15 April, 2026
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L’Ufficio di presidenza della Conferenza territoriale sanitaria e Socio sanitaria della ASL Sulcis Iglesiente, convocato da Mauro Usai presidente della provincia del Sulcis Iglesiente, composto da Pietro Morittu sindaco di Carbonia, Paolo Luigi Dessì rappresentante del distretto del Basso Sulcis, Stefano Rombi rappresentante del distretto delle Isole minori, Paolo Sanna rappresentante del distretto dell’Iglesiente, ha eletto all’unanimità Paolo Luigi Dessì, presidente dei rappresentanti dei distretti sanitari.

I partecipanti alla riunione hanno condiviso l’importanza di una guida autorevole e rappresentativa, sottolineando la necessità di rafforzare il ruolo della Conferenza quale sede di confronto e coordinamento tra i territori, in un’ottica di miglioramento continuo dei servizi sanitari e socio-sanitari a favore delle comunità locali.

Nel suo intervento, il neo presidente Paolo Luigi Dessì ha dichiarato: «Accolgo con grande senso di responsabilità e profonda gratitudine l’incarico che mi è stato conferito. Mi sento onorato di ricoprire questa carica e ringrazio tutti i colleghi per la fiducia accordatami. Assicuro il massimo impegno nello svolgimento del ruolo, con l’obiettivo di rappresentare al meglio le istanze dei territori e contribuire al miglioramento dei servizi sanitari e socio-sanitari del nostro distretto. Desidero esprimere il mio più sincero ringraziamento per la fiducia che avete voluto accordarmi indicandomi come presidente della Conferenza territoriale sanitaria e Socio sanitaria della ASL Sulcis Iglesiente. Accolgo questo incarico con grande onore e senso di responsabilità. Con la consapevolezza che la Conferenza rappresenti uno strumento fondamentale per affrontare e migliorare tutti gli aspetti legati alla tutela della salute pubblica e all’efficienza del servizio sanitario, ritengo che solo attraverso azioni realmente condivise e un pieno coinvolgimento delle amministrazioni locali sarà possibile tradurre questi obiettivi in risposte concrete, efficaci e pienamente comprensibili per i cittadini. Confido nella collaborazione di tutti voi e vi assicuro il mio massimo impegno».

La seduta si è conclusa con l’auspicio condiviso di un lavoro sinergico tra tutti i livelli istituzionali, volto a garantire risposte sempre più efficaci ai bisogni di salute del territorio.

Parlare di salute mentale tra i banchi di scuola per informare, prevenire e ridurre lo stigma. È questo l’obiettivo del ciclo di incontri che prenderà il via il prossimo 23 marzo e che coinvolge alunni degli istituti superiori del territorio, progetto proposto dal Lions Club di Carbonia e dal Lions Club Iglesias ai Servizi per la salute mentale della Asl Sulcis Iglesiente – Centro di Salute Mentale (CSM) e Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) e al Distretto Socio Sanitario di Iglesias.
L’iniziativa verrà realizzata dai servizi della ASL con l’obiettivo di sensibilizzare i giovani, i loro genitori e i loro insegnanti sul tema dei disturbi mentali in adolescenza, favorendo una maggiore consapevolezza e contrastando stigma e disinformazione. Particolare attenzione è stata dedicata oltre che alla presentazione dei servizi della Salute Mentale dell’ASL Sulcis Iglesiente, anche al tema dello sviluppo mentale dell’adolescente dal punto di vista organico e psicologico, con particolare attenzione all’espressione emotiva e relazionale, inoltre verrà approfondito il tema dell’ansia, affrontata sia nelle sue manifestazioni fisiologiche, comuni e spesso legate alle fasi di crescita, sia nelle forme patologiche che possono incidere in modo significativo sul benessere e sulla qualità della vita dei ragazzi.
Durante gli incontri, gli operatori offriranno strumenti utili per riconoscere i segnali di disagio, comprendere quando è opportuno chiedere aiuto e conoscere i servizi presenti sul territorio. Ampio spazio è stato inoltre riservato al confronto diretto con gli studenti, insegnanti e genitori che potranno esprimere dubbi, esperienze e riflessioni.
Questa collaborazione tra servizi sanitari, scuola e associazioni del territorio rappresenta un passo importante nella promozione della salute mentale tra i giovani, contribuendo a costruire una cultura dell’ascolto, della prevenzione e della cura.

