25 May, 2026
Home2026 (Page 5)

Dopo anni trascorsi a dare volto, voce e corpo a personaggi entrati stabilmente nell’immaginario del pubblico sardo, Gabriele Cossu sceglie di compiere uno dei passaggi più importanti e significativi del suo percorso artistico. Si intitola “Giù la maschera” il nuovo spettacolo che debutterà il prossimo 5 giugno alle 20.30 al Teatro Comunale di Carbonia, inaugurando ufficialmente il tour teatrale 2026.

“Giù la maschera” si svilupperà attraverso una sequenza di monologhi che alterneranno comicità, riflessione e critica sociale. L’ironia diventerà così uno strumento per attraversare contraddizioni, fragilità e paradossi della società contemporanea, mettendo in luce ciò che spesso resta nascosto dietro slogan, numeri, narrazioni mediatiche e rappresentazioni superficiali della realtà.

«“Giù la maschera” nasce anzitutto da un’esigenza personale e artistica: quella di togliere la mia maschera. Per la prima volta porterò in scena uno spettacolo quasi completamente privo di personaggi – fatta eccezione per il finale, che sarà una sorta di bis – e mi affiderò soprattutto al monologo, alla parola diretta, senza filtri e senza protezioni sceniche. Ma il titolo ha anche un altro significato. “Giù la maschera” vuole essere un invito a guardare cosa si nasconde dietro molti aspetti della società contemporanea, dietro i meccanismi della comunicazione, gli slogan, i numeri, gli spot, le narrazioni che spesso consumiamo in superficie senza fermarci davvero a osservare cosa ci sia sotto. Attraverso la comicità e l’ironia proverò ad andare più in profondità, a raccontare quei dettagli, quelle contraddizioni e quelle verità che spesso restano invisibili a un primo sguardo. Mi interessa provare a togliere qualche velo, anche solo per un attimo, e guardare insieme al pubblico ciò che normalmente resta nascosto», spiega Gabriele Cossu.

Accanto a lui saliranno sul palco artisti provenienti da esperienze differenti, chiamati a costruire un percorso scenico articolato e trasversale. Saranno presenti Le Balentes, formazione vocale tra le più originali della scena musicale isolana, capace di fondere tradizione sarda, jazz, pop e world music; Aurelio Sechi, già protagonista nei laboratori e nelle trasmissioni di Zelig; Rebecca Mascia, figura di riferimento nel Sulcis per la danza orientale e la ricerca performativa; Alessandro Solinas, autore attivo tra stand-up, satira e teatro contemporaneo; e Patrizia Cogoni, interprete impegnata nel teatro immersivo e nella sperimentazione scenica.

Il debutto di Carbonia rappresenta non soltanto una nuova produzione teatrale, ma anche un momento di svolta nel percorso artistico di Gabriele Cossu: uno spettacolo in cui l’attore sceglie di esporsi direttamente, affidandosi soprattutto alla parola, alla presenza scenica e alla relazione viva con il pubblico.

I biglietti sono disponibili contattando il circuito Box Office Sardegna, scrivendo al numero 349 5894667 oppure presso Giornaland a Sant’Antioco.

