30 July, 2026
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Due giornate dedicate al mercato dei produttori, ai laboratori, alla musica e agli incontri sul lungomare Cristoforo Colombo (fronte MuMa). L’ingresso è libero e gratuito.

Terra Furriada nasce con l’obiettivo di riannodare i legami tra le comunità del Sud Sardegna e la propria terra, valorizzando il patrimonio di saperi, pratiche agricole e persone che lo abitano. La fiera si configura come uno spazio di incontro tra lavoro agricolo e dimensione sociale, tra produzione e relazione.

L’iniziativa non si pone in alternativa alle manifestazioni enogastronomiche già presenti nel territorio, ma si colloca in un ambito complementare: non la promozione del prodotto d’eccellenza rivolta al turismo, ma il racconto diretto della terra e di chi la coltiva, rivolto in primo luogo alla comunità locale.

Al centro dell’evento vi sono giovani donne e uomini che hanno scelto di restare o tornare alla terra in un contesto segnato dallo spopolamento, portando avanti attività agricole su scala ridotta e legata al territorio. La fiera offre loro uno spazio di relazione diretto con cittadini, tecnici del settore, famiglie e visitatori.

Il programma prevede un mercato di produttori a filiera corta, laboratori didattici ed esperienziali, attività per tutte le età, momenti di confronto pubblico e iniziative musicali e performative.

Le attività si articolano attorno a tre dimensioni principali.

Il mercato, dedicato all’incontro diretto tra produttori e consumatori, con produzioni agricole e trasformate come olio, vino, birra artigianale, miele, erbe, funghi, biocosmesi e tinture vegetali. Partecipano produttori locali insieme a realtà provenienti da altre zone della Sardegna e della penisola.

La comunità, intesa come spazio di relazione tra produttori e cittadini, con l’obiettivo di favorire incontri, conoscenza reciproca e la costruzione di una rete territoriale.

La conoscenza, attraverso laboratori pratici ed esperienziali rivolti a tutte le età, con l’obiettivo di diffondere pratiche agricole e saperi legati al territorio.

Programma

Sabato 30 maggio  / ore 17.00 – 23.00

17.00  Apertura della fiera
17.00 – 23.00  Esposizione produttori

18.00 – 19.00  Po cumprendi is abis – Per capire le api
Laboratorio didattico sull’organizzazione sociale delle api e sull’apicoltura in Sardegna.
A cura di Azienda Agricola Su Cannajoni
18.00 – 21.00  Tocca a te!
Area ricreativa con giochi di abilità per tutte le età.

A cura di MuseoDiffuso.exe

22.00 – 23.00  Arrogalla
Live set elettronico tra musica popolare sarda, dub e paesaggi sonori.

Domenica 31 maggio  /  ore 9.00 – 19.00
9.00 – 19.00  Esposizione produttori

9.00 – 13.00  Tocca a te!
Area ricreativa con giochi di abilità per tutte le età.

A cura di MuseoDiffuso.exe

10.00 – 13.00  Laboratorio di Cianotipia
Tecnica di stampa a contatto con elementi naturali e luce solare.
A cura di MuseoDiffuso.exe
10.00 – 12.00  Tecniche di innesto di olivo e agrumi
Dimostrazioni pratiche con possibilità di sperimentazione diretta.
A cura di Azienda Agricola Sa Buca’e Meli

12.00 – 13.00  Cantoris Sa Tempesta
Esibizione itinerante di cantu a cuncordu tra gli stand della fiera.

16.30 – 18.00  Verso un’agricoltura naturale e contadina
Dibattito pubblico tra esperienze di nuove e vecchie pratiche contadine.
Con Maurizio Fadda (agronomo), Martina Tuscano (sociologa ambientale) e un vignaiolo della Cantina Orgosa

Tutti i laboratori sono a partecipazione libera e gratuita. Il dibattito è aperto al pubblico.

