5 August, 2026
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Dopo i trionfi romani, l’Italia Green Film Festival che ha premiato Papa Francesco e il premio Oscar Giuseppe Tornatore, presenta la sua prima “Summer Edition”: un ritiro boutique nell’Isola di San Pietro in Sardegna per riscoprire un “nuovo umanesimo”.
«Ci sono festival che occupano gli spazi e festival che li trasformano. L’Italia Green Film Festival appartiene da sempre a questa seconda categoria. Siamo stati abituati a vederlo abitare le architetture solenni della Capitale: il taglio del nastro tra le navate del Parlamento, le serate di gala al Teatro dell’Opera o al Teatro Argentina, le idee lanciate da Palazzo delle Esposizioni, Palazzo Valentini e Villa Altieri. Un percorso istituzionale altissimo, impreziosito da un Albo d’Oro che pare una mappa del pensiero globale: dalla guida spirituale di Papa Francesco alla sensibilità pionieristica di Re Carlo III, dalla poesia visiva del Premio Oscar Giuseppe Tornatore, a Franco Nero, al maestro Silvano Agosti, alla tutela della biodiversità rappresentata dalla Tenuta del Presidente della Repubblica di Castelporziano», afferma il fondatore e direttore artistico dell’Italia Green Film Festival, Pierre Marchionne.
Ora, per la sua prima estensione estiva, annunciata dalla Direttrice Esecutiva del Festival, Silvia Armeni, già dallo scorso 30 aprile alla Camera dei deputati in occasione del Taglio del Nastro, l’Italia Green Film Festival ‘sbarca’ nel Sud Sardegna, all’Isola di San Pietro, Carloforte, di cui ella stessa è originaria.

«Fin dal momento della nomina afferma Silvia Armeniho fortemente desiderato portare il festival in questo luogo speciale, in cui i miei avi hanno realizzato gesta rilevanti, come la bonifica di varie parti del territorio locale. Affezione personale a parte, San Pietro è oggettivamente una location che si sposa perfettamente con i valori dell’Italia Green Film Festival: nel 2025, infatti, è stata classificata come l’isola più sostenibile d’Italia, oltre ad essere Oasi LIPU, ribattezzata ‘l’isola dei falchi’ per la presenza del Falco della Regina, che migra ogni anno dal Madagascar per nidificare proprio qui. Va da se’ che l’Isola costituisca una location ideale per ospitare una manifestazione estiva di sensibilizzazione su questioni ambientali e sociali, che costituiscono il focus del Festival.»
A tal proposito, Pierre Marchionne afferma: «Quando la tentazione del mainstream avrebbe potuto suggerire palcoscenici più mondani, il Festival ha scelto la via della natura più incontaminata e selvaggia. Una decisione che non è solo geografica, ma profondamente filosofica. Carloforte si configura come una boutique destination, la cornice ideale per un evento riservato, esclusivo non per censo, ma per consapevolezza. Una community di ‘eletti’ – intesi nel senso più nobile di menti illuminate, amministratori locali visionari, artisti, registi e studenti – chiamata a raccolta in un vero e proprio incubatore di idee al centro del Mediterraneo, da dove è ancora possibile ascoltare il silenzio, ritornare a vedere le stelle, in una natura selvaggia e incontaminata. L’Isola di San Pietro con i suoi 400 ettari di oasi protetta, è “un’isola nell’isola”, una rotta che impone ‘un viaggio nel viaggio’. In un’epoca dominata dall’ anestesia mentale’ causata dallo scrolling continuo sui social network, l’Italia Green Film Festival propone qui il proprio rimedio per un Nuovo Umanesimo: la riscoperta delle emozioni concretamente vissute e condivise con gli altri nella
quotidianità. L’obiettivo reale e morale al tempo stesso è uno solo: ritornare ad essere umani. E per farlo, sembra dirci questo Festival, è necessario disconnettersi dal rumore di fondo, ritornare ad ascoltare il silenzio della natura selvaggia, ritornare a vedere le stelle. E questo lo si può fare solo da questo luogo unico e magico, come l’Isola di San Pietro».
La manifestazione ideata e organizzata in loco dalla Direttrice Esecutiva del Festival, Produttrice e Sociologa, Silvia Armeni, in accordo con il direttore artistico Pierre Marchionne, prevede il trattamento di tematiche ambientali e sociali in chiave multidisciplinare : la mostra d’Autore sul randagismo ‘Attraverso i nostri occhi’ della fotografa Alessandra Cossu, allestita al CineTeatro Cavallera assieme al fotografo e videomaker Fabrizio Bibi Pinna – divenuta anche un omonimo documentario andato in onda su Rai Tre lo scorso 17 maggio – prodotta e presentata dall’attrice sarda di fama internazionale Caterina Murino – già premiata nella scorsa edizione del Festival per il suo impegno Green e social-, la cui raccolta fondi verrà devoluta all’associazione animalista locale ‘A.C.U’.A.”; i due Green Talk: con Chiara Vigo, Maestro di bisso e Piero Addis, biologo marino e professore associato di Ecologia dell’Università degli Studi di Cagliari nonché la presentazione della serie ‘Sardinia Green Trip’, prodotta dalla Sardegna Film
Commission, alla presenza del regista Andrea Mura e della produttrice esecutiva Chiara Andrich; le proiezioni dei film ‘Milarepa’ di Louis Nero e ‘La terra delle donne’ di Marisa vallone, entrambi girati totalmente in Sardegna e vincitori rispettivamente dei premi ‘Miglior regia’ e ‘Miglior Film’ nella categoria Green Set, durante le ultime edizioni del festival, alla presenza del regista Louis Nero e di parte dei relativi cast: Diana Dell’Erba e Hal Yamanouchi, Paola Sini e Syama Rayner; i laboratori di EcoArte per bambini diretti dagli artisti Massimo Lumini e Marco Nateri; lo spettacolo di Clowntherapy ‘Io e me’ dell’attrice e autrice Isabel Sardu; la presentazione della saga editoriale ‘ Sandahlia’ dello scrittore Stefano Piroddi, sulla storia nuragica delle Sardegna, curata dalla giornalista Susanna Lavazza; il Gala finale ‘Return to Human: l’Arte che sostiene la Vita’, a offerta libera con raccolta fondi in favore della Croce Azzurra di Carloforte, condotto dal noto presentatore Anthony Peth, con esibizioni e premi alle eccellenze artistiche regionali che operano a sostegno dell’ambiente e dei valori sociali fondamentali, come l’attore e regista Jacopo Cullin, noto al grande pubblico per il film ‘L’uomo che compro’ la luna’ di Paolo Zucca e la serie RAI di successo ‘Lolita Lobosco’, l’autore, conduttore televisivo e regista teatrale e cinematografico Gianluca Medas, il regista emergente Paolo Lubinu, il talento cinematografico emergente, Rose Aste, originarla proprio di Carloforte, distintasi nell’intensa interpretazione in ‘Anna’ di Marco Amenta, l’apprezzata attrice Sabina Zicconi, nonché la sfilata di Alta Sartoria Etica di tradizione settecentesca con la stilista sarda di origine greca Marinella Staico e quella della nota Maestra orafa Maria Conte; e ancora il previsto premio alla Carriera e alla divulgazione scientifica al noto autore e conduttore Roberto Giacobbo; il riconoscimento alla conduttrice tv Tessa Gelisio per il suo impegno in favore dell’ambiente tramite la For Planet Onlus; atteso, infine, il premio alla Carriera all’attore giapponese Hal Yamanouchi, protagonista oltre che dei film in programma, di decine di film nazionali ed internazionali, tra cui il famoso ‘Wolverine L’immortale’ della Marvel, ma altresì attivo da anni con numerose attività artistiche finalizzate all’integrazione culturale tra l’Italia e il Giappone.
Non mancheranno ovviamente la danza e la musica ispirate al cinema e alle tematiche del festival con le coreografie delle maestre Michela Borghero e Lia Marocci con Fabio Morrocu; le esibizioni live del sassofonista Renzo Durante; del cantante Sebastiano Mocci, vincitore del Festival Mogol Battisti nel 2022; della cantante Elsa Cherchi, concorrente dello show RAI ‘Standing Ovation’ nel 2017; della soprano Tiziana Cherchi accompagnata dalla pianista, compositrice nota anche in Spagna e Direttrice del coro di Carloforte, Bianca Albezzano, che renderanno omaggio alla memoria della soprano lirico internazionale Limbania Leoni di Carloforte; del giovane pianista prodigio Pietro Granara, terzo classificato al concorso internazionale WPTA Italy – World Piano Competition; ed un finale coinvolgente con il ‘Movie Dance Party’ – DJ set di Tore Saliu.
L’Italia Green Film Festival – Carloforte 1st Summer Edition, che si svolgerà il 6, 7 e 8 agosto tra le storiche locations carlofortine del CineTeatro Cavallera – messo gentilmente a disposizione per le tre giornate – e di Piazza Pegli, è realizzata grazie al contributo del Comune e della Pro Loco di Carloforte e di tantissime aziende che hanno sostenuto con entusiasmo l’iniziativa.
La manifestazione è patrocinata dalla Regione Sardegna, dalla Provincia del Sulcis Iglesiente, dal WWF – partner storico del Festival- dal Dipartimento Sardegna dell’Associazione Nazionale Sociologi, dalla Croce Azzurra di Carloforte e dall’Associazione contro la violenza ‘Donne al Traguardo’.

