24 September, 2022
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Terzo ed ultimo appuntamento questa sera per la 14esima edizione della rassegna “Notti a Monte Sirai”, promossa dal comune di Carbonia, con il sostegno della Fondazione di Sardegna e della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato alla P.I.BB.CC. e con il coordinamento organizzativo dell’Associazione Enti Locali per le attività culturali e di spettacolo.

Dopo “L’Asino d’oro – Mostri Magia e Metamorfosi” (30 luglio) e “Lucio Battisti, Emozioni” (12 agosto), questa sera la rassegna propone Sergio Múñiz & Tango Sonos, protagonisti di El tango: mitologia di musica e parola. Nell’occasione l’artista spagnolo è contemporaneamente attore, narratore, cantante e chitarrista, in uno spettacolo che celebra il tango nella sua forma più completa. Per raccontarlo nella sua pienezza espressiva si punta sull’incontro tra due miti della cultura argentina quali Astor Piazzolla e Jorge Luis Borges, approfondendo il disco fatto insieme nel 1965. E se da un lato Borges rievoca un tango delle origini, quasi primitivo, dall’altro riconosce nella rivoluzione di Astor Piazzolla nuova linfa vitale.
In un alternarsi di narrazione, musiche e testi poetici, l’evento propone un viaggio nell’anima profonda del tango, capace di trasmettere felicità, che è poi anche l’auspicio degli autori per lo spettacolo.

 

 

L’anfiteatro di piazza Marmilla, a Carbonia, questa sera dalle 21.00 ospita la prima edizione de “Il pulcino d’oro”, organizzata dall’associazione turistica Pro Loco di Carbonia, con il patrocinio del comune di Carbonia, il sostegno di Regione Autonoma della Sardegna e Riverso Spa, e, infine, la collaborazione dell’associazione culturale Sturmtruppen.

L’evento sarà un’occasione di svago e di gioia per i tanti bambini che hanno voglia di mettersi in gioco, dando sfogo alle loro doti canore.

La serata verrà condotta da Nadia Pische.

Serata molto divertente al chiosco “Da Melo” di Villa Sulcis, a Carbonia, con Alverio Cau ed il suo spettacolo “Shõcau strano ma Alverio”. Famiglie e gruppi di amici si sono riuniti, alla ricerca di una serata diversa, all’insegna della risata.
Le aspettative del pubblico non sono andate deluse. Alverio Cau è stato molto autoironico e anche molto giocherellone col pubblico, facendo provare a tutti due balli di gruppo, dopo la sua dimostrazione. Finito lo spettacolo, la serata è proseguita con il karaoke fino a tarda notte e gli ospiti del chiosco si sono sfogati, cantando le canzoni da loro richieste. È stata una serata unica e piena di leggerezza e frivolezza.
Alverio Cau prossimamente sarà nuovamente ospite nel Sulcis, con dei nuovi brani che diventeranno sicuramente dei successi.
Mirko Meloni

Giovedì 18 agosto, nuova data sostitutiva di quella iniziale del 31 luglio, fin dalle 10.00 del mattino, le sue prime fans si sono sedute sul marciapiede, di fronte allo stadio Monteponi, ad Iglesias, per poter entrare ed arrivare sotto il palco ad assistere ad una nuova data del tuor “Ghettolimpo”. Stiamo parlando di Mahmood, il cantante sardo-egiziano entrato in pochissimo tempo nel cuore di tantissimi adolescenti e non solo. L’evento, organizzato dal comune di Iglesias, è risultato una vera e propria calamita, attirando tanti fans e curiosi da moltissimi paesi e città della Sardegna.

Il forte vento, il cielo grigio e la leggera pioggia, non hanno intimorito i circa 7.000 spettatori che erano riusciti a “conquistare” i ticket gratuiti messi a disposizione on line. Due dj hanno accolto la folla, mixando hit senza tempo fino alle 21.31, orario in cui sul palco è apparso Mahmood che ha iniziato la sua esibizione con brani poco conosciuti, per poi infiammare lo stadio Monteponi con i suoi più grandi successi… Rapide, Barrio, Brividi, canzone quest’ultima con la quale ha vinto Sanremo 2022 insieme al suo collega ed amico Blanco. Sorpresa, assolutamente inaspettata, è stata la presenza del coro femminile Intrempas di Orosei che ha intonato una versione originale di “No potho reposare”, insieme a lui voce solista.

