20 September, 2021
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La vertenza dei lavoratori dell’Aspal, la cosiddetta “vertenza art. 58”, è ritornata all’attenzione della Seconda commissione consiliare che questo pomeriggio ha proceduto con le audizioni dei rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Sadirs. La vicenda è quella nota e riguarda l’inquadramento del personale transitato in Aspal per effetto della legge n. 9 del 17 maggio 2016 e modificata dall’articolo 58 della legge n. 1 dell’11 gennaio 2019 che stabilisce che il personale delle province trasferito all’Aspal «è inquadrato nei ruoli regionali nelle categorie e nei livelli retributivi corrispondenti alla professionalità posseduta al momento del passaggio dalle province alla Regione, con la salvaguardia della retribuzione individuale di anzianità maturata e degli assegni personali in godimento».

A giudizio dell’assessorato del lavoro l’applicazione letterale di tale norma, in vigore dal 1 febbraio 2019, comporterebbe discriminazioni tra il personale del medesimo comparto e determinerebbe un costo troppo elevato rispetto alle coperture finanziarie. Il dato è contestato dai sindacati che hanno formulato una controproposta (approvata dall’assemblea dei lavoratori lo scorso 13 settembre a Tramatza) rispetto a quella avanzata in proposito dall’assessore del Lavoro.

Sollecitati anche dagli interventi dei consiglieri della minoranza Francesco Stara e Laura Caddeo (Progressisti), Desirè Manca (M5S) e Piero Comandini (Pd) i rappresentanti dei lavoratori (Davide Paderi – Cisl; Giampaolo Spanu – Uil; Luciano Melis – Sadirs, Enrico Lobina – Cgil) hanno definito la loro proposta “di mediazione e di responsabilità” e si sono detti disponibili a proseguire nel confronto dichiarando come irrinunciabili i punti che riguardano l’inquadramento e le ferie del personale, mostrando però significativi margini di apertura per ciò che attiene gli aspetti riferibili alla “decorrenza della parte economica”.

Il presidente della Seconda commissione, Alfonso Marras (Riformatori sardi), preso atto della complessità della vertenza e confermata la disponibilità a favorire ogni possibile soluzione ha quindi preannunciato la convocazione in audizione dell’assessora del Lavoro e del direttore dell’Aspal.

 

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Potrebbe arrivare nelle prossime settimane in Consiglio regionale un disegno di legge per il reclutamento dei nuovi dirigenti della Regione e del Corpo Forestale. Il tema, contenuto nel disegno di legge 507, è stato affrontato questo pomeriggio dalla Commissione Autonomia presieduta dall’on. Francesco Agus: in audizione nel parlamentino erano presenti l’assessore degli Affari Generali Filippo Spanu e tutti i sindacati della funzione pubblica (domani, alle 11.00, verrà audito lo Sdirs) e del Corpo Forestale.

L’assessore Filippo Spanu ha illustrato il testo del DL 507 spiegando che «in questi mesi la Giunta ha cercato di intensificare le attività relative al Piano di reclutamento, tenendo conto del fatto che alcuni vincoli come quello del blocco del turn over sono caduti e che, dunque, astrattamente, si può rimpiazzare ciascuno dei dipendenti pubblici che va in pensione. Ma tra tutte le priorità del Piano previsto dalla legge Madia noi riteniamo di dover pensare prima di tutto a risolvere il problema della mancanza di dirigenti nella Regione e, in particolar modo, nel Corpo Forestale. Alla Regione ci sono 86 dirigenti che di questo passo nel 2019 saranno 76 mentre sono stati contrattualizzati 11 dirigenti facenti funzioni e non è permesso andare oltre». Per l’assessore Filippo Spanu «il DL 507 serve, dunque, a sostenere il Piano di reclutamento, che ha carattere triennale”.

L’articolo 2 del DL 507 prevede la fattispecie del corso concorso: «Si tratta della miglior selezione dei dirigenti – ha detto il presidente Francesco Agus, sostenuto da tutti i rappresentanti sindacali Cgil, Cisl e Uil oltre alle sigle autonome dei dirigenti presenti in Regione -, auspico la rapida approvazione del provvedimento con le dovute riflessioni che matureranno anche in Aula ma ritengo che non sia più possibile attendere oltre per dare alla Regione una dirigenza giovane, preparata e all’altezza di un compito istituzionale sempre più elevato. E’ chiaro che il problema della dirigenza è ancora più grave dentro il Corpo Forestale, dove gran parte dei 12 dirigenti svolge l’incarico facendone le funzioni: per questo dobbiamo omogeneizzare le procedure previste oggi nel Corpo forestale  con quelle previste ora nel resto della Regione, evitando così ogni forma di discriminazione». Contrari al corso concorso nel Corpo Forestale i sindacalisti del Saf: «Non si può aprire a tutti la dirigenza di un corpo di polizia».

