26 September, 2026
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Il presidente della Comunità Mondiale della Longevità Roberto Pili, ha ricevuto un nuovo riconoscimento dal mondo accademico per i suoi studi sulla medicina “anti aging” in chiave bio psico sociale, dalle teorie sulla senescenza, ai biomarkers dell’invecchiamento, dall’importanza della nutrizione al ruolo del microbiota, dall’invecchiamento cerebrale all’attività motoria.

Il prestigioso riconoscimento è quello ricevuto dall’Accademia Nazionale delle Scienze della Repubblica Bielorussa al termine del convegno internazionale dal titolo “Longevità, nutrigenomica e saperi tradizionali” svoltosi 17 maggio nella sala conferenze dell’Accademia Statale Medica di perfezionamento post-laurea a Minsk.

Alla presenza delle autorità dell’istituzione Bielorussa, dell’Ambasciatore d’Italia S.E. Mario Giorgio Stefano Baldi, del Console onorario bielorusso in Sardegna Giuseppe Carboni, al termine del convegno, la scienziata Elena Makeyeva, responsabile dell’Institute of Genetics & Cytology, dell’Accademia delle Scienze del Centro nazionale di coordinamento per l’accesso alle risorse genetiche della Bielorussia, ha consegnato a Roberto Pili l’importante attestato per il «significativo contributo e la preziosa collaborazione fra Repubblica Belarus e Italia nel campo degli studi sulla longevità e promozione di salute e benessere».

Al simposio, promosso nell’ambito dei programmi di cooperazione sardo-bielorussi, su iniziativa dell’Accademia delle Scienze della Repubblica Belarus e il sostegno logistico del Centro Italo-Bielorusso di Cooperazione e Istruzione Sardegna, ha partecipato anche una delegazione di esperti della Comunità Mondiale della Longevità e dell’Associazione Medicina Sociale. Con i suoi cooperanti queste istituzioni, infatti, operano da anni nella capitale della repubblica ex URSS a sostegno dei programmi promossi attraverso la LR 19/96. Iniziative queste che l’Ambasciata d’Italia, considera tra le migliori best practice Italiane nel paese e che fanno della Sardegna la regione italiana leader per le attività di cooperazione in questa area geografica dell’Europa Orientale.

«Questo ambito riconoscimento che l’Accademia delle Scienze ha riservato a Roberto Pili – ha sottolineato il console onorario Giuseppe Carboni – premia non solo la sua attività scientifica di ricerca, ma anche la sua capacità di divulgare e diffondere le conoscenze, in virtù del costante sforzo di affiancare all’opera di ricerca Il compito impegnativo e non facile di divulgatore che ha voluto svolgere in Bielorussia.»

Nella giovane repubblica, infatti, hanno riscosso ampio interesse i programmi e le regole di vita adatte ad una buona gestione dell’invecchiamento, all’individuazione dei vari fattori di rischio, ai programmi per controllare la giusta alimentazione, alla promozione dell’attività fisica e agli insegnamenti per proteggersi dall’inquinamento ambientale. Particolarmente apprezzato è stato lo sforzo di valorizzazione della tradizionale dieta contadina locale e gli stili di vita tutt’ora osservati in alcune province che si caratterizzano per un alto livello di longevità e centenarietà: In Bielorussia vivono attualmente circa 480 centenari.

«Il presente attestato dell’Accademia delle Scienze mi è particolarmente gradito – dichiara Roberto Pili – perché arriva da un paese giovane, la Bielorussia che a fronte della prospettiva di aumento della durata della vita, ha intrapreso la sfida di una nuova cultura di organizzazione sociale e welfare, orientamenti utili ad assicurare le migliori condizioni di salute sociale. Per quanto ci riguarda continueremo a mettere a disposizione le nostre competenze nei campi della biologia positiva e della medicina anti-aging nel quadro di massima collaborazione.»

