27 March, 2026
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I Riformatori sardi hanno tenuto stamane una conferenza stampa, nel Palazzo del Consiglio regionale, per denunciare i tempi lunghissimi delle liste d’attesa nel sistema sanitario pubblico della Sardegna. 

Un anno e mezzo per una mammografia all’Ospedale Businco di Cagliari, un anno per una colonscopia al SS. Trinità, quasi nove mesi per una visita cardiologica al Sirai di Carbonia e per una ginecologica a Olbia, otto per un consulto oculistico a Bono. Sono i casi più eclatanti estratti dalle liste d’attesa delle Asl sarde e denunciati questa mattina dai Riformatori sardi.

«In Sardegna i tempi di attesa per una visita specialistica sono di circa 4 mesi contro i 30 indicati dal Piano nazionale – ha detto il coordinatore regionale dei Riformatori Pietrino Fois – tutto questo accade nonostante la Regione destini il 60% del suo bilancio alla copertura delle spese del sistema sanitario.»

«Una situazione che va contro il Codice del Consumo che impone alle amministrazione pubbliche di rispettare precisi standard di qualità nell’erogazione dei servizi sanitari – ha aggiunto il presidente del partito Roberto Frongia – i cittadini hanno diritto a ricevere prestazioni adeguate. In Sardegna purtroppo questo non accade, la disorganizzazione è palese.»

Diverse le cause che influiscono sull’allungamento delle liste d’attesa secondo il deputato Pierpaolo Vargiu, componente della Commissione sanità della Camera: «In Sardegna sono ancora pochi gli investimenti in nuove tecnologie, indispensabili per adeguare l’offerta e monitorare l’appropriatezza delle prestazioni – ha detto Pierpaolo Vargiu – spesso i macchinari sono obsoleti e la classificazione delle prestazioni è fuori controllo. Altra questione riguarda le risorse umane: anche in questo caso servono investimenti per la formazione del personale medico. Una soluzione potrebbe essere rappresentata dal potenziamento dei servizi territoriali e della medicina 2.0 per la gestione dei pazienti da “remoto” – ha aggiunto Vargiu – i malati cronici devono essere intercettati prima che vadano ad intasare le liste d’attesa, altri potrebbero essere gestiti in modo semplice e rapido con l’utilizzo delle nuove tecnologie».

Le informazioni sulle liste d’attesa – hanno spiegato gli esponenti dei Riformatori sardi – sono stati estrapolate dai siti delle Asl sarde. «Si tratta di dati ufficiali – ha detto Attilio Dedoni, consigliere regionale e presidente della Commissione d’inchiesta sui costi della Sanità – il nuovo manager dell’Ats Fulvio Moirano sembra essere interessato ad altro. Preoccupa il fatto che le lungaggini riguardino anche gravi patologie, non c’è una Asl che si salvi. E’ una questione sulla quale si deve intervenire con urgenza, la politica ha il dovere di correggere se stessa senza aspettare che arrivi la magistratura».

Secondo i Riformatori sardi, la Sardegna dovrebbe guardare con attenzione alle pratiche virtuose di altre regioni italiane come l’Emilia Romagna che ha adottato soluzioni molto positive per la riduzione delle liste d’attesa. «Oggi è in via di definizione il nuovo Piano nazionale per la gestione delle liste d’attesa, alcune regioni hanno già approvato i loro piani, la Sardegna è invece in ritardo. Eppure – ha concluso Pierpaolo Vargiu – la nostra spesa sanitaria continua a crescere: secondo un recente studio dell’Università Cattolica Sacro Cuore di Roma la spesa media pro capite della nostra Regione è di 2062 euro contro i 1838 della media nazionale».

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L’ospedale Binaghi di Cagliari.

Il deputato dei Riformatori sardi Pierpaolo Vargiu, ha rivolto un’interrogazione urgente al ministro della Salute Beatrice Lorenzin per sapere quali azioni di monitoraggio intenda attuare sulla sanità sarda.

«Non si tratta più di un singolo diritto di salute negato! Ormai si moltiplicano le grida di dolore da parte dei medici e dei pazienti che ogni giorno segnalano nuovi disastri nella sanità sarda che purtroppo è al dramma e non sembra più in grado di garantire i livelli essenziali di assistenza, che dovrebbero invece essere uguali in tutte le regioni italiane!»

«Dalla chiusura del Centro Sclerosi Multipla di Cagliari, al diritto al parto alla Maddalena, dai microinfusori per i diabetici che mancano, ai pronto soccorso che scoppiano – aggiunge Pierpaolo Vargiu – l’intera sanità sarda sembra in piena confusione, mentre l’indispensabile strumento del Piano di riordino della rete ospedaliera sarda è ancora nel libro dei sogni degli annunci fatti al vento e mai realizzati, così come l’Azienda dell’emergenza AREUS.»

