesto il voto segreto. Francesco Agus e Massimo Zedda  (Progressisti) hanno  dichiarato il voto di astensione. Massimo Zedda ha detto che mentre la Sardegna è sott’acqua è poco dignitoso che il Presidente della Regione e la giunta stiano ore e ore in aula per far approvare un provvedimento del genere.

L’emendamento 196 è stato bocciato. (sì 10, no 30, 5 astenuti).

Approvati gli emendamenti 42  e 41.

Il presidente Michele Pais ha poi messo in votazione la PL 79/A  che è stata approvata (sì 32, no 14, astenuti 1).    

Il Consiglio ha approvato con 47 favorevoli su 47 votanti l’ordine del giorno Satta e più unitario sulla necessità di garantire la continuità territoriale marittima di persone e merci da e per la Sardegna. Nel documento si impegna il presidente della Regione ad avviare tutte le iniziative, presso il Governo nazionale e la Commissione europea, al fine di scongiurare un aggravio dei costi dei trasporti via mare che porterebbero gravi ripercussioni soprattutto sul commercio e sul turismo, a portare avanti con determinazione la richiesta per cui nel nuovo bando per la continuità sia inserito l’obbligo per le compagnie di utilizzare esclusivamente traghetti dotati di sistemi antinquinamento e di chiede un impegno finanziario dello Stato a favore delle Compagnie o degli utenti, nelle more dell’aggiudicazione del nuovo bando per la continuità, per attenuare l’impatto economico e sociale causato dall’aumento dei prezzi. L’ordine del giorno unitario impegna il presidente del Consiglio a convocare una seduta straordinaria dell’Assemblea aperta anche ai parlamentari eletti in Sardegna ed ai massimi rappresentanti delle autonomie locali e delle parti sociali ed economiche per discutere le iniziative da intraprendere nei confronti del governo nazionale e chiede a tutti i consiglieri regionali di partecipare allo sciopero e conseguente blocco dei porti previsto in Sardegna e in Sicilia il 6 e 7 gennaio nel caso in cui il Governo non dia risposte.

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La commissione Pubblica istruzione, presieduta da Alfonso Marras (Riformatori sardi) ha approvato, con l’astensione del M5S, le linee guida per la programmazione delle rete scolastica e dell’offerta formativa per il biennio 2020-2021.

Illustrando il documento, l’assessore Andrea Biancareddu ha messo l’accento sulla centralità del piano nella programmazione regionale e sull’azione che la Sardegna sta portando avanti con altre Regioni per ottenere dallo Stato la possibilità di operare in modo più aderente alla propria realtà territoriale introducendo, dove necessario, anche specifiche deroghe secondo parametri oggettivi che tengano conto di dati demografici, indici di spopolamento, servizi di trasporto pubblico, situazioni di disagio economico e sociale.

«Tuttavia – ha osservato Andrea Biancareddu -, in attesa di un accordo Stato-Regioni che recepisca queste legittime istanze, il riferimento resta quello fissato dal Ministero, cioè almeno 600 alunni per ogni “Autonomia” (o 400 nei Comuni dove è possibile introdurre una deroga) per poter ottenere l’assegnazione di un dirigente scolastico e di un direttore dei servizi generali ed amministrativi a tempo indeterminato.»

Le linee guida, ha proseguito, sono quindi per noi la “cornice” dalla quale partire per far emergere la nostra specificità con nuovi contenuti nel quadro di un lavoro in grado di valorizzare il ruolo dei territori ed arrivare ad una progettualità condivisa.

Nel dibattito hanno preso la parola i consiglieri regionali Laura Caddeo e Francesco Stara (Progressisti), Desirè Manca (M5S), Piero Comandini e Valter Piscedda (Pd), Giorgio Oppi (Udc-Cambiamo).

Nelle conclusioni, il presidente Alfonso Marras ha annunciato che a breve scadenza sarà avviato un ciclo di audizioni per raccogliere dalle varie realtà le indicazioni più utili per una pianificazione nuova e rispondente alle reali esigenze dei territori.

Successivamente la commissione ha approvato, in questo caso all’unanimità, il programma degli interventi regionali per lo sviluppo delle attività musicali popolari.

L’assessore Andrea Biancareddu ha comunicato che quest’anno sono pervenute 315 istanze di cui 287 ammissibili per un controvalore di oltre 6.2 milioni di euro a fronte dei 700.000 euro disponibili per cui, data la disponibilità limitata di risorse, l’intervento della Regione copre poco più dell’11% dell’importo complessivo richiesto.

L’assegnazione dei contributi nelle due tipologie del sostegno alle attività e della preparazione musicali, ha assicurato infine l’assessore, sarà effettuata dalla Giunta dopo l’approvazione del piano annuale, sentita la commissione competente.

 

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Il Consiglio regionale ha iniziato stamane l’esame del disegno di legge sulla quarta variazione di bilancio.

La seduta è stata aperta dal presidente Michele Pais. Dopo le formalità di rito, sull’ordine dei lavori, il capogruppo dei Progressisti Massimo Zedda ha chiesto di poter ricordare brevemente la figura del presidente regionale del Coni Gianfranco Fara, recentemente scomparso: la richiesta è stata accolta.

Successivamente, il presidente ha dato la parola al consigliere dei Progressisti Laura Caddeo, a nome di tutte le componenti del Consiglio, che ha pronunciato un breve intervento in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Le altre consigliere hanno letto alcuni brani ricavati da drammatici episodi di vita vissuta, scritti da donne vittime di violenza. Le testimonianze sono state lette da Maria Laura Orrù (Progressisti), Desirè Alma Manca (M5S), Annalisa Mele e Sara Canu (Lega), Elena Fancello (Misto), Carla Cuccu (M5S) e Alessandra Zedda (Forza Italia).

Il presidente ha ringraziato le consigliere per il loro prezioso contributo.

Il Consiglio ha poi iniziato l’esame dell’ordine del giorno con la discussione del disegno di legge n. 74 (Variazione di bilancio).

Il relatore di maggioranza Valerio De Giorgi, illustrando il provvedimento, ha ricordato i passaggi istituzionali della legge, sottolineando che si sono svolti con attenzione e celerità. L’accordo fra le diverse forze politiche, ha aggiunto, ha portato allo stralcio di alcune norme ed al ritiro degli emendamenti. Nel testo, ha proseguito, viene recepito il recente accordo Stato-Regione e si interviene con una serie di altre norme in diversi settori: Enti locali, famiglie (per conciliare i tempi vita-lavoro), sanità (per introdurre la robotica fra le tecniche innovative di chirurgia), infrastrutture (per il ripristino di quelle danneggiate da calamità naturali), agricoltura (sostegno alle piccole e medie imprese per l’individuazione di nuovi mercati), Piano Lavoras. Si tratta, ha precisato il relatore, di risorse limitate che vanno spese in tempi stretti ma si inseriscono in una strategia più ampia che caratterizzerà la prossima legge finanziaria. Valerio De Giorgi, infine, ha auspicato la sollecita approvazione della legge.

Per il relatore di minoranza on. Alessandro Solinas (M5S) «i maggiori contrasti si sono accesi su alcune norme considerate da noi intruse come quelle che riguardano i contributi che devono essere percepite dagli agricoltori, la cessione delle quote di Abbanoa ai Comuni e i piani di utilizzo del litorale. Su questi e altri temi è necessario a nostro giudizio un approfondimento al di fuori di questa manovra finanziaria».

L’on. Solinas ha proseguito: “Andremo in esercizio provvisorio ed è ora importante che si arrivi alla manovra, quella vera. Però riconosco che si sono comunque create le condizioni perché questo testo potesse andare in Aula ed essere approvato oggi stesso, con la collaborazione fattiva di tutti ma soprattutto dell’opposizione e dell’assessore Fasolino, che è stato capace di mediazione importante. Ne approfitto per sollecitare il presidente del Consiglio perché si costituisca al più presto la commissione speciale sull’amianto”.

Ha preso poi la parola l’on. Franco Mula, capogruppo del Psd’az, che ha espresso «solidarietà al collega Salvatore Corrias, sindaco di Baunei e collega, vittima di atti vili nei giorni scorsi. Siamo davvero a disposizione della comunità di Baunei, se dovesse servire». 

