16 September, 2021
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Venti anni di ricerca, di studio e analisi delle profonde e complesse stratificazioni archeologiche del Cronicario, insediamento millenario sorto sulle sponde orientali dell’Isola di Sant’Antioco. Il tutto condensato in una mostra per immagini fotografiche e reperti inediti intitolata “Sulky 2001-2021. Vent’anni di ricerche, Tremila anni di storia”, frutto del prezioso lavoro del team dell’Università di Sassari condotto, appunto, in 20 anni di attività.

L’appuntamento è fissato per venerdì 17 settembre, alle 19.30, presso il Mab Museo Archeologico Ferruccio Barreca di Sant’Antioco, per l’inaugurazione dell’esposizione organizzata dal Comune di Sant’Antioco, dall’Università di Sassari e dal Ministero della Cultura (Soprintendenza archeologica di Cagliari), alla presenza  della Direttrice del MAB, Sara Muscuso, di Piero BartoloniCarlo TronchettiMichele GuirguisGiovanna PietraElisa Pompianu e Antonella Unali: professori, archeologi e archeologhe impegnati direttamente negli ultimi decenni nelle indagini e nella tutela di questa preziosissima area archeologica. Parteciperanno al taglio del nastro, inoltre, il Sindaco Ignazio Locci e la delegata alla Cultura Rosalba Cossu.

Un percorso fotografico ed espositivo che illustrerà i due decenni di scavi e ricerche dell’Università di Sassari nel Cronicario di Sant’Antioco e consentirà di comprendere  l’importanza della ricerca per l’antica città di SULKY, fondata nel cuore del Mediterraneo tra la fine del IX e il principio dell’VIII sec. a.C. Ricostruendo le tracce del passato, dunque, la mostra ambisce a disegnare possibili scenari futuri per un’area archeologica ubicata nel centro della contemporanea Sant’Antioco. «Dopo tanti anni di impegno commenta Michele Guirgius, professore associato di archeologia Fenicio-Punica presso l’Università di Sassarisiamo orgogliosi di poter presentare al pubblico degli interessati e a tutta la cittadinanza parte del lavoro portato avanti dall’Università e dal comune di Sant’Antioco, che ci ha sempre supportato, secondo una prospettiva aperta sul territorio e sull’intera comunità sulcitana, certificando il ruolo cruciale svolto da Sant’Antioco oggi, come dalla città di Sulky nei millenni passati».

Per la direttrice del MAB, Sara Muscuso, «il Museo conferma il suo ruolo di raccordo tra la ricerca scientifica e il grande pubblico: la divulgazione della storia dell’antico insediamento già ampiamente presente nell’allestimento degli spazi espositivi, viene oggi potenziata e arricchita da questa mostra che consolida il sodalizio pluridecennale che unisce il comune di Sant’Antioco all’Università degli Studi di Sassari».

Dalle 21.00 la serata proseguirà con il concerto del musicista Matteo Scano che presenterà il suo disco Places.

Cibi&LibriFest2021a Sant’Antioco va in scena la prima edizione di un festival letterario che ambisce a coniugare i sapori alla letteratura. L’evento, promosso dall’Associazione Cibi&Libri con DreamBOOK Sardegna, è sostenuto dal comune di Sant’Antioco e si avvale della fattiva collaborazione del Centro Commerciale Naturale Welcome to Sant’Antioco, di Slow Food e dello SBIS – Sistema Bibliotecario Interurbano del Sulcis. Il primo appuntamento del festival è previsto giovedì 16 con l’anteprima, mentre sabato 18 e domenica 19 avranno luogo gli eventi specifici inseriti nel cartellone in un mix di cucina, letteratura e intrattenimento. La rassegna è stata presentata questa mattina con la partecipazione del Sindaco Ignazio Locci, della consigliera comunale delegata alla Cultura, Rosalba Cossu, della rappresentante dell’associazione Cibi&Libri, Loriana Pitzalis, del presidente Slow Food, Raimondo Mandis, e dell’editore di Green Book, Stefano Mecenate.