Il pubblico ha cantato tutti i suoi brani, accompagnandoli con applausi scroscianti, battute in lingua sarda da parte dell’artista che ama la Sardegna, terra d’origine di sua madre. Verso la fine, Nanneddu Meu, cantata quasi interamente dal pubblico, entusiasta della sua performance, con il “Sei bellissimo”intonato dalle tantissime fans.

Nel bis l’attesa “Soldi”, canzone che lo ha portato una prima volta sul gradino più alto del podio di Sanremo nell’edizione del 2019. Quando il concerto è terminato, le luci si sono riaccese, lasciando spazio ai dj che con le hit del momento e non, hanno fatto ballare grandi e piccini sino a tarda notte, sopra un freschissimo prato verde.

Lo spettacolo ha superato le aspettative degli organizzatori e si è svolto nel rispetto delle norme anticovid.

Nadia Pische

Giampaolo Murru è il nuovo allenatore della Tharros. La società oristanese, guidata dal presidente Tonio Mura, ha coperto così il vuoto tecnico creato dalle dimissioni del tecnico Maurizio Firinu, protagonista della promozione.

Giampaolo Murru torna così su una panchina del campionato di Eccellenza, dopo un anno “sabbatico”, seguito alla conclusione del ciclo biennale vissuto alla guida del Guspini. In precedenza aveva guidato il Villamassargia per due stagioni, caratterizzate da una promozione dalla Prima Categoria e da una buona stagione in Promozione regionale, conclusa con un sesto posto.

La Tharros ha esordito oggi in Coppa Italia vincendo 5 a 4 nell’anticipo di Ghilarza. L’esordio in campionato, domenica 28 agosto, vedrà la Tharros impegnata in casa contro un’altra matricola, l’Iglesias, la squadra della città di Giampaolo Murru, nella quale il neo tecnico biancorosso ha giocato diversi campionati da calciatore (il suo palmares, costruito in diverse squadre, annovera oltre 500 goal) ed ha fatto il suo esordio da tecnico, senza fortuna.

Giampaolo Cirronis

 

Nel pomeriggio di giovedì, gli agenti del Commissariato di Iglesias durante un servizio finalizzato alla prevenzione e repressione dell’attività illecita dello spaccio di stupefacenti, hanno tratto in arresto un giovane di 23 anni per il reato di detenzione e produzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. I poliziotti, dal controllo di un’auto che transitava nel centro cittadino e condotta da un giovane di 23 anni, hanno rinvenuto 720 grammi di marijuana confezionata in involucri di cellophane, 2 bilancini di precisione e la somma di 60 euro in contanti.

Il 23enne, disoccupato e già noto alle Forze dell’Ordine, al termine degli accertamenti è stato accompagnato presso gli Uffici del Commissariato in stato di arresto per detenzione e produzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

E’ ripartita ieri dal Golfo di Teulada, alla volta di Trapani, l’Amerigo Vespucci, la Nave Scuola della Marina Militare italiana, considerata dai più la nave più bella del mondo.
Ieri pomeriggio, a poche ore dalla partenza – al termine di una permanenza di una settimana -, il comandante, il capitano di vascello Massimiliano Siragusa, prossimo a concludere il suo mandato che terminerà il 12 settembre 2022 (è al comando dell’Amerigo Vespucci – che ha durata di dodici mesi – dal 18 settembre 2021), ha ricevuto la visita informale di una piccola delegazione locale, organizzata dalla sezione di Teulada della Lega Navale Italiana, presieduta da Mario Sitzia, della quale facevano parte Claudia Pedone, presidente della sezione Avis comunale di Teulada; Francesca Monni, presidente pro loco Teulada; Salvatore Loi, presidente dell’associazione Is Sinnus; Emanuele Didu dell’associazione Zenit; Barbara Lai, direttore del porto turistico Marina di Teulada; Daniele Serra, sindaco di Teulada. I contatti con la Marina militare sono stati curati da Paolo Moser, componente del direttivo della lega navale di Teulada, in accordo con gli organi superiori della Marina militare. È il secondo Ferragosto consecutivo che l’Amerigo Vespucci trascorre la settimana centrale di agosto nel golfo di Teulada.
Impostata il 12 maggio 1930, varata il 22 febbraio 1931 nel cantiere di Castellammare di Stabia, l’Amerigo Vespucci entrò in servizio come Nave Scuola il successivo 6 giugno e ancora oggi, a distanza di oltre 91 anni, resta un autentico gioiello, nel quale si formano gli allievi ufficiali. Il porto di assegnazione è La Spezia.

