10 October, 2026
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Sono circa 140 le osservazioni tecniche depositate all’assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente, per il progetto di costruzione della discarica nel territorio di San Giovanni Suergiu. Il loro numero evidenzia ancora una volta una forte opposizione popolare in un comune con meno di diecimila abitanti nell’ambito di una procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) o di Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR), dato estremamente significativo che evidenzia una mobilitazione capillare senza precedenti della comunità locale, del comitato No alla discarica e delle numerose associazioni di settore.

«Si tratta di un dato eccezionale – spiega la sindaca Elvira Usai – nei piccoli comuni la partecipazione pubblica ai procedimenti amministrativi si attesta solitamente su cifre molto inferiori; non possiamo che ringraziare ogni singola persona per questo prezioso apporto alla lotta collettiva.»

«La pubblicazione delle 140 osservazioni arriva durante la seduta di consiglio comunale in cui – prosegue la prima cittadina – abbiamo deliberato all’unanimità la nostra ferma contrarietà al progetto di discarica con un atto territorialmente condiviso da tutte le comunità del Sulcis Iglesiente.»

Le osservazioni rappresentano una quota altissima di cittadini attivi (quasi il 3% della popolazione) e danno l’idea di una comunità compatta che ha saputo estendere e coinvolgere nella sua lotta comitati spontanei di cittadini e amministrazioni locali.

In una procedura regionale di VIA/PAUR, l’autorità competente (la Regione) è obbligata per legge a esaminare e controdedurre a ciascuna delle osservazioni presentate prima di emettere il provvedimento finale. Sebbene il numero attesti un significativo dissenso sociale, l’impatto reale sull’esito della procedura dipenderà non solo dalla qualità tecnica delle osservazioni formulate in questa fase dai cittadini ma anche dalle relazioni degli enti in conferenza di servizi.

«A tal proposito – conclude la sindaca di San Giovanni Suergiu – assieme ai nostri consulenti e alla Provincia, abbiamo convenuto di portare le nostre relazioni direttamente in conferenza decisoria. Rilievi ben formulati sulle numerose criticità progettuali che da oltre un anno evidenziamo nei vari consessi.»

Undici concerti e sei attività collaterali tra Cagliari, Sassari e Iglesias. Lunedì 5 ottobre verrà presentata l’XI edizione della rassegna “Itinerari Musicali dell’Identità”

Organizzata dall’associazione culturale La Casa Rosa, in collaborazione con i Conservatori di Cagliari e Sassari e finanziata dall’assessorato regionale del Turismo, Artigianato e Commercio, l’XI edizione della rassegna “Itinerari Musicali dell’Identità” sarà presentata lunedì 5 ottobre alle 10.30, nella sede dell’Assessorato in viale Trieste 105, a Cagliari.

Il cartellone, in programma tra ottobre e dicembre a Cagliari, Sassari e Iglesias, porterà in Sardegna alcuni dei protagonisti più conosciuti della scena classica internazionale. Tra questi Valentina Lisitsa, Uto Ughi e Bruno Canino, Leslie Howard, Paolo Restani, Anna Tifu, Silvia Chiesa e Maurizio Baglini.

Un ruolo centrale sarà affidato ai Conservatori di Cagliari e Sassari, i cui studenti si esibiranno in apertura dei concerti. Il programma sarà completato da sei attività collaterali.

Alla conferenza interverranno l’assessore regionale del Turismo, Artigianato e Commercio Franco Cuccureddu, il direttore artistico della rassegna Mirko Atzori, la responsabile Area Eventi dell’associazione culturale La Casa Rosa Maristella Casula, la direttrice del Conservatorio “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari Aurora Cogliandro e il direttore del Conservatorio “Luigi Canepa” di Sassari Andrea Ivaldi.

Il Consiglio comunale di San Giovanni Suergiu nella seduta del 28 settembre 2026 ha ratificato la maxi variazione di bilancio pari a oltre 9 milioni di euro dell’amministrazione guidata dalla sindaca Elvira Usai.

«Si tratta di un passaggio fondamentale – spiega la prima cittadina – che rimette in moto i lavori pubblici programmati e fa ricadere sul territorio una manovra economica di quasi dieci milioni di euro.»

Un segnale importante per il paese sulcitano che può avviarsi verso una nuova fase di opere pubbliche grazie anche all’implementazione delle risorse umane in capo all’ufficio tecnico.

