24 May, 2022
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Franco Bardi, 56 anni, di Portoscuso, è il nuovo segretario della Camera del Lavoro della Sardegna Sud Occidentale. E’ stato eletto con 48 voti su 51 votanti. Subentra ad Antonello Congiu, con il quale collaborava già da 4 anni come componente di segreteria, a sua volta era subentrato a Roberto Puddu che aveva concluso la sua esperienza durata 8 anni esattamente il 16 marzo 2018.

Tesserato Fiom dal 1984, Franco Bardi è stato segretario territoriale della stessa categoria per due mandati prima di passare all’esperienza confederale.

«E’ una responsabilità importante, soprattutto, per il difficile momento che il territorio sta attraversando», ha detto subito dopo l’elezione all’assemblea generale, riunita a Iglesias con la partecipazione del segretario Cgil Sardegna Samuele Piddiu e della segretaria regionale Caterina Cocco.

Nelle sue parole, il riferimento alle questioni energetiche ed industriali ma anche alla crisi sanitaria e ai suoi drammatici riflessi sociali ed economici. Fra i punti programmatici del suo mandato, «l’unità sindacale come valore aggiunto dell’azione sindacale da ricercare in tutti i modi», ha aggiunto Franco Bardi annunciando che, sin da subito, chiamerà i colleghi di Cisl e Uil per costruire un percorso unitario con l’obiettivo di affrontare le tante vertenze aperte.

Sul fronte interno invece, il neo eletto segretario dovrà portare a compimento l’unificazione, avviata dal suo predecessore, delle due Camere del Lavoro del Medio Campidano e del Sulcis Iglesiente.

L’assemblea Filctem Cgil Sardegna Sud Occidentale ha approvato un ordine del giorno all’unanimità sui temi legati alla transizione energetica, al termine dell’incontro svoltosi alla presenza del Segretario Regionale Filctem Francesco Garau e del Segretario della Camera del Lavoro Antonello Congiu.

«La bozza che oggi circola, affronta seppur non totalmente, l’approvvigionamento del metano in Sardegna necessario sia per il sistema produttivo industriale che per l’uso civile garantendo alle famiglie sarde un risparmio di circa il 3o% sulla bolletta – ha detto il segretario generale Emanuele Madeddu . La proposta, giunta oramai nella fase finale di concertazione tra Ras e Ministro della transizione ecologica recepisce le esigenze che da tempo poniamo come OO.SS.»

«Registriamo, purtroppo, l’ostracismo di chi considera l’infrastruttura portuale proprietà privata dimenticando che questa risponde alle finalità di una realtà industriale che va ben oltre il singolo comune, ma risponde alle esigenze del territorio e dell’intera Sardegna ha aggiunto Emanuele Madeddu -. Risulta quanto mai ingiustificato, e teso a insinuare nell’opinione pubblica un’idea di pericolosità, che Autorità Locali rilascino dichiarazioni su una presunta situazione di allarme senza mai spiegarla con fatti o mancato rispetto delle norme di riferimento. Il tema sicurezza, legato al posizionamento del rigassificatore (FSRU), è un tema che sta a cuore a tutti, e rappresenta la precondizione essenziale per la sua realizzazione; per questo motivo riteniamo fondamentale che sia competenza degli organi preposti valutare e rilasciare le autorizzazioni nel rispetto della Legge Seveso.»

«E’ evidente che il fattore tempo non sia una variabile indipendente, occorre dar gambe a quanto previsto nel Dpcm per recuperare il gap energetico di venti anni, favorendo la ripartenza di Eurallumina ed un risparmio significativo per le famiglie sarde ha concluso il segretario generale della Filctem Cgil della Sardegna Sud Occidentale -. Preoccupano ancora i ritardi sull’escavo del porto, intervento indispensabile per l’utilizzo del porto non solo per il rigassificatore ma per qualsiasi altra iniziativa imprenditoriale che accogliamo positivamente. Relativamente al caro prezzi sull’energia che in questi mesi ha portato alla parziale fermata dell’impianto della Portovesme Srl (linea zinco) si chiede un impegno significativo della Regione Sardegna e dei parlamentari Sardi per sollecitare il Governo. Rimane irrisolta la situazione della Centrale Grazia Deledda Enel a cui è legato il futuro dei lavoratori diretti e indiretti. Perché, se da un lato si annuncia la chiusura al 2025, dall’altro si utilizza in modo invasivo la centrale, aumentando addirittura la produzione elettrica con il personale decisamente sotto organico

