26 July, 2021
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Martedì scorso, su convocazione delle Segreterie Confederali Territoriali di CGIL CISL e UIL, si è tenuta, davanti ai cancelli della Centrale ENEL di Portovesme un’Assemblea delle lavoratrici e lavoratori, diretti e degli appalti di quel sito produttivo che hanno discusso, alla presenza: dei delegati sindacali delle altre realtà produttive attive o in attesa di ripartenza, di numerosi Sindaci, dei rappresentanti politici del Sulcis Iglesiente eletti nelle assise locali e regionali, della decarbonizzazione e della conseguente transizione energetica; dell’autosufficienza energetica della Sardegna e, con essa, della sopravvivenza del Polo Industriale del Sulcis.
Da una parte le dichiarazioni dall’AD dell’ENEL Dr. Starace e del Ministro della Transizione Ecologica Dr. Cingolani circa la mancata necessità di riconversione della Centrale Termoelettrica G. Deledda di Portovesme; dall’altra la grandissima preoccupazione delle lavoratrici e dei lavoratori circa il loro futuro occupazionale e, soprattutto, del futuro del territorio che, sempre più risente delle mancate scelte in termini di sviluppo.
Da qui la necessità delle Organizzazioni Sindacali condivisa dai lavoratori, dai rappresentanti delle istituzioni presenti, che la politica regionale e nazionale, cui sono deputate le scelte generali di indirizzo e l’attività di progettazione e programmazione della società futura, prenda inequivocabilmente le decisioni URGENTI e necessarie a garantire la riconversione della Centrale attraverso l’utilizzo del GNL.
L’Assemblea ritiene indispensabile che:
– Sia riconvertita la Centrale Grazia Deledda attraverso l’utilizzo del GNL, necessario a tal fine e utile per garantire la ripartenza dell’intero Polo Industriale cui, allo stato attuale, è indissolubilmente legato il futuro economico e sociale del Sulcis Iglesiente;
– Che vengano garantiti gli attuali livelli occupazionali attraverso l’utilizzo corretto delle somme stanziate nei finanziamenti per la giusta transizione attraverso quei Piani Territoriali previsti appositamente nel Just Transition Fund;
– Che le scelte di indirizzo politico economiche vengano effettuate ora che sono disponibili numerosi finanziamenti che permetterebbero la ripresa e resilienza delle intraprese economiche che, insieme alla garanzia dei diritti alle famiglie e alle persone, creino le condizioni di lavoro e di vita che permettano alle generazioni di progettare il loro futuro in questo territorio.
– L’Assemblea, per queste ragioni ha dato mandato alle Segreterie Territoriali Confederali perché avvii, a tutti i livelli, i percorsi di rivendicazione necessari a realizzare gli obiettivi suddetti per cui, in considerazione del fatto che durante il pomeriggio di ieri è arrivata una convocazione del MISE per discutere nello specifico della situazione del Sulcis Iglesiente coinvolgendo tutti gli attori istituzionali e produttivi, le stesse segreterie si riservano, previo un eventuale attivo Industria, di provvedere sulla scorta delle evidenze che emergeranno in sede di confronto.

Antonello Congiu – segretario CGIL

Salvatore Vincis – segretario CISL

Andrea Lai – segretario UIL

Le segreterie territoriali CGIL, CISL e UIL hanno organizzato un’assemblea per lunedì mattina davanti ai cancelli della centrale Grazia Deledda sulla transizione energetica.