Il Corpo forestale e di vigilanza ambientale ha eseguito una capillare azione di contrasto al fenomeno dell’uccellagione in vaste aree del Sulcis.
In particolare, nei territori di Giba, Masainas e Portoscuso, in contesti rurali collinari, sono state rinvenute numerose postazioni per la caccia di frodo dove erano state attivate diverse decine di reti per intercettare il passaggio dell’avifauna e micidiali trappole a scatto. Strumenti di cattura illegali e non selettivi attraverso i quali erano stati catturati volatili di specie diverse, anche protette, tra cui un gheppio e un barbagianni. I due rapaci sono stati liberati sul posto assieme a tutti gli esemplari trovati ancora in vita.
Gli agenti della Stazione Forestale di Sant’Antioco hanno provveduto a disarmare, rimuovere e sequestrare tutti i sistemi di cattura illegale individuati, unitamente all’avifauna rinvenuta morta.
Nelle campagnedi Giba, un soggetto è stato sorpreso in flagranza e segnalato all’Autorità Giudiziaria per il reato di uccellagione, previsto dalle norme venatorie nazionali.
L’attività anti bracconaggio del Corpo forestale viene proseguita in tutta l’area del Sulcis Iglesiente, interessando, in particolare, il periodo primaverile ed estivo, nel quale si assiste ad una recrudescenza del fenomeno con particolare riferimento alle attività illecite a danno degli ungulati.

Dopo Sassari a febbraio, oggi Carbonia. Secondo dei sette progetti dell’ITI, l’Investimento territoriale integrato, finanziati dalla Regione tramite la Priorità 6 del FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale) 2021-2027, dedicata allo sviluppo sostenibile e integrato urbano e territoriale.
Per Carbonia un investimento da 12 milioni e 290 mila euro per ridisegnare il centro urbano e rafforzare la vitalità economica e sociale della città. Con l’approvazione della strategia territoriale del comune di Carbonia, la Regione Sardegna compie un passo importante per avviare un progetto di rigenerazione urbana integrata che si concentra sulla qualità dello spazio pubblico e dei servizi, che supporta le imprese e che prevede la partecipazione dal basso.
Due giorni fa la Giunta regionale, su proposta del vicepresidente e assessore della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del territorio Giuseppe Meloni, ha infatti approvato le operazioni da attuare.
La strategia, denominata “Rivitalizzazione Urbana di Carbonia: Strategia per uno sviluppo sostenibile e inclusivo”, è stata definita dal comune di Carbonia in un percorso di co-progettazione con l’Autorità di Gestione del PR Sardegna FESR 2021-2027 ed è stata adottata dalla Giunta comunale il 4 marzo 2026.

Rigenerazione urbana e qualità degli spazi pubblici

Uno degli interventi principali riguarda la riqualificazione del sistema delle piazze del centro città, che comprende piazza Ciusa, piazza Matteotti e piazza San Ponziano. L’intervento interesserà complessivamente circa 13.500 metri quadrati di spazio urbano, con l’obiettivo di migliorare la qualità e la fruibilità degli spazi pubblici e rafforzare la funzione sociale, culturale ed economica del centro cittadino. Il progetto prevede la creazione di ampie aree pedonali, l’incremento del verde urbano, l’introduzione di nuovi arredi e servizi innovativi e il potenziamento delle infrastrutture digitali, favorendo una fruizione più sostenibile e inclusiva degli spazi urbani. La riqualificazione delle piazze si inserisce in un più ampio processo di valorizzazione del centro cittadino ed è strettamente connessa alla rifunzionalizzazione del Mercato civico, destinato a diventare uno dei principali poli di riferimento per la vita economica e sociale della città.

Sostegno alle imprese e sviluppo economico

Accanto agli interventi di trasformazione urbana, la strategia prevede misure dedicate al sostegno alle micro, piccole e medie imprese, con incentivi destinati alla nascita di nuove attività e al rafforzamento di quelle esistenti. L’obiettivo è favorire la rivitalizzazione economica del centro cittadino e incentivare l’insediamento di attività nei settori della ristorazione, della cultura, dell’artigianato, del turismo e dei servizi alla comunità, contribuendo allo sviluppo di un ecosistema imprenditoriale dinamico e innovativo. Le misure previste puntano inoltre a sostenere l’occupazione e l’autoimprenditorialità, con particolare attenzione ai giovani e ai percorsi di sviluppo locale.