L’on. Roberto Li Gioi (Cinque stelle) ha esordito affermando che «votare oggi questa variazione di bilancio significa certificare l’incapacità di questa giunta e di questa maggioranza, vittima e carnefice di se stessa e capace soltanto di produrre spot sui social. Dov’è finito quel filo di orbace con il quale il presidente Christian Solinas intendeva tessere il futuro della Sardegna? Voteremo oggi una variazione di bilancio che è un cimitero di regalie, salvo rare eccezioni. Non siete capaci di andare oltre i muri del cortiletto, di uscire dalla distribuzione di pani e pesci per rispondere alle richieste della campagna elettorale. I sardi stanno iniziando a giudicarsi: sappia telo e cambiate la rotta, da legislatori e non da dispensatori di merende».

Ancora dai banchi di Cinque stelle l’on. Michele Ciusa ha aggiunto: «Questa manovra ci ha lasciati da subito molto perplessi, perché in questi giorni attendevamo una legge finanziaria, una manovra vera nel segno del cambiamento che avete promesso. Invece siete inconcludenti e ci limiteremo a una variazione di bilancio che non guarda i macrotemi della Sardegna ma è una spartizione di torta. La Sardegna e i sardi in tutto questo non ci sono: si sappia che parti di questo testo sono irricevibili perché contengono nomine e altri atti che per nulla riguardano la manovra finanziaria. Dovete ringraziarci per avere fermato queste norme intruse da ripercussioni di vario genere».

Il Pd è intervenuto innanzi tutto con il vicepresidente della commissione Bilancio, on. Cesare Moriconi, che ha detto: «Mi chiedo se questa variazione di bilancio risponda alle esigenze dei sindaci, delle comunità, del mondo produttivo. Me lo chiedo perché sono loro che se lo chiedono. Non sfugge il fatto che questa non è la manovra finanziaria vera e propria e non nego che chi vince abbia il diritto di decidere. Così come nostro, dell’opposizione, è il diritto di dire no se non è convinta. Questa è la democrazia e questo ci ha portato a presentare oltre 1500 emendamenti. La mediazione che ne è scaturita non ci lascia capire se ci sia chi vince di più o chi perde di più: so che c’è stata una mediazione e ne benefica la Sardegna. Oggi abbiamo una variazione di bilancio meno peggio di quella che entrò in commissione. Ciò nonostante non la voteremo: non pregiudizialmente ma perché avremmo preferito che le norme sugli enti locali avessero visto il coinvolgimento degli enti locali, cioè dei sindaci. Avrei preferito il dialogo con la conferenza episcopale sul tema dei beni della Chiesa. Si tratta di ottanta milioni di euro,  non di un centesimo. Mi auguro davvero che non si tratti di una anticipazione della legge finanziaria perché in questa manovra non si proietta di certo la visione della Sardegna con la quale avete convinto i sardi a darvi il governo».

Per il gruppo Leu l’on. Eugenio Lai ha detto di «condividere in pieno l’intervento dell’onorevole Moriconi. Non se ne abbia a male l’on. Giuseppe Fasolino, che nella passata legislatura dai banchi dell’opposizione avrebbe certamente contestato una variazione di bilancio come questa. La maggioranza ha stravinto e l’attesa dei sardi è tanta: non risponde a quanto è scritto in questo assestamento di bilancio. Noi in questo periodo, nella scorsa legislatura, ci trovavamo a discutere la manovra di bilancio: non una variazione come questa, che mette pezze alle carenze dell’azione di alcuni assessori evidenziate in questi mesi. Facciamo un sondaggio oggi: chiediamo ai sardi quanti di loro sono soddisfatti di questa manovra economica. Gli esiti li conosciamo già, come sappiamo che tra i più bassi in Italia è il gradimento del governatore Solinas. E’ il vostro metodo che non va bene, perché le manovre hanno bisogno del coinvolgimento di tutte le parti interessate: riflettete su questo». Il leader di Leu ha annunciato il voto contrario e così anche il collega Massimo Zedda, che ha parlato a nome del gruppo dei Progressisti: «A distanza di nove mesi dall’insediamento della presidenza della Regione ci ritroviamo a dare un primo giudizio su questo governo e il sondaggio sul tasso di gradimento dei presidenti della Regione pubblicato oggi è impietoso. In nove mesi il presidente Solinas ha raggiunto appena 20 punti contro i 66 del governatore del Veneto, Luca Zaia. In qualche modo è un record questo essere riuscito a bruciare in brevissimo il patrimonio di fiducia dei sardi verso il governo Solinas. Come se non bastasse avete provato a inserire norme intruse dentro questa variazione di bilancio, norme che non riguardano la spesa ma ben altro». Per l’ex candidato alla presidenza della Regione “il testo che avete elaborato aveva tutta l’aria di essere stato confezionato dal presidente della Giunta. E non va bene questa produzione di provvedimenti a comando, a richiesta del singolo: sarà un danno per il presidente della Regione, prima di tutto”.

Rivolto all’on. Eugenio Lai, l’assessore Giuseppe Fasolino ha replicato con una battuta: «Ho parlato al Fasolino di cinque anni fa e mi ha detto che sarebbe stato felice di questa manovra. Scherzo. Ma è evidente che per quanto niente sia mai perfetto oggi noi portiamo un risultato alla Sardegna, mettendo in moto per la spesa 80 milioni idi euro. Si potevano spendere meglio e con un metodo diverso? Certo. Tutto è possibile ma si tratta di una variazione, che impiega l’uno per cento delle risorse del bilanci regionale. Come si poteva avere la presunzione di incidere davvero con l’uno per cento delle risorse? In ogni caso alcuni interventi che sono in questa legge sono davvero interessanti e importanti, per le famiglie – e mi riferisco ai bonus per gli asili – e per le imprese. Sappiamo che non stiamo risolvendo tutti i problemi ma i mini bond sul sughero e sui lapidei, ad esempio, servono a tenere in piedi le aziende di questo settore. E così per il contributo che stiamo dando ai tassisti per cambiare le auto e ammodernarle. Sono tutte cose concrete, finalizzate a sostenere le economie di certi settori». L’assessore del Bilancio ha ricordato che «sono previsti contributi a favore dei Comuni colpiti dagli incendi boschi della scorsa estate e se anche non stravolgeremo l’economia della nostra isola abbiamo fatto cose serie. Anche noi avremmo voluto portare la manovra finanziaria entro il 31 dicembre ma l’accordo storico con lo Stato, siglato di recente, ci ha portato a dover lavorare per settimane soltanto su quello. La Finanziaria della Regione potrà essere portata in Consiglio soltanto dopo la Finanziaria dello Stato, perché nel bilanci dello Stato devono risultare le risorse aggiuntive dell’Intesa, che dovranno essere trasferite a noi».

Al termine il presidente Michele Pais ha sospeso i lavori per pochi minuti su richiesta del capogruppo del Psd’Az, on. Franco Mula.

Alla ripresa dei lavori il consigliere Michele Cossa (Riformatori), dopo aver ringraziato l’assessore Fasolino per l’equilibrio e la pazienza dimostrati, ha annunciato il suo voto favorevole sul passaggio gli articoli: «Questo assestamento di bilancio non è l’optimum ma è importante farlo in tempo utile per consentire alle Regione di utilizzare le risorse entro dicembre. Auspico che vengano spese in tempi rapidi».

Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Francesco Mura, in apertura del suo intervento ha espresso solidarietà al collega Salvatore Corrias (Pd), sindaco di Baunei, per le pesanti  minacce ricevute nei giorni scorsi e vicinanza alle consigliere regionali e a tutte le donne in occasione della giornata contro la violenza di genere. Sull’assestamento di bilancio Francesco Mura ha invitato a «non fare drammi per alcuni interventi puntuali. Accade quando occorre spendere in fretta. Adesso si lavori per il raggiungimento di obiettivi generali».

Anche il presidente Pais si è unito agli attesati di solidarietà nei confronti del consigliere Corrias: «I delinquenti comuni vanno sempre condannati. Sono persone reiette che vanno emarginate con tutta la nostra forza e determinazione».

