27 October, 2021
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Studiare le interdipendenze tra Cecità, Ipovisione e disturbi dello spettro autistico. E ancora mettere a disposizione i risultati scientifici di questa ricerca per predisporre programmi di valenza sociale e pedagogici utili alle esigenze dei soggetti colpiti, delle rispettive famiglie, di educatori e formatori, il tutto nel segno del recupero e dell’integrazione.
Sono questi gli obbiettivi fondamentali del progetto di ricerca denominato “Vis a Vis” che ha preso il via il 30 giugno 2020, nella sala congressi di Ierfop con la stipula degli accordi di programma al termine del primo meeting su Cecità ed Autismo.
L’evento è stato promosso da Roberto Pili, presidente di IERFOP Onlus (Istituto Europeo Ricerca Formazione ed Orientamento Professionale) e Pericle Farris, presidente APRI-Servizi Onlus di Torino (Associazione Pro Retinopatici ed Ipovedenti) e la collaborazione scientifica di Donatella Petretto, docente di Psicologia Clinica all’Università di Cagliari.
«In Italia, circa 4.000 bambini in età scolaresottolinea il presidente Ierfop Roberto Pili – presentano disturbi nell’ambito dell’ipovisione o della cecità, di questi circa un terzo ha associato almeno un altro disturbo del neurosviluppo e tra questi il più frequente è l’autismo. Difficoltà nella comunicazione verbale e non verbale, tendenza all’isolamento sociale, movimenti stereotipati e ripetuti spesso si associano alla cecità e in alcuni casi non sono riconosciuti semplicemente derubricati come conseguenze della cecità piuttosto che come indicatori di uno stile cognitivo autistico. La conseguenza di questo mancato riconoscimento comporta gravi anomalie e ritardi dello sviluppo delle potenzialità dei bambini colpiti.»
Il progetto “Vis a Vis” in assoluta coerenza con i trascorsi e le mission degli Enti coinvolti nell’iniziativa, arriva a colmare un vuoto sanitario e sociale perché si muove nell’ambito di tre direttrici:
– offrire un contributo sullo sviluppo degli aspetti diagnostici ed epidemiologici;
– sviluppare strumenti di intervento nel contesto scolastico e formativo e valutazione di efficacia per recuperare alla vita attiva e all’integrazione i tanti soggetti che altrimenti ne sarebbero esclusi;
– ampliare protocolli formativi per familiari ed operatori del settore.
«Da anni come APRI Servizi ci interessiamo di questi aspetti, sia nell’ambito dei servizi di educativa professionale scolastica sia nel contesto familiareprecisa Pericle Farris, presidente APRI-Servizi -. Nel progetto Vis a Vis porteremo in dote le nostre esperienze nel campo dei protocolli di intervento per le autonomie, la mobilità delle persone con disturbi visivi e per sviluppare nuove strategie e strumenti per le situazioni in cui i tratti autistici si sommano ai disturbi visivi. L’alleanza con IERFOP la consideriamo fondamentale per poter estendere a livello nazionale e internazionale ricerca e formazione nel campo delle disabilità.»
Una nuova sfida questa sottoscritta dagli attori in campo che porterà avanti l’attività di ricerca sul campo e la realizzazione di moduli formativi specifici da diffondere capillarmente nel contesto scolastico ed educativo.
«Conoscere il legame tra cecità ed autismo e sviluppare protocolli precoci di intervento per la promozione delle potenzialità delle persone interessate è di primaria importanzaafferma Bachisio Zolo, responsabile della formazione di IERFOP il gruppo di lavoro del progetto vedràla collaborazione di professionisti esperti nel campo dell’autismo, della cecità e dell’ipovisione, docenti ed altre associazioni di settore.»

Il progetto di ricerca “Vis a Vis” rappresenta a tutti gli effetti un ulteriore tassello a un sempre più necessario e fondamentale impegno alla collaborazione di gruppo tra mondo accademico ed addetti ai lavori.
«Il valore aggiunto di questo progetto puntualizza Donatella Petretto, docente di Psicologia Clinica all’Università di Cagliariè la vocazione transdisciplinare del gruppo di lavoro che ci consente sia di affrontare le componenti biopsicosociali dell’intreccio da disturbi visivi e tratti autistici, puntando all’empowerment delle persone, sia di proporre e validare protocolli diagnostici e di intervento.»
Un ulteriore punto a favore del progetto sottoscritto da IERFOP e APRI Servizi è la valorizzazione del ruolo della scuola nella promozione di tutte le potenzialità delle persone con disabilità e nel sostegno del loro progetto di vita.
«La formazione dei docenti di ogni ordine e grado conclude Pietro Paolo Murru, membro del CdA di IERFOPsarà uno degli obiettivi di questa attività di ricerca proprio perché puntiamo a colmare delle lacune in campo formativo e migliorare una diffusione capillare delle conoscenze di queste problematiche.»

