18 May, 2022
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«La Riforma sanitaria è ora realtà. Manteniamo così una promessa fatta ai tempi della campagna elettorale ai nostri elettori. Da esponente e rappresentate del territorio non posso che gioire per la re-istituzione della ASL del Sulcis Iglesiente che ne garantirà il giusto riconoscimento dell’autonomia territoriale.»
Lo scrive, in una nota, Michele Ennas, consigliere regionale del gruppo Lega Sardegna.
«La ASL unica ha rappresentato uno dei simboli del malgoverno della sinistra in Sardegna. Un fallimento innegabile che è sotto gli occhi di tutti – aggiunge Michele Ennas -. La tanto osannata riduzione dei costi in realtà altro non è stata che un taglio ai servizi ed un allungamento dei tempi di attesa. Che piaccia o no, la riforma nasce per porre rimedio a scelte sbagliate di cui ancora oggi paghiamo le conseguenze: criticità nei posti letto, nelle liste d’attesa, nella qualità delle prestazioni. Con questa riforma, miriamo a gettare le basi per un sistema sanitario migliore, solido e che tracci una linea di discontinuità col passato. Riportiamo la ASL nei territori, in modo che la sanità sia più vicino ai cittadini e ai bisogni delle comunità, una vicinanza già dimostrata in sede di stesura del testo. Questa non è, infatti, una legge calata dall’alto, ma è il frutto del lavoro di ascolto svolto dall’assessorato alla sanità e dalla commissione consiliare che per oltre un anno hanno visitato, ascoltato e toccato con mano i problemi di pazienti, medici, operatori sanitari e cittadini di ogni singola zona. Ringrazio il nostro Presidente, Cristian Solinas, e il nostro assessore alla sanità, Mario Nieddu – conclude Michele Ennas -, per essersi fatti promotori di questa linea d’azione che ci ha consentito di arrivare a questo straordinario risultato.”

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«I dati parlano chiaro e pongono la Sardegna in coda tra le regioni per numero di casi, eppure c’è chi ha deciso di metter su una campagna mediatica diffamatoria e denigratoria senza precedenti.»

Lo scrive, in una nota, Michele Ennas, consigliere regionale della Lega. «Un danno di immagine che rischia di avere ripercussioni importanti sul proseguo della stagione e di cui occorre chiedersi il perché, visto e considerato il retrogusto che pare un vero e proprio boicottaggio perpetrato ai danni del nostro sistema economicoaggiunge Michele Ennas -. Sarà forse che la millantata paura sia in realtà un ingiustificato attacco che veste i soli panni di un’offensiva politica? A pensar male si fa peccato, ma in questo caso il quadro si delinea piuttosto chiaro per non farsi un’idea di questo tipo. Non ci stiamo ad essere bistrattati in questo modo dopo aver dato mostra di essere stati tra i più virtuosi nel contrastare la diffusione del Covid-19.»

«Non ci stiamo ad essere accusati di essere la causa di una nuova diffusione pandemica solo per aver avuto il merito di attirare così tanti visitatori, alcune volte sia ben chiaro provenienti da altre località di villeggiatura, in barba alle catastrofiche previsioni di esponenti della minoranza isolana che prima hanno accusato presidente e Giunta di nuocere all’immagine della Sardegna per la sua richiesta di test preventivi e ora osannano coloro che muovono medesima richiesta sottolinea Michele Ennas -. Il Governo nazionale si dimostra ancora una volta incoerente e ascolta le richieste solo quando vengono da una certa parte politica, visto il repentino cambio di rotta dopo la richiesta della regione Lazio. Non può non colpire in tal senso il silenzio dei deputati sardi Pd e M5S che dovrebbero in primo luogo difendere la Sardegna. La maledizione della Sardegna’ non si può dire impunemente: ritengo che per quanto riguarda la campagna denigratoria in essere ci siano gli estremi per una richiesta di risarcimento a favore della Sardegna per i danni di immagine procurati. Ben venga la convocazione di un Consiglio regionale in cui discutere di questo, fugando, si auspica, ogni dubbio sul fatto che i rappresentanti dei sardi sono tutti dalla parte dell’isola.»

