25 May, 2026
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La vertenza Eurallumina rischia seriamente di arrivare a un punto di non ritorno. Dopo l’incontro del 13 maggio 2026 presso la sede aziendale di Portovesme – convocato da Confindustria Sardegna Meridionale per un aggiornamento sulla situazione della società – il quadro emerso è di una gravità che non consente più silenzi istituzionali né ulteriori rinvii.

LA SITUAZIONE: CASSA QUASI AZZERATA, GIUGNO A RISCHIO COLLASSO

La società Eurallumina S.p.A., gestita dall’Agenzia del Demanio a seguito del congelamento degli asset del socio russo Rusal disposto dall’Unione Europea nel maggio 2023, ha dichiarato di disporre di liquidità sufficiente esclusivamente per il pagamento degli stipendi di maggio, previsto per il 27 del mese corrente. Non risultano invece disponibili risorse per far fronte agli ulteriori impegni di pagamento, con conseguente rischio a cascata su contributi previdenziali, fornitori, appalti e utenze, nonché sulla prosecuzione delle attività ambientali e di sicurezza degli impianti – prima tra tutte l’emungimento delle acque di falda mediante barriera idraulica e il relativo trattamento delle stesse – attività del tutto inderogabili che non possono subire alcuna interruzione senza generare danni irreversibili per il sito e per il territorio circostante.

Il periodo gennaio-febbraio 2026 è stato sostenuto con le risorse proprie della società, quello successivo, marzo-aprile, è stato finanziato attingendo ai residui dei fondi ministeriali relativi all’annualità 2025, ora completamente esauriti.  Ad oggi non risulta stanziata alcuna posta di bilancio specifica nella Legge Finanziaria 2026 a copertura dei costi di gestione derivanti dal congelamento, nonostante le rassicurazioni ricevute nei mesi scorsi e gli impegni manifestati dallo stesso Ministro presso il MIMIT che annunciava lo stanziamento di 9,6 milioni di euro destinati alla gestione operativa dello stabilimento. Questa procedura rappresenta la soluzione ponte in attesa degli sviluppi delle interlocuzioni in seno al Comitato di Sicurezza Finanziaria (CSF), finalizzata alla risoluzione definitiva per revocare il regime sanzionatorio tuttora vigente nei confronti di Eurallumina.

Il mese di giugno si annuncia assolutamente insostenibile. All’ordinaria gestione si sommano i ratei delle quattordicesime mensilità e i rimborsi 730 che la società dovrà anticipare ai lavoratori. È inoltre prevista l’approvazione del bilancio 2025 da parte del Consiglio di amministrazione. Qualora non vengano reperite quanto prima le adeguate risorse, eventuali azioni legali o decreti ingiuntivi da parte dei creditori – anche per importi limitati – potrebbero far scattare una crisi formale irreversibile, vanificando ogni prospettiva di rilancio produttivo. Il blocco dei pagamenti e la mancanza di nuove commesse hanno del resto già colpito duramente le aziende dell’indotto industriale: si tratta di famiglie del Sulcis Iglesiente, un territorio già tra i più provati dalla deindustrializzazione in Italia, che rischiano di pagare il prezzo di un’inerzia tutta politica e istituzionale.

UN PARADOSSO INACCETTABILE: INFRASTRUTTURE STRATEGICHE E UN IMPIANTO LASCIATO MORIRE

Il processo di realizzazione della bretella della dorsale del gasdotto SNAM verso la zona industriale del Sulcis è già avviato. Costruire infrastrutture energetiche strategiche per il territorio e contemporaneamente lasciare che l’unico impianto che ne giustificherebbe appieno l’utilizzo collassi per assenza di fondi è un paradosso che non siamo disposti ad accettare. Le OO.SS. ribadiscono con forza che scongelamento degli asset e infrastruttura gas devono procedere in parallelo, con una road map coordinata e trasparente, e non in sequenza.

Va richiamato inoltre un ulteriore paradosso di prospettiva a medio termine: i grandi gruppi multinazionali del settore alluminio stanno diversificando i propri investimenti in altre parti del mondo, attratti da costi di gestione, di personale ed energetici significativamente inferiori e da minori vincoli autorizzativi rispetto all’Europa e all’Italia. Si corre seriamente il rischio che l’ulteriore perdita di tempo determini per Eurallumina la scomparsa definitiva di ogni chance di rilancio, con le future forniture di materie prime – in primo luogo la bauxite – destinate nel frattempo ad altri impianti altrove.