 

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L’Italia sta pagando un tributo altissimo alla pandemia Covid 19. Uno dei motivi è che il paese ha una popolazione avanti con gli anni, che in gran percentuale convive con patologie varie. Il 42.2% dei decessi si è avuta nella fascia di età tra 80 e 89 anni, mentre 32.4% erano tra 70 e 79, 8.4% tra 60 e 69, 2.8% tra 50 e 59 e il 14.1% sopra i 90 anni. Come indicato dall’Istituto Superiore di Sanità il 52% dei deceduti in questa pandemia aveva 3 patologie associate, il 25% 2 patologie associate, il 21% 1 patologia.

Il miracolo della longevità italiana, un mix tra costituzione genetica/ambiente e stili di vita/sanità/welfare, ora è in modo particolare sotto pressione. Ma c’ un’altra faccia della medaglia: pensionati e anziani protagonisti attivi sul campo con un alto senso civico mostrato durante l’emergenza pandemia.

«Nel corso di questa drammatica situazione per il Covid-19 dichiara Roberto Pili, presidente della Comunità Mondiale della Longevità -, un considerevole numero anziani ha risposto alla chiamata alle armi contro il coronavirus. “Medici in pensione”, “Infermieri in pensione”, “Scienziati in pensione”, “Ricercatori in pensione” si sono resi disponibili alle richieste di collaborazione, altri hanno offerto la loro disponibilità di impegno sociale nel volontariato e persino riorganizzando la produzione di dispositivi di protezione individuale, maschere e camici, e anche a fronte di un rischio di contagio per sé e per le loro famiglie, come testimoniano i medici anziani morti sul campo. Una nutrita schiera di almeno 4 milioni di anziani, in quiescenza lavorativa per motivi anagrafici, hanno energie e competenze per rientrare in gioco dal punto di vista produttivo e dare una mano al paese. A questi si aggiungono il milione di anziani dediti al volontariato, rinforzandone la straordinaria rete sociale che il mondo ci invidia.»

La pandemia sta quindi brutalmente mettendo in evidenza come il pianeta anziani, nel nostro paese ce ne sono 15 milioni, sia in realtà un giano bifronte. Da una parte un gran numero di persone in età avanzata e in buone condizioni di salute che soffre l’allontanamento dal lavoro e ambirebbe a poter mettere a disposizione l’enorme patrimonio di energie e competenze, cosa che è stata dimostrata in questi giorni. Dall’altro anziani fragili, malati e disabili ma, verso cui il paese ha un debito di riconoscenza sia economico ma soprattutto morale.

«I nostri vecchi riprende Roberto Pilisono coloro che hanno vissuto il drammatico periodo della fine della Seconda Guerra Mondiale, è stato grazie ai loro sacrifici che si è potuto realizzare il “Boom Economico Italiano” in grado di proiettare l’Italia tra le più ricche democrazie. Gli ultraottantenni e ultranovantenni, rappresentano un riferimento importante e le loro convinzioni ideali, la capacità di sacrificio, ancor più il loro ruolo sociale, economico e culturale sono formidabili antidoti all’impoverimento sociale e antropologico che questa epidemia sta infliggendo al paese.»

Alla luce di tutto ciò, Roberto Pili raccogliendo le analisi del centro studi coordinato tra la Comunità Mondiale della Longevità-IERFOP-Medicina Sociale in collaborazione con Donatella Rita Petretto Docente del Dipartimento di Pedagogia, Psicologia e Filosofia all’Università di Cagliari, suggeriscono in accordo con quanto espresso da altri ricercatori con articoli pubblicati su Lancet, alcuni spunti di riflessione su semplici e poco onerose buone prassi che traggono origine dall’attuale esperienza italiana e che potrebbero contribuire alla imminente apertura della Fase 2 in grado di permettere l’uscita dall’emergenza.

Molti anziani si occupano dei nipoti quando i genitori si recano a lavoro, sono pertanto necessari interventi specifici per proteggere questi nonni dalla pandemia. Vi è un elevato rischio di contagio per gli ospiti che vivono nelle residenze per anziani, nelle RSA e in strutture simili. Queste devono essere protette dal contagio e sostenute in tutte le fasi. Durante la pandemia è necessario condividere informazioni ed indicazioni in maniera veloce ed efficace, gli anziani potrebbero incontrare difficoltà nell’accesso all’informazione, se questo è incentrato sui nuovi media e ancora nell’accesso ai servizi sanitari anche per patologie pregresse e diverse da quelle legate al Covid-19 (es. disturbi psichici, cardiaci e cardiovascolari, neurodegenerativi ed altre patologie età-correlate) e in misura ancora maggiore nella fase più acuta della pandemia.