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Ampia presenza di pubblico ed attiva partecipazione di studenti e addetti ai lavori nel settore delle scienze motorie al primo seminario del progetto di “Stimolazione fisica morfofunzionale come strategia antiageing nella quotidianità” che si è svolto sabato 19 aprile all’Università di Cagliari.

L’appuntamento è stato organizzato dal Corso di Laurea in Scienze Motorie dell’Università di Cagliari, presieduto da Andrea Loviselli, con l’attiva collaborazione del centro studi della Comunità Mondiale della Longevità presieduto da Roberto Pili.

Dopo l’introduzione di Andrea Loviselli, Roberto Pili, ha posto l’accento sul fenomeno sempre più evidente del progressivo invecchiamento della popolazione a livello mondiale e ha quindi descritto quali approcci possono essere utili alla prevenzione di patologie età – correlate e per la promozione del benessere. 

A questo proposito il presidente della Comunità Mondiale ha ribadito e presentato i principi del progetto “Casa Campidanese” che si caratterizza per specifiche attenzioni a concetti come “nicchia ecologica”, “movimento funzionale”, quotidianità di interventi finalizzati al conseguimento della salute, benessere e buona qualità della a quotidianità.

Rifacendosi al noto modello di invecchiamento di successo di Rowe e Kahn ed al più recente modello di invecchiamento Dinamico Evolutivo sviluppato dai ricercatori della Comunità Mondiale della Longevità, coordinati dallo stesso Pili, si è poi evidenziata la distinzione tra invecchiamento usuale, patologico e come utile alternativa quello di successo che con interventi mirati aiuta a contenere le patologie.

Le già citate definizioni “movimento funzionale”, “nicchia ecologica”, quotidianità e mantenimento di autonomia ed indipendenza  veri e propri fulcri del progetto Casa Campidanese, aiutano a diffondere la cultura del movimento nella quotidianità

Nel corso del seminario attraverso immagini e filmati, sono state illustrate le singole attività, le tecniche, gli strumenti e le strategie che l’anziano può utilizzare per realizzare il progetto nella quotidianità della sua casa.

Puntuali e numerosi gli interventi degli studenti del Corso in Scienze Motorie che hanno stimolato la riflessione sull’importanza degli scambi generazionali, dell’apprendere dall’esperienza dei longevi e della necessità di trovare un giusto equilibrio tra innovazione e tradizione.

La seconda edizione del seminario si terrà all’inizio del prossimo anno accademico. 

 

 

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Scelte nutrizionali delle popolazioni del bacino mediterraneo, salute e promozione del viver bene. E ancora, confronto tra dieta sardo-mediterranea e tradizioni alimentari delle isole Baleari e di alcune zone della Spagna accomunate nella loro sobrietà alimentare dal piatto unico la Panada.

Questi e altri ancora sono i temi al centro del dibattito transdisciplinare con ricercatori e addetti ai lavori nel campo della promozione del benessere di Sardegna, Spagna ed Isole Baleari dal titolo “Strategie Nutrizionali dei Popoli del Mediterraneo- Focus sui Piatti unici e salute – La Panada” in programma sabato 21 aprile 2018, dalle ore 9,30, nella sala conferenze dell’agriturismo “Is Scalas” di Assemini.

Il convegno internazionale è organizzato dalla Comunità Mondiale della Longevità, da Medicina Sociale, dalla Fondazione di Sardegna, dall’Osservatorio Internazionale sulla Longevità e l’invecchiamento attivo, dall’Associazione “Sa Mata” di Assemini e dall’Associazione “Città di Assemini”.

L’appuntamento, terza conferenza internazionale su queste tematiche, si inserisce nell’ambito delle iniziative svolte dalla Comunità Mondiale della Longevità che dal 2010 studia il legame tra invecchiamento attivo, benessere ed alimentazione. Inoltre raccoglie l’eredità e l’esperienza di tre precedenti meeting “Cent’annus papendi panadas” (2016 Assemini), “La via della Panada” (2016 Cuglieri) e “Panada di Sardegna” (2017 Oschiri) aggiungendo un ulteriore tassello alla ricerca sulla promozione del benessere.

