7 October, 2022
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Sale alla ribalta la musica dal vivo, domani (sabato 3 novembre) a Cagliari, nella terza giornata di Creuza de Mà, il festival di musica per il cinema ideato e diretto dal regista Gianfranco Cabiddu, quest’anno alla sua edizione numero dodici, in corso fino a domenica nel capoluogo sardo (dopo la prima parte che si è tenuta a metà settembre a Carloforte)

Doppio appuntamento in serata all’Auditorium del Conservatorio (in piazza Ennio Porrino): protagonista del primo, alle 21.30, Max Viale, videomaker, sound designer, compositore e cofondatore del gruppo Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo, artefice della colonna sonora di “Nico, 1988”, il film di Susanna Nicchiarelli, in visione al festival la sera prima, che racconta gli ultimi anni di vita di Christa Päffgen, in arte Nico, la cantante ricordata soprattutto per le sue esperienze con i Velvet Underground e con Andy Warhol. Organizzatore della produzione musicale sul set e interprete nel film nei panni del musicista Max Davies, Max Viale proporrà il visual set “Don’t Call me Icon (Nico/Christa 1938-1988)”: un focus sul suono e sulla colonna sonora originale di “Nico, 1988” (candidature David di Donatello; Nastri d’Argento 2018) supportato da immagini inedite e rielaborate in tempo reale che tracciano la storia della vita della poliedrica artista e delle fasi di lavorazione del film.

La seconda parte della serata vedrà invece di scena i Dancefloor Stompers, gruppo cagliaritano fondato dal bassista Gianmarco Diana, con Danilo Salis alla chitarra elettrica, Andrea Schirru alle tastiere, Frank Stara alla batteria e percussioni, e Juri Orrù alla chitarra acustica e voce. In programma Stompers 68, un reading-concerto che ripercorre la rivoluzione sessantottina – uno dei temi principali di questa edizione del festival Creuza de Mà – utilizzando la produzione cinematografica americana ed europea come canovaccio per un racconto artistico, sociale e politico delle nuove dinamiche giovanili, con la nascita degli hippies, la diffusione delle droghe lisergiche, il flower power e i movimenti studenteschi, l’overdose musicale dell’Estate dell’Amore e i suoi riverberi nel cinema e nella cultura di massa italiana. Un viaggio che si snoda lungo le autostrade e le grandi città degli Stati Uniti, come nelle campagne e le città della provincia borghese italiana, dove cinema, musica e narrazione si fondono: nelle immagini di film come “Il Laureato”, “Easy Rider”, “Fragole e sangue”, “Zabriskie Point” o “Woodstock“, ma anche in quelle di “Teorema”, “La Cina è vicina”, “Grazie zia”, “Il sesso degli angeli”, “Z – L’orgia del potere”, come nelle canzoni di Simon & Garfunkel, Electric Flag, Jimi Hendrix, Sly & The Family Stone, Pink Floyd, Beatles e The Band o nelle composizioni per il cinema di Giovanni Fusco, Miki Theodorakis ed Ennio Morricone.

La serata di domani (sabato 3) all’Auditorium del Conservatorio suggellerà un’altra giornata densa di impegni per Creuza de Mà, che si apre in mattinata nella Sala “Nanni Loy” dell’E.R.S.U., con il consueto appuntamento con le mastercalss di Musica per cinema: protagonista dell’incontro con studenti e pubblico, con inizio alle 10.30, Max Viale.

Alle 16.00, sempre all’E.R.S.U., partono le proiezioni con un altro film della retrospettiva che il festival dedica al ’68: “Zabriskie Point”, pezzo storico dell’epoca firmato nel 1970 da Michelangelo Antonioni, e ambientato tra Los Angeles e la Death Valley nell’era dei figli dei fiori e delle università in fermento.

A seguire, alle 18.30, “Fino alla Fine”, cortometraggio di 15 minuti di Giovanni Dota – che firma anche la sceneggiatura insieme a Giulia Martinez, con musiche di Federico Ciompi -, presentato quest’anno in concorso alla trentatreesima Settimana Internazionale della Critica nell’ambito del Festival del cinema di Venezia: cresciuto nella periferia di Napoli, assistente alla regia per la serie televisiva “Gomorra”, Giovanni Dota racconta una storia di camorra, tra personaggi grotteschi, tragici equivoci e segreti.

Alle 19.00, chiude le proiezioni in programma per domani (sabato 3) “Saremo giovani e bellissimi”, primo lungometraggio della regista barese Letizia Lamartire (presente all’appuntamento) che ha ottenuto il premio dedicato alla colonna sonora del miglior film in concorso alla Settimana Internazionale della Critica del Festival del Cinema di Venezia per le musiche di Matteo Buzzanca: e la musica è centrale nella trama del film stesso, in cui la protagonista, ex star del pop degli anni Novanta, ormai decaduta, vive un legame unico e a tratti morboso col figlio, anche lui musicista.