Partecipazione e co-progettazione territoriale

La strategia ITI prevede anche azioni dedicate al rafforzamento della capacità amministrativa e alla partecipazione territoriale, attraverso processi di coinvolgimento degli attori locali e degli stakeholder del territorio. Sono previsti momenti di ascolto e laboratori di co-progettazione con cittadini, operatori economici e associazioni, con l’obiettivo di costruire un modello di sviluppo urbano condiviso e sostenibile e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità. Il quadro regionale.

“Rivitalizzazione Urbana di Carbonia: Strategia per uno sviluppo sostenibile e inclusivo” è stato presentato questa mattina nella sala polivalente del comune di Carbonia.
«Con questa delibera destiniamo oltre 12 milioni di euro al comune di Carbonia e sosteniamo una strategia che unisce rigenerazione urbana e sviluppo economico-sociale – ha detto il vicepresidente e assessore regionale della Programmazione e del Bilancio, Giuseppe Meloni -. È un risultato importante, costruito insieme al Comune, che ci consente di investire in luoghi simbolici, ma anche di supportare la crescita delle attività economiche e di promuovere un modello di sviluppo più inclusivo e sostenibile. Attraverso le risorse europee riusciamo a creare nuove opportunità per i territori e a migliorare la qualità della vita delle persone.»

«A questo investimento affianchiamo una visione chiara sul futuro della cittàha detto il sindaco di Carbonia, Pietro Morittu -. Negli anni il centro ha perso parte della sua forza attrattiva, sia dal punto di vista economico che sociale, e oggi scegliamo di intervenire in modo strutturato per invertire questa tendenza. È un progetto di riqualificazione urbana basato su un approccio integrato, che mette insieme spazi pubblici, attività economiche e comunità, con l’obiettivo di riportare il centro a essere un luogo vivo e vissuto, capace di creare nuove opportunità per la città.»

«Interveniamo sugli spazi pubblici per migliorarne l’uso concretoha aggiunto l’assessore dei Lavori pubblici del comune di Carbonia, Manolo Mureddu -. Piazze più accessibili, più possibilità per le persone e per le attività, una migliore organizzazione complessiva. Lavoriamo perché il centro sia più semplice da vivere ogni giorno, sia per chi ci abita sia per chi lo frequenta. L’obiettivo è rendere questi luoghi più funzionali, più utilizzabili e più adatti ad accogliere attività, servizi e momenti di vita urbana.»

Il Teatro sotto le stelle del Forte Village a Santa Margherita di Pula ospiterà sul proprio palco uno degli appuntamenti più attesi della danza internazionale: il Gala Roberto Bolle and Friends, prodotto da ARTEDANZAsrl, in programma domenica 26 luglio alle ore 21.00.

Protagonista della serata sarà Roberto Bolle, étoile tra le più celebri al mondo e ambasciatore della danza italiana sui palcoscenici internazionali. Capace di conquistare pubblici di ogni età e provenienza, l’artista porterà alla Forte Arena il suo celebre Gala Roberto Bolle and Friends, di cui è non solo interprete ma anche direttore artistico.

Accanto a lui alcune delle più importanti stelle internazionali della danza provenienti dalle principali compagnie del mondo, per dare vita a un programma ricco e sorprendente che spazia tra classico e contemporaneo.

Si tratta del secondo incontro tra l’artista e il pubblico sardo alla Forte Arena: già nel 2017 il Gala Roberto Bolle and Friends aveva estasiato gli spettatori, registrando una partecipazione straordinaria.

Un evento imperdibile per tutti gli amanti della danza e per chi desidera vivere la magia di uno spettacolo di altissimo livello artistico, immersi in una suggestiva atmosfera che celebra la bellezza, l’eleganza e la forza espressiva, sotto il cielo incantato della Sardegna.

I biglietti per lo spettacolo saranno disponibili a partire da venerdì 20 marzo, alle ore 10.00, sui circuiti Box Office Sardegna e TicketOne.