Il capogruppo del Pd, Gianfranco Ganau, ha annunciato il voto di astensione sul passaggio agli articoli. Posizione condivisa anche dai capigruppo di Leu, Daniele Cocco e dei Progressisti, Francesco Agus. Quest’ultimo ha espresso solidarietà al collega Salvatore Corrias e a tutti gli operatori che lavorano per l’eradicazione della peste suina africana. «Occorre prendere posizione affinché il loro lavoro arrivi presto a conclusione – ha detto Francesco Agus – così si rafforza anche l’azione dei sindaci che si fanno carico di pesanti responsabilità agendo con coraggio in situazioni difficili».

Solidarietà a Salvatore Corrias e vicinanza a tutte le donne vittime di violenza anche dal capogruppo di Forza Italia Angelo Cocciu che, dopo aver annunciato il voto favorevole sul passaggio agli articoli, ha rivolto un grazie all’assessore Giuseppe Fasolino per “la disponibilità e la competenza”.

Il presidente Pais, ha quindi messo in votazione il passaggio agli articoli che è stato approvato con 32 voti favorevoli e 21 astenuti.

Subito dopo, il presidente del Consiglio ha dichiarato chiusa la seduta antimeridiana e convocato per le 13.45 la Commissione Bilancio. I lavori dell’Aula riprenderanno nel pomeriggio alle 15.00.

 

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Domenica 1° dicembre alle 17,30 il Cineteatro comunale di via Cagliari, a Sardara, ospiterà l’evento di presentazione di “Sono luce”, libro scritto da Andrea Caddeo che esce in questi giorni per la casa editrice Palabanda.

Il lavoro è un racconto in prima persona in cui l’autore dà voce al fratellino Matteo, malato di talassemia e morto nel 1992 a 14 anni. Pagina dopo pagina, il lettore si incontra con la vita e le emozioni di Matteo, riscoprendo un ragazzino che, nonostante la sofferenza causata dalla malattia, apprezza l’esistenza facendo tesoro di tutto: dagli affetti familiari alla natura, sino alle avventure con gli amici.

Ciò che fa parte della vita di un giovane della sua età si muove nel percorso di Matteo: le esibizioni di ballo, i sogni delle partite di calcio, la passione per Freddie Mercury e i Queen, ma anche lo scontro con un sistema sanitario a volte ingiusto con i più deboli e spesso dominato da corruzione e sete di potere. Elementi, questi ultimi, che sfoceranno in scandali come quello di Tangentopoli o del “sangue infetto”, generando un’eco anche nella vita del piccolo protagonista.

Scrive Rossana Copez, curatrice editoriale di Palabanda, nella postfazione al libro: «Era una personcina speciale, Matteo, e aveva espresso il desiderio che la sua esperienza potesse servire anche agli altri. Per invitare alla riflessione e alla presa di coscienza delle ingiustizie sociali, della sete di potere e ricchezza dei potenti e di come le loro scelte possono avere conseguenze disastrose per la società e per gli esseri umani più fragili.»

Dopo i saluti del sindaco e del consigliere delegato alla Cultura del Comune di Sardara, Roberto Montisci e Nicola Casti, domenica l’incontro, coordinato da Rossana Copez, proporrà interventi dello stesso Andrea Caddeo, del sacerdote Luca Carrogu, del presidente dell’Avis Sardegna, Antonello Carta, della rappresentante di “Thalassa azione Onlus”, Eloisa Abis, della consigliera regionale, Laura Caddeo.

Durante la serata saranno proposte letture tratte dal libro con la voce recitante di Betti Pau, accompagnata dalle musiche di Daniele Porta, e canzoni care a Matteo, interpretate da Antonella Scintu.

Interverranno all’incontro anche gli artisti Giorgio Casu, Sergio Putzu e Flavia Orrù, autori di alcune opere ispirate alla vicenda narrata nel libro.

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Il Consiglio regionale ha approvato la mozione sulla situazione del Centro addestramento e istruzione professionale (CAIP) della Polizia di Stato con sede ad Abbasanta.

La seduta si è aperta sotto la presidenza dell’on. Michele Pais. Dopo le formalità di rito il presidente ha aperto la discussione sul primo punto all’ordine del giorno: la mozione n. 60 “sulla situazione del Centro di addestramento e istruzione professionale (CAIP) della Polizia di Stato di Abbasanta”.

Il primo firmatario Francesco Mura, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha ripercorso la storia del centro di addestramento della Polizia di Stato di Abbasanta, inaugurato negli anni ’60. «In passato ha formato centinaia di poliziotti e ha svolto un ruolo decisivo nella lotta ai sequestri di persona in Sardegna – ha detto Francesco Mura – qui si sono formati gli uomini dei servizi scorte e sicurezza, i Nocs e altre forze speciali della Polizia. Senza dimenticare il Reparto prevenzione crimine e il gruppo cinofilo per l’addestramento dei cani antidroga e antiesplosivi». Il presentatore della mozione ha poi ricordato la rilevanza, anche economica, rappresentata dal Caip per l’oristanese e per tutta la Sardegna. «Oggi si prospetta l’ipotesi che il Caip possa diventare un centro nazionale di addestramento per allievi agenti della Polizia di Stato – ha proseguito Francesco Mura – ciò sarebbe un’importante iniezione di fiducia per le nuove generazioni con un conseguente incremento degli organici della polizia in tutta la regione e in particolare nella Provincia di Oristano. Da qui la richiesta alla Giunta: «Siamo contrari a qualsiasi ipotesi di trasformare il Caip in un centro di accoglienza per migranti – ha concluso il capogruppo di Fratelli d’Italia – la Giunta si attivi per sollecitare l’inserimento, nel piano nazionale, sul corso per allievi agenti della Polizia di Stato nel Caip di Abbasanta».

Prima di aprire la discussione sulla mozione, il presidente Michele Pais ha espresso vicinanza e cordoglio alle famiglie dei Vigili del Fuoco caduti la scorsa notte ad Alessandria.

Ha quindi preso la parola Annalisa Mele (Lega): «Si temeva la chiusura del Caip, oggi si apre una nuova opportunità per l’oristanese e per tutta la Sardegna – ha detto Annalisa Mele – nella programmazione europea del prossimo settennio la Sardegna retrocederà nell’obiettivo 1. C’è l’opportunità di inserire da subito la nostra Isola nel PON nazionale sulla sicurezza. Non dobbiamo attendere il 2021 per fare questo».

Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula ha garantito il sostegno del suo partito alla mozione. «Il Caip è un’eccellenza della Sardegna, apprezzata a livello internazionale per l’alto livello tecnico della formazione. In questo centro sono stati formati centinaia di poliziotti per la lotta al terrorismo, i servizi scorte, i Nocs e i reparti speciali. La notizia che possa diventare un centro di addestramento di agenti a livello nazionale deve essere accolta in modo positivo. E’ una nuova opportunità. Scongiurato il rischio chiusura c’è la possibilità di incrementare gli organici della polizia con importanti ricadute per i giovani sardi. Ecco perché occorre attivarsi da subito con il ministro dell’Interno per trasformare questa opportunità in realtà».

Il presidente della seconda commissione Alfonso Marras (Riformatori sardi) ha rivolto un plauso ai consiglieri che hanno presentato la mozione: «E’ arrivato il momento di fare in modo che il Caip possa diventare un centro di addestramento a livello nazionale Tutto il gruppo dei Riformatori sardi sottoscrive in modo convinto l’iniziativa».

Sulla stessa lunghezza d’onda il capogruppo della Lega Dario Giagoni: «La trasformazione del Caip avrebbe effetti positivi non solo per la provincia di Oristano ma per tutta l’Isola. Progetti di questo calibro sono importanti per ribadire quanta attenzione viene riservata da questo Consiglio alle forze dell’ordine e al principio di legalità. Uomini e donne in divisa rivestono una grande importanza nel tessuto sociale. Occorre farlo capire ai giovani. Stiamo lavorando per  l’apertura di altri centri di formazione rivolti ad altri corpi delle forze armate». Dario Giagoni ha poi rivolto un plauso alla proposta presentata dall’assessore all’agricoltura del comune di Siniscola per l’intitolazione del nuovo commissariato di Polizia a Emanuela Loi e proposto di approvare un ordine del giorno del Consiglio a sostegno dell’iniziativa.