Le responsabilità di questo stallo sono oggi totalmente in capo al Governo, al MIMIT in primis, che non riesce – a differenza di quanto accaduto in altri Paesi europei come Irlanda, Germania e Svezia – a salvaguardare e rilanciare un asset industriale che le stesse istituzioni continuano a definire strategico per il sistema Paese.

NON SI POSSONO IGNORARE 186 FAMIGLIE E L’INTERO INDOTTO TERRITORIALE

Con lettera unitaria del 14 maggio 2026, le scriventi OO.SS. hanno formalmente reiterato al Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e alla Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Elvira Calderone la richiesta di un incontro urgente, chiedendo di anticipare – o quanto meno di rendere specifica per la vertenza Eurallumina – la convocazione fino ad oggi solo annunciata e non ancora confermata per l’undici giugno, considerata l’imminente scadenza del 27 maggio per il pagamento degli stipendi e la totale incertezza sulle coperture del mese successivo.

L’annunciata convocazione per il prossimo undici giugno al fine di affrontare in una unica seduta tre vertenze, diverse area contrattuale e caratteristiche, non pare un buon viatico per la risoluzione.

Chiediamo risposte concrete e immediate: la reale attivazione e consistenza dei fondi 2026 per la gestione del congelamento, la conferma delle risorse indispensabili alla continuità operativa dello stabilimento con un orizzonte che arrivi almeno a tutto il secondo semestre 2026 – condizione necessaria per l’approvazione del bilancio 2025 entro il 30 giugno – e un aggiornamento trasparente sullo stato del dossier CSF-Rusal e sui tempi del processo di scongelamento patrimoniale, quale unica soluzione strutturale che consenta di volgere finalmente lo sguardo alla risoluzione di una vertenza che dura da troppo tempo.

MOBILITAZIONE SE NON ARRIVANO RISPOSTE

Abbiamo atteso per mesi. Abbiamo incontrato il management, l’Agenzia del Demanio, il Commissario straordinario. Abbiamo prodotto dossier, inviato lettere, partecipato a tavoli. Abbiamo documentato con precisione ogni aspetto di questa crisi. Di fronte all’inerzia del Governo nazionale, che non ha stanziato in tempo utile le risorse necessarie e non ha ad oggi fornito alcuna certezza sul loro reperimento, le OO.SS. si riservano di attivare ogni forma di mobilitazione adeguata – incluse tutte le forme di presidio e protesta ritenute più efficaci – che saremo nostro malgrado obbligati a predisporre nel brevissimo termine in difesa dei 186 lavoratori diretti di Eurallumina, delle famiglie dell’indotto e dell’intera comunità del Sulcis-Iglesiente.

Non permetteremo che un impianto strategico per la filiera nazionale dell’alluminio, custodito dallo Stato a spese pubbliche, venga lasciato collassare per incapacità o disinteresse politico.

Segreterie Territoriali  Filctem CGIL – Femca CISL – Uiltec UIL

Emanuele Madeddu –  Nino D’Orso – Pierluigi Loi

R.S.A. EURALLUMINA Filctem CGIL – Femca CISL – Uiltec UIL

Enrico Pulisci – Simone Zucca – Davide Boi

​Dopo il rientro della Madonna d’Itria dalla frazione di Paringianu, la serata a Portoscuso in Piazza Giovanni XXIII diventa il cuore della cultura popolare con il Gruppo Folk “Sa Turri”.