L’Archeologia come non l’avete mai vista. Ricostruzioni 3D di contesti archeologici, modellazione e rilievo fotogrammetrico, realtà virtuale e aumentata, intelligenza artificiale, installazioni interattive, strumenti digitali per la didattica e l’accessibilità: il Museo Archeologico Ferruccio Barreca di Sant’Antioco si trasforma in un luogo di dialogo tra ricerca scientifica e divulgazione, dove le pratiche archeologiche possano essere osservate, comprese e sperimentate direttamente dal pubblico, grazie alla partecipazione di realtà sarde ed eccellenze italiane attive nel campo dell’archeologia sperimentale e delle tecnologie applicate ai beni culturali, con l’intento di favorire confronto e condivisione di buone pratiche.

Il MAB e il Parco Storico Archeologico di Sant’Antioco si preparano ad accogliere “Radici nella Storia”, evento di rilievo inserito nell’ambito della prima edizione del Festival di Archeologia Sulcitana finanziato dall’Assessorato alla Cultura della Regione Autonoma della Sardegna, in programma il 28 e il 29 marzo prossimi: due giornate interamente dedicate all’incontro tra ricerca, sperimentazione e innovazione tecnologica.

Radici nella Storia sarà uno spazio vivo di dimostrazione, confronto e partecipazione aperto al grande pubblico e dedicato alle pratiche di archeologia sperimentale, alle ricostruzioni storiche e alle applicazioni digitali per i beni culturali.

Un’esperienza che coinvolge anche i sensi – i profumi delle materie prime, le texture dei materiali, i colori delle superfici e le ricostruzioni in scala reale – per avvicinarsi in modo concreto alle pratiche artigianali del mondo antico. La manifestazione si svolgerà sabato 28 e domenica 29 marzo dalle 10.00 alle 19.00 presso il Museo archeologico Barreca di Sant’Antioco. La mattina di sabato sarà dedicata alle presentazioni di progetti e applicazioni digitali, mentre a partire dalle ore 15.00 di sabato e per tutta la giornata di domenica gli spazi museali ospiteranno postazioni interattive, dimostrative e laboratoriali, liberamente accessibili al pubblico.

Protagonisti dell’esposizione saranno in primo luogo le principali realtà archeologiche del Sulcis-Iglesiente con siti e musei del territorio che esporranno al pubblico le loro attività sperimentali e digitali: Parco storico archeologico di Sant’Antioco; Sistema Museale Carbonia; Sistema Museale Santadi; Necropoli Montessu di Villaperuccio; Nuraghe Seruci.

Ma le realtà del territorio sono solo l’inizio di un viaggio nella storia, in cui sarà possibile immergersi in nuovi modi di scoprire e interpretare il passato.

 

Si nutre di testimonianze autentiche, di scelte di vita controcorrente e di percorsi tutt’altro che ordinari la serata conclusiva della XIX edizione di “Donne sarde di ieri e di oggi”, organizzata dalle Acli di San Giovanni Suergiu, con il patrocinio del Comune e il contributo della Fondazione di Sardegna.
L’appuntamento è per domenica 22 marzo 2026 alle ore 17.30 nella sala consiliare di via Roma a San Giovanni Suergiu, dove andrà in scena “Donne comuni fuori dal comune”: un racconto corale di esperienze femminili, capaci di rompere gli schemi e valorizzare talenti che non stanno sotto i riflettori.
Protagoniste dell’incontro saranno le sorelle Pes, Assuntina e Giuseppina, che a Sant’Antioco hanno trasformato l’arte della tessitura in una scelta di vita; la pastora Emanuela Fois, che nelle campagne di Gonnesa ha abbracciato un mestiere antico e impegnativo, tradizionalmente maschile, e le Janas di Maist’e, figure della tradizione popolare sarda, pronte a condividere con il pubblico ‘contus antigus’ e preziosi segreti.
La serata, presentata da Federica Selis, sarà arricchita dai momenti musicali di Stefano Castello con le sue launeddas e vedrà la partecipazione attiva degli studenti dell’Istituto comprensivo “G. Marconi” di San Giovanni Suergiu.
«Il tema che intendiamo mettere in risaltodichiara la presidente delle Acli di San Giovanni, Cristina Dessì – è quello della coscienza di sé e della valorizzazione delle proprie capacità. Essere donne oggi significa vivere pienamente il proprio ruolo nel contesto sociale e familiare, tra responsabilità, sogni e il coraggio di essere ciò che si desidera.»
«È fondamentaleaggiunge Cristina Dessì diffondere il messaggio che ci si può sentire realizzate e importanti anche nella normalità.»
Nel progetto della serata, le Acli hanno voluto coinvolgere anche i giovani. Studenti e studentesse del laboratorio di cinema e teatro della scuola superiore locale, coordinati dalle professoresse Boi, Cao e Portas, hanno selezionato alcune figure femminili di età diverse che porteranno la propria testimonianza, raccontando percorsi di vita e professionali che hanno creato autonomia, felicità e consapevolezza, pur lontani dalla notorietà.
“Il bilancio di questa edizione ricca di iniziative è senza dubbio molto positivo – conclude la presidente Cristina Dessìe siamo già al lavoro per il prossimo ciclo che prenderà il via a ottobre 2026.»
L’ingresso alla serata è gratuito e aperto a tutta la cittadinanza.