 

Nell’ambito della manifestazione Monumenti aperti, nelle giornate di sabato 23 e domenica 24 maggio, nei locali della direzione dell’ARST di Iglesias è stato omaggiato il centenario della fondazione delle Ferrovie Meridionali Sarde, storica società di trasporti che ha determinato la fine dell’isolamento del Sulcis Iglesiente dal resto dell’isola. Diverse centinaia di visitatori hanno potuto apprezzare gli albori del trasporto ferroviario prima e quello su gomma poi del Sulcis Iglesiente, tra cimeli e foto antiche, accompagnati dai ragazzi della Imago Mundi. Tra loro tanti ex dipendenti e loro familiari. Sarebbe auspicabile e opportuna la realizzazione di una mostra museo permanente perché, si sa, la memoria per essere mantenuta viva ha bisogno di stimoli continui.
Nei primi anni del 1900, in questo territorio, spostarsi da un luogo ad un altro era un’impresa non da poco. Per raggiungere Cagliari, ad esempio, occorrevano anche due giorni di viaggio. Anche il trasporto di merci e materiali minerari era estremamente lento e dispendioso. Da qui la necessità di creare un sistema di trasporti più moderno e funzionale alle esigenze del territorio.
Per volere del Governo, ma anche dietro la spinta delle società minerarie, l’11 dicembre 1914, a Milano, presso gli uffici della Società Italiana di Credito Provinciale venne sottoscritto l’atto costitutivo della Società Anonima Ferrovie Meridionali Sarde. Due le società che presentarono un progetto: la ditta Cugnasca e la ditta Vanini. Il progetto Cugnasca prevedeva la diramazione della rete delle Ferrovie Reali (Decimomannu-Iglesias) da Siliqua fino a Santadi attraverso il valico di Campanasissa per proseguire, poi, fino a Sant’Antioco e Calasetta. Il progetto Vanini proponeva, invece, un diverso itinerario con partenza da Cagliari, passando da Capoterra, risalire la valle di Gutturu Mannu, attraversare la valle di Pantaleo, a Santadi, per proseguire, poi, fino a raggiungere Calasetta. Anche se il progetto Vanini prevedeva un collegamento diretto con il capoluogo e una minore percorrenza, la scelta ricadde sul progetto Cugnasca. Ma il primo conflitto mondiale era, ormai, imminente ed il progetto fu sospeso.
I lavori iniziarono nove anni dopo, nel 1923 e, in soli tre anni, fu realizzata una infrastruttura di 114 km. L’impresa incaricata, la romana Durando e Tommasini, impiegando centinaia di operai, realizzò in questo lasso di tempo, ponti in pietra viva, gallerie e stazioni ancora visibili e, seppur in stato di abbandono, ancora in parte utilizzabili. Le stazioni, poi, furono costruite secondo standard architettonici elevati, secondo lo stile eclettico dell’architetto Umberto Sforza, con linee eleganti decorate con mattoni a vista. Non solo. Ci fu, anche, l’intervento estetico con l’artista sardo Stanis Dessy che con i suoi decori, fregi artistici e indicazioni tipografiche, introdusse l’arte nel mondo industriale. Il 23 maggio 1926 l’intera linea venne aperta, compreso il tratto Iglesias-Monteponi, ceduto dalle Ferrovie dello Stato e trasformato, anch’esso, a scartamento ridotto. È il coronamento di un sogno che sancisce la fine dell’isolamento di un intero territorio: una moderna linea ferroviaria per passeggeri e merci servita, inizialmente, da 8 locomotive Breda, 15 carrozze e 80 carri merci.
Negli anni ’30, con la nascita di Carbonia, e l’esplosione dell’attività estrattiva legata al carbone, le FMS vivono il loro periodo migliore. In quegli anni fanno la comparsa anche le iconiche “littorine” (automotrici diesel Fiat) e viene realizzato il raddoppio della linea Carbonia-Sant’Antioco. «La littorina era il nostro orologio, disse un minatore di Serbariu. Quando sentivamo il fischio in lontananza sapevamo che il turno era terminato e un altro stava per iniziare. Non era un treno, era parte della famiglia.»

