17 January, 2022
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Si è svolta questa mattina, a Carbonia, l’iniziativa promossa dall’OPI, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche del Sulcis Iglesiente, sui temi legati allo stato di estremo degrado in cui versa il sistema sanitario pubblico nel Sulcis Iglesiente e sulla nuova, l’ennesima riforma, proposta dalla Giunta regionale guida da Christian Solinas e prossima all’approdo prima in Commissione poi in Consiglio regionale, per la sua approvazione. «Chi ha paura di una ASL nel Sulcis Iglesiente», «Per una riforma equa del Sistema Sanitario Regionale», recitavamo gli striscioni esposti fuori dalla sala polifunzionale, dove i convenuti si sono trasferiti dalla piazza Roma, sede originaria della manifestazione, per l’inclemenza delle condizioni meteo ma, non lo si può negare, anche per la modesta partecipazione. Il sistema sanitario pubblico non funziona, le emergenze non si contano più, i cittadini lamentano ogni giorno, giustamente, gravissimi disagi, ma inspiegabilmente, tutte le iniziative che invitano alla mobilitazione per rivendicare il rispetto dei diritti, previsti nell’articolo 32 della Costituzione, vengono sottovalutate e disertate.

Tra i presenti, c’erano una dozzina di sindaci, con in testa Paola Massidda, padrona di casa e presidente della conferenza socio-sanitaria dei Comuni del Sulcis Iglesiente, rappresentanti di diverse associazioni, medici, paramedici, cittadini. Una delegazione è arrivata dall’Ogliastra, in rappresentanza del Comitato costituito a difesa dei diritti di quel territorio in materia sanitaria che recentemente ha mobilitato la popolazione, riuscendo a portare in piazza oltre 3.000 persone, un numero considerevole, se si tiene conto che l’Ogliastra conta 23 Comuni per complessivi 57,318 abitanti, contro lo stesso numero di Comuni, 23, del Sulcis Iglesiente, che conta però 136.345 abitanti…

Dopo la relazione introduttiva di Graziano Lebiu, presidente dell’OPI del Sulcis Iglesiente, è intervenuta Paola Massidda e sono poi seguiti quindici interventi: Giorgio Madeddu, presidente dell’associazione Amici della Cita Sulcis; Efisio Aresti, segretario della UIL Funzione pubblica del Sulcis Iglesiente; don Salvatore Benizzi, direttore diocesano della Pastorale Sociale e del Lavoro; Gianluca Lindiri, dializzato di Tratalias; Gianfranco Trullu, sindaco di Perdaxius; Bruno Piras, rappresentante del Comitato dei cittadini dell’Ogliastra; Andrea Deiana, giovane diversamente abile impegnato nell’associazionismo a difesa dei diritti dei cittadini; Giorgio Vidili, segretario regionale di Cittadinanza Attiva; Rita Melis, coordinatrice territoriale della Rete Sarda per la difesa della Sanità pubblica e gratuita; Peppino La Rosa, ex consigliere regionale; Loriana Pitzalis, ex assessore del comune di Carbonia; Manolo Mureddu, giornalista; Paolo Zandara, medico pediatra; e, infine, i consiglieri regionali eletti nel territorio, Michele Ennas (Lega) e Fabio Usai (PSd’Az).

Non riportiamo i contenuti degli interventi, perché li abbiamo registrati e ve li proporremo nelle prossime ore, allegate a questo articolo.