«Le dichiarazioni rese la settimana scorsa dall’AD dell’ENEL dr. Starace e, quasi in maniera concomitante, dal ministro della Transizione Ecologica dr. Cingolani circa il futuro della Centrale Termoelettrica Grazia Deledda di Portovesme, rendono necessario ed urgente che, accanto al pregevole lavoro sul tema energia delle segreterie regionali e nazionali di CGIL CISL e UIL Confederali e delle Categorie, emergano le notevoli e problematiche occupazionali e sociali tipiche e tragiche del territorio del Sulcis Iglesiente se, come paventato, andassimo incontro ad una chiusura della Centrale scrivono in una nota Antonello Congiu (CGIL), Salvatore Vincis (CISL) ed Andrea Lai (UIL) -. Per questa ragione le Segreterie Territoriali Confederali e di Categoria organizzano per il giorno 20 luglio 2021, dalle ore 7.30 alle 9.30, davanti ai cancelli della Centrale un’assemblea di tutti i lavoratori impegnati presso la Centrale ENEL di Portovesme per discutere della transizione energetica nell’ambito dei più complessivi problemi: dell’autosufficienza energetica della nostra regione e del rilancio per la sopravvivenza del polo industriale perché, se “è vero che nel lungo periodo si andrà avanti con l’uso massiccio dell’elettrico”, nel breve e medio termine la nostra isola, e a maggior ragione il Sulcis ed il suo polo industriale, abbisognano delle fonti di energia di transizione alla stessa stregua e condizioni del resto d’Italia.»
«L’incertezza e la preoccupazione che finora hanno tanto animato le Organizzazioni Sindacali in relazione all’utilizzo dei fondi previsti nel Just Transition Fund necessari a mitigare i già grossi disagi cui andremo incontro con la transizione energetica, risulterebbero risibili rispetto al fatto che non siano oggi neppure previsti gli strumenti necessari alla transizione stessa (leggi GNL). Sarebbe un disastro annunciato sia in termini occupazionali che socialiconcludono Antonello Congiu, Salvatore Vincis ed Andrea Lai -. Per questa ragione le Segreterie Territoriali di CGIL CISL e UIL, unitariamente, invitano tutti i Sindaci del Territorio e i Rappresentanti Politici del Sulcis Iglesiente stesso eletti nelle assise Regionali e Nazionali a partecipare alla Assemblea in argomento perché da essa possa partire una istanza territoriale forte che abbia l’obiettivo di ri-creare nel Territorio le condizioni di lavoro e di vita che permettano alle giovani generazioni di progettare il loro futuro senza la necessità di emigrare.»

 

“L’Italia si cura con il lavoro” è lo slogan adottato da CGIL CISL e UIL Nazionali per il I Maggio che, per il secondo anno consecutivo, a causa delle limitazioni per il contrasto alla pandemia, non consentirà  la possibilità di riunirsi.

«Sono stati 14 mesi lunghissimi quelli che ci separano dal primo lockdown, e non solo per il confinamento necessario ma terribile  ha detto Antonello Congiu, segretario generale della Camera del Lavoro CGIl della Sardegna Sud Occidentale -. Durante quest’anno, la pandemia e i suoi rimedi hanno veramente messo in crisi, non solo il sistema sanitario ma anche quello economico, educativo-scolastico e del lavoro. »

«Come CGIL riteniamo sia utile, comunqueha rimarcato Antonello Congiu -, sottolineare l’importanza della ricorrenza del 1° Maggio. A maggior ragione in un territorio come la Sardegna Sud Occidentale, dove la mancanza di lavoro può quasi ritenersi endemica e soffre di conseguenza del triste primato di territorio più povero d’Italia.»

La CGIL Camera del Lavoro della Sardegna Sud Occidentale, chiede di fare chiarezza sul caos delle vaccinazioni nel Sulcis Iglesiente e del Medio Campidano.

«Rileviamo, a distanza ormai di alcuni mesi – sostiene il segretario Antonello Congiu -, forti criticità organizzative nelle vaccinazioni  e nella disomogeneità con la quale si sta procedendo alle stesse  che creano difficoltà e smarrimento negli utenti: sia nelle procedure di prenotazione che nelle inoculazioni. Abbiamo forti perplessità sui criteri e sulla tempistica individuata dalla Regione, per attivare in modo capillare ed efficace sul territorio i punti vaccinali territoriali, così come richiesto da molti Sindaci. In questo senso corre l’obbligo di chiedere, visto lo scoramento e smarrimento che vivono i cittadini, se la Regione e le Aziende Sanitarie Locali, abbiano predisposto un calendario aggiornato delle vaccinazioni dei cittadini fragili e vulnerabili; se altresì sia stato predisposto un sistema di chiamate e/o di prenotazione per i cittadini con esenzione per patologia; se, considerata l’urgenza, siano noti i tempi di attivazione di tale sistema e quali le ragioni del grave ritardo rispetto alle vaccinazioni domiciliari dei soggetti non autosufficienti e/o impossibilitati a raggiungere i cosiddetti hub.»