All’audizione hanno partecipato Fabiano Atzeni ed Enrico Lobina (Cgil), Davide Paderi (Cisl), Giampaolo Spanu e Valeria Soru (Uil), Corrado Rossi e Luciano Melis (Sadirs), Umberto Speranza (Siad), Marcello Cucca (Saf), Ignazio Masala e Maurizio Montis (Fenders).

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Palazzo del Consiglio regionale A

La Seconda commissione del Consiglio regionale, con le audizioni dei rappresentati le organizzazioni sindacali, ha concluso questa mattina il ciclo audizioni sulla proposta di legge n. 315 (Disciplina dei servizi e delle politiche per il lavoro) la cui approvazione, nel parlamentino presieduto da Gavino Manca (Pd), è prevista nella seduta in programma domani, così da poter essere esaminata dall’Aula già nella prossima tornata dei lavori del Consiglio regionale. «Auspichiamo – ha dichiarato Gavino Manca – che le nuove norme che riscrivono il sistema delle politiche attive e dei servizi per il lavoro possano essere inscritte all’ordine del giorno dell’Assemblea già per il prossimo 19 aprile, così da poter essere discusse al termine dell’approvazione del disegno di legge sull’Ente Foreste»

Il rispetto dei tempi con i quali si procede per l’approvazione della proposta di legge 315 (l’impegno assunto dalla commissione era stato quello di arrivare all’esame dell’Aula immediatamente dopo la sessione di bilancio) è stata la sottolineatura positiva dei rappresentanti della Cisl, della Uil, della Cgil, dell’Ugl, di Sadirs e Fedro.

Davide Paderi (Cils), Giampaolo Spano (Uil) e Giovanni Piras (Cgil) hanno quindi espresso soddisfazione per l’impianto normativo e per la trattazione organica dei temi e degli strumenti per la disciplina dei servizi e delle politiche per il lavoro. La richiesta avanzata dai confederali è stata quella di introdurre una clausola di salvaguardia tendente alla proroga dei contratti in scadenza ad agosto per gli operatori di Csl e Cesil, in vista della piena attuazione delle norme contenute nel testo di legge. Cgil, Cisl e Uil hanno inoltre dichiarato  favore per le norme che tendono al superamento del precariato nei centri servizi inserimento lavorativo e nei centri servizi lavoro. L’articolo 37 comma 3 della Pl 315 prevede, infatti, che la Regione possa procedere con la stabilizzazione del personale impiegato nel sistema dei servizi e delle politiche del lavoro “a condizione che il personale sia stato assunto con procedure selettive a evidenza pubblica e che abbia maturato almeno 36 mesi di lavoro nei servizi”.

Sul punto hanno mostrato, invece, perplessità Luciano Melis (Sadirs e a nome Ugl) e Antonello Troffa (Fedro) i quali hanno chiesto la riaffermazione dei principi secondo i quali “l’accesso nelle pubbliche amministrazioni può avvenire solo dopo il superamento di un pubblico concorso”. I rappresentanti dei sindacati dei dipendenti regionali hanno inoltre chiesto l’introduzione di una “riserva di posti all’interno della istituenda Aspal (agenzia sarda per le politiche attive del lavoro) per i dipendenti dell’amministrazione regionale”.

I consiglieri Ignazio Locci (Fi), Roberto Desini (Sdl), Paolo Zedda (SeInd) e Gianmario Tendas (Pd) hanno ribadito la condivisione delle forze della maggioranza e della minoranza, presenti in commissione, per le norme contenute nella proposta di legge 315 ed hanno confermato pieno sostegno alla riforma dei servizi per il lavoro e per tutte le misure tendenti al superamento del precariato nella pubblica amministrazione. 

Palazzo della Regione 2 copia

Corrado Rossi e Felice Soda sono stati eletti segretario e vicesegretario del sindacato autonomo dipendenti Regione Sardegna Sadirs, comparto dirigenti.