Vero “motore” dell’Amerigo Vespucci è il suo equipaggio, composto da 264 militari, di cui 15 Ufficiali, 30 Sottufficiali, 34 Sergenti e 185 Sottocapi e Comuni, suddiviso nei Servizi Operazioni, Marinaresco, Dettaglio/Armi, Genio Navale/Elettrico, Amministrativo/Logistico e Sanitario. Durante la Campagna di Istruzione l’equipaggio viene a tutti gli effetti integrato dagli Allievi (circa 100 l’anno) e dal personale di supporto dell’Accademia Navale, raggiungendo quindi circa 400 unità.

Il motto della nave è “Non chi comincia ma quel che persevera“, assegnato nel 1978; originariamente il motto era “Per la Patria e per il Re”, già appartenuto al precedente Amerigo Vespucci, sostituito una prima volta, dopo il secondo conflitto mondiale, con “Saldi nella furia dei venti e degli eventi“, infine con quello attuale.

Dal punto di vista tecnico-costruttivo l’Amerigo Vespucci è una Nave a Vela con motore; dal punto di vista dell’attrezzatura velica è “armata a Nave”, quindi con tre alberi verticali, trinchetto, maestra e mezzana, tutti dotati di pennoni e vele quadre, più il bompresso sporgente a prora, a tutti gli effetti un quarto albero. L’unità è inoltre fornita di vele di taglio: i fiocchi, a prora, fra il bompresso e il trinchetto, gli stralli, fra trinchetto e maestra e fra maestra e mezzana, e la randa, dotata di boma e picco, sulla mezzana.

Lo scafo è del tipo a tre ponti principali, continui da prora a poppa (di coperta, di batteria e di corridoio), più vari ponti parziali (copertini); possiede due sovrastrutture principali, il castello a prora e il cassero a poppa, che si elevano sul ponte di coperta ma che idealmente ne sono la continuazione. Il caratteristico colore bianco e nero sottolinea il richiamo al passato: le fasce bianche in corrispondenza dei ponti di batteria e corridoio ricordano infatti le due linee di cannoni del vascello ottocentesco alla cui tipologia il progettista si era ispirato.

A prora della nave si trova la polena, che rappresenta Amerigo Vespucci, realizzata in bronzo dorato. Caratteristica della nave sono i fregi di prora e l’arabesco di poppa, in legno ricoperti di foglia d’oro zecchino.

Il fasciame è composto da lamiere di acciaio di vario spessore (da 12 a 16 mm), collegate mediante chiodatura alle costole, che costituiscono assieme alla chiglia e ai bagli l’ossatura della nave. Tale sistema garantisce la necessaria flessibilità al trave nave; l’impermeabilità del tutto è assicurata dallo stretto contatto fra metallo e metallo, fortemente compressi dalla fitta chiodatura, che deve essere quindi realizzata a regola d’arte.

Tutti gli alberi, compreso il bompresso, sono costituiti da tre tronchi, di cui i primi due in acciaio (anch’essi realizzati mediante lamiere chiodate), il terzo, denominato alberetto per gli alberi verticali, asta di controfiocco per il bompresso, è in legno (douglas). I pennoni seguono la medesima filosofia costruttiva: i tre inferiori sono in acciaio, i due superiori in legno.

Per quanto attiene la randa, il boma è in acciaio mentre il picco è in legno. Molte altre parti della nave sono in legno, diversificato a seconda delle caratteristiche richieste: teak per il ponte di coperta, la battagliola e la timoneria, mogano, teak e legno santo per le attrezzature marinaresche (pazienze, caviglie e bozzelli), frassino per i carabottini, rovere per gli arredi del Quadrato Ufficiali e per gli alloggi Ufficiali, mogano e noce per la Sala Consiglio.

La lunghezza della Nave al galleggiamento è di 82 metri, ma tra la poppa estrema e l’estremità del bompresso si raggiungono i 101 metri. La larghezza massima dello scafo è di 15,5 metri, che arrivano a 21 metri considerando l’ingombro delle imbarcazioni, che sporgono dalla murata, e a 28 metri considerando le estremità del pennone più lungo, il trevo di maestra. L’immersione massima è pari a 7,3 metri.

L’unità è dotata di ben 11 imbarcazioni: due motoscafi, di cui uno riservato al Comandante, due motobarche, due motolance, quattro palischermi a vela e a remi, utilizzati per l’addestramento degli Allievi, e la baleniera, anch’essa a remi e a vela, tradizionalmente riservata al comandante con un armo di soli Ufficiali. Il dislocamento a pieno carico è pari a 4.100 tonnellate.