«In questa situazione – conclude l’ex presidente dei medici sardi – l’impegno della Giunta per risparmiare almeno 100 milioni di euro nel 2017 (su un disavanzo totale di ben 350 milioni) sembra l’inquietante fotografia della grossolana scure che si sta abbattendo sulle prestazioni assistenziali, tagliando in modo cieco la carne viva della nostra sanità e mettendo a rischio gli stessi Livelli Essenziali di Assistenza in Sardegna!»

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Il parlamentare dei Riformatori sardi Pierpaolo Vargiu ha preparato un’interrogazione al ministro dello Sviluppo economico per chiedere un intervento urgente sulle istituzioni locali per salvare la Fiera di Cagliari.

«La Fiera Internazionale della Sardegna – denuncia Pierpaolo Vargiu – ha accompagnato per quasi settant’anni la ricostruzione della nostra Isola, rappresentando il fiore all’occhiello della nostra impresa e la sua vetrina sul mondo. E’ per questo che è inquietante che – a quaranta giorni dal tradizionale periodo di svolgimento – nessuno sia in grado di dire se avrà svolgimento l’edizione 2017!»

«La Fiera di Cagliari non può morire nell’indifferenza distratta e complice delle amministrazioni sarde – aggiunge Pierpaolo Vargiu – sarebbe uno sfregio al ruolo che ha avuto per l’Isola, uno schiaffo alle risorse umane che vi lavorano e attendono di conoscere il proprio destino, una condanna all’abbandono per i dodici ettari della Fiera, cinquantamila metri quadri coperti a cento metri dal mare, che oggi possono rappresentare una straordinaria scommessa per il rilancio economico di una città che è alla canna del gas della sopravvivenza.»

«La Fiera di Cagliari non può dunque essere un problema da scaricare sulle spalle della Camera di Commercio – conclude Pierpaolo Vargiu -! Anche il Comune e la Regione sono chiamate ad assumersi tutte le loro responsabilità perché le risorse del quartiere fieristico possano essere usate pensando in grande, accendendo un dibattito sul futuro che coinvolga tutti i cagliaritani, per dare progetto e identità ad una città che sembra invece rassegnata ad una lenta agonia, nel grigiore quotidiano.»

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Il deputato Pierpaolo Vargiu (Riformatori) propone di utilizzare l’area della Fiera di Cagliari per ospitare il G7 dei trasporti. 

«A Cagliari ci sono dodici ettari di superfici congressuali nel pieno centro della città, ma all’amministrazione comunale non viene neppure in mente di proporre alla Presidenza del Consiglio di ospitarci il G7 dei trasporti che si terrà a Cagliari a giugno!»

Lo denuncia il parlamentare cagliaritano Pierpaolo Vargiu in un’interrogazione urgente alla presidenza del Consiglio e al ministero dell’Interno, in cui chiede che la Fiera sia inclusa tra le ipotesi logistiche.

«Alla Fiera di Cagliari, ci sono cinque ettari di strutture coperte con innumerevoli sale congressuali e, apparentemente, ci sono anche tutte le potenziali garanzie di sicurezza, con recinti perimetrali e accessi presidiabili. Una logistica straordinaria – aggiunge Pierpaolo Vargiu – che potrebbe dare un senso futuro anche ai 29 dipendenti del Centro Servizi che sembrano destinati a seguire il triste destino di abbandono della Fiera.»

«Il G7 alla Fiera non è dunque soltanto un’occasione di ripensare al “quartiere dimenticato” -conclude il deputato dei Riformatori sardi – ma è anche una straordinaria opportunità per iniziare a disegnare un “progetto per Cagliari”, che è purtroppo estraneo alla dimensione di questa Giunta che pensa solo alla quotidianeità, che possa finalmente dare alla città l’identità che ora gli manca e che è invece indispensabile per qualsiasi sviluppo in chiave economica e turistica!»

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«Il ministero della Salute conferma quanto ho sostenuto nell’interrogazione in cui mettevo in guarda l’Azienda Brotzu dal rischio di un bando illegittimo, che impediva ai tecnici di laboratorio di poter avere l’accesso ai posti che a tali professionisti sono riservati per legge!»

Lo rileva il deputato dei Riformatori, Pierpaolo Vargiu che, nei giorni scorsi, si era rivolto al ministero della Salute perché esercitasse il suo ruolo di sorveglianza su un bando del Brotzu che danneggiava i tecnici di laboratorio.

«La sanità moderna – aggiunge Pierpaolo Vargiu – si basa su un mix di competenze e professionalità sempre più sofisticato, che deve essere salvaguardato e valorizzato se vogliamo davvero che la prestazione resa al paziente sia appropriata e di qualità.»

