22 March, 2026
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Un narratore, l’attore, regista e autore teatrale Alessandro AnderloniAlessandro Foresti all’organo, e due protagonisti della scena musicale sarda: la cantante Elena Ledda e il compositore, ricercatore e strumentista Mauro Palmas al liuto cantabile. Sono gli interpreti di “Le sette parole di Gesù in croce” con le musiche di don Pietro Allori adattate per questo organico nel rispetto della linea melodica originale e del linguaggio del Maestro: l’evento è in programma domani (venerdì 13 marzo) alle 18.30 a Iglesias, nella Cattedrale di Santa Chiara, e sette sere dopo – venerdì 20 – a Quartu Sant’Elena, nella Basilica di Sant’Elena Imperatrice, con inizio alle 19.00; fra le due date in terra sarda, anche una replica oltre Tirreno: sabato 14 (alle 20.45) a Tavernola Bergamasca (BG), nella Parrocchiale Santa Maria Maddalena, sempre con ingresso gratuito.

“Le sette parole di Gesù in croce” si rifa all’antico rito del Venerdì Santo delle Tre ore di agonia di Cristo, una tradizione per lungo tempo profondamente radicata nella vita spirituale di Iglesias. Le musiche di don Pietro Allori, composte olte quarant’anni fa e oggi riproposte in una nuova interpretazione, riportano alla luce quella memoria, conservandone il nucleo spirituale e restituendo il senso dell’antico rito. Per secoli, il Venerdì Santo a Iglesias, infatti, è stato segnato dalla celebrazione delle Tre ore d’agonia. Il momento liturgico, costruito sull’alternanza di predicazione, letture evangeliche e canti popolari, aveva al centro la meditazione sulle sette parole pronunciate da Gesù sulla croce. Il rito si articolava in sette sermoni affidati a predicatori invitati per l’occasione, preceduti da un’introduzione e conclusi da una meditazione finale. Le cronache dell’epoca raccontano che la celebrazione non rimaneva confinata alla cattedrale, ma coinvolgeva più ampiamente l’intera comunità cittadina.

Quando don Pietro Allori, maestro di cappella del duomo di Iglesias, si confrontò con il tema delle Sette parole, la tradizione delle Tre ore d’agonia era già venuta meno, dopo la chiusura della cattedrale nel 1947 e le successive riforme liturgiche. Il compositore non ebbe modo di assistere direttamente al rito, ma ne ricostruì struttura, modalità e atmosfera devozionale grazie alle testimonianze di monsignor Luigi Cinesu, cancelliere della Curia vescovile e suo collaboratore per oltre trent’anni. Considerato l‘ultimo predicatore delle Tre ore d’agonia prima della loro sospensione, monsignor Luigi Cinesu rappresentò per Allori un riferimento decisivo, custode di una memoria liturgica e musicale che il compositore trasformò in materia sonora con rinnovata intensità.

La riflessione di Pietro Allori su questo tema si sviluppò in due momenti distinti, nel 1980 e nel 1983, dando origine a due lavori differenti ma uniti dallo stesso intento: tradurre in musica la densità teologica e drammatica del testo evangelico. Nacquero così due opere complementari: la prima, del 1980con un’impostazione coralela seconda, del 1983si configura invece secondo la forma dell’oratorio classico: i solisti interpretano i personaggi evangelici, il coro a quattro voci rappresenta la voce del popolo, mentre l’impianto musicale rinuncia agli strumenti e si fonda sull’uso della modalità gregoriana.

La versione proposta ora prende le mosse proprio dalla composizione del 1983 e ne offre una nuova configurazione espressiva. La scrittura originale è stata adattata per voce sola, organo e liuto cantabile, mantenendo con piena fedeltà la linea melodica che in origine era affidata ai soprani, mentre l‘intreccio armonico, sostenuto dalle parti di contralti, tenori e bassi, viene qui ricostruito e affidato all’organo e al liuto, che ne conservano l’equilibrio e la funzione espressiva, in continuità con il linguaggio musicale pensato da don Pietro Allori. In questa prospettiva, la nuova veste musicale dialoga idealmente con la storia del rito, restituendo attraverso il suono ciò che le fonti descrivono come un’esperienza comunitaria profondamente radicata

Il progetto è curato dall’Archivio Storico Diocesano di Iglesias con l’organizzazione delle associazioni culturali Elenaledda Vox e Àissa Màissa, con il contributo dalla Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, e del Comune di Quartu Sant’Elena.