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Fabio Usai, neo consigliere regionale della lista 4 Mori Solinas Presidente, è stato il più votato nelle 32 sezioni del comune di Carbonia, con 1.795 preferenze; l’ex sindaco Giuseppe Casti (PD) si è piazzato alle sue spalle, con 1.198; il consigliere regionale uscente Luca Pizzuto (Liberi e Uguali Zedda Presidente) al terzo posto, con 1.118; Paolo Zandara del M5S al quarto posto, con 757. Tra gli altri: Pietro Cocco (PD) 490;  Luciano La Mantia (Sardi Liberi) 405 preferenze; Ilaria Portas (Liberi e Uguali Zedda Presidente) 396; Andrea Tunis (Sardegna20Venti) 387; Fabio Enne (Partito dei Sardi) 303; Peppino La Rosa (Riformatori Sardi) 279; Ilaria Ottavia Pisu (PD) 276; Monica Atzori (Lega) 274; Paolo Luigi Dessì (4 Mori Solinas Presidente) 209; Giovanni Nicolò Murgioni (M5S) 207; Carla Mario (M5S) 202; Claudia Cannas (Forza Italia) 196; Viola Secci (Autodeterminatzione) 160; Gianluigi Rubiu (FdI) 147; Gianfranco Trullu (Sardegna Civica) 142; Silvia Ibba (Sardi Liberi) 137; Alessandro Masciarelli (UDS) 130; Marinella Grosso (4 Mori Solinas Presidente) 117; Mauro Liggi (Futuro Comune con Massimo Zedda) 103.

Allegate le preferenze di tutti i 96 candidati delle 24 liste e i risultati per i 7 candidati alla carica di presidente e delle 24 liste, sezione per sezione.

 

 

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Il coordinamento dei Riformatori sardi del Sulcis Iglesiente ha organizzato per venerdì 25 gennaio, alle 16.30, presso la sala eventi di via Roma 48, a Carbonia, la manifestazione di apertura della campagna elettorale per le Regionali del 24 febbraio. Interverranno i candidati per il Consiglio regionale: Peppino La Rosa, Patrizia Mattioni, Gianni Melis ed Alessandra Murru. Concluderà i lavori il coordinatore regionale dei Riformatori Sardi.

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La sala eventi di via Roma 48, a Carbonia, ospiterà lunedì 26 novembre, a partire dalle 17.00, il convegno “Edilizia e Infrastrutture”, organizzato dal coordinamento dei Riformatori sardi del Sulcis Iglesiente.

I lavori verranno introdotti da Roberto Gibillini, coordinatore del circolo di Carbonia; Francesco Loi, coordinatore del Sulcis Iglesiente; Peppino La Rosa, coordinatore del gruppo di lavoro “proposte per lo sviluppo”.

Sono sei le relazioni previste, della durata di circa dieci minuti ciascuna:

  • Norme per la semplificazione nel settore dell’edilizia: Alfredo Mussetti, imprenditore;
  • Il Parco Geominerario: un vincolo senza discrimine: Maurizio Portas, tecnico;
  • Il patrimonio di AREA: come valorizzarlo e usarlo nel modo appropriato: Flavio Pala, tecnico;
  • Proposte di Caterno Cesare Bettini sul golfo di Palmas, la porta del Sulcis: Giampaolo Cirronis, giornalista;
  • Oltre i vincoli: senza infrastrutture non c’è futuro: Gaetano Cipolla: tecnico;
  • Volare sul golfo del Leone: Giuseppe Meletti: tecnico.

Seguirà un dibattito con proposte e idee ed interlocuzione con e tra i relatori.

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Il coordinamento dei Riformatori Sardi del Sulcis Iglesiente ha organizzato per lunedì 19 novembre, alle ore 17,30, presso la Sala Eventi di via Roma 48, a Carbonia, un incontro che sarà incentrato sulla presentazione del libro di Pierpaolo Vargiu “I Riformatori di Massimo Fantola dal mio punto di vista”.

Il programma prevede gli interventi di Roberto Gibillini, coordinatore circolo di Carbonia; Francesco Loi, coordinatore Sulcis Iglesiente; Peppino La Rosa, componente del coordinamento regionale.

Per la presentazione del libro, Pierpaolo Vargiu verrà intervistato dai giornalisti Stefania Piredda dell’Unione Sarda e Giampaolo Cirronis de La Provincia del Sulcis Iglesiente. Chiusura la serata, l’intervento di Massimo Fantola.

