3 August, 2021
HomePosts Tagged "Sara Canu"

Consentire che una nave gasiera venga ormeggiata in modo permanente nel porto industriale di Portovesme è un errore e rappresenta una decisione non sostenibile dal punto di vista ambientale, della sicurezza e non accettata dalla Comunità. Costituisce anche un ostacolo per il futuro di importanti aziende già presenti nel polo industriale di Portovesme, così come di nuove imprese che hanno già chiesto di potersi insediare. È l’allarme lanciato dai consiglieri regionali dei Riformatori sardi Sara Canu (capogruppo in Consiglio) e Michele Cossa, che attraverso un’interrogazione scritta rivolta al presidente della Giunta e all’assessore dell’Industria, Anita Pili, denunciano la possibilità che una nave FSRU con una capienza di 100.000 mc di GNL possa occupare in maniera permanente la banchina Est (400 metri di lunghezza) del porto urbano di Portovesme.

Sono gli stessi consiglieri regionali a ripercorrere la storia della banchina Est, «che fu realizzata con soldi pubblici – spiegano i due consiglieri regionali dei Riformatori sardiper trasferire più lontano dall’adiacente abitato di Portoscuso e dal traffico civile per la vicina Carloforte (un milione di passeggeri l’anno) la movimentazione di merci sfuse particolarmente inquinanti o comunque impattanti per polverosità sulla popolazione».

«Di contro – aggiungono Sara Canu e Michele Cossala presenza di una nave FSRU nella vicina banchina Est, che dista 1 chilometro in linea d’aria dall’abitato di Portoscuso, 3 chilometri dall’abitato di Paringianu e 10 chilometri da Carloforte,  costituirebbe un grave pericolo per la popolazione e per i lavoratori impiegati nelle attività, già di per sé, a rischio dell’area industria.»

Un pericolo già segnalato dal Comune di Portoscuso, che ha espresso la più netta e ferma contrarietà ad una soluzione di questo genere e la volontà di ricorrere contro una simile iniziativa in tutti le sedi istituzionali e giuridiche, anche europee.

I consiglieri, evidenziando il pericolo che la permanenza della nave gasiera creerebbe, hanno sottolineato l’importanza dell’infrastruttura e la necessità di una piena valorizzazione.

«Il porto, fondamentale per la sopravvivenza e lo sviluppo dell’area industriale di Portovesmehanno spiegatomeriterebbe maggior considerazione e adeguati finanziamenti per renderlo competitivo a livello globale (nei primi anni 2000 transitavano 6 milioni di tonnellate/anno di merci), mentre la presenza permanente di una nave gasiera condizionerebbe fortemente l’attività dello stesso, con gravi conseguenze sull’ambiente e limitazioni anche sull’occupazione attuale e futura.»

ll presidente del Consiglio regionale Michele Pais ed i capigruppo hanno incontrato i rappresentanti sindacali dei lavoratori della Sider Alloys, azienda leader nella produzione di alluminio ora impegnata in una complessa fase di riavvio dopo la chiusura del 2012.
A nome dei sindacati, Rino Barca della Cisl ha spiegato i diversi aspetti della situazione dell’azienda, legati paradossalmente non alla sua capacità produttiva e di reddito, ma alla scadenze dei contratti per la fornitura di energia e soprattutto alle autorizzazioni in materia ambientale che dovranno essere rilasciate dal competente assessorato regionale. «Il prossimo 28 luglio ha ricordato Rino Barca -, si terrà una conferenza di servizi alla quale parteciperanno, oltre ai tecnici dell’assessorato, anche altri gli enti interessati alla procedura a vario titolo, e c’è il rischio che il possibile allungamento dei tempi vanifichi un investimento di circa 150 milioni di euro che permetterebbe la ripresa dell’attività per circa 1000 lavoratori più l’indotto. Chiediamo quindi un impegno forte della politicaha concluso Barca, per fare in modo che la tempistica della procedura sia accelerata con uno spirito costruttivo di collaborazione, in modo da consentire la ripartenza di una azienda strategica per l’economia regionale.»
I rappresentanti dei gruppi, hanno preso la parola Giorgio Oppi dell’Udc-Cambiamo, Michele Ennas e Dario Giagoni della Lega, Gianfranco Ganau del Pd, Sara Canu dei Riformatori sardi e Francesco Agus dei Progressisti, hanno manifestato il massimo impegno unitario per creare le migliori condizioni che consentano le necessarie decisioni ed il rilascio definitivo delle autorizzazioni.
Il presidente Michele Pais, in particolare, ricordando che le modalità informali dell’incontro con i sindacati non hanno consentito l’opportuna convocazione dell’assessore dell’Ambiente Gianni Lampis, ha annunciato l’avvio in tempi brevissimi di interlocuzioni con lo stesso assessore.