I nuovi incarichi sono stati comunicati al presidente della Giunta regionale, al presidente del Consiglio regionale, all’assessore regionale AA.GG. e personale, alla Giunta regionale, ai consiglieri regionali, ai Direttori Generali del Comparto RAS e al CO.RA.N.

«Nel rispetto dei ruoli – si legge in una nota di Corrado Rossi e Luciano Melis, segretario generale -, il S.A.Di.R.S. Dirigenti svolgerà la propria attività con la consueta correttezza e lealtà istituzionale secondo principi di valorizzazione della categoria e con proposte e contributi volti al miglioramento dell’Amministrazione regionale e più in generale del Sistema Regione.»

Palazzo della Regione 1 copiaPalazzo del Consiglio regionale 3 copia

Lo scorso 9 ottobre, il Sindacato Autonomo Dipendenti Regione Sardegna ha tenuto un incontro molto partecipato con i lavoratori della Regione, per fare un’analisi sulle numerose problematiche inerenti il riordino e la classificazione, le progressioni professionali, la riserva dei posti per i concorsi, il servizio mensa, gli orari di lavoro e le assenze per malattia. Nel corso dell’incontro è stato affrontato il tema del nuovo ddl 72 “Disposizioni urgenti in materia di organizzazione della Regione”, che incide, in proiezione futura, in modo particolare sugli aspetti organizzativi dell’amministrazione.

«Gli interventi dei colleghi – spiega il segretario generale Sadirs Luciano Melis – hanno focalizzato l’attenzione sul grave silenzio delle OO.SS. su una materia così delicata e rilevante, evidenziando la scarsa informazione dei dipendenti sui contenuti del ddl 72 e il rilevante rischio di una eccessiva concentrazione di poteri in capo alla Giunta Regionale, che potrebbe consentire alla maggioranza di turno di variare a piacimento l’organizzazione, attraverso l’emanazione di semplici delibere. Nei fatti la Giunta potrà decidere la sorte dei lavoratori in via diretta, senza dover sottoporre le nuove disposizioni organizzative, quali la creazione/soppressione di nuove direzioni generali, al vaglio del Consiglio regionale, che non deve mai scordarsi è il vero organo elettivo che rappresenta il popolo, a differenza della Giunta che può essere costituita da tecnici, non sottoposti al vaglio popolare ne preventivamente ne a posteriori. Fra i risvolti maggiormente inquietanti vi è certamente, quello delle possibili deportazioni di massa fra una direzione generale all’altra, anche appartenenti ad Assessorati differenti, attuato con il semplice trasferimento di competenze sancite attraverso deliberazioni della Giunta regionale. Non va infatti sottaciuto il fatto che il ddl 72 prevede, a seguito dell’attuazione dei provvedimenti riorganizzativi, il ricorso a processi di mobilità del personale.»

«Se a ciò aggiungiamo – aggiunge Luciano Melis – la fretta con la quale parrebbe la Giunta proponga il recepimento delle norme recentemente varate dal governo “Renzi” e di alcune parti della legge “Brunetta”, che ad esempio contemplano la mobilità d’ufficio entro 50 km., si configura un quadro poco rassicurante, se non supportato da un idoneo sistema di garanzie per i lavoratori. Ciò non significa che questa Organizzazione sia contraria alla revisione del sistema organizzativo della regione, che al contrario sostiene ed ha sempre sostenuto, ma ciò deve avvenire nell’ambito di un sistema di garanzie e di certezze per i lavoratori. L’assemblea ha evidenziato inoltre, l’attuale grave degrado gestionale del bene pubblico, e la necessità di una seria ed efficiente revisione della macchina organizzativa, respingendo però al mittente qualunque tentativo di far ricadere l’inefficienza sui lavoratori, in realtà anch’essi vittime di un sistema obsoleto e clientelare, e non certo per colpa loro.»

«A conclusione dei lavori, l’assemblea ha deliberato che il S.A.D.I.R.S. si faccia carico di promuovere e intraprendere azioni unitarie che coinvolgano tutte le OO.SS., abbandonando i personalismi, considerata la rilevanza e la portata generale dei provvedimenti in questione che coinvolgono l’intero comparto dei lavoratori regionali, mettendo a rischio la dignità e la professionalità di tutti. Per questi motivi chiediamo anche a nome dei colleghi, l’organizzazione di un’assemblea generale unitaria, che ponga all’Ordine del giorno il ddl 72, e le eventuali azioni da intraprendere, possibilmente unitariamente, a tutela dei lavoratori. Diamo fin d’ora la disponibilità – conclude Luciano Melis – per predisporre tutti gli atti necessari al fine di convocare con la massima urgenza l’assemblea unitaria, considerato che il dibattito consiliare sul ddl 72 dovrebbe concludersi a breve.»