«In Sardegna migliaia di persone con diabete rischiano ogni giorno la salute perché la Regione non garantisce un accesso adeguato ai sensori glicemici, nonostante le chiare evidenze scientifiche e le indicazioni nazionali più aggiornate. È una situazione indegna di un sistema sanitario che si definisce universale e che, invece, finisce per discriminare i pazienti in base alla loro terapia e, spesso, al reddito.»

Lo denuncia il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Gianluigi Rubiu, che ha presentato un’interrogazione urgente alla presidente della Regione e all’assessore della Sanità per chiedere conto delle gravi carenze nell’assistenza alle persone con diabete e per sapere quali misure immediate si intendano adottare.

«Mentre le linee guida nazionali raccomandano l’utilizzo dei sensori per tutti i pazienti in terapia insulinica, in Sardegna – prosegue Gianluigi Rubiu – si continua ad applicare criteri vecchi e restrittivi che escludono migliaia di malati, in particolare quelli trattati con sola insulina basale. A pagarne il prezzo sono soprattutto i più fragili, che non possono permettersi di acquistare i dispositivi di tasca propria. Di fatto, la Regione sta creando pazienti di serie A e pazienti di serie B».

Il consigliere sottolinea come la dotazione finanziaria prevista dalla Giunta per i sistemi integrati per il diabete risulti del tutto insufficiente persino a garantire l’attuale livello di erogazione dei dispositivi, figuriamoci a estenderne l’uso secondo le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità. «Si stanziano risorse che non coprono neppure l’esistente e poi ci si stupisce se le famiglie denunciano disservizi, ritardi, forniture inadeguate. Qui non siamo davanti a un dettaglio contabile, ma a una scelta politica precisa: risparmiare sulla pelle dei malati cronici», attacca Gianluigi Rubiu.

Nell’interrogazione si chiede alla Giunta se intenda aggiornare con urgenza le deliberazioni regionali sui criteri di prescrizione dei sensori glicemici, adeguandole alle linee guida nazionali e alle migliori pratiche già adottate in molte altre Regioni, e se non ritenga doveroso incrementare gli stanziamenti per garantire a tutti i pazienti in terapia insulinica un monitoraggio moderno ed efficace.

«Il diabete non aspetta i tempi della burocrazia – conclude Gianluigi Rubiu. Ogni giorno senza un controllo adeguato significa più rischi di ipoglicemie, complicanze, accessi in pronto soccorso. La Giunta Todde ha il dovere morale e politico di smettere di voltarsi dall’altra parte e di dare risposte immediate alle migliaia di sardi che convivono con questa malattia. Non accetteremo che, ancora una volta, siano i più deboli a pagare il prezzo dell’inerzia regionale».

La Provincia del Sulcis Iglesiente, a partire dalle prossime settimane, avvierà il programma di interventi di lotta anti-larvale per l’anno 2026, finalizzato al contenimento e alla prevenzione della proliferazione degli insetti vettori, in particolare delle zanzare.
Le operazioni interesseranno l’intero territorio provinciale, con interventi mirati nei centri abitati, nelle aree umide, nei canali di scolo, nelle caditoie stradali e in tutti quei siti a rischio ristagno d’acqua. Le attività saranno svolte da personale specializzato mediante l’utilizzo di prodotti biologici e a basso impatto ambientale, nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia di tutela della salute pubblica e dell’ambiente.
L’importanza strategica della prevenzione. L’azione preventiva rappresenta uno strumento fondamentale per limitare il ricorso a trattamenti adulticidi, più impattanti, e per garantire un’efficace gestione del fenomeno nel lungo periodo. Secondo i protocolli operativi, l’obiettivo primario è impedire che le larve dei culicidi superino il 3° stadio di sviluppo. Per assicurare una copertura costante, il piano prevede un trattamento ogni 25 giorni da novembre a marzo e ogni 15 giorni nel periodo di maggiore criticità, da aprile a ottobre.