«Un’occasione questaconclude Michele Ennas – anche per aver modo di discutere dell’emergenza sicurezza e sanitaria legata allo sbarco incontrollato di migranti nelle nostre coste, quello sì un vero danno per la nostra terra di cui il Governo nazionale è responsabile ma non si cura minimamente.»

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«Trasferire migranti da una struttura all’altra dell’isola non è la soluzione, trattasi bensì dell’ennesimo grave attacco all’autonomia della Sardegna da parte di un governo disinteressato alla tutela della salute e della sicurezza degli abitanti dell’isola.»
A dichiararlo è stato il consigliere regionale della Lega, Michele Ennas, che aggiunge: «Il processo di invasione è ormai rodato. Gli algerini arrivati in Sardegna inviano informazioni su disponibilità di posti nelle strutture, sui procedimenti da seguire per arrivare indisturbati, sui tempi per accedere alla penisola e circolare indisturbati, sfruttando un metodo di espulsione inefficace ed inadatto».
«Il Governo, a guida PD-5stellesostiene ancora Michele Ennas -, sta rimettendo in piedi il vecchio meccanismo mediatico di accettazione del fenomeno ricominciando a sovvenzionare in maniera strutturale il business dell’accoglienza. Ci sentiremo dire che ognuno di essi scappa da qualche guerra, nonostante sia palesemente falso, che fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare e che in futuro ci pagheranno le pensioni. Di vero c’è solo che scappano dal loro paese abbandonandolo alla miseria e una volta in Italia pretendono anche quello che non è garantito neppure a molti lavoratori, disoccupati e pensionati sardi. Questo e’ un l’offesa anche nei confronti di chi fugge da un conflitto o persecuzioni e ha realmente bisogno.»
«Dall’Italiaprosegue Michele Ennascontinuano ad arrivare segnali che promuovono l’invasione con costi e rischi tutti a carico dei suoi cittadini: Sanatorie selvagge per clandestini da trasformare velocemente in residenti e cittadini da mandare al voto, decreti di espulsione inefficaci, politica estera senza credibilità, con un ministro degli Esteri che passerà alla storia per aver contradetto tutto quello che aveva sostenuto e in cui asseriva di credere. La Tunisia, per ringraziare il governo italiano degli undici milioni di euro regalati, ha subito scaricato altri tre barconi stracolmi di immigrati clandestini mentre l’Algeria annette buona parte del Mediterraneo, comprese le coste sarde del Sulcis Iglesiente, estendendo di prepotenza la ZEE con il silenzio del governo PD/5S. Insomma, un governo non credibile, che incassa colpi su tutti i fronti. Un governo che chiude le attività degli italiani per contrastare la diffusione del virus ma nel frattempo consente l’indisturbato proseguire del flusso di immigrati, spesso positivi, mortificando persino le forze dell’ordine da cui si leva ormai giornaliero il grido di allarme.»
«La situazioneconclude Michele Ennas – è insostenibile e sempre più preoccupante e continueremo a denunciarla. Non dobbiamo andare alla ricerca di nuove strutture: il flusso va fermato. Confido nel popolo sardo e nella sua volontà di non piegarsi a questo sistema di colonizzazione della nostra isola.»
Antonio Caria

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Il Consiglio regionale ha proseguito l’esame della riforma sanitaria (articolo 3) ed approvato un ordine del giorno sulla possibile apertura delle discoteche e dei locali da ballo.

