17 April, 2021
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«Ci sono problemi pesantissimi in tutto il paese, lo sappiamo bene, e sono problemi che per le risposte non attendono iter e procedure soliti, consolidati; ma impongono la decretazione d’urgenza, a volte, come in questi giorni, con interventi reiterati per approssimazioni successive.»

Il grido d’allarme arriva dal segretario generale della Camera del Lavoro CGIL Antonello Congiu e dal segretario generale della Fiom CGIL Roberto Forresu.

«I primi a saperlo sono i lavoratori che, dove sono chiamati a farlo, stanno garantendo, non sempre in condizioni di assoluta sicurezza, che il sistema paese non si fermi, anche in questo momento di estrema difficoltà che chiama tutti ad azioni di responsabilità e di contrasto alla diffusione del Covid-19 – aggiungono Antonello Congiu e Roberto Forresu -. Allo stesso modo riteniamo che il problema della liquidazione delle mobilità in deroga agli oltre 800 lavoratori coinvolti nelle zone di Portovesme e Porto Torres che hanno maturato il diritto all’istituto, già di per sé un grave problema, diventi tragico in un contesto di deprivazione della libertà di muoversi come quello attuale che limita le possibilità di ricorrere alla protezione garantita dalle relazioni parentali.

Per questo riteniamo che la particolare e contingente situazione di estrema gravità, che rischia ns malgrado di sfociare in disagio sociale non contenibile, debba essere affrontata con altrettanti interventi e strumenti di natura STRAORDINARIA. Non si può rimanere in attesa di una erogazione che ti viene puntualmente rimandata. Ci sono condizioni che debbono essere superate subito, perché rappresentano un emergenza assoluta; si metta in pagamento la mobilità in deroga per le aree di crisi complessa. Si trovi il modo per farlo. Si convochino le organizzazioni sindacali e si proponga il modo o il metodo.»

«Si firmi il decreto che ci dicono fermo alla Corte dei Conti o si lavori affinché la regione anticipi il pagamento, ma si dia la giusta dignità alle persone – rimarcano Antonello Congiu e Roberto Forresu -. Le OO.SS. sono riuscite a temporeggiare sostenendo che si sarebbe affrontato il pagamento delle mobilità, in occasione dell’incontro che era previsto il 19 marzo, tra la Sideralloys, il Mise, Invitalia, la regione e le organizzazioni sindacali. Tale data a causa del “Covid-19” è stata posticipata. Fermo restando che è fondamentale trovare la soluzione energetica ed il conseguente impegno al rilancio produttivo della Sideralloys, adesso, l’urgenza assoluta è garantire il pagamento della mobilità agli oltre 800 lavoratori coinvolti. I lavoratori con le loro famiglie, non possono uscire di casa perché rischiano la denuncia a causa del “Coronavirus”, ma come si può rimanere in casa senza avere i soldi per comprare il pane!»

«In condizioni addirittura peggiori si trovano i circa 200 lavoratori della ex Keller, senza un minimo di reddito dopo che è stato riconosciuto loro il “bonus una tantum” l’anno passato, in attesa di sviluppi per la cessione dello stabilimento. Il Mise, il ministero del Lavoro, la regione Sardegna ci facciano capire in che modo si devono fronteggiare queste situazioni che non reggono più – concludono Antonello Congiu e Roberto Forresu -. Ci si occupi subito dei lavoratori in attesa di ammortizzatori sociali e di prospettivi occupazionali, perché questa situazione è diventata ingovernabile!»

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E’ stato stipulato un accordo tra la Portovesme Srl e le rappresentanze dei lavoratori per le misure di contenimento in azienda della diffusione del Coronavirus.

Ne dà notizia, con una nota, il segretario generale della Camera del Lavoro, Antonello Congiu.

