12 February, 2026
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Un incontro per illustrare, discutere e condividere programmi, progetti, proposte e preoccupazioni sulla transizione energetica della Sardegna.

La seconda edizione del workshop organizzato da Sotacarbo mette a confronto istituzioni, comunità locali, mondo accademico e della ricerca, sui progetti in corso in Sardegna e sulle politiche necessarie per gettare le basi di un’economia decarbonizzata.

«Un anno fa parlavamo di una transizione da avviare. Adesso vediamo che la transizione è partita e in tutto il mondo ci sono programmi diversi per raggiungere la neutralità climatica. Un obiettivo che riguarda anche la Sardegna, alle prese con la necessità di bilanciare la difesa del territorio con l’opportunità di ridisegnare il proprio modello di sviluppo economico e industriale, puntando su tecnologie innovative», ha spiegato Mario Porcu, amministratore unico della Sotacarbo.

Informazioni scientifiche, esperienze, finanziamenti, modelli di business, il caso dell’hydrogen valley del Sulcis verranno presentati durante il convegno, per evidenziare come la Sardegna può rappresentare anche in questo campo un laboratorio di sperimentazione e innovazione utile all’intero territorio nazionale.

La visione sulla transizione energetica che diventa leva di sviluppo economico per la Sardegna sarà presentata dagli assessori alla Programmazione e all’Industria.

Il convegno offrirà l’occasione di un aggiornamento sia sulle tecnologie che sui finanziamenti che andranno a supporto di una transizione che parlerà sempre più di idrogeno, fonti rinnovabili e comunità energetiche. I lavori saranno conclusi da una tavola rotonda che consentirà a tutti i partecipanti di confrontarsi e condividere contributi utili per le scelte future.

 

Il Lions Club di Carbonia ha sostenuto e celebrato le donne che fanno la differenza nel mondo. La “Giornata Speciale Dedicata alle Donne” si è svolta presso il Ristorante Tanit di Carbonia.
«Oggi, rendiamo omaggio alle donne che hanno plasmato il nostro passato e ispirano il nostro futuroha detto il presidente del Lions Club di Carbonia, ingegnere Mario Porcu -. La loro forza e la loro resilienza sono la linfa vitale della nostra comunità.»
L’evento è iniziato con i saluti di rito e una conferenza su una Donna Speciale di Sardegna: Eleonora, giudicessa d’Arborea, figura straordinaria nella storia della Sardegna medievale, con la sua leadership e la determinazione ammirabili in un’epoca dominata dagli uomini.
La socia professoressa Gabriella Marmotti Pasqui, ha aiutato i presenti ad esplorare la sua influenza e le sfide che ha affrontato. Dopo la conferenza, l’evento è proseguito con un pranzo conviviale, durante il quale c’è stata l’opportunità di condividere idee, esperienze e rafforzare i legami tra i soci.

 

Il Governatore distrettuale 108 l dei Lions, Dottore Michele Alessandro Martella, ha incontrato ieri i rappresentanti dei Club della 6^ Circoscrizione, Zona C, che comprende le città di Carbonia, Iglesias, Villacidro, Carloforte e Monreale. L’evento si è svolto presso il ristorante “Antiche Terme” di Sardara, dove il Club Monreale ha accolto gli ospiti in un’atmosfera di cordialità e allegria. Il Club di Carbonia, guidato dal Presidente, ingegnere Mario Porcu, ha partecipato con una numerosa rappresentanza di Soci.
I Presidenti dei Club hanno presentato al Governatore le attività di servizio già realizzate e quelle in programma per il prossimo futuro, in linea con il motto “Noi serviamo!” che contraddistingue i Lions in tutto il mondo. Tra le iniziative più rilevanti, spicca la donazione di una somma importante alla Casa di Accoglienza Lions di Cagliari, una struttura che offre aiuto e sostegno ai pazienti in terapia ambulatoriale ed ai loro familiari.
Il Governatore ha espresso il suo apprezzamento per lo spirito di appartenenza e la capacità organizzativa dei Club, assicurando il sostegno dei suoi collaboratori per le future attività. Ha inoltre sottolineato l’importanza della solidarietà e della condivisione, valori fondamentali per i Lions, soprattutto in un momento difficile come quello attuale.
L’incontro si è concluso con un brindisi di auguri e un saluto fraterno tra i partecipanti, che hanno rinnovato il loro impegno a servire la comunità con dedizione e generosità.