​Ci sono momenti in cui una comunità non si limita a celebrare una ricorrenza, ma decide di raccontare se stessa attraverso i propri simboli più alti, Portoscuso vivrà uno di questi momenti.
​Un tributo alla “Regina” tra storia e danza. ​L’evento, intitolato significativamente “Saluri Arreina” (Salute alla Regina), nasce dalla volontà del Gruppo Folk “Sa Turri”, in sinergia con il Comitato Vergine d’Itria, di offrire un dono alla Patrona e alla cittadinanza. Non si tratta di una semplice esibizione, ma di una vera e propria rassegna della tradizione coreutica sarda. Attraverso il rigore dei passi e l’eleganza dei costumi storici, il gruppo trasforma la piazza in un luogo di memoria viva, dove ogni movimento è un omaggio alla storia e alla devozione di un intero popolo.
​A dare un respiro di assoluto spessore culturale alla manifestazione sarà la presenza di due interpreti d’eccezione della musica isolana: l’organettista Stefano Caredda e il polistrumentista Stefano Cara. La scelta di puntare su musicisti di tale caratura sottolinea la qualità dell’iniziativa: la musica dal vivo non è qui un semplice accompagnamento, ma una ricerca sonora che eleva il ballo a momento di alto valore concertistico. Il virtuosismo degli strumenti tradizionali saprà avvolgere la piazza, offrendo al pubblico un’esperienza acustica raffinata.
​Partecipare a questa serata significa riscoprire il prestigio delle tradizioni portoscusesi in un contesto di grande dignità artistica. È un invito a fermarsi, ad osservare la bellezza della nostra eredità e a sostenere chi, con impegno e passione, mantiene vivo il patrimonio etnografico della Sardegna.
​L’appuntamento per tutta la cittadinanza e per i visitatori è fissato per le ore 19.30 di domenica 17 maggio in Piazza Giovanni XXIII. Sarà l’occasione per ritrovarsi uniti, sotto lo sguardo della “Nostra Madonna”, nel segno di una cultura che non smette di emozionare e di raccontare chi siamo.

Non si può rimanere a guardare il concretizzarsi di una catastrofe senza precedenti. Le crisi industriali che stanno investendo l’intero paese, hanno proporzioni gigantesche nel nostro territorio, con difficoltà nel garantire la pace sociale come avvenuto tra mille difficoltà sino ad oggi. Ogni singola realtà industriale peggiora quotidianamente la propria condizione, che inevitabilmente, ricade sulle famiglie, nel territorio.

È notizia di questi giorni l’accentuarsi della crisi della Reno srl azienda di circa 150 dipendenti, già vittima di una crisi che non ha garantito nei mesi scorsi dei pagamenti del welfare e dei fondi pensione, ai quali, si sono aggiunti i dubbi sulle future retribuzioni e assicurare le anticipazioni della cassa integrazione, sino alle possibili procedure di licenziamento. Condizione che presto interesserà tutte le aziende, operanti nella centrale Enel, in conseguenza delle produzioni di energia limiate a una decina di giorni negli ultimi cinque mesi. Anche nella fabbrica dell’ex Alcoa sono stati ritardati i pagamenti degli stipendi, senza alcuna comunicazione; l’11 maggio è stata firmata la cassa integrazione per SiderAlloys e GMS, il giorno dopo è stato comunicato ai lavoratori che si scusavano, ma non erano in grado di pagare le retribuzioni. Anche in Portovesme srl, la crisi continua ad andare avanti; con la perdita delle produzioni di piombo e zinco, si sono persi 2/3 degli occupati e, nonostante le difficoltà conseguenti, in stabilimento aumenta la concorrenza tra aziende e lavoratori, come denunciato precedentemente.

L’accentuarsi della crisi pongono in discussione anche le garanzie date dagli ammortizzatori sociali, preoccupazione già sollevata nei diversi tavoli istituzionali, dove la politica non è in grado di garantire che le risorse messe in campo per la formazione e la riqualificazione possano accompagnare progetti di rilancio utili davvero alla rioccupazione. A fronte di quanto sta avvenendo, FIOM, FSM e UILM pretendono chiarezza e una maggiore attenzione da parte della politica regionale e nazionale, affinché si punti a rilanciare realmente le produzioni attraverso il rilancio della filiera di alluminia, e a conoscere il futuro produttivo della Portovesme srl, dopo le rinuncia al piombo e dallo zinco.

Si proclama lo stato di agitazione, con sciopero dei metalmeccanici del polo industriale di Portovesme per il 20 maggio 2026, con manifestazione a Cagliari, per chiedere alla politica regionale risposte sulla drammaticità del momento prima di puntare al MIMIT.