«Il Sulcis si sposa magistralmente con la nostra idea di abbinare i libri alle eccellenze enogastronomiche del territorio commenta Loriana Pitzalis, anima del festival e rappresentante dell’associazione Cibi&Libril’isola di Sant’Antioco è palcoscenico d’eccezione per una kermesse che aspira a diventare evento di portata regionale. Il Comune di Sant’Antioco offre sul piano turistico, culturale ed enogastronomico, una proposta strategica che tende a valorizzare e a far crescere l’isola in sinergia con tutte le risorse del territorio. Per questo primo evento privilegiamo la Sardegna, selezionando chef di Sant’Antioco e autori isolani e del resto d’Italia. Nel corso della storia della letteratura, il connubio tra questa e il cibo possiamo farlo risalire a Dante e, in casa nostra, a Grazia Deledda, unico Nobel donna in Italia, di cui ricorre il 150° anniversario, che nei suoi romanzi spesso cita ricette nostrane. Quest’anno ricorre anche il 700° Anno Dantesco e con questo primo evento vogliamo rendere omaggio a questi due grandi della letteratura, dedicando loro una sezione speciale con un convegno sulla figura di Grazia Deledda e un accenno alle sue esplorazioni culinarie nei romanzi, e con una lezione seminario in cui verranno declamati alcuni versi della Divina Commedia e del Convivio.»

All’interno del Festival si inserisce una kermesse gastronomica tra 5 chef di Sant’Antioco: questi dovranno far proprio un romanzo che verrà loro abbinato tramite sorteggio e che conterrà la citazione, e a volte la spiegazione, di una ricetta che dovranno rivisitare. Le ricette tradotte in pietanze verranno valutate da una giuria selezionata che decreterà il vincitore della competizione. Al concorso culinario si accompagnano momenti di riflessione e studio, sia sulla letteratura (lezione seminario Dante e la Divina Commedia; Giallo letterario e intrighi letterari, per citare due esempi), sia sul mangiare “Slow Food”, con laboratori e seminari sulla valorizzazione dei prodotti enogastronomici del territorio sulcitano o con la presentazione della guida Slow Food degli oli extravergini d’Italia 2021. Tanti momenti che celebrano l’unione tra i libri e le pietanze, all’insegna della buona lettura e del buon mangiare. E non mancheranno, naturalmente, gli spazi di puro intrattenimento ma sempre a tema: “spettacolo Di Vino commedia”, teatro e musica dal vivo intorno alla Divina Commedia a cura della compagnia del Delfino; commedia Fura Santus, a cura della compagnia Il Calderone.

Ignazio Locci, Sindaco del comune di Sant’Antioco: «Questa prima edizione è l’inizio di una collaborazione con l’associazione Cibi & Libri: un rapporto che ci auguriamo diventi sempre più forte e solido. L’evento è una vera novità per la comunità di Sant’Antioco e ci fa molto piacere che partecipino i nostri chef e le nostre eccellenze enogastronomiche. Così come ci appaga vedere la collaborazione di Slow Food per questa rassegna che coniuga cibi e libri in una formula tutta nuova, da scoprire e vivere».

Rosalba Cossu, consigliera comunale delegata della Cultura: «L’Amministrazione prova gioia ad affrontare questa esperienza, per noi insolita e nuova, e siamo certi che anche la cittadinanza sarà entusiasta di partecipare. Due elementi che sembrano apparentemente così lontani: cibo e libri, si coniugano in questa rassegna-festival in un connubio curiosissimo e per nulla scontato. Il cibo, del resto, è un’espressione culturale: fa parte della tradizione, fa parte della memoria. Siamo felicissimi di poter onorare la nostra esile, minuta Grazia Deledda, che con la sua descrizione suggestiva ci fa entrare nella Terra Sarda, insieme al sommo Dante Alighieri. Entrambi saranno al centro di questo Festival letterario, che si annuncia ricco di curiosità e spunti di riflessione».

Dopo 23 anni sono state riaperte al pubblico le aree archeologiche della Necropoli Punica e dell’Acropoli, due siti di straordinaria importanza che arricchiscono il patrimonio culturale di Sant’Antioco. Un’attesa durata oltre due decenni, per le due perle incastonate nel cuore del centro storico e archeologico antiochense, da venerdì 30 luglio fruibili in forma permanente, tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00. Per l’inaugurazione, presso la Necropoli (settore Nord) si sono tenuti il consueto taglio del nastro e una conferenza stampa di presentazione dei siti archeologici, alla presenza della rappresentante della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna, la dott.ssa Giovanna Pietra, il sindaco Ignazio Locci, la consigliera comunale delegata alla Cultura, Rosalba Cossu, la direttrice del Parco archeologico, l’archeologa Sara Muscuso, e  una rappresentanza del partner di gestione del Parco, la Cooperativa Archeotur, che si occuperà della fruizione del sito.