«Finanziamenti importanti – spiega Elvira Usai – a partire dalla bonifica della Centrale di Santa Caterina per un valore di oltre sette milioni di euro, per poi passare per il campo sportivo comunale (400mila euro), dalla ristrutturazione della ex Casa Bellu (300mila euro) agli interventi sul galoppatoio comunale(166mila euro), alla valorizzazione del Nuraghe Candelargiu (200mila euro) e la mitigazione degli argini sul Rio Palmas (350mila euro). Lavori strutturali che cambieranno sicuramente l’assetto del territorio e daranno risposte alle criticità del paese. “Siamo in perfetta aderenza con quelle che sono le nostre linee programmatiche – conclude Elvira Usai – e queste risorse saranno spese per realizzare quanto promesso ai nostri cittadini.»

Domenica prossima 4 ottobre “Navigantes – La carovana dell’identità” farà tappa a Sant’Antioco, sull’isola omonima. Si tratta della quarta edizione dell’iniziativa promossa dalla Fondazione Maria Carta che porta i suoni, i canti, le musiche, i balli e i colori degli abiti tradizionali della Sardegna nelle comunità sorelle. Dopo quelle a Barcellona nel 2023, a Bonifacio in Corsica nel 2024 e a Carloforte nel 2025, “Navigantes” proporrà un’altra “invasione pacifica” di centinaia di sardi, portatori di cultura e di tradizioni, che attraverseranno in sfilata il centro di Sant’Antioco.

Anche stavolta parteciperanno gruppi in abito tradizionale, provenienti dai diversi territori della Sardegna, le maschere dei Mamuthones e Issohadores della Pro Loco di Mamoiada, i suonatori degli strumenti della tradizione, come le launeddas e gli organetti diatonici, oltre a canti a tenore e voci femminili. E poi i Tamburini di Oristano e i gruppi antiochensi. Un totale di 450 persone in rappresentanza di oltre 50 comuni, che porteranno colori e suoni di tutta la Sardegna.

La giornata prenderà il via alle 10 con l’incontro istituzionale al Palazzo del Capitolo, alla presenza del sindaco e degli amministratori del comune di Sant’Antioco e con i primi cittadini delle comunità invitate all’evento. Subito dopo, in piazza De Gasperi, seguiranno i canti e i suoni della tradizione, con i Tenores di Bitti, il duo Fantafolk (Vanni Masala all’organetto e Andrea Pisu alle launeddas), i Cantori Sa Tempesta di Sant’Antioco e Maria Giovanna Cherchi. Alle 11.45, partirà la sfilata, aperta dai gruppi locali e chiusa da Mamuthones e Issohadores. Al termine, anche quest’anno, ci sarà un grande “ballu tundu”.

«“Navigantes” ritorna per la sua quarta edizione – dichiara Leonardo Marras, presidente della Fondazione Maria Carta – e lo fa riproponendo una formula consolidata, tanto apprezzata dal pubblico e dai diretti protagonisti. Puntiamo a rafforzare il legame tra due isole che condividono condizioni storiche e culturali. Anzi, questa volta possiamo parlare di un viaggio in un’isola dentro un’altra isola, unite strettamente da valori storici. Ci sono elementi caratteristici come la musica, gli scambi turistici e, come ho già detto negli anni scorsi, anche i rapporti tra i giovani che costituiscono quel ponte in grado di generare nuove e stabili relazioni. Tutto questo in un contesto sempre più europeo.»

Con Sant’Antioco i legami sono davvero stretti, anche da un punto di vista linguistico. È un’isola ma siamo in Sardegna, in tutti i sensi. Non bisogna infatti dimenticare che il patrono sardo è proprio Sant’Antioco. «L’auspicio è che il prossimo anno si possa portare Navigantes a La Maddalena», dice ancora Leonardo Marras, che ricorda quanto sia stato importante il viaggio per i nostri nonni e bisnonni, che raggiungevano luoghi lontani, in cerca di lavoro e fortuna. «Oggi vogliamo far viaggiare la nostra cultura che rappresenta la spina dorsale della nostra identità». Per la Fondazione Maria Carta il confronto con gli altri vuol dire arricchimento, non va mai visto come un ostacolo.