I lavori si apriranno con una una relazione del Presidente della Comunità Mondiale della Longevità Roberto Pili sulla metodologia nutrizionale dei piatti unici della dieta mediterranea in rapporto con la promozione della salute , il benessere e la longevità.

«L’equilibrato connubio nutrizionale dei piatti unici della Dieta Mediterranea , come la Panada – afferma Roberto Pili – è capace di riunire in un’unica portata, i principali macro e micronutrienti necessari per una corretta alimentazione. Questo di fatto ha contribuito al successo antropologico dei popoli mediterranei e posto la Sardegna ai vertici della centenarietà mondiale.»

A seguire il Presidente dell’Associazione “Sa Mata”, Veronica Matta, illustrerà i risultati della sua inchiesta antropologica “Panada on the road, viaggio antropologico sul gioiello della dieta sardo-mediterranea” nella quale sono descritti punti di contatto e le affinità tra Sa Panada, il tipico piatto unico della dieta sardo-mediterranea e specialità simili presenti nella tradizione spagnola e nelle isole Baleari.

«La Sardegna e le isole Baleari hanno più similitudini di quanto crediamo, entrambe sono al centro dei traffici e della storia del Mediterraneo – dichiara Veronica Matta – la cultura tecnica-alimentare mediterranea è il frutto di influenze e contaminazioni derivati da scambi commerciali e culturali da parte di quelle popolazioni che si sono avvicendate, navigando in tutto il bacino del Mar Mediterraneo. Non è proprio remota la probabilità che Sa Panada sia nata da un’integrazione e resistenza con gli invasori, per poi diffondersi e resistere.»

Al tavolo dei lavori, moderati dal giornalista Gianni Filippini e da Veronica Matta, si alterneranno quindi alcuni ospiti dalla Spagna e dalle Isole Baleari: Francisco Salleras Juan, fondatore e presidente “Caballeros y Damas de Honor de Santa Maria de la Panada”, Mario Alonso Aguado, direttore de La Merced. Membro della Reale Accademia di Belle Arti e Scienze Storiche di Toledo, Pep Pelfort, direttore Centre d’Estudis Gastronòmics Menorca, Bep Allès, direttore “El Iris” e presidente dell’associazione dei giornalisti e scrittori gastronomici delle Isole Baleari, Bartlomeu Arbona, maestro e scrittore. Questi ospiti stranieri racconteranno esperienze ispaniche nelle quali la propria tradizione alimentare si intreccia con spiritualità ed identità.

Sarà poi la volta degli ospiti sardi, tra cui Maria Carmela Deidda, presidente della Associazione “Città di Assemini” e vice presidente del Centro Internazionale di Etnostudi, di Mauro Perra, archeologo e direttore del Museo Archeologico di Villanofranca.

«La ricchezza di questo piatto, la diversità tra le varie panade e la loro costante presenza nel contesto sociale delle comunità – dichiara Maria Carmela Deidda – costituiscono la grande ricchezza di questo antico alimento dalle origini sconosciute. Tra le tradizioni che identificano un popolo sicuramente c’è il grande patrimonio gastronomico. La panada si apre al confronto internazionale diventandone un soggetto primario.»

Chiuderà la serie degli interventi la relazione di Andrea Loviselli, docente di Endocrinologia all’Università di Cagliari che riprenderà il tema delle qualità nutrizionali e proprietà della dieta sardo mediterranea nella prevenzione delle patologie età-correlate e le cosiddette patologie non trasmissibili.

Dopo i lavori della mattina, sempre presso l’Agriturismo Is Scalas, si terrà a partire dalle ore 15.30, il grande concorso “La Panada d’oro”, organizzato da Sa Mata, Centro Etnostudi, Osservatorio Mondiale della longevità e Gruppo Folk Città di Assemini, Gurulis Nova e la Casa della Panada che unirà gruppi di bambini di Assemini, Cuglieri e Oschiri in un confronto culturale e culinario nell’antica arte della panada. Seguirà lo show cooking coi maestri ed artigiani provenienti dalla Sardegna e dalle Isole Baleari al termine del quale si potranno degustare le attese ed appetitose panadas/panades.