Necropoli punica e Acropoli di età romana sono due aree che, inserite nel fulcro del centro storico antiochense, hanno consentito all’archeologia sulcitana di  ricostruire importanti momenti storici e sviluppi diacronici dell’insediamento dell’antica Sulky. Indagate dagli anni 50 del secolo scorso, le due aree sono state oggetto di interventi recenti. Il settore  nord della Necropoli, grazie al finanziamento della Fondazione di Sardegna, è stato dotato di un punto ristoro e di nuovi e moderni supporti didattici. E ancora si è provveduto a creare un impianto di illuminazione esterna e interna alle tombe, unitamente ai percorsi dei camminamenti  esterni totalmente reversibili e autoportanti che condurranno i visitatori al tragitto sotterraneo. Ma cosa vedranno i visitatori? Sarà possibile accedere al settore della Necropoli punica utilizzato con la medesima funzione fin dall’epoca romana e nell’età tardo antica con il collegamento di diverse tombe contigue per la costruzione di un piccolo  complesso catacombale. All’interno, un arcosolio di pregio e ulteriori testimonianze di rilievo. Attraverso i cantieri archeologici del Cammino minerario di Santa Barbara è stato invece possibile valorizzare l’adiacente area dell’Acropoli romana, luogo che almeno a partire dal II sec. a.C. ospita un importante tempio di tipo italico della prima città romana. Anche in questo caso i lavori hanno riguardato un sistema di illuminazione notturna, i camminamenti del percorso di visita, i supporti didattici e il restauro di antiche pavimentazioni.

«Queste due aree archeologiche commenta la direttrice del Parco Archeologico Sara Muscusoconfermano come l’antico e il contemporaneo possano coesistere e compenetrarsi in un interessante esempio di archeologia urbana che dalla Piazza De Gasperi, cuore pulsante del centro storico, si articola in un vero Parco archeologico urbano con ben sette siti visitabili: luoghi ricchi di storia, cultura, tradizioni, per concludersi più a nord con il tofet e il Museo archeologico Ferruccio Barreca.»

«Siamo felicissimicommenta il sindaco Ignazio Locci abbiamo creduto alle intuizioni della dottoressa Sara Muscuso, che aveva proposto di investire il finanziamento della Fondazione di Sardegna in un progetto teso alla riapertura della Necropoli, e oggi possiamo dire di averci visto giusto. Grazie anche al lavoro del Cammino minerario di Santa Barbara che ha consentito la realizzazione di alcuni lavori all’interno dell’Acropoli romana.»

 

Dopo 23 anni riaprono al pubblico le aree archeologiche della Necropoli Punica e dell’Acropoli di Sant’Antioco. Per l’occasione, venerdì 30 luglio, a partire dalle 10.00, presso la Necropoli (settore Nord, ingresso via Castello) si terrà una conferenza stampa di presentazione dei siti archeologici, tra i quali una delle Necropoli puniche più vaste del Mediterraneo, alla presenza della Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna la dott.ssa Maura Picciau, il sindaco Ignazio Locci, la consigliera comunale delegata alla Cultura Rosalba Cossu, la direzione del Parco archeologico ed una rappresentanza del partner di gestione del Parco, la Cooperativa Archeotur. A seguire i siti verranno ufficialmente aperti al pubblico in forma permanente.

E’ in corso  l’installazione di 21 pannelli informativi (totem) retroilluminati da un sistema fotovoltaico, posizionati in altrettanti punti sensibili di Sant’Antioco. Ai 21 retroilluminati si aggiungono ulteriori 8 totem in legno dislocati in particolari zone di interesse, tra i quali i principali nuraghi isolani.

Questa nuova cartellonistica attualmente in fase di montaggio si aggiunge alle 78 frecce direzionali posizionate nei mesi scorsi in 16 luoghi strategici del centro urbano antiochense, che guidano alle maggiori zone di interesse di Sant’Antioco. Dalla Basilica al Mab, dal MuMa all’opera di Giorgio Casu. Dal Parco Giardino alla Fontana Romana.

