26 September, 2026
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La sala conferenze del Palazzo Bellavista, nella miniera di Monteponi, ospita da domani 1 a sabato 5 dicembre, la seconda edizione di “Paesaggi minerari”, progetti per il Parco Geominerario del Sulcis Iglesiente, laboratorio internazionale di architettura e paesaggio.

Alle 11.00, il laboratorio verrà presentato con introduzioni del sindaco di Iglesias, Emilio Gariazzo; di Antonello Sanna, direttore del dipartimento Dicaar e Giorgio Peghin, coordinatore del laboratorio. Interverranno Antonio Angelillo, Paolo Ceccon, Pierpaolo Manca, Giorgio Massacci, Ippolita Nicotera, Fausto Pani e Laura Zampieri. Verranno poi formati i gruppi di lavoro e nel pomeriggio avrà inizio l’attività di laboratorio. Alle 18.00 conferenza di Palo Ceccon e Laura Zampieri.

Mercoledì, al mattino è prevista una visita ai luoghi del progetto, al pomeriggio attività di laboratorio e, alle 18.00, conferenza di Ippolita Nicotera.

Giovedì attività di laboratorio sia al mattino sia al pomeriggio e, alle 18.00, tavola rotonda sul tema “Il Cesa e la prospettiva ambientale e sociale del paesaggio bonificato”, con interventi di Salvatore Cherchi, Pierpaolo Manca, Giorgio Massacci, Markus Otto, Giorgio Peghin, Gianluigi Pillola e Antonello Sanna.

Venerdì, ancora attività di laboratorio al mattino e al pomeriggio e, alle 18.00, conferenza di Vincenzo Melluso e Nicola Di Battista.

Sabato, infine, alle 11.00 presentazione dei lavori e alle 12.00, critiche finali con interventi di Antonio Angelillo, Nicola Di Battista, Salvatore Cherchi, Giorgio Massacci, Vincenzo Melluso e Gianluigi Pillola, commissario straordinario del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna.

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185 milioni di investimenti, 205 lavoratori impiegati nei cantieri durante la fase di costruzione della centrale a vapore, 500 posti di lavoro consolidati e tra 500 e 750 creati nell’indotto: sono questi i numeri del progetto Eurallumina, presentato questo pomeriggio, nella sala conferenze del Consorzio industriale provinciale di Carbonia Iglesias, a Portoscuso.

Alla presentazione hanno partecipato l’amministratore delegato dello stabilimento di Portovesme, l’ingegner Vincenzo Rosino; i rappresentanti della Foster Wheeler italiana, la società che ha realizzato il progetto e i rappresentanti del Savi, il Servizio della sostenibilità ambientale, valutazione impatti e sistemi informativi ambientali della Regione Sardegna; i rappresentanti del comune di Portoscuso e della provincia di Carbonia Iglesias; parlamentari, consiglieri regionali, amministratori locali, rappresentanti di associazioni e comitati e tantissimi lavoratori.

La presentazione, come annunciato alla vigilia, è stata preceduta da una manifestazione dei lavoratori Eurallumina, partita dall’ingresso dello stabilimento, sotto una pioggia battente, e conclusa davanti alla sala conferenze del Consorzio industriale, pochi minuti prima dell’inizio dei lavori.

I lavori sono stati aperti dall’ingegner Vincenzo Rosino che con i tecnici ha presentato le caratteristiche del nuovo impianto, progettato per garantire la completa copertura della domanda di energia termica ed elettrica della raffineria di bauxite e per contribuire al raggiungimento delle condizioni necessarie per la ripresa delle attività produttive di Eurallumina, nel rispetto delle prescrizioni ambientali, molto più severe rispetto al passato.

Dopo la presentazione che ha ricalcato sostanzialmente quella fatta nella stessa sede lo scorso 28 maggio, secondo quanto prevedono le procedure, è stato dato spazio agli interventi che, contrariamente a quanto accadde sei mesi fa, sono stati tutti favorevoli, perché i rappresentanti delle associazioni ambientaliste contrarie alla realizzazione del progetto della nuova centrale, questa volta non hanno partecipato all’incontro.

Tredici, complessivamente, gli interventi. Il primo è stato quello di Francesco Garau, segretario Filtcem CGIL, seguito da quello del deputato PD Francesco Sanna che ha sottolineato l’importanza del progetto e le prescrizioni ambientali imposte, le più rigide a livello europeo.