Francesco Agus

Audizione dei sindacati, in commissione “Autonomia”, questa mattina, sulla proposta di riforma della macchina amministrativa regionale presentata dalla Giunta. Per oltre due ore, i rappresentanti dei dipendenti regionali hanno presentato osservazioni e proposte di modifica al DL n.72 della Giunta “Disposizioni urgenti in materia di organizzazione della Regione”. 

Diverse le valutazioni: positive, con qualche richiesta di integrazione e approfondimento, quelle di Cgil, Cisl e Uil; caute, quelle di Sdirs; critiche quelle di Sadirs, Saf, Fendres e Fedro.

Per Antonio Cois (Cgil), «la riforma inizia a porre dei paletti per arrivare ad un quadro d’insieme del sistema regione». Giudizio positivo anche sull’affidamento di maggiori responsabilità alla dirigenza: «In questo modo – ha detto Cois – si spera di smuovere finalmente la grande macchina regionale che finora non ha funzionato a pieni giri». 

Davide Paderi (Cisl) ha rimarcato l’importanza del provvedimento che, finalmente, si pone l’obiettivo del superamento della legge 31/98, norma ormai vecchia e inadeguata. «E un pezzettino di riforma – ha sottolineato Paderi – ma va nella direzione giusta». Per il rappresentante della Cisl, occorre però prevedere un ruolo più partecipativo dei sindacati nella riorganizzazione dei servizi degli assessorati. Paderi ha inoltre auspicato la riduzione del numero delle direzioni generali e la costituzione di un fondo per la razionalizzazione, l’innovazione  l’efficientamento della macchina amministrativa.

Giampaolo Spanu (Uil), dopo aver lamentato il mancato coinvolgimento dei sindacati da parte della Giunta, ha espresso apprezzamento per i contenuti del Dl 72: «C’è finalmente la volontà di intervenire toccando interessi chi finora non sono mai stati messi in discussione. Sono adesso necessari alcuni correttivi per razionalizzare il sistema. L’obiettivo deve essere quello di una Regione efficiente, per questo occorre eliminare sovrapposizioni e doppioni». Dalla Uil, infine, è arrivata la proposta di modifica dell’art. 2 che affida ai direttori generali la decisione di istituire, modificare o sopprimere i servizi degli assessorati. «Questa competenza – ha detto Spanu – deve essere lasciata in capo alla politica».  

Scelta invece condivisa da Cristina Malavasi (Sdirs): «Bene l’affidamento delle decisioni organizzative ai dirigenti – ha detto – bisogna adesso valorizzare il personale interno che dovrà sostituire i dirigenti». Positivo anche il giudizio sul rafforzamento della mobilità interna ma, secondo lo Sdirs, «c’è bisogno di un riordino complessivo degli assessorati e delle loro competenze per evitare anche casi come quello di “Sardegna Promozione”. Solo così può essere garantita maggiore efficienza dei servizi e, allo stesso tempo minori costi per le casse pubbliche. Urgente da questo punto di vista una modifica della legge n. 1 del 1977».

Fortemente critica la posizione di Luciano Melis (Sadirs): «Quello varato dalla Giunta è provvedimento tampone, carente in molti punti – ha detto Melis – non ci sono grandi novità, serve un testo più incisivo».

Marcello Cucca (Saf) ha lamentato l’assenza di riferimenti nel disegno di legge alla situazione del Corpo Forestale. «Manca una proposta di riorganizzazione – ha detto Cucca – eppure il Corpo Forestale necessità di un intervento urgente. L’età media è troppo alta (il 70% dei rangers ha oltre 54 anni), servono forze fresche per garantire servizi più efficienti nei territori». Dal Saf, infine, la richiesta alla Regione di una legge che chiarisca, una volta per tutte, il confine delle competenze tra Corpo Forestale dello Stato e Corpo Forestale della Regione.

Giudizio negativo anche da parte di Ignazio Masala (Fendres): «Eravamo fiduciosi, la proposta di modifica della legge 31 è invece poco incisiva, la Regione rimane sostanzialmente invariata».

Antonello Troffa (Fedro) ha infine lamentato la mancanza di concertazione: «La Giunta non ci ha coinvolto, il Dl è nato male, manca un progetto complessivo per uniformare il sistema regionale. In questi anni abbiamo assistito alla proliferazione di enti e agenzie. Emblematico il caso di Sardegna Promozione». 