Il progetto si  inquadra nell’ambito del più ampio “Museo Diffuso – Isola di Sant’Antioco”, realizzato anche grazie alla Fondazione di Sardegna, oltre che alla collaborazione fattiva dei giovani volontari del Servizio Civile (progetto “Isola dei Tesori”).

A tal proposito, domani, venerdì 21 maggio, a partire dalle 18.30, in diretta sulla pagina Facebook istituzionale del Comune di Sant’Antioco, verranno presentati nella sua interezza il progetto “Isola dei Tesori – Museo Diffuso Isola di Sant’Antioco” e i frutti fino ad oggi prodotti (tra i quali la cartellonistica, il sito di promozione visit.santantioco.info, la mappa creativa, la nuova guida turistica e altro ancora): parteciperanno gli otto volontari del Servizio civile (avviato nelle annualità 2019/2020 e 2020/2021), nonché la funzionaria comunale responsabile del progetto, Sara Muscuso, il Sindaco Ignazio Locci, e gli assessori al Turismo e alla Cultura, rispettivamente Roberta Serrenti e Rosalba Cossu.

 

Venerdì 21 maggio, a partire dalle 18.30, in diretta sulla pagina Facebook del comune di Sant’Antioco, verrà presentato il progetto “Isola dei Tesori – Museo diffuso isola di Sant’Antioco”: un insieme di azioni di matrice turistico-culturale realizzate anche grazie alla preziosissima collaborazione dei giovani che hanno partecipato al Servizio civile (avviato nelle annualità 2019/2020 e 2020/2021).

Un lavoro lungo e articolato che ha contribuito a gettare le fondamenta per fare di Sant’Antioco una vera destinazione turistica. 

Sarà l’occasione per illustrare alcune delle azioni concrete messe in campo. Per citarne alcune:

  • Portale turistico www.visitsantantioco.info
  • Nuovi canali social Visit Sant’Antioco
  • Frecce direzionali sulle principali attrattive turistiche (già installate) e Totem informativi (che verranno posizionati in questi giorni)
  • Mappa creativa dell’isola e nuova guida turistica (in distribuzione a breve)

Parteciperanno gli otto volontari del Servizio civile, Sara Muscuso, funzionaria comunale e responsabile del progetto Isola dei Tesori,  Ignazio Locci, sindaco del comune di Sant’Antioco, Rosalba Cossu e Roberta Serrenti, rispettivamente delegate alla Cultura e al Turismo.

 

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Ecosostenibile, “Plastic free”, con prodotti locali e biologici, educativo, rispettoso dell’ambiente e proiettato verso l’abolizione dello spreco alimentare (ogni confezione di cibo non consumata e integra verrà donata alla Caritas di Sant’Antioco). Il comune di Sant’Antioco ha recentemente affidato il nuovo servizio di mensa scolastica (già attivo nelle scuole cittadine) per il prossimo triennio: un progetto innovativo che contribuisce alla salvaguardia del nostro prezioso ecosistema e, nel contempo, educa i più giovani a comportamenti virtuosi e rispettosi dei luoghi in cui viviamo. Il nuovo progetto (a domanda individuale, con il contributo economico del Comune in base alle condizioni di ciascuna famiglia) è stato presentato ieri sera in aula consiliare, alla presenza del sindaco Ignazio Locci, della consigliera comunale con delega alla Pubblica istruzione, Rosalba Cossu, di Cecilia Guaita, del Servizio di Igiene e Alimenti della Nutrizione della Asl 7, dei rappresentanti della ditta appaltatrice e del nutrizionista, dott. Carlo Milia.

«Tra le tante novità che abbiamo privilegiato in sede di redazione del capitolato d’appalto – spiega il sindaco Ignazio Locci – figura l’abolizione della plastica nelle mense delle nostre scuole: un’azione che rientra nell’ambito del percorso che abbiamo intrapreso sulle delicate quanto attuali tematiche di natura ambientale. Un impegno che va di pari passo con un’offerta formativa che pone uno sguardo sempre più attento al rispetto dell’ambiente, alla riduzione degli sprechi, alla raccolta differenziata, al riuso e al senso di responsabilità comune. Questa azione si somma all’odinanza “Plastic free”, che vieta la vendita di plastica monouso, alla consegna delle borracce in alluminio, al già attivo progetto “Acqua in brocca” e alle innumerevoli iniziative di educazione ambientale che Istituto Comprensivo Scolastico e Comune organizzano periodicamente.» 