La XXVII edizione del Festival Internazionale di Musica da Camera, rassegna cameristica, organizzata dall’associazione Anton Stadler ETS con la direzione artistica del bandoneonista e compositore Fabio Furìa e protagonista al teatro Electra di Iglesias dal 17 novembre al 28 dicembre, prosegue con grande successo la sua programmazione nel mese di dicembre.

Si riparte il 7 dicembre, quando sul palco del Teatro Electra salirà il duo, composto dal pianista Matteo Falloni e dal chitarrista Luca Lucini, attivo da molto tempo sulla scena internazionale, per un concerto dal titolo “España. L’arte della trascrizione”. Due grandi solisti eseguiranno insieme la grande musica spagnola in un recital di grande fascino con musiche di Granados e Albeniz, oltre alla “Suite latina” di Falloni. Il concerto include anche una selezione delle “Danze spagnole” di Granados e “España” di Albeniz, rielaborate da Matteo Falloni, evidenziando ritmi e melodie tradizionali in un insolito accostamento di pianoforte e chitarra.

Al termine dello spettacolo, seguirà una degustazione dei vini offerta dalla Cantina di Calasetta.

Il penultimo appuntamento andrà in scena invece l’8 dicembre, sempre alle 19.00, con la prestigiosa formazione cameristica composta da Maurizio Mastrini (pianoforte) e Anthony Guerrini (chitarra) che terrà il concerto “Corde percosse e pizzicate”. Si tratta di una proposta che coniuga il suono del pianoforte acustico con quello della chitarra del maestro Anthony Guerrini.

Sabato 6 dicembre sempre al Teatro Electra, alle ore 19.00, si terrà la presentazione del libro “Tra le mie corde. Maria Gabriella Ledda racconta Mauro Palmas”. L’appuntamento appartiene alla sezione “Il Festival incontra…” e sarà moderato da Ottavio Nieddu con la partecipazione del direttore artistico del Festival Fabio Furia. L’evento è realizzato in collaborazione con il Festival Culturale LiberEvento.

Dopo mesi di grande attesa e dopo il grande successo delle rassegne concertistiche della stagione estiva, ritorna il XXVII Festival Internazionale di Musica da Camera, che sarà protagonista al teatro Electra di Iglesias dal 16 novembre al 21 dicembre. La rassegna cameristica, organizzata dall’associazione Anton Stadler con la direzione artistica del bandoneonista e compositore Fabio Furìa, propone sette concerti dedicati alla grande musica interpretata da prestigiosi ensemble di caratura internazionale che ci condurranno in un viaggio tra le opere più amate della musica classica e del ‘900. Novità della XXVII edizione il sodalizio con cinque cantine del territorio che, per ciascuno dei concerti domenicali, offriranno le loro specialità vitivinicole che impreziosiranno gli appuntamenti domenicali con raffinate degustazioni.

Il sipario si alzerà il 16 novembre, alle ore 19.00, con il concerto “Specchi deformanti” del duo PiCello Bros, formato da Francesco Pepicelli al violoncello e Angelo Pepicelli al pianoforte. Al termine si terrà una degustazione dei vini offerti dalla Cantina Rubiu di Villamassargia.

Il 23 novembre invece, sempre alle 19.00, sul palco dell’Electra salirà il Duo formato dal soprano Antonella Baldantoni e Vito Clemente (pianoforte) per un esilarante concerto dal titolo “Una passione, due destini. Niccolò van Westerhout e Giacomo Puccini”. Anche in quest’occasione, al termine dello spettacolo seguirà una degustazione dei vini offerti dalla Cantina Funtan’e Mari di Gonnesa.

La grande rassegna cameristica proseguirà poi il 29 e 30 novembre. Sabato 29 con il concerto dal titolo “20 anni in duo” del Duo formato da Marco Schiavo e Sergio Marchegiani che proporranno un viaggio musicale, intenso e travolgente, a 4 mani sul pianoforte.

Domenica 30 novembre invece sarà la volta del Duo formato da Dino De Palma (violino) e Gianna Fratta (pianoforte), per un concerto dal titolo “Danza Macabra”. A seguire una degustazione dei vini offerti dalla Cantina S’Arriali di Iglesias.