 

 

Le problematiche legate alla vertenza Energia saranno al centro dei lavori di una nuova assemblea di lavoratrici e lavoratori che si terrà mercoledì 6 ottobre sul piazzale antistante lo stabilimento ENEL di Portovesme, dalle 7.30 alle 9.30, organizzato dalle segreterie di CGIL, CISL e UIL.

Sarà esaminata ed affrontata la linea del sindacato confederale nei confronti delle posizioni espresse da ENEL e da tutti i players coinvolti nella vertenza energia e transizione energetica, nonché della rivendicazione di assunzione di responsabilità da parte della giunta regionale nell’orientamento di tali politiche.

«Le mancate risposte e coinvolgimento nelle decisioni, il confronto, su posizioni ritenute inaccettabili dal sindacato confederale, la colpevole assenza della politica regionale nell’orientare le politiche di sviluppo che nel prossimo futuro determineranno la tenuta di tutto il sistema produttivo sardo, impongono nuove e più incisive prese di posizione ed azioni a sostegno delle stesse», si legge in una nota firmata dai segretari Antonello Congiu, Salvatore Vincis ed Andrea Lai. 

Alla riunione parteciperanno i segretari regionali di CGIL CISL e UIL.

Questa mattina la sala riunioni del Consorzio Industriale Provinciale di Portovesme, ha ospitato l’Assemblea Unitaria di tutti i quadri e delegati del Polo Industriale, organizzata dalle segreterie territoriali di CGIL CISL e UIL, per discutere del futuro energetico della Sardegna e della ripresa delle attività e del rilancio del polo stesso.

Nei numerosi interventi dei quadri e delegati è emersa la preoccupazione di lavoratrici e lavoratori sui tempi e modi per l’arrivo del gas metano necessario come combustibile di transizione indispensabile per la ripresa delle attività già da troppo tempo ferme e l’avvio delle nuove intraprese che possano garantire vecchia e nuova occupazione.

«E’ necessario che anche la Regione Sardegna diventi parte attiva nella definizione di progetti di rilancio dell’intero polo industrialesostengono i segretari Antonello Congiu (CGIL), Salvatore Vincis (CISL) ed Andrea Lai (UIL) -. Progetti e prese di posizione che siano compatibili con le tempistiche previste per il rilancio delle attività produttive che attendono da troppo tempo e delle aprioristiche possibilità previste dagli appositi finanziamenti europei per la ripresa e resilienza piuttosto che per la transizione energetica ed occupazionale.»

L’Assemblea ha dato mandato alle Segreterie Territoriali Confederali perché organizzino una manifestazione con sit-in statico da tenersi presso la sede istituzionale della Regione Sardegna, a Cagliari, venerdì 6 agosto 2021, a partire dalle ore 10.00. Verranno impegnate, a tal proposito, tutte le strutture di CGIL CISL e UIL, perché adottino tutti i provvedimenti necessari ad agevolare lo svolgimento della manifestazione alla quale, stante il carattere di istanza dell’intero territorio provinciale, con il coinvolgimento di tutti i sindaci dei Comuni del territorio.