L’isolamento sociale e il confinamento a casa per evitare il contagio, inoltre può accentuare i problemi psichici degli anziani e avere un effetto negativo sul loro stato mentale. È quindi necessario un supporto psicologico durante le diverse fasi della pandemia, utile per trovare forme di adattamento e strategie di coping. I vecchi che vivono da soli possono incontrare difficoltà a fare la spesa, ritirare i farmaci ed altri prodotti essenziali per la sussistenza durante la quarantena. Una rete sociale formale ed informale è necessaria, sia nelle piccole città sia nei grandi centri. Il ruolo dei comuni e degli operatori sociali è centrale in questo ambito.

Ancora, particolare attenzione dovrebbe essere rivolta agli anziani con disabilità. Per alcuni di loro l’utilizzo di maschere di protezione, guanti ed il distanziamento sociale possono essere motivo di disagio in quanto riduce le possibilità comunicative e di mobilità. Per questi motivi, l’inclusione delle persone con disabilità è un tema centrale da considerare in tutte le fasi della pandemia, con un focus particolare sull’accessibilità all’informazione ed al diritto alla comunicazione e alla partecipazione. Rispetto alle successive fasi di riduzione del “lockdown” è necessario un approccio centrato sulle persone ed Age-friendly.

Ultimo aspetto, capitalizzare l’esperienza in corso ed il ruolo giocato dai cosiddetti “pensionati” nella gestione dell’emergenza. Un quesito emerge in considerazione all’importante ruolo che gli anziani stanno giocando: quale potrebbe essere il loro impegno nel prossimo futuro? Anche da questo punto di vista, c’è la grande opportunità di apprendere dalle difficoltà per consentire un invecchiamento attivo e ragionare su una società “agefriendly anche attraverso strumenti normativi specifici e dedicati che vadano a favore di una promozione del benessere per tutte le età.

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La CmdL, la UIL Pensionati Sardegna e IERFOP Onlus suggellano un patto per promuovere la Longevità Sana quale conquista del Benessere Sociale.

A un anno esatto dalla firma del protocollo di collaborazione per il progetto “Cronos Valetudo” tra la Comunità Mondiale della Longevità e la UIL Pensionati, si aggiunge un altro partner, l’Istituto Europeo per la Ricerca, la Formazione e l’Orientamento Professionale di Eccellenza per disabili e emarginati (I.E.R.F.O.P. Onlus). Obiettivo di questa nuova intesa, realizzare in modo esauriente e capillare l’attività di ricerca, studio, divulgazione e promozione del benessere delle fasce di popolazione anziana.

«Siamo molto interessati a conoscere studiare e divulgare i predittori di un invecchiamento in benessere e salute, veri volani dell’invecchiamento attivo – precisa Roberto Pili, presidente della CMdL e Ierfop -. L’ampliamento e il maggior coinvolgimento di gruppi di studio e lavoro rappresenta un successo in vista dell’obiettivo dell’allungamento della vita in benessere come conquista sociale. Sono infatti maturi i tempi per rivendicare la cosiddetta Longevità Sana che si traduce nella possibilità per milioni di cittadini di vivere l’invecchiamento in maniera attiva. Le istituzioni italiane hanno ancora tanto da fare, a riguardo.»

Il protocollo Cronos Valetudo, un originale progetto di ricerca Biopsicosocioeconomico, prendendo  come modello di riferimento alcuni territori dell’interno della Sardegna, noti per l’elevato numero di longevi e per la particolare qualità della vita, ha in corso d’opera una serie integrata di azioni che andranno a coinvolgere 20.000 over 65, 4500 over 80 e 21 centenari e perseguono l’obbiettivo di promuovere il benessere e l’invecchiamento attivo secondo le indicazioni portate avanti dalla CmdL.

«Solo attraverso un coinvolgimento diretto con quanti vivono in prima persona l’odierna transizione demografica è possibile cogliere il reale impatto di questa e poter individuare forme di contrattazione sociale che consentano di organizzare politiche attive nella promozione del benessere – afferma Rinaldo Mereu, segretario regionale UIL Pensionati -. E’ per questo motivo che la collaborazione con IERFOP e l’Osservatorio sulla Disabilità consentire di avere un quadro più chiaro dell’esistente al fine di organizzare interventi preventivi e di sensibilizzazione.»

Con l’entrata in campo dello IERFOP, il progetto si arricchirà della raccolta di preziose informazioni sul funzionamento neuro sensoriale delle persone, quali vista, udito, nonché controllo della postura, la salute orale, la malnutrizione, ambiti questi di consolidata attenzione e intervento dell’Istituto con sede centrale in via Platone a Cagliari.   

«E’ imprescindibile rafforzare il rapporto tra l’educazione e l’area medico sociale, in caso contrario si corre un grande rischio di esclusione sociale delle persone con non autosufficienza – conclude Bachisio Zolo, direttore della formazione IERFOP Onlus e Presidente Nazionale Unione Italiana Ciechi d’Europa -. Ponendo al centro l’autodeterminazione della persona, sarebbe opportuno che si iniziasse ad elaborare, un’educazione sociale incentrata sull’inclusione di malati e disabili, consentendo un cambio di paradigma che ritiene centrale l’approccio sanitario nella vita delle persone con disabilità, con una notevole lievitazione dei costi.»