Prende il via giovedì 30 luglio 2026, dall’Arena Mirastelle di Piazza Roma, la rassegna «Cinema in valigia – Ciak si gira nei medaus»: otto serate di cinema all’aperto che per tutta l’estate portano il grande schermo direttamente nelle piazze dei Medaus e delle frazioni del territorio. Le proiezioni, a ingresso libero e gratuito, si tengono con inizio alle ore 21.30 e propongono un percorso interamente dedicato al cinema d’autore sardo e alle storie dell’Isola, accompagnato di sera in sera dalla presenza dei registi e degli autori delle opere.

La rassegna costituisce la prima azione operativa della linea Cinebus del progetto «BUSSOLA», il sistema di servizi di prossimità del Comune di Carbonia – Bibliobus, Informabus e Cinebus – sviluppato nell’ambito del Programma nazionale Metro plus e Città Medie Sud 2021-2027. La bussola è lo strumento che indica la rotta a chi è in cammino: non impone una direzione, la rende visibile. È questo che il servizio intende essere per i cittadini dei Medaus e delle frazioni, e in particolare per i più giovani.

Una cultura di prossimità

Ci sono luoghi che troppo spesso vengono considerati lontani dalla cultura e dal sapere. La prima edizione di «Cinema in valigia» nasce per portare nei medaus e nelle frazioni della città il grande schermo, insieme alle occasioni di dibattito e confronto che il cinema può generare.

L’obiettivo per i prossimi anni è fare di questi appuntamenti uno spazio di incontro e di scambio, in cui condividere esperienze e storie di vita. Ma anche valorizzare le specificità, le capacità, le produzioni delle tante realtà che compongono il territorio di Carbonia, ciascuna con la propria comunità e la propria identità.

Dal 30 luglio al 10 settembre otto proiezioni gratuite trasformeranno piazze e spazi di comunità in sale cinematografiche all’aperto. Un’idea di cultura di prossimità, capace di raggiungere le persone nei luoghi in cui vivono, si incontrano e condividono la quotidianità.

Carbonia, Is Gannaus, Medau Desogus, Medau Brau, Serbariu, Medadeddu, Barbusi e Flumentepido ospiteranno una rassegna dedicata al cinema del Sulcis, alla memoria dei medaus e alle produzioni che raccontano identità e cultura.  Portare cultura nei quartieri, nelle frazioni e nei medaus significa rendere la partecipazione più vicina e accessibile. È da questi luoghi che passa anche la costruzione di una comunità sempre più viva e coesa.