Il professor Paolo Amat, docente universitario di chimica, ha spiegato di aver studiato a fondo le caratteristiche dei fanghi rossi che a suo parere non costituiscono un problema e, viceversa, possono essere impiegati in vari settori.

Anche Salvatore Cherchi, ex presidente della provincia di Carbonia Iglesias, oggi coordinatore del Piano Sulcis, ha difeso il progetto, sottolineandone l’impatto a livello occupazionale, con 500 lavoratori diretti e un fattore moltiplicativo tra 2 e 2,5, per un totale di oltre 1.000 posti di lavoro. Non si può ignorare che resta comunque un progetto di industria pesante – ha detto Cherchi -, ma è stato progettato nel rispetto dell’ambiente e si dovrebbe convincere l’azienda a investire in studi per il riutilizzo dei fanghi rossi.

Sono poi intervenuti Nino D’Orso, segretario della Femca Cisl; Pietro Cocco, sindaco di Gonnesa e capogruppo PD in Consiglio regionale; Giuseppe Casti, sindaco di Carbonia e presidente del Consiglio delle Autonomie locali; Giorgio Alimonda, sindaco di Portoscuso e presidente del Consorzio industriale provinciale di Carbonia Iglesias; Tonino Melis, componente della segreteria Uiltec Uil; Luca Pizzuto, consigliere regionale e coordinatore regionale di Sinistra Ecologia Libertà; Claudia Mariani, rappresentante delle partite iva di Portoscuso e del Sulcis Iglesiente; Mauro De Sanctis, presidente del Consorzio Fieristico Sulcitano; e, infine, Antonello Pirotto, componente della RSU Eurallumina.

Il procedimento prevede la possibilità di presentare osservazioni al progetto fino al 24 dicembre, vigilia di Natale.

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Il Parco Geominerario della Sardegna è ora anche un Geoparco Mondiale dell’UNESCO.

«Dopo anni d’impegno collettivo in senso alla rete globale dei geoparchi (GGN) e l’approvazione da parte della Commissione Scienze dell’Unesco, avvenuta il 10 novembre scorso – spiega Gian Luigi Pillola. commissario straordinario del Geoparco – finalmente ieri i 195 Stati Membri dell’UNESCO hanno ratificato la creazione di un nuovo marchio: UNESCO Global Geoparks. Contestualmente è stato approvato lo statuto del nuovo programma IGGP (International Geoscience and Geoparks Programme). La decisione è stata assunta durante la 38ª Conferenza Generale svoltasi a Parigi dal 3 al 18 novembre). La Ville Lumiére, benché colpita dagli eventi terroristici, conferma ed enfatizza il ruolo della cultura per lo sviluppo sostenibile dell’Umanità anche attraverso le geoscienze.»

«A oggi – aggiunge Gian Luigi Pillola – 120 Geoparchi Globali distribuiti in 33 nazioni diventano anche UNESCO Global Geoparks! Il Parco Geominerario della Sardegna è tra questi. Il lavoro continua e s’intensifica al fine di rendere concreto e più incisivo il compito assegnato al Parco Geominerario. I primi risultati ottenuti dalla presente gestione sono già manifesti e tutto questo anche grazie all’insostituibile supporto della Giunta della Regione Sardegna, alla collaborazione dei Ministeri vigilanti e al sempre più unanime consenso all’interno della Comunità del Parco.»

In serata, l’ex presidente della provincia di Carbonia Iglesias ed ex sindaco di Carbonia, Salvatore Cherchi, oggi coordinatore del Piano Sulcis, ha così commentato il risultato raggiunto: «Il Parco Geominerario può ora fregiarsi del marchio UNESCO. Abbiamo fatto insieme un buon lavoro che ci carica di altre responsabilità. Grazie a tutti».

 

 

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La Giunta regionale potenzierà le dotazioni didattiche delle scuole di istruzione superiore del Sulcis Iglesiente, con 5 milioni del Piano Sulcis.

Il programma è stato formato sulla base del lavoro fatto fra settembre e ottobre fra scuole, Gestione commissariale dell’ex Provincia e Coordinamento del Piano Sulcis con il supporto di Invitalia.

In coerenza con gli indirizzi del Piano Sulcis, il programma crea ex novo o ammoderna e rafforza le dotazioni delle scuole specializzate nella formazione di competenze nei settori agroalimentare, turismo, marina, ambiente, artigianato e servizi. Le scuole coinvolte nel programma, sono 12.