 

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Penultima giornata, a Carloforte, per il festival Creuza de Mà. Dopo i due appuntamenti di questa mattina al Cinema “Mutua”, la serata propone alle 19.00 uno degli eventi più suggestivi e originali del festival: il concerto al tramonto alle Ciasette, un anfiteatro di roccia naturale che si affaccia sul mare, nei pressi del faro di Capo Sandalo (sulla punta estrema nord-occidentale dell’isola di San Pietro), e che si raggiunge a piedi percorrendo un piccolo sentiero scosceso: una Creuza de Mà, appunto. Protagonista il Quartetto Pessoa, ovvero Marco Quaranta e Rita Gucci ai violini, Achille Taddeo alla viola e Kyung Mi Lee al violoncello (reduci dal concerto della sera prima con il pianista Leandro Piccioni). Nato nel 1998, il complesso d’archi si impone per le scelte musicali che mirano all’accostamento dei generi più diversi, dalla grande letteratura classica per quartetto d’archi a contaminazioni con il jazz, il rock-blues, il tango, la musica klezmer e contemporanea. Insieme a Leandro Piccioni il Quartetto Pessoa ha inciso un cd con le “Cuatro Estaciones Porteñas” di Astor Piazzolla e brani da film dello stesso pianista, con la collaborazione di Peppe Servillo.

Al ritorno in paese, due film chiudono la penultima giornata del festival. Alle 21.00, al Cinema “Cavallera”, prosegue la serie di proiezioni dedicata alle registe italiane con “Tito e gli alieni”diretto da Paola Randi, con la colonna sonora firmata da Giordano Corapi e il compianto Fausto Mesolella, il musicista casertano, membro storico degli Avion Travel, scomparso l’anno scorso. Commedia “lunare” sulla fine della vita, la solitudine e la morte, “Tito e gli alieni” ha per protagonista uno scienziato, impersonato da Valerio Mastandrea, che dopo aver perso la moglie, vive isolato dal mondo nel deserto del Nevada, accanto all’Area 51. Dovrebbe lavorare a un progetto segreto per il governo degli Stati Uniti, ma in realtà passa le sue giornate su un divano ad ascoltare il suono dello Spazio. Un giorno gli arriva un messaggio da Napoli: suo fratello sta morendo e gli affida i suoi figli, Anita di sedici anni e Tito di sette. I due arrivano in America aspettandosi Las Vegas, ma si ritrovano invece in mezzo al nulla, nelle mani di uno zio squinternato, in un luogo strano e misterioso dove si dice che vivano gli alieni.

Alle 23.00, infine, nel consueto spazio del Giardino di Note, ultimo film in visione per la retrospettiva sul ‘68 curata dal giornalista e critico musicale Enzo Gentile: “Zabriskie Point” pezzo storico dell’epoca (1970) firmato da Michelangelo Antonioni, ambientato tra Los Angeles e la Death Valley nell’era dei figli dei fiori e delle università in fermento.

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Nell’ambito di un’apertura alle problematiche della cultura contemporanea legata al teatro e alla comunicazione, la Scuola d’Arte Drammatica replica le “serate culturali” nella splendida cornice della Biblioteca del Teatro delle Saline, con un calendario di incontri incentrati sulle problematiche della cultura contemporanea legate al teatro, al cinema, alla letteratura e alla comunicazione.

Il  ciclo di appuntamenti non è dedicato solo agli allievi della Scuola, “Incontri in biblioteca”, infatti, apre le porte anche al pubblico più vasto, interessato agli argomenti e agli ospiti dell’evento.

Apre il prof. Raimondo Guarino, venerdì 9 marzo, sul tema “Diventare attori nel XX secolo”. Raimondo Guarino ha insegnato a Cagliari e a Bologna, ed è professore ordinario di Discipline dello Spettacolo nell’Università Roma Tre, dove ha diretto e coordinato i Corsi DAMS dal 2012 al 2016. Ha scritto su Shakespeare, Genet, Ruzante, e sul teatro negli spazi urbani. Tra i suoi libri, “Il teatro nella storia” (Laterza, 2008) e “Shakespeare. La scrittura nel teatro” (Carocci, 2010).

Seguirà, mercoledì. 14 marzo, il prof Silvano Tagliagambe, tema: “Le maschere e la loro incidenza sul volto”. Silvano Tagliagambe, eclettico e vivace intellettuale interessato ai processi della comunicazione, si è laureato in filosofia con Ludovico Geymonat e si è perfezionato in fisica all’università Lomonosov di Mosca. È stato professore di filosofia della Scienza presso le Università di Cagliari, Pisa, Roma “La Sapienza” e Sassari. Attualmente è professore emerito di Filosofia della scienza.