Crisi industriale, aumento dei costi energetici, redditi deboli, crescita del lavoro discontinuo e aumento della vulnerabilità di famiglie e imprese: così la Sardegna arriva al confronto sul nuovo Piano Energetico Ambientale Regionale.
È quanto emerge dal nuovo Report del Centro Studi “Giannetto Lay” della CISL Sardegna dedicato al rapporto tra energia, industria, competitività e condizioni sociali nell’isola.
L’analisi evidenzia come il peso dell’industria nell’economia regionale continui a restare significativamente inferiore rispetto alla media nazionale: industria e costruzioni rappresentano ormai poco meno del 14% del valore aggiunto regionale, all’interno di una struttura produttiva composta quasi esclusivamente da micro e piccole imprese, fortemente esposte all’aumento dei costi energetici e logistici.
Per la CISL Sardegna il tema energetico non riguarda soltanto la transizione ecologica o la produzione di energia da fonti rinnovabili, ma investe direttamente il futuro produttivo dell’isola, la qualità del lavoro, la competitività delle imprese e la tenuta sociale del territorio.
«Energia, industria e lavoro ormai sono la stessa emergenza – dichiara il segretario generale della CISL Sardegna Pier Luigi Ledda -. La Sardegna rischia di pagare più di altri territori il costo della transizione perché parte da condizioni strutturali più fragili: insularità, costi logistici elevati, debolezza industriale, redditi più bassi e forte precarietà occupazionale.»
Il report mette inoltre in evidenza livelli di vulnerabilità energetica delle famiglie sarde superiori rispetto alla media italiana ed europea. Le famiglie dell’isola spendono mediamente oltre 1.300 euro l’anno per l’energia, con un peso dell’energia elettrica sui consumi domestici superiore al 51%, contro una media nazionale poco oltre il 40%. Parallelamente, la diffusione del metano resta estremamente limitata rispetto al resto del Paese, mentre cresce il ricorso a GPL, pellet, gasolio e altri combustibili alternativi, particolarmente onerosi nelle aree interne.
«La Sardegna continua a pagare un forte ritardo infrastrutturale sul piano energeticoprosegue Pier Luigi Ledda -. La limitata diffusione del metano e la forte dipendenza da energia elettrica, GPL e carburanti rendono famiglie e imprese molto più esposte ai rincari.»
Il report sottolinea inoltre come la fragilità energetica si intreccia sempre più con quella occupazionale e reddituale. «In Sardegna si lavora meno giornate medie rispetto alla media nazionale e il ricorso alla NASpI continua a essere particolarmente elevato in molti compartisottolinea il segretario generale della CISL Sardegna -. Quando aumenta il lavoro discontinuo, ogni aumento di bollette, carburanti e costi logistici produce effetti ancora più pesanti sui redditi delle famiglie e sulla competitività delle imprese.»
La CISL richiama inoltre l’attenzione sulla situazione dei principali poli industriali dell’isola, da Portovesme al Sulcis Iglesiente, fino a Porto Torres. «Non siamo davanti a singole crisi aziendaliafferma Pier Luigi Ledda – ma a una vera questione industriale regionale che intreccia energia, occupazione, infrastrutture e competitività.»
A preoccupare ulteriormente è anche l’evoluzione del sistema europeo ETS e la progressiva introduzione dell’ETS2, il nuovo meccanismo europeo che interesserà trasporti, edifici e riscaldamento civile.
«In una regione insulare come la Sardegna l’ETS2 rischia di avere effetti particolarmente pesanti su carburanti, trasporti, logistica e costi di riscaldamento evidenzia Pierluigi Ledda -. Senza misure di compensazione sociale e senza una strategia industriale forte, la transizione rischia di aumentare ulteriormente i divari territoriali e sociali.»
Per la CISL Sardegna il nuovo PEARS deve quindi diventare parte integrante di una strategia complessiva di sviluppo e non limitarsi alla sola programmazione energetica.
«La vera questione non è soltanto quanta energia verrà prodottaconclude il segretario generale della CISL Sardegnama a quale costo, con quale sistema infrastrutturale e per sostenere quale modello produttivo. Una Sardegna che produce energia ma continua a perdere industria, lavoro qualificato e capacità produttiva sarebbe una Sardegna più fragile. La transizione deve servire a creare sviluppo, occupazione stabile, competenze e nuova competitività per l’isola.»

Dal 24 al 26 luglio piazza Sella, a Iglesias, sarà teatro della 5ª edizione di DiscoItaliaLive, rassegna ideata e finanziata dall’Amministrazione comunale di Iglesias guidata dal sindaco Mauro Usai e organizzata da Capricorn Concerti di Massimo Deidda.

Sul palco di Piazza Sella il 24 luglio si esibiranno gli Zero Assoluto e Alexia, il 25 luglio Dargen D’Amico e Pupo, il 26 luglio Noemi.

La rassegna è stata presentata dal sindaco Mauro Usai e dall’assessora della Cultura, Spettacolo e Grandi Eventi Carlotta Scema, nella sala riunioni del Centro direzionale di via Isonzo.

Allegate le interviste realizzate con Mauro Usai e Carlotta Scema.