Nella discussione generale dell’articolo 3 sono intervenuti: Francesco Agus (Progressisti) che ha parlato di rischio di frammentazione e di possibilità per ogni Asl di comportarsi come una Repubblica indipendente. «Ancora una voltaha detto –  presi dalle riforme si rischia di trascurare le emergenze»; Cesare Moriconi (Pd) che ha affermato di non avere nessun pregiudizio rispetto a questa iniziativa legislativa della maggioranza, ma che con questa legge di riforma si sta ripristinando un sistema che in passato non ha funzionato. La soppressione dell’articolo 3 potrebbe migliorare la legge. Massimo Zedda (Progressisti) ha ricordato che in Sardegna l’aspettativa di vita è di 82,5 anni. La nostra isola è seconda nel mondo  solo al Giappone dove l’aspettativa di vita è di 83 anni. Quindi questo vuol dire che si dovrebbe  programmare il nostro sistema sanitario in base a queste specificità. Nulla di tutto questo è contenuto in questa riforma che si basa solo su  criteri tecnico amministrativi e non in base alle esigenze reali della popolazione. Per Antonio  Piu (Progressisti) questa riforma non crea nessuna novità rispetto al passato: l’Ares ha le stesse finalità e la stessa base di lavoro dell’ATS. Per Antonio Piu, inoltre, non si può pretendere che una riorganizzazione come questa parta dal 1 gennaio 2021. Perché ancora oggi stiamo vivendo il periodo di transizione della riforma precedente del 2016.  Piero Comandini (Pd) ha detto che l’ articolo 3 è uno degli articoli principali della riforma. «Qual è la necessità – ha chiestodi sopprimere l’Ats e istituire l’Ares, se hanno le stesse funzioni? La nostra riforma era stata varata dopo una larga compartecipazione nella  quale i cittadini erano stati chiamati ad esprimersi. Invece questa riforma è frettolosa ed è accecata da una furia elettorale. Per il vicepresidente del Consiglio regionale quello che manca è l’analisi tecnico- finanziaria- politica-economica sull’ATS. Solo sulla base di tale analisi si poteva capire quali sono state le gravi carenze per cui l’Ats viene cancellata ed introdotta l’Ares che è una sua fotocopia. Inoltre, in questa riforma viene esautorato il ruolo del Consiglio regionale e si accentra tutto nelle mani dell’assessorato alla sanità.»

Sugli emendamenti 75, 146 e 569, soppressivi totali dell’articolo 3, sono intervenuti i consiglieri: Laura Caddeo (Progressisti), Michele Ciusa (M5S), Francesco Agus (Progressisti), Massimo Zedda (Progressisti), Maria Laura Orrù  (Progressisti),  Gianfranco Ganau (PD), Piero Comandini (PD), Salvatore Corrias (Pd), Diego Loi (Progressisti), Cesare Moriconi (PD), Rossella Pinna (Pd), Desirè Manca (M5S), Valter Piscedda (PD), Giuseppe Meloni (Pd). I consiglieri dell’opposizione hanno lamentato la mancanza di dialogo con la maggioranza.

Ha preso allora  la parola il presidente della commissione sanità Domenico Gallus che, rispondendo alle accuse che questa riforma non era frutto di concertazione, ha ricordato che la commissione ha fatto il giro di tutti gli ospedali per capire che cosa non andava nella sanità sarda. «Da ogni parteha detto Domenico Gallusci hanno chiesto di togliere l’ATS e di rimettere le unità sanitarie locali» Ha ribattuto Giuseppe Meloni (Pd) che ha affermato  che nei territori non hanno chiesto l’istituzione delle otto Asl ma una sanità più vicina al cittadino. E’ poi intervenuto Giorgio Oppi (Udc-Cambiamo!) che ha ribadito che l’Ats non ha funzionato e che i poltronifici li ha inventati l’opposizione che continua a gestire la sanità. Molto critico anche Pierluigi Saiu (Lega) che ha detto che l’opposizione quando era al governo ha creato l’Ats che ha distrutto la sanità sarda.

Gli emendamenti 75, 146 e 569 sono stati bocciati.

Sugli emendamenti 185 e 571 (soppressivi del comma 1 dell’articolo 3) sono intervenuti, per dichiarazione di voto: Massimo Zedda (Progressisti); Laura Caddeo (Progressisti);  Gianfranco Ganau (Pd); Francesco Agus (Progressisti); Valter Piscedda (PD); Rossella Pinna (Pd); Desirè Manca (M5S) che ha detto che non c’è nessun tentativo di rallentare la riforma sanitaria. Noi non siamo quelli del “no a prescindere”. Nel progetto di 5 stelle si evince la nostra azione propositiva. I 5 stelle vogliono l’istituzione di 4 Asl indipendenti e autonome; Michele Ciusa (M5S); Piero Comandini (Pd) che  ha affermato di non rinnegare la precedente riforma sanitaria. E’ stata una scelta intelligente e necessaria che ha permesso alla Sardegna di non essere commissariata.