Il termine littorina fu coniato nel 1932 dal fascio littorio posto sul radiatore della motrice. Fu un’altra rivoluzione portando, nei mezzi di trasporto, con la loro entrata in servizio, una linea estetica moderna, enfatizzata dal colore argento vivo, e da una velocità fino ad allora impensabile per le linee a scartamento ridotto dell’isola.
L’entrata in servizio delle littorine, però, mutò gli interessi e le esigenze commerciali e finanziarie, anche a causa, nel secondo dopoguerra, dell’avvento della motorizzazione privata, della riduzione dell’attività estrattiva e il passaggio dalla trazione a vapore a quella termica. Neppure il tentativo del passaggio alla Gestione Governativa, nel 1955, riuscì a mutare quelle che sembravano ormai certezze inconfutabili. Ben presto, così, si realizzò che il mantenimento della linea ferroviaria era diventato economicamente insostenibile. Il territorio del Sulcis Iglesiente dovette, ancora una volta, affrontare la dura realtà. Con la legge n. 309 del 16 luglio 1972 venne stabilita la chiusura definitiva della rete ferroviaria indicando la strada per la riconversione totale dei servizi di trasporto su gomma. Scrisse Giovanni Antonio Sanna: «Il 1974 non è stato solo l’anno dell’ultima corsa, è stato l’anno in cui il Sulcis ha capito che un’epoca era finita per sempre. Vedere i binari smantellati era come vedere cancellata la nostra identità di minatori».
Il 1° settembre 1974 il fischio dell’ultimo treno segnò la fine di un’epoca cedendo il passo al trasporto su gomme. L’azienda mantenne l’esclusiva dei trasporti nel territorio del Sulcis Iglesiente continuando ad essere punto di riferimento per la mobilità di generazioni di studenti e lavoratori e dando lavoro a centinaia di autisti, bigliettai, operai ed impiegati. Nel 2008 le FMS vengono ufficialmente incorporate nell’ARST, chiudendo un capitolo, lungo quasi un secolo, ricco di storia, innovazioni e ricchezze materiali e immateriali nella speranza che vengano diversamente valorizzate, perché anche le generazioni future possano avvantaggiarsene. Le ciclovie e il Cammino Minerario di Santa Barbara rappresentano un buon inizio. Ma questa è un’altra storia.

Carlo Martinelli

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Mercoledì 27 maggio alle ore 12.00, presso il Distretto Sociosanitario San Ponziano di Carbonia, si terrà la conferenza stampa di presentazione delle attività della prima Casa di Comunità.

L’incontro sarà un’occasione per illustrare i servizi, i progetti e le iniziative rivolte al territorio nell’ambito del potenziamento dell’assistenza territoriale e della medicina di prossimità promosse dalla ASL Sulcis Iglesiente.

Si è conclusa oggi, nelle acque del Golfo degli Angeli, la Louis Vuitton 38ª America’s Cup Preliminary Regatta Sardinia, primo appuntamento ufficiale del percorso verso Napoli 2027. A conquistare la vittoria finale è stata Luna Rossa senior team, la squadra italiana che da oltre dieci anni ha scelto Cagliari come propria base operativa e strategica.

Per quattro giorni Cagliari e la Sardegna sono state il cuore della vela mondiale, ospitando i migliori team internazionali della più antica e prestigiosa competizione sportiva del mondo. Migliaia di persone hanno animato il Race Village, il lungomare del Lazzaretto di Sant’Elia e gli spazi dedicati agli eventi collaterali, mentre gli occhi degli appassionati e dei media internazionali erano puntati sull’Isola.

La presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, pur non potendo essere presente, ha mandato un messaggio che è stato letto dal palco dalla presentatrice in cui ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto: «Per quattro giorni la Sardegna è stata il cuore della vela mondiale. La Louis Vuitton 38ª America’s Cup Preliminary Regatta Sardinia lascia un’eredità importante. Non soltanto per l’impatto economico stimato, ma per l’immagine della nostra Isola, per l’energia che abbiamo respirato, per il modo in cui i sardi hanno sentito questo evento come qualcosa che li rappresentava davvero».

La presidente ha poi rivolto i complimenti a Luna Rossa e a tutti gli equipaggi protagonisti della manifestazione: «Complimenti al team Luna Rossa per la doppia vittoria e a tutti gli equipaggi protagonisti di queste giornate straordinarie«.