 

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Scelte nutrizionali delle popolazioni del bacino mediterraneo, salute e promozione del viver bene. E ancora, confronto tra dieta sardo-mediterranea e tradizioni alimentari delle isole Baleari e di alcune zone della Spagna accomunate nella loro sobrietà alimentare dal piatto unico la “Panada”.

Questi ed altri ancora sono i temi al centro del dibattito transdisciplinare con ricercatori e addetti ai lavori nel campo della promozione del benessere di Sardegna, Spagna ed Isole Baleari dal titolo “Strategie Nutrizionali dei Popoli del Mediterraneo- Focus sui Piatti unici e salute – La Panada” in programma sabato 21 aprile 2018, dalle ore 9,30, nella sala conferenze dell’agriturismo “Is Scalas” di Assemini.

Il Convegno Internazionale è organizzato dalla Comunità mondiale della longevità, da Medicina sociale, dalla Fondazione di Sardegna, dall’Osservatorio internazionale sulla longevità e l’invecchiamento attivo, dall’ Associazione “Sa Mata” di Assemini e dall’Associazione “Città di Assemini”.

L’appuntamento, terza conferenza internazionale su queste tematiche, si inserisce nell’ambito delle iniziative svolte dalla Comunità mondiale della longevità che dal 2010 studia il legame tra invecchiamento attivo, benessere ed alimentazione. Inoltre raccoglie l’eredità e l’esperienza di tre precedenti meeting “Cent’annus papendi panadas” (2016 Assemini), “La via della Panada” (2016 Cuglieri) e “Panada di Sardegna” (2017 Oschiri) aggiungendo un ulteriore tassello alla ricerca sulla promozione del benessere.

I lavori si apriranno con una una relazione del presidente della Comunità Mondiale della Longevità Roberto Pili sulla metodologia nutrizionale dei piatti unici della dieta mediterranea in rapporto con la promozione della salute , il benessere e la longevità.

«L’equilibrato connubio nutrizionale dei piatti unici della Dieta Mediterranea , come la Panada – afferma Roberto Pili – è capace di riunire in un’unica portata, i principali macro e micronutrienti necessari per una corretta alimentazione. Questo di fatto ha contribuito al successo antropologico dei popoli mediterranei e posto la Sardegna ai vertici della centenarietà mondiale.»

A seguire il presidente dell’associazione “Sa Mata”, Veronica Matta, illustrerà i risultati della sua inchiesta antropologica “Panada on the road, viaggio antropologico sul gioiello della dieta sardo-mediterranea” nella quale sono descritti punti di contatto e le affinità tra Sa Panada, il tipico piatto unico della dieta sardo-mediterranea e specialità simili presenti nella tradizione spagnola e nelle isole Baleari.

«La Sardegna e le isole Baleari hanno più similitudini di quanto crediamo, entrambe sono al centro dei traffici e della storia del Mediterraneo – dichiara Veronica Matta – la cultura tecnica-alimentare mediterranea è il frutto di influenze e contaminazioni derivati da scambi commerciali e culturali da parte di quelle popolazioni che si sono avvicendate, navigando in tutto il bacino del Mar Mediterraneo. Non è proprio remota la probabilità che Sa Panada sia nata da un’integrazione e resistenza con gli invasori, per poi diffondersi e resistere.»

Al tavolo dei lavori, moderati dal giornalista Gianni Filippini e da Veronica Matta, si alterneranno quindi alcuni ospiti dalla Spagna e dalle Isole Baleari: Francisco Salleras Juan, fondatore e Presidente “Caballeros y Damas de Honor de Santa Maria de la Panada”, Mario Alonso Aguado, Direttore de La Merced. Membro della Reale Accademia di Belle Arti e Scienze Storiche di Toledo, Pep Pelfort, Direttore Centre d’Estudis Gastronòmics Menorca, Bep Allès, Direttore “El Iris” e Presidente dell’associazione dei giornalisti e scrittori gastronomici delle Isole Baleari, Bartlomeu Arbona, maestro e scrittore. Questi ospiti stranieri racconteranno esperienze ispaniche nelle quali la propria tradizione alimentare si intreccia con spiritualità ed identità.