Il capogruppo di Forza Italia, Angelo Cocciu, ha annunciato il suo voto favorevole alla mozione: «Bisogna fare di tutto perché il Caip continui la sua attività. Diciamo no a chi vorrebbe trasformarlo in un centro di accoglienza per migranti. Il Consiglio regionale deve opporsi a questa eventualità».

Anche il capogruppo di Leu, Daniele Cocco, ha dichiarato il suo voto favorevole: «Il Caip ha avuto un grande merito in tutti questi anni. Bene ha fatto Mura a presentare la mozione. Non bisogna infatti dimenticare i passi indietro fatti dallo Stato in altre circostanze – ha detto Daniele Cocco – quanto avvenuto qualche anno fa nel centro di addestramento della polizia a cavallo di Foresta Burgos, chiuso dopo investimenti di milioni di euro per adeguare la struttura, è una ferita ancora aperta. Il Caip serve non solo per l’attività specifica ma rappresenta un importante presidio del territorio anche dal punto di vista economico. E’ urgente che la Giunta si faccia parte attiva per tradurre l’impegno della mozione in atti concreti».

Favorevole alla mozione anche Roberto Caredda (Misto): «Lo dico da ex poliziotto, conosco bene l’attività di questo centro che ha rappresentato un punto di riferimento a livello nazionale. Grande merito va dato a chi lo ha fatto nascere e crescere come il generale Angioni».

Domenico Gallus a nome del gruppo Udc ha annunciato il sostegno alla mozione: «Tutti riconoscono la funzione svolta dal Caip in passato. Ricordo la presenza, negli anni ’60 e ’70, dei baschi blu ospitati ad Abbasanta per la lotta al banditismo. La storia dice che il centro deve essere potenziato».

Sull’ordine dei lavori ha chiesto la parola il consigliere Eugenio Lai (Leu): «E’ stato presentato un ordine del giorno sugli sbarchi dei migranti – ha detto Eugenio Lai – in base a quale articolo del Regolamento il Presidente ha accolto questo argomento? Non è ammissibile che lei usi un filtro a maglie larghe quando si tratta di iniziative del suo gruppo. Se si vuole discutere l’argomento si porta in Conferenza di Capigruppo. Pensare di applicare il Regolamento a piacimento di un solo gruppo politico è assurdo, non è mai accaduto. Chiediamo un parere agli uffici sulla congruità dell’iniziativa».

A Lai ha replicato il presidente Michele Pais: «Il Regolamento è applicato in modo letterale. Ho sempre valutato ordini del giorno ammissibili o inammissibili sulla base del Regolamento. I giudizi prognostici non hanno senso».

In apertura del suo intervento Massimo Zedda, a nome del gruppo dei Progressisti, ha espresso solidarietà alle famiglie dei Vigili del Fuoco caduti sul lavoro ieri ad Alessandria. Sulla mozione, invece, Massimo Zedda ha auspicato che il Caip possa continuare a svolgere il suo ruolo anche in futuro. «Serve però immaginare un incentivo da parte dello Stato, anche dal punto di vista economico, per chi decide di venire a lavorare in Sardegna».

Sugli ordini del giorno presentati anche Massimo Zedda ha espresso forti perplessità sull’attinenza del loro contenuto con i temi in discussione. Rivolto al capogruppo della Lega Dario Giagoni, Massimo Zedda ha invitato a una riflessione sull’opportunità di chiedere l’intitolazione del nuovo commissariato di Siniscola ad Emanuela Loi: «Premesso che Emanuela Loi merita tutto il nostro rispetto per il suo sacrificio al servizio dello Stato – ha detto l’ex sindaco di Cagliari – suggerirei però di non interferire su immobili non di pertinenza della Regione scavalcando coloro che hanno titolo a proporre la medesima iniziativa. Non attiverei meccanismi che rischiano di degenerare. Occorre stare molto attenti anche perché c’è una polemica in atto sugli ultimi concorsi della Polizia di Stato dai quali, per un emendamento presentato dalla Lega che ha cambiato i requisiti richiesti, sono stati esclusi molti sardi, tra i quali proprio la nipote di Emanuela Loi».

Contrarietà alla presentazione dell’ordine del giorno sugli sbarchi ha espresso invece il capogruppo del Psd’Az, Franco Mula: «Il problema è serio, su questo argomento abbiamo presentato una mozione. Andare a votare un ordine del giorno rischia di far perdere valenza a quella mozione. Se andrà in discussione il nostro gruppo si asterrà. Non ci interessano le primogeniture ma crediamo che vada aperta una discussione più ampia».

Sull’ordine dei lavori è intervenuto il consigliere della Lega Pierluigi Saiu: «Ieri abbiamo assistito a una discussione appassionata sulla sclerosi multipla innescata da una mozione presentata dal Movimento 5 Stelle e sfociata nell’approvazione di un atto diverso. Anche in questo caso abbiamo assistito a una disputa sulla primogenitura. Per il secondo giorno consecutivo si rischia di fare lo stesso dibattito – ha detto Pierluigi Saiu – faccio un appello al Psd’Az: misuriamoci sui contenuti. L’ordine del giorno collegato è coerente con due mozioni in discussione oggi in Aula. Vogliamo rinunciare a discuterne per una questione di primogenitura o vogliamo invece confrontarci sul merito degli atti? Sarebbe un comportamento deludente. Lo dico soprattutto alle forze della maggioranza. La Lega ne trarrà le conseguenze».

Sull’ordine dei lavori ha chiesto la parola il consigliere Gianfranco Ganau (Pd): «L’ordine del giorno sui migranti introduce argomenti che esulano dall’argomento in discussione. Lei, on. Pierluigi Saiu, può collegare questo ordine del giorno ad altre mozioni con questa non è attinente. Deve smetterla di dare lezioni agli altri. Deve avere rispetto».

Al termine dell’intervento del consigliere Ganau si è accesa una vivace discussione in Aula che ha indotto il presidente Pais a sospendere i lavori.

Alla ripresa dei lavori il presidente Pais ha annunciato la presentazione di due ordini del giorno, a firma Michele Ennas e Dario Giagoni, e ne ha dichiarato l’ammissibilità ai sensi del Regolamento.

L’on. Francesco Agus (Progressisti) sull’ordine dei lavori ha precisato che l’ordine del giorno 1 “non è strettamente connesso ma nemmeno connesso e basta con il tema in discussione. Se quel che viene deciso in capigruppo non vale nulla allora l’alternativa è il caos e si decide volta per volta in Aula. Questa è una palese forzatura regolamento ad uso e consumo della forza politica del presidente del Consiglio”.

Per la maggioranza l’on. Stefano Tunis (Sardegna 20/venti) ha detto che non è possibile mettere in discussione l’interpretazione del presidente  e l’onorevole Agus se ne faccia una ragione”. Altre critiche sono giunte dal centrosinistra. L’on. Daniele Cocco (Progressisti) ha detto che “tutto questo non fa bene al Consiglio perché noi abbiamo votato un presidente garante di tutti. Chiedo che questi ordini del giorno non siano ammessi, perché sarà un precedente pericoloso”.

Anche l’on. Massimo Zedda (Progressisti) ha criticato l’ammissione dei due ordini del giorno: “Qualcuno dovrebbe spiegarci in via logica come si collegano gli sbarchi dei migranti con la caserma di Abbasanta. Qualcuno può motivare questa connessione? Anche le sentenze vanno motivate, figurarsi decisioni così”.

Anche l’on. Piero Comandini (Pd) ha contestato “la forzatura di questi ordini del giorno” e così l’on. Gianfranco Ganau, che si è detto “preoccupato dalle interpretazioni del Regolamento che  vengono fornite nelle ultime settimane. E’ evidente che questi emendamenti non c’entrino nulla con la mozione”.

Anche gli onorevoli Laura Caddeo ed Antonio Piu (Progressisti) hanno insistito nella richiesta: “Voglio sapere come possano essere accettati ordini del giorno così, sono davvero curioso”, ha detto l’on. Antonio Piu rivolto al presidente Michele Pais.