Nel dettaglio, nella scuola agraria di Villamassargia si potenzia la linea del latte ovicaprino e si crea una linea per la filiera delle carni; nella scuola Agraria di Santadi, invece, si rafforza fortemente il vitivinicolo e si crea una linea per la filiera dell’olio. La linea turismo è potenziata in diverse scuole del territorio anche con laboratori per la simulazione di impresa. Nel Nautico di Carloforte si investe in strumentazione moderna per la navigazione e si dotata la scuola delle imbarcazioni necessarie per le esercitazioni. In due scuole specializzate di Carbonia e Iglesias si rafforzano o creano le strutture per la formazione nel settore ambientale, comprese le bonifiche, e di controllo del territorio. Nei licei artistici di Iglesias e Sant’Antioco, a titolo esemplificativo, si creano nuovi laboratori per la lavorazione dei metalli preziosi. Si investe per la acquisizione di competenze moderne nei servizi alla persona, esempio nel campo della domotica.

Il soggetto attuatore del programma è l’ex Provincia di Carbonia Iglesias che vi provvederà in collaborazione con le Scuole e con il supporto di Invitalia. Il programma è coordinato con quello più generale denominato Iscola dell’assessorato regionale dell’Istruzione che canalizzerà le risorse verso la ex Provincia. Le risorse dovranno essere tutte tassativamente impegnate entro il 30 giugno 2016.

Il coordinatore del Piano, Salvatore Cherchi, sottolinea positivamente l’impegno della Giunta e dell’assessore Claudia Firino. «L’investimento nelle competenze – dice Salvatore Cherchi – è un obiettivo significativo del Piano. Il programma è ora operativo. Passo dopo passo stiamo sbloccando l’intero Piano».

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«La Giunta regionale ha approvato due delibere per l’incentivazione delle imprese nel Sulcis Iglesiente e per la costituzione del centro di ricerca applicata per le bonifiche di suoli e corpi idrici contaminati da attività produttive. Nella stessa delibera è stato varato il bando per i progetti di ricerca applicata.»

Lo scrive in una nota Salvatore Cherchi, coordinatore regionale per l’attuazione del Piano Sulcis.

«Per l’incentivazione delle imprese sono assegnati 32,5 milioni di euro che alimentano un fondo rotativo per sostenere progetti dal piccolo taglio a venti milioni di euro. Sopra i venti milioni di euro funziona il contratto di sviluppo. Per questo strumento è disponibile un fondo di trenta milioni di euro. Una sostanziale innovazione riguarda la gestione delle proposte imprenditoriali che sarà fatta a sportello indipendentemente dalla dimensione dell’investimento. Per l’assistenza tecnica per il montaggio dei progetti continuerà ad operare l’ufficio di Monteponi. L’attenzione è rivolta in modo particolare all’agroindustria, al turismo e all’ambiente.»

«Ausi, Igea e Università di Cagliari – aggiunge Salvatore Cherchi – avviano la costituzione del centro di ricerca applicata per bonifica di suoli e acque e per il recupero di materiali residuati da processi produttivi. Igea e Ausi apportano proprie strutture e laboratori. Per lo sviluppo è assegnato un primo finanziamento di 3 milioni di euro. Con 2 milioni di euro si finanzia il bando per la selezione di progetti di ricerca nell’agroalimentare, nell’ambiente, nell’energia.»

«Le delibere – conclude Salvatore Cherchi – confermano il forte impegno della Regione sul l’attuazione concreta del Piano Sulcis.»

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Fruzioone della fiscalità di vantaggio per comuni

Il coordinatore del Piano Sulcis, Salvatore Cherchi, ha reso noto oggi il documento aggiornato sullo stato di attuazione della fiscalità di vantaggio per le piccole e medie imprese del Sulcis Iglesiente, aggiornato alla data di ieri, 15 ottobre 2015.

«L’applicazione del regime fiscale e contributivo di Zona Franca Urbana alle piccole e micro imprese del Sulcis Iglesiente è pienamente operativa. La ZFU ha carattere “sperimentale”: è la prima in Italia ad avere un’estensione provinciale mentre, di regola, riguarda aree infra-comunali di dimensione minima prestabilita dove si concentrano programmi di defiscalizzazione, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo economico e sociale di quartieri ed aree urbane caratterizzate da disagio economico, sociale e occupazionale, e con potenzialità di sviluppo inespresse.