Appuntamento da non perdere il 7 dicembre, quando sul palco del Teatro Electra saliranno Luca Lucini (chitarra) e Matteo Falloni (pianoforte), per un concerto dal titolo “Espana. L’arte della trascrizione”. Seguirà una degustazione dei vini offerta dalla Cantina di Calasetta.

Il penultimo appuntamento andrà in scena invece l’8 dicembre con la prestigiosa formazione cameristica composta da Maurizio Mastrini (pianoforte) e Anthony Guerrini (chitarra) che terrà il concerto “Corde percosse e pizzicate”. Si tratta di una proposta che unisce il suono del pianoforte acustico con quello della chitarra del maestro Anthony Guerrini.

La rassegna si concluderà in bellezza con l’ultima serata, domenica 21 dicembre, in compagnia dell’Orchestra Anton Stadler e i solisti Maria Solozobova al violino, Claudio Mansutti al clarinetto, Ramon Bassal al violoncello, sotto la direzione del Maestro Oliver Weder nel “Concerto sotto l’albero con solisti e orchestra”.

A conclusione della XXVII edizione del Festival Internazionale di Musica da Camera si terrà una degustazione dei vini offerti dalla Cantina Aru di Iglesias, storico partner dell’associazione Anton Stadler, offrendo un momento di convivialità e scambio degli auguri in vista del Natale e della fine dell’anno.

All’interno della rassegna cameristica, come ormai consuetudine, sono in programma a fine novembre e nel mese di dicembre quattro incontri musicali appartenenti alla sezione “Il Festival incontra…”. Sempre al Teatro Electra il 22 novembre, alle 19.00, si terrà il concerto “Note in limba” del Coro di Iglesias, diretto dal M° Stefano Pisano.

Sabato 6 dicembre sempre al Teatro Electra, alle ore 19.00, si terrà la presentazione del libro “Tra le mie corde. Maria Gabriella Ledda racconta Mauro Palmas”. L’evento sarà moderato da Ottavio Nieddu con la partecipazione del direttore artistico del Festival Fabio Furia. Si ricorda che l’evento è realizzato in collaborazione con il Festival Culturale LiberEvento.

Sempre al Teatro Electra il 13 e 14 dicembre, alle 19.00, si terrà il concerto “Banda G. Verdi, un secolo e mezzo di musica e…atrus annus” che vedrà protagonista l’Orchestra di fiati Giuseppe Verdi di Iglesias per le celebrazioni dei 150 anni di storia del Circolo Musicale G. Verdi.

Il Festival incontra… si chiuderà il 20 dicembre alle ore 20.00, presso la Chiesa di San Franceso, di Iglesias, con il concerto “Natale in Polifonia”, con la partecipazione della corale Caterina Cittadini,  diretta dal M° Mariano Garau e del coro Concordia Villa Ecclesiae, diretto dal M° Paolo Autelitano.

Come ogni anno, anche quest’anno, il Festival Internazionale di Musica da Camera al fine di diffondere la cultura musicale tra i più giovani, punta al coinvolgimento delle scuole. Infatti, è in programma, sempre al Teatro Electra, un “Mini Festival” con due prestigiosi appuntamenti, il 24 novembre e il 1° dicembre alle ore 10.30, un’importante occasione di incontro e formazione musicale, dedicati agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado della città. Il primo incontro dal titolo “Dreaming Buenos Aires” vedrà la partecipazione dell’Orchestra tipica di Tango del Conservatorio di Cagliari. Il secondo invece, dal titolo “Musicando” sarà un incontro con l’ensemble formato da Veronica Maccioni (voce e bandoneon) e Ottavio Farci (contrabbasso).

 

Un ricco cartellone di eventi accompagnerà la 666ª edizione della Festa di Sant’Antioco Martire, patrono di Sardegna, edizione estiva, dall’1 al 3 agosto prossimi. Al centro, come sempre, la fede e la devozione per il Patrono di Sardegna, celebrate con tre giornate all’insegna di tradizione e folklore, nonché di numerosi spettacoli musicali per tutti i gusti che animeranno le principali piazze antiochensi.

Si parte venerdì primo agosto, alle 18.30, con la Solenne Celebrazione Eucaristica presso la Basilica di S.Antioco Martire, seguita dalla tradizionale Processione per le vie del centro, con gruppi folk e cavalieri. Alle 22.00 grande musica in piazza Umberto con la storica formazione degli Equipe 84. Chiuderà la giornata di festa, alle 24.00, l’immancabile Spettacolo pirotecnico.