   

L’Assemblea degli Azionisti di Sotacarbo S.p.A., società controllata dalla Regione Sardegna (97% delle quote) e partecipata dall’ENEA (3%), ha conferito al presidente uscente Mario Porcu l’incarico di amministratore unico della Società per il triennio 2023-2025 e, comunque, sino all’approvazione del Bilancio d’esercizio alla data del 31 dicembre 2025.

L’ingegner Mario Porcu era stato nominato presidente del Consiglio di amministrazione Sotacarbo nel febbraio 2021, al posto del dimissionario Alessandro Lanza, in un momento di grave difficoltà finanziaria dell’organismo di ricerca che opera nel Centro ricerche della Grande miniera di Serbariu a Carbonia.

«Alla base della volontà della Regione di dare continuità all’operato di Porcuha spiegato l’assessore della Programmazione e del Bilancio Giuseppe Fasolino –  la netta inversione di rotta e i risultati ottenuti in breve tempo alla guida della società, come il finanziamento disposto dall’Agenzia della Coesione territoriale per il progetto Recover, che prevede recupero di alcuni locali della vecchia miniera e la realizzazione di un innovativo laboratorio per la sperimentazione sull’idrogeno verde e i combustibili puliti, o il finanziamento della Regione Sardegna per la realizzazione di un’hydrogen valley nel Sulcis. Il socio Enea ha sottolineato la grande soddisfazione per la scelta della Regione, che riconosce l’ottimo lavoro svolto dal consiglio d’amministrazione uscente da lui presieduto per risollevare la società.»

Nel ringraziare per la fiducia accordata il confermato amministratore unico Mario Porcu ha illustrato le opportunità e sfide, tecnologiche e sociali, che la transizione energetica già pone a un ente di ricerca come Sotacarbo.

 

 

Mario Porcu è il nuovo presidente del Lions Club Carbonia, ieri ha ricevuto la campana da Attilio Burdi, nel corso della cerimonia svoltasi al Lù Hotel.

Attilio Burdi ha ricordato l’attività di servizio svolta e gli avvenimenti più significativi dell’anno appena trascorso, sottolineando che è stato un onore guidare il Club più anziano della Zona e aver avuto come amici di viaggio «dei soci meravigliosi che si sono sempre impegnati per portare a termine un programma che li ha impegnati per i 12 mesi dell’anno con una media di oltre due “service” al mese, ne sono stati compiuti 28»!
Hanno partecipato al passaggio della campana il presidente di zona, Angela Canargiu, del Lions Club Villacidro Medio Campidano; il past presidente distrettuale Giampiero Peddis, presidente del Lions Club Iglesias; il presidente del Lions Club Villacidro Medio Campidano, Luciana Ortu. Tutti hanno rivolto un sentito ringraziamento al presidente uscente Attilio Burdi per l’eccellente contributo dato ai cittadini con le attività di servizio svolte. Hanno espresso gli auguri al presidente subentrante Mario Porcu di buon servizio, con la certezza di conseguire traguardi sempre più ambiziosi.
Il sindaco di Carbonia, dottor Pietro Morittu, ha sottolineato l’importanza delle attività condotte dal Lions Club di Carbonia in sinergia con l’Amministrazione comunale, le istituzioni e le altre associazioni del territorio.
La vitalità del Club si è rinnovata e rinvigorita con l’ingresso di nuovi soci che già precedentemente avevano dato il loro contributo allo svolgimento delle attività di servizio, con entusiasmo e fattiva partecipazione. Nel corso della conviviale sono stati insigniti della qualifica di Socio del Club: il dottor Stefano Marroccu ed il signor Simone Sotgiu. I curricula dei due nuovi soci sono stati delineati dal padrino, dottor Marco Grussu e sono state appuntate le spille distintive dell’appartenenza al Club.
La giornata si è conclusa con il taglio della torta e l’augurio, al Lions Club di Carbonia, di sempre maggiori traguardi all’insegna della solidarietà.

Sono stati presentati sabato scorso, nel corso di un incontro pubblico svoltosi nella sala polifunzionale di piazza Roma, gli investimenti per i quali lo scorso 30 giugno il comune di Carbonia ha indetto, nell’ambito delle opportunità di finanziamento proposte dal PNRR per la rigenerazione urbana, l’efficientamento energetico, il potenziamento dei servizi all’istruzione e alla cultura, ben 11 gare d’appalto, per complessivi oltre 20 milioni di euro di investimenti.

Hanno partecipato all’incontro, con il sindaco Pietro Morittu e l’assessore dei Lavori pubblici Manolo Mureddu, gli altri assessori, alcuni consiglieri comunali, i tecnici del comune di Carbonia e della regione Sardegna che hanno lavorato all’elaborazione dei progetti riuscendo a rispettare i rigidi tempi imposti per ottenere i relativi finanziamenti, il presidente della Sotacarbo Mario Porcu.