Gli emendamenti 185 e 571 sono stati bocciati.

Sugli emendamenti 186 e 572, soppressivi del comma 2 dell’articolo 3, sono intervenuti: Massimo Zedda (Progressisti); Valter Piscedda (Pd) che ha detto che è umiliante per il Consiglio perdere una delle ultime potestà rimaste. La sede dell’Ares, infatti, secondo l’articolo 3 è individuata con deliberazione della Giunta. Antonello Peru (Udc Cambiamo!) che ha detto alla opposizione di non aver letto bene l’articolo 3 sulle funzioni di Ares. L’ATS svolge le sue funzioni sanitarie attraverso i presidi, l’Ares svolge esclusivamente funzioni amministrative, non sanitarie. C’è una differenza sostanziale. Piero Comandini (Pd) ha ribadito che con questa riforma c’è un ritorno al passato. La sanità deve essere garantita a tutti. Daniele Secondo Cocco (Leu) ha affermato di essere poco interessato alla sede dell’Ares ma vuole sapere se la sanità sarà garantita a tutti in maniera uguale. Per Francesco Agus, (Progressisti) il tema della sede è marginale. Per Roberto Deriu (Leu) è necessario che la maggioranza si confronti. In questo modo non si va da nessuna parte. Sono sbagliate sia l’Ats che l’Ares. Anche a Rossella Pinna (Pd) l’argomento dell’ubicazione della sede dell’Ares è poco appassionante. Giuseppe Meloni (Pd) ha chiesto perché questa maggioranza non abroga direttamente  la riforma del 2016. Stefano Tunis (misto) ha detto che questa riforma è il rimedio alla vecchia riforma. L’elemento che contraddistingue questa controriforma è che la politica torna a gestire la sanità e che questa maggioranza sta operando secondo studi scientifici e sulla base di dati. Per Maria Laura Orrù (Progressisti) è allucinante che in questa aula si guardi solo al passato e che non si continui a dare risposte alle persone che soffrono.

Gli emendamenti 186 e 572 sono stati bocciati.

Sugli emendamenti 187 e 573, soppressivi del comma 3 dell’articolo 3, sono intervenuti: Massimo Zedda (Progressisti); Francesco Agus (Progressisti) che ha ribadito che intervenire in questo periodo sulla sanità è un errore epocale. Desirè Manca (M5S) che ha ricordato che oggi in Sardegna si sono registrati 20 nuovi casi di Covid. Valter Piscedda (Pd) che ha detto che sarebbe utile confrontarsi sul merito. Per Piero Comandini (Pd) è il momento sbagliato per intervenire sulla sanità; mentre Giorgio Oppi (Udc cambiamo!) ha accusato  l’opposizione di non avere nessuna proposta alternativa. Sono intervenuti ancora Michele Ciusa (M5S), Laura Caddeo (Progressisti), Domenico Gallus (Udc Cambiamo!).

Gli emendamenti 187 e 573 sono stati bocciati.

Sull’emendamento 16, che  prevede di eliminare le parole “l’Areus” nel comma 3 dell’articolo 3, è intervenuto Massimo Zedda (Progressisti). L’emendamento 16 è stato bocciato.

Sull’emendamento 191, soppressivo della lettera a) del comma 3 dell’articolo 3, è intervenuto Massimo Zedda (Progressisti) . Durante l’intervento si è acceso un dibattito tra Massimo Zedda e Michele Ennas (Lega). Sono state usate espressioni inappropriate ed il presidente Michele Pais ha chiesto a Massimo Zedda di chiedere scusa al collega della Lega. Non avendolo fatto, Massimo Zedda è stato allontanato dall’aula ed i lavori sono stati sospesi.