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Mettere in luce l’importanza e quale ruolo abbiano il termalismo e la riabilitazione neurosensoriale nella promozione della longevità in salute e benessere.

Sono questi gli argomenti al centro della giornata di studi internazionali dal titolo “Born to Well – Being” in programma domani sabato 1 febbraio dalle ore 9.00 alle ore 13.00 presso l’Aula Magna Giovanna Salaris, in via Platone 1 a Cagliari.

L’evento organizzato dalla Comunità Mondiale della Longevità in collaborazione con l’Istituto Europeo per la Ricerca la Formazione e l’Orientamento Professionale di Eccellenza per disabili ed emarginati (IERFOP) e a cui parteciperà una delegazione di esperti del settore provenienti dalla Bielorussia, sarà introdotto e coordinato da Roberto Pili, presidente Comunità Mondiale della Longevità e IERFOP Onlus. A seguire, i saluti di Giuseppe Carboni, console onorario della Repubblica di Bielorussia in Sardegna; Teodoro Rodin, vice presidente vicario IERFOP ONLUS, Cataldo Ibba, Vice Presidente IERFOP ONLUS e Rinaldo Mereu Segretario UIL Pensionati Sardegna.

AI Convegno si alterneranno gli interventi di Bachisio Zolo, Direttore della Formazione IERFOP ONLUS e presidente nazionale Unione Ciechi d’Europa, Paolo Masala, direttore Centro Benessere Thalassos di Margine Rosso a Quartu San’Elena, Giancarlo Manca, esperto di Medicina Tradizionale Cinese e direttore dell’Accademia di Culture Orientali “La perla d’oriente” a Cagliari, Cristina Sanna, Fisiatra del SIMFER Sardegna, Donatella Petretto, Docente dell’Università di Cagliari.

Al tavolo dei lavori, parteciperanno inoltre gli esperti in arrivo dalla Repubblica di Belarus Zveniharodskaya Natalia, Centro di Risanamento “Mashinostroitel”, Lakhneka Aliaksandr Centro di Risanamento della Filiale di Gomel, Svetilov Alexandr, Centro di Risanamento “Serebrianskie Kliuchi”, Skrinnikova Nina, Centro Sanitario Riabilitativo Pediatrico “Praleska”.

Roberto Pili

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Roberto Pili.

Rimuovere gli ostacoli, promuovere il benessere, eliminare le disparità, facilitare l’inclusione e affermare i diritti delle persone con disabilità. Questo il principale dettato della Giornata internazionale delle persone con disabilità istituita il 3 dicembre del 1981 dall’Assemblea generale dell’ONU.

Per l’occasione di questa importante ricorrenza l’Istituto Europeo per la Ricerca la Formazione e l’Orientamento Professionale di Eccellenza per disabili ed emarginati (IERFOP), in accordo con la Comunità Mondiale Della Longevità (CmdL), l’ANMIC, la società scientifica SIMFER e il contributo decisivo della Fondazione di Sardegna, ha presentato ieri nel corso di una conferenza presso l’Aula Magna Giovanna Salaris in via Platone 1 a Cagliari, l’istituzione dell’Osservatorio Regionale sulle Disabilità

«La grande esigenza di controllo dei dati, di elaborazioni statistiche sulle tipologie di disabilità, la necessità di condividere indicatori capaci di cogliere adeguatamente il fenomeno, di ovviare alla carente diffusione di dati di natura amministrativa, di informazioni su servizi e diritti – sottolinea il presidente IERFOP e CmdL Roberto Pili – ci ha fatto constatare quanto sia necessaria l’esistenza di un Osservatorio sulle disabilità. Il servizio sarà uno strumento attivo e dinamico capace di andare oltre l’aspetto sanitario e valutare il reale livello di partecipazione e di inclusione delle persone con deficit suggerendo grazie a un servizio di segretariato sociale, ausili ed esperienze di buone prassi, servizi offerti e procedure di erogazione disponibili».

In questo contesto l’Osservatorio avrà l’ambizioso obbiettivo di studiare la reale entità del fenomeno, mettere a confronto i dati disponibili elaborati da istituti che perseguono politiche e obbiettivi differenti come Inps, Inail, ASL e Università, ma soprattutto affrontare la sfida delle disabilità con una programmazione di interventi più efficaci in grado di superare la costosissima logica della continua emergenza.

«Si stima che al mondo si contino 1 miliardo di disabili, solo nel nostro Paese 4.360.000 – aggiunge il vicepresidente IERFOP Teodoro Rodin – ma i servizi a loro dedicati e le risorse messe a disposizione sono scarsi e distribuiti a macchia di leopardo. In questo scenario, le famiglie soffrono sentendosi spesso abbandonate e costrette a fare i conti con istanze inascoltate e costi sempre più elevati di riabilitazioni e cure.»