«La situazione legata alla diffusione del virus Covid-19 rischia di mettere alle corde l’intero sistema paese e con esso il sistema industriale che, per necessità deve garantire le produzioni perché il paese stesso non si fermi – si legge nella nota -. Questa difficile situazione di stress obbliga sempre più, anche nel settore industriale, le parti interessate alla ricerca di percorsi e buone pratiche per garantire la salute dei lavoratori in permanenza di attività. La prosecuzione delle attività produttive può avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino alle persone che lavorano con adeguati livelli di protezione. Solo con queste prerogative si può creare il giusto connubio tra sicurezza e produzione.»

«Con questo spirito le organizzazioni sindacali in queste settimane hanno chiesto alle aziende il massimo impegno per soddisfare un concetto semplice ma imprescindibile “SICUREZZA PER TUTTI” – prosegue la nota -. L’accordo promosso dalla Segreteria della Camera del Lavoro CGIL della Sardegna Sud Occidentale sottoscritto ieri all’interno della Portovesme Srl e che ha visto il coinvolgimento delle Segreterie Territoriali dei Chimici, Metalmeccanici, Servizi, Edili e Trasporti, le rispettive Rsu e l’Azienda, che ha mostrato molta attenzione al tema, rappresenta un passo importante per una gestione sempre più condivisa del sistema industria, in linea con il percorso di governance avviata tra le stesse organizzazioni sindacali e l’Azienda.»

«L’intesa, in linea con il protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto ed il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro e il recepimento del DPCM dello scorso 11 marzo, evidenzia le azioni necessarie per salvaguardare la salute di tutti i lavoratori ed il prosieguo lavorativo. In essa sono disciplinati gli istituti dell’informazione, così come le modalità di ingresso in azienda per tutti i lavoratori, quelli diretti e quelli delle imprese. E’ regolamentato l’accesso dei fornitori esterni, la pulizia e sanificazione in azienda, così come le precauzioni igieniche personali ed i dispositivi di protezione individuale. E’ determinata l’organizzazione del lavoro e gli spostamenti interni, piuttosto che gli spostamenti interni e la gestione di una persona sintomatica – conclude la nota -. Insomma un buon esempio di collaborazione tra Aziende (azienda madre e società appaltatrici di servizi) e rappresentanze unitarie dei lavoratori di tutti i settori che ci sembra un buon viatico verso l’accordo di governance di sito più complessivo citato in precedenza che è in via di definizione.»

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Silvia Messori, Segretaria Generale, FLC CGIL Sardegna Sud Occidentale, ed Antonello Congiu, Segretario Generale CGIL Sardegna Sud Occidentale, hanno diffuso una nota nella quale chiedono «l’attivazione di hot spot gratuiti in ogni Comune, per garantire oggi, a tutti i cittadini di domani, le stesse opportunità e gli stessi diritti».

«Con la pubblicazione del DPCM del 4 marzo 2020 sono state sospese le attività didattiche in presenza. Le scuole e i loro insegnanti si sono attivati per predisporre modalità di didattica alternativa e anche in “modalità a distanza”scrivono Silvia Messori ed Antonello Congiu –. Tutte le modalità attivate utilizzano la rete: connessioni a internet private dei docenti e degli studenti che la possiedono funzionante e adeguata. E, tutto ad un tratto, appare chiaro che l’assenza di connessione alla rete, ora più che mai, rappresenta un grosso limite: “la rete” necessaria e indispensabile per tenere il contatto con i nostri alunni, nella realtà si rivela lo strumento meno inclusivo, che amplia le disuguaglianze. Gli studenti che non hanno una connessione ad internet, di fatto, non possono accedere ai percorsi di formazione a distanza.»