Alessandra  Todde ha quindi ringraziato tutte le istituzioni e le persone coinvolte nell’organizzazione: «Un ringraziamento sincero all’assessorato del Turismo, al Comune di Cagliari, a Sport e Salute, agli organizzatori, alle volontarie e ai volontari, alle lavoratrici e ai lavoratori e a tutte le persone che hanno reso possibile questo risultato con competenza e dedizione. La Sardegna continuerà a credere nello sport, nei grandi eventi, nell’innovazione e nella capacità di essere protagonista nel Mediterraneo e nel mondo».

Ed è proprio l’assessore del Turismo, Franco Cuccureddu, che ha rappresentato la Regione durante le premiazioni. «Luna Rossaha dichiarato prima di salire sul palcovince a Louis Vuitton 38ª America’s Cup Preliminary Regatta Sardinia, ma vince soprattutto la Sardegna.»

«Abbiamo dato una dimostrazione di capacità organizzativa, di accoglienza, di ospitalità e di condizioni ottimali sia per quanto riguarda i servizi a terra sia per quanto riguarda il campo di regata, il vento, il sole e il moto ondoso», ha aggiunto.

L’assessore ha inoltre sottolineato il grande successo di pubblico e il forte impatto internazionale dell’evento: «C’è stata una partecipazione davvero incredibile, oltre ogni previsione. Grande la presenza degli operatori del mondo della vela, degli sponsor e dei rappresentanti di grandi società internazionali. Per la prima volta vedere Cagliari con decine di maxi yacht e l’aeroporto di Elmas con tantissimi aerei privati ha dato la percezione di una città proiettata nei grandi circuiti internazionali. Questo testimonia che la Sardegna può ospitare grandi eventi e rivolgersi anche a un target di altissimo livello».

Franco Cuccureddu ha inoltre evidenziato il valore culturale della manifestazione: «Gli eventi collaterali hanno animato Cagliari e la Sardegna in questi giorni, mostrando al mondo uno spaccato delle nostre tradizioni e delle nostre eccellenze musicali e artistiche. Speriamo di poter riproporre in futuro la candidatura per eventi di questa rilevanza. Intanto ci godiamo questo doppio successo: quello di Luna Rossa e quello della Sardegna».

La regata preliminare di Cagliari ha rappresentato il primo passo della “Road to Naples 2027”, confermando la Sardegna come uno dei grandi riferimenti internazionali per gli sport del mare e per l’organizzazione di eventi sportivi di livello mondiale.

È stata una giornata che persino uno sceneggiatore di Hollywood avrebbe faticato a immaginare, ma per i beniamini di casa di Luna Rossa è stata un misto di grande euforia e cocente delusione davanti ai loro incredibili tifosi, che hanno reso questa prima regata preliminare della “Road to Naples” davvero indimenticabile.

La Sardegna e la città portuale di Cagliari hanno saputo accogliere in modo eccellente la Louis Vuitton 38ª America’s Cup, e l’ultima giornata di regate ha visto condizioni praticamente perfette nel Golfo degli Angeli, con un vento costante tra i 10 e i 14 nodi, un moto ondoso leggero e un cielo di un azzurro splendente.

È stata una giornata che persino uno sceneggiatore di Hollywood avrebbe faticato a immaginare, ma per i beniamini di casa di Luna Rossa è stata un misto di grande euforia e cocente delusione davanti ai loro incredibili tifosi, che hanno reso questa prima regata preliminare della “Road to Naples” davvero indimenticabile.

All’inizio della giornata, in banchina non si parlava d’altro che della straordinaria forma di Luna Rossa 1, il Women & Youth Team di Marco Gradoni e Margherita Porro. Sembrava quasi inevitabile che si assicurassero almeno un posto in finale dopo una performance strepitosa nelle prove precedenti – ma gli dei dello sport avevano idee ben diverse. Alle prese con problemi tecnici sui display time-on-distance di bordo, il team italiano è stato richiamato per aver tagliato la linea di partenza in anticipo nella prima regata e, non riuscendo a scontare la penalità in tempo, è stato infine squalificato. Era ancora in testa alla classifica generale all’inizio dell’ultima prova, ma un altro OCS ha messo fine alla sua corsa.