«All’interminabile attesa per avere a disposizione i vaccini e poter così contrastare efficacemente gli effetti drammatici della pandemia si aggiungono le lunghe attese e la sofferenza della campagna di somministrazione, che coinvolge in particolar modo gli anziani e i portatori di patologie gravi, dovuto ai ritardi, alle lunghe code e ai disagi nel dover raggiungere i pochi centri destinati a tale scopo aggiunge Antonello Congiu -. Nel merito, appare ingiustificato che nei pochi centri di prenotazione territoriali, vengano meno le procedure di registrazione degli utenti che spesso, quando riescono ad accedere si ritrovano RESPINTI, a causa della mancanza dei vaccini e costretti quindi a ripetere per altri giorni la trafila in coda.»

Antonello Congiu, inoltre, evidenzia il mancato coinvolgimento dei Medici di Famiglia nella loro fattiva collaborazione per le vaccinazioni, e l’assenza di sistemi adeguati di comunicazione e informazione dei cittadini in tutte le fasi di prenotazione nei centri, sulla reale disponibilità dei vaccini, per un serio e concreto sostegno alla vaccinazione nei confronti delle categorie più esposte. Altra preoccupazione, infine, è come la Regione intenda affrontare, non solo la presente campagna vaccinale ma anche quelle future.

Partendo dalle suggestioni conseguenti all’articolo pubblicato dall’Unione Sarda di domenica scorsa, che parlava dei fanghi rossi di Monteponi e dei progetti che riguardano il loro smaltimento ed utilizzo, una serie di riflessioni sorgono davvero spontanee.
Dall’articolo risulta chiaro che gli stessi fanghi sono oggetto di più di un progetto o idea di utilizzo: essi sono considerati nel piano industriale di Igea, sono di interesse del comune di Iglesias e anche della Portovesme Sri, il cui Amministratore Delegato ha reso noto di aver presentato un progetto di recupero ed utilizzo. Saranno tutti progetti complementari o saranno concorrenti, fino ad escludersi l’un l’altro?
Stesso ragionamento ci pare si stia delineando sulla parte energetica.
Questa domanda spontanea da voce ai dubbi già espressi dal sindacato nel corso della riunione indetta in videoconferenza il 30 marzo scorso dall’assessorato regionale dell’Industria per parlare del Just Transition Fund. In quella circostanza abbiamo esposto i seguenti dubbi, che oggi sono certezze: sull’eccessivo e colpevole ritardo con il quale si approccia la programmazione delle risorse del Fondo per la giusta transizione; sulla necessità di istituire una cabina di regia che, oltre l’Assessorato all’Industria, comprenda il Centro Regionale di Programmazione e l’Assessorato Regionale al Lavoro; sulla necessità che la programmazione degli interventi a valere sul Just Transition Fund, così come di quelli dei Fondi strutturali e di investimento Europei 2021-27, del Piano Regionale di Ripresa e Resilienza e la riprogrammazione dei fondi del Piano Sulcis avvengano in modo coordinato e partecipato, avendo una valida idea di sviluppo del territorio.
Da mesi, a tutti i livelli di confronto, chiediamo di partecipare alla programmazione o, meglio, di invertire la tendenza alla autoreferenzialità della Regione, che resta inerte o agisce poco e male. A maggior ragione per il JTF che, è bene ricordarlo, è pensato per mitigare nel Sulcis Iglesiente, come anche a Tarante, in quanto aree ad elevato rischio ambientale, il disagio sociale e occupazionale connesso alla transizione energetica e alla decarbonizzazione.
L’esempio citato dei fanghi rossi pone in evidenza l’affastellarsi di progetti da parte di enti o imprese che non adottano una visione prospettica d’insieme, di idee e interessi, poiché manca un coordinamento o una governance delle azioni da mettere in campo per lo sviluppo armonico del territorio, che non è scontato possa derivare consequenzialmente dalla realizzazione, totale o parziale, dei suddetti singoli progetti. Ognuno di questi, in ogni caso, deve essere ispirato alla sostenibilità ambientale e contemplare un significativo ritorno occupazionale, tali da garantire la sostenibilità economica e sociale dei cambiamenti e il saldo complessivamente positivo degli investimenti effettuati.
Le risorse sono potenzialmente disponibili per una progettazione seria fatta su base territoriale, per la giusta transizione ambientale e occupazionale, non tanto per portare vantaggi o sovvenzioni alle sole imprese.
Il nostro fondato timore è che il ricorso alla notevole mole di soldi per gli investimenti in argomento possa diventare un’altra occasione persa piuttosto che una vera possibilità di rilancio del territorio, tanto peggio perché, forse, questa è l’ultima grande occasione per fare un piano strategico condiviso che metta al centro il lavoro e l’occupazione.