Una problematica di grandi proporzioni che fa aumentare la richiesta di aiuto e sussidio.

«E’ sempre più necessario che disabilità vecchie e nuovedice il direttore delle attività didattiche Bachisio Zolo – siano affrontate con metodologie di lavoro, strumenti e strategie adeguate. Tutte le Istituzioni hanno il dovere, a fronte di un’istanza sempre più crescente, di individuare quanto prima soluzioni concrete contro le disuguaglianze nella salute e dare maggiore sostegno alle famiglie delle persone più fragili.»

L’Osservatorio sarà strutturato in 3 aree di intervento: Area Territorio, Area Statistica e Area Percorsi. L’Area Territorio raccoglierà informazioni sui servizi attivati nel territorio per i disabili e le loro famiglie, verranno redatte delle “Guide ai Servizi” per informare e orientare le persone nei casi di necessità. L’Area Statistica strutturerà un sistema di raccolta dati nel territorio regionale, attualmente carente in materia. L’Area Percorsi offrirà uno sportello di ascolto psicologico e educativo pedagogico volto alla promozione della partecipazione, del funzionamento e dell’inclusione delle persone con disabilità, alle loro famiglie, alle reti amicali, con supporto personalizzato per le diverse fasi della vita. Il servizio fornirà consulenza, accoglienza e un contributo alla creazione di una rete dei servizi presenti nel territorio, con gli operatori dei servizi sociali, sanitari e del personale della scuola e ancora con le associazioni, gli enti e le istituzioni che operano nel campo della promozione dell’inclusione delle persone con disabilità.

Questo nuovo ente sarà composto da un team di giovani ricercatori e saranno affiancati da consulenti con esperienza nel campo della medicina, della riabilitazione, della psicologia e della pedagogia della disabilità. La sede principale sarà presso il centro direzionale IERFOP di Cagliari ma, saranno istituiti altri punti d’ascolto e di segretariato sociale nell’isola e in altre regioni come Abruzzo, Basilicata, Emilia-Romagna, Lazio, Molise, Piemonte e Puglia, grazie alle numerose sedi IERFOP presenti sul territorio nazionale. Tra le finalità dell’Osservatorio sulle disabilità c’è anche quella fornire un chiaro quadro su una fascia di popolazione sempre più estesa, ma al contempo marginalizzata progressivamente in base alla complessità delle sue situazioni di vita.

«La promozione dell’autonomia, la resilienza e l’empowerment delle persone con disabilità in tutte le fasi della vita è l’obbiettivo storico di IERFOP e l’istituto – conclude Roberto Pili – intende essere sempre più al servizio di un processo culturale inclusivo che investe tutta la società. Siamo convinti che lo sportello d’ascolto rappresenterà un punto di riferimento per le famiglie e le persone con disabilità ma anche per le associazioni, professionisti ed enti grazie anche, alla sempre maggiore apertura e respiro internazionale di tutte le attività intraprese dall’istituto.»

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Si svolgerà domani, sabato 16 novembre, dalle ore 8.30, a Cagliari, presso l’Auditorium Antigori del Palazzo CIS in viale Bonaria, il convegno dal titolo “Il ritmo del pensiero percettivo: “Musicoterapia” nell’approccio medico riabilitativo”.

La giornata di studio è organizzata dalla Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFER), l’Istituto Europeo per la Ricerca la Formazione e l’Orientamento Professionale di Eccellenza per disabili ed emarginati (IERFOP), la Comunità Mondiale della Longevità (CmdL) con la collaborazione della Fondazione di Sardegna.

Il programma prevede la partecipazione di esperti e ricercatori a livello internazionale e sarà inaugurato dal presidente SIMFER, Mauro Piria e dal presidente IERFOP Onlus e CMdL Roberto Pili. Al convegno interverrà anche il presidente nazionale dell’Unione Ciechi d’Europa, Bachisio Zolo.

Alla conclusione dei lavori è prevista una performance musicale eseguita da strumentisti non vendenti e l’orchestra degli allievi della Scuola Secondaria 1° grado “Leonardo Alagon” di Oristano.

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I rapporti intensi fra Sardegna e Belarus in particolare nel settore dell’istruzione e della formazione, hanno visto dall’8 al 12 ottobre un focus specialistico dedicato all’istruzione inclusiva in occasione del soggiorno a Cagliari di una qualificata delegazione bielorussa e grazie all’ottimo lavoro svolto dal S.I.A. (Servizi Per l’Inclusione e l’Apprendimento) dell’Università di Cagliari che coordina il “Sardinian-Belarus Working Group on Inclusion” al quale aderiscono enti ed istituzioni pubbliche e private dei due territori.