Nello specifico, gli interventi si articoleranno nella rifunzionalizzazione dell’ex centrale elettrica nella Grande Miniera di Serbariu in un Museo della Città di Fondazione e Archivio del Novecento, per un importo totale di 8.600.000 euro; nell’edificio polifunzionale del Polo di Alta Formazione e cultura di Serbariu – specificamente per la riqualificazione della Lampisteria – Museo del carbone (1.700.000 euro); nella realizzazione della direzione e archivio del CICC – Centro Italiano della Cultura del Carbone (3.450.000 euro); nella realizzazione di un parco nella Grande Miniera di Serbariu (1.600.000 euro); nel completamento del progetto generale di riqualificazione della via Manno (600.000 euro): nel ripristino funzionale del collegamento pedonale del ponte sul Rio Cannas (600.000 euro); nell’efficientamento della scuola Pascoli di via Balilla (2.235.000 euro); nella costruzione di due mense nelle scuole primarie di Serbariu e Is Meis (376.000 euro, 455.000 euro); nell’abbattimento delle barriere architettoniche materiali e immateriali del Museo di Villa Sulcis e del Parco archeologico di Sirai (499.000 euro, 499.000 euro).

Una volta ultimate le procedure di gara e affidati i lavori alle imprese che risulteranno vincitrici, i cantieri verranno aperti tutti entro la fine dell’anno.

   

 

La complessità delle scelte imposte dal cambiamento climatico alla comunità mondiale per affrontare la sfida tecnologica e sociale della transizione energetica. Il workshop organizzato da Sotacarbo e Energia Media nella Grande Miniera di Serbariu a Carbonia ha illustrato strategie globali, nazionali e regionali per passare da un sistema basato sulle fonti fossili a uno senza emissioni di CO2, basato su rinnovabili e idrogeno verde, per assicurare il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050.
Un traguardo che al momento sembra allontanarsi anziché avvicinarsi.

«Se gli impegni degli Stati restano quelli attuali, l’obiettivo di contenere l’aumento della temperatura entro 1.5°C è velleitario – spiega il presidente Sotacarbo, Mario Porcu -. Lo scenario NetZero nel 2050 dell’Agenzia internazionale dell’energia (IEA) appare già superato, anche perché per metà della popolazione mondiale, Cina e India, la scadenza programmata è posticipata di dieci-vent’anni.»
Tutti i relatori hanno messo in evidenza come la neutralità climatica sia un obiettivo universale ma le strade per conseguirlo possono essere molteplici e non le stesse per tutti.
Aperti dall’intervento dell’assessore regionale all’Ambiente Marco Porcu, i lavori sono entrati subito nel vivo con il general manager dell’International Centre for Sustainable Carbon Andrew Minchener, che ha sottolineato l’errore di sottovalutazione dell’importanza nella transizione energetica delle terre rare, litio, cobalto e rame. Minerali necessari per la realizzazione delle turbine eoliche e dei pannelli solari, elementi chiave della decarbonizzazione: «La Cina ha una posizione dominante in questo mercatospiega Andrew Minchener -, sia per la disponibilità diretta che per quella indiretta, creata grazie ad accordi con altri paesi asiatici e africani, che dispongono di riserve. Questo vantaggio strategico si traduce in un gap competitivo enorme per gli altri paesi, che dovranno in parte rivedere molte delle scelte fatte a livello di tecnologie e industrie da sviluppare».