Parole confermate dal sindaco di Sant’Antioco, Ignazio Locci: «La nostra è una terra di antiche civiltà e di secolari tradizioni, crocevia di popoli e culture nel cuore del Mediterraneo e quindi non possiamo che condividere pienamente questi valori. Un viaggio che non è soltanto geografico, ma soprattutto culturale e umano, nel quale costumi, musiche, canti, danze e tradizioni diventano strumenti di incontro, conoscenza reciproca e valorizzazione dell’identità collettiva».

«Ogni paese, ogni territorio della Sardegna ha una storia diversa da raccontare, un costume, una musica, una lingua, un’identità che lo rende unico. E la cosa più bella è che questa diversità non ci divide: ci rende più ricchi – aggiunge Gianluca Mereu, assessore comunale alla Cultura -. Navigantes nasce proprio per questo, farci incontrare e riscoprire attraverso i tanti gruppi che sfileranno, il valore straordinario della nostra appartenenza.»

Il Rally dei Nuraghi e del Vermentino, manifestazione firmata Rassinaby Racing e valida come quinto round del Campionato Italiano Rally Terra, si appresta a vivere la ventitreesima edizione della propria storia nelle giornate di sabato 31 ottobre e domenica 1 novembre. Anche nel 2026, la gara basata a Berchidda sarà un doppio appuntamento tricolore: oltre al rally moderno, come di consueto si disputerà anche l’ottava edizione del Rally Vermentino Historicu, valido per il Campionato Italiano Rally Terra Storico.

Ormai alle porte l’apertura delle iscrizioni. Per poter partecipare al rally moderno, valido per il Cirt, ma anche per la Coppa Rally di Zona 10 e per il Campionato Regionale Delegazione Sardegna Aci Sport, ci sarà tempo per perfezionare l’iscrizione dalle 9 di giovedì primo ottobre alle 23.59 di venerdì 23 ottobre. Chi invece vorrà prendere parte al rally storico, potrà iscriversi dalle 9.00 di giovedì primo ottobre alle 18.00 di lunedì 26 ottobre.

La prima novità riguarda la data. A differenza delle edizioni precedenti, la gara avrà un nuovo format: si disputerà nelle giornate di sabato e domenica e non più di venerdì e sabato.

Il percorso, che verrà ufficializzato dopo il sopralluogo del supervisore federale, è stato rinnovato per circa il cinquanta percento e, nella scelta delle prove, l’organizzazione anticipa di aver voluto prediligere speciali dal fondo sterrato compatto e regolare, adatto sia per le vetture moderne, sia per le storiche. Nella giornata del sabato, ci sarà il ritorno della speciale di Monte Olia, assente da diverse stagioni e riproposta in una versione del tutto inedita, in quanto verrà percorsa in senso inverso rispetto al passato. Nella giornata del sabato prevista anche un’altra speciale breve e veloce, che interesserà la parte alta dei Monti di Alà. Domenica in programma una prova a Monte Lerno, che sarà la più lunga della gara, poi la classica Filigosu, come nelle edizioni precedenti.

Confermata la logistica, con partenza e arrivo in piazza del Popolo a Berchidda, comune che ospiterà anche lo shakedown, il parco assistenza, il riordino notturno al campo sportivo e il quartier generale con direzione gara e sala stampa.

Vent’anni di storie, figure femminili e memoria. La rassegna “Donne sarde di ieri e di oggi”, fiore all’occhiello del gruppo Acli di San Giovanni Suergiu, festeggia il suo ventesimo compleanno esordendo con una serata omaggio a Grazia Deledda.
L’appuntamento è per sabato 3 ottobre, alle ore 19.00, nella sala consiliare di via Roma a San Giovanni Suergiu, con un concerto narrativo dedicato alla scrittrice nuorese. Un anniversario nell’anniversario: nel 2026 ricorrono infatti i 100 anni dall’assegnazione del Nobel per la letteratura a Grazia Deledda, unica donna italiana ad averlo ricevuto. Una coincidenza che rende ancora più significativo l’avvio della rassegna.
La serata, realizzata con il patrocinio del comune di San Giovanni Suergiu e il contributo della Fondazione di Sardegna, sarà animata dall’associazione culturale “Tra parole e musica. Casa di suoni e racconti”, con la direzione artistica di Andrea Congia. Presentato dalla giornalista Sara Vigorita, lo spettacolo musicale e teatrale dal titolo “L’amore non conosce povertà”, novella strettamente legata al capolavoro “Canne al vento”, porterà in scena la compagnia composta da Elisa Zedda, Andrea Congia e William Lenti.
«Era il 2006 quando abbiamo cominciato questo meraviglioso percorso grazie al quale – spiega la presidente Acli di San Giovanni Suergiu, Cristina Dessì – abbiamo raccontato tante donne che, con le loro scelte, il loro talento e il loro coraggio, hanno lasciato un segno nella storia della Sardegna. Da Eleonora d’Arborea a Francesca Sanna Sulis, non poteva mancare Grazia Deledda, una donna che, con la forza della sua scrittura, ha portato la Sardegna nel mondo e ha dato un contributo fondamentale all’emancipazione femminile.»
Il ventennale della rassegna si svilupperà lungo un programma particolarmente ricco che proseguirà fino a marzo 2027 con il coinvolgimento delle scuole. Dopo l’apertura del 3 ottobre, il secondo appuntamento è in calendario il 29 novembre, con la presentazione di un libro fotografico dedicato a dieci donne sarde che hanno saputo cogliere le “occasioni felici” per costruire il proprio percorso di realizzazione.
Tutti gli appuntamenti hanno ingresso libero.