Antonello Congiu – Segretario generale Camera del Lavoro CGIL della Sardegna Sud Occidentale

Emanuele Madeddu – Filctem Cgil della Sardegna Sud Occidentale

«Se dal punto di vista, per lo meno formale, la notizia dell’avvio della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale attraverso il PAUR, riveste un grande interesse per i lavoratori interessati e per il mondo del lavoro in genere, in quanto conferma la volontà dichiarata di realizzazione del progetto di ripartenza dello smelter, diventa quasi paradossale che questo avvenga durante la settimana successiva in cui la legge regionale che regolamenta il PAUR viene messa in discussione dal Governo.»

A dirlo è Antonello Congiu, segretario generale della Camera del Lavoro CGIL della Sardegna Sud Occidentale.

«Considerato, infatti, che le osservazioni presentate dall’ufficio legislativo del ministero della Transizione Ecologica alla Legge Regionale n. 2 del 11 febbraio 2021, istitutiva del PAUR (Provvedimento Autorizzativo Unico Regionale) sembrano, alla luce della giurisprudenza consolidata della Corte Costituzionale in occasioni di pronunciamenti incidentali, molto fondateaggiunge Antonello Congiu -, la CGIL esprime la massima preoccupazione rispetto alle conseguenze che nel territorio potrebbero derivare dall’annullamento della legge regionale istitutiva del PAUR o dallo slittamento dei tempi necessari per la sua applicazione, soprattutto per le realtà produttive della stessa SiderAlloys ed Eurallumina.»

In particolare appare fortemente condivisibile il passaggio in cui l’Ufficio legislativo evidenzia che: «La disciplina della VIA è mossa dalla necessità di affiancare alla tutela ambientale anche la semplificazione, razionalizzazione e velocizzazione dei procedimenti: esigenze che sarebbero frustrate da interventi regionali che, incidendo sul relativo procedimento, finiscano per incidere negativamente sul relativo assetto, in aperta contraddizione con le scelte del legislatore statale. Il timore, insomma, è che complicazioni di natura burocratica, soprattutto se evitabili o se scaturiscono dalla approssimazione con il quale si affrontano i problemi, da qualsiasi parte arrivino, possano rimandare per l’ennesima volta la ripresa delle attività del polo industriale trasformando l’attuale dramma occupazionale del territorio in un dramma sociale dagli esiti incerti».

«Sarebbe opportuno quindi che la Regione Sardegna adottasse con assoluta priorità, autorevolezza e buon senso TUTTI gli atti necessari a garantire la certezza normativa in materia, rassicurando le parti sociali, già dai prossimi incontri calendarizzati, sulle procedure necessarieconclude Antonello Congiu -. Nel contempo che tutte le aziende interessate, avessero comportamenti coerenti con la necessità di riprendere e rilanciare il polo industriale di Portovesme quale condizione irrinunciabile per la ripresa e resilienza.»