Le problematiche legate alla transizione energetica e quindi al futuro del polo industriale di Portovesme, saranno al centro della riunione dei quadri e dei delegati industria delle segreterie territoriali di CGIL, CISL e UIL, che si terrà lunedì 2 agosto, dalle 9.30 alle 12.00, presso la Sala Riunioni del Consorzio Industriale di Portovesme

«In merito all’incontro col MISE e la viceministro Alessandra Todde svoltosi lo scorso 26 luglio, al quale hanno partecipato i principali attori coinvolti nel progetto di ripresa produttiva del polo industriale di Portovesmesi legge in una nota dei segretari Antonello Congiu, Salvatore Vincis ed Andrea Lai -, dobbiamo registrare le seguenti note positive:
– il costante impegno della viceministro Todde per tener viva l’attenzione e per il metodo concertativo adottato di coinvolgimento di tutte le parti interessate, anche se portatrici di interessi diversi;
– che anche da parte del MITE vi è attenzione e consapevolezza della particolarità delle problematiche sul polo industriale di Portovesme e di tutto il territorio del Sulcis, prospettando provvedimenti ad hoc che tengano conto di tali peculiarietà;
– la valutazione quasi corale dei players, già da tempo proposta da CGIL CISL e UIL, è che allo stato attuale l’arrivo del GNL sia l’unica soluzione in grado di garantire il rilancio delle attività produttive e rendere più competitive quelle già attive.»
«Registriamo peraltro una forte perplessità sul ruolo che sta svolgendo la giunta regionale in merito alla vertenza senza una diretta partecipazione alla cabina di regia e senza una chiara e netta presa di posizione propulsiva e costruttiva.- aggiungono Antonello Congiu, Salvatore Vincis ed Andrea Lai -. Allo stesso modo continua a destare non poca preoccupazione la constatazione che davanti a date certe e scolpite nella roccia quali i termini entro i quali si devono riportare in produzione attività importanti quali Eurallumina e Sider Alloys, i termini fissati per la transizione energetica, per la presentazione dei piani sul JTF e PNRR, ci troviamo ancora dinanzi all’incertezza delle date di avvio di tutte quelle procedure e attività propedeutiche all’arrivo del GNL. A queste date sono direttamente collegate le sorti di centinaia di posti di lavoro, di lavoratori e le loro famiglie, con una ripercussione devastante sulla ripresa economica del territorio delle speranze di veder sorgere nuove e innovative attività produttive ed economiche auspicate da tutti. Il tutto probabilmente con conseguenze e ripercussioni anche a livello dell’intera economia e rilancio della Sardegna.»
«La video conferenza concludono Antonello Congiu, Salvatore Vincis ed Andrea Lai si è conclusa con l’impegno della viceministro Alessandra Todde nel proseguire nell’azione concertativa perché sin dai prossimi incontri possa emergere una programmazione calendarizzata e certa per l’avvio di tutte le azioni indispensabili per la ripresa economica e produttiva del polo industriale.»