«Si tratta di un percorso di apprendimento e di condivisione – commenta Rosalba Cossu, consigliere comunale con delega della Pubblica istruzione – che contribuisce a formare i piccoli studenti, genitori e docenti sull’importanza di una corretta alimentazione per uno stile di vita sano. Vogliamo promuovere la mensa come momento di socialità fondamentale per i ragazzi consentendo loro, attraverso pratiche giornaliere, di imparare a conoscere l’importanza dei concetti di riciclo e riuso, di sostenibilità ambientale e di riduzione degli sprechi.»

 

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PROFUMO DELLA STORIA

Sabato 21 dicembre presso la sala consiliare del comune di Sant’ Antioco è stato presentato il libro “Il profumo della storia”, edito CTE di Iglesias, grazie ai fondi stanziati dalla Fondazione Banco di Sardegna, che l’associazione Agorà ringrazia sentitamente per aver permesso la realizzazione di tale progetto.

La serata, coordinata e moderata dal giornalista e scrittore Giacomo Mameli si è rivelata molto partecipata ed interessante, tanto d’attirare l’attenzione del numeroso pubblico presente in sala sino alla fine, senza mai veder calato l’interesse.

Il libro narra le circostanze storiche della nascente comunità isolana di Sant’Antioco e prende vita in seguito alla lettura, da parte dell’associazione Agorà, del romanzo storico “Il profumo del ginepro” scritto da Paolo Balia, giunto, come seconda pubblicazione, dopo una raccolta di storie per bambini intitolata “Il bosco delle fiabe”.

L’autore racconta uno spaccato di storia lungo circa 70 anni, durante i quali un popolo sofferente cerca con grande coraggio di riappropriarsi di una terra in passato appartenente ai loro padri, terra che per tanto tempo ha custodito radici profonde da cui dar vita a “nuove piante”, linfa rigenerante per una nuova comunità. Il ripopolamento di Sant’Antioco iniziato nel 1700, dopo che per circa 1.000 anni gli abitanti, che prima popolavano le coste, e che non si sentivano più sicuri a causa delle incursioni dei predatori provenienti dal mare, si erano ritirati a vivere nell’entroterra. Un popolo fiero delle proprie origini, che con l’aiuto del suo santo protettore Antioco, ricominciò a vivere e a ripopolarsi sino a giungere, tra mille difficoltà socio-economiche e di salute, al momento che portò finalmente a dire a don Pintus, nell’omelia del 1° maggio 1954, «Ora siamo un bel paese». Oggi questo paese ha voluto rendere omaggio, a quelle lotte per la sopravvivenza, in vista di un futuro migliore che miri alla salvezza della propria identità storico-culturale, come simbolo di appartenenza alla propria terra nativa, pubblicando questo libro, importante testimone del passato.

Hanno curato la stesura degli argomenti trattati:

L’associazione Agorà

Maria Cossu: presidente della sopracitata associazione

Dario Siddi: letterato, regista, archeologo

Mario Marrocu: chirurgo e studioso di storia locale

Onorino Strina: letterato scrittore

Giuseppe Mura: scrittore, studioso di storia medievale del Sulcis Iglesiente

Giovanni Sedda: studioso di storia sarda

Marco Massa: direttore dell’archivio storico di Sant’Antioco.

Un grande lavoro svolto con attenzione, puntualità, precisione e professionalità, un lavoro nato inizialmente come una serie di conferenze in cui venivano sviscerati i vari argomenti che, sono poi sfociati nella stesura del libro.

L’Amministrazione comunale, nella persona del sindaco di Sant’Antioco Ignazio Locci e dell’assessora della Cultura Rosalba Cossu, presenti all’evento, ha espresso grande stima per gli autori dell’opera di promozione culturale ed ha invitato alla lettura del romanzo storico di Paolo Balia, scomparso poco dopo la pubblicazione del suo secondo libro, e del testo di ricerca storica allegato.

Buona lettura a tutti!