 

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Il Carbonia ritorna a Giugliano 11.637 giorni dopo ed il tempo sembra essersi fermato: il 12 marzo 1989 la squadra biancoblù si impose 3 a 1 con doppietta di Antonello Congiu e terzo goal di Gian Luca Congiu; oggi, 20 gennaio 2021, ha battuto la squadra campana per 3 a 2, con goal di Yuri Salvaterra, Cristian Stivaletta e Riccardo Cestaro! E’ stata una vittoria netta, molto più di quanto dica il risultato finale, perché al 20′ della ripresa il Carbonia conduceva per 3 a 0, dopo aver letteralmente dominato l’avversario.

Il Carbonia di Marco Mariotti non finisce di stupire. E’ la squadra con l’età media più bassa del girone, quasi interamente rinnovata e ringiovanita dopo l’esaltante stagione scorsa in Eccellenza, culminata con la promozione in serie D e la conquista della Coppa Italia. Ha vissuto un avvio di stagione tormentato, per l’emergenza Coronavirus (come le altre squadre del girone) e, soprattutto, per il noto contenzioso tra la società e l’Amministrazione comunale, culminato con la chiusura dello stadio “Carlo Zoboli” e l’esilio sui campi del territorio per lo svolgimento di allenamenti e partite, fermatosi con l’individuazione di un nuovo campo di gioco stabile, il Comunale di Santadi, dove domenica è in programma il big match con il Muravera, scontro tra le due migliori squadre sarde del girone G della serie D in questo avvio di stagione.

Con i 3 punti odierni, il Carbonia sale a quota 17 punti, frutto di 4 vittorie (2 interne, 2 a 0 alla Torres e 3 a 2 al Latte Dolce; 2 esterne, 4 a 0 a Cassino, 3 a 2 oggi a Giugliano), 5 pareggi (tutti per 1 a 1 con il Lanusei, l’Insieme Formia e l’Arzachena in trasferta; il Gladiator ed il Nola in casa) e due sole sconfitte (0 a 2 in casa con il Savoia, l’unica partita nella quale il Carbonia non è andato in goal, e 2 a 1 ad Angri con la Nocerina) al settimo posto, con 18 goal segnati e 13 subiti, alle spalle delle grandi, con una partita ancora da recuperare, in casa, con l’Insieme Formia.

La partita odierna era ricca di insidie. Il Carbonia l’ha affrontata con il morale alto, dopo la bella prestazione ed il pari conquistato domenica nel derby di Arzachena, ma il Giugliano arrivava dalla vittoria con la Torres e da un’autentica “rivoluzione” societaria e tecnica (con un nuovo presidente, un nuovo allenatore e sei nuovi calciatori). Il Carbonia, caricato a dovere, come sempre, dal suo leader tecnico Marco Mariotti, l’ha affrontata senza paura. Il tecnico ha effettuato alcuni cambi nell’undici iniziale. Un turno di riposo al bomber Roberto Cappai, reduce da 4 goal in 5 partite giocate, e maglia da centravanti titolare ad Ador Gjuci. Inizialmente in panchina anche Marco Russu, con il rientrante Fabio Fredrich in difesa, al fianco di Yuri Salvaterra.

L’avvio del Carbonia ha messo subito in crisi la difesa campana e dopo due tentativi di Cristian Stivaletta (al rientro dopo una prolungata assenza per infortunio, subito in evidenza), al 10′ ha sbloccato il risultato con Yuri Salvaterra che ha sorpreso il portiere Marco Mola con un tiro dai 40 metri che da traversone per i compagni ha assunto una traiettoria beffarda ed è risultato iraggiungibile. Il Giugliano ha accusato il colpo, ha creato pochi problemi alla porta di Werther Carboni e al 37′ uno scatenato Cristian Stivaletta ha sfiorato il raddoppio con una gran botta deviata in calcio d’angolo.

In avvio di ripresa il Carbonia ha cercato subito il secondo goal per chiudere i conti e, dopo un tentativo di Cristian Stivaletta neutralizzato dal numero uno del Giugliano, tra il 16′ ed il 20′ il Carbonia ha piazzato due colpi da ko! Prima con il solito Cristian Stivaletta che ha battuto Marco Mola con un gran tiro su assist di Daniele Cannas; poi con Riccardo Cestaro, al secondo goal dopo quello del 23 dicembre al Latte Dolce, con un preciso colpo di testa su calcio d’angolo di Cristiano Palombi.