Il cinema che raggiunge i medaus

Il Comune di Carbonia ha una struttura insediativa policentrica e frammentata: accanto al centro urbano vivono numerosi Medaus e frazioni nati dalla vicenda agricola e mineraria. Micro-comunità che custodiscono un’identità forte ma scontano una distanza strutturale dai servizi culturali, concentrati nel centro. La rassegna nasce da una scelta programmatica: leggere la questione delle periferie come una questione di diritto alla fruizione culturale collettiva. Per questo, a eccezione della serata inaugurale nel centro urbano, le proiezioni sono collocate interamente nei Medaus e nelle frazioni. La piazza del Medau è un luogo di comunità. E l’estate, quando rientrano gli emigrati, si moltiplicano le sere all’aperto, feste e sagre, è il momento in cui un evento culturale serale raggiunge il pubblico più ampio e intergenerazionale.

La rassegna è fortemente promossa dal Comune di Carbonia ed è realizzata da una partnership composta da Cooperativa Millepiedi, Associazione Culturale Babel, Fondazione RTS – Radio Televisione Sarda, My Culture e Terra de Punt srl.

Il calendario delle otto serate

Le serate di proiezione, a ingresso libero e gratuito, inizieranno alle ore 21.30 e saranno presentate da Myriam Mereu.

Giovedì 30 luglio

ore 21.30

Carbonia – Arena Mirastelle  ·  Piazza Roma

«Quasi Grazia» di Peter Marcias

Serata inaugurale. Ospite: il regista Peter Marcias

Sabato 1 agosto

ore 21.30

Is Gannaus  –  Piazzetta fronte ex Circoscrizione, Via Donato Bramante 1

«L’amore e la gloria» di Maria Grazia Perria

Serata dedicata a Grazia Deledda. Ospite: la regista Maria Grazia Perria.

Giovedì 6 agosto

ore 21.30

Medau Desogus  –  Piazza dell’Amicizia Antonio Proietti

«L’Agnello» di Mario Piredda

Ospite: il regista Mario Piredda.

Giovedì 13 agosto

ore 21.30

Medau Brau  –  Piazzetta Medau Brau

«L’Arbitro» di Paolo Zucca

Ospite: il regista Paolo Zucca.

Giovedì 20 agosto

ore 21.30

Serbariu  –  Piazza della Chiesa (fronte Chiesa San Narciso)

«Emilio Lussu: il processo» di Gianluca Medas

Serata dedicata a Emilio Lussu. Ospite: Gianluca Medas.

Mercoledì 26 agosto

ore 21.30

Medadeddu  –  Piazza Santa Rita

«Anna» di Marco Amenta

Giovedì 3 settembre

ore 21.30

Barbusi  –  Piazza della Chiesa Santa Maria delle Grazie

«Tutti i cani muoiono soli» di Paolo Pisanu

Ospite: il regista Paolo Pisanu.

Giovedì 10 settembre

ore 21.30

Flumentepido  –  Piazza della Chiesa Sant’Antonio

«Assandira» di Salvatore Mereu

Serata di chiusura. Ospite: il regista Salvatore Mereu.

Il film di apertura: «Quasi Grazia» di Peter Marcias

Ad aprire la rassegna, giovedì 30 luglio all’Arena Mirastelle di Piazza Roma, sarà «Quasi Grazia» di Peter Marcias, ritratto della scrittrice nuorese Grazia Deledda, prima e tuttora unica donna italiana a ricevere il Premio Nobel per la letteratura. Alla serata inaugurale sarà presente il regista. Tre momenti cruciali scandiscono la vita della celebre scrittrice sarda Grazia Deledda: l’arrivo inaspettato di sua madre da Nuoro, le ore che precedono la vittoria del premio più prestigioso al mondo e gli attimi in cui un dottore la guarda negli occhi per trovare parole che non facciano troppo male. In mezzo, la vita intera dell’unica donna italiana ad aver vinto il Premio Nobel per la letteratura. Ed è seguendo con calore quella vita che il film arriva a indagare sia il rapporto tra donne e letteratura sia la questione femminile contemporanea. A differenza di un biopic tradizionale, Peter Marcias costruisce un film che si concentra su tre momenti precisi della vita di Grazia Deledda, affidati a tre interpreti diverse. Come dichiara lo stesso regista: «Non volevo fare un film a episodi, ma concentrarmi su tre momenti che raccontano una vita intera». Il film non è solo un omaggio a Deledda, ma una riflessione su cosa significhi essere artisti fuori luogo, su come la creazione possa essere insieme salvezza e condanna. La scelta di concentrarsi su tre momenti specifici, piuttosto che su una cronologia completa, permette di mostrare come fino all’ultimo Deledda abbia cercato di trasformare il dolore in parola, di dare forma al caos dell’esistenza.

Dal 3 all’8 dicembre si rinnova l’appuntamento a Sant’Antioco con Passaggi d’Autore – Intrecci mediterranei, il Festival del Cortometraggio Mediterraneo organizzato nella cittadina costiera del Sud Sardegna dal Circolo del Cinema “Immagini” (F.I.C.C.), con la direzione artistica di Dolores Calabrò e del regista bosniaco Ado Hasanovic. Un festival tematico, quest’anno alla sua ventunesima edizione, capace di unire ricerca, formazione, divulgazione e spettacolo; un festival che fonda la sua identità sul dialogo tra cinematografie diverse, sulla scoperta di nuovi autori e sulla volontà di costruire uno spazio in cui il Mediterraneo – mare di passaggi, migrazioni, conflitti e creatività – possa raccontarsi attraverso il linguaggio del cinema breve.

Nel corso delle sei giornate saranno proiettati – nel consueto spazio dell’Aula Consiliare del Comune di Sant’Antioco – oltre settanta titoli: un’ampia panoramica della produzione di cortometraggi degli ultimi due anni, alcuni dei quali in anteprima nazionale o regionale, selezionati tra quelli che hanno ricevuto premi e riconoscimenti o partecipato a prestigiosi festival nazionali e internazionali, come Clermont-Ferrand, Cannes, Venezia, Locarno, Sundance; e oltre alle proiezioni, ad arricchire e impreziosire il programma, il consueto corredo di momenti collaterali, masterclass, incontri e attività per le scuole.