Al bando, chiuso il 7 aprile 2014, sono seguiti i provvedimenti di attuazione (Decreti Direttoriali MISE del 17.04.2014 e del 2.05.2014) che hanno approvato gli elenchi delle imprese ammesse alle agevolazioni. I benefici fiscali e contributivi sono diventati disponibili a inizio estate 2014.»

Le risorse assegnate ammontano a 124,95 milioni di euro, le imprese beneficiarie 4.375 (il 62,3% ditte individuali). Il 66,7% delle imprese ammesse al beneficio fiscale si concentrano in tre settori di attività economica: commercio e riparazione, costruzioni, alloggio e ristorazione.

Al 2 settembre 2015 le imprese che hanno avviato la fruizione sono 3.282 (il 75,02% delle ammesse), l’importo concesso ammonta a 92,49 milioni di euro, l’importo fruito 31,2 milioni di euro (33,73% sul concesso).

Le imprese che hanno avviato l’utilizzo del beneficio fiscale sono state categorizzate per classi di importo fruito:

– il 22,8%, 747 unità, ha fruito tra il 60%-100% del beneficio loro assegnato. Si tratta sostanzialmente di ditte individuali (38,6%) e Società di capitale (26,8%

– la maggior parte, il 57,9% – pari a 1.899 unità, ne hanno al momento usufruito solo sino al 30%.

– le rimanenti 636 unità (il 19,4%) hanno utilizzato tra il 30%-60% del beneficio loro assegnato.

Il Decreto MISE del 10.04.2013 definisce le imprese di nuova o recente costituzione quali unità di micro e piccola dimensione che, alla data dell’istanza per le agevolazioni, si trovano nei primi tre periodi di imposta dalla data di costituzione dell’impresa.

– Il 12,8% delle imprese ammesse ad agevolazione sono unità di nuova o recente costituzione (561 unità), con un’agevolazione concessa pari a 24,8 milioni di euro (il 19,9% degli importi complessivi assegnati alla misura)

– oltre la metà (57,2% – 321 unità) delle nuove/recenti imprese hanno avviato la fruizione e utilizzato 3,07 milioni di euro di beneficio fiscale (il 9,8% del totale fruito dalla imprese che hanno complessivamente avviato l’utilizzo del beneficio fiscale).

Il 67,8 delle 3.282 imprese che hanno avviato la fruizione del beneficio fiscale sono localizzate in 6 Comuni della Provincia e assorbono il 70,7% degli importi fruiti via F24 (22,05 milioni di euro).

Carbonia 24,7%, Iglesias 21,2%, Sant’Antioco 9,2%, Carloforte 6,9%, Domusnovas 4,6%, Portoscuso 4,1%.

Ciò rispecchia la distribuzione delle unità produttive sul territorio. Nei medesimi 6 Comuni si colloca, infatti, il 70,03% delle unità locali della Provincia di Carbonia Iglesias con il 77,1% del numero degli addetti.

Il Decreto MISE del 10.04.2013 all’articolo 19 definisce i casi/situazioni e modalità secondo cui le agevolazioni concesse vengono revocate. Tra queste, ad esempio, l’accertamento della insussistenza dei requisiti previsti per l’accesso alle agevolazioni, il trasferimento dell’attività economica al di fuori della ZFU prima dei 5 anni previsti dalla data di accoglimento dell’istanza di agevolazione, ecc.

Sono 183 i preavvisi di revoca accertati al 2.09.2015, pari al 4,2% delle imprese ammesse al beneficio fiscale dai Decreti di concessione.

3,69 milioni di euro gli importi in fase di revoca, pari al 2,95% del totale delle agevolazioni concesse.

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Il Piano Sulcis procede e nessuno dei programmi può ora essere considerato in una fase di stallo. A dirlo è Salvatore Cherchi, coordinatore regionale per l’attuazione del Piano Sulcis, che ha presentato oggi lo stato di attuazione aggiornato al 15 settembre 2015.