A quel punto, sotto di tre goal, il Giugliano ha tentato una disperata reazione ed ha realizzato quasi subito, al 25′, il goal dell’1 a 3, con Lautaro Eloy Fernandez, che s’è ripetuto al 43′ su calcio d’angolo di Vincenzo Pepe, uno degli ultimi arrivata in casa Giugliano. Sul 2 a 3, il Giugliano ha tentato il tutto per tutto ma il Carbonia ha stretto le maglie difensive ed ha resistito anche nei 4′ di recupero concessi dal signor Stefano Moretti di Como, sfiorando anche il 4° goal con il nuovo entrato Roberto Cappai e firmando la seconda vittoria esterna stagionale che lancia la squadra al settimo posto, una posizione impensabile alla vigilia del campionato. E tutto lascia credere, con il 7° posto ed una partita ancora da recuperare, in casa con l’Insieme Formia, che il bello, per il Carbonia, debba ancora arrivare! Il Giugliano, da parte sua, resta terz’ultimo, con 10 punti e una partita da recuperare.

Giugliano: Mola, Micillo, De Siena, D’Angelo (dal 1′ del secondo tempo Marotta), Russo (dal 20′ s.t. Silva do Santos), Stendardo, Capone, Porcaro (dal 1′ s.t. Granato), Fernandez, Poziello (dal 43′ p.t. Osei), Pepe. A disposizione: Piazza, D’Ausilio, Cozzolino, Gaeta, Otranto. All. Eduardo Imbimbo.

Carbonia: Carboni, Salvaterra, Fredrich, Serra (dal 33′ del secondo tempo Tetteh), Cestaro, Bagaglini, Palombi (dal 26′ s.t. Russu), Stivaletta (dal 30′ s.t. Odianose), Gjuci (dal 33′ s.t. Cappai), Piredda, Cannas (dal 39′ s.t. Isaia). A disposizione: Bigotti, Pischedda, Costa, Soumare. All. Marco Mariotti.

Arbitro: Stefano Moretti di Como.

Marcatori: 10′ p.t. Salvaterra, 16′ s.t. Stivaletta, 20′ s.t. Cestaro, 25′ e 43′ s.t. Fernandez.

Nell’altro recupero del girone G, l’Arzachena di Raffaele Cerbone ha pareggiato 2 a 2 in casa con il Team Nuova Florida, sciupando un doppio vantaggio, raggiunto nel primo tempo, con goal del capitano Danilo Bonacquisti e di Daniele Molino, quest’ultimo in goal su calcio di rigore, come tre giorni fa nel derby casalingo con il Carbonia. Nel secondo tempo, la squadra di Ardea ha reagito ed ha ripreso l’Arzachena, con la doppietta di Ciro Coratella al 10′ e al 21′, fissando il risultato sul definitivo 2 a 2.

L’Arzachena, con questo risultato, sale a quota 12 punti in classifica, al 12° posto, a pari punti con il Gladiator, con due partite ancora da recuperare. Il Team Nuova Florida sale a quota 11 punti, al 14° posto, a pari punti con il Latte Dolce Sassari.

Arzachena: Ruzittu, Bonacquisti, Kacorri (dal 32′ s.t. Suku Kassama Sariang), Molino, Loi (dal 19′ s.t. K. Congiu, dal 34′ s.t. Rossi), A. Congiu, Bachini, Manca, Marinari, Dore, Defendi (dal 14′ s.t. Olivera). A disppsizione: Al-Tumi, Paolini, Vitale, Bellotti, Fusco. All. Raffaele Cerbone.

Nuova Florida: Giordani, De Marchis, Oliana, Porfiri, Iacoponi (dal 43′ s.t. Miola), Tocci (dal 1′ s.t. Coratella), Suriano (dal 24′ s.t. Miocchi), Tamburlani, Vannucci, Capparella (dal 43′ s.t. Piro), Elefante. A disposizione: D’Adamo, Moretti, Scognamiglio, Gambioli, Contini. All. Andrea Bussone.

Arbitro: Federico Muccignato di Pordenone.