«I tecnici di laboratorio hanno un ruolo importante nelle attività di diagnostica, che richiede un percorso universitario specifico e qualificato, che li rende insostituibili nella loro professionalità. Negarne o annacquarne le competenze – sottolinea ancora Pierpaolo Vargiu – significherebbe innescare una guerra tra professioni sanitarie di cui non si sente davvero il bisogno ma, sopratutto, comprometterebbe gli equilibri che stanno alla base della qualità dell’assistenza ai pazienti.»

«Avuto il parere motivato da parte del Ministero – conclude Pierpaolo Vargiu – credo che sarebbe opportuno che l’Azienda Brotzu rettifichi immediatamente il contenuto del bando!»

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«Non esiste un progetto per il recupero della Piazza che deve svolgere un ruolo strategico per i trasporti e lo sviluppo turistico ed economico di Cagliari.»

Lo sostengono i consiglieri comunali Raffaele Onnis e Giorgio Angius insieme al deputato Pierpaolo Vargiu e al coordinatore cittadino Alessandro Palomba, che con una mozione rivolta al Sindaco e un’interrogazione parlamentare chiedono:

  • che la sua riqualificazione parta dall’acquisizione dell’area, attualmente di proprietà delle ferrovie dello Stato
  • l’ampliamento dello spazio con l’acquisizione e la demolizione dell’attuale stazione Arst di proprietà della Regione
  • la predisposizione di uno studio per la realizzazione di una grande stazione intermodale, che all’interno della grande area inutilizzata alle spalle dell’attuale stazione dei treni, veda presenti un grande parcheggio di scambio, le ferrovie in arrivo dalla linea storica, con il prezioso collegamento con l’aeroporto, e la congiunzione con la Stazione Repubblica.

I cagliaritani hanno assistito in questi anni al trasformarsi di un luogo storico e importante per l’identità della città, in una latrina a cielo aperto, in un dormitorio di senzatetto, in un covo per sbandati e piccoli delinquenti che cancellano la bellezza del posto, al trasformarsi in una “terra di nessuno” sottratta ai cittadini normali, che rende impossibile qualsiasi tentativo di valorizzazione della piazza, il cui stato di incuria è tristemente certificato dal totale abbandono dello stabile dell’Info Point.

«La Piazza Matteotti è il Centro intermodale del trasporto cittadino – concludono i Riformatori sardi – in essa confluiscono porto, aeroporto, ferrovie e trasporto pubblico locale: è indispensabile che essa venga ridisegnata in rapporto alle nuove esigenze e che sia definitivamente restituita ai cagliaritani per poter davvero concorrere a disegnare il nuovo ruolo strategico della città!»

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Il deputato dei Riformatori sardi Pierpaolo Vargiu, partendo da un’accorata lettera-denuncia di alcune pazienti del Sulcis affette da visceroptosi, ha presentato un’interrogazione urgente al ministro della Salute Beatrice Lorenzin sulla situazione del centro di riferimento delle malattie rare del Microcitemico.

«Le malattie rare sono rare se prese singolarmente, ma nel loro complesso rappresentano ormai una delle principali emergenze del sistema sanitario, in particolare in Sardegna dove, alla maggior incidenza legata alla genetica, si associa la grande difficoltà nei percorsi diagnostici e nei contatti con i centri di riferimento in tutta Italia.»

«Non è pensabile e non è degno di un posto civile – aggiunge Pierpaolo Vargiu – che il Centro di riferimento sardo, presso l’Ospedale Microcitemico, continui a lavorare nelle attuali condizioni, senza risorse economiche e con poche risorse umane, spesso precarie, lasciando pressoché abbandonati i propri complessi pazienti e le loro famiglie!»

«Inutile che lo Stato proponga sulla carta i nuovi LEA (Livelli essenziali di assistenza) se non ci sono i soldi per garantirli sul serio: il Ministro raccolga il grido di dolore che viene non solo dal Sulcis, ma da tutta la Sardegna – conclude Pierpaolo Vargiu – e intervenga immediatamente perché i pazienti sardi affetti da malattie rare non possono essere di serie B rispetto alle altre regioni italiane!»

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E’ una bocciatura senza appello, quella della Befana dei Riformatori che oggi ha portato al sindaco di Cagliari Massimo Zedda una calza piena di carbone e un alberello di Natale i cui addobbi recano inciso il nome dei “gioielli dimenticati della città”.

Il parlamentare Pierpaolo Vargiu, il coordinatore cittadino Alessandro Palomba, il capogruppo consiliare Giorgio Angius, insieme ad una delegazione dei Riformatori cagliaritani hanno recapitato al sindaco Zedda l’alberello e la calza della Befana insieme ad una letterina che riassume i motivi della profonda delusione dei Riformatori sardi per il disastro dei primi sei mesi di nuovo governo comunale.