Carlotta Scema Mauro Usai

L’Associazione Villaggio Normann OdV, nel solco delle attività intraprese negli anni, prosegue la propria missione: recuperare luoghi ancora fisicamente esistenti attraverso i ricordi, le fotografie, i documenti originali e le voci di chi li ha vissuti e può ancora raccontarli. In questo contesto, come associazione, è stato attivato un partenariato con l’associazione Riverrun ETS grazie al quale si è potuto lavorare ad un progetto per la nascita di un archivio digitale di comunità dei villaggi minerari di Normann, San Giovanni Miniera, Bindua e Monte Agruxiau. Il progetto in questione si chiama MEMORABILIA.

Memorabilia è una piattaforma digitale partecipativa ideata da Riverrun ETS per creare archivi di comunità̀ nei luoghi marginali d’Italia, dalle periferie urbane alle aree rurali e post-industriali.
L’obiettivo del progetto è realizzare, insieme all’associazione Villaggio Normann OdV, un ampio archivio digitale diffuso dedicato ai territori legati ai villaggi minerari, promuovendo il coinvolgimento diretto degli abitanti, delle associazioni, delle scuole, degli ex minatori, delle famiglie e di tutte le realtà che custodiscono materiali e memorie connesse a questi luoghi.

Il progetto prevede la raccolta, digitalizzazione e organizzazione di materiali provenienti dagli archivi privati degli abitanti: fotografie di famiglia, immagini del lavoro minerario, lettere, audio, filmati, mappe, documenti, testimonianze orali e memorie quotidiane. Tutti i contenuti confluiranno in una piattaforma online libera e accessibile, implementabile nel tempo dagli stessi abitanti. Accanto alla dimensione digitale verranno attivati laboratori pubblici, incontri intergenerazionali, momenti di raccolta collettiva dei materiali e percorsi artistici e performativi site-specific capaci di restituire i contenuti emersi attraverso linguaggi contemporanei.

Per dare forma al progetto, mercoledì 20 maggio, alle ore 18.00, presso l’ex Asilo di Bindua, le associazioni promotrici incontreranno chiunque voglia ascoltare, condividere ricordi, portare un contributo per realizzare un importante archivio della memoria collettiva, per mantenere viva un’area che prima era luogo fisico mentre da oggi si trasformerà in spazio di tutti, perchè costruito dai ricordi e le emozioni di chi l’ha conosciuto o sentito raccontare.

Bonificare le aree compromesse, migliorare la viabilità interna ed esterna agli agglomerati industriali e rafforzare le infrastrutture a servizio delle attività produttive: sono questi alcuni degli obiettivi al centro del lavoro portato avanti dal Consorzio Industriale Provinciale Carbonia Iglesias, che prosegue nel percorso di riqualificazione e valorizzazione del patrimonio consortile. Il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Industriale Provinciale Carbonia Iglesias, presieduto dal dott. Pietro Morittu e composto dai consiglieri Ignazio Atzori, Pietro Cocco, Romeo Ghilleri e Andrea Padricelli, si è riunito alla presenza del Direttore Generale dott. Filippo Baghino e con il supporto tecnico del Dirigente Tecnico ing. Giuseppe Fois. Gli interventi approvati arrivano al termine di un percorso di approfondimento e conoscenza degli atti che ha coinvolto anche i componenti dell’Assemblea consortile, ai quali si aggiungono Emanuele Pes ed Elvira Usai, confermando una volontà ampia di condivisione istituzionale sulle scelte di programmazione dell’Ente. Tra gli interventi approvati rientrano i progetti esecutivi per la bonifica dell’area ex Wahoo, dell’ex cantiere esterno nell’agglomerato di Portovesme e dell’area ex potabilizzatore. Si tratta di azioni fondamentali per il recupero ambientale di spazi che necessitano di essere riordinati, messi in sicurezza e ricondotti dentro una prospettiva di maggiore funzionalità per il sistema produttivo del territorio. Per la sola area ex Wahoo è previsto un quadro economico complessivo pari a 767.780,06 euro.