I lavori sono rimasti sospesi per circa un’ora. Alla ripresa dei lavori il presidente Michele Pais ha auspicato che simili comportamenti non si ripetano mai più e ha chiesto al consigliere Massimo Zedda di riprendere il suo posto in aula.

Massimo Zedda si è detto dispiaciuto per quanto accaduto e ha detto che aveva solo risposto ad una provocazione.

Michele Ennas (Lega) ha affermato che gli insulti chiamano altri insulti e che aveva fatto l’errore di intervenire mentre il consigliere Massimo Zedda parlava.

In chiusura di seduta è stato approvato un ordine del giorno (primo firmatario Franco Mula) che impegna la Giunta regionale, sentito il comitato scientifico, a valutare l’opportunità di adottare atti idonei a rendere possibile l’apertura di discoteche e locali da ballo, nel rispetto, qualora fosse possibile, di norme che garantiscano la sicurezza ed il distanziamento.

I lavori sono stati interrotti. Il Consiglio si riunirà domani alle 10.00.

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Si è tenuto giovedì 6 agosto, nella sala riunioni dell’ex-miniera di Sa Marchesa, a Nuxis, un incontro promosso dal consigliere regionale Michele Ennas (Lega) sui temi legati al “Recupero dei vecchi tracciati ferroviari”.
Il recupero di parte del tracciato dell’ex-linea delle Ferrovie Meridionali Sarde Siliqua – San Giovanni Suergiu è frutto di un accordo tra amministrazione regionale, ex provincia di Carbonia Iglesias ed amministrazioni comunali.
Si tratta di uno dei tratti più caratteristici della Regione Sardegna sia dal punto di vista paesaggistico che architettonico. La valorizzazione della vecchia tratta ha la valenza di favorire lo sviluppo del tessuto economico del territorio mirando a investire nella mobilità lenta, che oltre alla sua valenza ambientale, consente di godere concretamente di uno dei paesaggi tra i più suggestivi dell’intera isola.
«L’obiettivo dell’incontrospiega il consigliere regionale Michele Ennasera quello di far emergere definitivamente le potenzialità di questi progetti per il nostro territorio, riunendo i vari enti che devono concorrere al completamento del progetto finanziato, oltre che discutere sui possibili sviluppi futuri. Un incontro promosso direttamente sul territorio allo scopo di vivere i posti coinvolti e poterli ammirare.»
Dopo i saluti del sindaco di Nuxis, Pier Andrea Deias, ad aprire il dibattito sono stati gli interventi dell’ing. Massimiliano Ponti, responsabile del Servizio Infrastrutture di Trasporto e Sicurezza stradale e dal Prof. Italo Meloni, direttore del Centro Interuniversitario Ricerche Economiche e Mobilità, i quali hanno descritto il progetto della Ciclovia della Sardegna ed i contenuti del Piano Regionale della mobilità ciclistica della Sardegna.
L’architetto Adriano Dessì, docente dell’università di Cagliari, autore del libro “Percorsi lineari”, ha illustrato le possibili soluzioni progettuali ed i material necessari per realizzare delle opere che siano al contempo funzionali e sostenibili, in perfetta armonia con l’ambiente e il paesaggio.
E’ intervenuto anche l’ex assessore regionale degli Enti locali, Cristiano Erriu, che ha illustrato gli obiettivi dell’accordo di programma sottoscritto tra Regione Sardegna, provincia del Sud Sardegna e Comuni interessati per il recupero del primo tratto del tracciato. I funzionari della provincia del Sud Sardegna, rappresentati dall’architetto Alfonso Sanna, hanno illustrato i contorni del progetto e le varie soluzioni ipotizzate anche per il recupero di altri percorsi del territorio del Sulcis Iglesiente, che da Buggerru passando per Iglesias, raggiungono il Basso Sulcis e l’isola di Sant’Antioco-Calesetta.
Sul legame con il patrimonio storico-architetonico-religioso è intervenuto Giampiero Pinna, presidente del Cammino Minerario di Santa Barbara che ha illustrato il progetto della Ciclovia del cammino minerario di Santa Barbara, collegata alla grande rete cicloviaria della Sardegna e alla rete delle ex-Ferrovie Meridionali Sarde.
Hanno partecipato anche i sindaci dei Comuni interessati al progetto, i rappresentanti delle associazioni ciclististiche e turistiche del territorio. Per la Giunta regionale era presente l’assessore dei Lavori pubblici Roberto Frongia che ha ribadito la volontà della Regione di investire sui progetti di recupero attribuendo alla mobilità ciclistica ed alle infrastrutture connesse il ruolo di fattore strategico nella pianificazione territoriale.