 

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«La bocciatura della legge di riforma della rete ospedaliera della Sardegna non è un fulmine a ciel sereno; era già nota da tempo, da quando c’era ancora il governo amico di Gentiloni con ministro Lorenzin, la posizione del governo che però non veniva comunicata ufficialmente e ai Riformatori Sardi che chiedevano lumi in consiglio regionale si rispondeva che erano in corso interlocuzioni su obiezioni di carattere tecnico che non mettevano in discussione la legge.»

Lo scrive, in una nota, Peppino La Rosa, componente della direzione regionale dei Riformatori sardi.

«Ma era chiaro che invece la bocciatura appariva sin da subito un epilogo atteso dal momento che a suo tempo il D.M. 70 del 2015 che fissa parametri che sono gli stessi per la città di Milano che ha 1.600.000 residenti e per la Regione Sardegna che ha appunto lo stesso numero di residenti era stato approvato dalla conferenza Stato Regioni – aggiunge Peppino La Rosa -. Il DM 70 fu approvato dalla Conferenza Stato Regioni che aveva infatti il compito di approvarlo e conseguentemente di attuarlo. La nostra Regione ha approvato il D.M. senza modifiche rispetto a situazioni e soluzioni specifiche da adottare in situazioni come la nostra Regione. La conseguenza è che lo deve attuare così com’è. Si invocano i margini della nostra autonomia speciale che però andavano posti già in sede di conferenza Stato Regioni e che comunque andavano spiegati e difesi nelle famose interlocuzioni col Governo, cosa che evidentemente non è stata fatta in modo convincente neppure quando ancora c’era il cosiddetto governo amico, infatti, ci sarebbe stato il tempo per una decisione in merito già da parte della ministra Lorenzin.»

«Si tratta certo dell’ennesima bocciatura che subisce la Giunta regionale Pigliaru, Arru, Paci, ma il problema vero non è questo – rimarca Peppino La Rosa -. Il problema, il dramma quotidiano è lo sfascio del sistema sanità che questa giunta ha fatto di tutto e di più per metterlo nelle condizioni di non funzionare e cambia davvero poco o nulla se la riforma della rete ospedaliera viene promossa o bocciata dal Governo. I Sardi l’hanno bocciata da tempo.»

«Fra qualche mese – conclude Peppino la Rosa – saranno i cittadini nelle elezioni regionali a bocciare sonoramente questa oramai quasi inesistente maggioranza di centro sinistra e la sua Giunta sfascia Sanità.»

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«Le strade di nessuno» è lo striscione nero su bianco esposto questo pomeriggio all’incrocio tra la strada statale 195 e la strada provinciale n° 73, all’altezza di Villarios, dai promotori dal coordinamento dei Riformatori Sardi del Sulcis Iglesiente, nel corso di un sit-in organizzato per denunciare la situazione delle strade e richiedere i necessari interventi. Hanno partecipato alla manifestazione il Movimento delle Partite Iva, con il presidente Elio Cancedda; il Partito sardo d’Azione, con Aurelio Fadda; i consiglieri comunali di Carbonia Michele Stivaletta e Daniela Garau.

Per alcune ore, sotto l’attenta osservazione dei carabinieri e degli agenti del commissariato di Polizia di Carbonia guidati dal dirigente Gabriella Comi, hanno distribuito volantini agli automobilisti di passaggio, nei quali sono state sintetizzate le motivazioni della protesta e le richieste avanzate alle amministrazioni competenti, provincia del Sud Sardegna e Regione Sardegna.