Accanto alle bonifiche, il Consiglio di Amministrazione ha approvato anche il Documento di Indirizzo alla Progettazione per la manutenzione straordinaria del Centro Servizi, con particolare riferimento al miglioramento della viabilità interna. L’intervento si inserisce in una strategia più ampia che punta a rendere più accessibili, sicuri e funzionali gli spazi consortili, accompagnando con opere concrete il rilancio delle aree produttive. A questo quadro si aggiunge il finanziamento FSC, di cui alla Deliberazione della Giunta regionale n. 45/37 del 27 novembre 2024, pari a 9.129.000,00 euro, per il quale il Consorzio è attualmente impegnato nella redazione del relativo DIP – Documento di Indirizzo alla Progettazione. Si tratta di una linea di finanziamento di particolare rilievo, destinata a sostenere interventi strutturali di manutenzione e riqualificazione, il cui iter richiederà tempi tecnici significativi sia per l’affidamento della progettazione sia per la successiva realizzazione dei lavori, anche in ragione delle procedure di gara di livello europeo. Tenuto conto dei tempi necessari alla piena attuazione della programmazione finanziata, il Consorzio ha già realizzato un primo intervento immediato sulla viabilità, provvedendo all’asfaltatura di un tratto di strada tra l’agglomerato industriale e l’abitato di Paringianu. Una scelta finalizzata a rispondere a un’esigenza urgente di sicurezza, decoro e migliore fruibilità della viabilità esistente, in attesa degli interventi strutturali previsti dal finanziamento.

«Il Consorzio sta rafforzando la propria capacità di azione al servizio della crescita del Sulcis Iglesiente, con l’obiettivo di intervenire sulle fragilità esistenti e creare le condizioni per nuovi investimentidichiara il presidente Pietro Morittu -. Le decisioni assunte dal Consiglio di Amministrazione confermano la volontà di procedere con una programmazione strutturata, che tenga insieme bonifiche, manutenzione, infrastrutture e rilancio produttivo. Vogliamo restituire piena funzionalità alle aree industriali, offrire alle imprese spazi e servizi più efficienti e contribuire alla rigenerazione di un territorio che ha bisogno di prospettive solide.»

L’attività dell’Ente proseguirà nei prossimi mesi con l’obiettivo di dare continuità agli interventi approvati, rafforzare la capacità amministrativa del Consorzio e accompagnare un percorso di rigenerazione delle aree produttive del Sulcis Iglesiente, fondato su programmazione, manutenzione, bonifica e valorizzazione del patrimonio industriale.

Il Teatro Centrale di Carbonia ospita questa sera, alle ore 20.30, lo spettacolo “Uno Nessuno Centomila” basato sul celebre omonimo romanzo di Luigi Pirandello e interpretato da Enrico Lo Verso, con la regia di Alessandra Pizzi.

Dopo dieci anni di tournée, centinaia repliche nei più importanti festival e teatri nazionali ed internazionali e oltre 500mila spettatori, lo spettacolo continua a imporsi come uno dei successi più longevi e amati dal panorama teatrale contemporaneo: un successo raro, capace di attraversare l’Italia e confini nazionali con centinaia di sold out, coinvolgendo teatri, festival, scuole e migliaia di spettatori. Con questo lavoro, l’attore siciliano rende omaggio ad uno dei più grandi drammaturghi di tutti i tempi, portando in scena la sua opera chiave.

Nel 2026 ricorrono due anniversari significativi: i cent’anni della pubblicazione di “Uno Nessuno Centomila” di Luigi Pirandello e i dieci anni dello spettacolo che, con la regia di Alessandra Pizzi e l’interpretazione di Enrico Lo Verso, ha riportato sul palcoscenico la modernità, l’ironia e la profondità del romanzo.