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«Per il Santa Barbara di Iglesias si prevedono importanti interventi strutturali che consentiranno di rispondere all’esigenza di rilanciare un presidio in cui sono stati individuati 12 posti letto in terapia intensiva e 8 di sub-intensiva. All’interno della struttura verranno svolti lavori edili, attività sugli impianti ed è prevista un’importante implementazione delle dotazioni di strumenti ed attrezzature. Un investimento complessivo di circa 3 milioni e 800mila euro. Tutto questo, garantendo il prosieguo di tutti gli altri servizi presenti e ove previsto coinvolgendo l’altro presidio ospedaliero cittadino CTO.»

Lo ha detto il consigliere regionale Michele Ennas (Lega) commentando l’approvazione, da parte del ministero della Salute, del Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera in emergenza Covid-19.

«Il Santa Barbaraha aggiunto Michele Ennasè il simbolo della politica fallimentare sulla sanità della sinistra a livello cittadino e a livello regionale. Durante la legislatura del presidente Francesco Pigliaru, PD come il governo cittadino, è passato da ospedale di riferimento del territorio ad ospedale periferico nella rete disegnata da Luigi Arru, completamente abbandonato in termini di manutenzioni nonostante ospiti ancora diversi servizi. Uno scippo, nel silenzio generale. Oggi diventa il simbolo della centralità del nostro territorio nel fronteggiare l’emergenza in atto, inserito assieme ai presidi principali della Sardegna tra quelli destinati a fronteggiare questa importante emergenza sanitaria cominciando a riacquisire un ruolo centrale nella sanità regionale. Ringrazio il presidente Christian Solinas e l’assessore Mario Niedduha concluso Michele Ennascon coerenza stiamo dimostrando di perseguire l’obiettivo di valorizzare la nostra sanità, guardando a tutti i territori.»

 

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Si parlerà di “Recupero dei vecchi tracciati ferroviari” nell’incontro che si terrà giovedì 6 agosto, a Nuxis, nella sala riunioni del sito dell’ex miniera di Sa Marchesa.
«Il progetto, di cui discuteremo in occasione del dibattito, mira alla creazione di un nuovo circuito di fruizione del paesaggiodichiara il consigliere regionale, eletto nel Sulcis Iglesiente, Michele Ennas, promotore dell’incontro -. Attraverso la valorizzazione del tracciato ferroviario, quale bene identitario, si punta a mettere in relazione i molteplici valori paesaggistici, ambientali, storico-culturali-religiosi e produttivi che caratterizzano il nostro territorio.»
«Alcuni tratti della vecchia linea sono già stati recuperati altri, come il tratto Siliqua-Giba, sono oggetto di un accordo che coinvolge diversi enti e l’intervento deve essere realizzatoaggiunge Michele Ennas -. Durante l’incontro ed il dibattito si punterà a favorire il confronto tra tutti i soggetti che hanno ruolo in questa opera di recupero, dunque amministratori locali, funzionari e tecnici degli enti coinvolti, esperti di mobilità, assessori regionali e rappresentanti politici oltre che esponenti delle associazioni.»
«Abbiamo di fronte un’importante opportunità per valorizzare un pezzo di storia del Sulcis Iglesiente, che se sfruttata bene conclude Michele Ennaspotrà fungere da volano per il rilancio turistico di un territorio che può offrire tanto a partire proprio dai paesaggi tra i più belli e suggestivi del bacino del mediterraneo.»