Su queste motivazioni abbiamo intervistato Peppino La Rosa, dirigente dei Riformatori Sardi, e Michele Stivaletta, consigliere comunale di minoranza di Carbonia.

https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10216873768984437/

https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10216873942908785/

 

        

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Il coordinamento dei Riformatori Sardi del Sulcis Iglesiente ha convocato per mercoledì 27 giugno, dalle ore 16,30 alle ore 20,00, una manifestazione lungo la SS 195 direttrice Giba al bivio per Villarios e Porto Pino, per denunciare la situazione delle strade e richiedere i necessari interventi. Il coordinamento invita i sindaci, le forze politiche e sociali, i rappresentanti nelle istituzioni e le associazioni del territorio a partecipare con i gonfaloni, bandiere, striscioni, volantini da distribuire. I Riformatori Sardi esporranno uno striscione e distribuiranno dei volantini.

«La manifestazione – spiega il coordinatore territoriale dei Riformatori Sardi Francesco Loi -, sarà di tutti coloro che vorranno partecipare. Siamo convinti che occorra riportare la situazione delle strade in primo piano a distanza di quasi un anno dalla iniziativa che ricordiamo come la pedalata dei sindaci che ebbe un grande risalto mediatico. Noi diamo come titolo “e strade di nessuno” per segnalare l’abbandono e i gravi ritardi per le infrastrutture stradali previste nel Piano Sulcis e deliberate ormai dal 2012. Abbiamo la speranza che ciascuno voglia sentirsi protagonista di questa iniziativa e dare un contributo importante per porre all’attenzione la disastrosa situazione delle nostre strade – conclude Francesco Loi -. Aspettiamo fiduciosi che vogliate comunicare la vostra partecipazione via mail o via telefono a Peppino La Rosa 328 4139420.»

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La pioggia, questa mattina, non ha fermato il sit-in promosso dal circolo cittadino dei Riformatori sardi, d’intesa col coordinamento territoriale, davanti alla sede INPS, in via Trieste a Carbonia, per richiamare l’attenzione sul rischio di smantellamento della sede, dopo che non sono stati sostituiti i lavoratori cessati o spostati e dopo che non si effettua più da tempo il servizio per le imprese e i giorni di apertura sono stati ridotti da cinque a tre la settimana. Al sit-in, oltre ai dirigenti dei Riformatori sardi Peppino La Rosa e Roberto Gibillini, hanno partecipato, tra gli altri, il deputato di Fratelli d’Italia Salvatore Sasso Deidda, il capogruppo del Patto Civico in Consiglio comunale Daniela Garau, i presidenti del Movimento Partite Iva e del Comitato Artigiani e Commercianti Elio Cancedda ed Ivan Garau.

Durante il sit-in, abbiamo intervistato Roberto Gibillini, coordinatore cittadino dei Riformatori Sardi; il deputato di Fratelli d’Italia Salvatore Sasso Deidda e Peppino La Rosa, dirigente regionale dei Riformatori sardi.

 

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Devo ammettere che ci sono rimasto male a verificare che nel nostro territorio non si è celebrata, il primo maggio, la festa del lavoro e, purtroppo, non è certo la prima volta che accade. Mi sono chiesto più volte e ancora in questi giorni, se la situazione di grave difficoltà in cui versa il nostro territorio può essere motivo per non celebrare la festa del lavoro. Ho voluto rifletterci a lungo prima di dare una risposta e mi sono voluto anche ripassare un po’ di storia della festa del lavoro e un po’ di ricordi sicuramente non storici ma importanti della festa del lavoro che in più momenti si è celebrata con grande unità dei lavoratori e con grande partecipazione popolare nel nostro territorio.

Ho avuto l’onore di impegnarmi in prima persona nel movimento sindacale sia di categoria, sia generale e lo ricordo come la più importante esperienza sociale, politica e umana che mi è toccata in sorte.