Il palinsesto si articola in diverse sezioni – Intrecci Mediterranei, Intrinas, Focus, Videoclip, CortoAmbiente, Cinema e Territorio, Eventi – ciascuna con una specifica vocazione, una struttura che consente al pubblico di attraversare estetiche e tematiche differenti.

La sezione centrale, Intrecci Mediterranei, propone nell’arco di quattro giorni (nel tardo pomeriggio del 3, 5, 6 e 7 dicembre) la visione di ventidue cortometraggi provenienti da Paesi del “Mare Nostrum”, con la partecipazione alle proiezioni di alcuni dei rispettivi registi; una selezione che offre un affresco complesso del Mediterraneo contemporaneo, con storie che parlano di migrazione, identità, conflitti, diritti, ma anche di quotidianità, legami familiari, sogni e memoria. Tra i titoli in programma, “Domenica sera”, di Matteo Tortone, Premio David di Donatello 2025 per il miglior cortometraggio, e “I’m glad you’re dead now”, del regista palestinese Tawfeek Barhom (Palestina/Grecia/Francia), vincitore della Palme d’Or all’ultimo Festival de Cannes.

Da tre edizioni, la sezione Intrecci Mediterranei è competitiva: a una giuria internazionale composta da dieci studenti e studentesse universitari – che nei giorni del festival seguiranno il laboratorio Critica il Corto curato da Francesco Crispino – spetta anche quest’anno il compito di valutare i cortometraggi in programma e individuare quello più meritevole, al quale verrà conferito il premio Giuria Giovani nel corso della giornata conclusiva.

Vetrina aperta sulla produzione sarda, anche la sezione Intrinas è competitiva; in questo caso saranno studenti delle scuole superiori del territorio, coordinati dal critico cinematografico Enrico Azzano, a formare la Giuria Giovani e ad assegnare il loro premio al miglior film breve fra gli otto in visione la sera del 5 dicembre alla presenza dei rispettivi autori: “Io non dimentico”, di Antonello Pisano Murgia (2025, 14′), “Su cane est su miu”, di Salvatore Mereu (2025, 24′), “Oplà”, di Giulia Camba (2024, 18′), “Infanzia e gioventù di Gramsci”, di Paolo Zucca, Alessandra Atzori e Milena Tipaldo (2025, 7′), “L’ultimo ingrediente”, di Lorenzo Cioglia (2025, 8′), “Caro fratello”, di Simone Paderi (2025, 17′), “Vida e morti de unu maragotti”, di Stefano Cau (2025, 10′) e “It doesn’t exist” di Joe Juanne Piras (2025, 10′).

Ogni edizione del festival dedica un focus alla cinematografia di un Paese del Mediterraneo: ospite, quest’anno, il Libano, terra attraversata da una grave crisi economica, sociale e umanitaria aggravata dal conflitto regionale, ma che vanta una notevole produzione cinematografica. 

 

A Carloforte, per la terza giornata di Creuza de Mà, è il giorno delle prime volte. La prima volte del festival alle Ex Tonnare, con il concerto al tramonto dell’arpista Marcella Carboni; e la prima volta di Massimo Zamboni, che regala al pubblico sardo un concerto-evento dedicato a Enrico Berlinguer, con l’esecuzione live della colonna sonora di Arrivederci Berlinguer, che lo storico chitarrista dei CCCP ha composto per i registi Michele Mellara e Alessandro Rossi.

Due eventi inediti, domani, venerdì 25 luglio, che impreziosiscono la diciannovesima edizione del festival. Ma Creuza de Mà si apre come sempre al mattino con le masterclass del Progetto Campus, il percorso di alta formazione che, negli anni, è diventato la colonna portante del festival, operativo lungo tutto l’anno e finalizzato all’apertura, a Cagliari, di una Sede Regionale della Centro Sperimentale di Cinematografia dedicata alla Musica e Suono per Cinema e Audiovisivi.
Negli spazi dell’Exme, a partire dalle 10,30, appuntamento con il regista Paolo Zucca, il compositore Fabio Massimo Capogrosso, la produttrice Francesca Cima e il tecnico del suono Stefano Campus.

Alle 19,30, il festival approda  alle Ex Tonnare di Carloforte, per un suggestivo concerto al tramonto con vista sul mare, in un luogo carico di storia, bellezza, cultura. Protagonista sarà l’arpista Marcella Carboni che propone il solo Trame, un concerto intimo tra corde, elettronica e riverberi naturali. Per info e biglietti boxol.it .

La serata prosegue alle 23.00 al Giardino di Note con un unicum pensato apposta per Creuza de Mà: il cineconcerto di Massimo Zamboni, storico chitarrista dei CCCP, che eseguirà dal vivo la colonna sonora del film Arrivederci Berlinguer, di cui è il compositore. Saranno presenti, per un incontro con il pubblico, anche i due registi del documentario dedicato al leader sardo del PCI, Michele Mellara e Alessandro Rossi.

Il film raccoglie materiali d’epoca provenienti dal documentario “L’addio a Enrico Berlinguer”, che fu realizzato durante i funerali del segretario del PCI da alcuni dei più importanti registi italiani. Tra i molti, Bernardo e Giuseppe Bertolucci, Roberto Benigni, Carlo Lizzani, Giuliano Montaldo, Ettore Scola e Gillo Pontecorvo si misero dietro alla macchina da presa per omaggiare questo straordinario leader, venuto improvvisamente a mancare l’11 giugno 1984. Queste scene della cerimonia sono assemblate assieme ad alcune riprese di Berlinguer durante la sua attività politica, in un montaggio che vuole restituire all’oggi tutta l’umanità, la forza e la dignità di un personaggio centrale nella politica italiana degli anni Settanta e Ottanta.