Marcatori: 10′ p.t. Bonacquisti, 37′ p.t. Molino (rig.), 10′ e 21′ s.t. (rig.) Coratella.

 

 

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Il segretario della Camera del Lavoro CGIL Antonello Congiu ed il segretario della Funzione pubblica CGIL Giovanni Zedde hanno chiesto un incontro urgente al commissario straordinario ATS Massimo Temussi e all’assessore regionale dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale Mario Nieddu, alla presenza dei sindaci del comuni del Sulcis Iglesiente, sulla situazione del reparto Dialisi dell’ospedale Sirai di Carbonia.
«Un altro passo fondamentale verso il ridimensionamento e lo smantellamento dei servizi sanitari del territorio del Sulcis Iglesiente si sta per portare a compimento:
– dopo l’organizzazione week surgery, dell’attività delle unità operative di chirurgia e Traumatologia del C.TO che consentono la sola attività con degenza limitata;
– la trasformazione in attività ambulatoriale dei reparti di Otorino e Oculistica;
– la chiusura della Chirurgia Pediatrica, Anatomia Patologica e Medicina Nucleare;
– il vergognoso ridimensionamento della sala operatoria di Emodinamica che ha ridotto l’operatività da h 24 a h 8 pur essendo un servizio tempo dipendente d’urgenza salvavita;

– adesso è giunto il turno della Dialisi scrivono in una nota Antonello Congiu e Giovanni Zedde -. Il metodo è sempre lo stesso: creare le condizioni per le quali non è più possibile erogare gli standard quantitativi e qualitativi per mancanza di risorse Umane e mettere tutti di fronte ad un fatto compiuto. Ma per quanto riguarda il reparto Dialisi non hanno fatto i conti con la volontà e la testardaggine dei nostri Medici, Infermieri e Oss che, pur in queste condizioni, hanno continuato a erogare le prestazioni sanitarie per amore del loro lavoro ed attaccamento ai pazienti che assistono. Il senso di responsabilità che contraddistingue tutto il personale sanitario, ha fatto sì che in tutti questi anni, nonostante gli organici presumibilmente sotto il limite di accreditamento, non ci sia stata nessuna riduzione dell’assistenza sanitaria che ha mantenuto sempre gli stessi standard di eccellenza.»

«I lavoratori hanno sempre garantito ai loro pazienti il diritto al miglior trattamento sanitario possibile, nonostante l’inerzia dei dirigenti aziendali sia stata d’ostacolo al loro operatoaggiungono Antonello Congiu e Giovanni Zedde -. Ma ora, dopo anni di doppi turni; riposi non goduti; ferie negate; straordinari e prestazioni aggiuntive, questo personale è allo stremo e, avendo un’età media molto elevata, non è più in grado di garantire un’attività delicata in sicurezza senza incorrere in un alto rischio di errore. CGIL, CISL e UIL di Categoria hanno chiesto più volte l’assunzione di Personale Infermieristico per la Dialisi ( l’ultima datata 12 ottobre 2020) senza mai ricevere risposta alcuna. Oggi apprendiamo che invece di assumere ATS intende modificare i turni degli infermieri, portando il loro orario di lavoro da 7,12 a 6 ore giornaliere, impedendo di fatto, la possibilità di praticare la dialisi lunga e quella notturna che hanno comportato ai pazienti tanti benefici alla salute e alla loro qualità di vita. Tale soluzione proviene dalla Direzione del servizio delle professioni sanitarie che, a nostro avviso, non ha alcun titolo per decidere quali turnazioni si debbano fare nella Unità Operativa, condizionandone le attività di cura.»
«Siamo certi che queste siano funzioni e responsabilità in capo al Direttore della struttura di Dialisi e non possano essere demandate ad altri. Noi non abbiamo dubbi, il disegno politico è di cancellare le eccellenze delle zone periferiche e con esse la buona sanità, facendo diventare il Sulcis Iglesiente l’emblema di questo progetto – concludono Antonello Congiu e Giovanni Zedde -. Dato atto che la attuale situazione di pandemia ha condizionato negativamente tutte le attività sanitarie è comunque innegabile che la risposta fornita ai bisogni di salute manifestati dalla nostra comunità, oggetto di tante promesse durante la scorsa campagna elettorale regionale e probabilmente dirimenti rispetto agli esiti della stessa, non debba e non possa essere questa.»