La lotta per il titolo assoluto è quindi passata alle squadre senior di Luna Rossa ed Emirates Team New Zealand, una prospettiva allettante che ha visto gli ex compagni di squadra Nathan Outteridge e Peter Burling affrontarsi in una battaglia spietata per il magnifico trofeo realizzato dallo scultore sardo Roberto Ziranu.

Un raro errore di Nathan Outteridge a 52 secondi dal segnale di partenza, mentre era in posizione di vantaggio puntando la linea di partenza, ha regalato una partenza pulita a Luna Rossa al centro della linea, mentre Emirates Team New Zealand lottava contro il tempo in una corsa a distanza verso l’estremità di sinistra (a sinistra) della linea. Mentre il tempo passava, i kiwi hanno sbagliato i calcoli di una frazione di secondo e hanno tagliato la linea in anticipo, costretti ad arretrare di 75 metri dietro Luna Rossa che andava al massimo, e ha avuto in pugno i sei lati successivi. Per quanto ci provassero, i kiwi non sono mai riusciti a rientrare pienamente in gara, mentre gli italiani li hanno marcati stretti lungo tutto il percorso, dimostrando una strepitosa abilità e grande acume tattico. Il distacco al traguardo è stato di 33 secondi e lo slancio in questo ciclo dell’America’s Cup è passato decisamente a favore di Luna Rossa.

Quando Luna Rossa ha tagliato il traguardo, in tutto il Golfo degli Angeli sono risuonate le sirene che la flotta degli spettatori in acqua ha suonato in segno di riconoscimento per gli eroi della città, e a bordo si è svolto un momento di celebrazione, tra spruzzi di champagne e il tradizionale striscione “winners” esposto in bella vista sul ponte dall’equipaggio.

Peter Burling, tre volte vincitore della Coppa, è poi sceso a terra euforico per la vittoria davanti al tifo festante della città che Luna Rossa ha scelto come casa, dicendo: «Penso che per tutta la settimana abbiamo sentito di navigare molto meglio di quanto le prestazioni e la classifica abbiano mostrato. In entrambi i giorni precedenti abbiamo commesso solo un paio di piccoli errori che però ci hanno impedito di avere una giornata al top, rendendola di fatto una giornata da secondo o terzo posto. Quindi, sono davvero orgoglioso di come con il gruppo abbiamo continuato a lottare per ottenere quella prestazione e a migliorare il nostro approccio, e oggi abbiamo messo a punto un piano davvero solido, siamo usciti in mare e l’abbiamo eseguito; e sono super orgoglioso di come l’abbiamo fatto sotto una pressione non indifferente. Eravamo davvero scoraggiati dal fatto di non poter affrontare il nostro Women and Youth team nel match race finale. Per tutta questa settimana hanno davvero fissato lo standard di ciò che si può fare con un AC40, ma ovviamente oggi hanno avuto una giornata difficile; sono entusiasta di aver portato una vittoria a Luna Rossa nella mia prima regata».

Max Sirena, AD di Luna Rossa, ha riflettuto su quella che è stata una giornata eccezionale per la squadra nel complesso, nonostante la delusione per il team Women and Youth, dicendo: «Quando hai la possibilità di avere due barche in finale, vuoi coglierla, no? Quindi è una vittoria un po’ agrodolce, perché avremmo potuto avere due barche in finale. Ma questo è lo sport, fa parte del gioco. Faremo un’analisi. Di sicuro abbiamo commesso alcuni errori, di sicuro abbiamo avuto qualche problema con il software tecnico e quello di regata, ma non è una scusa. Ma va bene. È bello. Ogni volta che si vince, bisogna godersi la vittoria, e tutto è una lezione per il futuro».