Lo spettacolo ha debuttato dieci anni prima, inaugurando un percorso che lo avrebbe portato a ottenere importanti riconoscimenti, tra cui il premio Franco Enriquez (ed. 2017) e il Premio Delia Cajelli per il teatro (ed. 2018) ha continuato a conquistare l’attenzione del pubblico e della critica.
Merito di una riscrittura “minimal” ed essenziale (curata da Alessandra Pizzi, anche regista dello spettacolo) che è riuscita a “ridare vita” ai personaggi del romanzo in forma nuova ed attuale, tutti inseriti nel racconto delle vicende di un solo uomo, che è poi tutti. È riuscita così a convincere un Enrico Lo Verso, ormai assente dalle scene teatrali da oltre un decennio, a dare corpo e voce a tutta la vicenda.
Enrico Lo Verso torna così in teatro con uno spettacolo classico, ma estremamente attuale che parla di maschere e di crisi dell’io, ma lo fa con la leggerezza e il sarcasmo necessari a conquistare gli spettatori che tornano, e ritornano. Lo spettacolo, come è stato definito dalla critica, è una seduta di psicanalisi, in cui un conturbante, quanto istrionico Lo Verso, attraversa i meandri della conoscenza e restituisce al pubblico le risposte, quelle semplici che fanno parte della nostra quotidianità, ma a cui spesso, presi dalle sovrastrutture sociali, non sappiamo guardare. In 70 minuti la fisicità dell’attore irrompe sul palco, né manca l’omaggio a quella sicilianità a cui, Pirandello prima, Alessandra Pizzi poi, e Lo Verso dopo, guardano con affetto e con quel giusto umorismo, come lo stesso autore di Girgenti ci ha insegnato a fare. Uno spettacolo supportato da una intensa ed efficace campagna di comunicazione che lo ha reso “nazional popolare”, trasformando la partecipazione ad un evento teatrale, in un rito collettivo in cui è bello esserci, per scoprire, anche grazie al teatro, quello straordinario patrimonio culturale della nostra Italia.
Un omaggio a Luigi Pirandello attraverso l’adattamento teatrale, curato da Alessandra Pizzi, del più celebre dei suoi romanzi. La storia di un uomo che sceglie di mettere in discussione la propria vita, a partire da un dettaglio apparentemente insignificante. Un’osservazione banale che viene dall’esterno, si trasforma in un percorso che smantella le certezze e maschere quotidiane, aprendo la strada alla ricerca del sé autentico. L’ironia della scrittura rende la situazione paradossale, grottesca, accentua gli equivoci. La vita si apre come in un gioco di scatole cinesi, nel fondo è l’essenza: abbandonare i centomila per cercare l’uno, a volte, può significare fare i conti con il nessuno, ma forse è un prezzo che conviene pagare, pur di assaporare la vita.
Dopo dieci anni, Uno Nessuno Centomila, non è più soltanto uno spettacolo: è diventato un rito collettivo, un’esperienza emotiva e intellettuale che continua a interrogare il pubblico. Un atto d’amore verso Pirandello e verso gli spettatori, che da dieci anni continuano a esserci, a tornare, a emozionarsi.

Biglietti online: https://www.ciaotickets.com/it/biglietti/uno-nessuno-centomila-carbonia

Lunedì 18 maggio, alle ore 12.00, a Giba, verrà inaugurato il Servizio di Soccorso Infermieristico (INDIA) dell’Azienda Regionale per l’Emergenza Urgenza della Sardegna.

Nella sede dell’Associazione Volontari Soccorso Giba, in via Principe di Piemonte n. 128, saranno presenti il direttore generale di Areus Angelo Maria Serusi, il sindaco del comune di Giba Andrea Pisanu, il direttore denerale della ASL Sulcis Paolo Cannas, il presidente dell’Associazione Volontari Soccorso Giba Roberto Orrù e il dirigente del Servizio Professioni sanitarie e tecniche di Areus Giulio Oppes.

 

Un ponte culturale tra Sardegna e Norvegia nel segno della letteratura, della memoria mineraria e del paesaggio. Prenderà avvio mercoledì 20 maggio un importante programma di scambi culturali dedicato all’opera e ai luoghi di ispirazione di Giuseppe Dessì e Johan Falkberget attraverso i rispettivi Parchi Letterari. Il progetto, promosso dalla Fondazione Giuseppe Dessì di Villacidro, è realizzato con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna e in collaborazione con partner istituzionali norvegesi.

L’iniziativa nasce da un percorso di relazioni internazionali avviato negli ultimi anni in collaborazione con la rete de I Parchi Letterari, a partire dalla visita dell’ambasciatore di Norvegia in Italia Johan Vibe a Villacidro nel 2024 e proseguito nel 2025 a Oslo, presso l’Istituto Italiano di Cultura.

Il progetto mette in dialogo due importanti figure della letteratura europea del Novecento: Giuseppe Dessì e Johan Falkberget, scrittori profondamente legati ai rispettivi territori e accomunati da una particolare attenzione narrativa verso le comunità minerarie dei loro luoghi d’origine, il rapporto tra uomo e natura, la memoria collettiva e le trasformazioni sociali delle comunità raccontate nelle loro opere.