Ai lavori e alle visite conoscitive hanno preso parte specialisti e partner progettuali dell’Associazione Cittadini del Mondo Onlus, tra i quali Nina Viktarouskaya, Direttore del Centro regionale di Minsk per la correzione e lo sviluppo della formazione e della riabilitazione, Volha Salauyova e Elena Falevitch del dipartimento di supporto scientifico e metodologico dell’istruzione secondaria generale nelle istituzioni dell’istruzione professionale, Alena Lemekh, del Dipartimento di pedagogia speciale dell’Istituto di educazione inclusiva dell'”Università bielorussa statale pedagogica Maxim Tank”, i rappresentanti dell’Università  Statale Bielorussa di Arte e Cultura Alinа Korbut rettore, Yulia Halkowskaya, preside della Facoltà Politiche informazione e Safiya Paulava, docente. Presente anche Veronica Yaroshevich, referente del Centro Italo-Bielorusso di Cooperazione e Istruzione “Sardegna” con sede a Minsk che fornisce sostegno logistico alle attività di cooperazione in territorio bielorusso. Alle iniziative hanno preso parte anche gli operatori dell’Associazione Cittadini del Mondo Onlus ed il console onorario della Repubblica Belarus Giuseppe Carboni.

La rete di specialisti sardi e bielorussi ha partecipato al II “University Meeting on Inclusion” ospitato nel Polo San Giorgio della Facoltà di Studi Umanistici dell’Università di Cagliari coordinato da Donatella Petretto delegato rettorale per il supporto agli studenti con disabilità, disturbi specifici dell’apprendimento ed altri Bisogni Educativi speciali dell’Università degli Studi di Cagliari e al quale hanno portato i loro contributo anche Giuseppe Argiolas, docente Scuola Secondaria e del Coordinamento Italiano Insegnanti di Sostegno, Laura Raimonda Mura, coordinatrice del SIA, Università degli Studi di Cagliari, Silvia Vinci, Funzionario Tecnico Psicologo del SIA, Università degli Studi di Cagliari, Gian Pietro Carrogu, Pedagogista SIA, Università degli Studi di Cagliari, Luca Gaviano, psicologo SIA, Università degli Studi di Cagliari, Gabriele Sorba, laureato in Psicologia, Università degli Studi di Cagliari

Una seconda giornata di lavori è stata organizzata  in collaborazione con l.I.S. “Bacaredda-Atzeni” guidato dal dirigente Pier Paolo Porcu, che ha accolto per una intera giornata di lavoro e confronto la delegazione proveniente dalla Bielorussia, mettendo a confronto due diversi modelli scolastici il cui denominatore comune è l’inclusione e il diritto allo studio degli alunni con Disabilità, D.S.A. e B.E.S. e dove ancora è stato prezioso il contributo di Giuseppe Argiolas del Coordinamento Italiano Insegnanti di Sostegno per dare importanti strumenti di analisi al gruppo di lavoro sardo-bielorusso.

Una delle realtà più importanti non solo a livello sardo, ma nazionale rappresentata dallo IERFOP presieduta dal dott. Roberto Pili (Istituto Europeo Ricerca Formazione Orientamento Professionale di eccellenza per disabili) ha aperto le sue porte per una visita approfondita alle sue strutture che hanno trovato un grande interesse e apprezzamento da parte degli specialisti bielorussi, e per l’occasione è nata anche una proposta operativa finalizzata a portare metodiche e capacità professionali IERFOP dentro la realtà formativa bielorussa dedicate alle persone svantaggiate.

Altro momento di particolare interesse sono stati gli incontri con la diaspora così da mettere a confronto le esperienze di istruzione inclusiva vissute in via diretta o indiretta in patria e nella nuova realtà di residenza in Sardegna, così da confrontare non solo gli aspetti puramente tecnici ma anche quelli di approccio socio-culturale che possono influenzare le politiche inclusive in atto nei due territori.

Il “Sardinian-Belarus Working Group on Inclusion” rientra fra le attività progettuali promosse dall’Associazione Cittadini del Mondo nell’ambito dei programmi di cooperazione internazionale sostenuti dalla LR 19/96. Nell’ambito delle attività del gruppo di lavoro previste nel prossimo futuro sia in territorio bielorusso sia in Sardegna, si lavorerà per dare un respiro ancora più ampio alla collaborazione nelle politiche di “Inclusione” e allargare ulteriormente la rete di organizzazioni aderenti.

 

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Si consolidano i rapporti per la collaborazione internazionale tra la Belarusian State Pedagogical University “Maxim Tank” di Minsk (BSPU), l’Istituto Europeo per la Ricerca, la Formazione e l’Orientamento Professionale di Eccellenza per disabili e emarginati (I.E.R.F.O.P. Onlus) e La Comunità Mondiale Della Longevità.