Segreterie Territoriali FIOM-FSM-UILM Sulcis Iglesiente Sardegna-Sud Occidentale

Il Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Cagliari ha portato a termine l’operazione “Red Jack”, una delle più imponenti attività di polizia economico-finanziaria condotte nel settore della nautica da diporto.
L’indagine, caratterizzata da una capillarità senza precedenti, ha permesso di svelare un vasto patrimonio nautico sottratto al monitoraggio fiscale: ben 100 imbarcazioni che, sebbene riconducibili a soggetti residenti in Italia, operavano in acque nazionali con bandiere estere, in piena estraneità al fisco italiano.
L’attività ha preso il via nel 2025 allorquando, a seguito di un ordinario controllo di polizia in mare, si è ritenuto di procedere rapidamente ad una capillare ricognizione nei porti sardi.
Nel mirino delle Fiamme Gialle il fenomeno del cosiddetto flagging out, ossia una strategia spesso utilizzata da soggetti italiani per aggirare il sistema fiscale nazionale attraverso l’immatricolazione di yacht e navi da diporto in registri esteri. Tale pratica, finalizzata all’abbattimento dei costi gestionali e assicurativi, viene frequentemente strumentalizzata per sottrarsi anche agli obblighi di trasparenza verso l’Erario.
Il cuore dell’operazione è stata la verifica del rispetto della normativa sul monitoraggio fiscale, che impone ai residenti in Italia di dichiarare puntualmente, nel quadro denominato RW della dichiarazione dei redditi, il possesso di beni mobili registrati all’estero.
In sostanza, l’omessa indicazione nella dichiarazione dei redditi del bene immatricolato in uno Stato estero costituisce una violazione volta a occultare
all’erario la reale capacità contributiva ed è, quindi, sanzionata dalle norme vigenti in misura proporzionale al valore del bene stesso.
L’attività operativa svolta dalla Stazione Navale della Guardia di finanza di Cagliari ha assunto vaste proporzioni anche in relazione alla residenza fiscale dei diversi proprietari delle unità da diporto. Infatti, la meticolosa ricostruzione ha consentito di risalire ai soggetti omissivi nella dichiarazione dei redditi, distribuiti sull’intero territorio nazionale, attraverso una mirata azione da parte di numerosi reparti del Corpo.
Infatti, per perfezionare gli accertamenti, la Stazione Navale di Cagliari ha avviato specifiche collaborazioni con i Reparti competenti per territorio, rispetto alla residenza dei suddetti proprietari, attraverso l’incrocio dei dati rilevati durante i riscontri diretti con le risultanze delle banche dati, al fine di garantire la massima precisione nella ricostruzione delle posizioni fiscali.
I risultati finali delineano un quadro di eccezionale rilievo, individuando imbarcazioni e navi da diporto per un valore di mercato complessivo superiore ai 48 milioni di euro. Altrettanto significative le sanzioni amministrative contestate, che potranno raggiungere i 23 milioni di euro, in relazione al valore d’acquisto o di mercato dei beni non dichiarati.
Con l’operazione “Red Jack”, la Guardia di Finanza di Cagliari conferma la propria funzione di presidio della legalità in mare e lungo le coste. La costante presenza della flotta lungo il litorale, unitamente alla capacità di analisi investigativa, permette di contrastare efficacemente l’evasione fiscale transnazionale, assicurando che l’uso di bandiere estere non diventi uno strumento per occultare ingenti patrimoni, a tutela della sana economia del settore marittimo e della leale concorrenza fra gli utenti del mare.

La XI edizione della Fiera del Libro di Iglesias 2026 si è conclusa da meno di un mese, ma il viaggio di Argonautilus continua al Salone Internazionale del Libro di Torino, dal 14 al 18 maggio al Lingotto Fiere, negli spazi del Padiglione 2 stand L67 – a confermare una partecipazione ormai consolidata al più importante appuntamento editoriale italiano.
Il tema dell’edizione 2026 “Naviganti” è un invito al viaggio attraverso storie, culture, territori e connessioni: un tema che accompagna idealmente anche la presenza torinese della Fiera.
Nella programmazione degli incontri, spazio agli appuntamenti dedicati alla RetePYM, la prima rete italiana di Fiere e Festival letterari, nata proprio durante la Fiera del Libro di Iglesias 2018 e oggi punto di riferimento per il dialogo e la collaborazione tra eventi culturali nazionali.
Oltre alla promozione della lettura, il Salone del Libro di Torino diventa occasione di valorizzazione del Sud Ovest della Sardegna grazie all’azione di divulgazione svolta dal Consorzio Turistico per l’Iglesiente, impegnato allo stand della Fiera del Libro di Iglesias per tutte e cinque le giornate.
A Torino anche l’assessore della Cultura del comune di Iglesias, Carlotta Scema, a testimonianza dell’attenzione dell’amministrazione verso un progetto culturale che continua a crescere e che si inserisce a pieno titolo nel percorso di candidatura di Iglesias a Capitale Italiana del Libro 2027 con il progetto “Il libro nel Mediterraneo”.