Lo scambio prenderà il via in Sardegna, dal 20 al 24 maggio, con una delegazione norvegese composta da quattro studenti universitari provenienti da Oslo e uno Bergen, rappresentanti del mondo accademico, artisti e operatori culturali che visiteranno il territorio del Medio Campidano attraverso un articolato percorso culturale e naturalistico predisposto dalla Fondazione Giuseppe Dessì. Tra gli ospiti norvegesi figurano l’illustratore Jostein Eidskrem e Marco Gargiulo, docente di Letteratura italiana presso l’Università di Bergen.

Il programma della visita condurrà i partecipanti alla scoperta dei luoghi simbolo dell’opera di Giuseppe Dessì e del romanzo Paese d’Ombre, attraverso itinerari che toccheranno il centro storico di Villacidro, Casa Dessì, la cascata Sa Spendula e i paesaggi naturali del territorio. Il percorso si estenderà inoltre ad alcuni dei più significativi siti del patrimonio minerario sardo, come Porto Flavia, Buggerru, la Galleria Henry e Montevecchio.

Al termine della visita in Italia, il 24 maggio, sarà la volta della partenza verso la città norvegese di Røros, luogo profondamente legato all’opera di Johan Falkberget e tra i più importanti centri storici minerari della Scandinavia: una tappa che rappresenterà un ulteriore momento di consolidamento del dialogo culturale tra le due comunità.

Si è conclusa a Iglesias, nello storico sito minerario di Pozzo Sella a Monteponi, la seconda edizione degli Stati Generali del Cammino Minerario di Santa Barbara: due giornate di confronto, visione e progettazione condivisa che hanno riunito istituzioni, esperti, operatori del turismo, amministratori, associazioni e comunità locali attorno ai grandi temi dello sviluppo sostenibile dei territori.

L’evento si è aperto con il videomessaggio di Raffaele Fitto, Commissario europeo per la Politica regionale, che ha indicato il Cammino Minerario di Santa Barbara come un esempio concreto di politica di coesione capace di trasformare un patrimonio storico, culturale e ambientale in una leva di sviluppo territoriale, inclusione e valorizzazione delle comunità.

Per due giorni si è parlato di turismo lento e sostenibile, accessibilità, destagionalizzazione, innovazione digitale, vino ed enogastronomia, ma soprattutto di accoglienza e identità territoriale, con un focus costante sul ruolo centrale delle comunità locali nella costruzione di esperienze autentiche e durature.

Tra gli ospiti più attesi, Federico Quaranta, conduttore e autore Rai esperto di territorio e ambiente, volto storico di programmi dedicati ai paesaggi italiani e alla cultura del buon vivere, che ha offerto una riflessione intensa sul significato dell’accoglienza: «Accogliere non è ospitare, è riconoscere».

Grande attenzione anche per l’intervento di Andrea Amadei, sommelier e speaker radiofonico di Decanter su Rai Radio2, che ha raccontato il vino come espressione culturale e identitaria del territorio attraverso “I Sentieri del Carignano del Sulcis: voce e identità di una terra da godere passo dopo passo”.

La chiusura degli Stati Generali è stata affidata a Roberto Giacobbo, giornalista, divulgatore e conduttore televisivo, con l’intervento “Il tempo sotto i nostri piedi: 8.000 anni di storia tra terra, uomini e paesaggio”, un viaggio nella memoria profonda del territorio minerario e nella stratificazione culturale che rende unico il Cammino Minerario di Santa Barbara.

Durante i lavori – con la fondamentale collaborazione degli studenti dell’Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato “Galileo Ferraris” di Iglesias – è emersa con forza la volontà di consolidare il Cammino Minerario di Santa Barbara come modello europeo di rigenerazione territoriale, capace di connettere patrimonio minerario, paesaggio, cultura, spiritualità, ospitalità diffusa e produzioni identitarie.

«Questi Stati Generali hanno confermato che il Cammino Minerario di Santa Barbara non è soltanto un itinerario, ma una comunità in cammino che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici – ha dichiarato Mauro Usai, presidente della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara -. Abbiamo costruito una rete di relazioni, competenze e visioni che mette al centro le persone, i territori e la qualità dell’esperienza. La sfida ora è continuare a crescere mantenendo autenticità, sostenibilità e capacità di accoglienza, perché il vero valore del Cammino risiede nelle comunità che lo rendono vivo ogni giorno.»