Martedì scorso, su convocazione delle Segreterie Confederali Territoriali di CGIL CISL e UIL, si è tenuta, davanti ai cancelli della Centrale ENEL di Portovesme un’Assemblea delle lavoratrici e lavoratori, diretti e degli appalti di quel sito produttivo che hanno discusso, alla presenza: dei delegati sindacali delle altre realtà produttive attive o in attesa di ripartenza, di numerosi Sindaci, dei rappresentanti politici del Sulcis Iglesiente eletti nelle assise locali e regionali, della decarbonizzazione e della conseguente transizione energetica; dell’autosufficienza energetica della Sardegna e, con essa, della sopravvivenza del Polo Industriale del Sulcis.
Da una parte le dichiarazioni dall’AD dell’ENEL Dr. Starace e del Ministro della Transizione Ecologica Dr. Cingolani circa la mancata necessità di riconversione della Centrale Termoelettrica G. Deledda di Portovesme; dall’altra la grandissima preoccupazione delle lavoratrici e dei lavoratori circa il loro futuro occupazionale e, soprattutto, del futuro del territorio che, sempre più risente delle mancate scelte in termini di sviluppo.
Da qui la necessità delle Organizzazioni Sindacali condivisa dai lavoratori, dai rappresentanti delle istituzioni presenti, che la politica regionale e nazionale, cui sono deputate le scelte generali di indirizzo e l’attività di progettazione e programmazione della società futura, prenda inequivocabilmente le decisioni URGENTI e necessarie a garantire la riconversione della Centrale attraverso l’utilizzo del GNL.
L’Assemblea ritiene indispensabile che:
– Sia riconvertita la Centrale Grazia Deledda attraverso l’utilizzo del GNL, necessario a tal fine e utile per garantire la ripartenza dell’intero Polo Industriale cui, allo stato attuale, è indissolubilmente legato il futuro economico e sociale del Sulcis Iglesiente;
– Che vengano garantiti gli attuali livelli occupazionali attraverso l’utilizzo corretto delle somme stanziate nei finanziamenti per la giusta transizione attraverso quei Piani Territoriali previsti appositamente nel Just Transition Fund;
– Che le scelte di indirizzo politico economiche vengano effettuate ora che sono disponibili numerosi finanziamenti che permetterebbero la ripresa e resilienza delle intraprese economiche che, insieme alla garanzia dei diritti alle famiglie e alle persone, creino le condizioni di lavoro e di vita che permettano alle generazioni di progettare il loro futuro in questo territorio.
– L’Assemblea, per queste ragioni ha dato mandato alle Segreterie Territoriali Confederali perché avvii, a tutti i livelli, i percorsi di rivendicazione necessari a realizzare gli obiettivi suddetti per cui, in considerazione del fatto che durante il pomeriggio di ieri è arrivata una convocazione del MISE per discutere nello specifico della situazione del Sulcis Iglesiente coinvolgendo tutti gli attori istituzionali e produttivi, le stesse segreterie si riservano, previo un eventuale attivo Industria, di provvedere sulla scorta delle evidenze che emergeranno in sede di confronto.

Antonello Congiu – segretario CGIL

Salvatore Vincis – segretario CISL

Andrea Lai – segretario UIL

Le segreterie territoriali CGIL, CISL e UIL hanno organizzato un’assemblea per lunedì mattina davanti ai cancelli della centrale Grazia Deledda sulla transizione energetica.

«Le dichiarazioni rese la settimana scorsa dall’AD dell’ENEL dr. Starace e, quasi in maniera concomitante, dal ministro della Transizione Ecologica dr. Cingolani circa il futuro della Centrale Termoelettrica Grazia Deledda di Portovesme, rendono necessario ed urgente che, accanto al pregevole lavoro sul tema energia delle segreterie regionali e nazionali di CGIL CISL e UIL Confederali e delle Categorie, emergano le notevoli e problematiche occupazionali e sociali tipiche e tragiche del territorio del Sulcis Iglesiente se, come paventato, andassimo incontro ad una chiusura della Centrale scrivono in una nota Antonello Congiu (CGIL), Salvatore Vincis (CISL) ed Andrea Lai (UIL) -. Per questa ragione le Segreterie Territoriali Confederali e di Categoria organizzano per il giorno 20 luglio 2021, dalle ore 7.30 alle 9.30, davanti ai cancelli della Centrale un’assemblea di tutti i lavoratori impegnati presso la Centrale ENEL di Portovesme per discutere della transizione energetica nell’ambito dei più complessivi problemi: dell’autosufficienza energetica della nostra regione e del rilancio per la sopravvivenza del polo industriale perché, se “è vero che nel lungo periodo si andrà avanti con l’uso massiccio dell’elettrico”, nel breve e medio termine la nostra isola, e a maggior ragione il Sulcis ed il suo polo industriale, abbisognano delle fonti di energia di transizione alla stessa stregua e condizioni del resto d’Italia.»
«L’incertezza e la preoccupazione che finora hanno tanto animato le Organizzazioni Sindacali in relazione all’utilizzo dei fondi previsti nel Just Transition Fund necessari a mitigare i già grossi disagi cui andremo incontro con la transizione energetica, risulterebbero risibili rispetto al fatto che non siano oggi neppure previsti gli strumenti necessari alla transizione stessa (leggi GNL). Sarebbe un disastro annunciato sia in termini occupazionali che socialiconcludono Antonello Congiu, Salvatore Vincis ed Andrea Lai -. Per questa ragione le Segreterie Territoriali di CGIL CISL e UIL, unitariamente, invitano tutti i Sindaci del Territorio e i Rappresentanti Politici del Sulcis Iglesiente stesso eletti nelle assise Regionali e Nazionali a partecipare alla Assemblea in argomento perché da essa possa partire una istanza territoriale forte che abbia l’obiettivo di ri-creare nel Territorio le condizioni di lavoro e di vita che permettano alle giovani generazioni di progettare il loro futuro senza la necessità di emigrare.»