«In particolare sono stati sbloccati i programmi infrastrutture, bonifiche e attuazione degli esiti del bando “idee per il Sulcis”, in forte sofferenza – spiega Salvatore Cherchi -. Sul programma infrastrutture hanno pesato e pesano tuttora, i gravi ritardi iniziali nell’avvio dei programmi: 15/18 mesi solo per designare i soggetti attuatori del programma varato nel novembre del 2012. Questi ritardi non possono essere recuperati. L’obiettivo attuale è avere gli appalti delle diverse opere entro l’anno in corso o nella prima parte del 2016.»

«Le bonifiche sono state bloccate dalla situazione di Igea, posta in liquidazione dalla precedente amministrazione regionale – aggiunge Salvatore Cherchi -. E’ stato necessario innanzitutto ricostituire gli strumenti per fare le bonifiche. In concreto: Igea è stata risanata ed è in fuoriuscita dalla liquidazione ritornando pienamente operativa anche per le bonifiche ma questo ha richiesto tempo e nuove risorse. Contestualmente una parte dei lavori sono stati assegnati ai Comuni. Il comune di Iglesias si appresta a mandare in gara il progetto Rio San Giorgio con 42 milioni di euro. Sull’attuazione degli esiti del bando “idee per il Sulcis” solo recentemente è stata pubblicata la delibera CIPE che assegna le risorse. Il lavoro fatto dalla Unità tecnica di assistenza alle imprese, nei mesi di agosto e settembre, consentirà di presentare i bandi con gli incentivi per trasformare le idee in progetti imprenditoriali.»

«Gli altri programmi del Piano hanno avuto uno sviluppo regolare – conclude Salvatore Cherchi -. Il dettaglio delle informazioni è reperibile sul sito della Regione Sardegna, voce Piano Sulcis.»

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Il Movimento Partite Iva del Sulcis Iglesiente, interviene sui dati relativi all’applicazione della fiscalità di vantaggio, diffusi qualche giorno fa dal coordinatore del Piano Sulcis, Salvatore Cherchi.

«Solo 3.282 imprese, su 4.375 aventi diritto, hanno utilizzato le agevolazioni – si legge in una nota stampa del Movimento Partite Iva del Sulcis Iglesiente -. Un’impresa su quattro, in pratica, non ha avuto un giro d’affari tale da dover pagare imposte sul reddito e imposte regionali sulle attività produttive, non possiede immobili di proprietà strumentali all’impresa sul quale pagare l’Imu, e non ha dipendenti sul quale compensare parte del carico contributivo. Un quadro assai triste che riguarda un quarto delle piccole e medie imprese locali.»

«E’ un quadro desolante, ma non ci sorprende – aggiunge Paolo Bullegas, presidente del Movimento -. Abbiamo ben chiara la situazione. Il dato era già stato osservato nei precedenti report, l’aggiornamento ci restituisce una ulteriore conferma, tant’è che abbiamo scritto al MiSE per sollecitare un intervento legislativo tale da ampliare le agevolazioni ai contributi Inps IVS della gestione artigiani-commercianti, così da andare incontro in maniera particolare a tutte quelle micro realtà che fanno perfino fatica a pagare i propri contributi previdenziali.»

«Riprenderemo a sollecitare una soluzione che possa andare oltre l’attuale impostazione degli aiuti – sottolinea da parte sua Elio Cancedda, vicepresidente del Movimento -. E’ impensabile lasciare risorse bloccate; perché c’è pure chi ha esaurito il suo plafond e con il perdurare della crisi è ripiombato nell’incubo dei costi e delle tasse insostenibili, anche a causa di una pressione fiscale locale divenuta insopportabile e sempre meno commisurata alla redditività.»

«Le soluzioni alternative le avevamo portate all’attenzione dei decisori politici e istituzionali – aggiunge Corrado Di Bartolo, vicepresidente vicario del Movimento – ma non sono state tenute in debita considerazione. Fin dal nascere del provvedimento abbiamo significato le nostre perplessità nell’adottare un bando di assegnazione chiuso. La soluzione “a sportello” avrebbe dato maggiore dinamica alla misura che potenzialmente avrebbe avuto il solo limite della “De Minimis”, ovvero 200 mila euro per azienda in tre anni. Così si sarebbe potuto favorire quegli imprenditori pronti a sostenere investimenti e occupazione. Invece il limite delle somme assegnate, 28 milaeuro in media, non permette ai più audaci imprenditori di innescare un solido piano di investimenti. Ma ancor di più, un’impresa che nascesse oggi, si troverebbe nell’impossibilità di poter accedere alle agevolazioni della Zona Franca Urbana, e tutto ciò costituisce un freno che rallenta il potenziamento del tessuto imprenditoriale.»