I Riformatori sardi non contestano certo il rifacimento dei pavimenti nelle strade commerciali: per l’ennesima volta ribadiscono invece che in quelle strade appena rifatte rischia di non camminare più nessuno se non si riesce a dare una nuova prospettiva di sviluppo economico alla città di Cagliari, che oggi sembra condannata ad essere abitata soltanto dagli anziani e dai disoccupati! 

Al sindaco Zedda e alla sua Giunta – secondo i Riformatori sardi – manca oggi un vero e proprio Piano strategico di sviluppo della città, capace di dare senso alla crescita economica di cui abbiamo bisogno per non perdere abitanti e giovani e per non morire senza lavoro e senza futuro! 

L’elenco dei gioielli dimenticati fatto dai Riformatori sardi è lungo: Ex Ospedale Marino, Caserma Ederle di Calamosca, Carcere di Buoncammino, Parco di Tuvixeddu, Passeggiata coperta del Bastione, Fiera Campionaria, Padiglione Nervi, Parco di Molentargius, Ex carcere minorile di Giorgino, Anfiteatro Romano, Ippodromo, Ex Manifattura Tabacchi.

«Sulle “AMNESIE” del Sindaco Zedda e della sua Giunta – hanno concluso i Riformatori sardi – si potrebbe continuare per molto tempo ancora: dall’ex Ospedale Militare, all’ex Panificio Militare, alle aree dell’aeronautica di Monte Urpinu, agli ex Istituti medici di Via Porcell, al Palazzo del Scienze, all’Ospedale Civile, in dismissione così come il “nuovo” Ospedale Marino (ex Albergo Esit).»

 

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«I dodici ettari in pieno centro e ad un passo dal mare della Fiera Campionaria di Cagliari non possono essere dimenticati e abbandonati al loro destino di archeologia industriale!». Lo sostiene il consigliere comunale dei Riformatori sardi Pierpaolo Vargiu in un’interrogazione urgente al sindaco Massimo Zedda e alla Giunta, sottoscritta anche dai consiglieri Giorgio Angius e Alessio Mereu.

«All’inizio del 2014 è stato stipulato un protocollo di intesa tra Camera di Commercio e Comune per la creazione di un nuovo polo nautico-fieristico. Che fine ha fatto il protocollo e quale capacità progettuale ha questa amministrazione – si chiede Vargiu – se nelle dichiarazioni programmatiche del Sindaco, appena approvate dal Consiglio, neppure una parola è dedicata ai 46.000 metri quadri di superficie coperta del quartiere fieristico e al riutilizzo del padiglione Nervi?»

«Mentre si rincorrono in città illazioni incontrollate su ipotesi di speculazioni edilizie o finanziarie nelle aree in sostanziale abbandono della Fiera – concludono Vargiu, Angius e Mereu – le attività di riqualificazione sono soltanto un sogno, a conferma dell’assenza di qualsiasi progetto strategico di questa amministrazione, che si accontenta di gestire la anonima quotidianità, senza accorgersi che la città si svuota di opportunità e di giovani e agonizza ogni giorno di più.»

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 Pierpaolo Vargiu, deputato e consigliere comunale dei Riformatori sardi, ha presentato un’interrogazione al sindaco di Cagliari Massimo Zedda, sullo stato di inaccessibilità e di desolante abbandono di quello che dovrebbe essere uno dei più importanti “biglietti da visita identitari” della città di Cagliari, il sito di Tuvixeddu.

«La stroncatura della capacità di offerta turistica “identitaria” della città di Cagliari arriva persino dal sito “Tripadvisor” che, sulla base dell’esperienza dei turisti- certifica le “cose belle” della città di Cagliari – dice Pierpaolo Vargiu -. Per arrivare a Tuvixeddu non c’è un cartello indicatore. All’attuale ingresso non c’è alcuna disponibilità di parcheggio. Arrivati nel cosiddetto “Parco”, non c’è un depliant illustrativo del sito, non c’è un servizio di guide turistiche e di accompagnamento, non c’è un bar e neppure un distributore automatico di acqua per la calura estiva, non c’è un gift shop: insomma non c’è assolutamente niente di niente, solo abbandono totale» aggiunge Pierpaolo Vargiu nell’interrogazione al sindaco presentata insieme ai consiglieri comunali Angius e Mereu.

«Un disastro totale per un sito che dovrebbe essere l’orgoglio turistico ed identitario della città – conclude Pierpaolo Vargiu – e invece finisce al quarantaduesimo posto della speciale classifica d’interesse di Tripadvisor, preceduto niente meno che…….. dal bar Emerson del Poetto. Il Sindaco di Cagliari e la sua maggioranza non possono ancora restare con le mani in mano!»