Per i Progressisti l’on. Eugenio Lai ha spiegato ironicamente che “il fenomeno delle migrazioni è interessante, soprattutto le migrazioni all’interno della maggioranza da un gruppo all’altro. Non capiamo però che collegamenti ci siano con il tema di cui discutiamo”.

Il vice capogruppo del’on. Roberto Deriu (Pd) ha invitato la maggioranza a riflettere: “Questo è un momento per sospendere e consentire alla maggioranza di fare chiarezza al suo interno, a fronte di una evidente forzatura interpretativa. Siamo spettatori interdetti e allibiti, non è il caso che ci sfidiate visto che non vi stiamo sfidando”.

Accogliendo l’invito dell’on. Deriu, il capogruppo della Lega, on. Dario Giagoni ha chiesto poi una sospensione dei lavori che il presidente Pais ha disposto.

Alla ripresa dei lavori, il consigliere dei Progressisti Gian Franco Satta ha ribadito la posizione espressa dal suo gruppo, cioè che l’ordine del giorno della Lega è inammissibile e l’iniziativa di quel partito è legata solo all’esigenza di segnare un punto politico coerente con una certa strategia nazionale. C’è uno strappo interno alla maggioranza fra Lega e Psd’Az, ha osservato, che fa male al Consiglio ed alla sua produttività nell’interesse della Sardegna.

Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha chiesto chiarimenti sull’esito della precedente sospensione.

Il presidente si è riservato di fare comunicazioni in un secondo momento.

Il consigliere dell’Udc Giorgio Oppi, ricordando l’ampia condivisione della mozione di Fdi, ha invitato al presidente a dichiarare l’inammissibilità dell’ordine del giorno anticipando comunque la sua posizione contraria.

Il consigliere Alessandro Solinas del M5s ha comunicato che per il suo gruppo l’ordine del giorno della Lega è inammissibile, invitando la presidenza a passare alla votazione della mozione di Fdi sul Caip di Abbasanta.

Il consigliere della Lega Michele Ennas, primo firmatario dell’ordine del giorno, ha difeso il documento sostenendo l’importanza dell’argomento per la Sardegna e per il territorio del Sulcis, proprio mentre il presidente della Regione sta incontrando i componenti della commissione bicamerale sull’immigrazione. La sinistra, ha proseguito, sta strumentalizzando tutto perché a livello nazionale vuole modificare la recente normativa in materia di sicurezza che invece va ancora rafforzata.

Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula ha ribadito che il suo gruppo non ha mai presentato mozioni contro gli assessori. Occorre un maggiore rispetto dell’Aula, ha aggiunto, fermo restando che non sempre la si può pensare allo stesso modo e vanno stigmatizzate le forzature del regolamento. Ieri, ha lamentato, è stato interrotto l’intervento del collega Giovanni Antonio Satta sulla continuità territoriale, per cui occorre capire se l’ordine del giorno è ammissibile.

Il consigliere Pietro Moro (Misto) ha lamentato che la mattinata sia trascorsa a discutere del nulla perché se l’ordine del giorno non è ammissibile è inutile continuare a parlarne; a prescindere dai contenuti della mozione sui quali noi siamo d’accordo, ha concluso, la questione va chiarita.

Il presidente Pais ha sostenuto che le sue scelte sono state sempre ponderate ed adottate senza distinzioni sulla base delle appartenenze; l’ordine del giorno, ha aggiunto, suscita oggettivamente divisioni fra le forze politiche ed i gruppi ma non si può impedire ad un consigliere di formulare proposte in quadro normativo nel quale l’interpretazione del regolamento è prerogativa del presidente e, nel merito, le problematiche riguardanti le forze di polizia e quelle dell’ordine ordine pubblico hanno attinenza con il fenomeno degli sbarchi. Pertanto, ha concluso, confermo l’ammissibilità dell’ordine del giorno.

In sede di replica a conclusione del dibattito sulla mozione, il primo firmatario della mozione Francesco Mura (Fdi) si è detto stupito di quanto accaduto a seguito della proposta del suo gruppo, precisando che i consiglieri hanno diritto di proposta ed ogni iniziativa può essere contestata nel quadro del potere del presidente di interpretare il regolamento. Io preferisco stare sui contenuti, ha concluso, ringrazio per il consenso manifestato dai gruppi e per questo rivolgo a tutti un appello per il voto unanime sulla mozione con oggetto il Caip di Abbasanta.

Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha criticato sia l’andamento di un dibattito che si è attardato su questioni di metodo che l’interpretazione, a suo avviso scorretta, del presidente del Consiglio, ad uso e consumo del suo partito politico. Abbiamo sempre riconosciuto le esigenze della maggioranza anche se non ha presentato leggi, ha ricordato, ma ora sono stanco di perdere tempo; in capigruppo si era deciso che il presidente della Regione dovesse essere qui a parlare di entrate (argomento di cui abbiamo appreso dai giornali), mentre sempre informalmente veniamo a sapere che è a colloquio col i componenti della commissione bicamerale sull’immigrazione.

Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula, sull’ordine dei lavori, ha ricordato che l’accordo dei capigruppo era di incontrare prima in sede in conferenza il presidente della regione nel pomeriggio prima di riferire in Aula, confermando che nel pomeriggio il presidente sarà in Consiglio.

Il capogruppo di Leu Daniele Cocco, dopo aver detto che la presenza del governatore gli giunge nuova, ha annunciato il voto favorevole alla mozione precisando che, se è stato stravolto l’ordine dei lavori non è colpa nostra. Cocco ha poi suggerito al capogruppo della Lega di ritirare l’ordine del giorno per evitare un vulnus al regolamento.

Il consigliere Alessandro Solinas del M5S, favorevole alla mozione, si è associato all’invito formulato dal collega Daniele Cocco contestando l’interpretazione del presidente che, fra l’altro, a suo avviso crea un precedente molto pericoloso.

Il consigliere dei Progressisti Massimo Zedda, citando l’art.54 della Costituzione che obbliga i dipendenti pubblici ad operare con disciplina e onore ha sostenuto che il vincolo del regolamento riguarda tutti e le sue violazioni sono soggette alle previsioni della legge anche con il coinvolgimento del prefetto e del ministero dell’Interno, come accade nei confronti di eletti ai vari livelli. Se questa è la strada che si vuole intraprendere, ha aggiunto, apriremo un grande dibattito consapevoli di muoverci in un campo minato.

Sempre per i Progressisti il consigliere Maria Laura Orrù ha lamentato la piega inaccettabile dei lavori che rischia di portare ad una delegittimazione dell’Aula, con forti riflessi negativi verso l’esterno, verso quanti chiedono alle istituzioni un grande recupero di credibilità. Le forzature del regolamento, ha continuato, creano precedenti che potrebbero avere ripercussioni negative in futuro ed anche la mozione se collegata all’ordine del giorno che contestiamo diventa un problema.

Il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau, favorevole alla mozione, ne ha sostenuto l’importanza in ambito regionale ma nello stesso tempo ha criticato con forza la decisione di dichiarare ammissibile l’ordine del giorno, ricordando che forse in passato è accaduto ma solo in presenza di una totale condivisione dell’Aula.

Il consigliere di Forza Italia Emanuele Cera si è detto favorevole alla mozione sulla quale ha auspicato un voto unitario del Consiglio, in considerazione dell’impatto positivo della struttura sia per la Sardegna che per il territorio dell’Oristanese.

Il consigliere di Leu Eugenio Lai, favorevole, ha però osservato che solo chi vuole alimentare un clima di paura vuole collegare i problemi della polizia con il fenomeno dei migranti, perché i veri temi che stanno a cuore alle forze dell’ordine sono risorse per le dotazioni, retribuzioni, contratti e turn over.

Il consigliere della Lega Michele Ennas, favorevole, riprendendo alcuni temi del dibattito ha polemizzato con il collega Massimo Zedda (con il quale ha dialogato vivacemente) che aveva richiamato la maggiore importanza di alcune vertenze industriali rispetto al problema dell’immigrazione.

Ha assunto la presidenza il vice presidente Giovanni Antonio Satta.