Gli interventi di Marcello Capra, ministero dell’Ambiente, e Gianluca Cadeddu, Centro regionale di programmazione della Regione Sardegna, hanno posto l’accento sul fatto che sia a livello nazionale che regionale «per la transizione energetica adesso non c’è un problema di risorse economiche», piuttosto bisogna far sì che i vantaggi ricadano nel territorio che sostiene il peso delle scelte, situazione non automatica né scontata.
Gianluca Cocco, assessorato regionale Ambiente, ha evidenziato la novità del metodo utilizzato per la stesura della Strategia regionale di sviluppo sostenibile: «La collaborazione fattiva tra assessorati diversi e il coinvolgimento dei portatori interesse e di diritti hanno significato tempi più lunghi ma hanno conferito basi più solide e condivise per la redazione di un documento strategico fondamentale».
Il professor Franco Cotana, università di Perugia, ha illustrato il ruolo che può essere giocato dai biocarburanti in questa fase di passaggio e di come l’Unione europea debba accelerare la transizione senza compiere scelte avventate che possano distruggerne l’economia.
La catena del valore e le condizioni necessarie per rendere l’idrogeno verde una scelta di sviluppo sostenibile e vincente per la Sardegna sono stati illustrati dal presidente Sotacarbo Mario Porcu: «La nostra regione è tagliata fuori dalla dorsale europea dell’idrogeno, così come era già successo con le reti del metano. La differenza stavolta è attraverso l’idrogeno verde l’abbondanza di energia da fonti
rinnovabili ci mette in condizione di poter diventare un’hydrogen island, in grado di soddisfare tutto il nostro fabbisogno energetico, con nostre risorse e a emissioni zero”.
Nella sessione pomeridiana spazio ai tanti progetti industriali in corso o programmati nell’Isola. I lavori si sono chiusi con la tavola rotonda che ha messo a confronto l’analisi dell’università di Cagliari, illustrata dal prorettore Fabrizio Pilo, la visione di Legambiente, rappresentata da Vincenzo Tiana, per finire con le tante criticità che la transizione energetica mette sul tavolo degli amministratori locali, sintetizzate da Ignazio Atzori, sindaco di Portoscuso, uno dei maggiori poli industriali dell’Isola: «Passare da un modello di sviluppo che ha fatto il suo tempo a un altro è doveroso ma dobbiamo sopravvivere. La transizione deve avere al suo centro l’uomo, altrimenti fallisce».

Un dibattito pubblico sulla transizione energetica, le politiche, le criticità e le opportunità che si presentano nella strada verso la neutralità climatica globale e in particolare della Sardegna. L’evento del 30 giugno, organizzato da Sotacarbo con la collaborazione di Energia Media, punta a favorire un momento di sintesi e di confronto tra istituzioni, industria, mondo accademico e della ricerca, sui progetti in corso in Sardegna e sulle politiche necessarie per gettare le basi di un’economia decarbonizzata.

«L’Europa punta a raggiungere l’obiettivo nel 2050 ma la Sardegna ha le condizioni per diventare carbon free prima di altri paesi e altre regionispiega Mario Porcu, presidente Sotacarbo -. È un momento di scelte decisive per risolvere il problema delle emissioni di CO2. L’Isola può sfruttare la transizione energetica per ridisegnare il proprio modello di sviluppo economico e industriale, puntando su tecnologie innovative come quelle per la produzione e l’utilizzo dell’idrogeno verde.»

La ricchezza dei contributi che verranno presentati durante il convegno mira proprio a far comprendere con informazioni scientifiche, esperienze, finanziamenti e modelli di business, come sia necessario affrontare questa sfida con una visione strategica e pragmatica al tempo stesso.

Il settore dell’energia è chiamato a rispondere alle criticità esistenti attraverso una complementarità di azioni e un’integrazione di sistemi. Con scelte d’avanguardia la Sardegna può rappresentare un laboratorio di sperimentazione e innovazione utile all’intero territorio nazionale, per la composizione di un mix di produzione e distribuzione di energia che oggi non può fare a meno di alcuna fonte.

La visione sulla transizione energetica che diventa leva di sviluppo economico per la Sardegna sarà presentata dalla Presidenza della Regione e dagli assessori alla Programmazione, all’Industria e all’Ambiente. Uno sviluppo economico che passa da una transizione tecnologica e culturale, che richiederà un mix di competenze e multidisciplinarietà.

In questo senso il rapporto tra imprese e istituti di ricerca sarà sempre più decisivo, anche per l’opportunità di declinare il tema energia – a fronte di nuove professionalità – in riferimento alla variegata composizione dei territori e alla straordinaria biodiversità, che è del Paese ma è soprattutto dell’Isola.

Il convegno offrirà l’occasione di un aggiornamento non solo sulle tecnologie, ma sui finanziamenti che andranno a supporto di una transizione che parlerà sempre più di Idrogeno, Rinnovabili, Comunità Energetiche, Smart Grid, mobilità e intermodalità sostenibile, multigas. Un momento di confronto importante per tutti i partecipanti per offrire e intercettare contributi trasversali che potranno trasformarsi in utili strumenti di analisi e di scelta, sia per le istituzioni regionali che per gli attori delle filiere produttive locali.

Il Consiglio comunale di Carbonia si è riunito questa mattina, convocato dal presidente Federico Fantinel, nella sede della Sotacarbo, per dibattere sulla difficile situazione in cui versa il polo industrialeo. Una riflessione complessiva che non ha riguardato solo il futuro della Portovesme Srl, le cui sorti a seguito dei vertici di ieri a Cagliari sono rimandate a gennaio 2023, ma anche tutto il comparto delle attività produttive del territorio.