Sarà poi la volta degli ospiti sardi, tra cui Maria Carmela Deidda, presidente dell’associazione “Città di Assemini” e vice presidente del Centro internazionale di Etnostudi , di Mauro Perra, archeologo e Direttore del Museo archeologico di Villanofranca.

«La ricchezza di questo piatto, la diversità tra le varie panade e la loro costante presenza nel contesto sociale delle comunità – dichiara Maria Carmela Deidda – costituiscono la grande ricchezza di questo antico alimento dalle origini sconosciute. Tra le tradizioni che identificano un popolo sicuramente c’è il grande patrimonio gastronomico. La panada si apre al confronto internazionale diventandone un soggetto primario.»

Chiuderà la serie degli interventi la relazione di Andrea Loviselli, docente di Endocrinologia all’Università di Cagliari che riprenderà il tema delle qualità nutrizionali e proprietà della dieta sardo mediterranea nella prevenzione delle patologie età-correlate e le cosiddette patologie non trasmissibili.

Dopo i lavori della mattina sempre presso l’Agriturismo Is Scalas, si terrà a partire dalle ore 15:30, il grande Concorso “La Panada d’oro”, organizzato da Sa Mata, Centro Etnostudi, Osservatorio Mondiale della longevità e Gruppo Folk Città di Assemini, Gurulis Nova e la Casa della Panada che unirà gruppi di bambini di Assemini, Cuglieri e Oschiri in un confronto culturale e culinario nell’antica arte della panada. Seguirà lo show cooking coi maestri e artigiani provenienti dalla Sardegna e dalle Isole Baleari al termine del quale si potranno degustare le attese e appetitose panadas/panades.

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La Casa Campidanese, percorso salutistico di vita attiva frutto del progetto dei ricercatori della Comunità Mondiale della Longevità grazie a un protocollo di collaborazione tra il Dipartimento di Scienze Motorie dell’ateneo cagliaritano ed il team scientifico della Comunità Mondiale della Longevità Pili – Piria – Argiolas – Petretto dà vita al corso di Pratica Motoria Funzionale – Occupazionale.

«Obiettivo del corso – sottolinea Roberto Pili presidente della Comunità Mondiale della Longevità – è quello di fornire allo studente le conoscenze teoriche e tecnico – operative dell’attività motoria di base per il mantenimento dell’autonomia della persona anziana, attraverso anche l’attività del quotidiano domiciliare. Tenuto conto che gli anziani trascorrono il 90% del tempo in casa propria. Il corso che potrà avvalersi dei risultati del progetto Casa Campidanese, illustrati nel libro dal titolo omonimo, andrà inoltre ad arricchire il curriculum formativo dei laureati in Scienze Motorie di Cagliari.»

I futuri esperti in Pratica Motoria Funzionale – Occupazionale avranno il compito di insegnare ad essere longevi in salute a costo e km 0, valorizzando il comportamento motorio e l’attività fisica degli anziani al proprio domicilio. Dovranno favorirne l’espressione ed il miglioramento dello stato di salute fisico e psichico utile alla prevenzione delle malattie cronico-degenerative, compresa la piaga delle cadute domestiche. Se si considera l’elevata frequenza con cui questi fatti si verificano negli anziani e, soprattutto, come una semplice caduta possa alterare un precario equilibrio e portare alla perdita della autonomia personale, si comprende come il problema sia di grande importanza per mantenere un soddisfacente stato di salute, inteso come condizione di benessere fisico, psichico e sociale. Inattività e sedentarismo nella popolazione anziana rappresentano i fattori che più  contribuiscono alle epidemie croniche dei paesi avanzati e che solo in Italia costano all’erario tra assistenza medica e sociale cifre che sfiorano i 150 miliardi di euro.