«Ma in territori come quelli delle ex province del Medio Campidano e del Sulcis Iglesiente, nei quali la dispersione scolastica diventa l’emergenza da combattere e le famiglie affrontano le difficoltà quotidiane dovute alla mancanza di lavoro, avere una connessione funzionante a casa diventa un’utopia per molti – aggiungono Silvia Messori ed Antonello Congiu -. È per questo che attivare hot spot gratuiti in ogni comune ci permette di continuare a lottare contro la dispersione scolastica anche in stato di emergenza e di continuare ad essere scuola inclusiva e non esclusiva. Perché oggi questo modello di scuola a distanza non è democratico anzi aumenta le disuguaglianze: quelle che la scuola combatte ogni giorno e che ora ci vengono sbattute in faccia senza pietà. Si caricano sulle famiglie tutta una serie di incombenze che fanno affidamento solo ed esclusivamente sulle possibilità dei genitori e a rimanere fuori sono i soggetti più vulnerabili.»

«Per questo abbiamo la necessità di rimanere veramente tutti “connessi” e di dare a tutti le stesse opportunità rispettando i dettami della nostra Costituzione: il libero accesso all’istruzione scolastica, senza alcuna discriminazione, la gratuità dell’istruzione dell’obbligo e il riconoscimento del diritto allo studio anche a coloro che sono privi di mezzi – concludono Silvia Messori ed Antonello Congiu –Chiediamo a gran voce l’attivazione di hot spot gratuiti in ogni Comune, per garantire oggi, a tutti i cittadini di domani, le stesse opportunità e gli stessi diritti.»

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In ottemperanza di quanto disposto dal Governi Nazionale e Regionale in tema di contrasto alla diffusione del Covid-19, gli uffici del patronato della CGIL resteranno chiusi al pubblico ad eccezione delle urgenze non differibili, per le quali, in ogni caso saranno fissati appositi appuntamenti attraverso i numeri telefonici fissi di ciascuna sede. Chiediamo alla cittadinanza di evitare di recarsi negli uffici se non in possesso di un appuntamento.

Le Segreterie Territoriali di Categoria e Confederale, in ogni caso, rimarranno attive per fornire supporto a lavoratrici e lavoratori e stipulare, con i dovuti accorgimenti,  eventuali accordi necessari a garantire gli ammortizzatori sociali ordinari e straordinari che si dovessero rendere indispensabili alla luce della attuale situazione critica.

«L’evoluzione continua e, purtroppo, negativa dei fatti che connotano l’espansione del Coronavirus e le cautele necessarie al suo contrasto impongono di aggiornare continuamente la nostra organizzazione – dice Antonello Congiu, segretario generale della Camera del Lavoro -. Il nuovo scenario derivante dal DPCM emanato ieri sera dal Governo in materia è stato oggetto, stamane, di analisi attraverso una call conference coordinata dalla Ns Segreteria Regionale a cui hanno partecipato tutte le Camere del lavoro e le categorie regionali. Il nuovo DPCM non vieta di recarsi al lavoro ma, ciò nonostante, le preoccupazioni emerse sono forti e in ragione di un atteggiamento prudenziale necessario, riteniamo indispensabile:

Che i nostri servizi vengano svolti interamente presso le sedi ministeriali, evitando per il momento le sedi periferiche nelle quali, peraltro, non dovrebbero esserci neppure i delegati sociali dello SPI ai quali abbiamo chiesto ieri di astenersi dal prestare il loro abituale servizio. A tal proposito ciascuno di Voi svolgerà interamente il proprio servizio presso la sede ministeriale assegnata;

– Al fine di ridurre al minimo i contatti con gli utenti, come già disposto ieri, si riceverà esclusivamente per appuntamento e saranno svolte solamente le pratiche urgenti. Intendendo per urgenti solo le pratiche non differibili o in scadenza (ad esempio non esaustivo, Naspi in scadenza, Disoccupazioni agricole, etc). In questa ipotesi, se possibile, bisogna chiedere agli utenti, di spedire quanto necessario attraverso mail o altri mezzi di trasmissione remota o, comunque, ridurre al massimo i contatti per la sicurezza delle persone.