E’ stata formalizzata per giovedì 11 giugno, alle ore 9.30, a Palazzo Piacentini, la convocazione del tavolo sulle tre principali vertenze del Sulcis Iglesiente legate al polo industriale di Portovesme (Eurallumina, Sider Alloys e Portovesme Srl).
Il tavolo, inizialmente ipotizzato per il 3 giugno, è stato convocato per l’11 giugno per favorire la presenza di tutte le sigle sindacali.
L’incontro – convocato su indicazione del ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, d’intesa con la Regione Sardegna – sarà dedicato a un aggiornamento complessivo delle tre vertenze, con l’obiettivo di verificare gli sviluppi più recenti, valutare le prospettive industriali e occupazionali e definire possibili azioni a sostegno del sistema produttivo del territorio.

Dall’8 al 10 maggio le città di Cesena, Rimini, Riccione e Ravenna si sono trasformate in un grande palcoscenico di musica, spiritualità e cultura grazie al prestigioso “The Romagna International Spring Choir Festival”, rassegna internazionale che ha riunito cori provenienti da tutta Europa e da numerose regioni italiane in un intenso viaggio sonoro capace di unire popoli, tradizioni e sensibilità artistiche differenti. Tra navate illuminate dalla storia, antichi affreschi e atmosfere cariche di suggestione, si sono alternate formazioni corali polifoniche, gospel e giovanili provenienti da Francia, Lituania, Bulgaria, Polonia, Regno Unito, Grecia e dalle regioni italiane Sardegna, Lazio e Romagna. Un mosaico di voci che ha trovato nelle splendide chiese ospitanti la cornice ideale, dove la bellezza architettonica si è fusa armoniosamente con quella musicale, dando vita a momenti di rara intensità emotiva. Tra le realtà più applaudite dell’intera rassegna si è distinta la Corale Caterina Cittadini di Cortoghiana, diretta dal maestro Mariano Garau.

La formazione, composta dai primi soprani Cristina Murtas, Sabrina Piras, Marinella Piras ed Elena Biancu; dai secondi soprani Ornella Piras, Gabriella Tidu, Maria Rita Pili e Carla Murtas; dai primi contralti Maria Angius, Simona Giannoni, Patrizia Pitzus e Maria Rita Fois; e dai secondi contralti Maria Dolores Salaris e Doriana Lai, è stata protagonista di esibizioni intense e coinvolgenti che hanno conquistato pubblico e organizzatori del festival. Il coro ha proposto un repertorio raffinato ed evocativo, impreziosito dalle composizioni dello stesso Mariano Garau, autore e compositore apprezzato a livello nazionale e internazionale per la sua sensibilità artistica e per la capacità di trasformare la tradizione corale in emozione viva.

Tra i brani che hanno maggiormente coinvolto il pubblico presente, ha suscitato particolare suggestione il brano di Garau I Cieli narrano, nel quale i soprani primi intrecciavano le linee melodiche con i soprani secondi, sostenuti dalla presenza calda ed elegante dei contralti primi e secondi. La direzione del maestro Garau ha reso omaggio a uno dei brani iconici del repertorio polifonico, Pastori di Bepi De Marzi, creando un momento di intensa partecipazione emotiva, in cui la sapiente armonia ha avvolto e coinvolto profondamente il pubblico. Un’emozione altrettanto intensa si è vissuta quando la corale ha reso omaggio a San Francesco d’Assisi con un arrangiamento del Maestro Garau del celebre brano Fratello Sole e Sorella Luna. La chiusura musicale ha lasciato il pubblico in un momento sospeso di profonda commozione, culminato in un applauso lungo e caloroso.