Il quindici e il venti luglio, a Baradili, si terrà la seconda edizione de “I corti nel paese più corto”, ovvero una rassegna di documentari d’autore, ideata da Marcello Atzeni, che è anche il direttore artistico. La rassegna organizzata dall’Associazione “Terras Onlus”, sarà possibile grazie al finanziamento dell’amministrazione comunale, con in testa la sindaca Maria Anna Camedda.
Nel 2022 fu un successo rilevante, se ne occupò tutta la stampa isolana e a Baradili arrivò gente da mezza Sardegna. Tra le strade del paese passeggiarono prima, parlarono poi, Salvatore Mereu, Antioco Floris, Enrico Pau, Paola Cireddu, Sergio Falchi, Antonello Zanda e altri. Fu una cosa mai vista per il paese più piccolo dell’isola. Tredici opere in vetrina e solo una donna regista, Paola Cireddu con “L’uomo del mercato”. Nel 2023 saranno dodici i film presentati, sei il quindici luglio e altrettanti il venti. Proiezioni in piazza Santa Margherita, ore 20 e ingresso gratuito. «Quest’anno porteremo a Baradili cinque registe con altrettante loro operespiega Marcello Atzenicinque su dodici, vuol dire che si sfiora la parità di genere. Trovo che sia bellissimo. Finalmente allo scoperto anche donne, numerose, dietro la macchina da presa. Dunque non solo attrici, soggettiste, sceneggiatrici, parrucchiere e costumiste, per altro tutti ruoli di assoluto livello, ma anche direttrici e questo è il così detto salto in più.»

Tra l’altro a Baradili, la fascia tricolore di primo cittadino è indossata da una donna, Maria Anna Camedda, che da qualche mese è anche la presidente dell’Unione di Comuni dell’Alta Marmilla, con sede ad Ales.

Il programma della prima giornata. Sabato quindici luglio, ore 20.00, in piazza Santa Margherita: dopo i saluti della sindaca Maria Anna Camedda e quelli di Marcello Atzeni, proiezione de “La cena delle anime” di Ignazio Figus, un meraviglioso lavoro socio antropologico curato dal regista nuorese, che per tanti anni, è stato un pilastro dell’Isre. A seguire “Faulas”, una bella favola di Michela Anedda, giovane regista con origini a Villacidro. Quindi “Bella di notte”, un corto di Paolo Zucca, uno tra i più grandi registi sardi. Solo un’indicazione: la voce narrante è di Stefano Accorsi. Seguirà “L’albero del riccio”, lavoro a quattro mani, realizzato da Chiara Sulis e Juan Carlos Concha. Le storie di Antonio Gramsci, nativo proprio della Marmilla, raccontate in maniera deliziosa. Salvatore Mereu con “La vita adesso”, con il suo corto impegnato, che fornirà molteplici spunti di riflessione. Chiuderà “Un fenicottero chiamato tango”, della lussurgese Antonella Arca. Un corto d’animazione nella quale la giovane regista mischia natura e amore. Colonna sonora del marito argentino, il musicista Gustavo Gini.
A parlare con i registi Ignazio Figus, Michela Anedda, Paolo Zucca, Salvatore Mereu e Antonella Arca, sarà Antioco Floris, professore di cinema all’ Università di Cagliari, oltre allo stesso direttore artistico Marcello Atzeni.

La seconda serata, giovedì venti luglio, sempre alle venti e sempre in piazza Santa Margherita, s’inizierà con” Lo sguardo esterno” bel lavoro di Peter Marcias. Peter, originario di Uras, si trasferisce a Cagliari e poi a Roma. “Memorie in movimento” di Simone Paderi, Denise Maria Paulis e Niccolò Sirigu, ricostruisce i quattro secoli dell’Università di Cagliari. Eccomi (Flamingos) è il lavoro d’esordio di Sergio Falchi, brillante regista nuorese. Jambitè, bella storia raccontata da Alessandra Usai. Qui non si è più in Sardegna ma in Irlanda. Da vedere con la massima attenzione. Binario morto del sassarese Antonio Maciocco, storia particolarmente favolistica che ha già conquistato l’intera isola. Si chiude con “Il bambino “di Silvia Perra: la giovane regista parla del mondo musulmano in Italia.
A parlare con i registi Peter Marcias, Simone Paderi, Alessandra Usai, Sergio Falchi e Antonio Maciocco sarà Antonello Zanda, direttore della Cineteca sarda – Società Umanitaria, oltre a Marcello Atzeni.
«Anche quest’anno insieme a Marcellospiega Maria Anna Camedda, sindaca di Baradili – abbiamo voluto proporre ai nostri ospiti storie che raccontino e offrano spunti di confronto su diverse tematiche. A questo proposito la presenza di cinque registe sarde, espressione e orgoglio isolano ben oltre i confini della nostra Sardegna, esorta già di per sé a riflessioni. Le facciamo immersi nella bellezza dei loro lavori, cercando di non banalizzare questioni importanti legate a modelli culturali ancora ben radicati nella nostra società ed è bello che succeda a Baradili, il “più corto” dei Comuni, ma ancora una volta è dai piccoli che possono partire iniziative che portano lontano.»
Quindici e venti luglio, dunque, ore 20.00, s’inizierà con i saluti di rito e poi quattro chiacchiere con gli autori. Con il calare delle tenebre, spazio alle proiezioni e poi spazio ai registi, critici cinematografici e operatori culturali.
“I corti nel paese più corto”, è finanziato dall’amministrazione comunale di Baradili e ha il sostegno economico della “Fondazione di Sardegna” e la collaborazione dell’Isre e della Cineteca sarda – Società Umanitaria.

Mercoledì 1° luglio, presso il giardino della Biblioteca comunale di Iglesias, in via Diana, si terrà il primo appuntamento della rassegna cinematografica “I Giardini Possibili”, organizzata dall’Associazione Casa Emmaus, e dal Centro Iniziative Culturali Arci Iglesias APS, in partenariato con i comuni di Iglesias, Villamassargia, Musei e Domusnovas.