– In questo periodo siete invitati a svolgere preferibilmente il Vs lavoro privilegiando tutte le incombenze che si possono svolgere attraverso il back office, con particolare priorità da attribuire per esempio alla statistica dell’anno 2019, agli arretrati delle pratiche INAIL, etc.

– Naturalmente, allo stesso modo va privilegiato tutto ciò che può essere svolto attraverso il telefono sia per quanto riguarda gli appuntamenti che per quanto attiene le consulenze che non abbisognano della presenza fisica degli utenti. A tal fine, a differenza di quanto disposto ieri, è necessario che ciascuno risponda al telefono durante TUTTO il tempo di servizio;

Tutti coloro che vorranno potranno concordare un piano di ferie da usufruire in questo periodo.

Naturalmente le suddette disposizioni – conclude Antonello Congiu – saranno trasmesse a tutti i Segretari Generali di Categoria per l’opportuna informazione e conoscenza e perché possano collaborare a questa nuova organizzazione e ridurre al minimo anche i contatti con le persone».

 

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Il segretario generale della CGIL sarda Michele Carrus ed il segretario generale della FILCTEM CGIL regionale Francesco Garau, hanno dato atto, anche grazie agli “anni di lotta e perseveranza dei lavoratori”, della fine positiva del percorso autorizzatorio per l’Eurallumina e del riavvio, si spera presto, al lavoro dei 355 lavoratori diretti e dei circa 250 indiretti della stessa società, con il quale speriamo riprenda il percorso di rinascita del polo industriale di Portovesme e dell’intero territorio.

Presto, già questi giorni, speriamo anche che si possa fare un passo avanti per la soluzione e l’avvio del rewamping dello smelter ex Alcoa, con la firma di SiderAlloys del nuovo memorandum per la concessione decennale dell’energia ad un costo competitivo.

Rimane sullo sfondo ancora irrisolto il grande problema dell’autosufficienza energetica della Sardegna che, certamente, non può essere garantita da soluzioni fantasiose che ogni tanto, si sentono, anche da autorevoli esponenti del Governo nazionale, che comunque non garantirebbero il primo gennaio del 2026 il funzionamento della rete elettrica anche nelle nostre case.

Per questo, come CGIL diciamo che la Sardegna, al pari di tutte le altre regioni italiane, ha bisogno del metano quale elemento di transizione verso il processo di decarbonizzazione e, questo, certamente non può essere distribuito in modo capillare nell’isola tramite camion criogenici.

Il riavvio delle industrie in argomento, infine, si spera possa essere un buon viatico anche per la ripresa del ex Keller e che il progetto in discussione in questi giorni della GHAEMI & ZIAIE INVESTIMENT COOPERATION possa andare a buon fine.

Finalmente qualche buona notizia per questo martoriato territorio della Sardegna Sud Occidentale che fino ad oggi ha vantato solamente record negativi sul fronte occupazionale.

Amtonello Congiu

Segretario Generale CGIL

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L’’aula consiliare del comune di Sant’Antioco ha ospitato lunedì pomeriggio un convegno organizzato dalla Cgil e dalla Filctem Cgil con il patrocinio del comune di Sant’Antioco, nel corso del quale è stato fatto un focus sulle bonifiche e, in particolare, sul caso della Seamag di Sant’Antioco, le cui operazioni di risanamento ambientale non sono state ancora terminate, nonostante siano trascorsi parecchi anni dalla dismissione della fabbrica che sorgeva alle porte del centro abitato, rimasta in attività dal 1965 al 1997.