 

“L’Italia si cura con il lavoro” è lo slogan adottato da CGIL CISL e UIL Nazionali per il I Maggio che, per il secondo anno consecutivo, a causa delle limitazioni per il contrasto alla pandemia, non consentirà  la possibilità di riunirsi.

«Sono stati 14 mesi lunghissimi quelli che ci separano dal primo lockdown, e non solo per il confinamento necessario ma terribile  ha detto Antonello Congiu, segretario generale della Camera del Lavoro CGIl della Sardegna Sud Occidentale -. Durante quest’anno, la pandemia e i suoi rimedi hanno veramente messo in crisi, non solo il sistema sanitario ma anche quello economico, educativo-scolastico e del lavoro. »

«Come CGIL riteniamo sia utile, comunqueha rimarcato Antonello Congiu -, sottolineare l’importanza della ricorrenza del 1° Maggio. A maggior ragione in un territorio come la Sardegna Sud Occidentale, dove la mancanza di lavoro può quasi ritenersi endemica e soffre di conseguenza del triste primato di territorio più povero d’Italia.»

La CGIL Camera del Lavoro della Sardegna Sud Occidentale, chiede di fare chiarezza sul caos delle vaccinazioni nel Sulcis Iglesiente e del Medio Campidano.

«Rileviamo, a distanza ormai di alcuni mesi – sostiene il segretario Antonello Congiu -, forti criticità organizzative nelle vaccinazioni  e nella disomogeneità con la quale si sta procedendo alle stesse  che creano difficoltà e smarrimento negli utenti: sia nelle procedure di prenotazione che nelle inoculazioni. Abbiamo forti perplessità sui criteri e sulla tempistica individuata dalla Regione, per attivare in modo capillare ed efficace sul territorio i punti vaccinali territoriali, così come richiesto da molti Sindaci. In questo senso corre l’obbligo di chiedere, visto lo scoramento e smarrimento che vivono i cittadini, se la Regione e le Aziende Sanitarie Locali, abbiano predisposto un calendario aggiornato delle vaccinazioni dei cittadini fragili e vulnerabili; se altresì sia stato predisposto un sistema di chiamate e/o di prenotazione per i cittadini con esenzione per patologia; se, considerata l’urgenza, siano noti i tempi di attivazione di tale sistema e quali le ragioni del grave ritardo rispetto alle vaccinazioni domiciliari dei soggetti non autosufficienti e/o impossibilitati a raggiungere i cosiddetti hub.»

«All’interminabile attesa per avere a disposizione i vaccini e poter così contrastare efficacemente gli effetti drammatici della pandemia si aggiungono le lunghe attese e la sofferenza della campagna di somministrazione, che coinvolge in particolar modo gli anziani e i portatori di patologie gravi, dovuto ai ritardi, alle lunghe code e ai disagi nel dover raggiungere i pochi centri destinati a tale scopo aggiunge Antonello Congiu -. Nel merito, appare ingiustificato che nei pochi centri di prenotazione territoriali, vengano meno le procedure di registrazione degli utenti che spesso, quando riescono ad accedere si ritrovano RESPINTI, a causa della mancanza dei vaccini e costretti quindi a ripetere per altri giorni la trafila in coda.»