Secondo i soggetti promotori, la rassegna nasce con lo scopo di promuovere la coesione sociale e la partecipazione attiva dei bambini e dei ragazzi in un progetto di educazione all’immagine.
Un’attività di formazione utile a far capire l’importanza del cinema come strumento di crescita individuale, indispensabile per poter comprendere le contraddizioni e le opportunità del mondo contemporaneo.

Le proiezioni saranno ospitate nel giardino della Biblioteca Comunale di Iglesias, in via Diana, a Domusnovas nel Giardino Possibile della Carruba, in via Bonn, ed a Villamassargia, in Piazza Pilar.
In ottemperanza alle norme di distanziamento sociale e prevenzione sanitaria, al fine di evitare assembramenti, gli ingressi degli spettatori saranno contingentati e sarà chiesto al pubblico di indossare la mascherina.

La rassegna cinematografica, rientra nel progetto “I Giardini Possibili”, nato per la realizzazione di quattro nuovi parchi pubblici nei comuni di Iglesias, Villamassargia, Domusnovas e Musei, grazie anche al coinvolgimento di cinquanta bambini provenienti dalle scuole primarie dei paesi partecipanti, che, con i loro sogni e desideri daranno forma ai giardini e li renderanno unici.

In questo modo, le periferie, grazie alle idee dei bambini e alla collaborazione di abitanti, istituzioni e associazioni della società civile, possono diventare uno spazio di creatività, di coesione sociale, di condivisione, di educazione civica, e di sperimentazione delle strategie di trasformazione consapevole e sostenibile di un territorio allo stesso tempo fragile e meraviglioso come quello del Sulcis Iglesiente.

«Un’altra importante iniziativa nata all’interno del progetto “I Giardini Possibili”ha detto l’assessore dell’Ambiente Francesco Melis sviluppato in sinergia con le associazioni del territorio, e con il contributo fondamentale di artisti e docenti, con lo scopo di insegnare, soprattutto ai più giovani, l’importanza dell’educazione ambientale attraverso la riqualificazione di spazi urbani da destinare al verde pubblico, alla socialità ed alla cultura.»

– PROGRAMMA DELLA RASSEGNA CINEMATOGRAFICA

• HUGO CABRET di Martin Scorsese, Usa 2011, durata 120’
–       mercoledì 1 luglio – Iglesias – ore 21.00
–       giovedì 2 luglio – Villamassargia – ore 21.00
–       venerdì 3 luglio – Domusnovas – ore 21.00

• L’UOMO CHE COMPRO’ LA LUNA di Paolo Zucca, Italia 2018, durata 105’
–       mercoledì 8 luglio – Iglesias – ore 21.00
–             giovedì 9 luglio – Villamassargia – ore 21.00
–       venerdì 10 luglio – Domusnovas – ore 21.00

• LO STRAORDINARIO VIAGGIO DI S.T. SPIVET, di Jean Pierre Jeunet, Francia 2014, durata 105’
–       lunedì 13 luglio – Iglesias – ore 21.00
–       mercoledì 15 luglio – Villamassargia – ore 21.00
–       venerdì 17 luglio – Domusnovas – ore 21.00

• BIANCANEVE, di Tarsem Singh, USA 2012, durata 105’
–       lunedì 20 luglio – Iglesias – ore 21.00
–       mercoledì 22 luglio – Villamassargia – ore 21.00
–       venerdì 24 luglio – Domusnovas – ore 21.00
Per l’assessore della Cultura Claudia Sanna, «un contributo importante, che arriva da un progetto, “I Giardini Possibili”, di cui il comune di Iglesias è partner, e che permetterà alla Città di usufruire gratuitamente di un momento di intrattenimento e di approfondimento culturale. Ringraziamo gli organizzatori, tutte le persone che parteciperanno all’iniziativa, e gli operatori della Protezione, che daranno il proprio contributo per quanto riguarda l’osservanza delle norme di prevenzione sanitaria».

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In attesa di conoscere il futuro del Festival Jazz, condizionato dal Coronavirus, i concerti registrati a Sant’Anna Arresi nel 2019 vanno in onda sui canali RAI che, dopo l’acquisizione dei diritti per la messa in onda in esclusiva di n. 6 concerti integrali, onnicomprensive delle due dirette realizzate in quel di Sant’Anna Arresi.

Dirette Rai
31 agosto 2019 – Dwight Trible with Kahil El Zabar Duo / Burnt Sugar The Arkestra Chamber
2 settembre 2019 – Sardinia Instabile Orchestra

I restanti concerti saranno messi in onda nei palinsesti invernali e primaverile, attraverso il canale Rai Radio Tre e inseriti nel programma settimanale Rai Tre Suite, la trasmissione (con più di 100.000 ascoltatori) condotta dal giornalista critico Pino Saulo, che hanno deciso di dedicare l’intero mese di maggio alla Rassegna Internazionale “Ai Confini tra Sardegna e Jazz 2019”.

La messa in onda dei concerti registrati ha avuto inizio in data
5 maggio 2020 con il concerto del 6 settembre 2019 di Joshua Abrams & The Natural Information Society e proseguirà con:
12 maggio 2020 con il concerto del 5 settembre 2019 di Lonnie Holley Trio
19 maggio 2020 con il concerto del 5 settembre 2019 Matthew Shipp Trio
26 maggio 2020 con il concerto del 8 settembre 2019 Rob Mazurek & Exploding Star Orchestra

L’Associazione Culturale Punta Giara è fiera del riconoscimento ricevuto, dell’alta qualità delle registrazioni realizzate sotto la direzione del responsabile dell’Associazione Paolo Zucca e la consulenza del sig. Paolo Puggioni, del Service: Live Studio di Giovanni Carlini (tecnici: Elia Porcu, Marcello Capoccia, Roberto Frau, Stefano Calabrese, Stefano Melis, Gigi Casula, Alessandro Pulloni) e del Backline MusicArtService di Paolo Cabriolu (tecnico: Marco Camboni) e dei tecnici Rai (Davide Zurru e Simone Casti) arrivati a Sant’Anna Arresi.