Tanta musica di qualità anche il giorno seguente, sabato 2 agosto: dalle 20.00 alle 22.00 andrà in scena la SeuinStreet Band, musica itinerante lungo il corso Vittorio Emanuele, mentre alle 21.00 torna a Sant’Antioco la “Fondazione Teatro Lirico di Cagliari” che, nell’ambito della programmazione estiva, porta la sua celebre orchestra in piazza Cartagine (fronte Museo Archeologico Ferruccio Barreca), con il concerto “Luce del Nord, fuoco del Sud”. Il complesso orchestrale della Fondazione cagliaritana si esibisce per la seconda volta, visto lo straordinario successo ottenuto nel luglio 2023. Prezzi biglietti: € 10 (posto unico non numerato). Prevendita e prenotazioni c/o Museo Archeologico “Ferruccio Barreca”, telefono 0781.82105, tofet@tiscali.it . Alle 22.30 ci si sposta in piazza Ferralasco per Best 90, il meglio della dance anni ’90.

Ultima giornata di festeggiamenti in onore del Patrono di Sardegna, domenica 3 agosto, con ben tre spettacoli musicali: alle 21.30, in piazza De Gasperi, appuntamento con FestarArtes – Sulky Jazz Festival, che porta sul palco Mauro Palmas e Giacomo Vardeu in “Sighida”; alle 21.30, in Piazzetta Italo Diana, la Scuola Civica di Musica Don Tore Armeni propone “L’anima dei fiati in piazza”; e ancora, stesso orario: Sardos, musica dal vivo con sonorità isolane e mediterranee, in Piazza Ferralasco, cui seguirà, alle 22.30, l’esibizione di Lester Dj.

«Anche quest’anno offriamo a cittadini e ospiti un fitto carnet di eventicommenta il sindaco Ignazio Locci a partire dai consueti appuntamenti con la tradizione e la fede, dalla processione nelle principali strade del paese del simulacro e delle reliquie del Patrono accompagnati da gruppi folk e cavalieri, fino ai fuochi d’artificio che si specchiano in laguna. E poi tanta musica, di cui cito due appuntamenti: il concerto dell’orchestra lirica del Teatro di Cagliari e quello degli Equipe 84. Un’organizzazione, quella della Festa, lunga e dispendiosa, che coinvolge diversi uffici comunali, nonché numerose associazioni, locali e non soltanto: tutti chiamati a fornire il proprio impegno per assicurare tutto si svolga nel migliore dei modi e in sicurezza. I miei ringraziamenti, a nome della comunità, vanno dunque a quanti si adoperano per garantire questi giorni di festa.»

Si chiudono in bellezza, a Portoscuso, i seminari di canto, musica e danza popolare di Mare e Miniere organizzato nella cittadina sulla costa del Sud Sardegna dall’associazione culturale Elenaledda Vox con la direzione artistica del musicista e compositore Mauro Palmas. Domani sera  domenica 29 giugno – a suggello di cinque intense giornate di lezioni e concerti, l’antica Tonnara di Su Pranu ospita il momento di congiunzione fra il lato didattico e quello spettacolare della manifestazione: il tradizionale concerto conclusivo – con inizio alle 21.30 e ingresso gratuito – che vedrà impegnati insieme, sullo stesso palco, allievi e docenti dei seminari.

Una testimonianza della validità dell’iniziativa didattica di Mare e Miniere, anche quest’anno sono stati tanti, più di centocinquanta, gli iscritti ai corsi e ai laboratori tenuti da Elena Ledda e Simonetta Soro (per la classe di canto popolare), Riccardo Tesi (suo il corso di organetto diatonico), Cuncordu e Tenore de Orosei (laboratori di canto “a tenore” e “a cuncordu”), Mauro Palmas (mandola e liuto cantabile), Marcello Peghin (chitarra), Alessandro Foresti (canto corale), Silvano Lobina (basso), Giulia Cavicchioni (laboratorio per bambini e ragazzi sulle musiche dal mondo), Andrea Ruggeri, Dario Muci ed Enza Pagliara (batteria e percussioni popolari), e alle due novità di questa edizione: il laboratorio di danze tradizionali del centro e sud Italia a cura di Viola Centi, e quello dedicato a musiche e canti della Val d’Aosta, Savoia e Piemonte condotto da Vincent Boniface. Ed è proprio dalle Alpi valdostane che partirà il repertorio del concerto di domani sera (domenica 29) per proseguire in un giro del Mediterraneo in musica, da Creta alla Grecia, dai Balcani al Salento, alla Sardegna, naturalmente.