Circondato dalla folla, Max Sirena ha aggiunto: «Stavo dicendo ad alcune persone mentre eravamo al molo che non potrò mai ringraziare abbastanza Cagliari, la Sardegna e tutti i fan per essere venuti qui questo fine settimana. Non ho mai visto così tanta folla per un evento velico e quindi sono super grato alla gente di Cagliari, agli organizzatori, alle autorità, alla gente del posto, ai volontari – a tutti loro. È fantastico. Penso che sia un ottimo inizio. È un buon inizio per questo nuovo ciclo».

Il finalista sconfitto Nathan Outteridge era livido e rimpiangeva una giornata in cui non sono riusciti a coprire la mossa di Luna Rossa a 52 secondi dal segnale di partenza e poi sono partiti in anticipo all’estremità opposta della linea: «Siamo partiti con circa 0,8 secondi di anticipo rispetto al pin, purtroppo. Ma fino a quel momento, la fase pre-partenza era stata piuttosto interessante. C’erano molte manovre in corso, e dovevamo semplicemente seguirli (quando hanno virato) – ed è stato quello l’errore. È questa la differenza tra pensare alle regate di flotta per una o due settimane intere e poi trovarsi catapultati nel match race. Sono sicuro che se fossimo stati un po’ più preparati, concentrandoci solo sulle regate di match race, avremmo saputo cosa fare trovandoci in quella situazione. Perché se avessimo virato in quel momento, loro sarebbero stati in grande difficoltà, avrebbero avuto molto lavoro da fare. Ed è per questo che me la prendo con me stesso, perché ho fatto quella mossa con Pete (Burling) diverse volte e oggi l’abbiamo lasciato andare via. Ma avremo molte altre occasioni per affrontarci testa a testa».

Marzio Perrelli, amministratore delegato di America’s Cup Partnership, ha commentato quella che è stata una regata spettacolare in Sardegna, dicendo: «Regata fantastica, organizzazione fantastica. Questo è l’inizio di un nuovo viaggio che ci porterà da Cagliari fino a Napoli a settembre, e poi nel giugno del prossimo anno. Quindi, penso che sia un ottimo inizio e l’asticella è stata posta piuttosto in alto, e sono estremamente fiducioso che questa Louis Vuitton 38a America’s Cup sarà un grande successo».

Giù al Race Village, dopo una giornata ricca di eventi ed emozioni, il team Luna Rossa Women & Youth composto da Margherita Porro, Maria Giubilei, Marco Gradoni e Giovanni Santi ha ritirato il trofeo Women & Youth davanti a un pubblico entusiasta e riconoscente, prima che il team senior salisse sul palco. L’equipaggio composto da Peter Burling, Ruggero Tita, Umberto Molineris e Vittorio Bissaro, insieme alle riserve Gigi Ugolini e Federico Colaninno, ha accolto sul palco l’allenatore Josh Junior e l’AD del Team Max Sirena. Con un bel gesto, il team ha fatto sfilare anche i membri dello shore team e l’equipaggio Women & Youth dietro il banner “winners” dei vincitori e ha sollevato il magnifico trofeo a nome dell’intera famiglia Luna Rossa.

La Sardegna ha ospitato una delle regate più ad alto livello in termini di azione in acqua, mentre a terra la città ha vissuto intensamente l’America’s Cup con folle enormi che ogni giorno hanno animato sia il Race Village che la FanZone Lazzaretto. Indubbiamente la regata ha alzato l’asticella in vista della seconda Louis Vuitton 38ª America’s Cup Preliminary Regatta, in programma a Napoli dal 24 al 27 settembre 2026.

Una splendida giornata dalle caratteristiche tipicamente estive ha portato a Porto Pino migliaia di bagnanti che hanno riempito i parcheggi e l’arenile, e… una decina di migranti. Una volta arrivati a terra, sul molo principale, sono stati presi in carico per le operazioni previste dal protocollo, prima di essere trasferiti al centro di prima accoglienza di Monastir. Sul posto è stato necessario l’intervento del 118 per soccorrere uno dei migranti che accusava un malore.

Prima domenica di un’estate anticipata con spiagge piene e volontari impegnati a ripulire i siti dai rifiuti abbandonati da cittadini incivili.