Le giornate del festival si sono sviluppate in diverse sedi contemporaneamente, coinvolgendo numerosi appassionati e offrendo autentici momenti di condivisione musicale e umana. Dietro ogni esibizione, ogni armonia e ogni applauso ricevuto si è però celato un lavoro silenzioso fatto di passione, sacrificio e straordinaria dedizione da parte dei componenti della Corale Caterina Cittadini. Ore di prove, viaggi, studio e preparazione hanno reso possibile una partecipazione vissuta con entusiasmo, spirito di gruppo e profondo senso di appartenenza. Fondamentale è stato anche il sostegno delle famiglie, presenza costante e preziosa durante tutta la manifestazione, compagni e familiari delle coriste non sono stati semplici spettatori, ma parte attiva nell’organizzazione e nel supporto logistico delle intense giornate del festival, contribuendo con disponibilità, collaborazione e affetto alla piena riuscita dell’esperienza. Un esempio autentico di comunità unita attorno alla musica e ai suoi valori più profondi. La manifestazione ha raggiunto il suo momento più alto nella suggestiva serata finale di Ravenna, ospitata nella magnifica Basilica di San Francesco, a pochi passi dalla tomba di Dante Alighieri. In quel luogo intriso di arte, memoria e spiritualità, le voci dei cori hanno risuonato con straordinaria intensità, creando un’atmosfera sospesa e profondamente emozionante. A presentare le tre serate sono stati Giulio Vata e Susanna D’Ambrosio. Le architetture solenni della basilica, illuminate dalla forza evocativa della musica corale, hanno amplificato ogni armonia, trasformando il concerto conclusivo in un’esperienza capace di toccare profondamente il cuore del pubblico presente. Particolarmente emozionante è stato il brano finale, un intenso omaggio dedicato alla Madonna, eseguito da tutti i coristi presenti al festival. Un momento di straordinario impatto artistico e umano che ha lasciato un segno indelebile nei presenti, dimostrando ancora una volta come la musica riesca a superare ogni confine linguistico e culturale, diventando linguaggio universale di pace, unione ed emozione condivisa.

La serata è stata inoltre occasione per celebrare il valore artistico e culturale delle formazioni partecipanti attraverso la consegna di importanti riconoscimenti ai cori e ai direttori. Particolarmente significativo il premio conferito alla Corale Caterina Cittadini e al Maestro Mariano Garau, omaggiato per la sua instancabile attività artistica non solo come direttore, ma anche come compositore e promotore della cultura musicale corale. Un riconoscimento accolto con grande emozione, simbolo di un percorso costruito negli anni con dedizione, studio e passione. L’esibizione della Corale Caterina Cittadini ha ricevuto calorosi applausi e unanimi apprezzamenti per la compattezza vocale, l’intensità interpretativa e la capacità di trasmettere emozioni autentiche. Attraverso la propria musica, il coro ha saputo rappresentare con orgoglio il patrimonio corale del Sulcis e della Sardegna, confermando ancora una volta il valore universale della coralità come linguaggio di incontro, dialogo e fratellanza tra i popoli.

La partecipazione al “The Romagna International Spring Choir Festival” segna così un nuovo e prestigioso capitolo nel percorso artistico della Corale Caterina Cittadini, che ha recentemente celebrato i suoi trent’anni di attività. Da sempre ambasciatrice della cultura musicale del territorio, la formazione continua a distinguersi nei più importanti contesti nazionali e internazionali, dove ogni nota diventa memoria, identità e racconto collettivo.

 

Teulada torna a ottenere le Bandiere Blu per le spiagge di Tuerredda, Portu Tramatzu e Is Arenas Biancas.
«Un risultato costruito in questi anni di amministrazione attraverso un lavoro lungo, complesso e spesso silenzioso, portato avanti su più fronti: qualità dei servizi, gestione ambientale, raccolta differenziata, tutela del territorio, accessibilità, informazione, decoro e soprattutto sul miglioramento delle criticità legate al sistema di depurazione, che negli anni precedenti avevano comportato pesanti conseguenze per il nostro Comunedice il sindaco Angelo Milia -. La Bandiera Blu, infatti, non premia soltanto la bellezza del mare. I criteri riguardano anche la qualità delle acque e della depurazione, la gestione dei rifiuti, i servizi, l’accessibilità, sulla quale stiamo investendo con interventi nelle nostre spiagge, la mobilità sostenibile e le attività di educazione ambientale. È un riconoscimento che valuta la qualità complessiva del territorio e del lavoro amministrativo.»
«Per questo il risultato appartiene a tutta la comunità ed è frutto del lavoro dell’Amministrazione, della struttura comunale, degli operatori turistici e di tutti voi che ogni giorno rispettate e amate il nostro territorio aggiunge Angelo Milia -. Un ringraziamento a tutte le persone che in questi mesi hanno collaborato per raggiungere questo importante obiettivo. Adesso arriva la parte più difficile: confermare e difendere questo risultato nel tempo, continuando a migliorare Teulada ogni giorno», conclude il sindaco di Teulada.