Dopo la relazione introduttiva svolta da Emanuele Madeddu, segretario territoriale (Sulcis Iglesiente e Medio Campidano) Filctem, ed i saluti del sindaco di Sant’Antioco Ignazio Locci e del segretario della Camera del Lavoro territoriale (Sulcis Iglesiente e Medio Campidano) Antonello Congiu, la relazione tecnica è stata fatta da Mario Cabriolu (“Bonifica e progettazione area Seamag”). Sono poi intervenuti i capi di gabinetto degli assessorati regionali dell’Industria Alberto Urpi e Vincenzo Corrias; l’amministratore unico di Igea, Michele Caria; il portavoce del Comitato Porto Solky, Rolando Marroccu; l’ex coordinatore del Piano Sulcis, Tore Cherchi. Ha concluso lavori, coordinati dal segretario regionale della Filctem, Francesco Garau, il segretario generale della CGIL sarda Michele Carrus.

Allegati gli interventi dei capi di gabinetto degli assessorati regionali dell’Industria Alberto Urpi e Vincenzo Corrias e dell’amministratore unico di Igea, Michele Caria. Alberto Urpi ha annunciato l’avvio delle bonifiche.

               

 

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L’ingresso di Sant’Antioco ai tempi della Sardamag (poi Seamag).

Questo l’argomento del convegno che si terrà lunedì 25 novembre, alle 16.30, nell’aula consiliare del comune di Sant’Antioco, Piazzetta Italo Diana, 1. Organizzato dalla Cgil e dalla Filctem Cgil con il patrocinio del Comune di Sant’Antioco,  propone un focus sulle bonifiche e, in particolare, sul caso della Seamag di Sant’Antioco, le cui operazioni di risanamento ambientale non sono state ancora terminate, nonostante siano trascorsi parecchi anni dalla dismissione della fabbrica che sorgeva alle porte del centro abitato.

Il programma prevede la relazione introduttiva di Emanuele Madeddu, segretario Filctem SSO, i saluti del sindaco di Sant’Antioco Ignazio Locci e del segretario della Camera del Lavoro SSO Antonello Congiu. Seguiranno la relazione tecnica di Mario Cabriolu (“Bonifica e progettazione area Seamag”) e gli interventi degli assessori regionali dell’Industria, Anita Pili, dei Lavori pubblici, Roberto Frongia, e dell’Ambiente, Gianni Lampis, nonché dell’amministratore unico di Igea, Michele Caria. Concluderà io lavori il segretario generale della CGIL sarda Michele Carrus. Coordina i lavori Francesco Garau, segretario regionale Filctem.

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E’ in programma questa sera, con inizio alle 17.00, nella Sala Augusto Gaviano ex Mensa della miniera della Carbosulcis, a Nuraxi Figus, un incontro per ricordare la figura di Sergio Usai, dirigente sindacale e uomo privato, scomparso tragicamente all’età di 53 anni il 7 maggio 2006 con l’amico Carlo Cancedda, in un incidente stradale verificatosi sulla strada provinciale Pedemontana nel tratto che collega Villamassargia a Siliqua, durante una pedalata domenicale.

Dopo la presentazione del segretario confederale della CGIL Sud Occidentale Antonello Congiu che poi coordinerà i lavori, sono previsti la proiezione di un filmato con immagini e gli interventi di Francesco Lippi, amministratore unico Carbosulcis; Nicola Maccioni, presidente del CRAL Carbosulcis; Mario Zara, presidente dell’associazione Amici della Miniera Vincenzo Panio,e presidente dell’associazione Storia e Radici della Città di Carbonia (della quale Sergio Usai è stato uno dei fondatori); Emanuele Madeddu, segretario FILCTEM CGIL Sud Sardegna; Piero Agus, dirigente sindacale CISL; Bruno Saba, ex segretario generale CISL Sulcis Iglesiente; Mario Crò, ex segretario generale UIL Sulcis Iglesiente; Giuliano Murgia, dirigente sindacale ed ex assessore regionale dell’Industria, Antonio Secchi, già direttore ASAP Sardegna; Sergio Cofferati, segretario generale della CGIL 1994/2002.

L’incontro prevede, infine, un dibattito aperto al pubblico e l’intervento della famiglia.