Motori:
Sistema di generazione integrato ed automatizzato di tipo Diesel-Elettrico, costituito da 2 Diesel generatori 12 cilindri MTU 12VM33F 2 x 1320 kW (1770 Hp) e 2 Diesel generatori 8 cilindri MTU 8VM23F 2 x 760 kW (1019 Hp).
Propulsione fornita da 1 Motore Elettrico Principale (MEP) ex Ansaldo Sistemi Industriali (NIDEC ASI) CR1000Y8, costituito da due indotti da 750 kW ciascuno per un totale di  2840 kW di potenza continuativa.
I sistemi di generazione e propulsione sono stati oggetto di totale riconfigurazione, durante la sosta lavori di Prolungamento Vita Operativa (PVO) iniziata a ottobre 2013 e terminata a aprile 2016.

Sistema elettrico:
Distribuzione primaria: 380V / 50hz
Distribuzione secondaria: 220V / 50hz e 115V / 60 hz

Luci interne/esterne: a LED, con illuminazione alberatura a led colore bianco e anche tricolore verde, bianco e rosso sui tre alberi principali.

Alberatura e vele

Gli alberi, precedentemente descritti, sono mantenuti in posizione grazie a cavi di acciaio (manovre fisse o dormienti) che li sostengono verso prora (stralli) verso i lati (sartie) e verso poppa (paterazzi). Sugli stralli sono inferiti inoltre i fiocchi e le vele di strallo. L’altezza degli alberi sul livello del mare è di 50 metri per il trinchetto, 54 metri per la maestra e 43 metri per la mezzana; il bompresso sporge per 18 metri.

I tre alberi verticali portano ciascuno cinque pennoni, dal caratteristico nome, comune anche alla vela relativa: sul trinchetto si trovano, dal basso, trevo di trinchetto, parrocchetto fisso, parrocchetto volante, velaccino e controvelaccino; sulla maestra trevo di maestra, gabbia fissa, gabbia volante, velaccio e controvelaccio; sulla mezzana trevo di mezzana, contromezzana fissa, contromezzana volante, belvedere e controbelvedere.

Il trevo di mezzana è normalmente tenuto sguarnito dalla vela (che toglierebbe il vento al trevo di maestra) e prende quindi il nome di “verga secca”. In ciascun albero i due pennoni inferiori sono fissi (possono solo ruotare sul piano orizzontale), mentre i tre superiori possono scorrere sull’albero e vengono alzati al momento di spiegare le vele.

Per quanto attiene le vele di taglio, l’armamento prevede cinque vele a prora (augelletto, controfiocco, fiocco, gran fiocco e trinchettina), quattro vele di strallo (di gabbia, di velaccio, di mezzana, di belvedere) e la randa. A questo “set” di vele, sempre “pronto all’uso” possono essere aggiunti, se del caso, gli scopamare, due vele quadre inferite ai lati del trevo di trinchetto, utilizzando idonee prolunghe del pennone. Con la nave completamente invelata si possono raggiungere velocità ragguardevoli, almeno in relazione al peso della stessa: il “record” è di 14,6 nodi.

La superficie velica totale (24 vele) è pari a circa 2.635 metri quadri. Le vele sono di tela olona (tessuto di canapa) di spessore compreso tra i 2 e i 4 millimetri e sono realizzate unendo mediante cucitura più strisce (ferzi).

La manovra delle vele si attua per mezzo di cavi (manovre correnti o volanti) di diverso diametro, per un totale di circa 36 km. Anch’essi hanno nomi caratteristici, quali drizze (per alzare i pennoni mobili e le vele di taglio), bracci (per orientare i pennoni), scotte e mure (per fissare gli angoli bassi delle vele quadre, rispettivamente sottovento e sopravvento), imbrogli (per raccogliere le vele sui pennoni), ecc.. Le manovre correnti sono per la maggior parte in manilla (fibra vegetale); fanno eccezione le scotte dei trevi, che per sostenere l’elevato sforzo sono realizzate in nylon. Oltre a ciò l’attrezzatura velica comprende circa 400 bozzelli in legno e 120 in ferro.

Fonte: http://www.marina.difesa.it

 

«La notizia di un ulteriore slittamento per la riapertura del Pronto Soccorso del Cto, comunicata dalla direttrice generale della Asl ai sindaci del territorio, è gravissima. Se il 22 agosto il presidio resterà chiuso, presenterò un esposto alla Procura della Repubblica.»

Lo afferma Carla Cuccu, consigliera regionale di Idea Sardegna.