Sabato 26 settembre, alle ore 20.00, a Villa Stefani nel Villaggio Normann, si è concluso con “Memorabilia – Apriamo l’archivio!” il percorso che per mesi ha coinvolto le comunità di Normann, San Giovanni, Bindua e Monte Agruxiau nella costruzione di un grande archivio digitale condiviso. Un progetto nato per raccogliere e restituire le memorie dei villaggi minerari che, tappa dopo tappa, è cresciuto ben oltre le previsioni iniziali.

Il risultato più evidente è la raccolta di circa mille fotografie, documenti, filmati e testimonianze, provenienti in gran parte dagli archivi privati degli abitanti, oggi digitalizzati, catalogati e resi accessibili nell’archivio online di Memorabilia. Ma dietro questi numeri c’è soprattutto un’esperienza collettiva: famiglie che hanno aperto album, cassetti e scatole conservati per decenni; incontri tra generazioni; ricordi del lavoro in miniera, della vita quotidiana, delle lotte, delle feste, dei legami e delle trasformazioni dei villaggi diventati patrimonio di tutti.

La risposta delle comunità è stata straordinaria. Il progetto prevedeva il coinvolgimento diretto di circa 80 residenti: già il primo incontro pubblico ha riunito più di 150 abitanti e la partecipazione è ulteriormente cresciuta nelle tappe successive, attraverso incontri, raccolte, laboratori, residenze e restituzioni pubbliche. L’obiettivo originario era costruire un processo nel quale gli abitanti non fossero semplici spettatori, ma parte attiva della raccolta e della produzione culturale.

Anche la dimensione artistica è stata centrale. Le memorie raccolte sono diventate materia di azioni teatrali e performative site-specific, costruite attraverso residenze e ricerca sul campo e restituite negli stessi luoghi da cui quelle storie provenivano. Il progetto prevedeva cinque azioni teatrali distribuite tra maggio e settembre, trasformando il patrimonio materiale e immateriale dei villaggi in esperienza pubblica e condivisa.

Memorabilia lascia soprattutto una ricaduta permanente. Il progetto prevedeva inizialmente 5 stazioni culturali collegate all’archivio digitale attraverso QR code; il percorso realizzato ne conta oggi 8, distribuite nei luoghi dei villaggi e fruibili autonomamente anche dopo la conclusione delle attività.

Gli 8 QR code sono stati realizzati artisticamente in mosaico di pietra e anche la loro costruzione è diventata un’esperienza partecipativa: le artigiane di Musa Mosaici, giunte appositamente da Castel Gandolfo, hanno lavorato sul posto con gli abitanti, trasmettendo le tecniche necessarie e coinvolgendoli direttamente nella realizzazione. Scansionandoli è possibile entrare nell’archivio dai luoghi stessi, ritrovando fotografie, testimonianze e contenuti legati alle persone che li hanno vissuti. Il percorso diventa così una piccola infrastruttura culturale permanente, capace di continuare a raccontare i villaggi anche una volta concluso il progetto.

È proprio questo uno dei risultati più significativi di Memorabilia: il progetto si conclude, l’archivio continua. Rimangono circa mille documenti restituiti alla fruizione pubblica, otto tappe permanenti sul territorio e soprattutto una comunità che ha partecipato, in numero molto superiore alle previsioni, alla costruzione del proprio archivio.