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Questa mattina la riunioni della Portovesme Srl ha ospitato un’assemblea di quadri e delegati sindacali del Settore Industria delle imprese che operano all’interno della Glencore, organizzata dalle segreterie territoriali confederali CGIL, CIOSle UIL, per discutere della procedura e delle finalità per la definizione di un accordo di Governance di sito per la regolazione dei rapporti tra Portovesme Srl, Società appaltatrici dei lavori e rappresentanze sindacali.

La procedura è stata avviata in occasione dell’incontro tenutosi il 26 settembre scorso presso lo stabilimento di Portovesme in cui la dirigenza ha presentato alle organizzazioni sindacali scriventi ed alla RSU della Portovesme Srl il Piano Industriale 2019-2023 e proseguita presso la sede della Confindustria Meridionale Sarda il 21 ottobre scorso.

«Le Segreterie Territoriali Confederali – si legge in una nota firmata da Antonello Congiu (CGIL), Gavino Carta (CISL) e Andrea Lai (UIL) – hanno dettagliatamente descritto alla Assemblea i risultati degli incontri suddetti esponendo in modo compiuto le finalità dell’Accordo che è oggetto di trattativa e quanto reso noto dall’amministratore delegato durante gli incontri stessi. In essi è emerso che attraverso ingenti investimenti della Società Glencore (circa 170 milioni di euro in 3 anni) da effettuarsi presso lo smelter di Portovesme si intendono rinnovare alcuni impianti ed automatizzare alcune lavorazioni modificando contestualmente l’attuale sistema di manutenzioni ed introducendo i principi della manutenzione programmata e preventiva. Queste due sostanziali modifiche potrebbero portare, nel periodo di realizzazione del Piano Industriale ad una contrazione delle attività di manutenzione e quindi di impiego degli operai indiretti attualmente impiegati negli impianti.»

«Le modifiche organizzative apportate fino ad oggi in ragione del nuovo modello hanno già reso evidente una serie di inefficienze e disfunzioni, che accentuano notevolmente il disaggio tra lavoratori con conseguenti ripercussioni su benessere organizzativo e di conseguenza sulla produzione (straordinario fuori controllo, aumento infortuni, etc.). Di converso, risulta sempre più evidente che, negli stessi impianti, si adottino, in modo urgente una serie di regole di governance sia del fenomeno di riduzione appena descritto, posto che in ultima analisi risulti davvero indispensabile, che dei numerosi punti di debolezza di un sistema complessivo nel quale, nel tempo, ed ora più che mai, sono venuti meno una serie di accorgimenti che hanno reso possibile, durante gli ultimi 20 anni circa, un regolare svolgimento delle attività di impresa senza interruzioni rivendicative di sospensione del lavoro (applicazione degli istituti contrattuali quali Vestiario, DPI, Orario di lavoro, Straordinari, Mensa, Trasporti, etc. e, soprattutto, la normalizzazione dei Contratti di lavoro utilizzati dalle Società appaltatrici che spesso producono un vero e proprio dumping salariale tra lavoratori e tra imprese)» si legge ancora nella nota.

L’assemblea dei quadri e dei delegati sindacali (15 i lavoratori intervenuti nel dibattito) ha dato ampio mandato alle Segreterie Confederali Territoriali per il prosieguo della trattativa, la cui prossima riunione è già fissata per il 5 novembre prossimo, specificando «la necessità che, in ragione del rispetto del principio di buona fede previsto dal Codice Civile che deve regolare tutte le trattative, la società Portovesme Srl provveda a rispettare gli impegni assunti in occasione dell’incontro del 16 aprile scorso circa la riassunzione dei lavoratori ex SIDA a suo tempo esclusi dal diritto alla ricollocazione; e che, nelle more della discussione in atto, non vengano assunte decisioni che modifichino la consistenza della forza lavoro impiegata».