Antonello Congiu, inoltre, evidenzia il mancato coinvolgimento dei Medici di Famiglia nella loro fattiva collaborazione per le vaccinazioni, e l’assenza di sistemi adeguati di comunicazione e informazione dei cittadini in tutte le fasi di prenotazione nei centri, sulla reale disponibilità dei vaccini, per un serio e concreto sostegno alla vaccinazione nei confronti delle categorie più esposte. Altra preoccupazione, infine, è come la Regione intenda affrontare, non solo la presente campagna vaccinale ma anche quelle future.

Partendo dalle suggestioni conseguenti all’articolo pubblicato dall’Unione Sarda di domenica scorsa, che parlava dei fanghi rossi di Monteponi e dei progetti che riguardano il loro smaltimento ed utilizzo, una serie di riflessioni sorgono davvero spontanee.
Dall’articolo risulta chiaro che gli stessi fanghi sono oggetto di più di un progetto o idea di utilizzo: essi sono considerati nel piano industriale di Igea, sono di interesse del comune di Iglesias e anche della Portovesme Sri, il cui Amministratore Delegato ha reso noto di aver presentato un progetto di recupero ed utilizzo. Saranno tutti progetti complementari o saranno concorrenti, fino ad escludersi l’un l’altro?
Stesso ragionamento ci pare si stia delineando sulla parte energetica.
Questa domanda spontanea da voce ai dubbi già espressi dal sindacato nel corso della riunione indetta in videoconferenza il 30 marzo scorso dall’assessorato regionale dell’Industria per parlare del Just Transition Fund. In quella circostanza abbiamo esposto i seguenti dubbi, che oggi sono certezze: sull’eccessivo e colpevole ritardo con il quale si approccia la programmazione delle risorse del Fondo per la giusta transizione; sulla necessità di istituire una cabina di regia che, oltre l’Assessorato all’Industria, comprenda il Centro Regionale di Programmazione e l’Assessorato Regionale al Lavoro; sulla necessità che la programmazione degli interventi a valere sul Just Transition Fund, così come di quelli dei Fondi strutturali e di investimento Europei 2021-27, del Piano Regionale di Ripresa e Resilienza e la riprogrammazione dei fondi del Piano Sulcis avvengano in modo coordinato e partecipato, avendo una valida idea di sviluppo del territorio.
Da mesi, a tutti i livelli di confronto, chiediamo di partecipare alla programmazione o, meglio, di invertire la tendenza alla autoreferenzialità della Regione, che resta inerte o agisce poco e male. A maggior ragione per il JTF che, è bene ricordarlo, è pensato per mitigare nel Sulcis Iglesiente, come anche a Tarante, in quanto aree ad elevato rischio ambientale, il disagio sociale e occupazionale connesso alla transizione energetica e alla decarbonizzazione.
L’esempio citato dei fanghi rossi pone in evidenza l’affastellarsi di progetti da parte di enti o imprese che non adottano una visione prospettica d’insieme, di idee e interessi, poiché manca un coordinamento o una governance delle azioni da mettere in campo per lo sviluppo armonico del territorio, che non è scontato possa derivare consequenzialmente dalla realizzazione, totale o parziale, dei suddetti singoli progetti. Ognuno di questi, in ogni caso, deve essere ispirato alla sostenibilità ambientale e contemplare un significativo ritorno occupazionale, tali da garantire la sostenibilità economica e sociale dei cambiamenti e il saldo complessivamente positivo degli investimenti effettuati.
Le risorse sono potenzialmente disponibili per una progettazione seria fatta su base territoriale, per la giusta transizione ambientale e occupazionale, non tanto per portare vantaggi o sovvenzioni alle sole imprese.
Il nostro fondato timore è che il ricorso alla notevole mole di soldi per gli investimenti in argomento possa diventare un’altra occasione persa piuttosto che una vera possibilità di rilancio del territorio, tanto peggio perché, forse, questa è l’ultima grande occasione per fare un piano strategico condiviso che metta al centro il lavoro e l’occupazione.

Antonello Congiu – Segretario generale Camera del Lavoro CGIL della Sardegna Sud Occidentale

Emanuele Madeddu – Filctem Cgil della Sardegna Sud Occidentale