Il consigliere del Psd’Az, Giovanni Antonio Satta, ha espresso rammarico “per ciò che sta accadendo in Aula” ed ha chiesto una sospensione dei lavori “per verificare se all’interno della maggioranza ci sia unità di intenti”. Il presidente Pais ha confermato la sospensione “ma soltanto a conclusione della votazione della mozione n.70”.

Il capogruppo del Psd’Az, Franco Mula, ha dichiarato voto favorevole alla mozione ma, riferendosi all’ordine del giorno sui migranti presentato dalla Lega, ha invitato ad una riflessione,  parlando “di opportunità dei temi da discutere anche alla luce delle previste comunicazioni del presidente della Giunta sulla vertenza entrate”. Il consigliere dei Progressisti, Gian Franco Satta, ha dichiarato voto di astensione sulla mozione n.70 “perché si è consentita l’ammissibilità di un ordine del giorno che non è attinente con gli argomenti in discussione”. Il consigliere dell’Udc, Pietro Moro, ha invitato il gruppo della Lega al ritiro dell’ordine del giorno («non siamo nelle condizioni di poterlo votare»).

Posta dunque in votazione la mozione n. 70 (Mura e più) che impegna la Giunta – “a porre in essere ogni utile iniziativa al fine di prevedere l’inserimento, nel piano nazionale, del corso per allievi agenti della Polizia di Stato da svolgersi nel Centro addestramento e istruzione professionale (CAIP) di Abbasanta” – è stata approvata con 48 a favore e 8 astensioni.

Il presidente Pais ha quindi dichiarato sospesi i lavori dell’Aula, per alcuni minuti. Alla ripresa dei lavori il capigruppo della Lega, Dario Giagoni, ha annunciato il ritiro dell’ordine del giorno sul fenomeno degli sbarchi dei migranti nel Sulcis ed il presidente del Consiglio ha posto in votazione l’ordine del giorno n. 2 per l’intitolazione ad Emanuela Loi del commissariato di Siniscola. Il capogruppo dei Riformatori, Michele Cossa, ha dichiarato la sottoscrizione del documento e l’ordine del giorno è stato approvato all’unanimità con 42 sì su 42 consiglieri votanti.

Il presidente del Consiglio ha dichiarato conclusi i lavori ed ha convocato l’Assemblea alle 17.00.

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Il Consiglio regionale ha approvato la mozione sugli adempimenti conseguenti all’ordinanza della Corte di Cassazione sulla richiesta di referendum abrogativi ed il bilancio consolidato.

La seduta è stata aperta dal presidente Michele Pais. Dopo le formalità di rito, alcuni consiglieri regionali hanno preso la parola sull’ordine dei lavori.

Il consigliere di Udc-Cambiamo Giorgio Oppi, auspicando che si possa mettere ordine nel disordine, ha ricordato la recente riunione dei capigruppo per consentire al Consiglio di operare in modo più spedito ma, ha osservato, tale volontà appare vanificata dalla decisione di convocare la quinta commissione per la giornata di giovedì, per cui è opportuno lo spostamento della riunione

Laura Caddeo, dei Progressisti, firmataria di una mozione presentata il 10 ottobre scorso per discutere le linee guida dal Piano di ridimensionamento scolastico, ha raccomandata la sollecita discussione dell’argomento perché, nel frattempo, l’assessorato ha convocato Comuni e dirigenti scolastici in assenza delle linee guida.

Il presidente ha recepito la richiesta.

Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha ripercorso un suo intervento nella precedente seduta, finalizzato al rispetto della legge che prevede per i consiglieri regionali la disponibilità delle delibere di Giunta. Questo ancora non avviene, ha lamentato, e si tratta di un diritto che va salvaguardato.

Il presidente ha preso atto delle richiesta.

Il capogruppo della Lega Dario Giagoni ha chiesto l’inversione di ordine del giorno per trattare prioritariamente gli argomenti legati al bilancio che rivestono carattere di urgenza.

Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula ha chiesto 10 minuti di sospensione proprio in considerazione delle novità intervenute nel contenuto di alcuni documenti di provvedimenti di bilancio.

Il vice capogruppo del Pd Roberto Deriu ha invitato la maggioranza a riflettere sulla necessità di assicurare il numero legale in presenza di provvedimenti che richiedono una maggioranza qualificata; occorre a suo avviso una regola chiara perché l’opposizione è stanca di coprire le assenze della maggioranza.

Il consigliere di Sardegna 20/20 Stefano Tunis ha ribadito che la richiesta di sospensione è dovuta soltanto alla necessità di approfondire il contenuto di alcune norme e spiace, ha aggiunto, che l’opposizione intervenga strumentalmente per far rilevare una presunta mancanza del numero legale che invece c’è.

Il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau ha protestato contro quello che ha definito un teatrino che non va bene. Bisogna dire le cose come stanno, ha aggiunto, e cioè che il motivo della sospensione è dovuto alla la delibera di modifica di referendum presentato dalla Lega che richiede la maggioranza qualificata, cosa che adesso non c’è.

Il capogruppo di Leu Daniele Cocco, ha chiesto l’autorizzazione ad allargare la pausa dei lavori per poter incontrare il ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova sul prezzo del latte, paventando che forse la seduta riprenderà di pomeriggio.

Il presidente ha sospeso la seduta per 10 minuti.

Alla ripresa dei lavori, il Consiglio ha iniziato l’esame della mozione n. 98 (Giagoni e più) “sugli adempimenti conseguenti all’ordinanza della Corte di Cassazione sulla richiesta di referendum abrogativi.

Illustrando il provvedimento, il consigliere Dario Giagoni ha affermato che occorre dare seguito alle osservazioni dell’ufficio competente della Corte di Cassazione, con riferimento sia alla formulazione del quesito che va integrato con la trascrizione dei testi di cui si richiede l’abrogazione, che alla modifica della denominazione della richiesta referendaria. Quindi, ha concluso, è necessario anche cambiare il testo della mozione approvata dal Consiglio il 25 settembre scorso.

A nome della Giunta, la vice presidente Alessandra Zedda ha annunciato la rimessione all’Aula.

Per dichiarazione di voto il consigliere della Lega Pierluigi Saiu, favorevole, ha ribadito le argomentazioni sostenute nella seduta precedente.

Il consigliere Stefano Tunis (Sardegna 20/20), favorevole, ha detto che i recenti fatti della politica richiedono ancora di più un rapporto sempre più stretto fra istituzioni e cittadini, superando alchimie incomprensibili. La proposta referendaria farà molto bene al dibattito ed alla comunità che sarà messa nelle migliori condizioni per comprendere compiutamente le scelte che la riguardano. Un segnale in questa direzione, ha concluso, è arrivato in modo molto forte dalle recenti elezioni regionali dell’Umbria.

Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus, contrario, ha ricordato che il testo della mozione precedente, come aveva sostenuto l’opposizione, era scritto male, tanto è vero che la stessa Cassazione ha introdotto modifiche significative.

Messa ai voti, la mozione n.98 è stata approvata con 35 voti favorevoli

Successivamente il Consiglio ha iniziato la discussione del Documento n. 3 riguardante il bilancio consolidato della Regione per il 2018.

Il consigliere del Psd’Az Stefano Schirru, relatore di maggioranza, ha ricordato che il documento comprende il risultato economico patrimoniale e finanziario del sistema Regione inserito nella riforma normativa per il controllo della finanza pubblica, che va approvato entro il 30 settembre con riferimento all’anno precedente. Dal consolidato, ha proseguito, manca la relazione dei Revisori dei Conti il cui collegio non è stato ancora completato, ma l’elemento più significativo riguarda la visione incompleta dei dati relativi ad Enti ed Agenzie perché non tutti hanno trasmesso la prescritta relazione in tempi utili. Per questo, ha concluso, è auspicabile l’adozione di provvedimenti adeguati e di direttive che consentano sia un indirizzo più incisivo della capogruppo-Regione, che una maggiore efficienza in tema di governance e controlli.