Al termine dell’audizione, è intervenuto il consigliere del Pd Roberto Deriu, che ha rivolto alcune domande ai sindacati sulla necessità di garantire i servizi degli uffici periferici e sulla necessità di iniziare un percorso per rendere più omogeneo il sistema. «Impensabile proporre oggi, viste le poche risorse a disposizione, un contratto unico per tutti i dipendenti pubblici: sarebbe finanziariamente insostenibile. Utile, invece, cominciare a pensare per il futuro alla figura del Funzionario pubblico sardo da utilizzare in tutte le articolazioni della macchina amministrativa regionale».

Il presidente della Commissione, Francesco Agus, dopo aver ringraziato i sindacati, ha annunciato che il disegno di legge sarà esaminato dalla Commissione tra la fine di agosto ed i primi giorni di settembre. «Il testo ha necessità di modifiche – ha detto Agus – a partire dalla norma per la copertura finanziaria. Ciò che emerge è la necessità di intervenire su una macchina ormai fuori controllo. Rigidità e inefficienze hanno fornito un alibi per la crescita incontrollata della stessa. Il male sta alla radice,  in passato – ha aggiunto il presidente facendo riferimento al caso Sardegna Promozione – sono state create scatole e scatolette che non hanno risolto i problemi e hanno invece dato vita a gestioni “quantomeno discutibili”. Con questa legge, alla quale saranno apportate le necessarie integrazioni, si comincia ad intervenire per rendere meno rigido l’apparato regionale e – ha concluso Agus – renderlo più efficiente e vicino ai cittadini».

Palazzo della Regione 1 copia

Giovedì 24 luglio, su richiesta #S.A.Di.R.S./UIL, si è svolto l’incontro che avrebbe dovuto riguardare la contrattazione collettiva integrativa, purtroppo al tavolo si è presentato solo il D.G. del Personale, vogliamo stigmatizzare la volontà della delegazione trattante di evitare la discussione su un CCI che ad agosto 2014 scadrà definitivamente, ai sensi dell’art. 11 comma 1 del CCRL. L’ultimo e parziale CCI è stato firmato il 9 agosto 2010, l’unico CCI completo è datato 28 febbraio 2007.

«Ancora una volta la discussione è stata infruttuosa – scrive in una nota Luciano Melis, segretario generale del #Sindacato Autonomo dei dipendenti della Regione Sardegna – infatti il Direttore Generale del Personale ha ribadito che in base al Decreto Legislativo 150/2009 ritengono che alcuni istituti demandati alla contrattazione integrativa non sono più applicabili e a tal proposito, ci è stato consegnato un documento elaborato dagli uffici che vi alleghiamo, in cui hanno riportato i principi richiamati dal D.lgs 150/2009. Abbiamo fatto presente che proprio il D.lgs 150/2009 all’art. 1 individua le Amministrazioni a cui si applica lo stesso (le amministrazioni pubbliche di cui all’art. 2 comma 2 del D.lgs 165/2001). Lo sanno anche i sassi che tra quelle amministrazioni non vi è la Regione Sardegna.»

«Il documento consegnato – aggiunge Luciano Melis – nulla dice se non un richiamo generico del D.lgs 150/2009, che altro non fa che rimandare al D.lgs 165/2001 che ripetiamo nulla ha a che vedere con noi, visto che, ai sensi dell’art. 3 dello Statuto Sardo (norma Costituzionale), il rapporto di lavoro dei dipendenti regionali è regolamentato dalla L.R. 31/1998.  Ci saremmo aspettati una relazione tecnico giuridica predisposta dall’Area Legale della Regione, a supporto delle loro affermazioni, che secondo noi non hanno nessun fondamento.»

«A tal proposito – sottolinea ancora Luciano Melis – troviamo molto interessante il parere dell’Ufficio Legale e Legislativo della Regione Sicilia del 4/12/2009, che ricalca il nostro pensiero, ribadendo infatti che l’applicazione delle singole norme è regolamentato dalla L.R. Siciliana n. 10/2000 (simile alla nostra L.R. 31/1998), che disciplina la contrattazione dei dipendenti regionali, e precisa: “Lo Stato non può appropriarsi di una materia statutariamente spettante alla Regione Siciliana” (la disciplina dei rapporti di impiego del proprio personale) guarda caso come la Regione Sardegna, invitando i Legislatori della Regione eventualmente a legiferare. Riteniamo che ancora una volta gli uffici vogliono sostituirsi ai politici dando interpretazioni che non gli competono e di fatto bloccando il diritto delle OO.SS. a negoziare.»