Mercoledì 21 marzo sarà la volta del regista Enrico Pau, che affronterà il tema “Lo sguardo nel cinema. Il corpo dell’attore nello spazio fisico e nello spazio urbano”. Enrico Pau è un insegnante e regista cinematografico autore di film di successo, tra i quali ricordiamo “Pesi Leggeri”, “Jimmy della Collina” e “L’Accabadora”. Le sue prime esperienze artistiche raccontano di un grande amore per il teatro frequentato in tanti ruoli, dalla recitazione, alla regia, all’organizzazione.

Mercoledì 28 marzo condurrà la serata Michele Salimbeni, che affronterà il tema: “La recitazione cinematografica”. Durante questo incontro si analizzeranno i diversi tipi di recitazione per il cinema, l’interazione con la macchina da presa e la flessibilità dell’attore nel soddisfare le attese del regista.

Michele Salimbeni, regista teatrale, cinematografico e sceneggiatore, laureato in filosofia alla Sorbona di Parigi, ricercatore universitario. È specializzato sul West americano e sulla sua rappresentazione. Le sue principali aree di ricerca sono la metafisica e la filosofia del film. Ha diretto il film “Under the Sky” (2008) e ha lavorato con autori importanti come Dario Argento, Andrzej Zulawski e Michelangelo Antonioni. Ha scritto il film “I magi randagi” tratto da un soggetto originale di Pier Paolo Pasolini.

Chiuderà il ciclo di incontri il regista Lelio Lecis, che mercoledì 11 aprile si confronterà col tema “La non recitazione degli attori”. Nell’affrontare questa tematica il noto regista, direttore artistico della compagnia teatrale Akròama,  parte  dall’affermazione “In una società in cui tutti recitano (politici, manager, etc.) gli attori sono forse gli unici che non recitano, nascosti dal personaggio, portano in scena la loro vera vita”.

Tutti gli appuntamenti di Incontri in Biblioteca 2018 avranno inizio alle ore 18.30 nella biblioteca del Teatro delle Saline, Piazzetta Billy Sechi, 3-4 Cagliari. L’ingresso è gratuito.

Per maggiori informazioni contattare la Scuola d’Arte Drammatica al numero 333 685 3960 o mandare una mail a info@scuoladiteatrocagliari.it .

 

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Un gemellaggio che guarda al futuro della tutela ambientale e alla valorizzazione dell’Isola di Budelli quello promosso dal Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena tra i ragazzi dell’Istituto comprensivo di La Maddalena e quelli della III B del “Quintino Sella”di Mosso promotori dell’iniziativa di crowdfunding “Non si sBudelli l’Italia” patrocinato dal WWF – Italia. Appuntamento fissato per il 22 maggio prossimo: tutti insieme i ragazzi avranno modo di sbarcare su quell’Isola che tanto ha rappresentato negli ultimi anni rispetto al dibattito nazionale sul patrimonio ambientale inteso come bene pubblico da custodire come patrimonio culturale a disposizione di tutti. Da un lato: i ragazzi di La Maddalena primi custodi di quel territorio che quotidianamente abitano e vivono, dall’altro le generazioni future che, ospiti di quello stesso territorio, vogliono continuare a fruire responsabilmente dell’Isola simbolo dell’Arcipelago.

I ragazzi avranno modo di conoscersi e confrontarsi sul futuro dell’Isola di Budelli e, guidati dagli educatori ambientali del Parco, avranno modo di scoprire i valori e le problematiche ambientali custodite all’interno dell’Isola sogno che affascinò l’immaginario cinematografico di Michelangelo Antonioni.

«L’Isola di Budelli è patrimonio pubblico per volontà del Parlamento che ha espresso la sua decisione in modo trasversale – spiega il comandante Leonardo Deri, Commissario straordinario del Parco – l’Ente Parco, che si trova investito della responsabilità della sua gestione, ha il dovere di costruire tutte le sinergie possibili perché il patrimonio ambientale in essa custodito sia valorizzato e reso fruibile compatibilmente con i delicati equilibri ecologici che lo contraddistinguono. Il gemellaggio tra la comunità locale rappresentata dai ragazzi delle scuole di La Maddalena e i ragazzi di Mosso è un passo in avanti chiaro in questa direzione, un’indicazione che vuole innanzitutto evidenziare una volontà di collaborazione e di apertura. A inizio anno ci siamo posti degli obiettivi: questo è uno di quelli, trovare il modo di coinvolgere la comunità locale rispetto al futuro del suo territorio e di Budelli in particolare, lasciando alle spalle polemiche e contrapposizioni. La speranza è che i ragazzi sappiano rappresentare in maniera chiara questa volontà conoscendosi e confrontandosi sui problemi dell’Isola.»