Il consigliere Massimo Zedda, relatore di minoranza, ha sottolineato alcuni aspetti preoccupanti del consolidato, sia per quanto concerne la sottovalutazione degli obblighi delle partecipate nei confronti della capogruppo-Regione, fatto che determina una vistosa carenza di dati numerici, riferibili a ben 15 soggetti su 32 che non hanno trasmesso documenti, indebolendo di fatto il consolidato in termini di programmazione controllo ed intervento in caso di inefficienze. A nostro giudizio, ha aggiunto, il documento presenta anche una sottovalutazione degli effetti delle assunzioni effettuate dalle partecipate che si riflette sulla capacità assunzionale della capogruppo e non deve andare fuori controllo. Zedda ha infine proposto che, all’atto della nomina degli amministratori, siano introdotte in un quadro di indirizzi più stringenti, misure sanzionatorie con il taglio dei premi di produzione, per quanti non presentino in tempo i documenti di bilancio.

Il presidente ha dato la parola all’assessore regionale del Bilancio, Giuseppe Fasolino, il quale ha condiviso  l’analisi fatta dal consigliere dei Progressisti, Massimo Zedda, e ha affermato di ritenere utile avere uno strumento che consenta di intervenire sull’amministratore o il commissario dell’ente. Per Fasolino sarebbe necessario che gli obblighi venissero estesi anche a quelle società, seppur piccole, che non rientrano nel bilancio consolidato, ma che incidono sul bilancio della Regione.

L’Aula ha poi approvato gli allegati 1, 2, 3 e, infine ha dato il via libera al documento con 29 voti favorevoli e 20 astenuti.

Il presidente Michele Pais ha aperto la discussione sul successivo punto all’ordine del giorno: il Disegno di legge 22/A “Riconoscimento di debiti fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettere a) ed e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42), e successive modifiche ed integrazioni, e autorizzazione di spese non rientranti tra i debiti fuori bilancio di cui all’articolo 73 del decreto legislativo n. 118 del 2011”.

Ha preso la parola il relatore di maggioranza, Stefano Schirru (Psd’Az), il quale in apertura ha ringraziato il vice presidente della Commissione bilancio, Cesare Moriconi, e la struttura della Commissione per il lavoro svolto.

Il provvedimento in esame, ha spiegato Stefano Schirru, prevede due tipologie di debiti fuori bilancio: quelli derivanti dalle sentenze esecutive e quelli per l’acquisizione di beni e servizi in assenza di un preventivo impegno di spesa. Poi all’articolo 3 è presente un elenco di spese non rientranti tecnicamente nei debiti fuori bilancio: si tratta dei contributi obbligatori dovuti all’Anac in occasione della pubblicazione di gare e spese di notifica di verbali per violazione del codice della strada. L’articolo 4 prevede la copertura finanziaria e infine l’articolo 5 l’entrata in vigore. Il testo del disegno di legge, ha continuato il relatore, è correlato da una dettagliata relazione nella quale, come chiarito dall’assessore alla Programmazione, ciascun assessorato interessato, dopo aver ricostruito l’iter di formazione dei debiti in esame ha attestato la sussistenza degli stessi. I dati sono poi stati verificati dall’assessorato della Programmazione.

Stefano Schirru ha poi spiegato che l’assessore, in Commissione, ha anche illustrato i due emendamenti proposti dalla Giunta: un emendamento aggiuntivo all’articolo 2 per ulteriori debiti dovuti all’acquisizioni di beni e servizi da parte degli assessorati, e un emendamento articolo 4 che ricalcola il totale delle risorse necessarie per la copertura anche dell’emendamento all’articolo 2 (1,945 milioni per il 2019 e 5.937 euro per il 2020). La commissione Bilancio ha approvato, nella seduta del 16 ottobre 2019, il Disegno di legge in esame come modificato e integrato dagli emendamenti, ha concluso Schirru, con i voti favorevoli dei gruppi di maggioranza e l’astensione dei gruppi di opposizione.

Come relatore di minoranza è intervenuto Massimo Zedda (Progressisti), il quale ha ringraziato anche lui per il lavoro svolto il vice presidente Cesare Moriconi e referendari consiliari. Il consigliere di opposizione ha esaminato nel dettaglio due punti. Il primo è stato quello relativo alla “realizzazione di un sistema di monitoraggio elettronico e di sistemi di comando per la prevenzione degli incendi nelle zone boschive individuate dal piano regionale ex legge 1 marzo 1975 n. 47”, per cui il Servizio vigilanza e coordinamento tecnico della Direzione generale del Corpo forestale, in data 4 giugno 2008, non aveva approvato la relazione e il certificato di collaudo presentato, ritenendo che gli atti fossero affetti da abbondanti sintomi di inidoneità per verificare se il sistema di monitoraggio elettronico fosse eseguito secondo le prescrizioni tecniche prestabilite ed in conformità al contratto e agli atti aggiuntivi successivi. Nella stessa data veniva revocato l’incarico ai collaudatori e successivamente negato il pagamento degli onorari.  Con sentenza del Tribunale di Cagliari, pubblicata il 20 novembre 2018, la Regione è stata condannata al pagamento degli onorari e delle spese. Massimo Zedda ha chiesto di capire cosa avesse originato nel 2008 l’opposizione della Regione e se quel sistema di monitoraggio contestato ha poi funzionato.

Il secondo debito fuori bilancio di cui si occupato il relatore di minoranza è stato quello relativo alla vicenda di Tuvixeddu, quando, ha spiegato Massimo Zedda, due legislature fa la Regione Sardegna scelse la via dell’arbitrato. Gli arbitri, ha ricordato il consigliere, avevano stabilito che la Regione dovesse risarcire 84 milioni di euro. Un anno fa si è scoperto, ha continuato Massimo Zedda, che la Regione deve 1 milione di euro. Il consigliere dei Progressisti ha chiesto di capire quali azioni e motivazioni siano state presentate per ottenere questo stravolgimento e quali azioni la Regione stia intraprendendo per riottenere gli 83 milioni di euro già erogati. Massimo Zedda ha, infine, dichiarato il voto di astensione.

Il presidente Pais ha dato quindi la parola alla Giunta. L’assessore regionale del Bilancio, Giuseppe Fasolino, ha ritenuti esaustivi gli interventi dei due relatori e ha affermato che, come assessore del Bilancio, ha il ruolo di riconoscere i debiti fuori bilancio in base all’articolo 73 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42). Giuseppe Fasolino ha poi affermato che per entrare nel merito delle vicende che hanno portato ai debiti fuori bilancio riconosciuti è opportuno fare riferimento agli assessorati competenti.

Il presidente Michele Pais ha messo in votazione il passaggio agli articoli, che è stato approvato con 28 voti favorevoli e 20 astenuti. L’Aula ha poi approvato gli articoli 1 e 2 con 32 voti favorevoli e 21 contrari.

Sull’articolo 3, il capogruppo del Psd’Az, Franco Mula, ha presentato un emendamento aggiuntivo orale per recepire una norma nazionale e consentire agli operatori che hanno concessioni demaniali di poter mantenere le strutture montate fino al 31 dicembre 2020, in attesa dell’approvazione di una norma regionale specifica. Contro l’emendamento si è pronunciato il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus. Sono poi intervenuti Giovanni Satta (Psd’Az), Massimo Zedda (Progressisti), Angelo Cocciu (FI) e Giuseppe Meloni (Pd). (eln)

Il consigliere Roberto Deriu (Pd) ha invitato il presidente del Consiglio a dichiarare prima della discussione l’eventuale ammissibilità o meno degli emendamenti presentati: «Posto che la materia debba essere affrontata con un provvedimento organico noi non vogliamo entrare nel merito della questione, ponevamo solo una questione di opportunità».

Il consigliere Roberto Li Gioi (M5S) si è detto dispiaciuto per la decisione del gruppo dei progressisti di opporsi all’emendamento orale «fondamentale per tutelare una categoria di imprenditori che ha bisogno di certezze».

