21 April, 2021
HomeIndustriaAntonello Congiu (CGIL): «L’avvio della procedura di VIA della Sider Alloys arriva quando il Ministero mette in discussione il PAUR»

Antonello Congiu (CGIL): «L’avvio della procedura di VIA della Sider Alloys arriva quando il Ministero mette in discussione il PAUR»

«Se dal punto di vista, per lo meno formale, la notizia dell’avvio della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale attraverso il PAUR, riveste un grande interesse per i lavoratori interessati e per il mondo del lavoro in genere, in quanto conferma la volontà dichiarata di realizzazione del progetto di ripartenza dello smelter, diventa quasi paradossale che questo avvenga durante la settimana successiva in cui la legge regionale che regolamenta il PAUR viene messa in discussione dal Governo.»

A dirlo è Antonello Congiu, segretario generale della Camera del Lavoro CGIL della Sardegna Sud Occidentale.

«Considerato, infatti, che le osservazioni presentate dall’ufficio legislativo del ministero della Transizione Ecologica alla Legge Regionale n. 2 del 11 febbraio 2021, istitutiva del PAUR (Provvedimento Autorizzativo Unico Regionale) sembrano, alla luce della giurisprudenza consolidata della Corte Costituzionale in occasioni di pronunciamenti incidentali, molto fondateaggiunge Antonello Congiu -, la CGIL esprime la massima preoccupazione rispetto alle conseguenze che nel territorio potrebbero derivare dall’annullamento della legge regionale istitutiva del PAUR o dallo slittamento dei tempi necessari per la sua applicazione, soprattutto per le realtà produttive della stessa SiderAlloys ed Eurallumina.»

In particolare appare fortemente condivisibile il passaggio in cui l’Ufficio legislativo evidenzia che: «La disciplina della VIA è mossa dalla necessità di affiancare alla tutela ambientale anche la semplificazione, razionalizzazione e velocizzazione dei procedimenti: esigenze che sarebbero frustrate da interventi regionali che, incidendo sul relativo procedimento, finiscano per incidere negativamente sul relativo assetto, in aperta contraddizione con le scelte del legislatore statale. Il timore, insomma, è che complicazioni di natura burocratica, soprattutto se evitabili o se scaturiscono dalla approssimazione con il quale si affrontano i problemi, da qualsiasi parte arrivino, possano rimandare per l’ennesima volta la ripresa delle attività del polo industriale trasformando l’attuale dramma occupazionale del territorio in un dramma sociale dagli esiti incerti».

«Sarebbe opportuno quindi che la Regione Sardegna adottasse con assoluta priorità, autorevolezza e buon senso TUTTI gli atti necessari a garantire la certezza normativa in materia, rassicurando le parti sociali, già dai prossimi incontri calendarizzati, sulle procedure necessarieconclude Antonello Congiu -. Nel contempo che tutte le aziende interessate, avessero comportamenti coerenti con la necessità di riprendere e rilanciare il polo industriale di Portovesme quale condizione irrinunciabile per la ripresa e resilienza.»

 

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