«Il modello di intervento proposto agli studenti di scienze motorie – afferma Andrea Loviselli, coordinatore del Corso di Laurea in Scienze Motorie e direttore della Scuola di Specializzazione in Medicina dello Sport – permetterà loro di applicare questo approccio in realtà meno ricche rispetto a quelle che si trovano in città con la facilità del “porta a porta”. La dinamica dell’apprendimento è favorita dallo stesso ambiente familiare che circonda il soggetto da trattare. Altre realtà possono intimidire il soggetto da trattare e ridurrel’efficacia dal punto di vista della salute mentale.»

Le materie e gli argomenti delle lezioni comprenderanno: Efficienza fisica e salute. Psicopedagogia dell’attività motoria. La prevenzione antisenile. Salute e qualità della vita. Valutazione del livello funzionale. Test di valutazione delle capacità motorie e di attività fisica negli adulti. Identità ed immagine corporea. Didattica e tecnica delle esercitazioni – a corpo libero, con l’uso di piccoli, grandi attrezzi codificati e di fortuna tipo quelli utilizzati in ambito domestico.

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Dopo essere stato presentato in più occasioni nel corso dello scorso anno, ora il libro dal titolo “Casa Campidanese – Luogo elettivo per l’invecchiamento attivo in Sardegna” approda davanti al grande pubblico televisivo del programma culturale di Rai 3 Geo & Geo.

Per l’occasione della puntata in onda lunedì 15 gennaio 2018, i conduttori del programma televisivo Sveva Sagramola e Emanuele Biggi hanno invitato presso gli studi Rai di Roma Roberto Pili, presidente della Comunità Mondiale della Longevità.

Nel corso del programma Roberto Pili illustrerà il contenuto del libro scritto a sei mani con Ignazio Argiolas (docente del Centro Federale di Firenze Coverciano) e Mauro Piria (segretario regionale e consigliere nazionale della Società Scientifica Italiana di Medicina e Fisica Riabilitativa SIMFER).

Nel volume, dedicato al sardo Valerio Piroddi scomparso nel 2017 all’età di 112 anni, gli autori sintetizzano alcune loro esperienze professionali e di ricerca sul tema del rapporto tra benessere, invecchiamento e attività fisica. Nel testo si riassume un vero e proprio progetto di salute che rientra tra gli impegni della Comunità Mondiale della Longevità. Si tratta, a tutti gli effetti, di un cambiamento concreto dello stile di vita di un gruppo di anziani sardi, altrimenti votati all’iposedentarismo.

«Il percorso salutistico praticato nella Casa Campidanese, la Domus Sarda per eccellenza dove è andata maturando nei secoli l’originale Arte di Vivere  a Lungo e in Salute che ha fatto dei Sardi uno dei popoli più longevi al mondo – sottolinea Roberto Pili – ha  l’ambizione di indicare un modello di estetica della vita attiva capace di contrastare l’invecchiamento patologico e presentare l’anziano come risorsa.»

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Prosegue la collaborazione tra la Comunità Mondiale della Longevità e la Repubblica di Bielorussia sul tema della longevità e dell’invecchiamento attivo.

Se i precedenti incontri e giornate di studi hanno avuto come temi del confronto le analisi di dati scientifici e le rispettive ricerche mediche, il seminario di questa sera, alle ore 19,30, nella sala del Centro IFAL, in via Sulis 34, ad Assemini, è interamente incentrato su analogie e differenze della Dieta Sardo Mediteraanea e Dieta Bielorussa e l’importanza nel mantenere un organismo in salute e proteggere dalle malattie correlate all’età.