Il capogruppo dei progressisti Francesco Agus ha ribadito la sua posizione: «La nostra posizione è chiara: la norma statale può e deve essere applicata. Se non c’è competenza della Regione sul demanio vuol dire che la competenza è dello Stato. Alcune norme statali possono essere recepite automaticamente, per altre occorre farlo espressamente. In questo caso, l’assessorato all’urbanistica non vuole prendersi responsabilità. Non si può chiedere al Consiglio di esprimersi su una materia sulla quale non ha competenza. Si rischiano contenziosi che potrebbero trasformarsi in un danno per i lavoratori. La mia contrarietà è dovuta anche a questioni di metodo, credo che il tema meriti una seria istruttoria. Devono essere sentiti tutti: direttori dei servizi, direttori generali e assessori».

Il capogruppo di Forza Italia Angelo Cocciu (Forza Italia) si è pronunciato a favore dell’emendamento chiedendo alla maggioranza di andare avanti nella discussione.

Il proponente Franco Mula (Psd’Az) ha ribadito: «Non votare un emendamento per una questione di metodo mi sembra davvero singolare. Non lo chiedo per me ma per chi ha problemi in tutta la Sardegna. Si tratta solo di recepire una legge nazionale».

Giorgio Oppi (Udc), rivolto all’on. Cocciu, ha ricordato le disposizioni del regolamento sulla presentazione di emendamenti orali in aula: «Stiamo perdendo tempo, quando un solo consigliere si oppone l’emendamento decade, non c’è oggetto di discussione».

Sulla stessa linea il capogruppo di Leu, Daniele Cocco, che però ha avanzato una proposta: «Visto che non c’è unanimità sull’emendamento perché non fare un ordine del  giorno per chiedere all’assessore di applicare la normativa nazionale? Se la norma esiste va applicata, altrimenti si danneggiano le persone che lavorano costringendole a spendere inutilmente i pochi soldi che hanno guadagnato d’estate».

Di diverso avviso Massimo Zedda (Progressisti): «Abbiamo già affrontato questo tema delle concessioni balneari discutendo la mozione presentata da Dario Giagoni (Lega). Il problema nasce perché la norma sta cedendo davanti ai tribunali e c’è difficoltà di applicarla da parte degli uffici, anche a livello nazionale. Ci sono dubbi di legittimità. Se a questo si aggiungono i nostri problemi con i piani di utilizzo dei litorali si capiscono i timori degli uffici. Serve chiarezza, finora i tentativi di risolvere in modo differente le varie  situazioni sono andati a sbattere contro un muro. Continuare ad affrontare in questo modo la questione rischia di arrecare danno a chi opera nei litorali».

Giovanni Satta (Psd’Az) ha contestato la linea dell’opposizione: «Presenteremo una proposta di legge. La gente però deve sapere che l’emendamento non è passato per questioni di lana caprina».

Il presidente Michele Pais ha quindi dichiarato non ammissibile l’emendamento orale per la contrarietà di una parte della minoranza e ha messo in votazione l’articolo 3 “Autorizzazione alla copertura di spese non rientranti tra i debiti fuori bilancio di cui all’articolo 73 del decreto legislativo n. 118 del 2011” che è stato approvato.

Via libera anche all’emendamento aggiuntivo n.1 che riconosce un debito fuori bilancio di 315 euro a favore dell’Anac (contributo obbligatorio per l’espletamento di alcune gare).

L’Aula ha poi  approvato l’emendamento n.2, sostitutivo totale dell’art.4 (Copertura finanziaria), l’articolo 5 “Entrata in vigore” e la Tabella allegata.

Il testo finale del provvedimento è stato, infine, approvato con 31 voti a favore. 23 gli astenuti.

Successivamente, il presidente Michele Pais ha messo in discussione il terzo punto all’ordine del giorno: Variazione del bilancio del Consiglio regionale. Ad illustrarla il questore Antonio Piu (Progressisti): «Si tratta di circa 10 milioni di euro di avanzi di amministrazione. Soldi non spesi dal Consiglio regionale che adesso vengono liberati. Abbiamo avanzato all’assessore al bilancio una proposta di utilizzo della somma». Posto in votazione il documento è stato approvato con con 45 voti contrari e tre astenuti.

Il presidente Michele Pais ha quindi annunciato la richiesta di rinvio in commissione “Bilancio” della Risoluzione n.1 sulla ridefinizione dei rapporti economico-finanziari tra Stato e Regione.

Sul punto ha preso la parola il consigliere Cesare Moriconi (Pd): «Prendo atto dell’orientamento del Consiglio vorrei però che si capisse il senso dell’iniziativa discussa e approvata con urgenza dalla Commissione – ha affermato Cesare Moriconi – quel documento si riferiva a una data precisa, il 15 luglio, termine in cui il Governo doveva decidere sulla misura degli accantonamenti da inserire nella legge di stabilità.

Questa risoluzione puntava a una mobilitazione generale e alla convocazione straordinaria del Consiglio. Non è una ricerca di responsabilità politica. Oggi c’è ancora il rischio che la Sardegna continui a dover contribuire pesantemente al risanamento della finanza pubblica nazionale. Se non si interviene entro la definizione della prossima legge di stabilità il rischio aumenta. Serve una battaglia unitaria di tutto il Consiglio. Tutti i parlamentari sardi devono impegnarsi nella prossima legge di stabilità. Ecco perché credo che un ulteriore rinvio sia un errore. Chiedo che in commissione si acceleri la revisione del dispositivo approvato».

Il presidente Michele Pais si è detto d’accordo con Moriconi e ha auspicato che i lavori della commissione “Bilancio” si concludano nel più breve tempo possibile. «Questo – ha detto Michele Pais – è il tema dei temi. Serve una soluzione rapida». Posta in votazione la richiesta di rinvio in commissione della Risoluzione n.1 è stata approvata per alzata di mano.

Il presidente ha quindi dichiarato conclusa la seduta. I lavori del Consiglio riprenderanno martedì 5 novembre.

 

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Le commissioni Cultura e Turismo del Consiglio regionale, nella seduta congiunta presieduta da Piero Maieli (Psd’Az), hanno ascoltato l’assessore del Turismo Gianni Chessa sulle problematiche riguardanti la ripartizione dei fondi previsti dalla legge regionale n. 7 del 1955, oggetto di un ordine del giorno con la richieste di risorse aggiuntive approvato all’unanimità dal Consiglio regionale il 22 ottobre scorso.

Nella sua relazione l’assessore Gianni Chessa ha ricordato che nel 2019 si è registrato un consistente aumento delle domande (181 in più) rispetto all’anno precedente, determinando una situazione di squilibrio fra il fabbisogno (circa 14 milioni) e la disponibilità (6.4 milioni) che ha consolidato la tendenza alla crescita già emersa nelle annualità precedenti. E’chiaro, ha sostenuto l’assessore, che per il futuro bisognerà rivedere la normativa per l’accesso ai fondi regionali superando la logica del “pozzo senza fondo” ma, per il presente, è necessario individuare una soluzione sostenibile in linea con il contenuto dell’ordine del giorno votato dal Consiglio, tenendo però presente che non abbiamo voci di bilancio “libere” e che, quindi, si dovrà procedere in tempi brevi ad una variazione.

Successivamente ha preso la parola il presidente dell’Anci Sardegna Emiliano Deiana che ha chiesto alla commissione “uno sforzo importante” per sanare una situazione diventata oggettivamente molto difficile nella parte finale dell’anno. Emiliano Deiana ha poi espresso una valutazione positiva sull’ordine del giorno approvato dal Consiglio, dicendosi disponibile a lavorare ad una riforma organica della normativa regionale, condivisa con le autonomie locali.

I rappresentati delle associazioni dei settori cultura e spettacolo hanno messo l’accento soprattutto su tre punti: il ritardo con il quale sono state pubblicate le graduatorie, la difficoltà di far confluire in una programmazione unitaria le tempistiche di diversi enti pubblici ed i rapporti con sempre facili con gli uffici della Regione. La nostra preoccupazione, hanno sintetizzato, è che la mancanza di una soluzione positiva per il 2019 metta in pericolo anche la nostra capacità di stare sul mercato nelle annualità successive. Le associazioni hanno manifestato infine la massima apertura verso una riforma complessiva della legge regionale di settore, assicurando il loro contributo costruttivo.

Nel dibattito sono intervenuti i consiglieri regionali Francesco Stara, Laura Caddeo e Francesco Agus dei Progressisti, Desirè Manca del M5S e Piero Comandini del Pd.