L’archivio, inoltre, continuerà a crescere nel tempo, grazie all’Associazione Villaggio Normann ODV e alle funzioni partecipative della piattaforma Memorabilia. Gli abitanti potranno caricare autonomamente nuovi contenuti e aggiungere commenti e informazioni ai materiali già presenti, contribuendo ad arricchire progressivamente didascalie, storie e conoscenze legate alle immagini e ai documenti. L’archivio rimane così uno strumento vivo, affidato alla comunità e aperto a nuove memorie e nuove informazioni.

L’appuntamento del 26 settembre non è stato quindi soltanto una presentazione finale, ma il momento in cui tutto il lavoro di questi mesi è stato restituito pubblicamente agli abitanti. La frase scelta per accompagnarlo ne riassume lo spirito: “Vieni anche tu a vedere tutto quello che abbiamo raccolto in questi mesi… ma non è finita!”

Gli abitanti hanno risposto portando entusiasmo, cibo e bevande, indispensabili per vivere in maniera festosa il raggiungimento di questo importante traguardo comunitario.

 

Sabato 3 ottobre, alle ore 17.30, presso il Museo dei PaleoAmbienti Sulcitani, si terrà la conferenza “Atalonodon: alla scoperta del più antico mammifero d’Italia”, a cura del dott. Daniel Zoboli, paleontologo dell’Università di Cagliari.
L’atalonodonte, il più antico mammifero fossile d’Italia racconta la Sardegna di oltre 50 milioni di anni fa.
La Sardegna custodisce una storia geologica lunga oltre mezzo miliardo di anni e un patrimonio paleontologico di eccezionale valore. Tra le testimonianze più significative di questo passato remoto figura anche un piccolo primato nazionale. Dall’isola proviene, infatti, il più antico fossile di mammifero finora rinvenuto in Italia. Si tratta dell’atalonodonte, un lontano parente degli attuali tapiri, conosciuto grazie a una mandibola scoperta nei pressi di Gonnesa e risalente a oltre 50 milioni di anni fa. Il reperto rappresenta una preziosa testimonianza di un’epoca in cui la Sardegna era molto diversa da quella attuale, caratterizzata da un clima tropicale, da vaste foreste e da una fauna composta da animali oggi completamente scomparsi.
A guidare il pubblico alla scoperta di questo straordinario animale e dell’ambiente in cui visse sarà il dott. Daniel Zoboli, paleontologo di Carbonia. L’incontro offrirà l’occasione per conoscere più da vicino uno dei reperti paleontologici più importanti rinvenuti in Sardegna e per ricostruire, attraverso le evidenze scientifiche, un paesaggio ormai scomparso. La storia dell’atalonodonte permette infatti di viaggiare indietro nel tempo fino a un’isola ancora immersa in un ambiente tropicale e popolata da una fauna profondamente diversa da quella odierna.
La conferenza fa parte del programma della 14ª edizione della “Settimana del Pianeta Terra”, la manifestazione nazionale dedicata alla divulgazione e alla conoscenza delle geoscienze, che dal 27 settembre al 4 ottobre proporrà numerosi appuntamenti in tutta Italia.
È consigliata la prenotazione ai seguenti numeri: 0781/1860812 – 3402689043 o tramite mail all’indirizzo museicarbonia@gmail.com

Non servono tante parole per raccontare le emozioni che la mattina di venerdì 25 settembre hanno pervaso e invaso la chiesa della Beata Vergine Addolorata, a Carbonia, in occasione dell’ultimo saluto ad Antonello Dessì. Le sue mille sfaccettature lo hanno “vestito” da figlio, sposo, cristiano, lavoratore, collega, sindacalista, padre, nonno, amico, poeta, scrittore… E lui, in ogni sua veste, è stato esemplare, attento, corretto, preciso e sempre” sul pezzo”. Il nostro caro Antonello è riuscito in un miracolo, ha trasformato il suo ultimo saluto in un incontro tra politici, amministratori, ex sindaci… che nessuno era riuscito a far stare nella stessa stanza, chissà quanto avrà sorriso e riso di questo incontro! La chiesa gremita testimonia il passaggio di Antonello Dessì sulla terra come il paesaggio di un uomo buono. Portavoce di tutti i cittadini di Carbonia, mi sento di abbracciare la famiglia Dessì che ha avuto la fortuna di avere, come noi tutti, una persona speciale che dall’alto sono sicura veglierà su noi tutti.