Alla vigilia dell’ultimo atto, è possibile trarre un primo bilancio su questa edizione di Mare e Miniere a Portoscuso: «Il consuntivo è straordinariodichiara con soddisfazione Elena Ledda -, abbiamo molti più iscritti anche della precedente edizione, tanto che sarà complicato far stare tutti sul palco, nel concerto finale. Il programma della serata non ha un tema, come invece l’anno scorso , che era la guerra: abbiamo infatti lasciato a ogni classe la libertà di sviluppare e presentare il proprio programma. Anche il bilancio dei concerti è molto positivo: Mare e Miniere ha un pubblico stabile, fedele, che ci segue sempre. Naturalmente ci sono concerti che richiamano più spettatori, ma non si scende mai sotto una certa media».

Rassegna itinerante, dopo Portoscuso Mare e Miniere proseguirà il suo cammino nell’arco dell’estate in altri siti legati al mare e alla storia mineraria della Sardegna. Prossima tappa dal 24 al 26 luglio a Sarroch. Per informazioni: mareminiere@gmail.com .

 

Nuovo appuntamento, questa sera a Sarroch, per il trittico di serate di Mare e Miniere, organizzate dall’associazione culturale Elenaledda Vox. In programma al Parco Siotto, con inizio alle 21.30 e ingresso gratuito, “Contrattempi”, uno spettacolo che vede due attori, Laura Fortuna e Daniel Dwerryhouse, duellare in scena attraverso alcuni tra i brani più brillanti del repertorio di Achille Campanile; un duello scandito e accompagnato dalle musiche di Mauro Palmas ai plettri, affiancato da Silvano Lobina al basso e Marco Argiolas al sax e al clarinetto; un duello fatto di inversioni, parodie, capovolgimenti, ripetizioni, audaci giochi dialettici, pantomime e assurdità, situazioni surreali e continui equivoci che generano quella comicità irresistibile tipica del geniale scrittore e drammaturgo romano, che ha saputo raccontare con leggerezza e umorismo la società e la condizione umana.

Musica e parole sono gli ingredienti di base anche dell’ultimo appuntamento – sabato 27, sempre alle 21.30 – di questa tappa a Sarroch di Mare e Miniere: “La via del pepe”, uno spettacolo musicale tratto dall’omonimo libro di Massimo Carlotto con le illustrazioni di Alessandro Sanna, pubblicato nel 2014 da Edizioni e/o: una “finta fiaba africana per europei benpensanti”, come recita il sottotitolo, che narra di un giovane migrante, naufrago nel suo viaggio verso Lampedusa; una fiaba ironica e commovente che tocca il dramma delle migliaia di esseri umani alla deriva nel Mediterraneo spinti dalla fame e dalle guerre. Prendendo spunto dal racconto dello scrittore padovano, la cantante Elena Ledda e la voce recitante di Simonetta Soro, accompagnate dall’Orchestra Poco Stabile di Mare e Miniere, daranno forma a un affresco in musica e parole sui temi del viaggio, della morte e della speranza, in uno spettacolo capace di trasfigurare il reale anche nei suoi aspetti più difficili. Firma i testi delle canzoni Maria Gabriela Ledda, mentre le musiche originali sono di Mauro Palmas.


 

Dall’Umbria un riconoscimento per “Miradas”: il docufilm di Tomaso Mannoni e Mauro Palmas su Mare e Miniere, la rassegna itinerante di musica, teatro e danza di matrice popolare che si snoda tra vari centri della Sardegna, ha infatti ricevuto una menzione speciale al TIAFF, il Trasimeno International Art Film Festival; una manifestazione inserita nel Festival dei Tramonti che si è svolto dal 28 giugno a domenica scorsa (7 luglio) coinvolgendo diversi comuni affacciati sul lago umbro.