Questo ennesimo positivo risultato consacra ancora una volta che le scelte artistiche, l’alta professionalità organizzative fanno della Rassegna Sulcitana uno dei festival Jazz più prestigiosi e creativi in ambito internazionale.

Per quanto riguarda l’attività del 2020, l’Associazione Culturale Punta Giara comunicherà entro e non oltre il mese di maggio, le risultanze e le motivazioni dei suoi organi statutari circa l’attività da svolgere nel 2020 influenzate, purtroppo, dal particolare momento storico che si vive e sulle decisioni da parte del Governo per verificare se esistono le precondizioni per l’effettuazione del festival nelle tempistiche e luoghi consolidati e/o valutare spostamenti temporali alla luce delle disposizioni di legge e dei protocolli che saranno emanati dal Governo.

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E’ stato inaugurato questa mattina, nei locali de La Fabbrica del Cinema, presso l’ex Direzione Amministrativa della Grande Miniera di Serbariu a Carbonia, è stato ufficialmente inaugurato il primo corso dedicato a “Sceneggiatura e paesaggio”.

Si tratta di un’iniziativa di alta formazione articolata in 12 masterclass, per lo sviluppo di progetti originali per il cinema e la serialità televisiva ispirati dai paesaggi della Sardegna e dalle storie delle sue comunità.

Il corso è stato presentato da Michele Casula, esperto in ricerche nel settore audiovisivo e rappresentante della società Clapbox, e dalla direttrice della Fondazione Sardegna Film Commission Nevina Satta, a cui si deve l’ideazione e l’organizzazione dell’iniziativa. Gli incontri si svolgeranno fra novembre e febbraio, con il sostegno del comune di Carbonia, rappresentato al taglio del nastro dall’assessore alla cultura Sabrina Sabiu, insieme alla Fondazione di Sardegna e dal Centro Servizi Culturali, rappresentato dal Direttore Paolo Serra. Era presente anche Alberto Zonchello, segretario particolare dell’assessorato regionale della Pubblica istruzione, Beni culturali, Informazione, Spettacolo e Sport.

A Carbonia l’avventura inizia con la prima lezione della produttrice esperta di sviluppo Daniela Masciale. In squadra anche il regista e sceneggiatore Andrea Magnani che terrà la masterclass di domenica 24 novembre e che, insieme a Daniela Masciale, svolgerà un ruolo da story coach, con la gestione di altri 4 appuntamenti cui si legherà il tutoring dei progetti sviluppati dai partecipanti.

Le altre 6 masterclass vedranno il coinvolgimento di professionisti di spicco del panorama audiovisivo nazionale, chiamati a condividere le esperienze creative del dialogo fra “sceneggiatura e paesaggio”.

Fra questi lo scenografo Giancarlo Basili, che raggiungerà Carbonia a metà dicembre dopo l’esperienza sul set della seconda stagione de “L’amica geniale”. Giancarlo Basili sarà accompagnato anche dal regista Marco Cruciani, che legherà alla tappa sarda una fase di location Scouting per il documentario sul cinema italiano visto dagli occhi della scenografia.

Terranno una lezione anche il regista Paolo Zucca, reduce dal successo de “L’uomo che comprò la luna”, lo sceneggiatore Filippo Gravino (“Veloce come il vento”, “Il primo re” e la serie in lavorazione “Romulus”), la regista Laura Lucchetti, che ha firmato e diretto in Sardegna il pluripremiato “Fiore gemello”, e lo sceneggiatore Salvatore De Mola, cui si devono gli adattamenti de “Il Commissario Montalbano”, il recente successo della fiction Rai “Imma Tataranni” e la scrittura, insieme a Gianfranco Cabiddu ed Ugo Chiti, de “La stoffa dei sogni”.

Il percorso si completerà con la condivisione dei risultati di un concept test – gestito dal team Clapbox con la collaborazione della società Ergo research – che misurerà il potenziale dei progetti sviluppati dai partecipanti presso campioni rappresentativi degli spettatori di film e serie tv.

Sono 18 gli autori finalisti, selezionati fra 33 candidati: Lucio Aru, Roberta Balestrucci, Maria Vittoria Durante, Marcello Lasio, Fabrizio Lo Bianco, Maria Elena Mallei, Luigi Manca, Pietro Martinetti, Elisa Meloni, Daniele Mocci, Andrea Pau, Simone Petrucci, Giovanni Davide Piras, Vanessa Podda, Alessandra Pusceddu, Andrea Rosas, Luca Sotgiu, Gabriele Tanda. Arrivano da diverse località della Sardegna e i progetti originali con i quali si sono candidati hanno ambientazioni che spaziano da Portoscuso al villaggio minerario di Ingurtòsu, all’isola de l’Asinara, a Tandalò, al complesso nuragico di Malchittu, da Siniscola alle spiagge della Baronia, ad Orgosolo, fino al colle di San Michele, con storie che attraversano generi ed epoche diverse: il banditismo dei primi del ‘700, lo sviluppo dei collegamenti interni all’isola dell’inizio dell’800, le lotte sindacali della prima parte del secolo scorso, il dopoguerra, il ’68 isolano, fino ai giorni nostri gettando uno sguardo verso il futuro prossimo.