Il comune di Sant’Anna Arresi, la Pro Loco di Sant’Anna Arresi e Marevivo hanno operato uno straordinario intervento, con un centinaio di partecipanti, per ripulire i siti da una vera e propria montagna di rifiuti.

«L’aspetto più bello di questa giornata è stata la collaborazioneha detto il sindaco di Sant’Anna Arresi, Paolo Luigi Dessì -. Da Su Portu de Su Trigu fino alla Seconda Spiaggia, passando per Candiani, tanti volontari si sono impegnati per ripulire luoghi di grande pregio naturalistico.»

«La cosa triste è che, nonostante le numerose manifestazioni e iniziative organizzate nell’ultimo anno una decina ha aggiunto Paolo Luigi Dessìe per questo non finiremo mai di ringraziare tutti i volontari – c’è ancora chi continua ad abbandonare rifiuti nei posti più impensabili e preziosi del nostro territorio.»

Alle 16.00 sono in programma Gioventù Sarroch-Antiochense e Lanteri Sassari-Fonni, semifinali di ritorno dei playoff del campionato di Prima Categoria.

A Sarroch l’Antiochense parte dall’1 a 0 maturato mercoledì scorso a Giba, con goal di Momo Cosa. Dirige Gabriele Dascola di Cagliari.

A Sassari Lanteri e Fonni partono dal pareggio senza goal maturato quattro giorni fa a Fonni. Dirige Gabriele Sari di Alghero.

Il regolamento prevede che qualora le squadre dovessero terminare in parità al termine della doppia sfida, l’accesso alla finale verrebbe deciso direttamente dai calci di rigore, senza tempi supplementari. La finale, viceversa, in caso di parità al termine dei 90′ regolamentari, prevede due tempi supplementari e, in caso di ulteriore parità, i caldi di rigore.

 

 

Bonorva e Villacidrese in campo alle 16.00 al Comunale “Chicchito Chessa” di Bonorva, per la finale di ritorno del playoff del campionato di Promozione regionale. Dirige Rosanna Barabino di Sassari, assistenti di linea Samuel Fronteddu di Nuoro e Nicola Deriu di Oristano.

La squadra di casa parte dal 2 a 0 maturato nella partita disputata a Villacidro, con i goal di Domenico Saba e Michele Chelo. La squadra campidanese, per conquistare il salto di categoria, è chiamata ad una grande rimonta.

 