«Tale atteggiamento è intollerante – conclude il segretario generale del #SADIRS – ancora una volta si gioca a perder tempo, pertanto, se ai primi di settembre non si riaprirà la contrattazione, avvieremo tutte le azioni per difendere i nostri diritti e quelli di tutti i dipendenti, siamo stanchi di essere il bersaglio preferito sia degli organi di informazione e ora anche del nostro datore di lavoro.»

Gavino Manca.

Gavino Manca, presidente della 2ª commissione..

Definire in tempi certi le procedure per la stabilizzazione degli oltre trecento operatori dei Csl, Cesil e Consorzio delle due Giare, e valutare l’ipotesi di una proroga della scadenza (30 settembre 2014) dei contratti a tempo determinato per i lavoratori dei servizi per l’impiego: è questo l’invito rivolto dal presidente della Seconda commissione, Gavino Manca, agli assessori regionali del Lavoro e del Personale, a conclusione delle audizioni dei due componenti l’esecutivo e dei cinque rappresentanti delle organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl, Uil, Sadirs e Fedro).

Il “caso” è quello noto e che, nel corso dell’ultimo decennio, ha registrato ben otto interventi legislativi da parte del Consiglio regionale (leggi 20/2005; 13/2012; 17/2012; 25/2012; 3/2013; 10/2013; 38/2013 e 40/2013): riguarda il personale assunto con contratto a tempo determinato  negli Enti Locali e poi trasferito (nelle more del riordino istituzionale degli enti territoriali e del sistema dei servizi per il lavoro e lo sviluppo) per effetto della legge regionale n.10 del 29 aprile 2013, all’Agenzia regionale per il lavoro. La legge n.38, approvata dal Consiglio regionale il 20 dicembre 2013 ha quindi disposto l’autorizzazione per l’Agenzia regionale del lavoro ad indire i concorsi pubblici per l’assunzione del personale a tempo indeterminato per i servizi per il lavoro, fissando al 31 dicembre 2014 la scadenza delle procedure selettive. Successivamente, il 30 dicembre 2013, il Consiglio ha approvato la legge n.40 che fissa al 30 settembre 2014 la scadenza dei contratti a termine dell’Agenzia regionale del lavoro. Riguardo a tale data, nel corso delle rispettive audizioni, Giampaolo Spano (Uil), Antonio Cois (Cgil) e Davide Paderi (Cisl) hanno espressamente invitato la Giunta, la commissione e il Consiglio regionale a procedere con una proroga dei contratti, evidenziando le lungaggini e la complessità della selezione pubblica. Al contrario, i rappresentanti di Sadirs, Luciano Melis, e Fedro, Antonello Troffa, hanno manifestato perplessità sull’ipotesi di una proroga della scadenza  dei contratti a tempo determinato, ribadendo l’opportunità di procedere con i concorsi, pur nelle difficoltà che derivano dai limiti di spesa e di finanza pubblica, ad incominciare dal vincolo del 3% di nuovi assunti sul totale del personale regionale cessato.

L’assessore del Lavoro, Virginia Mura, nel suo intervento, ha ribadito l’impegno per un miglioramento dei servizi per l’impiego («devono fare incontrare per davvero domanda e offerta di lavoro») e l’avvio delle attività  di formazione rivolte agli operatori dei Csl (sia quelli ex ministeriali che quelli con contratto a tempo determinato). L’assessore ha annunciato la predisposizione della bozza dello statuto dell’Agenzia regionale del lavoro e la definizione della pianta organica, assicurando che entrambi i documenti saranno tempestivamente trasmessi in commissione per il parere di competenza e portati all’attenzione della Giunta per la necessaria approvazione.

L’assessore del Personale, Gianmario Demuro, ha rimarcato il contesto nel quale si colloca il “caso” del personale Cesil e Csl («una legislazione parzialmente dichiarata incostituzionale ma è in vigore la disciplina regionale, legge n. 38 del 20 dicembre 2013, che stabilisce l’indizione dei concorsi pubblici») ricordando i vincoli della spesa pubblica, unitamente ai limiti fissati per le assunzioni e all’obbligatorietà dei concorsi per l’accesso alla pubblica amministrazione.