L’assemblea e le organizzazioni sindacali, infine, hanno manifestato le loro fortissime preoccupazioni per la soluzione della vertenza energetica, sottolineando che «le soluzioni proposte dal Governo Nazionale, al momento, rischiano di vanificare la reale tenuta del polo industriale di Portovesme, condannandolo con l’intero territorio ad un declino inevitabile».

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Le segreterie di CGIL, CISL e UIL hanno chiesto un incontro urgente al prefetto di Cagliari, Bruno Corda, per affrontare l’emergenza determinata dall’emanazione del PNIEC Piano Nazionale Integrato per l’Energia ed il Clima.

Antonello Congiu (CGIL), Gavino Carta (CISL) ed Andrea Lai (UIL) hanno scritto al prefetto che le organizzazioni sindacali Confederali e le Categorie ad esse associate hanno manifestato crescente preoccupazione in quanto il Piano stravolgeva quanto previsto in materia di energia dal patto tra Regione e Governo il 29 luglio 2016, in termini di transizione verso gli obiettivi di decarbonizzazione fissati nel Piano Regionale in materia.

«Questo ha portato alla convocazione di una grande e partecipata assemblea di quadri e delegati del settore industria che si è tenuta il giorno 31 maggio che ha dato mandato alle organizzazioni sindacali di porre in essere tutte le azioni per scongiurare i problemi derivanti dalla dismissione del carbone senza che sia assicurato opportunamente il periodo di transizione verso altri e più sicuri sistemi di produzione e fornitura di energia elettrica – scrivono Antonello Congiu, Gavino Carta ed Andrea Lai -. Il 10 giugno 2019  presso la sala consiliare del comune di Portoscuso, su sollecitazione dei Sindaci del Territorio attraverso apposita comunicazione le  Organizzazioni Sindacali Territoriali Confederali CGIL CISL e UIL  hanno incontrato le Amministrazioni Comunali del Sulcis Iglesiente per affrontare il delicato tema del lavoro e della sua mancanza nel nostro territorio. Il costruttivo e partecipato dibattito ed il contenuto degli interventi testimonia la forte preoccupazione condivisa dalle Istituzioni locali e delle forze Sociali sul tema discusso.»

«Parlare di lavoro e della sua mancanza, dopo 10 anni di crisi profonda che ha trasformato l’economia del Sulcis Iglesiente in economia di sussistenza, non poteva che significare porre all’ordine del giorno della discussione le numerose vertenze del territorio che, in questo particolare momento, il tema della energia rischia, in ragione dell’annunciata phase-out​ entro e non oltre il 2025, di far naufragare in tempi brevissimi, se non si governa il processo di transizione del passaggio verso la dismissione del carbone quale fonte di produzione di energia termoelettrica – rimarcano Antonello Congiu, Gavino Carta ed Andrea Lai -. A settembre, infatti, se non sarà sbloccata la realizzazione del vapordotto presso la Centrale Grazia Deledda di Portovesme verrà attivata dall’Eurallumina una procedura di licenziamento collettivo che, calata nel nostro territorio, rischia di mettere in pericolo la già  precaria coesione sociale messa duramente alla prova dalla  crisi e con essa la pax sociale. Di converso se in tempi brevissimi non venisse trasformato  il memorandum a suo tempo stipulato tra ENEL e SiderAlloys per la fornitura decennale di energia elettrica a basso costo il riavvio dello smelter rischia seriamente di essere compromesso.»

Questi due ultimi accadimenti da soli travolgerebbero l’intero sistema produttivo industriale e danno la misura dell’urgenza di un intervento correttivo che mitighi le ripercussioni sociali ed occupazionali dal processo di decarbonizzazione e per queste ragioni CGIL CISL e UIL Confederali Territoriali del Sud Ovest Sardo hanno chiesto al prefetto di Cagliari un incontro urgente per trattare la materia alla presenza delle istituzioni locali.