La Corte Costituzionale conferma anche gli allegati della legge regionale 20 che individuano le aree idonee e non idonee
L’ordinanza n. 115 depositata oggi dalla Corte costituzionale non introduce alcuna nuova declaratoria di illegittimità nei confronti della legge regionale n. 20 del 2024 sulle aree idonee e non idonee per gli impianti da fonti rinnovabili. La Corte ha dichiarato inammissibili alcune questioni sollevate dai giudici amministrativi e ha disposto la restituzione degli atti ai TAR per una nuova valutazione alla luce della sentenza n. 184 del 2025 e delle successive modifiche introdotte dalla Regione.
«Si tratta di un pronunciamento importante che conferma la tenuta del percorso intrapreso dalla Sardegna per governare la transizione energetica nel rispetto del territorio», dichiarano l’assessore degli Enti Locali e Urbanistica, Francesco Spanedda e l’assessore dell’industria Emanuele Cani.
«La Corte conferma anche gli allegati della legge che individuano le aree idonee e non idonee. La pianificazione regionale resta quindi vigente e continua a rappresentare il quadro di riferimento per l’insediamento degli impianti energetici nell’Isola – proseguono -. L’ordinanza conferma inoltre che nelle aree non idonee non opera alcun divieto automatico, ma è necessaria un’istruttoria rafforzata per contemperare le esigenze della transizione energetica con la tutela dell’ambiente, del paesaggio e del territorio».
«È un passaggio che rafforza il ruolo della Regione nella programmazione territoriale e la scelta di coniugare sviluppo delle energie rinnovabili e tutela delle specificità della Sardegna. Continueremo a difendere il diritto dell’Isola a governare il proprio futuro energetico attraverso la pianificazione e nel rispetto delle proprie prerogative autonomistiche», concludono Francesco Spanedda ed Emanuele Cani.
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