Gli Stati Generali, inoltre, hanno rappresentato un’occasione per fare il punto sui progetti realizzati attraverso l’Investimento Territoriale Integrato (ITI), sulle prospettive future del Cammino e sulle nuove opportunità di sviluppo legate alla federazione europea degli itinerari minerari di Santa Barbara.

Con la partecipazione di numerosi sindaci, enti territoriali, operatori culturali e professionisti del settore, l’edizione 2026 si chiude con la consapevolezza che il turismo lento può essere uno strumento concreto di rigenerazione economica, sociale e culturale, capace di generare valore duraturo per i territori e per chi li abita.

La vertenza Eurallumina rischia seriamente di arrivare a un punto di non ritorno. Dopo l’incontro del 13 maggio 2026 presso la sede aziendale di Portovesme – convocato da Confindustria Sardegna Meridionale per un aggiornamento sulla situazione della società – il quadro emerso è di una gravità che non consente più silenzi istituzionali né ulteriori rinvii.

LA SITUAZIONE: CASSA QUASI AZZERATA, GIUGNO A RISCHIO COLLASSO

La società Eurallumina S.p.A., gestita dall’Agenzia del Demanio a seguito del congelamento degli asset del socio russo Rusal disposto dall’Unione Europea nel maggio 2023, ha dichiarato di disporre di liquidità sufficiente esclusivamente per il pagamento degli stipendi di maggio, previsto per il 27 del mese corrente. Non risultano invece disponibili risorse per far fronte agli ulteriori impegni di pagamento, con conseguente rischio a cascata su contributi previdenziali, fornitori, appalti e utenze, nonché sulla prosecuzione delle attività ambientali e di sicurezza degli impianti – prima tra tutte l’emungimento delle acque di falda mediante barriera idraulica e il relativo trattamento delle stesse – attività del tutto inderogabili che non possono subire alcuna interruzione senza generare danni irreversibili per il sito e per il territorio circostante.

Il periodo gennaio-febbraio 2026 è stato sostenuto con le risorse proprie della società, quello successivo, marzo-aprile, è stato finanziato attingendo ai residui dei fondi ministeriali relativi all’annualità 2025, ora completamente esauriti.  Ad oggi non risulta stanziata alcuna posta di bilancio specifica nella Legge Finanziaria 2026 a copertura dei costi di gestione derivanti dal congelamento, nonostante le rassicurazioni ricevute nei mesi scorsi e gli impegni manifestati dallo stesso Ministro presso il MIMIT che annunciava lo stanziamento di 9,6 milioni di euro destinati alla gestione operativa dello stabilimento. Questa procedura rappresenta la soluzione ponte in attesa degli sviluppi delle interlocuzioni in seno al Comitato di Sicurezza Finanziaria (CSF), finalizzata alla risoluzione definitiva per revocare il regime sanzionatorio tuttora vigente nei confronti di Eurallumina.

Il mese di giugno si annuncia assolutamente insostenibile. All’ordinaria gestione si sommano i ratei delle quattordicesime mensilità e i rimborsi 730 che la società dovrà anticipare ai lavoratori. È inoltre prevista l’approvazione del bilancio 2025 da parte del Consiglio di amministrazione. Qualora non vengano reperite quanto prima le adeguate risorse, eventuali azioni legali o decreti ingiuntivi da parte dei creditori – anche per importi limitati – potrebbero far scattare una crisi formale irreversibile, vanificando ogni prospettiva di rilancio produttivo. Il blocco dei pagamenti e la mancanza di nuove commesse hanno del resto già colpito duramente le aziende dell’indotto industriale: si tratta di famiglie del Sulcis Iglesiente, un territorio già tra i più provati dalla deindustrializzazione in Italia, che rischiano di pagare il prezzo di un’inerzia tutta politica e istituzionale.