Per cementare sempre più il confronto tra questi importanti istituti attraverso la ricerca e la realizzazione di progetti ed percorsi formativi condivisi con obiettivi di inclusione e formazione delle persone con disabilità e degli emarginati di tutte le età del territorio italiano e bielorusso, sabato 21 settembre, presso la sede in Via Platone a Cagliari dello I.E.R.F.O.P., è stata ospitata una delegazione della prestigiosa Università Bielorussa rappresentata dal rettore Aliaksandr Zhuk, da Sviatlana Kabacheuskaya (dottore in filosofia – scienze pedagogiche, professore associato e capo del dipartimento di cooperazione internazionale), da Aliaksandra Pozniak (dottore in filosofia – scienze pedagogiche, professore associato, capo del centro di educazione pedagogica continua e professore associato dell’Istituto di formazione avanzata e riqualificazione della BSPU), da Vera Khitruk (dottore in scienze pedagogiche, professore e direttore dell’Istituto di educazione inclusiva).

All’appuntamento organizzato dal presidente I.E.R.F.O.P. Roberto Pili, hanno partecipato Bachisio Zolo, direttore e responsabile dell’attività didattico-formativa e altri rappresentanti degli organi associativi dell’Istituto, i ricercatori della Comunità Mondiale della Longevità, dell’Università degli Studi di Cagliari, delle Organizzazioni Sindacali e delle Associazioni rappresentative delle persone con disabilità.

Nel corso dell’incontro la delegazione Bielorussa ha visitato la prestigiosa sede di Coordinamento nazionale di I.E.R.F.O.P. che rappresenta un Centro internazionale per l’inclusione di tutte le persone con disabilità e degli emarginati di qualsiasi età. Sono state illustrate le attività didattiche e le metodologie utilizzate nei percorsi formativi, l’importante Piattaforma E-learning dell’Ente che consente a chiunque, di fruire dei percorsi formativi.

Inoltre, sono stati presentati l’Osservatorio Internazionale sulle disabilità e lo Sportello d’ascolto che rappresentano per l’Ente due importanti cardini dell’attività e contribuiscono a dare al territorio le risposte necessarie in termini di supporto, orientamento ed inclusione sociale delle persone con disabilità.

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Che rapporto c’è tra una sempre più efficace ricerca tecnologica ed il mondo della disabilità? E ancora che importanza rivestono come elementi di inclusione e di promozione alla partecipazione sociale dei disabili le più moderne psico-tecnologie di assistenza e gli ausili?

Questi importanti interrogativi sono stati al centro dell’incontro di studio dal titolo “Psico-Tecnologie Assistive e supportive per le persone con disabilità sensoriali” che si è svolto lunedì 15 luglio a Cagliari presso la sede centrale dell’Istituto Europeo di Ricerca, Formazione ed Orientamento Professionale (IERFOP).

L’incontro che segna di fatto l’avvio del polo di ricerca denominato “Psycho-Tecno” è stato organizzato in collaborazione con Alessandro Spano, professore Associato di Economia Aziendale dell’Università degli Studi di Cagliari, con il gruppo di ricerca della Comunità Mondiale della Longevità, con Mauro Piria segretario della SIMFER Sardegna, Donatella Petretto esperta ricercatrice nel campo della psicologia della disabilita e numerosi docenti e ricercatori dell’ateneo cagliaritano.

«IERFOP si pone come fulcro e stimolo di un importante polo di ricerca finalizzato alla realizzazione di strumenti che impattino le disabilità sensoriali in tutte le età – dichiara il presidente Roberto Pili – inoltre ci proponiamo di affinare ed umanizzare la tecnologia che continuamente viene sviluppata dalla ricerca e proposta dall’industria. E’ di primaria importanza promuovere lo sviluppo di conoscenze nel campo delle tecnologie assistive, secondo un approccio che metta al centro la persona con disabilità, i suoi obiettivi e che ne garantisca la reale fruibilità e l’efficacia nel promuovere l’autonomia, la partecipazione e l’inclusione. Riteniamo che coniugare le istanze psicologiche, mediche con la moderna tecnologia possa contribuire a definire personalità adattative in grado di avvalersi dei presidi riabilitanti sempre più perfezionati.»

Un primo step, la nascita di questo nuovo polo di ricerca multidisciplinare, che possa consentire di porre sempre più i ritrovati della tecnica al servizio delle persone.

«Le moderne tecnologie oggi disponibili rappresentano una grande opportunità – dichiara Alessandro Spano – Grazie ad esse sarà possibile aumentare il livello di autonomia dei disabili sia nella loro vita quotidiana, sia per un loro più proficuo inserimento nel mondo del lavoro. Queste infatti, consentono di far emergere le abilità di ogni individuo. In senso lato, possiamo ipotizzare che le tecnologie modificheranno profondamente il concetto stesso di disabilità. Le nuove tecnologie, inoltre, sono caratterizzate da cambiamenti repentini e profondi che rendono, oggi, quasi inimmaginabili le loro potenzialità.»

La tavola rotonda coordinata dal presidente di IERFOP Onlus, Roberto Pili, ha segnato il primo passo di una nuova linea di ricerca di  psicologia applicata e sancisce a tutti gli effetti l’entrata nel vivo dell’agenda di ricerca dell’ente.