Di seguito l’ultimo saluto della figlia Gloria

«Ha amato tutto, Antonello, mio padre. Ha amato il calcio, tifato e giocato, talvolta un po’ nervosetto, con la classe del numero 10. Ha amato i diritti dei lavoratori, lottando per loro con convinzione nella nostra CISL. Ha amato il socialismo, quello dei garofani rossi che lo accompagnano in questo giorno e che non lascia indietro nessuno, perché la distribuzione della ricchezza se non è equa non è giusta. Ha amato la sua gente, la sua comunità di Carbonia e del territorio, che ha servito come uomo delle istituzioni. Ha amato la sapienza, la scienza, lo studio, la poesia, lasciandoci una letteratura di suoi libri editi e inediti che per sempre ci racconteranno la sua sensibilità. Ha amato la sua famiglia, la sua mamma e il suo papà, che ha perso troppo presto, e tutti noi che abbiamo camminato con lui in questo pellegrinaggio sulla terra.

Noi, abbiamo avuto la grazia di avere con noi un uomo immenso, che ha sposato una donna meravigliosa che gli è stata accanto davvero in ogni momento, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, in ricchezza e povertà, tutti i giorni della sua vita. Noi figli siamo grati al Signore perché abbiamo avuto la ricchezza di avere un papà intelligentissimo, dolce, moderno, impegnato, che ci ha guidati lasciandoci la libertà di fare le nostre scelte e di realizzare la nostra esistenza nel rispetto delle nostre personalità.

Io sono grata a mia sorella Claudia, figlia stupenda e devota che si è presa cura di papà amorevolmente, senza badare a orari, senza conoscere sabato, domenica e giorni di festa, e sono grata a mio fratello Cristian, che oggi con sofferenza non è riuscito a rientrare dall’estero ma è con noi col cuore, perché anche lui ha donato tutto il suo supporto e le sue braccia forti per aiutare papà nel tempo della malattia. Papà, ti avremmo voluto ancora con noi, anche in questa condizione di malattia, perché la tua vita è stata preziosa per noi in ogni momento fino alla sua fine naturale e lo è stata più ancora nel tempo della tua fragilità.

Quando sono debole, è allora che sono forte perché la grazia di Dio opera in me: questo ci ha insegnato San Paolo e di questa debolezza abbiamo fatto anche il nostro tesoro, perché servirti nella malattia è stato come essere con Maria sotto la croce di Gesù, porta stretta per la tua e la nostra santità. Sì, ti avremmo voluto ancora con noi, ma le vie del Signore non sono le nostre vie e, dunque, ci congediamo oggi da te, ma con la certa speranza che le nostre vite si riuniranno un giorno quando saremo tutti nella Gerusalemme celeste. Per il tempo che avrò davanti, io continuerò a dire con orgoglio: sono la figlia di Antonello Dessì, perché tu sei la mia storia.

Grazie per il bene che hai fatto e per la scia di luce che lasci dietro di te. Ripeto la preghiera di Sant’Agostino: Signore, non ti chiedo perché me lo hai tolto, ma ti ringrazio perché me l’hai donato. Ti saluto con un verso di una tua poesia che dice così: Vorrei andare là, dove un’altra primavera sta sorgendo, sopra un campo colorato di papaveri. E, dunque, va e riposa nella pace dei giusti, dove sarà ancora la tua nuova Primavera, tu che hai amato tutto e noi continueremo ad amarti da qui.»

Nadia Pische

Terzo pareggio per l’Iglesias di Daniele Porcu nelle prime tre giornate del nuovo campionato di Eccellenza regionale con la Villacidrese di Andrea Cocco che, reduce dal successo sul Tempio, sale a quota 4 punti in classifica. Il risultato a reti bianche è sostanzialmente lo specchio di quanto s’è visto in campo, con un’Iglesias più intraprendente e spesso pericolosa nella prima parte di gara e la Villacidrese più vicina al goal del vantaggio nella ripresa, con due clamorosi pali interni che hanno fatto gridare al goal. Nel finale l’Iglesias ha avuto nuovamente il match ball decisivo con Nicolas Capellino che ha concluso a botta sicura tra le braccia dell’ex Vincenzo Riccio.