«Se la Regione non fa immediatamente chiarezza sul rilascio delle concessioni demaniali temporanee (quelle rilasciate agli alberghi e che vanno dal 1 maggio al 31 ottobre) si rischia di creare un ulteriore danno agli operatori, già gravemente colpiti dalle incertezze che derivano dalla pandemia.»
Michele Cossa e Sara Canu, rispettivamente consigliere e capogruppo dei Riformatori sardi in Consiglio regionale, hanno presentato un’interrogazione urgente all’assessore degli Enti locali, Quirico Sanna.
L’entrata in vigore della l.r. 7 del 31 marzo 2021 ha infatti causato – nelle more del trasferimento delle pratiche alla Regione – l’interruzione delle istruttorie che i Comuni annualmente espletavano sulla base delle istanze degli operatori. Per lo stesso motivo è bloccato il temporaneo allargamento degli spazi tra gli ombrelloni, già accordato l’anno scorso per garantire le distanze anti Covid.
«Siamo già a metà maggioaggiungono i due esponenti dei Riformatori sardi -, e permane una situazione di stallo: i fascicoli consono ancora stati acquisiti dalla Regione, che non si è ancora organizzata per la bisogna, e perfino la modulistica Suap è ancora quella vecchia. Ciò rende virtualmente impossibile il rilascio in tempo utile dei provvedimenti, e decine e decine di operatori del turismo non sono messi in condizione di garantire i servizi in spiaggia ad inizio stagioneconcludono Michele Cossa e Sara Canu -. Ecco perché è necessario che la Regione adotti un provvedimento temporaneo che permetta ai comuni, sia pure sulla base di un’istruttoria sommaria, il rilascio delle concessioni temporanee perlomeno entro il mese di maggio.»

«Carloforte e La Maddalena devono diventare Covid free: sarebbe un atto di giustizia verso due territori che soffrono la penalizzazione della “doppia insularità” e sono state particolarmente danneggiate dalla pandemia. La Regione ha il dovere di aiutare, anche perché i Servzi sanitari a livello locale possono essere così sgravati da questa emergenza.»

Lo dichiarano i consiglieri regionali dei Riformatori Michele Cossa e Sara Canu (capogruppo).

«Si tratterebbe di un modesto sforzo organizzativo, nel momento in cui sta per arrivare anche in Sardegna una massiccia fornitura di vaccini, continuano i Riformatori sardi, e si creerebbe una situazione di cui si avvantaggerebbe l’intera Sardegna, soprattutto, in termini di immagine e di attrattività complessiva della nostra regione, anche in considerazione del fatto che il governo nazionale attraverso la Carta verde sta spingendo per il 2021 il turismo interno in Italia.»

“Il mancato rinnovo delle commissioni territoriali per la sorveglianza sulle radiazioni ionizzanti impedisce l’utilizzo ospedaliero di un nuovo radiofarmaco, il Lutathera, importantissimo per la cura dei tumori neuroendocrini del pancreas!”

E’ il grido di allarme contenuto nell’interrogazione urgente che Michele Cossa, Sara Canu e Aldo Salaris (Riformatori sardi) hanno rivolto all’assessore regionale della Sanità: “Nonostante l’assessorato abbia imposto un termine di sessanta giorni per il rinnovo di tali commissioni, il tempo è ormai ampiamente scaduto, ma la difficile situazione di transizione dall’azienda unica alle nuove unità sanitarie locali rallenta tutte le attività burocratiche”!

“Non è però accettabilesottolinea Michele Cossache a pagare le gravi conseguenze dei disguidi siano proprio i sardi più deboli e cioè quelli ammalati di cancro. È, dunque, urgente un intervento dell’Assessorato – conclude il consigliere dei Riformatori sardiche sblocchi la situazione e consenta ai pazienti sardi di avere le cure più adeguate senza dover varcare il Tirreno!”.

[bing_translator]

«La diga di Gutturu Mannu è da salvare, ma occorre che ci sia chi si occupa della sua gestione. Le istituzioni interessate diano disponibilità e si organizzino di conseguenza. In caso contrario il destino dello sbarramento è segnato: non si può mettere a repentaglio la sicurezza delle persone lasciando una simile struttura incustodita e non manutenuta, col rischio che si creino invasi non controllati.»