UN PARADOSSO INACCETTABILE: INFRASTRUTTURE STRATEGICHE E UN IMPIANTO LASCIATO MORIRE

Il processo di realizzazione della bretella della dorsale del gasdotto SNAM verso la zona industriale del Sulcis è già avviato. Costruire infrastrutture energetiche strategiche per il territorio e contemporaneamente lasciare che l’unico impianto che ne giustificherebbe appieno l’utilizzo collassi per assenza di fondi è un paradosso che non siamo disposti ad accettare. Le OO.SS. ribadiscono con forza che scongelamento degli asset e infrastruttura gas devono procedere in parallelo, con una road map coordinata e trasparente, e non in sequenza.

Va richiamato inoltre un ulteriore paradosso di prospettiva a medio termine: i grandi gruppi multinazionali del settore alluminio stanno diversificando i propri investimenti in altre parti del mondo, attratti da costi di gestione, di personale ed energetici significativamente inferiori e da minori vincoli autorizzativi rispetto all’Europa e all’Italia. Si corre seriamente il rischio che l’ulteriore perdita di tempo determini per Eurallumina la scomparsa definitiva di ogni chance di rilancio, con le future forniture di materie prime – in primo luogo la bauxite – destinate nel frattempo ad altri impianti altrove.

Le responsabilità di questo stallo sono oggi totalmente in capo al Governo, al MIMIT in primis, che non riesce – a differenza di quanto accaduto in altri Paesi europei come Irlanda, Germania e Svezia – a salvaguardare e rilanciare un asset industriale che le stesse istituzioni continuano a definire strategico per il sistema Paese.

NON SI POSSONO IGNORARE 186 FAMIGLIE E L’INTERO INDOTTO TERRITORIALE

Con lettera unitaria del 14 maggio 2026, le scriventi OO.SS. hanno formalmente reiterato al Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e alla Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Elvira Calderone la richiesta di un incontro urgente, chiedendo di anticipare – o quanto meno di rendere specifica per la vertenza Eurallumina – la convocazione fino ad oggi solo annunciata e non ancora confermata per l’undici giugno, considerata l’imminente scadenza del 27 maggio per il pagamento degli stipendi e la totale incertezza sulle coperture del mese successivo.

L’annunciata convocazione per il prossimo undici giugno al fine di affrontare in una unica seduta tre vertenze, diverse area contrattuale e caratteristiche, non pare un buon viatico per la risoluzione.

Chiediamo risposte concrete e immediate: la reale attivazione e consistenza dei fondi 2026 per la gestione del congelamento, la conferma delle risorse indispensabili alla continuità operativa dello stabilimento con un orizzonte che arrivi almeno a tutto il secondo semestre 2026 – condizione necessaria per l’approvazione del bilancio 2025 entro il 30 giugno – e un aggiornamento trasparente sullo stato del dossier CSF-Rusal e sui tempi del processo di scongelamento patrimoniale, quale unica soluzione strutturale che consenta di volgere finalmente lo sguardo alla risoluzione di una vertenza che dura da troppo tempo.

MOBILITAZIONE SE NON ARRIVANO RISPOSTE

Abbiamo atteso per mesi. Abbiamo incontrato il management, l’Agenzia del Demanio, il Commissario straordinario. Abbiamo prodotto dossier, inviato lettere, partecipato a tavoli. Abbiamo documentato con precisione ogni aspetto di questa crisi. Di fronte all’inerzia del Governo nazionale, che non ha stanziato in tempo utile le risorse necessarie e non ha ad oggi fornito alcuna certezza sul loro reperimento, le OO.SS. si riservano di attivare ogni forma di mobilitazione adeguata – incluse tutte le forme di presidio e protesta ritenute più efficaci – che saremo nostro malgrado obbligati a predisporre nel brevissimo termine in difesa dei 186 lavoratori diretti di Eurallumina, delle famiglie dell’indotto e dell’intera comunità del Sulcis-Iglesiente.

Non permetteremo che un impianto strategico per la filiera nazionale dell’alluminio, custodito dallo Stato a spese pubbliche, venga lasciato collassare per incapacità o disinteresse politico.

Segreterie Territoriali  Filctem CGIL – Femca CISL – Uiltec UIL

Emanuele Madeddu –  Nino D’Orso – Pierluigi Loi

R.S.A. EURALLUMINA Filctem CGIL – Femca CISL – Uiltec UIL

Enrico Pulisci – Simone Zucca – Davide Boi