Il 4 febbraio 2026, alle 4:47 GMT, il settanta per cento dell’umanità adulta si sveglia mancando di qualcosa: un occhio, una mano, un cervello, un cuore, dei nei, dei genitali. I pezzi non sono morti – continuano a funzionare e a trasmettere sensazioni a chilometri di distanza, ovunque siano finiti. Solo i bambini sono illesi. Da questo presupposto, Separazioni dispiega dieci racconti che attraversano Milano, Cagliari, Roma, Cuneo, l’Irlanda di Kilrush e una piattaforma petrolifera nel Canale di Sicilia, intrecciando vite sconosciute attorno a un evento che ridisegna anatomia, intimità, lavoro, giustizia e tecnologia. Ne emerge un romanzo per accumulo, in cui ogni storia tocca un nervo diverso dello stesso corpo collettivo.
Recensione
C’è un’app che si chiama Busco e attraversa tutto il libro come un filo conduttore: triangola la posizione degli organi perduti raccogliendo le sensazioni fantasma di chi li cerca. È una piccola invenzione perfetta, che da sola basterebbe a un romanzo: Simone Amorino, invece, la usa come ponte fra dieci storie che si parlano da lontano, come gli organi separati dei loro protagonisti.
Separazioni è un debutto coraggioso, perché tiene insieme registri normalmente incompatibili. C’è il realismo magico controllato di «Erba», dove un uomo cieco recupera i propri occhi grazie a una bambina che intanto leggeva loro Gianni Rodari. C’è la commedia esistenziale di «Sei secondi», in cui un grafico convive con un cervello finito in piscina e un lag di sei secondi fra il pensiero e il corpo – una trovata che diventa rapidamente una piccola, lucida meditazione cartesiana. C’è il noir mediterraneo di «Mani innocenti», in cui la commissaria sarda Carla Melis indaga su un chirurgo radiato che uccide servendosi di mani altrui: la cosa più interessante non sono i delitti, ma il trauma delle «vittime secondarie», costrette a sentire sotto i polpastrelli un collo che non hanno scelto di stringere.
Poi ci sono i tre racconti più duri, quelli che restano addosso. «Più o meno», scritto in forma di diario da un consulente di SardaCredit, racconta con una sobrietà spaventosa cosa significa avere il proprio pene esposto in una teca di una casa dello studente con sopra scritto PULITE PRIMA DELL’USO: è la cosa più precisa che la nuova letteratura italiana abbia scritto sul consenso e sull’estraneità del corpo. «Il collezionista» è una piccola, perfetta storia di solitudine maschile patologica, costruita con la stessa pazienza con cui il protagonista dispone le sue scatole di latta nel frigo. «Annabella» – il testo più lungo, in forma epistolare – è un piccolo capolavoro gotico: un padre vedovo scrive lettere a una figlia morta mentre la «ricostruisce» pezzo per pezzo nella propria cantina, fino al precipizio.
Amorino sa cambiare voce a ogni racconto senza mai perdere il tono. In «Cracker» diventa una giovane CEO milanese e firma un techno-thriller con cuore etico, sulla tentazione di vendere e sul gesto contrario; in «Vega A» diventa un ingegnere ligure su una piattaforma offshore e
costruisce un thriller industriale di gruppo che è anche un’ode sommessa al lavoro tecnico fatto bene. Il vertice letterario è però «Il sonno di Ella Duffy», racconto borgesiano ambientato nell’Irlanda di provincia, in cui un’impiegata postale cinquantasettenne scopre che il mondo intero potrebbe essere il sogno di un uomo in coma e lei una sua «rappresentante» in questo lato della realtà. Chiude il volume un «Dodecalogo per la persona separata» attribuito al Ministero della Salute: la più amara e divertente parodia di prosa amministrativa che si sia letta da molto tempo, e insieme la prova che Amorino sa stare dentro qualunque lingua decida di mimare.
L’idea-mondo della Separazione è una buona metafora – del distacco, dell’intimità non più garantita dal corpo, della responsabilità che ci tiene legati a ciò che non controlliamo – ma il libro funziona perché Amorino non la spiega mai. La lascia agire. I personaggi non ragionano sulla loro condizione: ci convivono, la lavorano, la ignorano, la usano. Da questo nasce la sensazione più rara: di leggere qualcosa che il 2026 italiano non aveva ancora scritto e che, una volta letto, sembra fosse lì da sempre.
Temi trattati
Il corpo e l’identità nell’epoca della loro frammentazione: cosa siamo quando i nostri pezzi sono altrove, eppure ci appartengono ancora. Il consenso, declinato in tutte le sue forme – dalla violazione sessuale a distanza («Più o meno») all’appropriazione mascherata da cura («Il collezionista», «Annabella»). La responsabilità diffusa: chi è colpevole quando il delitto passa per mani innocenti, e chi si fa carico dei traumi secondari prodotti dalla giustizia. L’etica della tecnologia, raccontata dal di dentro di una startup («Cracker»): la neutralità degli strumenti come illusione, l’open source come gesto morale, il capitalismo opportunistico delle acquisizioni. La solitudine maschile patologica e i suoi camuffamenti affettivi. La sopravvivenza come lavoro collettivo, in cui il deficit individuale diventa risorsa di gruppo («Vega A»). Il dono, la percezione e l’altrove («Ella Duffy»): l’ipotesi che certe persone non siano interamente di questo mondo.
L’innocenza dei bambini come unica zona franca del disastro. E, sullo sfondo, una riflessione su come la burocrazia, la cronaca e il linguaggio mediatico tentano di  ddomesticare l’inaudito – riducendolo a protocollo, a hashtag, a numero verde.

Disponibilità
Il libro è disponibile su Amazon in formato digitale e cartaceo al link https://www.amazon.it/Separazioni-Simone-Amorino/dp/B0H2D3ZS21/