«Un eventuale esito negativo avrebbe gravi ripercussioni sul tessuto sociale che per noi Amministratori assumerebbe i toni di una seria emergenza da gestire», ha sottolineato nella sua introduzione il sindaco Pietro Morittu, intervenuto dopo i saluti del presidente della Sotacarbo Mario Porcu. Il sindaco di Carbonia ha poi posto l’accento sulla questione energetica.

Nel corso della lunga seduta è stato messo all’attenzione del Consiglio un documento su cui hanno lavorato tutti i consiglieri come base di partenza su cui proseguire un percorso condiviso circa l’evoluzione della situazione al fine, naturalmente, di mettere in campo tutti gli strumenti utili per impedire la chiusura definitiva del polo industriale. «Stiamo parlando si legge nel documentodi 6mila posti tra diretti e indotto, legati a questi settori, che il territorio non si può permettere di sommare agli attuali 36mila disoccupati»

Hanno partecipato all’assemblea civica i rappresentanti diCgil e Cisl e Uil, reduci da una impegnativa settimana di incontri in Regione, i parlamentari sardi Silvio Lai, Salvatore Sasso Deidda, Francesca Ghirra, Alessandra Todde e Sabrina Licheri, alcuni sindaci ed amministratori del Sulcis Iglesiente, i vertici della Centrale Enel, alcuni delegati del comparto economico e don Antonio Mura, responsabile della pastorale Sociale e per il Lavoro della diocesi di Iglesias. Assenti, per sopraggiunti impegni, assessori e consiglieri regionali che hanno comunque inviato messaggi di solidarietà, vicinanza e manifestato sentimenti di collaborazione per le azioni da intraprendere a favore dei lavoratori.

La proposta emersa da più parti è stata quella di far diventare l’incontro di oggi un tavolo di discussione periodico sugli sviluppi della vertenza e più complessivamente sulle prospettive del territorio.

«Con l’ufficializzazione di questo finanziamento, il terzo tra i 27 che hanno incassato l’approvazione dell’Agenzia di Coesione territoriale, si concretizza l’idea di realizzare un distretto energetico rendendo la Miniera di Serbariu un polo di eccellenza per l’utilizzo di fonti rinnovabili.»

Lo ha detto, con evidente soddisfazione, il sindaco di Carbonia, Pietro Morittu, dopo lo stanziamento di 12 milioni di euro per la realizzazione del progetto Recover. Risorse importanti, grazie alle quali l’edificio che prima ospitava l’ufficio tecnico della Miniera diventerà un laboratorio d’avanguardia sulle tecnologie ad emissioni zero.

«La finalità di ricerca e sviluppo è concepita nel progetto Recover come la naturale prosecuzione della ‘vocazione energetica’ della Miniera, già al centro delle strategie di tutela e valorizzazione del patrimonio edilizio dell’Amministrazione comunale di Carbonia – ha aggiunto il sindaco Pietro Morittu -. In passato la miniera era una manifestazione di modernità, il progetto di recupero dei locali che abbiamo messo a disposizione integra la ricerca Sotacarbo per le nuove tecnologie ad alta efficienza, tutelando i caratteri identitari dell’edificio e del contesto minerario che lo contraddistingue.»

«L’obiettivo finale del progetto è accelerare lo sviluppo del territorio, favorendo la nascita di start up capaci di entrare nel processo innovativo legato alla transizione energetica e alla ricerca sull’idrogeno e sui combustibili rinnovabili ha precisato il sindaco di Carbonia parlando dei benefici contenuti nella candidatura precedentemente avanzata all’Agenzia per la Coesione territorialeun ottimo lavoro è stato svolto dalla Sotacarbo, guidata dal presidente Mario Porcu, e dai suoi ricercatori con una proposta progettuale di cui il Comune di Carbonia è partner.»

Un processo che verrà sviluppato nel Centro in stretta sinergia, funzionale e operativa, tra il mondo della ricerca (rappresentato da Sotacarbo, CRS4 e le università di Cagliari, Sassari e della Campania “Luigi Vanvitelli” ma anche da Enea, National Energy Technology Laboratory, Centro Nacional del Hidrógeno e Indian Institute of Technology Madras) e dell’industria (IMI Remosa ma anche Saipem e Nippon Gases).

«Domaniha concluso il sindaco Pietro Morittuci sarà la firma della convenzione che farà partire ufficialmente il progetto, su base triennale, scandito da due fasi: la prima, con il recupero dei locali che abbiamo messo a disposizione a cui poi seguirà la seconda, caratterizzata dalla ricerca.»