All’appuntamento promosso dall’Associazione Medicina Sociale e dal Centro Internazionale di Ricerca Nutraceutica di Assemini intervengono Roberto Pili, presidente della Comunità Mondiale della Longevità, il presidente dell’Ifal Patrizio Saba, Aliaksandr Chykileuki capo dell’Associazione Professionale Nazionale Bielorussa degli chef ed il console Bielorusso in Sardegna Giuseppe Carboni.

Al termine dei lavori  introdotti e coordinati da Roberto Pili, seguirà un Cooking food con il confronto tra alcune delle più importanti specialità gastronomiche Bielorusse preparate dallo chef Aliaksandr Chykileuki e diversi piatti della cucina tradizionale sarda. Alla preparazione delle pietanze avranno modo di partecipare 15 giovani aspiranti cuoco della scuola.di formazione Ifal.

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Sabato 18 novembre nuovi appuntamenti con “SulciScienza”, l’evento organizzato dall’Associazione S’Ischiglia con il patrocinio e il contributo economico del comune di Carbonia.

Nella giornata di domani, oltre ai consueti incontri destinati agli studenti, sono previste le seguenti conferenze:

1. Dalle 16.30 alle 17.30 “Ultimi, recenti sviluppi del Progetto ARIA”, a cura di Alberto Devoto. Il dibattito si svolgerà nella Sezione di Storia Locale della Grande Miniera di Serbariu e sarà moderato da Sandro Mantega;

2. Dalle 17.30 alle 19.00 appuntamento con “La promozione del benessere e dell’invecchiamento sano ed attivo”, curato da Donatella Petretto e Roberto Pili, sempre nella location della Sezione di Storia Locale;

3. Ore 20.30: nella sala Astarte si terrà il concerto vocale-strumentale “Incanti in musica: percorsi sonori fra celebri melodie”, tenuto dal Gruppo Cameristico vocale-strumentale “Ensemble Porrino” di Elmas.

 

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Come prepararsi ad affrontare l’emergenza sanitaria del futuro? A questo e altri quesiti cercherà di dare risposte il convegno organizzato da Simfer Sardegna, Comunità Mondiale della Longevità e l’equipe medica delle Antiche Terme di Sardara. in programma sabato 18 novembre a Sardara, a partire dalle 8,40, nella sala conferenze Antiche Terme.

Il focus é sull’invecchiamento, con un’integrazione tra le possibili problematiche di salute e la promozione del benessere. Sono tre le sessioni: Senilità, cronicità, complessità; un incontro – laboratorio per la gestione della disabilità’; invecchiamento attivo come sfida della transizione demografica mondiale. Esperti di riconosciuta fama  confronteranno  conoscenze e esperienze italiane e sarde in particolar modo e quelle bielorusse.

Sarà ospite, infatti, una delegazione bielorussa guidata dal ricercatore Siarghei Gromada. Di particolare rilevanza la tavola rotonda “Politiche attive e buone prassi istituzionali: confronto Italia-Bielorussia”, prevista nel pomeriggio, con la presenza tra gli altri Luigi Arru, assessore regionale alla Sanità. Roberto Pili, presidente della Comunità mondiale della longevità Roberto Pili, Giuseppe Carboni, console onorario in Sardegna della Repubblica di Bielorussia, Mauro Piria, presidente della Simfer Sardegna, Antonello Loi, direttore sanitario delle Terme di Sardara, Siarghei Gromada vice direttore per i servizi sanitari dell’Istituto statale «Yunost» della Repubblica di Belarus.Il convegno di Sardara sarà occasione per fare il punto sullo stato dell’arte sulla medicina anti-aging,sulla riabilitazione termale  con un focus sulla centralità della persona e su concetti come benessere, salute e qualità di vita. «L’aumento della durata della vita è una delle conquiste più importanti della nostra epoca, ma è allo stesso tempo una delle maggiori sfide per i sistemi socio-sanitari che sta interessando via via tutti i paesi del mondo – sottolinea Roberto Pili – ci confronteremo con l’esperienza di un paese, come la Bielorussia, che sta scoprendo le problematiche dell’invecchiamento e che può vantare un’organizzazione di 316 strutture sanitarie, dove i percorsi di promozione della salute riescono ad attrarre un rilevante turismo sanitario».