I consiglieri regionali dei Riformatori sardi Michele Cossa e Sara Canu, intervengono sulle polemiche degli ultimi giorni.
«Occorre però porsi anche il problema della miniera di ferro di San Leone, al servizio della quale l’invaso era stato realizzato. Si tratta, infatti, di un sito di archeologia industriale di grande interesse e di inestimabile valore ambientale e turistico, le cui strutture residue da troppi anni sono abbandonate all’incuria e ai vandali. È ora che la Regione si ponga il problema di acquisirlo e magari anche di rimettere in opera i binari che la collegavano a Maddalena spiaggia per il trasporto del materiale – concludono Michele Cossa e Sara Canu -. Ci sono implicazioni e potenzialità enormi, e può diventare un elemento di grande attrazione all’interno del Parco regionale di Gutturu Mannu.»

[bing_translator]

Chiudere la vertenza ARAS. Questo l’obiettivo del Gruppo Lega che annuncia impegno e pieno sostegno alla Giunta al fine di veder tagliare definitivamente il traguardo di questa lunga e controversa vicenda.
«Qualora fosse necessario la V Commissione dovrà farsi garante di un lavoro serio, coordinato e collaborativo, che sappia dare risposte concrete e definitive a questi lavoratori, e rispettive famiglie, che da troppo tempo attendono certezze», commentano i consiglieri Andrea Piras e Sara Canu, rispettivamente segretario e componente della summenzionata commissione consiliare.
«Tanto il nostro gruppo quanto i componenti della Giunta sono perfettamente consapevoli della necessità di agire in fretta, infatti, a rischio non sono solo le sorti dei lavoratori ex Aras ma anche dei numerosissimi allevatori beneficiari della misura 14 (Benessere Animale), prosegue il capogruppo in Consiglio regionale Dario Giagoni cui fanno immediato seguito le dichiarazioni dell’assessore della Riforma e del Personale Valeria Satta: «E’ importante trovare una soluzione per i lavoratori ARAS, portando a termine l’ingresso di tali dipendenti in LAORE. I lavoratori di ARAS, ancor di più in questo delicato momento, non devono vedere interrotto il passaggio in LAORE. Siamo al lavoro per la risoluzione delle problematiche emerse e stiamo valutando soluzioni possibili che oltre al passaggio dei dipendenti ARAS, portino finalmente alla valorizzazione, attesa da diverso tempo, del personale di LAORE così come del personale del comparto regione,  facendo cessare una delle principali problematiche sollevata dagli attuali dipendenti di LAORE».

[bing_translator]

«Sono inaccettabili le esternazioni del sindaco di Assemini Sabrina Licheri che, in una nota pubblicata a mezzo Facebook dichiara che, i Sindaci dell’Area metropolitana di Cagliari non riapriranno le attivitàlo scrive, in una nota, Sara Canu, consigliere regionale della Lega -. Nel frattempo, il sindaco di Villaspeciosa, emana l’ordinanza di riapertura, delle attività consentite, dimostrando grande senso di responsabilità e vicinanza alle attività produttive del proprio territorio. Ho ricevuto il grido d’allarme, da parte di estetisti e parrucchieri, chiedo unitamente a loro, alla sindaca Licheri, la riapertura delle attività consentite, in modo da riportare la cittadina ad una graduale normalità.»
«Siamo tutti pronti a fare la nostra parte, vogliamo solamente lavorare, questo il grido di estetisti e parrucchieri di Assemini e dell’intera Area metropolitana di Cagliariaggiunge Sara Canu -. Ricordiamo inoltre che, la Regione Sardegna ha emanato le tabelle relative ai dati RT, dalle quali si evince per l’intera area metropolitana di Cagliari un 0,45 (Rt max consentito 0,50)
Le attività produttive non possono aspettare, è ora che si dia fiducia ai professionisti perché possano ripartire con tutte le dovute precauzioni per prestare le proprie professionalità nel rispetto di tutte le misure di sicurezza.»
«Non emanare le ordinanze di riapertura e vietare il lavoro, è anch’essa una presa di posizione ed un’assunzione di grande responsabilità conclude Sara Canu – che avrà ripercussioni sul tutto il tessuto economico comunale.»

[bing_translator]

«L’emergenza ha cambiato e sta cambiando radicalmente la vita di tutti i Sardi. Sin dall’inizio la Regione è impegnata al massimo per tutelare la salute dei cittadini e dare sostegno alle imprese e ai lavoratori della nostra Isola. In questi giorni assistiamo a violenti attacchi verso la Giunta e verso l’assessore della Sanità, Mario Nieddu, in particolar modo da forze politiche che sono il riflesso di un governo nazionale che ben poco sta facendo per il nostro territorio e che, in generale, sta gestendo questa crisi in modo discutibile. Nonostante questo la Regione ha scelto la strada della responsabilità e della massima collaborazione istituzionale.»

I consiglieri regionali del gruppo della Lega difendono l’operato dell’assessore della Sanità Mario Nieddu.