«Il Movimento – conclude il presidente Bullegas – in ogni caso proseguirà la sua azione di sensibilizzazione istituzionale, nella fiducia che il governo si renda disponibile a emendare il decreto istitutivo della Zona Franca Urbana del Sulcis Iglesiente, preso atto che così com’è non permette di esprimere tutto il potenziale per il quale è stato adottato.»

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Con il Piano Sulcis è stato introdotto il regime fiscale e contributivo della Zona Franca Urbana per le micro e piccole imprese (sino a 50 addetti), finanziato con un fondo di 124,9 milioni di euro. Questo speciale regime consente a 4.375 imprese ammesse al beneficio, di compensare (in pratica un esenzione) le imposte (Ires/Irpef, Irap, Imposte sugli immobili di competenza statale) e i contributi nel limite delle risorse assegnate e del fondo suddetto.

La rilevazione dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero dello Sviluppo Economico al 2 settembre, dopo oltre un anno di applicazione della misura, indica che sono ora 3.282 le imprese che usano effettivamente il beneficio fiscale. Il trend è in crescita: nei due precedenti rilevamenti erano, infatti, 2.932 e 2.572. Queste 3.282 imprese hanno avuto un beneficio fiscale e contributivo complessivo di oltre 31 milioni di euro, pari a circa un terzo delle risorse loro assegnate.

Circa un quarto delle imprese ammesse al beneficio fiscale e contributivo, non ne sta ancora effettivamente usufruendo.

Si conferma la grande importanza che questa misura ha per le piccole imprese.

Allegata tabella 2015-09-10-20150910-ReportFruizione – Comuni ZFU Carbonia Iglesias

Salvatore Cherchi, coordinamento Piano Sulcis

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«Il coordinatore per l’attuazione del Piano Sulcis, Salvatore Cherchi, convochi gli Stati generali del Sulcis Iglesiente, così come fece quando era la guida della Provincia di Carbonia Iglesias, oggi commissariata. Obiettivo: imprimere una scossa all’immobilismo che ormai contraddistingue la Giunta regionale e procedere con la cantierizzazione delle opere. L’ultimo report sullo stato di attuazione del Piano risale al 14 aprile scorso: sono ormai trascorsi cinque mesi da quella data e tutto sembra restare immobile. Nessuna novità all’orizzonte, nessun nuovo cantiere, mentre il tempo scorre e le scadenze (31/12/2015) per la messa a bando di alcuni importanti progetti, si avvicinano inesorabili.»

Lo ascrive in una nota, Ignazio Locci, consigliere regionale del gruppo di Forza Italia Sardegna.

«Questi termini non possono essere elusi – aggiunge Ignazio Locci -, pena la perdita dei fondi disponibili. Ecco perché è arrivato il momento di fare chiarezza sulla situazione, inaugurando una nuova attività di sensibilizzazione verso l’Esecutivo di Francesco Pigliaru. Tutti, dai sindacati ai sindaci, dai parlamentari ai consiglieri regionali, uniti verso un unico irrinunciabile obiettivo: la ripartenza del Sulcis-Iglesiente. I fondi ci sono, i progetti idem: non si capisce per quale ragione la burocrazia debba bloccare fino alla cancrena il programma di rilancio del territorio.»

«Recentemente anche il sindacato ha chiesto delucidazioni e, quantomeno ufficialmente, non sono arrivate spiegazioni in merito. Quanto tempo ancora dovrà passare? La situazione si fa sempre più preoccupante: dalla sottoscrizione del Protocollo (novembre 2012) a oggi, sono passati cinque anni. E gli obiettivi più importanti, dalle bonifiche (tristemente in stallo causa la situazione di Igea, così come recita anche l’ultimo report), alla realizzazione di alcune importanti opere (portualità, infrastrutture, collegamento della diga di Monte Pranu con il sistema idrico regionale, per citare alcuni esempi), non sono stati centrati. Per non parlare, poi, di agroalimentare e turismo. E meno male che il 2015 sarebbe dovuto essere l’anno della svolta. Insomma, Salvatore Cherchi deve richiamare gli Stati generali all’unità di intenti – conclude Ignazio Locci -, diversamente vedremo sfumare il sogno di rinascita del Sulcis Iglesiente.»