Per Miradas, negli stessi giorni, altra vetrina nazionale: sabato (6 luglio) il documentario è stato infatti presentato con successo a San Daniele del Friuli nell’ambito del quarantaseiesimo Folkest – international folk music festival. “Miradas” è una composizione di sguardi (“miradas” in sardo) su persone e luoghi che hanno segnato oltre dieci anni di Mare e Miniere; un affresco composto da immagini, musiche, suoni, canzoni, parole e danze che si susseguono senza un ordine cronologico, riorganizzati e condensati in cinquantanove minuti di montaggio, dai quali emergono l’anima e il cuore della manifestazione.

Il docufilm di Tomaso Mannoni e Mauro Palmas cattura l’autenticità di Mare e Miniere attraverso le sequenze dei suoi concerti in scenari suggestivi e inusuali, le testimonianze degli artisti partecipanti, e momenti tratti dai laboratori e dalle lezioni dei seminari che si tengono a Portoscuso. «Gli autori ci immergono con passione all’interno di un ritratto della musica popolare mediterranea. Un insieme eterogeneo di persone di ogni età ed estrazione, provenienti da ogni parte del mondo», come si legge sul sito del festival TIAFF nelle righe dedicate al documentario.

Dopo un’intensa settimana di lezioni e concerti, cala il sipario, a Portoscuso, sulla diciassettesima edizione dei seminari e della rassegna di musica e canto di matrice popolare di Mare e Miniere, organizzati nella cittadina costiera del Sud Sardegna dall’associazione culturale Elenaledda Vox con la direzione artistica del musicista e compositore Mauro Palmas. 
Domani sera – domenica 30 giugno – gran finale con il tradizionale concerto che riunisce sullo stesso palco allestito nell’antica tonnara Su Pranu allievi e docenti per un abbraccio collettivo in musica: si comincia alle 21.30 con ingresso gratuito. Sono oltre centosessanta gli iscritti ai seminari tenuti da Luigi Lai (suo il corso di launeddas), Cuncordu e Tenore de Orosei (per il laboratorio di canto “a tenore” e “a cuncordu”), Riccardo Tesi (corso di organetto diatonico), Mauro Palmas (mandola), Marcello Peghin (chitarra), Elena Ledda e Simonetta Soro (canto popolare), Alessandro Foresti (canto corale), Andrea Ruggeri e Enza Pagliara (batteria e percussioni popolari), Mario Incudine e Silvano Lobina, (musica d’insieme), Giulia Cavicchioni (laboratorio per bambini sulle musiche dal mondo), Manu Theron e Damien Toumi (canti politici e popolari occitani).
Il programma si annuncia come sempre ricco e variegatoquest’anno seguendo il filo rosso della guerra, della pace e dell’inclusione: «Stiamo lavorando su brani che in qualche modo parlino di queste tematiche così attuali: quindi varie canzoni antimilitariste, contro la guerra, anche per la parte del concerto dei bambini – spiega Elena Ledda
Avremo canzoni un po’ da tutto il mondo, ci saranno canti ebraici ma anche arabi, palestinesi, curdi, qualche brano sacro, e poi canti come “Nostra patria è il mondo intero “Dove vola l’avvoltoio”, con testo di Italo Calvino».
Alla vigilia dell’ultimo atto, è già possibile trarre un primo bilancio su questa edizione di Mare e Miniere a Portoscuso: «È stato veramente un seminario particolare, molto partecipato sia nella sua parte didattica, sia per quanto riguarda la rassegnavenerdì, ad esempio, c’era un mare di gente per il concerto di Peppe Servillo, che è stato meraviglioso. Insomma, siamo stanchi per queste intense giornate di lavoro, ma felici e soddisfatti. Come sempre», commenta Elena Ledda.

Calato il sipario sulla settimana di seminari e concerti sulla costa del Sulcis, la lunga stagione di Mare e Miniere prosegue facendo la prossima tappa a Sarroch: in programma, dal 25 al 27 luglio, un trittico di serate al Parco Siotto che vedranno l’Orchestra Poco Stabile di Mare e Miniereaffiancare di volta in volta Peppe Servillo in concerto, Elena Ledda e Simonetta Soro nello spettacolo musicale tratto dalla fiaba di Massimo Carlotto “La via del pepe”, e gli attori Laura Fortuna e Daniel Dwerryhouse in “Contrattempi”. A completare il quadro, un’esibizione del Tenore San Gavino di Oniferi nella serata d’apertura.