«Attraverso questa iniziativa – specifica Bachisio Zolo, Direttore dell’attività didattica e formativa – si completa la mission di IERFOP che fa della ricerca delle tecnologie assistive ed inclusive a favore dei disabili in tutte le fasi della vita uno dei suoi scopi più importanti.»

Alla tavola rotonda a cui hanno partecipato tra gli altri Ignazio Argiolas, Giancarlo Pusceddu, Alessandro Melillo, Federica Caria, Anna Di Martino è stata annunciata l’istituzione da parte di  IERFOP e CmdL di una serie di borse di studio per ricercatori ipovedenti e/o con ipoacusia.

«La società scientifica SIMFER Sardegna dei medici specialisti in fisiatria – annuncia il Mauro Piria – collaborerà in pieno al progetto portando tutta la competenza e l’esperienza di coloro che quotidianamente si confrontano con la disabilita e certificano l’appropriatezza degli ausili tecnologici.»

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Dopo una prima fase svolta nei mesi scorsi con il coinvolgimento di classi di studenti del Liceo Classico Dettori, le iniziative della Comunità Mondiale della Longevità inserite nel progetto Nutri-Action, proseguono a pieno ritmo con la partecipazione anche degli alunni del Liceo Scientifico Statale “Michelangelo” di Cagliari.

Approfondire i temi della promozione della salute e della prevenzione attraverso corretti stili di vita dell’alfabetizzazione alimentare, riscoperta del valore e dei sapori della Dieta Sardo – Mediterranea ed ancora promuovere il rapporto tra generazioni, il ruolo dei giovani, l’importanza di imparare a vivere bene in tutte le fasce d’età, sono le opportunità ora offerte agli studenti del Liceo Scientifico cagliaritano.

Questa partecipazione, inquadrata in un progetto di Alternanza Scuola-Lavoro è frutto di un protocollo di ricerca siglato tra Roberto Pili, presidente della Comunità Mondiale della Longevità e dell’Istituto Europeo di Ricerca e Formazione ed Orientamento Professionale (IERFOP) e Raffaele Rossi Dirigente Scolastico del Liceo Scientifico “Michelangelo”. L’iniziativa si avvale inoltre del tutoraggio di Elisabetta Ulargiu e Paolo Pireddu, docenti del Liceo cittadino e sostenitori dell’ispirazione scientifica e sperimentale della proposta che ha coinvolto i ragazzi dell’indirizzo sportivo.

«L’alfabetizzazione alimentare basata sulla dieta mediterranea è il fulcro del progetto Nutri-Action – spiega Roberto Pili – che intende formare i giovani alla conoscenza del giusto rapporto tra nutrizione, salute e benessere. Chi meglio dei giovani studenti di un percorso scolastico ad indirizzo sportivo può essere latore di un messaggio che vede nella gestione della quotidianità, degli stili di vita, i passi fondamentali per promuovere benessere e salute. Quindi gli studenti dell’indirizzo sportivo del Michelangelo saranno protagonisti di un percorso di riflessione e ricerca su scelte alimentari e sul loro legame con benessere e longevità. Tutto questo inoltre, avverrà in un vero e proprio confronto dinamico tra i giovani di oggi e un gruppo di Longevi di due Comuni della Sardegna, ovvero i giovani di ieri.»

Nel corso della ricerca saranno raccolte importanti informazioni sulle diete prevalenti e le loro ricadute sulle condizioni di salute, sulla reale conoscenza della dieta sardo mediterranea sugli stili di vita adottati con particolari attenzioni sulla attività fisica e le capacità relazionali familiari e di comunità. Le ricerche saranno anticipate da una fase formativa con lezioni in aula ospitate da IERFOP e attività di laboratorio con professionisti del settore sportivo, nutrizionale e psicopedagogico.

Il progetto prosegue con la visita presso i Comuni della Sardegna e l’incontro con un gruppo di over settantenni. Dopo lo step di Laconi, è la volta dell’Amministrazione di Fluminimaggiore che accoglierà i ragazzi per una visita, coordinata dall’assessore delle Politiche Sociali e della Pubblica Istruzione Elisabetta Zanda e che vedrà il coinvolgimento di altri enti ed istituzioni del territorio.

L’iniziativa “Nutri-Action” si inserisce nell’ambito del più complesso progetto “Cronos Valetudo” siglato dalla Comunità Mondiale della Longevità e la Uil Pensionati della Sardegna. I dati e i risultati ottenuti saranno in seguito analizzati dal Centro Studi Nutraceutici sulla alimentazione dei Centenari, diretto sempre da Roberto Pili e nel quale collaborano Donatella Petretto (Università degli Studi di Cagliari) e i ricercatori Luca Gaviano, Gian Pietro Carrogu, Ignazio Argiolas e Clara Mulas.