«Non c’è più spazio per le parole, le scuse, gli impegni mancatiaggiunge Carla Cuccu -. La vicenda del Pronto Soccorso del Cto e, in generale, della gestione della sanità del Sulcis Iglesiente è evidentemente sfuggita di mano alla politica, alla Giunta regionale e alla manager, palesemente inadeguata a ricoprire l’incarico in un territorio complesso ma che merita rispetto e attenzione.»

«Sta trascorrendo la stagione estiva, periodo nel quale l’Iglesiente triplica le sue presenze grazie ai turisti. E la Asl ha coscientemente rischiato a più riprese la tragedia, lasciando un vasto territorio senza un presidio fondamentale come il Pronto Soccorso. Nel frattempo, ha mandato in tilt l’assistenza al Sirai di Carbonia, non attrezzata per farsi carico anche del lavoro del nosocomio di Iglesias. Insomma afferma ancora Carla Cuccuun fallimento su tutta la linea. Non ci dimentichiamo, inoltre, che l’impegno per la riapertura del Cto, prevista prima per il 13 e poi per il 22 agosto, è stato assunto davanti e con la Commissione Salute del Consiglio regionale e un nuovo rinvio costituirebbe un vulnus anche rispetto al ruolo ispettivo del legislatore regionale, da parte dei vertici dell’azienda sanitaria ma anche dell’assessore della Sanità, in qualche modo garante della correttezza dell’azione dei direttori generali.»

«Sono convintamente dalla parte di Iglesias e dell’Iglesiente: sono pronta ad andare in Procura, abbiamo avuto fin troppa pazienza», conclude Carla Cuccu.

Domenica 28 agosto 2022 a Palmas (frazione di San Giovanni Suergiu), presso il Piazzale della Chiesa Parrocchiale Vergine delle Grazie, dalle ore 21.30, si terrà il concerto vocale-strumentale “TIMELESS MELODIES – Viaggio in musica fra le melodie senza tempo”, tenuto dal Gruppo “Cantico dal Mare” (Manuela Ragusa: voce e strumenti tradizionali – Mario Pierno: chitarra). Il concerto prevede un percorso fra musica e parole proponendo suoni provenienti dalle nostre radici che uniscono terre diverse mediante l’esecuzione di un repertorio composto da brani appartenenti al repertorio tradizionale e popolare in lingua sarda, napoletana, calabrese e siciliana.

Il concerto è promosso e attuato dall’Associazione Culturale Musicale “Ennio Porrino” di Elmas, con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato della P.I., Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport), con la compartecipazione finanziaria della Scuola Civica di Musica “Don Tore Armeni” di Sant’Antioco/San Giovanni Suergiu e la collaborazione del comune di San Giovanni Suergiu, nell’ambito del progetto “Suoni e Voci per l’Isola” e della produzione, distribuzione e circuitazione concertistica che l’Associazione sta realizzando in Sardegna nell’anno 2022 (la cui direzione artistica è a cura del maestro Ignazio Perra).

L’ingresso al concerto, che si terrà nel rispetto delle norme e disposizioni anticovid, sarà gratuito.

Sant’Antioco rappresenterà la Sardegna nella popolare trasmissione “Il Borgo dei Borghi”, all’interno della trasmissione Kilimangiaro, in onda su RAI3 che, giunta alla sua decima edizione, incorona il borgo più bello d’Italia.
Nei giorni scorsi la troupe della RAI ha realizzato le interviste, le riprese video con telecamera e droni che hanno immortalato le bellezze paesaggistiche e balneari, i beni archeologici, gli scorci più belli del paese, i vigneti, i piatti, le attività e le tradizioni locali.

«L’essere stati scelti per una trasmissione televisiva trasmessa a livello nazionale e con un’alta audience – spiega il sindaco Ignazio Loccici rende particolarmente orgogliosi: è l’ulteriore conferma che l’immagine di Sant’Antioco continua a crescere a livello nazionale e non solo.»
«Le nostre peculiarità paesaggistiche, archeologiche, della tradizione locale, culinarie permetteranno alla nostra Sant’Antioco di giocarsela alla pari con gli altri borghi d’Italia», ha aggiunto l’assessore della Pubblica Istruzione, Cultura, Beni culturali e archivistici, Parco archeologico e Rapporti con le associazioni, Luca Mereu, che ha curato l’organizzazione e la logistica delle riprese in loco.

Il sindaco e l’assessore pensano già alle votazioni per la scelta del borgo più bello d’Italia: «Invitiamo tutti gli antiochensi e tutti i sardi a tifare per il nostro borgo e a votarlo».

La trasmissione dovrebbe andare in onda nel prossimo mese di ottobre.