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Dalle Case Campidanesi alle Masserie Lombarde, eletti luoghi ideali per un invecchiamento sano. Approda nei territori del Lago Maggiore il progetto “Casa Campidanese”, un vero e proprio percorso salutistico capace di indicare un modello di estetica della vita sana ideato dal team scientifico della Comunità Mondiale della Longevità guidata da Roberto Pili.

Il metodo rivoluzionario, nato e sperimentato con successo in Sardegna, terra di centenari che strizza l’occhio a tradizione e sostenibilità si ripropone di realizzare all’interno di questi edifici rurali trasformati in “case-laboratorio” un programma capace di abbinare alle attività motorie i momenti legati alla tradizionale vita nei campi e persino alla quotidianità delle faccende domestiche.

L’ abitazione dunque come luogo idoneo a mettere in pratica uno stile di vita salutare in grado di mantenere ben distanti malattie e disabilità e dove sviluppare relazioni e socialità. Il tutto in perfetta sintonia con la filosofia dell’ invecchiamento ‘Dinamico Evolutivo’ promosso dalla Comunità della Longevità.

«E’ nostra intenzione – dichiara il presidente della Comunità Mondiale della Longevità, Roberto Pili – realizzare una parte dello studio pilota del progetto “Born to move Nati per muoversi’ nel Comune di Ranco, (Varese) ridente centro sul Lago Maggiore, del Comprensorio dei Sette Laghi.»

Nel piccolo comune lombardo che può contare di 270 ultrasettantenni su una popolazione di 1.700 abitanti, infatti, a fine ottobre nel corso della conferenza “Casa Campidanese – I luoghi elettivi per l’invecchiamento attivo”, organizzata dalla “Comunità Mondiale della Longevità”, in collaborazione con Medicina Sociale, la Fondazione di Sardegna, Etramovimento e con il patrocinio del Municipio di Ranco, è stato presentato in tutti i particolari il progetto.

La conferenza è stata la prima di una serie di iniziative che vedranno impegnato il gruppo di lavoro della Comunità Mondiale della Longevità anche nel Comprensorio dei Sette Laghi.

«Abbiamo aperto una sessione di studio della popolazione di Ranco e di altri 13 comuni del comprensorio – afferma Roberto Pili – e se dovessero essere confermati i dati demografici che vedono la straordinaria quota di anziani in buona salute favorita da una eccellente qualità della vita questi centri avrebbero le carte in regola per essere ammessi nella “Cintura dei Comuni della Longevità”, partenariato nato nel 2015 allo scopo di riunire realtà amministrative sensibili e impegnate sul fronte della promozione dell’invecchiamento sano ed attivo.»

Durante la conferenza, Roberto Pili ha presentato il modello di approccio biopsicosociale in tema della promozione dell’invecchiamento sano ed attivo denominato Dinamico Evolutivo e il progetto “Casa Campidanese” che si delinea come un vero e proprio percorso salutistico capace di indicare un modello di estetica della vita sana utile a contrastare l’invecchiamento patologico e presentare l’anziano come risorsa.

«Questo progetto salutistico che rientra tra gli impegni della Comunità Mondiale della Longevità – sottolinea il presidente del centro di ricerca sardo – è una modificazione concreta dello stile di vita di un gruppo di anziani sardi, altrimenti votati all’obesità e all’iposedentarismo, che rappresentano i fattori che più contribuiscono allo sviluppo dell’invecchiamento patologico,di malattie croniche e tumori che rappresenteranno la vera piaga sociale delle popolazioni del III millennio.»

La conferenza è stata anche l’occasione per presentare, il libro “Casa Campidanese – Luogo elettivo per l’invecchiamento attivo in Sardegna” scritto da Roberto Pili, Ignazio Argiolas e Mauro Piria in cui sono riassunte le ricerche e esperienze professionali sul tema del rapporto tra benessere, invecchiamento ed attività fisica.