Nadia Pische

 

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Prosegue il lavoro di sistemazione e pulizia dei principali siti nuragici di Sant’Antioco, operato dal Cammino Minerario di Santa Barbara e mirato alla loro fruibilità ai fini turistici e culturali. Dopo gli interventi nel nuraghe “S’Ega e Marteddu” di Maladroxia e nel bacino nuragico di “Grutti’e Acqua”, le squadre di operai sono attualmente impegnate nel nuraghe “Femminedda”, in località Canai. C’è ancora tanto da fare, ma il grande lavoro fatto fino a oggi ha reso il nuraghe polilobato, fino a poco tempo fa letteralmente sommerso dalla macchia mediterranea cresciuta negli anni in maniera incontrollata, nuovamente visibile e ammirabile in tutta la sua bellezza. Non solo: i camminamenti sono stati liberati da erbacce e arbusti e, in generale, tutta l’area su cui sorge il nuraghe “Femminedda” è accessibile, consentendone la visione dalle diverse prospettive, tra palme nane, lentisco e altre essenze arboree tipiche della macchia Mediterranea.

«Questo è un altro passo in avanti verso la valorizzazione delle nostre attrazioni culturali – commenta il sindaco Ignazio Locci – con l’avvio del Museo diffuso, infatti, i siti di maggiore interesse avranno una nuova cartellonistica e saranno inseriti all’interno di un percorso “museale” che, finalmente, renderà loro giustizia, dandogli la visibilità che meritano.»

Negli anni Novanta erano stati realizzati i camminamenti per rendere accessibili e visitabili cinque siti nuragici antiochensi di maggiore pregio: appunto “Femminedda”, “S’Ega e Marteddu”, “S’Uttu de su Para”, il bacino nuragico di “Grutti’e Acqua”, e “Corongiu Murvonis”.

«L’obiettivo della nostra Amministrazione comunale – commenta Rosalba Cossu, consigliere comunale con delega alla Cultura – è rendere nuovamente godibili i cinque siti, non solo per le finalità turistiche e culturali, ma anche per riscoprire le nostre origini e rimettere in luce le impronte del nostro passato.»

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A partire dal mese di luglio, prenderà avvio la XIII edizione della “Summer School di Archeologia Fenicio-Punica”, frutto della collaborazione tra il comune di Sant’Antioco e il Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione dell’Università degli Studi di Sassari. Le attività sul campo, con la partecipazione di numerosi studenti e specializzandi, riguarderanno lo studio dei reperti di età fenicia e punica emersi nel corso dei più recenti scavi archeologici e una campagna di rilevamento planimetrico nei siti del Cronicario di Sant’Antioco e nel vicino centro di Monte Sirai a Carbonia; in parallelo si procederà nella selezione di campioni organici e inorganici per una serie di analisi di laboratorio programmate, al fine di incrementare il potenziale informativo del record archeologico.

Il programma della “Summer School” prevede altresì una nutrita serie di conferenze tematiche tenute da specialisti del settore, che coinvolgono numerosi archeologici impegnati in Sardegna e nel più ampio contesto del Mediterraneo antico tra il II e il I millennio a.C. Nell’ambito del gemellaggio tra il Comune di Sant’Antioco e la Municipalità di Tiro e dei rapporti scientifici tra l’Università di Sassari e l’Université Libanaise, che suggellano una vicinanza culturale concretizzatasi quasi tre millenni fa con la fondazione fenicia di Sulky, la “Summer School” ospiterà diversi studiosi libanesi e archeologi italiani impegnati nelle attività di ricerca nella sponda orientale del Mediterraneo.

Le conferenze serali, secondo il programma esposto nella locandina dell’evento, inizieranno giovedì 4 luglio e saranno aperte a tutti gli interessati, concludendosi venerdì 26 luglio con la presentazione in anteprima dei nuovi risultati scaturiti dalle ricerche in corso.

«Siamo molto felici di ospitare, anche quest’anno, la Summer School di Archeologia, giunta alla tredicesima edizione – commenta l’assessore della Cultura e dei Beni culturali del comune di Sant’Antioco Rosalba Cossu – è un appuntamento che dà lustro a Sant’Antioco, dandoci la possibilità di offrire il nostro contributo alla ricerca e allo studio sul patrimonio archeologico antiochense. E, soprattutto, ci gratifica essere parte di un’iniziativa che pone al primo posto il lavoro svolto dagli studenti e dagli specializzandi impegnati nella Summer School. A tutti loro auguro buon lavoro».