«Difficile però tacere quando da Roma arrivano forniture scadenti, come le ormai tristemente note ‘mascherine’, che sono poco più di un panno di garza, inadeguate a tutelare i nostri operatori sanitari strenuamente impegnati in prima linea nella lotta contro il contagio. Non si può, per questo, puntare il dito sulla Regione, né sull’assessore Mario Nieddu, né sul presidente Christian Solinas, che ricordiamo sono stati anche i primi a richiedere al governo, ripetutamente e disperatamente il blocco dei collegamenti, già nelle settimane prima che l’epidemia si facesse strada sul nostro territorio. Su questa linea, da Roma, un ‘no’ secco, ripetuto, e poi un cambio di rotta arrivato comunque tardi – aggiungono Dario Giagoni, Pierluigi Saiu, Sara Canu, Michele Ennas, Ignazio Manca, Annalisa Mele, Michele Pais ed Andrea Piras. Il Governo in tutte le sue mosse ha dimostrato di inseguire la diffusione del virus anziché prevenirla, cosa che si sarebbe potuta fare se le richieste della Regione fossero state ascoltate.Inoltre, si può forse incolpare la Regione per i ritardi nella fornitura dei reagenti necessari per i tamponi? Lo stesso assessore Mario Nieddu ha concordato sull’utilità di eseguire i test sul personale medico in servizio e lui stesso si è impegnato a trovare soluzioni alternative per consentire il monitoraggio e superare il problema di approvvigionamenti che arrivano col contagocce. Un problema che, tra l’altro, investe tutte le Regioni, alcune delle quali vivono un momento drammatico.»
«Grazie all’intervento dell’assessore della Sanità la Sardegna ha anche ottenuto l’impiego dei medici dell’esercito, che daranno un prezioso contributo nel recuperare la piena funzionalità degli ospedali di Olbia e Sassari, duramente colpiti dal propagarsi dell’infezione. Oggi come non mai la Lega è vicina a chi lotta in prima linea e a tutti i cittadini. Lo siamo come politici che lavorano nelle istituzioni e come Sardi, che vivono sul territorio. Serve unità, collaborazione e consapevolezza che questa battaglia riguarda tutti – concludono Dario Giagoni, Pierluigi Saiu, Sara Canu, Michele Ennas, Ignazio Manca, Annalisa Mele, Michele Pais ed Andrea Piras -. Facciamo nostro il grido di dolore di chi lotta in corsia, non lasceremo da solo nessuno, ma respingiamo ogni attacco politico rivolto a destabilizzare chi invece, nelle istituzioni, sta combattendo una lotta senza tregua.»

[bing_translator]

L’uso del test genomico nelle pazienti con tumore alla mammella in stadio precoce e senza interessamento linfonodale – considerato valido e attendibile già da tempo – consente di individuare tutte le donne che potrebbero evitare la chemioterapia ed i suoi numerosi effetti collaterali (circa il 50% delle pazienti, come dimostrato da recenti studi).
Le consigliere regionali Carla Cuccu, segretaria della commissione Sanità e Politiche sociali e prima firmataria, Elena Fancello, Maria Laura Orruù, Annalisa Mele, Sara Canu, Laura Caddeo e la vice presidente della Regione Sardegna ed Assessora del Lavoro, Alessandra Zedda, hanno depositato assieme la mozione sul “Rimborso del Test Genomico” chiedendo al presidente della Regione, Christian Solinas, ed all’assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu, di mettere a disposizione gli strumenti necessari a garantire la rimborsabilità del test genomico, valido ausilio nel processo decisionale per il trattamento dei tumori al seno.
Questa operazione si inserisce pienamente nel Piano per l’applicazione e la diffusione della Medicina di Genere, approvato in Conferenza Stato-Regioni lo scorso 30 maggio, fortemente voluto col fine ultimo di garantire ad ogni persona, sia uomo che donna, la migliore cura, rafforzando ulteriormente il concetto di “centralità del paziente” e di “personalizzazione delle terapie”. Il Piano indica gli obiettivi strategici, gli attori coinvolti e le azioni previste per una reale applicazione di un approccio di genere in sanità nelle aree d’intervento previste dalla legge, tra cui quello del percorso clinico di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione.
Prosegue, quindi, il lavoro intrapreso dalla consigliera pentastellata Cuccu, sostenuta questa volta trasversalmente anche dalle consigliere di altre forze politiche, per portare la Sardegna ad essere la regione virtuosa d’Italia dove le differenze vengono appiattite in favore di una perfetta parità di genere.
«Sono soddisfatta – conclude Carla Cuccu – della sensibilità e dell’unità che le colleghe hanno mostrato nel voler sottoscrivere questa mozione essenziale per le donne sarde. Stiamo dando prova che è possibile agire per il bene dei cittadini senza personalismi.»