Canzone d’autore, musica e teatro domani sera (sabato 29) a Portoscuso per la rassegna di concerti che accompagna i seminari di Mare e Miniere in corso fino a domenica all’antica Tonnara di Su Pranu. Serata in due parti: protagonista della prima, con inizio alle 21.30, il cantautore e scrittore napoletano Alessio Arena, voce e chitarra, in trio con la chitarrista francese Isabelle Laudenbach e la sarda Caterinangela Fadda per un programma all’insegna del suo quarto album, “Marco Polo”, pubblicato nel 2022; un disco che partendo dalla canzone italiana si apre alle sonorità del Mediterraneo e si contamina con stili come il fado, il bolero, il tango, il flamenco.

Altri suoni e altre atmosfere nel secondo atto della serata: in programma “Contrattempi”, uno spettacolo che vede due attori, Laura Fortuna e Daniel Dwerryhouse, duellare in scena attraverso alcuni tra i brani più brillanti del repertorio di Achille Campanile; un duello scandito e accompagnato dalle musiche in scena di Mauro Palmas ai plettri, affiancato da Silvano Lobina al basso e Marco Argiolas al sax e al clarinetto; un duello fatto di inversioni, parodie, capovolgimenti, ripetizioni, audaci giochi dialettici, pantomime e assurdità, situazioni surreali e continui equivoci che generano quella comicità irresistibile tipica del geniale scrittore e drammaturgo romano, che ha saputo raccontare con leggerezza e umorismo la società e la condizione umana. La scena rimane sempre al centro dell’azione, anche con il camerino in bella vista, permettendo cambi d’abito, trucchi e pause sotto gli occhi del pubblico. I fantasmi di un teatro dal sapore un po’ retrò contribuiscono a interpretare il presente e a interrogarci sulla follia delle relazioni umane e di coppia, senza dimenticarci di riderci su. Perché ridere è rivoluzionario.

In giornata proseguono intanto le attività didattiche in vista della serata di domenica che suggellerà l’intensa settimana di Mare e Miniere, a Portoscuso, con il tradizionale concerto che vedrà impegnati tutti insieme allievi e docenti dei seminari in un coinvolgente abbraccio finale.

 

Giro di boa, domani (venerdì 28) a Portoscuso, per i concerti e i seminari di musica e canto di matrice popolare di Mare e Miniere, in pieno svolgimento, da martedì scorso fino a domenica, nella cittadina costiera del Sud Sardegna. Mentre in giornata, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 19.00, proseguono le lezioni dei corsi e dei laboratori negli spazi dell’antica tonnara di Su Pranu, in serata si accendono i riflettori per uno degli appuntamenti più attesi della rassegna che fa da corollario quotidiano alle attività didattiche: protagonisti Peppe Servillo, il cantautore, attore, e regista siciliano Mario Incudine, il ricercatore e polistrumentista Antonio Vasta (partner musicale di lungo corso, nonché conterraneo, di Mario Incudine) e l’Orchestra Poco Stabile di Mare e Miniere, formazione a geometria variabile che riunisce alcuni dei musicisti docenti dei seminari: Mauro Palmas al liuto cantabile, Marcello Peghin alla chitarra, Silvano Lobina al basso, Marco Argiolas al clarinetto e Andrea Ruggeri alle percussioni.

Il concerto spazierà tra grandi classici della canzone italiana, dall’Adriano Celentano di “Storia d’amore” al Nino Rota di “Brucia la terra” (il tema de “Il Padrino”), ma con la bussola prevalentemente orientata a sud: ecco allora, tra gli altri titoli in scaletta, la napoletana “M’aggia curà”, la siciliana “La spada di San Giuseppe”, e in particolare diversi brani di Domenico Modugno, come “Canzone appassionata” e “Lu minaturi”, o come “Lu pisci spada” e “Tu si na cosa grande”, su cui Peppe Servillo e Mario Incudine, cantanti e uomini di teatro come “Mister Volare”, duetteranno accompagnati dal pianoforte e dalla fisarmonica di Antonio Vasta.

A precedere il concerto, alle 21.30, un momento di altro genere: un incontro con Elisabetta Malantrucco, autrice e regista di Rai Radio Techetè, la radio basata sul grande patrimonio degli archivi Rai. L’ingresso alla serata è, come sempre, libero e gratuito. Presenta Ottavio Nieddu.