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«Il Governo nazionale non può continuare a stare in silenzio, deve intervenire con urgenza a tutela della nostra isola. Credo che il menefreghismo dimostrato da tutti gli esponenti dell’attuale esecutivo nazionale, sulla delicata tematica sia oltre che vergognoso anche irrispettoso nei confronti dei cittadini sardi. Cittadini che hanno affrontato l’emergenza pandemica superando la fase più acuta senza gravi criticità, e ora non possono rischiare di vedere tale risultato sfumare a causa dell’arrivo incontrollato nelle nostre coste di persone positive al Covid.»
Sono queste le parole del consigliere regionale della Lega Michele Ennas, che ha voluto commentare il nuovo sbarco di migranti avvenuto nelle coste del Sulcis Iglesiente.
«Che immagine di noi stessi possiamo dare all’utenza turistica sedenuncia Michele Ennas si prosegue a vedere nei tg e nelle varie testate giornalistiche le immagini di migranti che approdano e sbarcano indisturbati in mezzo ai bagnanti? In questo scenario paradossale, dove all’ emergenza dell’immigrazione incontrollata, che ha assunto sempre più il carattere di una vera e propria invasione, si va aggiungendo a anche una nuova possibile emergenza sanitaria, in Senato si pensa ancora una volta a votare per far processare Matteo Salvini. La sua colpa? Aver chiuso i porti e tutelando così la sicurezza dell’Italia e degli Italiani quando era alla guida ministro dell’Interno. Insomma, siamo al paradosso. Dal Sulcis chiediamo che da Roma vi sia un intervento immediato e una presa di posizione ferma sull’argomento.
A questo proposito, è previsto per domani a Sant’Antico, un gazebo promosso dal movimento “Stop invasione-io sto con Salvini”.
Antonio Caria

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«Per il primo anno anche il comune di Carloforte potrà usufruire, a partire dal mese di agosto, di un valido ed utile servizio atto a garantire e potenziare un congruo livello di assistenza sanitaria in termini di emergenza-urgenza grazie alla presenza sul territorio di un’ambulanza infermieristica, cosiddetta India.»
L’annuncio arriva dal consigliere regionale della Lega, Michele Ennas, che aggiunge: «Un segnale chiaro di quell’attenzione che vogliamo dare a territori, come quello di Carloforte, geograficamente svantaggiati ma che necessitano dei medesimi servizi, soprattutto a livello sanitario, al pari di ogni altro territorio. Le ambulanza India sono presenti, infatti, su tutto il territorio nazionale e sono un mezzo di soccorso importante nel sostegno delle funzioni vitali del paziente, in quanto possono somministrare terapia endovenosa e garantire a tutti gli effetti quell’intervento tempestivo che in determinate casistiche si rivela indispensabile per la salvaguardia della vita stessa del paziente. L’obiettivo è garantire gradualmente, come specificato e chiarito anche nella stessa delibera, tale servizio, per tutto l’anno con copertura h24 a garanzia di un’assistenza sanitaria adeguata alle esigenze della comunità locale.»

Antonio Caria

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Arriverà martedì 28 luglio a Carloforte, l’europarlamentare della Lega, Francesca Donato, per un tour di tre giorni in Sardegna che si concentrerà maggiormente nel territorio del Sulcis Iglesiente.
L’onorevole Francesca Donato si confronterà e discuterà con il presidente del Consorzio delle tonnare e con i pescatori sulle problematiche relative al comparto della pesca.
La seconda tappa sarà mercoledì 29 luglio a Portovesme, dove visiterà la centrale termoelettrica “Grazia Deledda” e la Carbosulcis. Al termine l’europarlamentare incontrerà i rappresentanti del settore turistico, alberghiero ed extra alberghiero. In questo tour, Francesca Donato sarà accompagnata dal commissario regionale, Eugenio Zoffili, dal capogruppo in Consiglio regionale, Dario Giagoni, dal consigliere regionale e referente per il territorio del Sulcis Iglesiente, Michele Ennas, da quello per il territorio del Sud Sardegna, Adriano Scanu, e dall’assistente parlamentare per la Sardegna, Daria Inzaina.
Antonio Caria