                                               

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Ultimi appuntamenti per la parte cagliaritana della tredicesima edizione di Creuza de Mà, il festival di musica per cinema ideato e diretto dal regista Gianfranco Cabiddu, in corso da venerdì al Cineteatro “Nanni Loy” dell’ERSU, in via Trentino: un fine settimana che, dopo le sei giornate di metà settembre a Carloforte, propone anche nel capoluogo sardo un denso programma di masterclass, incontri, proiezioni di film e documentari.
Domani (domenica 13 ottobre), la giornata conclusiva si apre alle 10.30, con l’ultima masterclass sulla musica per il cinema, rivolta agli allievi del Centro Sperimentale di Cinematografia – Musica per cinema e Suono di Roma, agli studenti del Conservatorio e del Corso di laurea magistrale in Scienze della produzione multimediale dell’Università di Cagliari: al centro dell’incontro, aperto anche al pubblico, Paolo Zucca, Jacopo Cullin ed Andrea Guerra, rispettivamente regista, protagonista e autore delle musiche del film “L’uomo che comprò la luna”, in visione il giorno prima, sempre al Cineteatro Nanni Loy.
Tutti all’insegna del binomio Cinema e Sardegna gli appuntamenti del pomeriggio e della serata. Si comincia alle 16.00, con il documentario di Sergio Naitza “L’ultimo piazzaiolo”, un viaggio nelle sale cinematografiche dell’isola, chiuse, abbandonate e decadenti, per raccontare un pezzo di memoria collettiva attraverso i ricordi e gli aneddoti di tre anziani proiezionisti e del “pizzaiolo”, appunto, lo storico distributore di “pizze”, le bobine dei film in pellicola.
Presente alla proiezione, Sergio Naitza – giornalista professionista, critico cinematografico, documentarista – sarà anche tra i partecipanti all’incontro in programma alle 17.30 sulla figura di Ennio Porrino, il grande compositore cagliaritano di cui ricorre il sessantesimo anniversario della scomparsa, e sulla sua musica legata alle immagini, al cinema e al teatro. Moderati da Gianluca Floris, presidente del Conservatorio “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari, interverranno il direttore dello stesso istituto Giorgio Sanna, la figlia di Ennio Porrino, Stefania, regista, docente, autrice di testi teatrali, sceneggiatrice e musicista, e la musicologa Myriam Quaquero, autrice di una monografia sul compositore. Completa il parterre di relatori Franca Farina, curatrice della Cineteca Nazionale che ha provveduto al restauro della pellicola, recuperata nel 2015, di “Altura”, il primo film girato in Sardegna nel dopoguerra, che verrà proiettato in serata con inizio alle 20.00: un’opera di taglio neorealista, diretta nel 1949 dal regista sardo Mario Sequi (nato a Monserrato nel 1913 e morto a Roma nel 1992) con un cast in cui spiccano i nomi di attori del calibro di Eleonora Rossi Drago, Massimo Girotti e Roldano Lupi, e che si avvalse per le musiche della firma autorevole, appunto, di Ennio Porrino.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero e gratuito.
 

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Creuza de Mà, il festival di musica per cinema ideato e diretto dal regista Gianfranco Cabiddu, quest’anno alla sua edizione numero tredici, vive domani (sabato 12 ottobre) la seconda giornata della sua tranche cagliaritana (dopo quella di metà settembre a Carloforte), in corso fino a domenica al Cineteatro “Nanni Loy” dell’ERSU, in via Trentino.
Il programma della mattinata propone alle 10.30 il consueto appuntamento con la masterclass sulla musica per il cinema dedicata agli allievi del Centro Sperimentale di Cinematografia – Musica per cinema e Suono di Roma, agli studenti del Conservatorio e del Corso di laurea magistrale in Scienze della produzione multimediale dell’Università di Cagliari: protagonisti dell’incontro, aperto anche al pubblico, Agostino Ferrente, Letizia Caudullo, Andrea Pesce e Cristiano De Fabritiis, rispettivamente regista, montatrice e autori delle musiche di “Selfie”, il film in visione il giorno prima.
Due lungometraggi “made in Sardegna” caratterizzano le proiezioni del pomeriggio. Si comincia alle 16 con il docufilm di Davide Melis (presente all’appuntamento) “A Bolu”: un racconto corale, un viaggio alla scoperta di una delle più importanti e originali espressioni culturali dell’isola dei nuraghi, il Canto a Tenore, inserito nel 2005 dall’UNESCO tra i Capolavori del Patrimonio Immateriale dell’umanità. Un film in cui il Tenore stesso è voce e protagonista del racconto e dei canti, nei diversi scenari dove questa tradizione è ancora viva e genuina, lontana dalle manifestazioni prettamente folkloristiche.
A seguire, un successo della recente stagione cinematografica: “L’uomo che comprò la luna”, secondo lungometraggio (dopo “L’arbitro”) di Paolo Zucca: un road movie sardo per una commedia stralunata, con Jacopo Cullin nei panni del protagonista e le musiche firmate da Andrea Guerra, entrambi presenti alla proiezione, con inizio alle 18.30, insieme al regista cagliaritano, così come, l’indomani mattina, alla terza ed ultima masterclass di musica per cinema, in programma alle 10.30, al Cineteatro Nanni Loy.
Il binomio Cinema e Sardegna caratterizza anche gli ultimi appuntamenti di domenica 13, nel pomeriggio e in serata. Il primo è la proiezione, alle 16.00, del documentario “L’ultimo Pizzaiolo“; presente alla proiezione, il regista Sergio Naitza – giornalista professionista, critico cinematografico, documentarista – sarà anche tra i partecipanti all’incontro in programma alle 17.30, sulla figura di Ennio Porrino, il grande compositore cagliaritano di cui ricorre il sessantesimo anniversario della scomparsa, e sulla sua musica legata alle immagini, al cinema e al teatro, in rapporto alla tradizione sarda. Moderati da Gianluca Floris, presidente del Conservatorio “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari, interverranno il direttore dello stesso istituto Giorgio Sanna, la figlia di Ennio Porrino, Stefania, regista, docente, autrice di testi teatrali, sceneggiatrice e musicista, e la musicologa Myriam Quaquero, autrice di una monografia sul compositore. Completa il parterre di relatori Franca Farina, curatrice della Cineteca Nazionale che ha provveduto al restauro della pellicola, recuperata nel 2015, di “Altura”, il primo film girato in Sardegna nel dopoguerra: un film di taglio neorealista, diretto nel 1949 da Mario Sequi, con un cast in cui spiccano i nomi di attori del calibro di Eleonora Rossi Drago, Massimo Girotti e Roldano Lupi, e che si avvalse per le musiche della firma autorevole, appunto, di Ennio Porrino.