Il primo maggio si celebra la festa del lavoro dal 1890 in Europa e in diversi Paesi nel mondo. La data fu scelta per ricordare la grande mobilitazione dei lavoratori a Chicago (USA) iniziata il primo maggio 1886 e durata per alcuni giorni per rivendicare la giornata lavorativa di otto ore. La lotta si concluse, purtroppo, con diversi morti e feriti tra lavoratori e poliziotti. Si badi tuttavia che proprio negli USA la festa del lavoro si celebra il primo lunedì di settembre.

Alla base della scelta di celebrare in un giorno stabilito la festa del lavoro vi erano e vi sono quindi alcune ragioni essenziali che si possono cosi sintetizzare: ricordare le lotte dei lavoratori; rivendicare e affermare i propri diritti; rivendicare e raggiungere nuovi obiettivi; in generale migliorare la propria condizione.

Ancora oggi in diversi Paesi del mondo è vietato celebrare la festa del lavoro o è confinata per decisione delle autorità in un luogo periferico e circondato dalle forze di polizia.

Anche in Italia la festa del lavoro ha conosciuto divieti, repressioni e divisioni: durante il fascismo fu deciso dal regime che essa si dovesse celebrare il 21 aprile considerato giorno Natale della città di Roma; nel dopoguerra nel 1947 non si può non ricordare la strage avvenuta presso la località di Portella della Ginestra in provincia di Palermo dove uomini della banda di Salvatore Giuliano spararono sul corteo; dal 1948, le divisioni politiche coinvolsero pienamente anche il sindacato tanto che la ripresa della celebrazione unitaria della festa del lavoro avviene dal primo maggio 1970. Fu al centro la riduzione della settimana da 48 a 40 ore conquistata dal 1969.

Nel Sulcis Iglesiente grandi giornate del primo maggio, credo, restano nella memoria di lavoratori e non solo. In quel giorno i riflettori dei mezzi di informazione guardavano al nostro territorio per evidenziare le iniziative più importanti della giornata nella nostra Isola.

Alle domande che mi sono posto all’inizio, aggiungo, alla luce delle poche cose che ho ricordato sopra: è giusto che le organizzazioni dei lavoratori decidano in proprio di abolire la festa del lavoro per di più in un territorio con la grande tradizione sindacale e di grandi battaglie economiche, sociali e culturali?

Credo che ci possano essere diversi ragioni che spiegano le difficoltà di preparare e celebrare la festa del lavoro ma due, mi sembra, le riassumono: la mancanza di una visione e azione generale  unitaria e di una piattaforma di tutto il sindacato per affrontare l’emergenza lavoro e le possibili prospettive di sviluppo.

Pur in questo quadro di difficoltà generale, le categorie impegnate nei settori e nelle aziende stanno dando prova di grande capacità e di unità. Da qui si può ripartire. E si può ripartire anche da un tema che è stato all’origine delle lotte che hanno ispirato la giornata della festa del lavoro e  che è stato il grande tema della ripresa della festa unitaria nel nostro Paese: l’orario di lavoro.

Sarebbe importante, secondo me, che dal Sulcis Iglesiente potessero partire proposte e iniziative affinché nel territorio, sulla base del decreto di riconoscimento dell’area di crisi industriale complessa, contando anche sulla ripresa produttiva delle grandi aziende, si affermasse la scelta di una riduzione generalizzata dell’orario di lavoro a parità di salario e di un generalizzato ricambio generazionale sia nel privato che nel pubblico.

E’ certamente una tematica che deve essere approfondita nei vari aspetti e che, a mio parere, ben potrebbe trovare spazio in una piattaforma da fondare su diversi punti, per affrontare l’emergenza lavoro.

Mi piacerebbe tanto partecipare il prossimo primo maggio ad una grande festa del lavoro in cui tutto il movimento e non solo si impegnasse e si mobilitasse su una nuova piattaforma per il lavoro e lo sviluppo, piattaforma che stiamo aspettando da troppo tempo.           

Peppino La Rosa

Dirigente regionale Riformatori Sardi

Ex segretario della Camera del Lavoro del Sulcis Iglesiente