Daniele Porcu ha dovuto fare a meno dello squalificato Leon Mancini (non ci sarà neanche domenica prossima ad Alghero) e ha tenuto inizialmente in panchina Leon Rodrigues, in non perfette condizioni fisiche. Al suo posto al centro della difesa Stefano Crivellaro.

L’Iglesias è andata vicina al goal del vantaggiop una prima volta al 13’ con Facundo Maitini, sul quale si è opposto Vincenzo Riccio, condizionandone la conclusione terminata a fil di palo. L’attaccante argentino rossoblù nuovamente pericoloso con un pallone “velenoso” che ha attraversato tutta l’area di porta senza tovare i compagni pronti al tocco vincente davanti alla linea di porta.

Al 24’ un pasticcio della difesa campidanese ha messo ancora Facundo Maitini nella condizione di punirla ma la conclusione è terminata ancora fuori dai pali. Santiago Domingue, il più attivo, ha impegnato Vincenzo Riccio al 39′ e poi ha cercato ancora Facundo Maitini, anticipato dalla difesa ospite.

Prima del riposo Federico Dominguez ha esaltato le doti acrobatiche di Vincenzo Riccio che ha tolto il pallone dall’incrocio dei pali con un balzo straordinario.

Prima del riposo la Villacidrese ha perso l’ex capitano rossoblù Gianluigi Illario, uscito malconcio da uno scontro con due calciatori dell’Iglesias, con una spalla fuori posto, sostituito da Gianmarco Paulis.

La Villacidrese nella ripresa ha mostrato subito di non accontentarsi del pari sofferto del primo tempo e nel girone di tre minuti ha colto due pali interni clamorosi: al 15’, con un colpo di testa di Roberto Cappai che ha superato Riccardo Daga, la difesa rossoblù ha sventato la minaccia; al 18’ calcio di punizione di Stefano Demurtas e ancora palo interno con Riccardo Daga battuto, e il pallone che ha attraversato la linea di porta con gli attaccanti della Villacidrese distanti e la difesa rossoblù ancora salva.

Sventati i due pericoli, l’Iglesias si è resa nuovamente pericolosa nel finale con il subentrato Nicolas Cappellino che prima non ha angolato la conclusione a botta sicura consentendo una facile parata a terra a Vincenzo Riccio e poi ha colpito con scarsa efficacia di testa da favorevole posizione.

Al triplice fischio finale un punto a testa per le due squadre che si ritroveranno di fronte il 7 ottobre, ancora al Monteponi, per l’andata dei quarti di fiale della Coppa Italia.

L’Iglesias, intanto, in campionato è attesa sabato prossimo dalla trasferta di Alghero, con quella che viene accreditata da tanti come grande favorita per la promozione in serie D insieme all’Ilvamaddalena. L’impegno è arduo ma l’Iglesias l’affronterà senza paura, alla ricerca della prima vittoria stagionale. La squadra di Daniele Porcu ha realizzato e subito un solo goal, numeri che ne fanno la seconda miglior difesa dietro il Lanusei, una delle due capolista insieme al Santa Teresa e non ha ancora subito goal, ma anche l’attacco meno prolifico, al pari di quello della Nuorese, ultima in classifica con un solo punto, insieme a Tempio e Tortolì.

Iglesias: Daga, Adriano Leroux-Batte, Arzu, F. Dominguez, Crivellaro, Montisci, Floris (69′ Figus), Santiago Dominguez, Beugré (64′ Capellino), Piras (75′ Rodrigues), Maitini (89′ Lambroni). A disposizione: Bonifacio, Bahlaouan, Pitzeri, Corsini, Romain Leroux-Batte. Allenatore: Daniele Porcu.

Villacidrese: Riccio, Laconi, Carboni (85′ Caferri), Pilleri, Jah, Abbruzzi (56′ Mascia), Cannas (77′ Abo Kaff), Illario (43’ Paulis), Demurtas, Cappai, Atzei (56′ Frau). A disposizione: Cambarau, Corda, Bellu, Caddeo. Allenatore Andrea Cocco.

Arbitro: Piergiorgio Gabrieli di Padova.

Assistenti di linea: Francesco Usala e Monica Ortu di Cagliari.

Ammoniti: Federico Dominguez (I), Arzu (I), Santiago Dominguez (I), Abbruzzi (V), Capellino (I), Laconi (V).

Spettatori: 300.

Giampaolo Cirronis