 

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«E’ sempre tragico ed estremamente triste quando viene meno una giovane vita, per qualsiasi ragione accada. Per il vuoto che lascia ai suoi affetti più cari, alle amicizie e, più in generale, a chi gli sta intorno ma, quando questo capita a causa di un incidente sul lavoro, tutta la società dei lavoratori e le organizzazioni sindacali che li rappresentano, non possono fare a meno di sentire questa perdita ancora più tragica e di interrogarsi se si poteva evitarlo.»
Il segretario della Camera del Lavoro Antonello Congiu ed il segretario regionale della FIOM-CGIL Roberto Forresu hanno commentato così il tragico incidente sul lavoro costato la vita stamane a Claudio Milia.
«Quello che è in discussione non è tanto la disciplina giuridico-normativa della tutela e sulla sicurezza sul lavoro, che è sicuramente moderna e capace, nella misura del possibile, di prevenire gli incidenti, ma la sua rigorosa osservanzahanno aggiunto Antonello Congiu e Roberto Forresu -. Aspettiamo di capire, attraverso gli accertamenti delle autorità preposte, le cause dell’ennesimo lutto del mondo del lavoro ma, intanto, come comunità di lavoratrici e lavoratori, non possiamo che deprecare i numerosi incidenti sul lavoro e stringerci intorno alla famiglia e ai colleghi di lavoro dell’ennesima vittima.»

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«L’accordo sul prezzo dell’energia è un requisito indispensabile per il prosieguo del riavvio dello smelter di alluminio a Portovesme. Esso è il risultato, certamente del lavoro svolto dal Mise, come ha giustamente puntualizzato la sottosegretaria Alessandra Todde ma, in un’accezione più ampia, è soprattutto il frutto della caparbietà che, in questi lunghissimi anni, ha contraddistinto i lavoratori interessati ed i loro rappresentanti sindacali di CGIL, CISL, UIL e CUB, di categoria e confederali che con una tenacia senza precedenti si sono spesi per rivendicare il diritto della difesa del loro posto di lavoro e con esso di un’importante e strategica produzione per il sistema paese.»

Lo scrivono, in una nota, il segretario generale della Camera del Lavoro CGIL della Sardegna Sud Occidentale, Antonello Congiu, ed il segretario regionale della FIOM-CGIL, Roberto Forresu.

«E’ grande la soddisfazione tra i lavoratori, ai quali la FIOM CGIL e la CGIL confederale della Camera del Lavoro della Sardegna Sud Occidentale confermano il rinnovato impegno al prosieguo di tutte le attività necessarie per la ripresa produttiva, prima fra tutte l’avvio delle attività di revampingaggiungono Antonello Congiu e Roberto Forresu -. Abbiamo già chiesto e continueremo a farlo attraverso tutti i mezzi a nostra disposizione, alla Sider Alloys, al partner pubblico Invitalia e con esso al ministero dello Sviluppo economico ed all’assessorato regionale dell’Industria, oltre al presidente Christian Solinas, che abbiamo incontrato oggi, che sia data priorità a tutte quelle attività per la ripresa della produzione in modo che, finalmente, i lavoratori che rappresentiamo possano al più presto rientrare nel loro posto di lavoro, dopo lunghi anni di lotta.»

«E’ certamente un grande risultato ma, come abbiamo sempre detto, riterremo conclusa la vertenza quando tutti i lavoratori saranno ri-occupati e ri-vedremo uscire dallo smelter il primo lingotto di alluminioconcludono Antonello Congiu e Roberto Forresu -. Ci auguriamo, quindi, di poter presto festeggiare la ripresa produttiva che, oltre che essere strategica per la produzione complessiva di alluminio in Italia, darebbe un importante contributo un termini occupazionali e di reddito per alleviare le gravi sofferenze occupazionali e sociali patite dalle famiglie del territorio, a causa della mancanza di lavoro.»