Per l’ottavo anno consecutivo Maladroxia e per il quinto Coa Cuaddus saranno spiagge Bandiera Blu: Sant’Antioco si conferma meta turistica di qualità, tra le eccellenze d’Italia che nel corso della stagione estiva 2026 potrà sventolare l’ambito vessillo, riconoscimento internazionale attribuito da Fee Italia, sinonimo di salubrità delle acque, di accessibilità e sostenibilità. Due spiagge antiochensi che restano ben salde nel prestigioso elenco delle località balneari che valgono, nell’èlite.

Questa mattina, a Roma, si è tenuta la cerimonia di assegnazione delle Bandiere a cui ha preso parte l’Assessore comunale Pasquale Renna: «Siamo felici di questa confermacommenta Pasquale Rennacertifica il grande lavoro avviato dall’Amministrazione in collaborazione con gli Uffici comunali. Mentre i criteri per ottenere l’insegna diventano ogni anno sempre più rigorosi, i nostri coefficienti si confermano ottimi. Colgo l’occasione per ringraziare gli Uffici comunali per l’impegno che profondono prima per portare a casa la bandiera e poi per conservarla».

«Anche se sono anni che raggiungiamo questo traguardo, giungerci non è per nulla scontatocommenta il sindaco Ignazio Locciè, infatti, un risultato che viviamo con grande gioia perché i requisiti per conquistare la bandiera cambiano di anno e si fanno sempre più complessi. Ecco perché ottenerla non è un semplice riconoscimento, bensì uno stimolo aggiuntivo a fare sempre meglio in termini di ambiente, sostenibilità e servizi.»

Come da tradizione Maladroxia e Coa Cuaddus vedranno l’avvio della stagione Bandiera Blu il primo luglio (con il consueto rito di apertura) per poi concludersi il 31 agosto.

Da anni la strada circumlacuale del Lago Corsi, nei pressi della diga di Punta Gennarta, rappresenta per Iglesias un luogo di forte valore sociale, ambientale e identitario: un percorso frequentato da cittadini, famiglie, sportivi e visitatori per passeggiate, attività all’aria aperta e momenti di svago immersi nel verde. La sua attuale chiusura, motivata da presunte criticità di sicurezza, rischia però di sottrarre alla comunità uno spazio storico e molto amato, per il quale appare oggi necessario individuare, con urgenza e senso di responsabilità, una soluzione che coniughi la tutela dell’incolumità pubblica con la piena restituzione dell’area alla fruizione collettiva.

Ho presentato in queste ore un’interrogazione all’assessore regionale dei Lavori pubblici per richiamare l’attenzione sulla chiusura della strada circumlacuale del Lago Corsi, presso la diga di Punta Gennarta, nel territorio del comune di Iglesias, con l’obiettivo di favorirne la restituzione alla fruizione pubblica in condizioni di piena sicurezza.

Per decenni quel percorso ha rappresentato un luogo prezioso per la comunità iglesiente: uno spazio di passeggio, sport, socialità e contatto con il verde, frequentato da famiglie, cittadini, sportivi e visitatori. La sua riapertura, naturalmente nel rispetto di tutte le necessarie verifiche tecniche, sarebbe un segnale importante per il territorio e per la qualità della vita di chi vive Iglesias.

Nell’interrogazione chiedo alla Regione di acquisire un aggiornamento chiaro sulle criticità segnalate da ENAS e di valutare, insieme al comune di Iglesias, soluzioni concrete che consentano di superare l’attuale chiusura attraverso interventi di messa in sicurezza, riqualificazione e, se necessario, accessi regolamentati.

La priorità deve essere una sola: garantire la sicurezza delle persone senza rinunciare a un bene che per la città ha un forte valore sociale, ambientale e identitario. È un tema che merita attenzione, responsabilità e collaborazione istituzionale, con l’obiettivo di restituire agli iglesienti e a tutti i frequentatori un luogo bello, utile e davvero vivibile.

Gianluigi Rubiu

Consigliere regionale Fratelli d’Italia