«La lotta anti-larvale è un intervento strategico per la tutela della salute dei cittadini e per la salvaguardia del nostro territoriodichiara il vicepresidente e consigliere delegato all’Ambiente, Gianluigi Loru -. Anche per il 2026 abbiamo programmato un’azione capillare e continuativa, puntando su metodi sostenibili e su una forte collaborazione con i Comuni e la popolazione. È fondamentale che anche i cittadini facciano la propria parte, evitando ristagni d’acqua nelle aree private, per contribuire all’efficacia complessiva dell’intervento.»
Calendario del 1° Passaggio 2026 Il primo ciclo di interventi (1° passaggio) è già stato pianificato e avviato secondo il seguente calendario:
– Marzo: Carloforte e Siliqua (16); Carbonia (17); Domus de Maria e Gonnesa (18); Iglesias (23); Teulada (26).
– Aprile: Sant’Antioco (7); Calasetta (10); San Giovanni Suergiu (14); Nuxis (17); Villamassargia (20); Domusnovas (22); Portoscuso (24); Musei (27); Buggerru e Piscinas (28); Fluminimaggiore e Tratalias (29); Giba e Villaperuccio (30).
– Maggio: Masainas (4); Santadi (5); Perdaxius (6); Sant’Anna Arresi (7); Vallermosa (8); Narcao (11).
La Provincia invita pertanto tutti i cittadini a collaborare adottando semplici ma importanti comportamenti, come la corretta gestione dei sottovasi, la pulizia di grondaie e cortili e l’eliminazione di qualsiasi contenitore che possa favorire la formazione di acqua stagnante.
Ulteriori aggiornamenti sul calendario degli interventi e sulle aree interessate saranno pubblicati attraverso i canali istituzionali della Provincia.

Maria Carta e Tazenda: un grande legame umano e artistico. La Fondazione Maria Carta porta il suo omaggio alla città di Carloforte e alla storia culturale della tabarkina Isola di San Pietro, oltre al ricordo della grandissima Maria Carta, portando sul palco sabato 28 marzo 2026 alle ore 20.00 presso il Cineteatro Giuseppe Cavallera (via Armando Diaz 4) i Tazenda con la loro S’Istoria Infinida, lo spettacolo costruito sul e con il racconto omonimo di Felice Liperi di recente uscito anche in libro per Il Castello. Sul palco i fondatori Gigi Camedda e Gino Marielli, la voce di Serena Carta Mantilla e la chitarra di Massimo Cossu.
«Tra Maria Carta e i Tazenda – spiega Leonardo Marras, presidente della Fondazione – è sempre esistito un forte legame umano e artistico, fatto di stima reciproca, amicizia e collaborazione musicale. La Fondazione, dedicata alla grande artista sarda, ha scelto proprio questo concerto a Carloforte per ricordare e rafforzare quel rapporto speciale che negli anni ha unito Maria Carta al gruppo e, in modo particolare, al compianto Andrea Parodi. La scomparsa prematura di Andrea Parodi, così come quella di Maria Carta, ha lasciato un segno profondo nella cultura musicale della Sardegna. Attraverso questo evento, la Fondazione intende rendere omaggio alla loro eredità artistica e celebrare un legame che continua a vivere nella memoria e nella musica.»
Il libro, firmato Felice Liperi, è il cuore pulsante di questo nuovo percorso, ma soprattutto non è una semplice biografia musicale. S’Istoria Infinida, infatti, ricostruisce trent’anni di storia dell’etnorock italiano attraverso gli occhi – e le voci – di chi quella storia l’ha scritta davvero: Gigi Camedda e Gino Marielli, fondatori della band insieme al compianto Andrea Parodi, figura centrale e ancora oggi amatissima dal pubblico. Felice Liperi raccoglie episodi, visioni, radici, trasformazioni, raccontando come i Tazenda siano riusciti a portare la lingua e l’immaginario sardo in una dimensione popolare e nazionale, diventando un punto di riferimento per la musica italiana.